SONOHRA: MOTHER & DAUGHTER…

Ve la ricordate quella canzone di Cat Stevens: “Father and Son”? Ecco, oggi proviamo a fare lo stesso al femminile. Su un tema molto più banale se vogliamo – quale può essere la partecipazione ad un concerto – ma chissà… magari offrirà qualche spunto interessante al confronto generazionale…

Madre: Penso sia successo a parecchi della mia generazione (ma non solo…) di pensare “quando sarò genitore io, con i miei figli non mi comporterò certo così…” be’, io ci sto provando. E capisco adesso quanto NON SIA FACILE! Ma andiamo con ordine: mia figlia, massì la Yaris o Testarossa che dir si voglia, s’è invaghita dei Sonohra… ed è dalla loro comparsa al festival di Sanremo che mi assilla con ogni possibile richiesta – dal lasciarle libero il computer perché deve scaricare le foto e partecipare ai vari forum, allo spararmi nelle orecchie il loro – unico, peraltro – CD (notare che, in teoria, se lo sente solo lei mentre fa la doccia, con tre porte chiuse e l’acqua che scroscia… in pratica potrei citarlo a memoria, ma vabbè…) al voler andare ai loro concerti… cui ovviamente non la mando da sola. Non perché non mi fidi di lei… ma di galletti dementi purtroppo è ancora pieno il mondo – e l’ho visto pure ieri sera.

Ma, come dicevo, non voglio riproporre metodi educativi su cui ho dissentito quando li ho subiti. Quindi… a metà giugno, dopo un vero e proprio venerdì da leoni in ufficio, ci siamo caricati in macchina per raggiungere la prima manifestazione canora dei medesimi, abbastanza vicina da essere preda della febbre da volontà di presenza della fanciullina. Ero stanca, irritabile e proprio l’idea di essere circondata da una torma di ragazzine scatenate ed ululanti non era la massima aspirazione… Be’, Rho è stato un fiasco. Siamo rimasti due ore in attesa sotto un cielo che prima era solo nuvolo, poi s’è messa a cadere una pioggerellina che non faceva presagire nulla di buono… infatti, dopo un’ora buona è scoppiato un violento temporale. Ci siamo riparati sotto i tendoni provvidenziali di un bar (ma tra uno e l’altro c’era lo spazio per far filtrare nella schiena degli improvvidi genitori una malefica doccia non voluta… dei genitori, certo. Perché le pargole schiamazzanti – la mia compresa, ovvio! – nel frattempo si erano assiepate sotto la finestra del luogo in cui i due ineffabili miti erano nascosti… Loro belli e tranquilli all’asciutto, le pecorelle a sgolarsi sotto l’acqua per elemosinare un sorriso o un saluto… pietoso) quando finalmente, dopo un altro po’, qualcuno dell’organizzazione ha preso il microfono e dal palco ci ha avvertiti che pioveva (ma va’?) e che quindi avevano deciso di aspettare ancora un po’ per vedere se il tempo fosse migliorato. QUANTO significa, “ancora un po’” per un gruppo di ragazzine infradiciate tra cui alcune (ad esempio la mia) con gli esami alle porte???

Sono una madre “tollerante” (qualcuno potrebbe dire pazza), ma non del tutto scriteriata… quindi l’ho lasciata a strillare ancora un po’ sotto l’acqua, poi l’ho chiamata, me la sono caricata in macchina e l’ho riportata a casa. Congratulandomi con lei perché non ha protestato e ha capito senza bisogno di spiegazioni che non era il caso di rischiare una polmonite per due che FORSE sarebbero apparsi… Poteva essere finita qui? No, certo… però adesso inizia il contraddittorio! 🙂

