Archivio | agosto 2, 2008

Burla su eBay, Veltroni e il Pd all´asta per un euro

http://antoniovergara.files.wordpress.com/2008/04/articolo-valzer-veltroni.jpg

di Alessia Grossi

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Veltroni Pd Ebay

«Regalo Partito Democratico e annesso segretario». Con questa inserzione l´utente «orionboji» venerdì ha messo all´asta su eBay il Pd ed il suo segretario Walter Veltroni alla modica cifra di base d´asta di un euro. La segnalazione della vendita online è partita dall’associazione Telefono Antiplagio che indica anche l’indirizzo dove è pubblicato l’annuncio.

«Un vero affare da non perdere», scrive l´inserzionista, che aggiunge: «Nell´offerta è incluso anche il governo ombra e il dialogo con il governo non ombra». L´immagine dell´oggetto è quella di un sorridente segretario Veltroni su sfondo del logo del Pd. Il ritiro dell´oggetto è ovviamente gratuito e per ora sono sei le proposte d´acquisto, il prezzo è fermo invece ad un euro. L’utente tra l´altro precisa che qualora nessuno fosse disposto a pagare un euro per il Pd, lui sarebbe disposto a regalare partito, leader e simbolo.

Ora si tratta di capire se l’inserzionista e il sito di vendite online non siano incorsi in qualche ipotesi di reato, oppure conosceva le regole di eBay perché l´inserzione è stata rimossa dal colosso di aste online. Questa comunque non è la prima volta che il leader del Pd viene messo all´asta su eBay.it. Qualche mese fa, infatti, per beneficenza una cena con Walter Veltroni sul sito di vendite online raggiunse cifre ragguardevoli. Ma in quell´occasione tutto era lecito.

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Pubblicato il: 02.08.08
Modificato il: 02.08.08 alle ore 13.16

fonte: http://www.unita.it/view.asp?idContent=77684

Libera l’informazione…

E’ de la Rinascita online questo primo pezzo:

Editoria, il Governo taglia i contributi pubblici

A rischio chiusura cooperative editoriali e giornali di partito

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Con 170 voti favorevoli, 129 contrari e 3 astenuti il Senato ha approvato con fiducia il maxi emendamento della manovra economica

Un decreto, che ora attende solo il via libera dalla Camera, e che contiene le famigerate norme su assegno sociale e precari, passando per i tagli a sanità, scuola e pubblica amministrazione.
Ma sotto la dicitura «semplificazione e riordino delle procedure di erogazione ai contributi all’editoria» l’esecutivo ha decretato anche la fine di parte del mondo editoriale, ovviamente non i grandi gruppi editoriali ma le cooperative e i giornali politici. Infatti restano intatti i famigerati articoli 44 e 60, che stabiliscono un taglio netto alle provvidenze 2009 e 2010 – che passano da 580 milioni a 387 – e la fine del cosiddetto diritto soggettivo ai contributi diretti. Cioè l’ottenimento dallo stato di risorse certe, commisurate alla tiratura e alla diffusione, per l’editoria cooperativa, no profit e di partito.

Per cui giornali come il Manifesto, Liberazione, la Rinascita della Sinistra, Europa, L’Unità o Il Salvagente, Il Foglio, Libero, Il Secolo, La Padania – più di duecento testate in tutto – sono a rischio chiusura o comunque drastico ridimensionamento. Quindi tutti quei giornali che non vivono di pubblicità ma soprattutto di contributi statali in base al principio che l’esistenza di una stampa libera e pluralistica sia un pilastro della democrazia. Infatti «un conto è il rigore per colpire le finte cooperative, tutt’altro è il taglio indiscriminato» afferma Roberto Natale presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana. «Non facciamoci affascinare dal clima culturale secondo cui ogni spesa pubblica rappresento uno spreco».

1.8.08

Mentre da ritaatria arrivano questi altri:

Telejato non si ferma: la società civile condurrà insieme a Pino Maniaci il TG perché mentre il governo fa finta di combattere la mafia c’è chi ha deciso che non esistono più le mezze misure.


