Archivio | settembre 1, 2008

Free Gaza: Israele mostra il suo vero volto?

Sper di no, che sia un caso isolato… ma nutro qualche dubbio. Questi sono gli ultimi aggiornamenti comunicati via mail da  ilsonnodellaragione

free gaza movement

Stavamo calando in acqua le nostre reti, ad una distanza che il nostro capitano ha stimato in 7 miglia nautiche dalla costa, per iniziare a pescare, quando le navi della marina militare israeliana si sono messe in moto per raggiungere la nostra posizione.


Una delle navi, posizionata ad una distanza minore di 200 metri di fianco a noi, ha aperto il fuoco nella nostra direzione almeno 4 volte durante il giorno. Erano spari intimidatori diretti nell’acqua, ma alcuni proiettili hanno raggiunto lo scafo della nostra barca. Un colpo di cannone a momenti ci raggiungeva. Abbiamo provato a stabilire un contatto radio, ma è stato inutile. I soldati a bordo delle navi israeliane ci hanno ordinato, usando i megafoni, di sgomberare l’area. Poi hanno ripreso a sparare. A volte sparavano senza aver ricevuto alcun ordine. Una volta hanno sparato sulle nostre reti da pesca ed hanno provato a danneggiarle passandoci sopra.


Sfortunatamente abbiamo commesso un grande errore: non avevamo con noi nè le nostre macchine fotografiche nè le videocamere nè i megafoni, da usare proprio come fanno loro. Ma è un errore che non ripeteremo nella nostra prossima pesca.

Nonostante le intimidazioni la pesca è stata ricca e vantaggiosa, abbiamo portato a terra una quantità di pesce dieci volte superiore rispetto agli standard dei pescatori Palestinesi.


Vittorio Arrigoni
(traduzione by Sub)

Questa è la notizia riportata da infopal

Energia fotovoltaica, la sfida dei cinque anni per la competitività

https://i1.wp.com/www.aldebrainlands.org/UserFiles/Image/sole_da_piccolo.jpg

1 settembre 2008

dall’inviato Luca Salvioli

.

VALENCIA – Quali prospettive ci sono per il fotovoltaico? Quali contributi può dare al fabbisogno energetico mondiale? Una prima risposta arriva da Valencia, dove è in corso la 23esima edizione della “European Photovoltaic Solar Energy Conference”. Centinaia di espositori provenienti da tutto il mondo si incontrano nella città spagnola, con una notevole preponderanza di aziende asiatiche: dopo il Giappone, da anni all’avanguardia nella ricerca e nella adozione di tecnologie per sfruttare l’energia del Sole, ora è la volta della Cina, che negli ultimi mesi ha registrato un boom nella produzione di pannelli fotovoltaici.

Daniel Lincot, direttore della ricerca del Cnrs francese, prova a dare un’idea delle potenzialità del settore: “Un barile di petrolio, che contiene 159 litri, è in grado di fornire 1,5 Megawatt per ora. Con dieci metri quadrati di pannelli fotovoltaici raggiungiamo lo stesso obiettivo”. L’attenzione per l’energia del Sole non è nuova. “Già dopo la crisi energetica degli anni Settanta c’era stato un certo interessamento – continua – ma la svolta è arrivata quando, negli anni Novanta, le politiche avviate dal Giappone e la Germania hanno posto le basi per lo sviluppo di un mercato vivace, e, sulla base delle economie di scala, hanno abbassato decisamente i costi”. Oggi “l’evidenza del cambiamento climatico e la corsa dei prezzi dei combustibili fossili stanno realizzando quello che fino a qualche anno fa sembrava un sogno: non siamo più in un ambito umanitario o filosofico, il settore sta diventando competitivo”.