Figlia: Dunque. Inizio con il dire che per trovare il luogo del concerto di Rho abbiamo cercato notizie ovunque, naturalmente tutte contraddittorie. Poi finalmente ci arriviamo (ore 19:30 circa, e io non avevo la minima fame…). Stava piovendo a catinelle, e noi ci eravamo rifugiati nel bar per prendere io un gelato (sì, avete capito bene, un gelato nonostante la pioggia e il freddo) e mamma un tè caldo (più normale). A un certo punto un paio di ragazzine dentro con me esclamano: “Ma… quella è la testa di Diego!” e io, infischiandomene del fatto che avevano tipo quattro anni meno di me mi metto a urlare: “Dove? Dove?” (Per la serie: la talpa…) e loro: “Eccola là!”. Ma potevo restare dentro? Ovvio che no! Allora sono schizzata fuori sotto l’acqua e mi sono appostata sotto al loro balcone. Lì sotto c’erano una decina di ragazze e io ero l’unica scema senza ombrello (che avevo rigorosamente lasciato a casa, tanto vuoi che piova!?!). Ci mettiamo a urlare un po’ di tutto, “Luca”, “Diego”, “Sonohra”… E indovinate un po’? Si AFFACCIA Luca. Noi in delirio. Allora ci mettiamo a urlare “Diego” per far uscire anche lui. Subito accontentate. Ci rivolge un sorriso meraviglioso con quella sua espressione così dolce (ok, basta ai deliri da fan…)… Poi entra e il fratello esce di nuovo e ci manda un bacio. Ovviamente noi urliamo come pazze. Alla fine mia madre mi viene a recuperare e mi dice: “Dai, tanto hanno detto che non li fanno suonare e tu tra quattro giorni hai un esame”. E io cosa faccio? Ovviamente la seguo senza fiatare (ma non senza essermi voltata un’ultima volta…). Immaginatevi la mia rabbia quando ho scoperto che poi hanno suonato dieci minuti (e ripeto DIECI MINUTI) dopo che ce ne siamo andati. Vabbè. Alla fine ho convinto mio padre a portarmi a Carugate l’11 luglio. Ha piovuto anche lì, ma io non mi sono schiodata da dov’ero (tra l’altro, c’era anche la mia migliore amica e io mi ero portata il K-Way…). Meno male che non me ne sono andata! Hanno suonato per circa mezz’ora e poi si sono fermati a fare autografi. E’ stata la serata migliore della mia vita. Fino a quel momento, almeno. Già, perché potevo accontentarmi di mezz’ora? NO!!! Ma adesso lascio la parola a mia madre…

Madre: Come diceva la dolce pargoletta, poteva bastare un concerto? Certo che no… e infatti, mi ha sfrugugliato l’anima finché la mia capacità di sopportazione ha ceduto e… ho comprato due biglietti per il concerto del 30 agosto. Me tapina… ovviamente ho passato tutto il tempo mancante a compiangermi sulla triste sorte che mi attendeva. Però l’onore è una cosa seria… e mica si può predicare bene e razzolare male, no? Quindi ci vuole coerenza. Vuoi essere diversa dalle madri tutte “ai miei tempi…” o che sbuffano di indulgente superiorità per le intemperanze delle figlie? Ecco, allora vai al concerto e ti butti nella mischia! Infatti… sono ancora qui a cercare di rientrare in possesso dei miei poveri timpani… Be’, insomma. Arriviamo in mezzo alle scalmanate (e noto con piacere che altri genitori, anche di puledrine più giovani della mia, sono in fila per entrare… mal comune…!) e facciamo la fila, attente a non danneggiare i capolavori striscioneschi altrui (ma ‘ste ragazzine non c’hanno altro da fare??? Io quando scatenavo la mia modesta arte grafica era sempre per scopi più alti: per la scuola, contro il governo… non per un duo di aspiranti menestrelli…)

Figlia: Dopo una giornata tutta fuori casa (così han deciso…) troviamo il posto. Lì vicino c’era anche un ristorante dove si mangia benissimo (l’unica cosa che è piaciuta a mia madre di ‘sta serata…). Poi per trovare l’entrata sono partiti 10 minuti. Ci mettiamo in fila e mia madre comincia: “Lo sai che soffro di claustrofobia?” e io: “Sì”.