18/07/2008

E’ un’Italia che non può più stare ferma, è un’Italia che deve reagire.ORA! La protesta delle forze dell’ordine, dei magistrati in prima linea, dei movimenti, associazioni che da anni lottano per conquistare lembi di libertà non può diventare corredo di TG oppure informazione per pochi. L’Italia tutta deve capire che la partita si è fatta molto dura e che la mentalità mafiosa sta contaminando tutti: nord e sud. Domani si ricorderà Paolo Borsellino e i ragazzi delle sua scorta, rappresentanti delle istituzioni metteranno corone di fiori in via D’Amelio ma in finanziaria sono stati tagliati i fondi per le forze dell’ordine e per la vera sicurezza. Fra una settimana ricorderemo Rita Atria e nessuna istituzione si ricorderà di quella ragazza di 17 anni lasciata sola dallo Stato dopo la morte di Paolo Borsellino. Nessuno si ricorderà che in questa Italia si danno le medaglie d’oro a chi spara per professione (e non stiamo parlando né delle forze dell’ordine, né dell’esercito) e si massacrano i Testimoni di Giustizia.
Sta per arrivare il momento cruciale dell’estate, invitiamo tutti a non andare in vacanza anche con il cervello perché soprattutto nel mese di agosto in questo Paese sono successe le cose più terribili.
vi invitiamo a inviare un messaggio di solidarietà a Pino Maniaci e alla sua redazione all’indirizzo: telejato@libero.it

Partita la raccolta fondi per rispondere all’arroganza dei vigliacchi mafiosi


18/07/2008

Partita la raccolta fondi per rispondere prontamente a coloro che vorrebbero far tacere una redazione che va oltre la tipologia “locale”. Per chi crede che l’informazione libera debba avere risorse vi invitiamo a dare un piccolo contributo a Telejato per aumentare le risorse.

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www.telejato.it (tasto donazione)

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Per donazioni tramite bonifico: IBAN: IT89 U030 3243 4900 1000 0002 804

DON LUIGI CIOTTI DI LIBERA HA CONDOTTO IERI, 26 luglio, IL TELEGIORNALE DI TELEJATO – pubblicati i video


COMUNICATO STAMPA

26 luglio

DON LUIGI CIOTTI DI LIBERA HA CONDOTTO OGGI IL TELEGIORNALE DI TELEJATO. E DALLE TELECAMERE DELLA PICCOLA TELEVISIONE SICILIANA MINACCIATA DALLA MAFIA HA ATTACCATO IL GOVERNO SULLA QUESTIONE GIUSTIZIA E SULLO STATO DI EMERGENZA SUI MIGRANTI

«Le mafie non moriranno mai se non cambia una certa politica e se non cambiamo noi – ha dichiarato Luigi Ciotti – Non dobbiamo più parlare di società civile ma di società responsabile». Questo il messaggio di Don Luigi Ciotti di Libera dai microfoni di Telejato, la piccola televisione di Partinico in provincia di Palermo minacciata dalla mafia, dove oggi ha condotto il telegiornale dell’emittente all’interno dell’iniziativa di solidarietà “Siamo tutti Pino Maniaci”.

Un messaggio chiaro verso chi vuole tappare la bocca alla stampa e alla società civile non solo in Sicilia ma in tutto il Paese

Lo storico fondatore del Gruppo Abele e dell’associazione Libera, ha poi alzato il tiro nei confronti del governo: «Se le istituzioni alzano il tono della voce per dichiarare la propria innocenza, noi siamo i primi a garantirli, ma devono prima dare l’esempio e farsi giudicare serenamente e non chiedere l’immunità parlamentare, perché questo è un esempio terribile. Basta con gli attacchi alla magistratura indiscriminati».
E anche il decreto sicurezza e la dichiarazione di “stato di emergenza” su tutto il territorio nazionale annunciato ieri dal governo ha scatenato dure critiche da parte di Ciotti: «Provo inquietudine e disgusto perché si sta creando un codice penale parallelo per i migranti – ha infatti dichiarato – Non c’è uguaglianza nel nostro Paese. Non si può creare reato criminalizzando la povertà. La legalità deve essere rispettata da tutti quanti, cominciando dal sottoscritto che se sbaglia deve pagare e così tutti devono farsi giudicare, tutti però allo stesso modo devono avere la garanzia della sicurezza, rom e migranti compresi. E’ assurdo che si facciano leggi  più dure per i poveri cristi e che poi se ne facciano altre che servono ad agevolare “alcuni”. Ciascuno di noi deve spendersi perché ci sia uguaglianza e dignità per tutti. Dobbiamo darci da fare e dare risalto a quella parte di società responsabile che lotta per il cambiamento».
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Pietro Orsatti
www.orsatti.info

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Perché li abbiamo unificati? Perché sempre di informazione libera si tratta… e dell’evidente tentativo di imbavagliare tutte le voci dissidenti. Se poi per caso tra queste c’è anche qualche “voce amica del potere”, be’, quella troveranno il modo di salvarla con apposito emendamento… o con qualche finanziamento ad hoc.

