Archivio | agosto 5, 2008

EMERGENZA ALLUVIONI IN UCRAINA. GRAVE EMERGENZA ANCHE IN MOLDOVA

https://i2.wp.com/www.viaggiareibalcani.net/img/alluvione.JPG

I primi interventi della Caritas

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Decine di morti, sommersi oltre 40mila case e 34mila ettari di terre coltivate, distrutti 360 ponti e danneggiati 680 km di strade. È il primo bilancio delle inondazioni che nei giorni scorsi hanno colpito l’Ucraina, in particolare la zona dei Carpazi, al confine con la Romania.

Migliaia di famiglie si trovano ancora in difficoltà ed il presidente Yushchenko ha dichiarato lo stato di emergenza. Intanto anche Caritas Ucraina si è attivata: è in corso la distribuzione di aiuti alimentari, prodotti per l’igiene, generi di prima necessità e medicinali per circa 500.000 €.

In tutte le aree colpite i beneficiari degli aiuti sono stati individuati tra le fasce di popolazione più bisognose: anziani, famiglie con molti bambini o con malati e disabili, famiglie senza reddito. Prezioso inoltre è il lavoro dei volontari collegati alle Caritas che riescono a raggiungere i villaggi più lontani con aiuti alimentari e cure mediche di primo livello, ma soprattutto forniscono sostegno psicologico e ascolto.

Una volta che anche le zone più isolate saranno raggiunte dagli aiuti sarà possibile avere un quadro completo degli effettivi bisogni ed elaborare un piano di medio periodo per la riparazione e la ricostruzione delle abitazioni.

Caritas Italiana ha espresso vicinanza alla Caritas Ucraina, ha messo a disposizione un primo contributo e fa appello alla generosità dei donatori per continuare a sostenere, in collegamento con la rete internazionale, gli interventi in favore delle popolazioni colpite.

Roma, 30 luglio 2008

Per sostenere gli interventi in corso (causale “ALLUVIONI UCRAINA”) si possono inviare offerte a Caritas Italiana tramite

C/C POSTALE N. 347013

Offerte sono possibili anche tramite altri canali, tra cui:

  • Allianz Bank, via San Claudio 82, Roma – Iban: IT26 F035 8903 2003 0157 0306 097
  • Banca Popolare Etica, via Rasella 14, Roma – Iban: IT29 U050 1803 2000 0000 0011 113
  • Intesa Sanpaolo, piazzale Gregorio VII, Roma – Iban: IT20 D030 6905 0320 0001 0080 707
  • UniCredit Banca, piazzale dell’Industria 46, Roma – Iban: IT02 Y032 2303 2000 0000 5369 992
  • CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana tel. 06 66177001 (orario d’ufficio)
  • CartaSi anche online

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Emergenza alluvione in Moldova

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Dalle 6 alle 7 mila persone evacuate.
Oltre 800 case inondate.
60 le località invase dell’acqua.

L’alluvione che nei giorni scorsi ha colpito l’Ucraina e la Romania sta avendo conseguenze gravi anche in Moldova, il paese più povero d’Europa, già duramente provato da una grave crisi economica e sociale.
Alluvione Est Europa
La situazione pare peggiorare proprio nelle ultime ore, man mano che si sposta più a sud l’onda di piena dei fiumi Prut e Nistru che attraversano la piccola repubblica dell’Est Europa. Dopo cinque giorni di piogge torrenziali nei monti Carpazi, infatti, la portata dell’acqua è aumentata di 20 volte. Hanno già subito danni otto regioni settentrionali e ora anche a Dubasari, nel centro del Paese, rischia di rompere gli argini il Nistru, cresciuto di 9 metri negli ultimi tre giorni. Effetti significativi rispetto alle dimensioni del Paese che si sommano a quelli gravi subiti dall’Ucraina dove sono decine i morti, 40 mila le case sommerse, 34 mila gli ettari di terre coltivate invase dalle acque, 360 i ponti distrutti e 640 i chilometri di strade danneggiate.
Alluvione in Est Europa
Mentre in Moldova la Caritas nazionale si sta mobilitando per mettere in moto la macchina dei soccorsi, Caritas Ucraina ha già avviato la distribuzione di aiuti alimentari, prodotti per l’igiene, generi di prima necessità e medicinali per circa 500 mila euro. In tutte le aree colpite i beneficiari degli aiuti sono stati individuati fra le fasce più bisognose della popolazione:

anziani, famiglie con molti bambini o con malati e disabili, famiglie senza reddito.
Alluvione
Dopo la fase di emergenza per rispondere ai bisogni più immediati, fatta una valutazione più precisa dei danni, sarà elaborato anche un piano di medio periodo per la ricostruzione delle abitazioni. Caritas Ambrosiana esprime la solidarietà e la vicinanza alle popolazioni colpite e aderisce alla richiesta di aiuto dei partner locali con i quali collabora da anni in progetti di solidarietà: in Moldova, Missione Sociale Diaconia, organismo ecclesiale della chiesa ortodossa che obbedisce al Patriarcato di Bucarest; in Ucraina, la Caritas nazionale che nei giorni scorsi ha lanciato un appello raccolto da Caritas Italiana.

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E’ possibile donare il proprio contributo tramite:
donazione diretta presso l’Ufficio Raccolta Fondi in via San Bernardino, 4 a Milano (orari: dal lunedì al giovedì dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e dalle ore 14.30 alle ore 17.30 e il venerdì dalle ore 9.30 alle ore 12.30)
conto corrente postale n. 13576228 intestato a Caritas Ambrosiana ONLUS
conto corrente bancario n. 578 – Cin P, ABI 03512, Cab 01602 presso l’ag. 1 di Milano del Credito Artigiano e intestato a Caritas Ambrosiana ONLUS
IBAN: IT16 P 0351201602000000000578
– tramite carte di credito:
donazione telefonica chiamando il numero 02.76.037.324 in orari di ufficio (vedi sopra)
donazione diretta: DONA ORA!
Causale delle offerte (detraibili fiscalmente):
“ALLUVIONE EST-EUROPA 2008”

Basta precarietà: altri SI “pesanti” al Referendum

martedì 05 agosto 2008

Forse siamo ad un punto di svolta per quanto riguarda il Referendum su Precarietà e Democrazia sindacale.

Dopo le innumerevoli adesioni individuali e le molte di associazioni e forze politiche e sindacali, anche Rifondazione  Comunista e PdCI hanno approvato nei rispettivi Congressi la necessità di andare a Referendum.

Tutto ciò è positivo perché potrebbe mettere in moto tutta una serie di soggetti individuali e collettivi. Volontà ed impegno che sono oggi più necessari che mai per affrontare una campagna referendaria che si dimostrerà difficile, con tantissimi e forti “nemici”, con pochi soldi e tante necessità di energie.

Nei prossimi giorni e soprattutto all’inizio di settembre, verificheremo formalmente tutte le disponibilità e daremo l’avvio alla campagna vera e propria che probabilmente dovrà vedere la raccolta delle firme posizionata nei primi 3 mesi del 2009. Sembra una data lontana, ma si tratta soltanto di 6 mesi che dovranno essere impiegati nel miglior modo possibile.