“Ecco, quando mi pressano troppo mi metto a vomitare”. Effetto immediato: dieci centimetri di raggio tra lei e gli altri… Entriamo, ci sediamo, e aspettiamo. Io con il mio bel cartellone, la macchina fotografica digitale (altrimenti nota come “Giorgina”) e il cellulare come ultima spiaggia per “documentare il mitico evento”. Prima c’è una tipa dell’organizzazione che ripete la solita manfrina: “Durante l’esibizione, che durerà circa un’ora e quaranta (“aaargh!”, esclamò allora la mamma sull’orlo di una crisi di nervi…), è severamente vietato salire sul palco (a noi veramente non era nemmeno venuto in mente, ma grazie dell’idea!!!)”. I musicisti che li accompagnavano iniziano a suonare. Sbuffo di fumo (modello: “drago con il raffreddore). Escono. Si dirigono verso i microfoni. Iniziano a cantare l’inconfondibile Love Show. Le ragazzine come me iniziano a urlare a più non posso (ora infatti sono QUASI senza voce…) e a cantare con loro. Finiscono il pezzo, salutano, e ne cominciano un altro. Mia madre che si copriva la faccia con il mio cartellone (così però almeno lo vedevano…) io che filmavo (8 min e 10 sec possibili… In pratica nulla!) con la Giorgina e intanto mi sgolavo. Durante un pezzo (So La Donna Che Sei, per chi volesse saperlo…) hanno fatto le presentazioni. Mia madre negherà il tutto, ma io tanto lo dico lo stesso: Diego ha fatto un assolo di chitarra che era la fine del mondo. Oltre alle canzoni del loro CD hanno fatto anche alcune cover, tra cui Sultans of Swing dei Dire Straits, che secondo me hanno fatto bene ma che a mia madre ha fatto schifo (oggi ho sentito l’originale, e il pezzo di chitarra era fatto davvero BENISSIMO – checché ne possa dire chiunque altro – e la voce di Diego era molto più bella… Ma questi sono gusti). Mi sono divertita da matti, e alla fine Diego mi ha QUASI (purtroppo c’è il quasi) toccato le mani. Avevo anche una missione da compiere, ma questo ve lo dirò in seguito…

Madre: La storia della claustrofobia e conseguenti crisi di rigetto però è vera… risale probabilmente ad un inverno ormai perso nella notte dei tempi, quando con mia madre stavo tornando da chissà dove e sul mezzo ultra-affollato ho rischiato di soffocare nel loden di un passeggero. Già adesso mi sono conservata piccolina, allora poi ero davvero microscopica… ma mica era colpa mia! E comunque, se sono sopravvissuta, evidentemente ero destinata ad altre imprese… tipo quella di ieri appunto. In ogni caso, non credo di essere l’unica che custodisce gelosamente il proprio spazio vitale (che, ho notato in altre occasioni, quasi tutti tendono a rubarmi: sempre tutti addosso a me, anche se a far la coda alla posta non è che sono quei dieci centimetri che ti fanno arrivare prima… o sì?) e comunque il fine, che è buono oltre che legittimo, giustifica i mezzi. Ho detto.

Ma torniamo al concerto. Non è che abbia prestato particolare attenzione ai tipi sul palco (tantomeno alle loro canzoni, di cui – vuoi per l’acustica, vuoi per il volume o perché hanno sviluppato la strana tendenza a voler inghiottire i microfoni… vai a sapere!). Piuttosto ho provato ad adottare lo spirito dello scienziato in fase di osservazione di un universo straniero. E’ vero: il cartello di mia figlia serviva a nascondermi la faccia… non perché, come le ho detto, almeno non mi si vedeva nelle riprese. Piuttosto perché mi sono calata nei panni di quei due poverini: se avessero visto la mia espressione tra l’obbrobrio ed il raccapriccio, magari avrebbero stonato… e non ne avevano bisogno!

Sui loro pezzi, e sui testi, torno dopo. Adesso mi preme concludere il discorso Dire Straits. Va indubbiamente a loro merito (dei Sonohra, sic!) l’aver cercato di far conoscere un pezzo di rock (ma hanno fatto anche un Rythm&Blues, che per me è quello che usa anche Guccini al termine dei suoi concerti, quando è mezzo ubriaco e balla come un orso… tutt’altro stile, devo dire. Ma sono gusti…) a una massa di caprette ignoranti (senza offesa: ignoranti etimologicamente, perché sono giovani ed il rock invece è più vecchio di me… e non so quanti genitori abbiano avuto la brillante idea di inculcare nelle menti virginali – nel senso di <intonse, pure… “rase” > – delle loro pargolette qualche pezzo di musica “vera”: dalla classica al rock, di tutto: purché fatto bene… prima che le suddette scoprissero autonomamente i loro gusti (qui ci sarebbe da aprire ben altro che una parentesi sulle mode, sul branco e quant’altro… ma sorvolo) e/o decidessero – in modo generazionalmente corretto e scontato – che i genitori sono portatori di una cultura vecchia e, quindi, trascurabile.