I numeri raccontano la crescita: oggi il fotovoltaico aumenta del 40% all’anno. Nel 2007 la produzione mondiale è stata di 3,7 gigawatt, corrispondente ad un’area di 40 chilometri quadrati. Entro il 2020, anno entro il quale l’Unione europea ha deciso che le rinnovabili dovranno ricoprire il 20% del fabbisogno energetico complessivo, il fotovoltaico dovrà arrivare al 3% del totale, il che vuole dire un’area di 1000 km2. Un obiettivo ancora lontano: per arrivarci occorre ricerca scientifica, volontà politica, economia di scala. “Dobbiamo arrivare a raggiungere la ‘grid parity’, ovvero quel momento in cui il costo del fotovoltaico diventa competitivo con quello dei combustibili fossili – spiega Ernesto Macias, presidente Epia, l’associazione europea del settore – . Ci vuole volontà da parte dei governi: chiediamo che gli incentivi siano continui e non abbiamo dei limiti quantitativi. Una volta raggiunto quel punto per il settore sarà la svolta. Non ci vuole molto, in cinque o dieci anni ci possiamo arrivare. Dopo potremo arriveremo al 12% del fabbisogno energetico complessivo”. Obiettivo ambizioso. “Non ci credete?”, chiede alla platea Macias, “ebbene: chi di voi avrebbe detto 10 anni fa che oggi la Spagna sarebbe arriva a produrre il 10% dell’energia con il vento?”

.

fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tecnologia%20e%20Business/2008/09/fotovoltaico-europa-valencia.shtml?uuid=96438a12-7837-11dd-919d-f9e5376579ac&type=Libero

___________________________________________________________________________________________________

Energia «termale», il futuro delle rinnovabili all’italiana

https://i0.wp.com/www.isoladischia.net/public/articoli/forio-poseidoncascata.jpgIschia – Cascata Poiseidon

di Luca Salvioli

Giovedí 19 Giugno 2008

.

Sotto i nostri piedi c’è la pepita d’oro del futuro dell’energia pulita all’italiana, ma quasi nessuno lo sa. Non stiamo parlando del classico geotermico, ma dell’energia termale. E non si tratta di una semplice differenza terminologica. L’Italia è ricchissima di calore nel sottosuolo, con temperature, a parità di profondità, anche 5 volte maggiori della media mondiale. Negli ultimi anni le tecnologie di estrazione hanno fatto enormi passi avanti, consentendo di sfruttare anche l’acqua a basse temperature, dai 70 gradi in su. «La tecnologia non è nuova – spiega Laura Deitinger, presidente di AssoKnowledge – negli Stati Uniti, ma anche in Germania, è utilizzata da tempo».

Il trucco è semplice. Per avviare le turbine non viene utilizzato il vapore acqueo, ma un liquido a bassissimo punto di ebollizione, tra i 30 e i 60 gradi. L’impianto è composto da due diversi circuiti. Basta fare una perforazione di circa 200 metri. L’acqua calda viene immessa in un circuito, che, in uno scambiatore di calore, trasmette la temperatura a un secondo circuito autonomo dove c’è il liquido a bassa temperatura di ebollizione. Il vapore così ottenuto alimenta la turbina, che trasmette l’energia al generatore e quindi si traduce in corrente elettrica. L’immissione di acqua più fredda condensa di nuovo il fluido, e il ciclo ricomincia. Non solo. L’impianto prevede la cogenerazione: cioè l’utilizzo di una stessa fonte per la produzione di elettricità e calore: l’acqua viene utilizzata anche per il riscaldamento dei locali prima di essere reimmessa in falda. «Non viene creato nessuno squilibrio nel livello di falda né vengono immessi in atmosfera eventuali gas disciolti nell’acqua – continua Laura Deitinger – i due fluidi, quindi, l’acqua del sottosuolo e quello che va in turbina, seguono due circuiti diversi».

I costi sono contenuti, in particolar modo nei casi in cui è possibile trovare le temperature necessarie entro qualche centinaio di metri di profondità. Una singola unità di generazione con potenza di 250 kW costa mediamente intorno ai 400-500mila euro. L’importo comprende sia l’impianto che i costi di perforazione e di installazione, sempre considerando una profondità che non superi i 200 metri. Con gli attuali prezzi di vendita dell’energia, compresi i contributi per le “quote verdi”, un impianto di produzione di circa 200 kW all’anno si ripaga in poco più di due anni. «È l’ideale per i piccoli impianti, dove abitazioni, industrie e distretti possono diventare produttori e non solo consumatori di energia – aggiunge Laura Deitinger – ma in futuro potrà servire anche i grandi. L’Italia ha una tale ricchezza di calore nel sottosuolo che può rendere l’energia termale, per il nostro sistema industriale, quello che rappresenta l’energia eolica in Danimarca».