Svegliamoci… e difendiamo i nostri spazi!

Novara: Il sindaco leghista vieta di girare in 3 persone o più

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Pd all’attacco: come la repressione fascista delle «adunate sediziose»

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ROMA — Stazionare sì, ma al massimo in coppia e mai di notte. A Novara è scattato il coprifuoco notturno nei parchi e giardini. Vietato fermarsi in tre o più persone, pena una multa fino a 500 euro. Il sindaco leghista Massimo Giordano firma e l’opposizione si scatena: «È un’ordinanza incredibile che ricorda le adunate sediziose del Ventennio fascista.

Ieri notte, in segno di disobbedienza civile, un gruppo di consiglieri e cittadini ha fatto irruzione al parco Valentino, per un assembramento non autorizzato e stanziale. A motivare l’ordinanza, che prevede il divieto assoluto di «stazionamento», è «la situazione di degrado dell’ambiente urbano» e i continui «danneggiamenti» che subirebbero i parchi e giardini cittadini. Novara — «Nuara» in insubre — è una cittadina tranquilla. Qualcuno dice anche troppo. Centomila abitanti, pochi scippi e pochissime rapine, una percentuale di immigrati pari all’8 per cento, quasi tutti concentrati nel quartiere di Sant’Agadio. Ma il sonno dei residenti, e il torpore della città, parrebbero turbati da alcuni individui che, nottetempo, amano bivaccare nei parchi.

Di qui l’ordinanza, che ha già ottenuto un primo effetto quasi miracoloso, ovvero ricompattare l’opposizione. Pd, Psi, Sd e Rifondazione hanno firmato un comunicato congiunto, nel quale paragonano il provvedimento ai divieti di riunione attuati dal Duce e spiegano che «dietro il paravento degli atti vandalici, si dà un ulteriore giro di vite alle pretestuose politiche per la sicurezza». Il sindaco Massimo Giordano, leghista doc, governa la città ormai da sette anni, con grandi consensi: alle ultime elezioni ha ottenuto il 66 per cento dei voti, portando la Lega al 22 per cento. Tanto che il gran capo del Carroccio Umberto Bossi è venuto in città a complimentarsi.

E Giordano ha proseguito nel suo stile, simile a quello di tanti nuovi giovani sindaci leghisti. Attenzione quasi ossessiva alle esigenze di sicurezza dei cittadini e divieti a raffica, come quello contro il consumo di alcolici in stazione dopo le 18 e come la chiusura di un centro culturale di immigrati. L’assessore alla Sicurezza Mauro Franzinelli spiega così l’ordinanza: «Serve per limitare i disturbi alla quiete pubblica. Ce l’hanno chiesta i cittadini». La protesta della sinistra? «Una legittima manifestazione di dissenso. Non li multeremo di certo».

E il fascismo? «Quelli erano periodi drammatici, è un paragone assurdo. Qui si parla solo di limitare i frastuoni». La giovane consigliere del Pd Sara Paladini contesta: «Non c’è nessuna emergenza sicurezza a Novara: gli unici reati in aumento sono in famiglia, ma di quelli non ci si occupa mai». Restano da chiarire i termini giuridici della norma. Il divieto è di «stazionamento». Quindi parrebbe necessario, per essere in regola, deambulare. Anche il concetto di «gruppo» non è chiarissimo. «È un’ordinanza sperimentale — replica l’assessore Franzinelli — vale fino al 30 dicembre e serve solo per dissuadere i cittadini. Cerchiamo di risolvere un problema di cui la sinistra dovrebbe interessarsi, invece di limitarsi a accusarci di fascismo».

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Alessandro Trocino

02 agosto 2008

fonte: http://www.corriere.it/cronache/08_agosto_02/novara_sindaco_vieta_gruppi_41d68128-6040-11dd-94c1-00144f02aabc.shtml

“La recente ordinanza del sindaco leghista di Novara, Massimo Giordano – v. Cor. Sera 2.08.08 – che vieta i capannelli notturni di tre o più persone nei parchi e giardini cittadini, ”riattualizzano, in Claudio Sommaruga, le agghiaccianti ordinanze fasciste sulle adunanze sediziose e quelle badogliane del 25 luglio 1943 quando, serg. AUC a Siena e capo ronda per alcuni giorni, avevo ricevuto l’ordine repressivo badogliano di sciogliere gli assembramenti di tre o più persone e di sparare a vista (sic !) sui cortei che non si fossero sciolti (per fortuna mai adunatisi) …..” (v. in C. Sommaruga, “NO!”, ANRP, 2001)

fonte: e-mail

https://i2.wp.com/www.entrerios.gov.ar/msas/images/stories/fotos_prensa/2008/marzo2008/27032008/golpe_militar.jpg

grazie ad anarcosolidale per la foto che gli ho “rubato”… 🙂

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Da Quando Novara E’ Diventata Come Il Bronx? Cosa Mi Sono Persa?