Ho sentito commenti molto più pesanti dei miei sull’interpretazione (lo strazio???) che i Sonohra hanno dato del mitico pezzo di cui sopra. In fondo io mi sono limitata a dire che l’originale mi piaceva decisamente di più e che è un vero peccato che le caprette dovessero essere indotte a pensare che il rock è quello lì… ma come dice la saggia figlia, è questione di gusti. Quanto alla fine del mondo per l’assolo di Diego, fortunatamente Dio non l’ha pensata come la pargola (questa volta siamo dalla stessa parte, incredibile!) e siamo ancora tutti vivi… se la Testarossa mi lascia in vita dopo aver letto questo pezzo (e non ho ancora terminato…) lascio a lei la parola, per ora.

Figlia: No, ora l’ammazzo. Giuro. Le faccio finire il pezzo solo perché il mondo sappia che madri sciagurate ci sono in giro e poi l’ammazzo. In più che le faccio sentire finalmente qualcosa di moderno e non quelle solite robe da vecchi (a parte quelle che piacciono anche a me… Tipo gli Eagles, Cat Stevens, David Bowie, solo per citarne qualcuno… Ma anche… – no, scusate, il maanchismo no! – ma pure i già citati Dire Straits, perché no?) cosa fa? Pianta grane. Ma io dico, non puoi almeno FAR FINTA di divertirti??? Oltretutto sono così gentili a fare una canzone dei tuoi tempi e tu continui a mugugnare: “che schifo! Loro la fanno meglio!” Ma va’? Se l’avessero fatta uguale o si sarebbero chiamati Dire Straits e non Sonohra oppure sarebbero stati in playback!!! Vabbè. Tornando alla mia missione. Io e la mia migliore amica abbiamo deciso di commissionare (a mio nonno) una nota musicale di legno con una porticina in cui mettere un messaggio e di regalargliela il 30 (cioè ieri…) se si fossero fermati per gli autografi, cosa che ahimè non è successa. Poi i suoi genitori non l’hanno lasciata venire, ma questo è un altro discorso. Io ce l’ho messa tutta, mi sono appostata anche di fianco alla loro macchina, ma niente. E pensare che ero appiccicata al vetro e dietro c’era il mio adorato Dieghino!!! E sul sedile accanto c’era Luca… E oltretutto hanno anche fatto un bis e la versione inglese de L’Amore!!! Faccio finire la mia sciagurata madre…

Madre: Le ultime affermazioni di Yaris, se prese alla lettera, fanno di me una fallita. Ma come, io predico il dialogo ed il confronto e lei, alla prima occasione, passa alle vie di fatto? Per fortuna – mia, non necessariamente vostra… – la conosco abbastanza e so che in fondo (molto in fondo questa volta, temo) mi vuole bene e non mi ammazzerà. Del progetto folle suo e della sua amica non dico nulla – ognuno deve scontrarsi con i suoi demoni… – e torno al discorso-testi, prima solo accennato. Non mi piacciono i discorsi che iniziano con “ai miei tempi..” ma ormai faccio parte di chi li può nominare (i suoi tempi) come qualcosa di passato – trapassato remoto? – quindi… Lasciamo perdere tutto il discorso che riguarda la musica straniera – anglofona perlopiù – che ha nutrito i miei giovani anni: più che i testi, di cui ben pochi capivano il senso (almeno inizialmente: infatti certi testi fanno… diciamo “rabbrividire” e sono giustificati dal fatto che nessuno li capiva. Penso a me: da brava e convinta stalinista, MAI avrei potuto canticchiare Cocaine di Jimi Hendrix, ad esempio! Ma l’ho fatto… ops!), l’elemento di novità e di rottura era la musica… tanto di cappello a quei SIGNORI musicisti di cui questi, a voler essere benigni, sono solo pallide imitazioni (il mito della caverna di Platone???). Restiamo quindi in Italia. Anche allora morivano dei ragazzi in incidenti stradali… vi ricordate Canzone per un’amica di Guccini? Be’, non riesco a fare confronti con Salvami ma sicuramente ciò è dovuto all’età. Però io mi scaldavo con il Venditti di “compagno di scuola”, con Guccini (tutto, Opera buffa compresa), con gli Stormy Six o con il Banco, con De André e Gaber – solo per citarne alcuni.

Non mi lancerò in dotte disquisizioni sull’uso e sulla conoscenza dell’italiano degli idoli di mia figlia… certo è che i testi dei nostri beniamini a confronto sono… decisamente non paragonabili. Diciamo “notevolmente diversi per spessore” e finiamola qui.