Per fare un esempio, nell’isola d’Ischia temperature di 70 gradi si trovano a pochi metri dalla superficie, e nei primi 100 metri di profondità si raggiungono i 100-150°C. Altre aree ideali si trovano in Toscana e nel Lazio, nell’area flegrea e nelle isole limitrofe in Campania, in molte zone dell’Appennino centro-meridionale e in Sicilia. Una quindicina di centri di ricerca e aziende italiane hanno deciso di crederci. Si tratta di imprese che si occupano di attività attinenti, come la perforazione, o che vogliono fare dell’energia termale il loro core business. Sotto la guida di AssoKnowledge, hanno lanciato un’operazione sul territorio italiano.
«C’è innanzitutto un interesse a livello di ricerca e sviluppo da parte dei nostri laboratori nella realizzazione in casa nostra di questa tecnologia, che per adesso è americana – sottolinea Laura Deitinger – poi c’è un’attività propositiva nei confronti delle istituzioni per uno snellimento burocratico, infine una forte spinta a livello comunicativo: manca ancora la domanda perché nessuno sa che esiste questa possibilità». Alcune grosse aziende stanno osservando da vicino la situazione e valutando investimenti importanti. «Noi comunque siamo pronti – conclude Laura Deitinger – e già domani mattina, per il momento con la tecnologia americana, se qualcuno ci ordinasse un prototipo potremmo realizzarlo».

.

fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tecnologia%20e%20Business/2008/06/geotermale.shtml?uuid=4ec430d8-3dcc-11dd-862f-00000e251029&DocRulesView=Libero&correlato

Alemanno: fare luce sull’aggressione all’Ostiense. La madre di Biagetti: non sotterrerò un altro figlio

Video intimidatorio su Youtube prima dell’assalto

.

Un fotogramma tratto dal video su Youtube ROMA (1 settembre) – Nessun giovane romano può essere ferito o ucciso per “il falso alibi” della lotta fra schieramenti politici. Dopo l’aggressione a tre militanti di sinistra in via Ostiense, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha ricevuto stamani le rappresentanti del comitato “Madri per Roma città aperta”. Dopo l’incontro, le donne dell’associazone hanno detto di aver trovato su internet un video intimidatorio che secondo loro è da “collegare” all’agggressione dell’Ostiense.

Alemanno. «Ho garantito loro – ha detto il primo cittadino della capitale riferendosi alle madri del comitato – il massimo impegno da parte del comune di Roma, affinché nessun giovane della nostra città possa rimanere ferito o ucciso per il falso alibi della lotta tra opposti schieramenti politici. Mi sono inoltre impegnato a sollecitare tutti gli organi inquirenti affinché si faccia piena luce sugli ultimi episodi di violenza e su altri inquietanti fatti che mi sono stati riportati».

La madre di Biagetti. Il sindaco ha parlato anche con la signora Stefania Zuccari, madre di Renato Biagetti, il ragazzo ucciso due anni fa a Focene. «Ho un altro figlio e un altro figlio non lo sotterro», ha detto la donna ad Alemanno, spiegando di avere un altro figlio 34enne che allena la squadra di rugby “All reds”.

«Da madre – ha detto la signora Zuccari
– ho chiesto al sindaco di esprimersi in modo chiaro affinché queste cose non accadano più. Non possiamo più vedere altro sangue dei nostri figli per terra». E Alemanno ha replicato: «Ho apprezzato in queste donne l’aspirazione non all’odio o a qualsiasi forma di ritorsione, ma la tolleranza e il desiderio di pacificazione».

Il video intimidatorio. Mirella, una rappresentante del Comitato Madri per Roma città apertà, al termine del colloquio con il primo cittadino ha poi rivelato di aver scoperto stanotte un filmato intimidatorio su internet. Le madri dell’associazione sono infatti d’accordo nel considerare il video «collegato» all’aggressione all’Ostiense di sabato mattina alla fine del concerto nel parco Schuster. Nelle immagini si vedono gli allenamenti degli “All reds” nel centro sociale “Acrobax” poche ore prima dell’assalto. Il filmato dura cinque minuti e riprende i venti giocatori della squadra in una partita del 30 maggio scorso, alla quale hanno assistito venti militanti di estrema destra.