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Mi stavo godendo in tranquillità un pranzo di sabato, in salotto e con la tv accesa su un telegiornale qualsiasi: Studio Aperto. Quand’ecco che la forchetta resta a mezz’aria, la bocca spalancata e le membra rigide al sentir nominare Novara in tivù. “Dev’essere successo qualcosa di eclatante per essere citati addirittura da Italia 1, non capita mai” penso. Saranno i danni del temporale, il concerto di Silvestri annullato per maltempo (città sempre più sfigata…), il caldo, Miss Padania… Ed ecco la notizia, riportata anche da Tgcom e Corriere.it:

Il sindaco della città, Massimo Giordano della Lega Nord, ha firmato un’ordinanza proposta dall’assessore Mauro Franzinelli secondo la quale in sei tra parchi e giardini cittadini è vietata la sosta di gruppi di persone di numero superiore a 2. Consentita, invece la deambulazione. Il divieto vale dalle 23 alle 6, pena una multa da 25 a 500 euro. Il divieto vale fino al 30 dicembre.

Questo, secondo il sindaco, perchè la città ormai versa nel degrado; le farei notare che il quartiere più degradato, sua eminenza IL Massimo, è quello in cui l’ordinanza non viene applicata a nessun parco. Quello in cui, secondo la sua utopica idea, il nuovo centro Polisportivo (quello finora praticamente inutilizzato, tra Capodanno flop e squalifica del campo di basket) avrebbe dovuto apportare migliorie e benessere, e invece è sempre luogo di problemi e disordini.

la Cupola di San Gaudenzio in una famosa immagine della fede.com

Nella foto: la Cupola di San Gaudenzio in una famosa immagine della fede.com

Da qui la mia domanda: chi darà le multe? I poliziotti? Poliziotti di quartiere? Ronde notturne? I temibili City Angels della Bassa? Se ho ben capito, le forze dell’ordine, pattuglieranno i parchi e multeranno chiunque venga trovato sostare in compagnia di più di una persona. Quindi se tre amici stanno seduti su una panchina a chiacchierare e godersi una fresca serata senza disturbare nessuno potrebbero dover sborsare un bel po’ di soldini per “chiacchiera impropria”. Se invece due stanno seduti su una panchina e attendono il momento giusto per ammazzarsi o distruggere qualcosa, ehi va tutto bene! Ma non bastava organizzare pattuglie di vigilanza che facessero il proprio lavoro?

Ci fa così tanto schifo lasciare una camionetta davanti alla stazione tutte le notti per scoraggiare risse, rumori molesti e quant’altro e per intervenire in caso di bisogno? No, lasciamocela solo qualche sera e poi togliamola che tanto la gente si spaventa lo stesso e camminerà sulla retta via foreverandever.

E’ un così grosso problema reprimere tutta la cittadinanza con ordinanze assurde per colpa A) di pochi deficienti che fanno casino e B) delle forze dell’ordine che non sono in grado di organizzarsi per evitare queste situazioni? No, tanto il 66 % (SESSANTASEIPERCENTO???? Ma siamo matti?) della cittadinanza mi ha votato (è Massimo Giordano che sta parlando) quindi nessuno sarà mai in grado di opporsi a me. Sono l’imperatore del mondo!!!!! UAHUAHUAHUAHUAHUAH!

Capitan Novara, dove sei quando servi?

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fonte: http://fededotcom.wordpress.com/

Tragedia sul K2 a ottomila metri: Quattordici tra morti e dispersi

La spedizione era sotto la vetta della seconda montagna del mondo

Salvo l’italiano Confortola, dopo una notte trascorsa a quota 8.300: “Sta piuttosto bene”

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di LUIGI BIGNAMI

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Tragedia sul K2 a ottomila metri Quattordici tra morti e dispersi
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AOSTA – Nuova tragedia sulle più alte montagne del mondo: questa volta è il K2 ad essere teatro di morte. Quattordici alpinisti di varie nazionalità sono dispersi, quattro sono probabilmente i morti. L’italiano Marco Confortola, che questa notte è stato costretto a bivaccare a 8.300 metri di quota, è stato soccorso poco più in basso da alpinisti olandesi che lo hanno aiutato a raggiungere Campo 4 dove in queste ore è soccorso dagli sherpa. Gli stanno somministrando ossigeno e farmaci.