Però mi resta un dubbio: se il sindaco di Verona dice di loro che “… è un onore ospitare… questi due talentuosi artisti che sono rappresentativi di tanti bravi ragazzi veronesi” e che “per la città di Verona è un vanto che si somma, nel giro di pochi mesi, al trionfo di un’altra brava ragazza veronese, Silvia Battisti, eletta Miss Italia 2007”, quali onori avrebbero dovuto essere tributati ai cantautori “dei miei tempi” (che in realtà sono – quasi tutti – “sempreverdi”), che, oltre alla capacità di aggregare giovani, in qualche modo cercavano di far passare il messaggio – scomodo, difficile ed inviso ai più – di ragionare con la propria testa? Nessuno… Infatti. Perché i bravi ragazzi, così come il potere li concepisce, sono quelli che strimpellano motivetti orecchiabili e non troppo impegnati (sono buona…) o che partecipano – e vincono – a Miss Italia…

Figlia: Ma insomma! Non si può continuare a fare paragoni con quelli che piacciono a te, perché tanto SICURAMENTE qualche cavolata in qualche remota canzone che quasi nessuno sa l’hanno sparata anche loro! E poi ok, i testi secondo mia madre non vogliono dire una cicca, ma per me hanno un senso. E non mi potete venire a dire che non sanno suonare. Questo proprio non si può dire. Sono Musicisti che secondo me si meritano il successo e che sono davvero un vanto per Verona, dove ultimamente sono successe parecchie cose spiacevoli. Almeno qualcosa di positivo c’è. E poi, come se già questo non bastasse, hanno delle voci meravigliose. E nessuno può dire nulla a riguardo.

Oltretutto sono due ragazzi davvero semplicissimi, che non se la tirano affatto, e che non si stufano di noi fan… Anche perché altrimenti non si spiegherebbe come mai continuano a ringraziarci del sostegno! Qualcun altro (e ho già in mente un paio di nomi) non lo farebbe. Loro invece sì!!! E non venitemi a dire che è solo per “salvare le apparenze”, perché non è così. E quanto alla facilità dei loro pezzi, vi dico: provateci voi! Tanto non ci riuscirete…

Comunque, tornando al concerto, sono stati troppo forti, da morire dal ridere e dall’emozione. Anche perché Diego saltava su e giù come un matto e ha sbagliato un paio di parole e Luca alla fine della canzone dove ha cantato solo lui portandosi in giro per il palco l’asta del microfono poi ha esclamato: “Ragazzi, ho rotto l’asta del microfono…”!

E, cara mammina, avresti forse preferito se ti avessi portata a un concerto di (solo per citare alcuni gruppi) quei dementi dei Dari o quegli psicolabili dei Tokio Hotel (che non sanno nemmeno come si scrive “Tokyo”) una cui canzone inizia con “Fisso una porta rotta”? Quella avrà un senso… Come (senza andare a prendere gruppi da voi – per fortuna – mai sentiti) “Yellow Submarine”. “Noi viviamo tutti nel sottomarino giallo”, eh, certo, ma loro sono i Beatles e possono permetterselo. I Sonohra invece non possono sbagliare. Sono esseri umani anche loro!!! Quindi non polemizziamo troppo… Le parole per me hanno un senso, le loro voci sono davvero meravigliose e la musica è eccezionale. Questo è come la penso io. Poi tanto voi darete ragione a mia madre, ma io ce la metto tutta per difenderli, da tutto, da tutti e a qualunque costo.

Vabbè, non stiamo qui a litigare, tanto non cambio idea su di loro… E certo che ti voglio bene, basta che non insinui nulla di male sul conto dei miei angioletti canterini… Luca & Diego.

Madre: Persuasiva la fanciullina… la dialettica non le difetta certo (e meno male, perché mi sa che ne avrà bisogno, anche al di là di questa diatriba…).

Non voglio proseguire la polemica; faccio solo notare che, forse, è meglio che evitiamo discorsi impegnativi su musicalità e purezza delle voci – lasciamo il giudizio agli esperti, se vorranno.

Quanto al resto… la storia forse si degnerà di dare una risposta. I miei cantautori sono sopravvissuti al passare delle stagioni, i Sonohra… chissà!

Figlia: Grazie! Ok, lasciamo il tutto nelle mani degli esperti che, se non tutti almeno alcuni, hanno confermato quanto da me sopra accennato. Concludo col dire che è stata una serata indimenticabile… Unica, magica e piena di emozioni! W I SONOHRA 4ever!!!