Gli All reds: «Gesto infame». «Vorremmo capire cosa voglia dire quel loro “Stiamo arrivando”, alla fine del video». Gli “All reds” si dicono increduli. Il video intimidatorio che una banda di estremisti di destra ha loro dedicato li riprende durante una partita ad Ariccia. Le immagini della trasferta sono accompagnate da didascalie di scherno, minacce e insulti verso i giocatori, definiti “conigli”. «Quel che riteniamo inquietante è capire perchè sia stato pubblicato il giorno dell’aggressione a via Ostiense e quale messaggio si nasconda dietro questa decisione».

.

fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=30285&sez=HOME_ROMA

__________________________________________________________________________________________________

SORRY! Questo video è stato rimosso dall’utente.

.

Paura di essere riconosciuti?

_____

https://i1.wp.com/www.fotothing.com/photos/765/765e4c4ab7682c7d31c77753909f8ae0.jpg

.

Venerdì 29 agosto 2008, orario imprecisato Il video è postato su YouTube dall’utente “norednopolice”. È girato nello stadio di rugby di Civitavecchia. Si vedono una ventina di teste rasate, vestite di bomber e anfibi, che entrano nelle tribune. In campo ci sono gli AllReds, formazione romana nata all’interno del centro sociale Acrobax. Hanno scelto di giocare a rugby e di chiamarsi così per sfatare il pregiudizio secondo il quale «questo nobile sport – si legge sul myspace degli Allreds – abbia tendenze “maciste” o, banalmente fascisteggianti». Ma ai fascisti, questa voglia di sfatare pregiudizi non va giù. Dicono che i “rossi” non si devono permettere, che sono stati «cacciati ormai da anni da entrambe le curve calcistiche romane» e che ora «cercano di inquinare questo nobile sport importando la politica anche negli stadi di rugby». «Proprio questo sport – si rammarica l’utente “norednopolice” che ha postato il video – che è stato portato in Italia durante il Ventennio». Le teste rasate nel loro video documentano la «visitina» che hanno fatto agli Allreds. Più che una cortesia, un avvertimento: «Siamo pronti – concludono su YouTube – Preparatevi…Stiamo arrivando».

Venerdì 29 agosto 2008, ore 18 È lo stesso giorno in cui il video fascista è stato postato su YouTube quando al quartiere Ostiense, Roma, inizia la festa in ricordo di Renato Biagetti, il ragazzo ucciso due anni fa dai fascisti all’uscita di una festa a Focene. Fino all’una di notte, il parco Schuster è pieno di musicisti, di amici e di tante persone che Renato non lo hanno nemmeno conosciuto. Per ricordarlo si è scelta la musica, ma anche molti video che raccontano delle tante iniziative che in questi due anni hanno tenuto vivo il sorriso di quel ragazzo ucciso solo perché antifascista: le feste, la sala prove aperta all’Acrobax, la squadra di calcio Renoize, e anche l’omaggio dei rugbisti degli Allreds, di cui il fratello di Renato è allenatore.

Sabato 30 agosto 2008, ore 5 È lo stesso giorno in cui il video fascista è stato postato su YouTube quando tre ragazzi, che si sono intrattenuti in un centro sociale nelle vicinanze del parco dove si è tenuta la festa per Renato, vengono aggrediti a coltellate, al grido di «Zecche, andatevene», nella Roma sicura del sindaco Alemanno. Uno di loro, Fabio, ha uno squarcio di 15 centimetri in una gamba. Nessuno di loro, però, finora ha sporto denuncia. «Non so perché hanno deciso di non presentare denuncia – dice la madre di Fabio – ma tanto credo che sia uguale, quando mai vengono presi questi qua? Forse che li hanno presi gli assassini di Renato?». Lunedì Stefania Zuccari, la madre di Renato e fondatrice del comitato Madri per Roma città aperta, ha incontrato il primo cittadino insieme alla madre di Fabio, il più grave degli aggrediti di venerdì notte. «Da madre – ha detto Stefania – ho chiesto al sindaco di esprimersi in modo chiaro affinché queste cose non accadano più nella città di Roma perché noi non possiamo più vedere altro sangue dei nostri figli per terra. I nostri figli non sono dei violenti e non hanno risposto sebbene avessero molta rabbia». «Alemanno – ha aggiunto la madre – ha dato il massimo delle garanzie che si occuperà e preoccuperà con sollecitudine di questi fatti inquietanti che stanno avvenendo nella sua città. Ho chiarito che ho un altro figlio, e un altro figlio non lo sotterro». Prima di essere ricevute dal sindaco, comunque, le madri del comitato hanno voluto testimoniare la loro posizione sulle violenze fasciste a Roma con un presidio di protesta in Campidoglio. Hanno esposto cartelli in cui si chiedono «Sindaco Alemanno dove era la polizia e l’esercito quando hanno accoltellato Fabio?»