Da oggi in poi e sino a quando non si avvierà la fase operativa della raccolta firme, a tutti chiediamo di fare tre cose:

1) dare la massima informazione sul Referendum “intasando” email e siti web, parlando e valorizzando l’iniziativa, facendo conoscere anche questo sito;

2) cercare di far firmare ad un sempre maggior numero di persone l’appello contenuto in questo sito;

3) iniziare ad organizzarsi sul proprio territorio e/o sul posto di lavoro (per chi ha un lavoro) o di studio – per avviare poi in tempi brevi i Comitato Promotori Locali dei Referendum.

Un saluto a tutti

Il Comitato Nazionale Promotore dei Referendum

contro la Precarietà e per la Democrazia sindacale

Comunicato stampa – Roma, 5 agosto 2008

REFERENDUM CONTRO LA PRECARIETÀ E PER LA DEMOCRAZIA SINDACALE: ARRIVANO ANCHE I SI DI RIFONDAZIONE COMUNISTA E PDCI

Dichiarazione di Fabrizio Tomaselli

Coordinatore nazionale SdL intercategoriale

La campagna referendaria avviata da SdL intercategoriale alla fine del 2007 e promossa poi dal Comitato Promotore dei Referendum che ha già formulato e depositato i quesiti in Cassazione, non è giunta alla raccolta delle firme nella passata primavera a causa delle elezioni anticipate, ma al più presto si deciderà la data per l’avvio della raccolta.

Novità importante degli ultimi giorni è che ai singoli, alle associazioni, alle forze politiche e sindacali già presenti nel Comitato Promotore, si aggiungono in questi giorni Rifondazione Comunista e Pdci che nei loro rispettivi Congressi hanno formalmente deciso di partecipare attivamente ai Referendum.

I quesiti referendari riguardano l’abrogazione della legge 30 su varie forme di lavoro precario, la modifica della legge 368 relativa ai contratti a tempo determinato e l’abolizione parziale dell’art. 19 dello Statuto dei Lavoratori. Non escludiamo che tali quesiti possano essere allargati e/o modificati, in quanto obiettivo prioritario è il massimo coinvolgimento possibile sull’obiettivo di fermare la piaga della precarietà.

Il Referendum non è certo l’unico strumento utilizzabile ed infatti SdL intercategoriale, insieme agli altri sindacati di base, ha indetto lo sciopero generale per il 17 Ottobre anche contro la precarietà e per la democrazia sindacale.

sciopero generale 17 ottobre 2008

In occasione della Festa di SdL intercategoriale che si svolgerà il 12, 13 e 14 settembre, venerdì 12 alle 18.00 avrà luogo un dibattito sul tema della sicurezza e della precarietà che sarà introdotto da Paolo Sabatini (Vice Coordinatore Nazionale SdL intercategoriale) e al quale tra gli altri parteciperanno Vincenzo Siniscalchi (del Comitato nazionale dei Referendum), Paolo Ferrero (Segretario Nazionale PRC), Marco Rizzo (della Segreteria Nazionale del Pdci), Paolo Cento (della Federazione dei Verdi), Flavia D’Angeli (Portavoce nazionale Sinistra Critica) e Marco Ferrando (Portavoce nazionale PCL).

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SdL intercategoriale invita comunque tutti a sottoscrivere sin d’ora l’Appello a sostegno dei Referendum ( http://www.bastaprecarieta.org ) ed a mobilitarsi contro la precarietà e per la democrazia sindacale.

SdL Intercategoriale

Via Laurentina 185 – 00142 Roma Tel 06 59640004 – fax 06 54070448

info@sdlintercategoriale.it – segreterianazionale@sdlintercategoriale.it http://www.sdlintercategoriale.it

Precari, la Commissione: norma incostituzionale

 Tremonti

È incostituzionale.

I tecnici della Camera l´avevano già detto, ora è anche la commissione Affari costituzionali a ribadirlo: la norma sui precari non garantisce «pienamente il rispetto dei canoni di ragionevolezza, di cui all’articolo 3 della Costituzione». Insomma, ripetono, è incostituzionale. Il punto è che la norma vieta la possibilità del reintegro per quei lavoratori in causa con il datore di lavoro: ma lo vieta solo per le cause in corso, determinando così una disuguaglianza tra i cittadini.

«In base alla formulazione
della disposizione in questione – si legge nel parere della commissione – le violazioni per le quali siano stati instaurati giudizi non conclusi con sentenze passate in giudicato sarebbero sanzionate in modo diverso da violazioni analoghe commesse antecedentemente all’entrata in vigore della legge di conversione per le quali non sia stato ancora instaurato un giudizio ovvero successivamente all’entrata in vigore della legge di conversione. Si ritiene, quindi – prosegue il parere – anche alla luce della giurisprudenza della Corte costituzionale, che detta formulazione potrebbe non integrare pienamente il rispetto dei canoni di ragionevolezza, di cui all’articolo 3 della Costituzione, secondo il quale tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali».

Guai in vista, dunque, per il governo che proprio martedì chiede alla Camera di votargli la fiducia sulla manovra che contiene anche l´emendamento anti-precari. La fiducia era già stata contestata visto che l´opposizione non aveva fatto ostruzionismo. Lo stesso ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito era stato costretto a prendere atto del «numero limitato» degli emendamenti della opposizione; tuttavia, aveva spiegato, la fiducia si rende necessaria «per l’importanza che il governo attribuisce al testo», anche in considerazione che «tutti i temi oggetti del decreto sono stati esaminati in commissione». Ora non è solo la prassi a creare grane per la maggioranza, ma la sostanza stessa del provvedimento.

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Pubblicato il: 05.08.08
Modificato il: 05.08.08 alle ore 16.01

fonte: http://www.unita.it/view.asp?idContent=77758

E-waste, denuncia di Greenpeace: “La nuova pattumiera è il Ghana”

{B}Le discariche dei veleni elettronici{/B}

Il paese africano usato come discarica dei rifiuti elettronici nocivi
L’organizzazione ha ricostruito la rotta delle nuove navi dei veleni

Le stime Onu parlano di 20-50 milioni di tonnellate di rifiuti ogni anno
Contengono elementi tossici che mettono a rischio ambiente e salute umana

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di ANTONIO CIANCIULLO

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E’ il remake di un film degli anni Ottanta, un brutto film. Gli slum africani utilizzati come pattumiera dei veleni dei paesi ricchi, i primi vani tentativi di bloccare il traffico, la rivolta dei nigeriani che, esattamente vent’anni fa, sequestrarono una nave italiana, con 24 uomini di equipaggio, come arma di pressione per costringerci a risanare la discarica pirata di Port Koko. Adesso ci risiamo. Nella versione tecnologicamente avanzata dell’e-waste, il rifiuto elettronico che fluisce sempre più abbondante. La nuova pattumiera del mondo industrializzato è il Ghana: è qui che finisce una buona parte degli oggetti che fino a un istante prima dell’abbandono sembravano indispensabili e che all’improvviso si sono rivelati inutili, cancellati nella possibilità d’uso da memorie più potenti, software più avanzati.