Tempo impiegato da entrambe per scrivere il pezzo: tutto il giorno! XDXDXD

12 risposte a “SONOHRA: MOTHER & DAUGHTER…”

  1. Lorena dice :

    Appartengo alla generazione della madre.
    Sono cresciuta con la musica dei cantautori, in particolare De Andrè; a 17 anni mi sono innamorata dei Dire Straits e a 20 degli U2…
    ma sono d’accordo con la figlia!

  2. laura dice :

    grazie per questo confronto che a me e’
    sembrato costuttivo e molto interessante
    visto che sono mamma anche io e anche io
    ho la creatura che mi ha portato a due loro
    ospitate e che ora dovro’ portare a Verona il 06!
    vi faro’ sapere ! cmq x me il pezzo dei Dire Straits
    era cosi’ superiore che accettero’ di buon grado
    qualsiasi versione xche’ impossibile migliorarlo ne’
    eguagliarlo quindi … grazie e vedremo come sara’
    la mia reazione. Laura (mamma di micaela)

  3. solleviamoci dice :

    Grazie a Laura e Lorena per gli interventi e benvenute! (A Laura anche un partecipato “in bocca al lupo”…)
    La madre aggiunge che, probabilmente, una parte della sua idiosincrasia (parolona esagerata) deriva dal fatto che da più di tre mesi “qualcuna” in casa non parla d’altro…
    La figlia per ora abbozza perché… dorme! 🙂

  4. Gianluca dice :

    Ho letto con grande simpatia il Vostro racconto; Come musicista e “avvocato del diavolo” sono daccordo con tutte e 2 le generazioni… l’ Arte ha milioni di piccolissime sfacettature e non sempre viene capita, apprezzata e deliziata nella sua immane complessita’; Ma e’ bello cosi’ 😉

    Un Abbraccio sentito !!!

    Gianluca Tagliavini “Pianista/Tastierista dei Sonohra e PFM” … Celebration …

  5. Lorena dice :

    Per fortuna nella musica c’è posto per tutti: per chi vuole denunciare le cose brutte e sbagliate e per chi canta il lato bello della vita, per chi vuole migliorare il mondo e per chi vuole semplicemente suscitare emozioni… C’è una musica per ogni periodo della vita, c’è la musica per le giornate sì e quella per le giornate no,
    c’è una musica per ogni momento della giornata…
    almeno per me è così.
    (Ciao Gianluca! Come sta l’hammond?)

  6. GIULIA dice :

    c’ero anke io al concerto….
    e qnd posso dire ke è stato 1 vero spettacolo…
    secondo me ha ragione la figlia…
    xkè sn convinta ke le mamme sn convinte ke esita sl la musica degli anni 70\80…
    provi a ritornare in dietro cn la mente..
    all’età di sua figlia lei nn amava la musica??
    nn è mai stata a 1 concerto?’
    magari fancendo impazzire sua madre??
    mia mamma è cm lei è convinta ke i sonohra siano dei falliti….ma nn è vero…
    almeno loro ci provano e accettano critike dalla gente…volevo vedere se lei stava al concerto dei th…tt appiccicati cn canzoni orrende….almeno al concerto dei sonohra si stava seduti..e l’organixaxione era buona (a proposito di canzoni…luca secondo me ha 1 voce spattacolare…)ke poi l’errore nll canzone L’AMORE ci sia qll sn d’accordo…xò le altre sn molto bll….
    poi voglio dire 1 cs alla figlia ke + o meno avrà la mia età…se volevi fare la foto e avere l’autografo dv andare sotto casa loro…io l’ho ftt e l’ho avuto…poi sn molto gentili e nn si danno molte arie cm altri cantanti…..ke nn sn poi csì tanto giovani…

  7. solleviamoci dice :

