Piano Fenice, 7mila lavoratori cacciati da Alitalia e Air One

alitalia
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Il gioco intorno a Alitalia ora è più chiaro. Berlusconi aiuta i suoi, come sempre. Lo stesso Cavaliere ha anticipato il “piano Fenice” a una cena con i senatori del Popolo delle Libertà: 5mila lavoratori saranno cacciati, più duemila di Air One, separazione del ramo d´azienda marcio, che finirebbe sul groppone dello Stato, cioè dei contribuenti. A guadagnarci sarebbero solo Berlusconi e i suoi amici.

In campagna elettorale Berlusconi gridò allo scandalo,
quando il piano Air France prevedeva 2100 lavoratori in esubero. In campagna elettorale pur di non perdere il posto, molti dipendenti Alitalia votarono il Cavaliere, che pur di rendere credibili le sue parole parlò anche di un intervento dei suoi figli, poi naturalmente smentito. Il risultato fu che il piano Air France fallì, la compagnia aerea si ritirò e Berlusconi incassò il voto elettorale, senza ringraziare. A distanza di mesi, la cordata tanto sbandierata ancora non c´è, il piano di Banca Intesa San Paolo (advisor del governo per la privatizzazione) nemmeno, ma le indiscrezioni sono tante.

La nuova Alitalia sarà una “Newco” senza debiti, dove far confluire le attività redditizie della vecchia compagnia e quelle della Air One di Carlo Toto, oltre ai capitali di una serie di azionisti industriali e finanziari. Lo riporta su un quotidiano nazionale Corrado Passera, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, che spiega come la creazione di due aziende, una da rottamare e l’altra salvabile, è il solo schema possibile per Alitalia. Anche perché nella vecchia società nessuno metterebbe un euro. Passera dice che «la nuova Alitalia, se nascerà, dovrebbe arrivare al 65%» di quota di mercato nazionale. «Abbastanza per essere vitale lasciando spazio alla concorrenza interna ed estera».

Nessuna fusione poi con Air One,
ma solo l’acquisto da parte della nuova Alitalia di alcune attività della compagnia. Ma non i debiti e ogni tipo di obbligazioni che la compagnia di Toto ha accumulato in questi anni. E l´imprenditore avrebbe anche modo di “liberarsi” di ben duemila lavoratori in esubero. Così la compagnia di Toto, ha detto Passera, «ce la può fare». Il piano “Fenice” di Intesa Sanpaolo sarà presentato all’azienda, probabilmente al cda dell’8 agosto, e quindi al governo a cui spetta il compito di decidere le modalità per accompagnare la gestione della bad company, che avrà in carico i 5mila lavoratori in esubero e i debiti della compagnia.

Le reazioni, Ryanair: Berlusconi dice “io volo Alitalia”, ma vola su jet privati
Il caso Alitalia è però talmente clamoroso che non sono mancate le reazioni dal Pd all´Italia dei Valori, dai politici laziali ai sindacati, fino ad arrivare a Rayair, la compagnia low cost, che sarebbe la principale penalizzata dall´operazione del Cavaliere. Il Pd, con in testa Walter Veltroni e Anna Finocchiaro, ha chiesto al presidente del Consiglio la “gentilezza” di riferire in Parlamento quanto annunciato tra caffè e ammazzacaffè. Cioè nelle sedi più consone a parlare del riassetto della compagnia di bandiera italiana. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito è stato costretto ad annunciare che il governo fornirà al Parlamento tutti i chiarimenti richiesti sulla vicenda Alitalia. E per il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti i nomi della cordata italiana per Alitalia saranno resi noti a settembre.

Sul caso Alitalia «paghiamo il prezzo del cinismo elettorale del Pdl, siamo al reddere actionem e sono preoccupato», ha commentato Pierluigi Bersani. «I 2000 esuberi dell’accordo con Air France furono definiti un massacro – dice il ministro ombra dell’Economia – non so come devono essere definitivi i 5000 di cui ha parlato Berlusconi…». Per Bersani la soluzione prospettata dal governo «prevede meno soldi, più esuberi e una serie di problemi di procedure su cui l’esecutivo non sa che pesci prendere». «Non immagino – ha rilanciato Bersani – come si possa reggere la concorrenza globale senza trovare subito una sponda con una grande compagnia internazionale».

«Dovevamo chiudere con Parigi prima
che tutto precipitasse – continua Bersani – e una volta entrati in un gruppo di quelle dimensioni i problemi si sarebbero affrontati meglio, compreso quello del caro carburanti». Riguardo «la cordata, o la cordatina», Bersani non capisce «chi ci sta e chi no» e dice: «Io spero che Alitalia si possa salvare, ma è chiaro che i responsabili di questa deriva dovranno pagare un prezzo politico perché è una vergogna».

«Allarmanti, frammentarie e sempre più inquietanti notizie si susseguono in queste ore sulla vicenda Alitalia», ha detto Umberto Marroni, capogruppo del Pd in Campidoglio, che rivela che gli esuberi di Alitalia colpiranno soprattutto il Lazio e Roma. «Si parla di 5.000 o 7.000 lavoratori in esubero come di un fattore matematico e non di persone in carne e ossa il cui impatto sociale graverà soprattutto su Roma. Altro che piano “Fenice”, sarebbe meglio definirlo un “De profundis” per la compagnia di bandiera».

«Arrivano i primi risultati.
Purtroppo negativi. E non ci soddisfa dire, l’avevamo detto», ha spiegato Francesco Boccia, ex capo del dipartimento economico del Governo Prodi, che aveva approfondito il dossier Alitalia e la vendita ad Air France. «Il Governo Berlusconi» ha dichiarato Boccia «sta mettendo la firma su un danno serio fatto a carico dei contribuenti italiani e dell’anello debole di quest’ennesima pessima vicenda industriale all’italiana: i lavoratori». «Nel giro di tre mesi», sottolinea l’economista del Pd, «siamo passati dal possibile introito di 354 milioni di euro che di fatto Air France era in procinto di pagare per Alitalia, a -300 milioni finanziati dal Governo e che non rientreranno più nelle casse dello Stato. Risorse tolte ad aziende e cittadini». «Nello stesso tempo, i lavoratori in esubero sono passati da 2.000 (proposta Air France) a 7.000», annunciati dallo stesso Berlusconi.

Il Piano “Fenice” preoccupa anche Ryanair, che non ha mai avuto aiuti di Stato e che sarebbe la maggiore penalizzata da tutta l´operazione. «Alitalia può avere un futuro se il governo smette di intervenire», dice l’amministratore delegato Michael O´Leary, che si è anche lamentato di come il vettore di bandiera italiano venga «continuamente sovvenzionato dal governo italiano». «Berlusconi dice che gli italiani devono volare con alitalia – ha detto – ma lui vola con jet privati. Berlusconi dovrebbe smettere di lanciare questi slogan e, o volare Alitalia o trovare una soluzione per Alitalia».

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Pubblicato il: 31.07.08
Modificato il: 31.07.08 alle ore 15.47

fonte: http://www.unita.it/view.asp?idContent=77617

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