Archivio | settembre 18, 2008

“In Italia violenze sui bimbi rom”: Rissa in Senato con una parlamentare Ue

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di ALBERTO CUSTODERO

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ROMA – Rissa in Senato sulla questione Rom: nel corso dell’audizione della Commissione Libè dell’Europarlamento, una parlamentare olandese ha accusato i carabinieri italiani di violenze nei confronti dei bambini Rom, in Italia, citando uno specifico episodio, con piccoli messi a testa in giù nell’acqua.

I senatori Boldi, Pescante e Zaccaria sono intervenuti, con toni più o meno accesi. L’ex presidente del Coni Pescante, parlamentare di Fi, ha detto alla onorevole: “In Olanda fate cose ben peggiori”.

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18 settembre 2008

fonte: http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/cronaca/rom/accuse-carabinieri/accuse-carabinieri.html?rss

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Solleviamoci’s Weblog

I bambini si sono messi a piangere. È intervenuto per difenderci anche Denis. ‘Stai zitta puttana’, ha urlato più volte uno dei carabinieri a mia figlia di

L’allarme di Confindustria: “Cala il pil, è recessione”

Il centro studi prevede un calo dello 0,1%: “Terza fase di crisi dal dopoguerra”
Inflazione al 3,6%, cresce la spesa pubblica.

“Le famiglie pagano troppe tasse”

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L'allarme di Confindustria "Cala il pil, è recessione"

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ROMA – E’ recessione. Confindustria vede nero per la nostra economia. Il centro studi prevede per il 2008 un calo del pil dello 0,1% in “forte contrasto” con l’aumento dell’1,5% conseguito nel 2007. A giugno, invece, gli industriali avevano stimato una crescita del pil tra lo 0,1% e lo 0,6%. “E’ la terza fase di recessione dal dopoguerra – commenta il direttore del Csc, Luca Paolazzi – dopo quella del 1975 e del 1993”. Ma una ripresa, dicono dal centro studi, è possibile nel 2009. A patto che partano le riforme, in primis quella dei contratti. “Senza questi interventi si confermerà il divario di crescita di un punto percentuale sperimentato negli ultimi dieci anni”.

Per il momento, però, “restano rischi di debolezza internazionale – sottolinea il centro studi degli industriali – ma si intravedono primi timidi segni di stabilizzazione che preludono a una svolta. Se confermati, nel 2009 comincerà la ripresa, cui l’italia ha la possibilità di agganciarsi”. Nel prossimo anno il Csc indica nello 0,4% l’incremento del pil.

Vale la pena di segnalare come le stime sul pil degli industriali si discostino notevolmente da quelle del governo che per il 2008 stima una crescita del pil dello 0,5% e nel 2009 dello 0,9%.

Inflazione. L’inflazione dovrebbe attestarsi quest’anno al 3,6%. Secondo il Centro studi l’indice dei prezzi al consumo scenderà poi al 2,5% nel 2009. Segno meno per la spesa: “Le famiglie italiane hanno tagliato i consumi” spiegano da Confindustria e l’anno si chiuderà con un calo dello 0,1%, in netto contrasto con il +1,4% del 2007. Si tratta della seconda diminuzione dal dopoguerra ad oggi dopo quella del ’93.

Spesa pubblica. Crescono le spese della pubblica amministrazione che “mostrano una forte accelerazione nel 2008 attestandosi al 49,9% del pil”. Confindustria vede, però, nel 2009 una leggera flessione delle spese (49,7%). Contemporaneamente le entrate aumentano di 0,2 punti, al 47,4% del pil nel 2008, e conserveranno lo stesso livello nel 2009.

Debito pubblico. Il debito pubblico si attesterà quest’anno al 103,7% per scendere nel 2009 al 102,9%. La previsione di Confindustria è più o meno in linea con quella del governo che prevedeva, nel Dpef, un livello 2008 del 103,9% e del 102,7% nel 2009.

“Troppe tasse”
. Le famiglie italiane continuano a pagare troppe tasse. Nel nord italia oltre la metà del reddito familiare va al fisco. Gli industriali stimano che, nel 2008, per ogni 100 euro di remunerazione del lavoro dipendente che spetta a una famiglia modello, ben 53 finiscono in imposte, dirette e indirette, e contributi sociali. Il centro studi ritiene quindi “fondamentale ridurre le aliquote insieme all’evasione fiscale”.

