PAVIA – Addio ad Angelo Lepore, uomo d’impegno morale e politico

I funerali di Angelo Lepore si terranno domani alle ore 11 presso la Chiesa di San Primo a Pavia.
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Il Comitato Unitaria Antifascista è stata l’istituzione in cui ho potuto conoscere sia Angelo che Giorgio Piovano. C’erano rappresentanti di partiti, ma anche indipendenti come me. Su tutto il resto si potevano avere vicendevolmente opinioni e posizioni diverse, ma sulla laicità, il valore della Costituzione repubblicana, le regole della democrazia sostanziale e formale, su questo era sempre fronte comune. Lo incontravo lì o in libreria. Era uno dei pochissimi politici locali che si potevano incontrare mentre sceglievano un libro, e subito esprimeva la sua opinione seguita da qualche commento sulla politica cittadina, senza ipocrisia. E come si può ora non ricordare di come abbia fatto, fin che le forze glielo hanno concesso, il possibile affinché il Broletto rimanesse il simbolo della comunità, comunità che lui aveva, per sua fortuna, conosciuto. Coloro che sono venuti dopo l’hanno percepita come sempre più sfuggente e inconsistente. Non si può far più molto per il Broletto, ma ciò che si potrà fare per mantenere almeno un simulacro di quella vocazione storica lo si farà. Glielo avevo promesso.

Irene Campari

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Angelo Pezzali, vicedirettore de “La Provincia pavese” dedica oggi ad Angelo questo ricordo.

L’addio all’amico galantuomo Politico leale che mancherà a tutti Il suo impegno senza compromessi
La morte non perdona, la morte ti avvolge. E a volte arriva troppo presto, è ingiusta. Come adesso, come in questo caso. Perché ha portato via Angelo Lepore? Perché ha mirato alla sua vita in tempi non sospetti? E’ il mistero che irrompe, è il mistero che non riusciamo a scandagliare.

Ed è difficile rassegnarsi, perdere un amico, l’amico onesto di tutti, di tutta Pavia. Lepore che non soffre più, però, che immaginiamo sereno. Che raccoglie il senso della sua esistenza e ripensa. Presenta il conto.
Sì, è un conto che coinvolge. Con una biografia lineare, pulita. Che ricordi e che impegno i suoi. Correva per la Politica, da solo, sempre illuminato, sempre partecipe. Era un frate laico, una persona perbene. Una persona che camminava a testa alta. Già, l’impegno. E prima ancora la convinzione, il suo credo inattaccabile, il principio di tutto. Era repubblicano, sempre repubblicano. Il simbolo dell’Edera. Ugo La Malfa subito, Bruno Visentini e Giovanni Spadolini poi. Un filo diretto con i grandi del pensiero e dell’azione, un filo rosso che partiva dall’Ottocento, naturalmente, dal Risorgimento, da Giuseppe Mazzini. Una fede totale, forte, senza sbavature o compromessi. Una luce da non spegnere, da non nascondere. Che affondava le proprie radici anche nella Resistenza, nei suoi ideali. La Liberazione da difendere e da diffondere senza revisioni di sorta, senza facili abbracci.

Angelo Lepore era fiero, granitico. Un passo dopo l’altro, una partecipazione intensa per Pavia soprattutto. Una colonna per la città, una coscienza critica che diceva e faceva. Non ha mai detto e non fatto. Lepore in consiglio comunale, Lepore per la cultura, Lepore per il teatro, il Fraschini, la sua seconda casa. E il Mezzabarba il suo Palazzo senza oscurità o protezioni.

Che tempi e che sogni. Angelo Lepore che non accetta la deriva di destra per il suo partito, che affronta divisioni, lacerazioni, che crea un altro raggruppamento e che rischia. Che pensa ai repubblicani europei e che diventa un facitore di gioco ed una punta di diamante per l’Ulivo, per Romano Prodi. Crede anche qui, crede – nella sua coerenza e nel coraggio delle sue idee – che Pavia e l’Italia troveranno il loro ruolo, la loro collocazione per progredire, per andare avanti, per risolvere ogni questione, grande o piccola che sia.
Lepore intellettuale, appassionato lettore, curioso, amante dei giornali. Protagonista del mondo delle idee. Lepore che interveniva nei dibattiti, che non si lasciava sfuggire le suggestioni e le bellezze di Pavia. I suoi tesori antichi, i monumenti da salvare, le battaglie da combattere per non perdere la memoria e l’identità di un presente che doveva – e deve – proiettarsi verso il futuro, che non deve tradire speranze e attese. Lepore dalla parte di chi coltivava la Politica come momento di aggregazione, di coinvolgimento. Di passione civile. Sì, perché si doveva – e si deve – dare, offrire il proprio contributo. Saltare gli ostacoli, distruggere il disamore, occupare la scena per poter contare, per potersi esprimere.

Lepore che ci ha insegnato vivendo, dimostrando con i suoi sorrisi e le sue strette di mano, come si possa – diciamolo ad alta voce – innamorarsi della Politica. Senza, naturalmente, arricchirsi, senza posti di potere, senza intese al ribasso, riduttive. Lepore, il galantuomo che se ne va, che ha coniugato morale e comportamento. Lepore leale. Lepore che ci mancherà.

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venerdì, 29 agosto 2008

fonte: http://circolopasolini.splinder.com/post/18205222/Addio+ad+Angelo+Lepore

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