“E’ peggio di un bollettino di guerra, peggio” hanno raccontato al telefono al sito montagna.tv gli alpinisti italiani Roberto Manni e Mario Panzeri che si trovano al campo base della montagna pachistana dove stanno assistendo alle operazioni di soccorso.

Manni ieri mattina era partito dal campo 4 per la vetta ma a causa di un malessere è tornato indietro ed oggi pomeriggio è arrivato al campo base. “Pare che tre coreani siano bloccati in quota – hanno dichiarato – congelati dal ginocchio in giù. Uno dei soccorritori, forse uno sherpa, è precipitato insieme all’alpinista che stava salvando”. Tra i dispersi ci sono anche il capospedizione olandese, Wilco van Rooijan, l’irlandese Gerard McDonnell, il francese Hugues d’Aubarade.

“Gli olandesi dicono che Marco Confortola
sta piuttosto bene – racconta ancora Manni – ed è ancora a campo 4 dove passerà la prossima notte. Per fortuna con lui c’è un medico, che gli ha dato i farmaci contro i congelamenti. Ci sono anche tre sherpa, due della nostra spedizione che domani probabilmente lo aiuteranno a scendere fino a campo 2″.

La tragedia è iniziata ieri sera, quando un immenso seracco (un blocco di ghiaccio) si è staccato sopra il “collo di bottiglia”, un passaggio obbligato a poche centinaia di metri dalla vetta. Il seracco ha spazzato via centinaia di corde fisse che servivano agli alpinisti per scendere. Confortola ha dovuto scendere completamente slegato, ma senza corde fisse e nell’oscurità è stato presto impossibile per gli altri alpinisti proseguire la discesa.

Sono rimasti bloccati in una dozzina. Solo due di essi sono scesi al buio: l’olandese Cas Van de Gevel e Pemba Sherpa, i quali sono riusciti a raggiungere Campo 4. Dalle tende, hanno avvertito il campo base dell’accaduto, intorno alle tre del mattino pakistane. Così alpinisti di una spedizione olandese, insieme a sherpa d’alta quota, sono partiti immediatamente per soccorrere i sopravvissuti.

Intanto Mario Panzeri,
che negli ultimi giorni aveva scalato il Broad Peak, non appena ha avuto notizia della situazione si è portato al campo base del K2 dove segue l’intera vicenda. E’ tramite lui che le notizie giungono in Italia e vengono riferite da Agostino Da Polenza, responsabile di Everest-K2-Cnr e di montagna.org, il quale ha detto: “Confortola è in tenda e sta relativamente bene. Per il momento resta lì, anche perché i soccorritori stanno tentando di recuperare le altre persone disperse sulla montagna. Siamo contenti per Marco ma ovviamente anche molto amareggiati per quanto sta accadendo lassù. La situazione è spaventosa, con un totale di quattordici tra morti e dispersi”.

Tra i dispersi vi sono un serbo e uno croato e Van Rooijen, un alpinista che questa notte aveva bivaccato con Confortola. A tutto ciò si aggiunge il fatto che un alpinista scendendo lungo il “collo di bottiglia” si è fratturato un braccio o una gamba a causa di una brutta caduta. A renderlo noto è stata ancora la spedizione olandese. “Ci sono sei alpinisti fermi sul collo di bottiglia. Uno è caduto e ha una frattura. Gli altri cinque lo stanno aiutando a proseguire, ma quest’operazione sta rallentando di molto la discesa”, ha fatto sapere Maarten Van Eck. Intanto gli olandesi hanno anche lanciato un appello a tutte le spedizioni impegnate sulla montagna, perché chiunque si trovi all’altezza di Campo 3 della via Cesen si metta immediatamente in contatto con loro.

K2 montagna stregata.
La seconda vetta più alta del mondo (mt.8.611) dopo l’Everest si trova nel gruppo del Karakorum, al confine tra la Cina e il Kashmir controllato dal Pakistan. La cima fu conquistata per la prima volta da una spedizione italiana il 31 luglio 1954. Una vetta che affascina e uccide. L’anno nero è stato il 1986 quando alla base del K2 c’era un vero e proprio villaggio di alpinisti pronti a dare battaglia e a tentare la salita alla vetta. Quell’estate la montagna si portò via tredici alpinisti, tutti preparati, adeguati a quel tipo di difficoltà, non clienti allo sbaraglio. Il nodo del K2 è raccontato in un bellissimo libro (“K2 il nodo infinito”, edizioni Corbaccio). Ecco cosa scrive l’autore Kurt Diemberger: “La montagna non vuole la morte di chi è venuto per salirla. E’ l’alpinista che si rapporta con essa, che determina per buona parte la propria sorte quando cerca di realizzare il proprio sogno – un gioco pericoloso al limite fra rischio, esperienza e destino… un ottomila è tuo solo quando ne sei sceso, prima sei tu che gli appartieni”.
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2 agosto 2008

fonte: http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/cronaca/incidenti-montagna/k2/k2.html