Fatti che si rincorrono, chissà se c’è un perché.

.
Pubblicato il: 01.09.08
Modificato il: 01.09.08 alle ore 19.17

fonte: http://www.unita.it/view.asp?idContent=78584

PRECARIATO – 11 lavoratrici di un call-center:”Ci lasciano in mutande, ci toglieremo anche quelle”

Questo lo slogan di 11 centraliniste dell’ospedale di Legnano, licenziate perché il servizio sarà affidato ad un altro call center, hanno deciso di attuare una singolare forma di protesta: mettersi all’asta su You Tube. Le offerte più gradite? Un posto di lavoro

.

Milano, 1 settembre 2008 – La protesta parte dal web. ”Ci lasciano in mutande, ci toglieremo anche quelle”. Con questo slogan undici centraliniste dell’ospedale di Legnano, licenziate perche’ il servizio sara’ affidato ad un altro call center, hanno deciso di attuare una singolare forma di protesta: mettersi all’asta su You Tube. Lo rende noto la Rdb-Cub Pubblico impiego della Lombardia, spiegando che il licenziamento e’ legato al decreto Brunetta.

”Si tratta di undici donne che hanno lavorato per sei anni come precarie ha spiegato Ornella Cameran, collega delle licenziate e rappresentante Rdb-Cub di Legnano – Ora per effetto del decreto, il loro contratto non puo’ essere rinnovato e il servizio di centralino e’ stato smantellato per passare ad un call center siciliano”. Oltre la meta’ delle undici centraliniste con quel lavoro mantenevano la famiglia.

L’asta sara’ ovviamente, e’ stato spiegato, tutta particolare. ”Naturalmente nessuna di loro ha intenzione di mettere in vendita il corpo – ha precisato Cameran – ma qualcosa di molto diverso, come un’ idea, un pensiero”. Le offerte piu’ gradite saranno quelle di un posto di lavoro.

Rdb-Cub richiama inoltre l’attenzione su altri due aspetti della vicenda. Il primo e’ che al call center siciliano sarebbero gia’ stati dati in appalto i servizi di prenotazione di altri ospedali lombardi con costi che sembrerebbero, sostiene il sindacato, ”antieconomici”.

Il secondo e’ sull’opportunita’, da parte dell’ospedale di Legnano, di aderire al call center siciliano. ”Siamo di Legnano la citta’ che ospita la statua di Alberto da Giussano – scrive Rdb-Cub in una nota – ci piacerebbe sapere la Lega cosa ne pensa”.

.

fonte: http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2008/09/01/115165-lasciano_mutande.shtml

Treno travolge e uccide due operai Fs. Ferrero: «Vera vergogna nazionale»

Le vittime, di 58 e 35 anni, indossavano le cuffie antirumore

Incidente mortale sul lavoro vicino alla stazione di Motta Sant’Anastasia, in provincia di Catania

https://i1.wp.com/fotonews.travelnostop.com/Nazionale/treno3.jpg

.

