Contrordine: il vaccino contro l’influenza non riduce i rischi di morte per gli anziani

Degli anziani su una panchina (foto di Marco Giugliarelli)

ROMA (29 agosto) – Il vaccino contro l’influenza stagionale non riduce, numeri alla mano, i rischi di decesso tra le persone anziane: è una doccia fredda, in vista della prossima stagione invernale, lo studio dei ricercatori canadesi della scuola di salute pubblica dell’università canadese dell’Alberta.

Rileggendo la letteratura scientifica sul tema, gli scienziati definiscono «esagerati» i supposti benefici della vaccinazione. E in base a una ricerca condotta su 700 anziani, la metà dei quali vaccinata e l’altra no, gli epidemiologi canadesi concludono che «ogni eventuale beneficio è di poco conto, e dunque non statisticamente significativo». «Forse frutto – ipotizzano sulle pagine dell’American journal of respiratory and critical care medicine – di altri comportamenti salutari adottati da chi ha anche deciso di vaccinarsi».

Dunque, argomentano i ricercatori, «i benefici precedentemente attribuiti al vaccino erano invece non direttamente riconducibili alla vaccinazione contro l’influenza, ma ad altri fattori non ben specificati». E per suffragare queste affermazioni rilevano come, a fronte di percentuali di vaccinazione aumentate negli ultimi 20 anni tra il 15% e il 65% nella popolazione anziana, «nè le percentuali di accessi in ospedale, nè quelle di mortalità, sono proporzionalmente diminuite».

In più, rilevano gli epidemiologi canadesi, «solo il 10% dei decessi tra gli over 65 registrati in Usa durante la stagione invernale sono attribuibili all’influenza. Di conseguenza, l’affermazione secondo cui il vaccino contro l’influenza riduce la mortalità del 50% non è fondata». Ciononostante gli scienziati suggeriscono ancora la vaccinazione per alcune categorie a rischio, per esempio per chi ha malattie respiratorie o deficit immunitari, o per i loro familiari a stretto contatto. Ma al contempo i ricercatori suggeriscono a queste stesse persone «di adottare stili di vita più salutari e accorti». Tra cui «il lavaggio frequente delle mani e lo stare alla larga da bambini malati e ospedali».

E alle aziende impegnate
nella produzione dei vaccini antinfluenzali gli epidemiologi si permettono di chiedere di «mettere in campo un maggiore sforzo, per sviluppare prodotti di nuova generazione. Magari specialmente indicati per la popolazione anziana».

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fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=30158&sez=HOME_SCIENZA

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