GUARDA LE FOTO

La denuncia viene da Greenpeace che, con un’azione di “spionaggio industriale” è riuscita a ricostruire il percorso delle nuove navi dei veleni. Il punto di partenza per l’Europa è Anversa, in Belgio, dove confluiscono scarti elettronici provenienti da Olanda, Germania, Italia, Danimarca e Svizzera. Non si tratta di piccoli numeri. Le stime Onu parlano di 20-50 milioni di tonnellate di rifiuti tecnologici prodotti ogni anno: i Raee, ovvero i rifiuti derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, rappresentano la tipologia di rifiuti pericolosi in più rapida crescita a livello globale (3-5% annuo, nel 2006 ogni cittadino europeo ne ha prodotto tra 17 e 20 chili all’anno). Contengono elementi tossici e persistenti (metalli pesanti, ftalati, pcb) che rappresentano un rischio per l’ambiente e la salute umana nelle fasi di trattamento, riciclaggio e smaltimento.

Dunque roba da maneggiare con attenzione. Ma le foto che potete vedere mostrano cosa succede veramente. Oggetti pericolosi trattati senza nessuna precauzione anche da bambini, materiale tossico bruciato vicino alle case, pozze di liquame contaminato in cui tutti sguazzano. E’ questa la fine che fa una buona parte dell’e-waste occidentale: si perdono le tracce del 75 per cento dei rifiuti tecnologici prodotti nell’Unione Europea e di oltre l’80 per cento di quelli prodotti negli Stati Uniti. In parte restano nei garage e nelle cantine, in parte vengono smaltiti illegalmente nei paesi in cui sono stati usati, ma in buona parte salgono sulle navi dei veleni per arrivare nei luoghi in cui i lavoratori, spesso bambini, sono esposti ai rischi legati al cocktail di composti chimici che questi rifiuti sprigionano quando vengono trattati in modo non adeguato.

In Ghana l’indagine di Greenpeace ha messo in evidenza una rete di cimiteri clandestini. Le navi ufficialmente cariche di “beni elettronici di seconda mano” arrivano nel più grande porto del paese, a Tema, e da lì prendono la strada del centro di smaltimento di Agbogbloshie, ad Accra, la capitale. Oppure si sperdono nel marasma dei piccoli cimiteri sparsi un po’ ovunque. Greenpeace ha fornito i dati relativi a quello di Korforidua, ma è un esempio tra tanti.

Un disastro ambientale, sociale, umano che rappresenta l’altra faccia del disastro politico che ci coinvolge direttamente. Vent’anni fa l’Occidente chiuse gli occhi sulle rotte dei veleni finché il contenzioso internazionale divenne troppo aspro per ignorarlo. Ora la capacità di risposta dei paesi che subiscono l’arrivo clandestino dei rifiuti elettronici (dall’Africa alle piazze asiatiche) è più alta ed è prevedibile che la tensione tornerà a salire molto presto.

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5 agosto 2008

fonte: http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/ambiente/africa-rifiuti-elettronici/africa-rifiuti-elettronici/africa-rifiuti-elettronici.html

Libri di testo, Altroconsumo diffida il ministero dell’Istruzione

Quasi la metà delle scuole sfora il tetto di spesa previsto per legge
L’associazione chiede un intervento sui presidi, perché rispettino la normativa

La maggiore spesa per le famiglie ammonta a 14 milioni di euro
Una classe su 5 supera il limite di oltre il 10%: “Un bel regalo agli editori”

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Libri di testo, Altroconsumo diffida il ministero dell'Istruzione

ROMA – Il 46 per cento delle classi non ha rispettato il tetto di spesa per i libri scolastici che il ministero dell’Istruzione ha deciso di adottare per il prossimo anno. La maggiore spesa che le famiglie saranno costrette ad affrontare ammonta a 14 milioni di euro. E’ quanto risulta da un’indagine effettuata dall’associazione Altroconsumo sulle prime classi di 276 istituti scolastici in tutte le Regioni italiane. Un dato vicino a quello di un’analoga indagine effettuata meno di un mese fa da Repubblica.it. Di conseguenza, Altroconsumo ha inviato oggi una diffida al ministero dell’Istruzione, richiedendo un intervento, presso i presidi delle scuole che hanno sforato i tetti previsti, affinché rivedano le adozioni dei testi scolastici.

Ben una classe su 5, secondo Altroconsumo, ‘sfora’ del 10 per cento. “Di fatto un bel regalo agli editori”, sottolinea l’associazione. Saranno soprattutto le prime classi degli istituti tecnici commerciali e industriali a pagarne le conseguenze visto che, rispetto alle indicazioni precedenti, l’aumento sarà del 18-20 per cento.


Altroconsumo ha passato al vaglio
2.362 sezioni in 21 città, una per ogni regione, tranne che per il Trentino Alto Adige, in cui sono state scelte sia Trento che Bolzano. In tutto sono stati presi in esame 276 istituti scolastici, di cui 209 scuole medie, 19 licei e 20 scientifici, 21 istituti tecnici commerciali e 7 industriali.

L’associazione ha considerato sempre le prime classi, tranne che per le scuole di Milano, Roma e Napoli, dove sono state rilevate anche le adozioni per le seconde e le terze. Le adozioni considerate, quelle ufficiali comunicate all’Associazione italiana editori, riguardano solo i testi che le scuole stesse hanno indicato “da acquistare” e non quelli inseriti come “consigliati”, escludendo i dizionari, i libri di narrativa e gli atlanti.

Ecco alcuni esempi. Licei: quarta ginnasio, nonostante il tetto più alto, 320 euro, a loro va il primato degli sforamenti dei limiti imposti dal ministero. Infatti ‘sfora’ il 50 per cento delle 137 sezioni monitorate nei licei classici sfora. Maglia nera a Perugia, Napoli e Bologna dove oltre 4 classi su 5 sforano i tetti. Tra le ultime in classifica anche Roma, con il 67 per cento.

La città più ‘virtuosa’ risulta Ancona:
su 33 classi considerate, soltanto il 4 per cento superano il tetto. Bene anche Campobasso (15%) e Bolzano (21%). Sul sito, Altroconsumo propone anche una serie di ‘trucchi’ per risparmiare sulla dotazione libraria e una lista con gli ipermercati che praticano uno sconto dal 15 al 25 per cento sul prezzo di copertina, per i libri di testo ordinati.

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5 agosto 2008

fonte:

Aids, non parlarne uccide: un malato su tre è under24/CURE e consigli per AIDS

aids, hiv, preservativo
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Fino all´8 agosto Città del Messico non parlerà d´altro. E chiede al mondo di fare lo stesso, anche dopo quella data. Si discute di Aids, la peste del ventunesimo secolo, e di tutto quello che non si è ancora fatto per combatterla. Servono soldi, è chiaro, ma anche tanta buona politica: perché l´Aids anche in occidente è ancora un tabù coperto dai moralismi, dalla vergogna e dall´ostilità verso quella che al momento è l’unica arma difensiva: il preservativo.