CATANIA – Ennesimo incidente mortale sul lavoro. Due operai delle Ferrovie sono stati travolti e uccisi da un convoglio sulla tratta Catania-Palermo, nei pressi della stazione di Motta Sant’Anastasia. Secondo i primi rilievi le due vittime, Giuseppe Virgillito, di 35 anni, e Fortunato Calabrese, di 58, erano al lavoro sulla linea ferrata e utilizzavano martelletti a compressione. Per questo indossavano le cuffie anti rumore e non avrebbero sentito i fischi di avviso del treno che era in arrivo. Secondo quanto si è appreso il macchinista si sarebbe accorto della presenza dei due operai sui binari e avrebbe attivato il freno di emergenza, ma senza riuscire a evitare l’impatto. Virgillito e Calabrese, il primo originario di Motta S. Anastasia e il secondo di Catania, sono morti sul colpo. Fortunato Calabrese sarebbe andato in pensione tra poco più di sei mesi. Era prossimo alle nozze, invece, Giuseppe Virgillito. Il matrimonio era già stato organizzato.

DOPPIA INCHIESTA – Sull’incidente la Procura di Catania ha aperto un’inchiesta e il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, ha dato disposizione di avviare un’indagine da parte dell’organismo investigativo ministeriale, che si affiancherà a quelle della magistratura e delle Ferrovie. «Desidero inviare ai familiari dei due operai che hanno perso la vita la più sentita solidarietà, mentre auspico che le inchieste avviate possano risalire in tempi rapidi alle modalità dell’incidente, alle cause che lo hanno determinato, individuando eventuali responsabilità» ha detto Matteoli.

FERRERO, «VERGOGNA NAZIONALE» – Paolo Ferrero, segretario del Prc, ha dichiarato che la morte dei due lavoratori delle Fs avvenuta nei pressi della stazione di Motta Sant’Anastasia «è una vera vergogna nazionale». «Al magistrato che indagherà su come si sono svolti i fatti – prosegue – consigliamo di rivedere un vecchio film del regista inglese Ken Loach, “Paul, Mick e gli altri”, che racconta di quante morti, tragedie, disperazione, drammi umani e sociali, hanno causato l’esternalizzazione delle Ferrovie e le privatizzazioni selvagge, in Gran Bretagna come in Italia. È una vera vergogna inoltre che le stesse Fs che licenziano il ferroviere Dante De Angelis, la cui unica colpa è stata quella di denunciare gli incidenti e i rischi dei tagli e dell’alta velocità nel sistema ferroviario italiano, non sappiano fare altro che risparmiare sui costi, esternalizzando servizi essenziali e mettendo a rischio la vita dei loro stessi dipendenti». «Alle famiglie di Giuseppe Virgillito e Fortunato Calabrese le condoglianze mie personali e di tutto il partito. Di fronte al loro terribile dolore, possiamo solo assicurare che continueremo e intensificheremo la nostra battaglia contro le morti bianche e gli incidenti sul lavoro, invitando tutti (dal governo ai partiti della sinistra, dai sindacati alle associazioni) a fare altrettanto, e con forza», ha concluso Ferrero.

.

01 settembre 2008

fonte: http://www.corriere.it/cronache/08_settembre_01/treno_travolge_uccide_due_persone_catania_5642dd66-7812-11dd-8626-00144f02aabc.shtml

L’estrema destra francese elegge la Lega Nord a guida e faro nella lotta contro gli “invasori musulmani”

RINGRAZIAMO DANIELE PER LA SEGNALAZIONE DEL SUO POST, CHE PUBBLICHIAMO VOLENTIERI

https://i2.wp.com/feminanovo.hautetfort.com/media/02/02/c526d8ff9879567323377808294cdf0d.jpg

.

Il sito francese “Observatoire de l’islamisation (piattaforma che, “nel rispetto dei musulmani in quanto individui, prime vittime spirituali di un indottrinamento potente e alienante”, si pone come obiettivo quello di contrastare l’”avanzata di in un Islam che, nella sua forma classica, è un’ideologia politico-religiosa conquistatrice, incompatibile con la civiltà laica e democratica europea”) saluta con entusiasmo la proposta di legge avanzata dalla Lega Nord che prevede, tra l’altro, costruzione di nuove moschee solo a seguito di approvazione da parte di referendum popolari, celebrazioni delle funzioni solo in lingua italiana ed interdizione delle attività non legate al culto, quali formazione ed istruzione (chissà perché il catechismo, negli oratori, sì, e l’insegnamento del Corano no).

https://i1.wp.com/ak.static.dailymotion.com/media/dyn/group_icon/160x160/84832.jpg

.