NUCLEARE – Sottomarino Usa perde per mesi acqua radioattiva

https://i0.wp.com/www.barsleaks.it/img/application_submarine_a.jpg
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In Italia, Berlusconi vorrebbe tornare al nucleare, mentre nel mondo si susseguono i segnali che le centrali nucleari, anche di nuova generazione, non sono così affidabili come si dice. Dopo i molti incidenti degli ultimi mesi in Francia e Giappone, si viene ora a sapere che un sottomarino statunitense, lo USS Houston, se ne è andato in giro per mesi nei fondali oceanici del pianeta perdendo un quantitativo imprecisato di acqua con tracce di radioattività. Lo ha rivela la “Cnn” che ha citato fonti della “Us Navy”, la marina militare statunitense.

Il sottomarino a propulsione nucleare,
negli ultimi mesi, ha navigato nel Pacifico tra i porti di Guam, Hawaii e Giappone. La perdita è stata scoperta il mese scorso a Pearl Harbor, dove il sottomarino si era portato per le operazioni di revisione di routine. «È virtualmente impossibile rilevare» l’esatto quantitativo di acqua radioattiva disperso nelle acque del Pacifico, secondo quanto hanno riferito dalla Marina statunitense.

La marina militare Usa ha cercato di assicurare che il livello di radiazioni è, tuttavia, «estremamente basso» e «irrilevante», ma il ritardo nel diffondere la notizia e le ammissioni su tipo e quantità della perdita di acqua radioattiva fanno temere altri valori. Il militare che ha scoperto il malfuzionamento di una valvola dell’USS Houston, responsabile della fuoriuscita, è risultato negativo ai test di radioattività. Il governo giapponese è stato informato dell’incidente dalle autorità Usa, tenuto conto che il sottomarino è rimasto ancorato per una settimana al largo di un porto nipponico. Akihiro yoshida, funzionario della municipalità di Sasebo, ha inoltre precisato che gli accertamenti disposti dal governo nipponico non hanno trovato traccie di radioattività anomala nelle acque del porto. Indipendentemente dalla portata dell’incidente, tuttavia, la notizia potrebbe suscitare polemiche in Giappone, dove la presenza militare americana e in particolar quella dei sottomarini atomici a stelle e strisce sono altamente controversi.

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Pubblicato il: 02.08.08
Modificato il: 02.08.08 alle ore 13.53

fonte: http://www.unita.it/view.asp?idContent=77682

AVETE NOTATO COME IN TUTTE LE DICHIARAZIONI UFFICIALI, PERVENUTE DOPO GLI INCIDENTI, SIANO CONCORDI NEL DIRE CHE, IN OGNI CASO, “il livello di radiazioni è, tuttavia, «estremamente basso» e «irrilevante»”.. FANNO IL PAIO CON QUELLE DEI NOSTRI POLITICI E ‘MANEGGIONI’ VARI CHE SI DICONO UNANIMAMEMNTE ‘SERENI’ DOPO ESSERE STATI PESCATI CON LE MANI NEL SACCO..

ECCO, VORREMMO DIRE A TUTTI LORO CHE NOI SERENI NON LO SIAMO. PROPRIO PER NIENTE.

mauro

Sfogo del premier: ecco quanto lavoro! E una foto «svela» gli appuntamenti

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ROMA – Dura, la vita del premier. Sono le 12.40, Silvio Berlusconi ha finito di parlare, la conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri volge al termine, Mara Carfagna interviene e ringrazia Telefono Azzurro. Mentre il Cavaliere si volta esausto verso il ministro Giorgia Meloni e le mostra un foglio, «guarda come mi fanno lavorare!». Davanti al palco, in prima fila, ci sono Paolo Bonaiuti e il deputato Sestino Giacomoni, «guardate quanti impegni ho!», ripete sventolando loro il testo.