A Città del Messico, Pedro Cahn,
vicepresidente della Conferenza internazionale sull’Aids 2008, lo ha detto chiaramente: «Siamo in ritardo rispetto al raggiungimento dell’obiettivo del millennio sull’Aids», e cioè garantire a tutti i malati entro il 2010 l’accesso alle cure, «sembra quasi che si stia per gettare la spugna. Ciò non può avvenire, perché sono in gioco milioni di vite umane».

I riflettori sulla sindrome da immunodeficienza acquisita si sono in qualche modo spenti qualche anno fa, quando si è deciso, forse per farsi un po´ di coraggio, che sieropositivi potevano essere solo i tossici e gli omosessuali. Peccato solo nel 2007 si sono ammalati di Aids due milioni e 700 mila persone. Difficile catalogarli tutti in quelle due categorie. Ma soprattutto a preoccupare è il fatto che «il 40% dei contagii – come ha evidenziato Elisabet Fadul del Dominican Network for Youth Rights – avviene fra i 15-24enni». Segno il livello di informazione sulla malattia si è terribilmente abbassato.

Purtroppo il ruolo italiano alla Conferenza internazionale sull´Aids è decisamente marginale. Come denuncia Aurelio Mancuso, presidente dell’Arcigay, vi è una «scarsa presenza» dei ministeri della salute e delle Pari Opportunità italiani alla conferenza, dalla quale «potrebbero prendere appunti» ed attivare scelte che «renderebbero finalmente questo paese degno di appartenere alla comunità civile internazionale». Dopo accurato controllo, non risulta che ad oggi né Sacconi, né la Carfagna, abbiano sentito il bisogno di dire la loro su Aids e dintorni.

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Pubblicato il: 05.08.08
Modificato il: 05.08.08 alle ore 16.04

fonte: http://www.unita.it/view.asp?idContent=77744

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CURE E CONSIGLI PER L’AIDS

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Il paziente malato di aids non muore a causa del virus dell’HIV ma per alterazioni dell’assorbimento intestinale e quindi per ipoalimentazione  (malNutrizione), dovuta a una grave micosi.” (By Dr. Gerhard Orth, Leuthkirch)

L’AIDS e’ causato principalmente dalle Droghe (anche farmaci di sintesi + vaccini) e da altri cofattori NON infettivi, es. trasfusioni

Ecco cosa afferma il ricercatore dr. Peter Duesberg (Virologo di fama mondiale)
La macchina della falsa propaganda, continua a disinformare la popolazione del mondo intero ….

Dopo gli ultimi aggiornamenti in materia Aids riguardanti la scarsita’ scientifica del Test specifico e altro, riporto un altro interessante articolo pubblicato ieri (29 giugno) dalla Yahoo News dal titolo: Sud African Defies AIDS Through Diet, Will to Live. L’articolo parla di un signore Sud Africano di 43 anni, David Patient, che fu diagnosticato positivo all’Aids 21 anni fa. Quest’uomo e’ sopravvissuto curando la propria nutrizione, senza prendere farmaci antivirali, farmaci come l’AZT piu’ e piu’ volte accusato di avere effetti collaterali simili alla malattia stessa.
Tratto da: newmediaexplorer.org

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L’ultima Truffa del secolo passato….
Tutti sono pronti a credere che la CIA menta, che il governo menta, che l’FBI menta, che la Casa Bianca menta. – dice il microbiologo americano Harvey Bialy – Ma che menta l’Istituto di Sanità no, non è possibile, la Sanità è sacra, tutto ciò che esce dagli Istituti Nazionali di Sanità è parola di Dio. Niente fa differenza, nemmeno la storia di come Gallo scoprì il virus, nemmeno il fatto che sia uno scienziato screditato e condannato per truffa. La strategia dell’establishment è sempre la stessa: ignorare. Meglio non rispondere, vuoi vedere che ci si accorge che c’è qualcosa di strano ?”
Una musica che non suona del tutto nuova, e che in questo caso arriva da un fronte ancora più controverso di quello dell’undici settembre: la medicina moderna – o meglio, l’industria farmaceutica che la condiziona ormai alla radice – stretta nella morsa letale del conflitto fra altruismo e egoismo, fra missione umana e interesse privato, in una spirale ormai inarrestabile che la porta a inventarsi malattie inesistenti pur di vendere più farmaci, mentre non riesce stranamente a trovare nessuna cura valida per le malattie che esistono davvero.
Quello che presentiamo è un lavoro di ricerca particolarmente illuminante .http://tinyurl.com/ygn7vq
visionare su arcoiris.tv il filmato:
http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Unique&id=5508

È possibile che la pandemia di AIDS sia stata causata da vaccini antipolio accidentalmente contaminati con un virus delle scimmie e utilizzati in Africa alla fine degli anni ’50 ? Ebbene purtroppo SI !!

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Raccomandazioni terapeutiche per HIV-positivi e malati di AIDS

Raccomandazioni terapeutiche basate sulle ricerche del Dr. med. Heinrich Kremer (Barcellona)
[“La Rivoluzione Silenziosa della Medicina del Cancro e dell’AIDS”, Macroedizioni 2003 – ISBN 88-7507-331-7], dei Prof. Dr. med. Alfred Hässig (Berna), Dr. Eleni Papadopulos (Perth), Dr. Stefan Lanka (Stoccarda), Etienne de Harven (Francia), MD Roberto Giraldo (USA) e Gerry B. Mullis (USA),
disponibili su www.aids-info.net e www.ummafrapp.de www.virusmyth.com e lavori di L.A. Herzenberg, J.D. Peterson e S.C. De Rosa, W. Droege, J.K. Shabert, G. Ohlen-schlaeger, C. Richter, V.Hack, H. Rode, E.A. Newsholme, C De Simone, S.J. Ferrando, C. de Back, M. Clerici, G.M. Shearer, M.C. Dalakas, G.Tomelleri, E. Benbrik, G.A. Cannon, B.D. Cheson, e L. Chaitow: www.ncbi.nlm.nih.gov

Le diverse patologie che definiscono la sindrome dell’AIDS – affezioni dovute a miceti patogeni a livello polmonare, delle mucose, del cervello e degli organi interni, nonché alterazioni degenerative a livello delle cellule endoteliali dei vasi sanguini e dei vasi linfatici (Sarcoma di Kaposi) – sono la conseguenza di una carenza protratta di glutatione che altera la produzione di ossidi di azoto (NO) e radicali di ossigeno gassosi negli immunociti ed in altre cellule dell’organismo. In queste condizioni, le cellule T-4 helper sono presenti prevalentemente sotto forma di cellule con citochine dal profilo Th2 che – dopo il contatto con le cellule B – producendo anticorpi, attivano la difesa contro batteri e tossine, ma in misura minore rispetto alle cellule T-4 helper con citochine dal profilo Th1 che, a loro volta, attivano cellule killer per attaccare con gas NO le cellule infette da funghi, virus e micobatteri.
Ove questa condizione di commutazione Th1-Th2 persiste, la produzione di gas NO viene a cessare completamente. L’incrementato decadimento delle cellule provoca un maggiore rilascio di proteine del citoscheletro e dei mitocondri; aumenta di conseguenza la produzione di anticorpi contro queste e contro un gran numero di antigeni diversi. Quando la quantità di tali anticorpi raggiunge un determinato livello, i test degli anticorpi HIV danno il noto esito di “HIV-positività” o “sieropositività”.