Il sito, dopo aver posto l’accento, in particolare, sulle parole di Roberto Cota, capogruppo leghista alla Camera, secondo cui l’Islam “è l’antitesi dell’Occidente e la moschea è un centro politico e simbolico che riveste, anche, una dimensione militare” , e dopo aver ricordato l’annunciata partecipazione di una delegazione della Lega Nord al congresso anti-islamico di Colonia che riunirà la crème dell’estrema destra europea, si lamenta non solo di come l’UMP (il partito di Sarkozy) non intrattenga rapporti col Carroccio nonostante questi faccia parte del governo italiano, ma pure di come i rappresentanti dell’estrema destra francese, tipo Philippe de Villiers, messi a confronto con l’”audacia” leghista paiano dei “boy scout”. Philippe de Villiers, per la cronaca, è il leader dell’MPF, Movimento per la Francia – partito che denuncia l’”influenza insidiosa di elementi dell’Islam radicale in luoghi strategici quali aeroporti, scuole ed ospedali”.

Il testo in elogio della “coraggiosa” battaglia leghista contro l’”invasione islamica” sta rimbalzando per le pagine del web “nero” francese. Lo si può leggere, tra gli altri, su alcuni blog ufficiali del Fronte nazionale di Le Pen, sul periodico online NovoPress, organo del Blocco identitario (movimento che si è inventato la distribuzione, ai senzatetto, della “zuppa identitaria”, a base di carne di maiale – onde evitare il rischio di dar da mangiare a musulmani ed ebrei), sul sito delle Gioventù identitarie (organizzazione che si propone come luogo di aggregazione per tutti i giovani europei cui stia a cuore difendere le proprie radici dalla “peste dell’immigrazione”), e su blog dell’MNR , il Movimento nazional repubblicano nato da una scissione nel Fronte nazionale e che, deluso da Le Pen, ora suggerisce: “L’esempio ci viene da Roma”.

Non risulta, nonostante i problemi di consenso, che il Partito Socialista francese (la maggior formazione di sinistra d’oltralpe) abbia in programma di invitare questa bella gente alle sue prossime feste. Ma chissà che non decida anch’esso di lasciarsi fascinare dall’estro italiano e di prendere esempio dal Partito democratico.

Daniele Sensi

.

fonte: http://danielesensi.blogspot.com/2008/08/lestrema-destra-francese-elegge-la-lega.html

Vibo Valentia, orrore al circo proprietario schiavizzava immigrati

Il tendone “Mavilla” da qualche giorno stanziava in viale della Pace
Sei indiani nascosti tra le baracche vivevano in condizioni da film horror

Gli uomini svolgevano turni di lavoro massacranti da due anni
Uno di loro, alcuni mesi fa, era morto per un incidente sul lavoro

https://i0.wp.com/www.giannirossi-fotoviaggi.com/Diaporama/036_Circo%20per%20web.jpg

.

VIBO VALENTIA – Li trattava come animali, tenendoli segregati in baracche, in condizioni igieniche da film horror. E’ successo a Vibo Valentia e stavolta l’orrore non si consuma in una casa privata qualsiasi ma sotto il capannone di un circo: a schiavizzare i 6 immigrati indiani era il proprietario del tendone “Mavilla”, da qualche giorno stanziato nel viale della Pace del capoluogo calabrese, Laerte Mavilla, 53 anni, originario di Reggio Calabria.

Quando i Carabinieri della compagnia di Vibo Valentia, accompagnati dal Corpo forestale dello Stato, hanno fatto irruzione all’interno del circo non credevano ai loro occhi. In un angolo c’erano i sei cittadini indiani, ridotti in un vero e proprio stato di schiavitù, costretti a vivere come animali. Il proprietario, con alle spalle già alcuni precedenti penali, è stato immediatamente arrestato. All’operazione hanno partecipato 20 uomini tra militari dell’Arma, tra cui alcuni delle unità cinofile del Gruppo Operativo Calabria.