Solo che tra il presidente del Consiglio e i due sono appostati, callidi, i fotografi. Che hanno un riflesso olimpico e colgono l’attimo. Ed ecco, parte dattiloscritta e parte autografa, la giornata di appuntamenti esibita a mo’ di esempio da Berlusconi. Sono gli impegni, invero fitti, di mercoledì 30 luglio. Una lista colma di nomi femminili, quasi fosse una beffa. E meno male che Berlusconi s’è risparmiato il «decollo in elicottero» delle 10 verso Civitavecchia e l’inaugurazione della centrale Enel, visto che ci ha mandato il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola.

Poi non c’è un attimo di tregua. Tra gli impegni, alle 13 c’è il segretario generale Mauro Masi. Mezz’ora più tardi la «colazione» al Senato per gli 80 anni di Cossiga, peraltro disertata dal festeggiato «per non trovarmi in imbarazzo e non creare imbarazzo». Accanto sono segnati appuntamenti con il deputato-avvocato Niccolò Ghedini e Gianni Letta. C’è un «tel. Bossi». Segue, alle 16, Cesare Previti. Quindi «Manna» e «Troise», due cognomi che richiamano le contestate «raccomandazioni» nelle telefonate con Agostino Saccà, ovvero le attrici Evelina Manna e Antonella Troise (quella che nelle intercettazioni il premier definì «pazza pericolosa»).

E ancora Staderini, ovvero Marco Staderini, il consigliere d’amministrazione Rai di area Udc. Più sotto si legge «Di Girolamo», cognome che evoca un altro bigliettino còlto dai fotografi: quello che il premier, alla Camera, inviò due mesi e mezzo fa alla deputata Nunzia De Girolamo e a una collega («…vi autorizzo ad andarvene! Molti baci a tutte e due!!!»). La giornata si conclude con una nota familiare: «Sardegna per compleanno Barbara», la figlia. E un appunto a mano dove Berlusconi scrive del «Milan a. c. campione del mondo» e di se stesso: «Al presidente n˚1. Al presidente più vittorioso nella storia del calcio. N˚1 nella storia del calcio…».

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02 agosto 2008

fonte: http://www.corriere.it/politica/08_agosto_02/sfogo_del_premier_quanto_lavoro_8e5409b8-6076-11dd-94c1-00144f02aabc.shtml

fonte immagine:  http://ritapresidente.splinder.com/tag/elelzioni+politiche

Strage, Bologna chiude la polemica. Ma fischi contro Rotondi e Cofferati

Stretta di mano tra Cofferati e Rotondi dopo la bufera di ieri
La piazza contesta il sindaco e il ministro. Molte persone se ne vanno

Il monito di Napolitano: “Coltivare il dovere della memoria”
Il premier: “Tenere alta la guardia contro il terrorismo”

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Strage, Bologna chiude la polemica Ma fischi contro Rotondi e CofferatiUna foto della stazione di Bologna dopo la strage del 2 agosto 1980

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BOLOGNA – Si aprono le celebrazioni per ricordare le 85 vittime della strage di Bologna di ventotto anni fa. Torna il sereno tra il governo e il Comune, dopo la bufera di ieri e gli scontri per l’assenza del guardasigilli Angelino Alfano. Ma la contestazione non si fa attendere: dalla piazza si levano i fischi. Prima contro Cofferati e poi, più forti, contro il ministro Rotondi. E mentre il rappresentante dell’esecutivo continua a parlare, alcune centinaia di persone se ne vanno.

La stretta di mano Cofferati-Rotondi. Stamattina una calorosa stretta di mano tra il sindaco Sergio Cofferati e il ministro per l’Attuazione del programma ha messo la parola “fine” sulle polemiche innescate da una frase dell’assessore comunale agli Affari istituzionali Libero Mancuso, che aveva spinto Rotondi a mettere in discussione la sua presenza. “Grazie di esserci”, sono le prime parole del presidente dell’Associazione familiari delle vittime Paolo Bolognesi. Che prima della commemorazione aveva invitato, invano, a “evitare le polemiche, i fischi e fare in modo che oggi sia un giorno del ricordo in cui tutte le forze politiche sono unite per ricordare le vittime”.

Il chiarimento con l’assessore. “Mi dispiace che sia avvenuto questo incidente, sono convinto che non avrà nessuna conseguenza su questa manifestazione”. Queste le parole di Mancuso, che aveva definito Rotondi “incolore”. Prima, l’ironia del ministro, che sottolinea di avere tutti i colori, il bianco della Dc e l’azzurro del Pdl a cui ha aderito. “Nella mia tavolozza mi manca solo il rosso”, aveva scherzato.