Una commutazione Th1-Th2 persistente a livello di citochine delle cellule T-4 helper è il risultato:

–    di una sensibilità redox fortemente accresciuta di natura genetica o non genetica, sempre più frequente in seguito alla diffusione (dopo il 1945) dei moderni vaccini ed antibiotici che esercitano un’azione intracellulare. Se associata al contatto con le contaminazioni tossiche normali nella nostra epoca (ambiente, alimentazione e farmaci), conduce ad una rapida e persistente controregolazione del tipo II (commutazione Th1-Th2) e compromette la sintesi del glutatione e di altri enzimi antiossidanti (carenze di tioli).

–    di un contatto ripetuto con antigeni dovuto a lesioni ripetute ed interventi chirurgici, alle infezioni croniche (ad es. epatite B) e all’assunzione di acqua contaminata, alla penetrazione ripetuta di proteine estranee nel circolo del sangue (causata dalle proteine coagulanti nei preparati ematici e dallo sperma nei rapporti anali non protetti), al contatto con sostanze tossiche negli alimenti (conservanti e fungicidi), alla trasmissione attraverso la pelle (colori ago nitrosativi e sostanze usate nella lavorazione dei prodotti tessili) e al contatto con i metalli pesanti (p. es. mercurio, alluminio e formaldeide nei substrati dei vaccini e nell’amalgama delle otturazioni).
Queste cause conducono ad un’attivazione persistente dell’attività immunitaria cellulare con una produzione eccessiva di gas NO. Ne consegue l’inibizione delle citochine del tipo Th1 (per impedire la distruzione del tessuto proprio) e, attraverso un consumo maggiorato di tioli, ad un’alterazione permanente dello stato redox nella cellula con conseguente controregolazione persistente verso le citochine del tipo 2 e quindi all’aumento della produzione di cellule helper Th2 che stimolano le cellule B ad una produzione maggiorata di anticorpi.

–    dell’assunzione di nitriti tramite inalazione („poppers”), di acque e alimenti contaminati da nitriti (soprattutto nei paesi in via di sviluppo). I nitriti bloccano la sintesi delle citochine del tipo 1 e la maturazione delle cellule helper T-4. Come l’Azatioprina, gli antibiotici, i chemioterapici e i fungicidi essi conducono ad una commutazione Th1-Th2 prolungata e quindi a rigonfiamenti e cambiamenti degenerativi nell’endotelio dei vasi sanguini e dei vasi linfatici (Sarcoma di Kaposi) e in altri tessuti.

–     di un deficit di molecole di glutatione, frutto di una ridotta capacità di sintesi del glutatione nel fegato a causa dei chemioantibiotici, dell’epatite cronica, del forte consumo di alcool e dell’assunzione di sostanze fortemente ossidanti, associato ad un deficit di composti proteici tiolici (cisteina) assunti per via alimentare. Una carenza protratta di glutatione fa sì che, nel trasporto attraverso la cellula, l’ossigeno non possa più essere gradualmente ridotto, altera la produzione di energia nelle cellule tramite i mitocondri e provoca l’autodistruzione tramite l’NO delle cellule killer quando attaccano cellule infette da funghi, virus e micobatteri. Una carenza protratta di glutatione favorisce la diffusione di funghi (ad es. Candida Albicans) a livello intestinale e nelle mucose con conseguente rilascio di metaboliti tossici (acetaldeide) che, a livello epatico, compromettono la produzione di glutatione, mentre i metabolici stessi possono essere metabolizzati solamente con il glutatione e l’acido glucoronico.
La carenza persistente di glutatione nelle cellule che presentano antigeni infine fa sì che le cellule helper T-4 vengano prodotte prevalentemente nella forma di cellule Th2, in grado cioè di attivare le cellule B per la produzione di anticorpi contro batteri e tossine, ma non nella forma di cellule Th1 preposte all’attivazione di cellule killer che, tramite il gas NO, attaccano le cellule infette da funghi, virus e micobatteri.

–     dei chemioantibiotici (sulfonamidici e trimetoprim, come il Bactrim e Septrim), insetticidi (p. es. il Lindan nelle pomate contro le piattole), dei chemioterapici e nucleosidi analogici (come l’AZT, Nevirapine). Questi bloccano la formazione e il rilascio di acidi folici e purine, necessari per la costruzione del DNA nei mitocondri. Essi bloccano gli enzimi contenenti ferro e rame, necessari per la respirazione cellulare, chiudono la membrana mitocondriale bloccando così la produzione di energia e l’attività antiossidante. I mitocondri – organelli unicellulari presenti nelle cellule umane – utilizzano l’ossigeno e gli elettroni ricchi di energia provenienti dagli alimenti per la sintesi della molecola vettore dell’energia metabolica ATP (Adenosintrifosfato), necessaria per tutte le funzioni del corpo. I mitocondri sono inoltre di fondamentale importanza per il sistema redox, la disintossicazione (anche dei radicali di ossigeno) e per il sistema immunitario. I chemioantibiotici bloccano inoltre l’enzima diidrofolato riduttasi, necessario per la produzione del tetraidrofolato, a sua volta necessario per la produzione della cisteina e del glutatione a livello epatico, e per la produzione della tetraidrobiopterina (TH IV) necessaria per la produzione del gas NO con cui le cellule killer attaccano le cellule infette da funghi, virus e micobatteri.

Le conseguenze del trattamento antiretrovirale ed antibiotico

Allo stato attuale, nessuno è mai riuscito ad isolare, fotografare o caratterizzare per via biochimica come trasmettibili e riproducibili secondo i criteri di Koch, i cosiddetti retrovirus HIV, ritenuti responsabili di più di 30 patologie che definiscono l’AIDS. Con l’AIDS si trasmettono solamente virus, batteri e funghi noti, in grado di propagarsi solo nelle persone con uno squilibrio prolungato del sistema immunitario. Per ipotizzare la presenza dei cosiddetti retrovirus HIV, nel 1984 Gallo e Montagnier coltivarono i linfociti helper di malati di AIDS con leucociti leucemici e cellule embrionali presentanti un’azione fortemente incrementata della trascrizione inversa, attivando la coltura con l’aggiunta di idrocortisone, un ormone dello stress. La presenza incrementata della trascrizione inversa in queste colture cellulari veniva poi interpretata come la prova dell’esistenza di un nuovo virus. Nei test HIV sviluppati in seguito, un aumento degli anticorpi contro cellule leucemiche, associato a diverse reazioni immunitarie, dà perciò l’esito di “HIV-positività” o “sieropositività” quando raggiunge un determinato valore stabilito empiricamente.