    Ossantocielo, certo… la mitica PFM!!! Be’ ragazzine, ascoltatevi un po’ “Impressioni di settembre” (tanto per dirne solo una) e poi magari… Non l’ho citata ed è stato un vero errore… be’, d’altronde mica potevo citare tutti i miei miti… sarei ancora lì a scrivere il primo pezzo! 🙂
    Per finire il discorso con Gianluca: grazie per essere passato ed aver fatto uso di una bella dose di diplomazia… 🙂 e l’abbraccio è ricambiato!
    Forse il fatto che con loro ci suoni anche tu mi dovrebbe far ripensare a certe mie posizioni… ma in realtà no. Non sono riuscita ad apprezzare Paola e Chiara per il fatto che le “sponsorizzava” Vecchioni (che peraltro ammiro, anche se a volte non lo capisco) e non cambierò idea sui Sonohra solo per merito tuo.
    Il discorso è un po’ più complesso (e qui rispondo a Giulia): non è che detesto i Sonohra o pensi che siano degli sprovveduti che meglio farebbero a dedicarsi a… diciamo all’ippica? No. E’ solo una… autodifesa ad oltranza. Perché ditemi come si fa a non farsi uscire dagli occhi e dalle orecchie due che, loro malgrado ed a loro insaputa, ti risuonano nel cervello da mane a sera…
    E certo che son stata giovane anch’io e mi piaceva la musica, cara Giulia… ci mancherebbe. E mi piace tuttora. Tanto. Ho preparato i miei migliori esami con sottofondi musicali!
    Ma che vuoi, erano altri tempi: quando a cinque anni mi sono invaghita del casco d’oro (alias Caterina Caselli, che tu, temo, non sai nemmeno chi sia…) che cantava “nessuno mi può giudicare” (perché io già da piccola ero una “contro”!) mia madre mica mi portava ai concerti: cara grazia se me la lasciava vedere al sabato sera in qualche apparizione televisiva… e ai concerti no, lei non mi ci ha mai portato. Ci sono andata dopo, con i miei amici (quindi come vedi un minimo di riconoscenza per il rispetto dei vostri gusti non guasterebbe…). Ma dammi pure del tu, non mi scandalizzo. Forse pensi che sia una bacchettona, in realtà ti dirò (in confidenza…): può anche succedere che tra un paio d’anni mi piacciano pure… come è successo con i Blue, che ho cordialmente detestato quando li ho subiti quotidianamente, ma poi, a distanza di tempo, a volte mi ritrovo a dire “bellina ‘sta canzone”… e mia figlia – che non può ribattere perché assente (ma tornerà!) ed alla quale ormai la “cotta Blue” è passata – sghignazza, mi guarda e dice: “ma mamma, sono i Blue…”
    Ho fatto un po’ fatica a capire alcune parti del tuo discorso (scusa ma sono una vecchia signora che non conosce tutte le vostre abbreviazioni…), ad esempio non ho ben chiaro chi siano questi th tt: i Take that? poverini, pensa se fossero stati italiani – e magari padani: si sarebbero chiamati “ciapa chi”… o qualcosa di simile.
    Non ti ringrazierò per il suggerimento che hai dato alla mia dolce progenie, perché adesso già lo so: mi spaccherà l’anima finché non la porto a Verona… ma dimmi un po’: tu abiti lì o ti sei comprata una tenda e ti sei messa a stazionare davanti a casa loro? No perché, se ce la porto e loro sono in giro, poi mi tocca tornarci… ma non posso licenziarmi e far perdere l’anno a lei per cuccare loro!!!
    Comunque hai ragione: la spocchia non ha età. Ci sono mezze cartucce che se la tirano senza motivo, e poi ci sono personaggi che vale la pena di conoscere. Per come sono, non perché sono personaggi!
    Grazie anche a te per la visita, torna quando vuoi (ma tanto la Yaris avvertirà sicuramente se faremo qualcos’altro…)
    La madre

  8. solleviamoci dice :

    Dai, mamma, mi porti a Verona??? Pleaaaase!!! (CVD – Come Volevasi Dimostrare… XDXD)
    Poi, tra parentesi, “th” sta x ” Tokio Hotel” e “tt” sta x “tutto/tutti”…
    Grazie Giulia del consiglio! Adesso davvero stresserò mia madre…
    Yaris

  9. Giulia dice :

    Allora..
    Io sono Giulia e ho 14 anni (se ho capito bene la stessa età della ragazza..) anke io AMO i Sonohra.. specialmente Dieghino =) ma non mi voglio soffermare sull’estetica..
    Leggendo questo mmmh.. come potrei chiamarlo.. beh non saprei.. chiamamola discussione fra “madre e figlia sui gusti musicali” ho riso molto perchè mi sembrava di vedere scritto le classiche conversazioni che faccio io con i miei.. “I Sonohra sono bravi! Come potete negarlo! Compongono loro.. da soli!” e la classica risposta “Si vabbè.. Potranno essere anke bravi ma vuoi mettere quelli della nostra “giovinezza” d cui si sentono ancora le canzoni alla radio.. tanto x fare qualke esempio un Claudio Baglioni.. un Antonello Venditti.. secondo te, i tuoi figli sentiranno alla radio le canzoni dei Sonohra??”