La contestazione della piazza. “Non mi disturbano i fischi, che ringrazio, sono i soli che mi considerano un ministro”. Gianfranco Rotondi allude proprio a Mancuso quando, dal palco in piazza Medaglie d’oro, commenta le contestazioni contro di lui. “Io non rappresento una parte politica, ma il governo di questo paese, il governo di una repubblica nata dalla Resistenza”. Cerca di placare gli animi Rotondi, ma i fischi continuano insistenti e cominciano le defezioni. “Ci rivediamo in autunno”: le Rappresentanze sindacali di base alzano lo striscione rosso. Rifondazione comunista se ne va. Così come alcune centinaia di persone. Smorza invece i toni Cofferati, che commenta: “Una cosa molto contenuta. Io sono molto contento anche delle cose che ha detto il ministro”. Anche Bolognesi non nasconde di ritenere tutto sommato positivo l’intervento di Rotondi e parla di “parole equilibrate”.

“Richieste legittime, risponderemo”. Prima della commemorazione il ministro aveva assicurato che il governo affiancherà la magistratura per individuare i mandanti della strage di Bologna. “Il governo è impegnato ad affiancare al tavolo tecnico, che dovrà corrispondere alle legittime richieste ancora purtroppo attuali dei parenti delle vittime, un tavolo politico-istituzionale che intende corrispondere esattamente a queste aspettative”.

Le parole del capo dello Stato. Il presidente della Repubblica stamattina ha inviato un messaggio all’Associazione familiari delle vittime, dove ricorda “gli ottantacinque morti e gli oltre duecento feriti della strage nella stazione di Bologna il 2 agosto 1980”. “Occorre coltivare un dovere della memoria” e utilizzarlo per difendere i “valori di democrazia, libertà e giustizia”, è il monito. Poi aggiunge: “Il 9 maggio scorso, in occasione del ‘Giorno della Memoria’ dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi, ho ritenuto opportuno promuovere una pubblicazione nella quale compaiono i volti e sono descritti i percorsi di vita di tutte le vittime innocenti dei diversi episodi di matrice terroristica”. Gli applausi della piazza hanno accolto la lettura del messaggio del capo dello Stato.

I messaggi di Fini, Schifani e Berlusconi. Il presidente della Camera dei deputati, nel messaggio inviato al sindaco e a Bolognesi, auspica che “dopo tanti anni si dissolvano le zone d’ombra che hanno suscitato perplessità crescenti nell’opinione pubblica intorno all’accertamento della verità sulla strage”. Questo, sostiene Fini, “sarebbe un servizio prezioso reso alla democrazia del nostro Paese”. Il premier Berlusconi invita a “tenere alta la guardia contro il terrorismo”, mentre il presidente del Senato Schifani osserva che “il valore di una nazione, la sua stabilità, la sua solidità morale e civile, risiedono proprio nella capacità della società di reagire dinanzi a queste terribili vicende”.
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2 agosto 2008

fonte: http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/cronaca/strage-bologna/strage-bologna/strage-bologna.html

La strage continua… ma è “solo” qualche vita

morti bianche, lavoro

Quattro morti anche venerdì, più della media della quotidiana strage sul lavoro. A Chieti, Aquilino Mancinelli, un carpentiere di 52 anni, è morto schiacciato dal trattore che stava manovrando durante alcuni lavori su un terreno nelle campagne di Bucchianico.

A Reggio Emilia, precisamente a Villalunga di Casalgrande, un operaio di 19 anni di origine rumena, è morto schiacciato da una trave di cemento, all’interno dell’azienda edile Cart.Ri.Sa. Stava scaricando da un furgone del materiale per montare un ponteggio: si trovava tra il furgone e una trave in cemento lunga oltre venti metri sostenuta da paletti di legno. Per cause ancora da accertare, la trave si è inclinata, probabilmente perché qualche paletto ha ceduto a causa del peso, crollando sul giovane lavoratore che è morto sul colpo.

Mirko Mancioppi, un camionista di 36 anni, invece, è morto investito sulla corsia d’emergenza dell’A12, tra i caselli di Pisa Nord e Pisa Centro: si era fermato per un guasto al suo furgone, quando è stato travolto da un auto.

Infine, è morto anche Vincenzo Antonio Frangipane, operaio edile di 67 anni: stava lavorando sul tetto di una casa in costruzione nelle campagne di Roccella Jonica, in provincia di Reggio Calabria. È morto dopo essere precipitato a terra.

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Pubblicato il: 01.08.08
Modificato il: 01.08.08 alle ore 20.53

fonte: http://www.unita.it/view.asp?idContent=77661