I nucleosidi analogici (aciclovir, nevirapine, DDI, ecc.) compromettono nel giro di pochissimo tempo e in misura determinante la maturazione di tutti gli immunociti nel midollo osseo: delle cellule B, delle cellule T che successivamente vengono prodotte nel timo, delle cellule dendritiche che presentano gli antigeni e dei macrofagi. Il danneggiamento del processo di maturazione dei nuovi linfociti B ha come conseguenza la forte diminuzione del loro numero e della loro attività, e l’indebolimento della difesa contro i batteri da parte degli anticorpi, che in questo modo si possono propagare senza ostacoli nelle cellule. Quando le cellule helper T-4 sono in circolo, nel tessuto linfatico incontrano un numero molto minore di cellule B in grado di attivarle. Le cellule helper T-4 con le citochine dal profilo Th2 circolano per 24 ore nel plasma e nel tessuto linfatico senza avere alcuna funzione. Ciò conduce ad un aumento delle cellule helper T-4 misurabili nel plasma.

I nucleosidi analogici e gli inibitori della proteasi riducono fortemente il livello dei tioli e, nei sieropositivi, acutizzano ulteriormente la carenza di glutatione. La carenza di glutatione nelle cellule che presentano antigeni fa sì che le cellule helper T-4 siano presenti soprattutto con citochine dal profilo Th2 che promuovono la produzione di anticorpi, e meno con il profilo Th1, che attivano la difesa contro funghi, virus e micobatteri tramite le cellule killer. Gli inibitori della proteasi sintetici inibiscono la produzione delle proteine per i nucleotidi, utilizzati per la costruzione di nuove cellule in tutti gli organi. Perciò, chi assume queste sostanze, è a rischio di diabete, spostamento degli acidi grassi dalle estremità, metabolismo diabetico, retiniti, formazione di calcoli renali (calcolosi) ed insufficienza epatica.

I chemioantibiotici (Bactrim, Septrin, TMPSMX, ecc.) che bloccano la sintesi degli acidi folici, delle purine e dell’enzima DHFR, compromettono la produzione di glutatione nel fegato, la produzione di NO e il trasporto dell’ossigeno nelle cellule.
In questo modo generano un blocco persistente di tutta l’attività immunitaria cellulare e, attraverso una commutazione
Th1-Th2 permanente, generano un’immunodeficienza funzionale permanente. Inibendo la respirazione cellulare generano affezioni croniche da miceti patogeni (PCP, Candida Albicans, ecc.) a livello di mucose, nell’intestino (diarrea cronica) e della pelle.
La somministrazione prolungata di chemioantibiotici comporta anche l’inibizione del tetraidrofolato necessario per la produzione dell’uracile, e quindi all’inibizione dell’interleuchina 2, il fattore di crescita delle cellule T. Inibendo l’acido folico biologicamente attivo, i chemioantibiotici inibiscono anche la trasformazione della base RNA uracile nella base DNA timina e quindi la riparazione del DNA tramite la trascrizione inversa.
L’alterazione del genoma nei batteri che questi scambiano fra di loro tramite plasmidi, conduce inoltre ad una resistenza progressiva agli antibiotici.

I nucleosidi analogici (come AZT, DDI, DDC, ecc.), bloccando la produzione di DNA, riducono per un periodo limitato le infezioni batteriche, fungine e la formazione di particelle non meglio caratterizzate di sostanza messaggera (RNA) ritenute particelle del virus HI. Ma i nucleosidi analogici vengono fosforilati solo in ragione dell’1% e praticamente non innestate nel nucleo, dove si presume che fungano da terminatori DNA per l’inibizione dei virus HI. I nucleosidi analogici e gli inibitori di proteasi e i inibitori di fusione conducono inoltre ad un’alterazione della biosintesi di proteine ed enzimi e, alterando la produzione dell’acido nucleico, al danneggiamento sia del DNA del nucleo che di quello mitocondriale. In questo modo, prima o poi, danno luogo a danni gravi a livello del cervello, dei muscoli (infarto e paralisi) e degli organi interni.

In queste condizioni le cellule passano sempre più a un metabolismo fermentativo anaerobico che causa un eccesso di acido lattico nell’organismo o al wasting (cachessia), in cui le cellule attingono le sostanze necessarie direttamente dalle proteine dei muscoli, e conducono alla formazione di cellule neoplastiche.
In presenza di un’alterazione persistente dei mitocondri a causa della carenza di glutatione e di danni al DNA, questi dissolvono la loro simbiosi con il nucleo della cellula (fenomeno di Warburg); in questo caso nel nucleo della cellula vengono attivate sequenze di DNA primordiali e il DNA nel nucleo garantisce la propria sopravvivenza con la trascrizione inversa (trasferimento della sostanza messaggero RNA nel DNA). In questo modo aumenta la quantità di RNA misurabile nel plasma (il cosiddetto aumento della carica virale).

Per riparare i danni al DNA sempre più frequenti con le terapie combinate (HAART), il consumo di RNA aumenta sensibilmente, per cui il numero di frammenti di cellule che, con il test PCR (reazione a catena della polimerasi) viene misurata come carica virale HIV, diminuisce. L’alterazione della sintesi degli acidi nucleici prodotta dalle terapie combinate produce un’alterazione delle sequenze di codifica del DNA del nucleo e mitocondriale, compromettendo ulteriormente la riparazione del DNA tramite la trascrizione inversa.
L’esaurimento degli enzimi di riparazione, infine, fa sì che i prodotti della trascrizione inversa non possano più essere integrati nel DNA (nuovo aumento della cosiddetta carica virale e definiva “resistenza contro le terapie combinate”).

Elementi di terapia a sostegno del sistema immunitario

La somministrazione di glutatione ridotto (400-600 mg/dì) in capsule resistenti ai succhi gastrici (S-acetil-L-glutatione in combinazione con Ginko bilobae o antociani), permette di risolvere un’insufficienza protratta di glutatione. (Marien Apotheke, Tel: 0049 (0) 6838 86140). All’inizio della terapia di ripristino e in presenza di una cachessia, somministrare fino a 5 grammi di glutatione al dì per via endovenosa o parenterale. In presenza di problema intestinali, il glutatione può essere somministrato anche sotto forma di spray.

La Curcumina (6 x 500 mg al dì in capsule) (Holistic Med, Mercusan), estratta dalla pianta officinale Curcuma longa e altri polifenoli (PADMA 28 (www.cosvalit) o artemisia uwemba (www.nusag.com)) inibiscono nella lunghezza d’onda dell’ultravioletto i segnali responsabili delle infiammazioni prolungate, delle infezioni opportuniste e degli sviluppi degenerativi (cancro). Soprattutto in presenza di una carenza di glutatione non devono essere somministrato contemporaneamente a altri polifenoli o a dosaggi elevati di vitamina C, E e betacarotene in quanto si trasforma in una sostanza pro-ossidativa che non sviluppa più alcun’azione antinfettiva. (In presenza dei cosiddetti metalli di transizione come il ferro (Fe) e il rame (Cu), la vitamina C viene trasformata in una sostanza proossidativa, acutizzando così la carenza di glutatione e di tioli).