    Beh non so quanto potrà durare ancora il loro successo io mi auguro ancora tanto xkè sono dei ragazzi in gamba che sanno fare il loro lavoro

    Penso che sia normale però che ci siano sostanziali differenze fra i gusti musicali di 2 generazioni diverse!!

    Ciao Ciao Giulia!

  10. laura dice :

    eccomi… sono sopravvissuta al concerto di Verona(mal di testa terribile dovuto agli urli, alla nn tolleranza di alcune…) e ora lascio il mio commento : sono giovani, hanno poca esperienza
    e sul palco si vede..Una nota positiva la voglio
    dire : possono crescere !!! e secondo me cresceranno…xche’ le doti canore e soprattutto
    musicali le hanno…ma nn sto qui a paragonare.. forse e’ proprio questo che e’ impossibile un paragone perche’ magari se avessi avuto la stessa eta’ di quando seguivo i mie idoli (concerti e urla comprese..) avrei reagito diversamente….. sarei stata sicuramente meno critica e piu’ “” emozionabile “”…….
    cmq e’ bello bellissimo vedere quanto la musica, qualsiasi musica possa coinvolgere e emozionare mia figlia e molte altre … Sicuramente “ai miei tempi” nn si pensava neanche di poter andare sotto casa loro!!?? solo
    andare ad un concerto dal vivo era un sogno !!!
    concludendo mi hanno fatto tenerezza…e credo che (…tra un anno………..) se me lo chiedera’ …..
    io ci saro’

  11. G!u1!3tt4 dice :

    giorno a tutti..bè io ho 4 anni in piu della ragazza..yaris giusto?okok non metto in dubbio la bravura(e ank d piu) di artisti ke andavano anni fa (rimanendo tuttora nei posti piu alti delle classifike)!!ma xkè,diko io,quando c’è un gruppo ke prova a fare buona musika,con canzoni a dir poko belle,ke vestono normalmente senza avere capelli sparati in aria(tipo tokio hotel)..o strisce di trucco rosa(tipo dari) e ki piu ne ha piu ne metta(non xkè voglio giudikare eh??!!),educati ma tornando al lato musikale..ke cmq compongono musike molto belle e testi altrettanto belli…vanno sempre critikati??okok non saranno cm i vostri gruppi di 1 tempo..ma basta rimarginare il passato!!vi lamentate sempre ke in italia i giovani cantanti di oggi non sanno fare niente..eccovi accontentati…2 ragazzi molto bravi e pure belli!!e poi scusate..quando eravate giovani voi(senza offesa)e magari impazzivate x qlk gruppo o cantante emergente..non ditemi ke i vostri genitori non vi dicevano “ma ki??quello???no makkè..mika è come i cantanti di prima!!!”…oppure “ma k è musika qst??”..e poi magari ql cantante k vi piaceva tanto ma k era critikato dai vostri genitori…è rimasto nel tempo..e magari oggi lo ascoltiamo anke noi!!voglio solo dirvi ke vasco rossi…e ripeto vasco rossi…arrivo ultimo con la magnifika “VITA SPERIKOLATA”..e guardatelo oggi…l’olimpiko di roma(LA MIA CITTA’)..si riempie ogni volta k fa 1 concerto lui…ma arrivò ugualmente ultimo quando era 1 cantante nuovo..emergente..!!critikate altri tipi di cantanti..ke critikiamo ank noi giovani..ma quelli bravi..fateli suonare e cantare…sarà il tempo a dire se sono realmente bravi!e se fra qlk anno(sxiamo d nooooo) non si sentirà pu parlare dei sonohra..di certo non dirò”avevano ragione i nostri genitori..non erano bravi”…noooo…penserò ke saranno durati poko,è vero, ma ke kn quel poko mi hanno dato tanto!ma dopotutto..sono gusti!!!eheheh!!bacio a tutti

  12. Ale dice :

    bhè lo dicono ormai tutti! sono solo gusti..è ovvio che ad una madre piacciano i gruppi dei suoi tempi..(anke se si è gioavni)..qst è xk i generi erano molto diversi,e quindi si tende a criticare un pò la musica contemporanea! a mio parere,credo che i Sonohra siano magnifici! Li amo! hihihi baci Ale

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