Ridotti in schiavitù. Dopo aver svegliato tutti gli artisti circensi dalle loro roulotte, le forze dell’ordine hanno avviato una minuziosa perquisizione in tutto l’accampamento. Diretti dal maresciallo Riccardo Astorina, non hanno impiegato molto a trovare i 6 indiani nascosti tra le baracche, che a mala pena capivano italiano e vivevano in condizioni igieniche da film horror, costretti a vivere in un camion e a dormire su brande sporche e piene di insetti. Uno di loro era costretto a dormire su di un materasso coperto di spazzatura, sistemato nel cassone di carico di un camion adibito al trasporto del cibo per gli animali.

Lo stipendio mensile degli uomini era pari a 150 euro e lavoravano tutti i giorni dalle sei alla mezzanotte. In caserma, l’unico operaio indiano in grado di parlare l’italiano, ha dichiarato ai militari che lui e i suoi compagni da 2 anni erano alle dipendenze del circo e Mavilla, da sempre, li aveva costretti a vivere in quei pochi metri quadrati di inferno, costringendoli a svolgere turni di lavoro massacranti. I sei uomini si occupavano da soli dello smontaggio e del montaggio di tutta la struttura, della cura degli animali, anche di quelli feroci, e della sistemazione dei posti per gli spettatori. Uno di loro, alcuni mesi fa, mentre il circo si trovava nel Lazio, era morto proprio a causa di un incidente sul lavoro.

Schiavista dotato di humor. La moglie dell’uomo in un primo momento ha cercato di convincere i Carabinieri che il marito era partito di notte per la Sicilia e non sarebbe tornato prima di alcuni giorni. Le scuse della donna però non hanno convinto i militari dell’Arma che hanno subito cominciato a rivoltare da capo a piedi la roulotte della coppia, fino a quando non hanno trovato l’uomo nascosto nel più classico dei nascondigli, sotto il letto.

L’uomo, alla vista degli uomini della Compagnia di Vibo Valentia, ha trovato anche la forza di fare lo spiritoso, dicendo che aveva fatto negare la sua presenza perchè molto timido e apprensivo, poco propenso a parlare con gli sconosciuti. Senso dello humor che è improvvisamente sparito quando i militari lo hanno fatto salire sulla loro auto per accompagnarlo in caserma, mentre gli uomini della Forestale hanno avviato un minuzioso controllo delle condizioni di vita, dell’alimentazione e delle certificazioni sanitarie dei numerosi animali esotici presenti nella struttura.

Il circo portava avanti la sua attività nella totale assenza di qualsiasi tipo di autorizzazione sanitaria al trasporto degli animali sui camion e, soprattutto, allo smaltimento delle tonnellate di rifiuti che mensilmente producevano. I materiali di scarto venivano semplicemente fatti sparire, senza dare troppo nell’occhio.

.
30 agosto 2008

fonte: http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/cronaca/circo-schiavi/circo-schiavi/circo-schiavi.html

Contribuenti.it: quasi due yacht su tre intestati a nullatenenti e a pensionati 80enni

Yacht in porto

ROMA (31 agosto) – Quasi due terzi delle lussuose barche che circolano sui mari italiani sono intestate a nullatenenti o a prestanome 80ennei. Lo sostiene l’Associazione Contribuenti Italiani che con lo Sportello del Contribuente rileva costantemente il fenomeno dell’evasione fiscale nella Penisola.

«Il 58% degli Yacht di lusso, sofisticate barche a vela e automezzi di grossa cilindrata sono intestati a nullatenenti o a pensionati ottantenni, prestanomi di imprenditori e facoltosi, per non pagare le tasse», è la stima, presentata stamani a Ischia da Contribuenti.it.

«Si espande a dismisura il fenomeno dei ricchi nullatenenti, fannulloni nullafacenti che vivono spendendo migliaia di euro per beni superflui e non dichiarano al fisco quello che guadagnano effettivamente – rileva ancora l’associazione -. È ora di finirla con modeste misure di contrasto all’evasione fiscale. È necessaria un’illuminante politica di collaborazione con le associazioni rappresentative dei contribuenti che operano da tempo sul fronte della tax compliance, generando una autentica cultura antievasione».

.

fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=30251&sez=HOME_NOSTRISOLDI