–   L’apporto di composti proteici di zolfo (N-acetil-cisteina 3-8 g/dì) – anche sotto forma di ricotta e prodotti latteo-caesari – e di acido folico (5 – 30 mg/dì) consente di ripristinare il livello di glutatione. Gli acidi grassi polinsaturi contenuti nell’olio di canapa, di lino, di cardo e di anice stellata (5-6 cucchiai/dì) migliorano l’assorbimento di ossigeno delle cellule e la protezione cellulare.

–   La somministrazione di glutamina (40 g/dì) e di L-arginina (20-30 g/dì) può supportare la produzione di glutatione e la sintesi di NO a livello epatico, entrambi decisivi per la modulazione della risposta immunitaria delle cellule T-4 e per la remissione dei tumori.

–   Il coenzima Q10 (100 – 200 mg/dì) e l’antiossidante microidrina (Active-H) favoriscono il trasporto degli elettroni nella catena di respirazione a livello mitocondriale. L’acido folico (5-20mg/dì), l’acido alfalipoico (300-600 mg/dì), la vitamina B1 (150-300 mg/dì), B6 e B12 e la somministrazione di basse dosi di cromo (100-300 mg/dì), selenio (250 mg) e zinco (10 mg/dì) possono supportare l’attività mitocondriale e la riparazione dei danni al DNA mitocondriale.

–   I parassiti (p. es. vermi) compromettono la sintesi dello NO. Un attacco contro questi con il gas NO distruggerebbe il proprio tessuto. Le foglie di papaia in capsule o in infuso sono efficaci contro parassiti intestinali.
I tiocianati contenuti nelle cipolle, nei broccoli, nel cavolo cappuccio e in altre brassicacee, e nell’aglio (possibilmente sotto forma di succo spremuto fresco) attivano i sistemi di disintossicazione.
L’acido glucoronico (nella bevanda fermentata Kombucha, ricavata da un fungo fatto macerare con tè verde o infusi di erbe) favorisce l’eliminazione delle sostanze tossiche a livello epatico. L’attività epatica può inoltre essere stimolata con epatoprotettori vegetali (p. es. artiglio del diavolo (fiteuma), cardo mariano (Silybum marianum) e Liv. 52).

–   La L-carnitina serve per l’introduzione degli acidi grassi macromolecolari (trigliceridi) nei mitocondri. Una carenza di L-carnitina provoca l’aumento della produzione energetica tramite fermentazione (glicolisi). La somministrazione di 6 grammi di L-carnitina per 14 giorni permette di compensare le carenze di carnitina spesso associate ai malati di AIDS.

–   I polianioni (condroitina solfato, cartilagine di squalo, estratto di mollusco perna canaliculus oppure alghe marine (agar, kelp ecc.) consentono di proteggere la matrice carica negativamente che esercita un ruolo importante nel sistema immunitario.
In funzione di inibitori di proteasi naturali che attivano le antiproteasi specifiche del corpo e legano i cationi che attaccano gli involucri cellulari, i polianioni consentono di frenare i processi flogistici cronici che favoriscono la necrosi delle cellule e un’attivazione eccessiva dei macrofagi.

–   Le microalghe (p. es. alghe chlorella – 3-4 g/dì) e gli acidi grassi Omega-3 e Omega-6 ricavati da olio di lino, di canapa, di enotera e di pesce (3 cucchiai al dì) in quanto modulatori della prostaglandina possono stimolare l’immunità cellulare. In casi particolarmente gravi, le infezioni opportunistiche possono essere trattate con gli inibitori selettivi della ciclossigenasi-2 e con gammaglobuline.

–   L’equilibrio fra immunità cellulare ed anticorpi (profili delle citochine Th1 e Th2) è modulato dall’asse dello stress ormonale fra ipotalamo, ipofisi e surrenali. L’ormone dello stress cortisolo, rilasciato a livello di surrenali, attiva l’immunità basata sugli anticorpi. Il suo pendant ormonale, il DHEA, presente ovunque nell’organismo, supporta l’immunità cellulare. La somministrazione di DHEA-S in presenza di uno stress psichico persistente permette di correggere uno squilibrio durevole dell’asse dello stresso in direzione del cortisolo. L’uso di ormoni steroide per la formazione degli muscoli cause una soppressione continuante alla immunità.

–   I mitocondri controllano il metabolismo cellulare nonché la trasformazione e ritrasformazione delle cellule.
Gli enzimi nei mitocondri sono controllati da ioni, a loro volta modulati da più di 300 diversi sali minerali presenti nell’organismo. Un approvvigionamento sufficiente è possibile con miscele basiche di sali minerali (p. es. nel sedimento di coralli).

–   La Candida Albicans può essere combattuta efficacemente con capsule resistenti ai succhi gastrici di acido caprilico (Mycopril Biocare, in Germania: Runge Pharma), ricavato dalla noce di cocco, con biotina (vitamina H), con aloe vera e sostanze probiotiche (Bevanda di pane Kanne, acidi lattici destrogiri, Vitabiosa, EM, Mankoso), con i batteri bifidus e acidofilus e con artemisia annua. Perché la terapia abbia successo è necessario seguire una dieta completamente senza zucchero e bevande addolcite, miele, farina bianca, prodotti a base di latte acido, panna, tuorlo fresco, frutta secca, funghi, prodotti fermentati (vino, tè nero, salse di soia, dato), prodotti affumicati, sotto olio e sott’aceto o contenenti malto, che dovranno essere sostituiti da un’alimentazione povera di grassi, ma ricca di basi con carboidrati integrali (patate, fiocchi integrali, pane e pasta integrali, riso integrale, joghurt biologico fresco, noci fresche, succhi di frutta freschi, frutta, verdura, insalate, olio d’oliva, aglio, pesce e carne biologica fresca, nonché tè verde e infusi di erbe. L’equilibrio acidi-basi può essere migliorato con la somministrazione di miscele di basi e la digestione in generale con enzimi (Wobenzym). La N-acetil-glucosamina, la crusca di riso, la L-glutamina e FOS (Fructooligosaccharidi) favoriscono il ripristino della mucosa intestinale.

–   Le malattie fungine e infezioni interne, sulla pelle e in bocca possono essere trattate con estratti di pompelmo (gocce) e con le emulsioni ricavate da questi, efficaci contro un gran numero di funghi, virus e batteri gram-positivi e gram-negativi. Esternamente sono efficaci anche le creme con veleni di serpenti o zolfo, nonché l’olio di melaleuca o l’acidophilus.

–   Con una riduzione mirata dello stress (training autogeno, stretching e massaggi), l’uso di sonniferi naturali (melatonina) e la rinuncia al consumo frequente di droghe per migliorare le prestazioni fisiche e psichiche (zucchero, caffè, alcool, nicotina, hashish, anfetamine, extasy, ecc., cocaina, eroina e poppers), che producono un rilascio maggiore di ormoni dello stress.

–   Le reazioni flogistiche ed infezioni (epatiti e malattie veneree) ripetute possono essere evitate riducendo al minimo le ferite, curando accuratamente le ferite ed utilizzando il preservativo per i rapporti anali. Rinunciando all’inalazione di nitriti (poppers) si evita l’ingrossamento dei linfonodi che potrebbe dare luogo ad alterazioni del tessuto (KS) e a patologie fungine (PCP).

–   Riducendo l’infusione di proteine coagulanti con emoderivati.

… nei sieropositivi e nei pazienti affetti da AIDS è possibile ripristinare l’endosimbiosi cellulare e una risposta immunitaria flessibile. Nella somministrazione limitata nel tempo di antibiotici è assolutamente necessario proseguire con questa terapia di base.

Il successo di questa terapia supportante il sistema immunitario che deve essere adattata al quadro clinico individuale può essere monitorato misurando gli oligoelementi, il profilo degli ormoni dello stress, il rapporto fra cellule T-4/T-8, l’attivazione dei macrofagi (test della neopterina), il livello di ferritina nel siero, il livello di glutatione nel plasma e nelle cellule helper T-4 e con il test dell’anergia cutanea (test DTH, reazione della pelle agli antigeni).

Studiengruppe AIDS-Therapie c/o F. de Fries, Eglistr. 7, CH 8004 Zürich  – E-Mail: felix.defries@bluewin.ch
Tratto da: http://www.oikos.org

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Dal 1999, suor Irma Pasquita Francisca, spagnola anestesista, anima dl centro di salute di Mocuba in Monzambico, cominciò a curare i pazienti sieropositivi con una terapia naturale, suggerita da certe suore brasiliane.
Polpa di Aloe (aloe cresciuta nei climi tropicali), e venti grammi di aglio al giorno, più un paio di cucchiaiate  di farina di patata ad ogni pasto. Ad alcuni pazienti, occorre dirlo, (sembra che la terapia non sia efficace in presenza di acidita’ anomala), la terapia non ha fatto effetto  e in poco tempo se ne sono andati.  vedi: Acidosi
Molti però sono rifioriti da subito e tuttora vivono. Di più: di questi otto hanno negativizzato.
Come racconta padre Aldo Marchesini, chirurgo, che in Monzambico, all’ospedale civile di Quelimane, lavora da più di trent’anni ( e alla cura si sottopose lui stesso, da quando tre anni fa si è infettato), questo significa che nel sangue dei pazienti non c’è più traccia di virus. Dunque, o quei pazienti erano falsi positivi, o la terapia ha avuto su di loro un effetto straordinario.
Terapia di cui nella regione s’è diffusa la fama: sono ormai alcune centinaia i pazienti così trattati al centro, e il Ministero della Salute del Monzambico ha deciso una sperimentazione ufficiale: durerà due anni, ala fine dei quali, forse, sulla biochimica di questa malattia si saprà qualche cosa in più.
Tratto da: Famiglia Cristiana.

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fonte: http://www.mednat.org/aids/consigli_cura.htm

IPOCRISIE D’ITALIA – Maroni: “Basta insicurezza” Superpoteri ai sindaci

Le amministrazioni locali potranno intervenire contro spaccio, mendicanti e ambulanti
Collaborazione con le forze dell’ordine, “perché i soldati in città sono la strada giusta”

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"Basta insicurezza" Superpoteri ai sindaciRoberto Maroni, ministro dell’Interno

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ROMA – Poteri speciali ai sindaci contro spacciatori e prostitute. Così vuole il ministro Maroni che ha concesso alle amministrazioni locali superpoteri per scacciare dalle città mendicanti e mercatini di griffe false. L’applicazione dei decreti sicurezza, ha spiegato il ministro, prevede l’opportunità ai sindaci di intervenire con ordinanze autonome urgenti contro “lo spaccio di droghe, la prostituzione, l’accattonaggio e i venditori ambulanti abusivi”. Maggiori capacità di intervento anche contro chi danneggia il patrimonio pubblico e occupa abusivamente gli immobili.

“I sindaci saranno ufficiali di governo”, ha detto il ministro Roberto Maroni al termine di un incontro con l’Anci (Associazione nazionale comuni italiani). Saranno in grado di imporre una stretta all’illegittimità strisciante, “per salvaguardare l’incolumità pubblica e offrire maggiore sicurezza ai cittadini”.

Firenze era già intervenuta sui lavavetri un anno fa; Verona aveva emesso un’ordinanza anti lucciole; il sindaco di Novara recentemente ha ordinato il coprifuoco di notte nei parchi pubblici a gruppetti di tre persone. Da oggi, gli interventi dei sindaci non saranno più uscite estemporanee, ma scelte concordate d’intesa con i prefetti e le forze dell’ordine. “Perché i soldati in città – ha ribadito Maroni – sono la strada giusta per garantire maggiore sicurezza ai cittadini e per far capire ai delinquenti che lo Stato c’è e non arretra”.

Annunciando l’introduzione
dei decreti sicurezza che concederanno superpoteri ai rappresentanti dei cittadini, il ministro dell’Interno ha promesso alle amministrazioni locali la restituzione dell‘Ici abolita. “Entro il 15 dicembre – ha annunciato Maroni – consegneremo la seconda e conclusiva tranche relativa all’Ici non riscossa dai comuni”. Il primo 50% dell’Ici non riscossa fu restituita ai comuni un mese fa.

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5 agosto 2008

fonte: http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/cronaca/sicurezza-politica-12/maroni-sindaci/maroni-sindaci.html

Romeno annega tra i bagnanti che pensavano ad uno scherzo

Marcello Longu, 24 anni dopo alcune bracciate ha incominciato ad invocare aiuto, ma i suoi connazionali, che non sapevano nuotare sono rimasti impietriti, mentre la gente che si godeva il mare ha proseguito a divertirsi

Annegato in mare Reggio Calabria, 4 agosto 2008 – È annegato tra decine di bagnanti che affollavano la spiaggia di Calamizzi, nell’immediata periferia di Reggio Calabria. Marcello Longu, 24 anni, rumeno, nel pomeriggio di ieri, dalle baracche dove vive assieme ad altri connazionali ed alla giovane moglie era sceso in spiaggia, distante solo una decina di metri della sua residenza, in compagnia di altri suoi connazionali. Ad un certo punto si è tuffato in acqua e dopo alcune bracciate ha incominciato ad invocare aiuto.

I suoi connazionali, che non sanno nuotare, sono rimasti impietriti, mentre la gente che si godeva il mare ha proseguito a divertirsi, forse pensando ad uno scherzo. Marcello Longu è annegato ad una decina di metri dalla riva, ma nessuno dei tanti bagnanti ha interso prestargli soccorso. In pochi istanti il giovane è scomparso in acqua. A quel punto qualcuno ha chiamato il 113, ma quando i soccorsi, anche se tempestivamente, sono giunti in zona il giovane giaceva privo di vita sul fondale dove è stato poi recuperato dagli uomini della Capitaneria di Porto. Marcello Longo ha lasciato la moglie ed una figlioletta in tenera età.

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fonte: http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2008/08/04/109358-romeno_annega_bagnanti.shtml