Cala il petrolio. Il prezzo del petrolio a fine 2008 potrà scendere anche sotto i 90 dollari al barile. Secondo il csc “è finita la bolla petrolifera”, che è stata “figlia della crisi finanziaria” internazionale. Inoltre, il ribasso del prezzo del petrolio è stato determinato anche “dall’esaurirsi della spinta che veniva dall’indebolimento del dollaro, prima, e il rafforzamento della divisa usa, poi”.
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18 settembre 2008

fonte: http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/economia/conti-pubblici-80/confi-pil/confi-pil.html

ALITALIA: la diretta – Cai ritira l’l’offerta. Berlusconi: “Colpa di Cgil e piloti”

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18:50 Anpac: “Domani si vola regolarmente”

Domani si vola? “Assolutamente sì”. Lo ha detto il vicepresidente Anpac, Stefano De Carlo, intervistato dal programma pomeridiano di economia di Skytg 24. De Carlo ha anche escluso altre forme di agitazione sindacale.

”Non si può fare propaganda sulla pelle dei lavoratori. Il cinismo che in campagna elettorale ha dimostrato Berlusconi e l’incapacità dimostrata successivamente nel gestire la delicata partita di Alitalia hanno prodotto questo risultato. Troppo facile addossare la colpa alla Cgil. Sempre contro i comunisti, i signori della sinistra il sindacato: la verità è che contro i lavoratori non si governa. Questo non è governare, è puro avventurismo”. E’ quanto ha affermato Oliviero Diliberto, segretario del Pdci.

Alitalia continuerà a volare fino a che ci sono i soldi poi metterà gli aerei a terra? “Questo prevede la legge e io rispetterò la legge”, risponde il commissario straordinario della compagnia, Augusto Fantozzi. “Difficile dire”, ha aggiunto, in questo momento quale sia l’autonomia dell’Alitalia. “Da un lato – ha spiegato Fantozzi in un’intervista a RadioCity su Radio Uno – calano i passeggeri anche per tutta la bagarre che si è fatta, dall’altro crescono le spese. Molto dipende da come andranno le cose nei prossimi giorni”.

Si sta avviando alla conclusione, dopo l’arrivo della notizia del ritiro della Cai dal tavolo delle trattative, il sit-in che piloti, hostess e personale di terra hanno organizzato questo pomeriggio a Fiumicino. I lavoratori si dicono “più fiduciosi e soddisfatti – spiegava un rappresentante dei piloti dal palco – di aver scongiurato come nuovi proprietari gli esponenti della Cai” che “ci stavano prendendo per il collo”.

Le sei sigle sindacali che non hanno firmato l’accordo, d’intesa con la Cgil, chiedono adesso un incontro al Commissario Straordinario di Alitalia, Fantozzi per un esame urgente della situazione. Lo hanno ribadito, ai microfoni dell’assemblea che si sta svolgendo a Fiumicino, i sindacalisti finora intervenuti.
“Continueremo a lavorare stasera, domani, dopodomani, senza interrompere il servizio – dice il comandante cargo, Giampaolo Guerra, dell’Anpac – nell’interesse di tutti, azienda e noi dipendenti. Certo, i tempi del fallimento sono molto stretti, i soldi in cassa sono pochi, ma il Commissario straordinario può sicuramente prendere tempo, visto che l’azionista di maggioranza è il Tesoro. In questo modo sarà possibile indire una gara di vendita trasparente”.

Il fallimento della trattativa “è un gran peccato”. Lo ha affermato Corrado Passera, amministratore delegato di Intesa San Paolo.

Il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, “è impegnato a garantire la piena funzionalità della compagnia”. E’ quanto riferiscono fonti vicine al commissario dopo il ritiro da parte di Cai dell’offerta per il salvataggio dell’azienda. Quanto, invece, ai contatti avuti con le compagnie europee Air France-Klm, British Airways e Lufthansa, le stesse fonti ricordano come tutte e tre “abbiano manifestato un interesse ad intervenire solo se fosse andata a buon fine la trattativa con Cai”.

“Ora non c’è il baratro davanti a noi, come sostiene il premier Berlusconi, ma la prospettiva di un’offerta seria, che non penalizzi Roma, come quella di Cai. In realtà, si voleva gettare a mare Fiumicino, per dare spazio, ancora una volta, a Malpensa, che ha già fallito tutti i suoi obiettivi. Il coordinamento autonomo dei piloti romani auspica ora l’entrata in scena di un gruppo straniero, con reali capacità finanziarie e manageriali”. Lo dichiara, in una nota, Giovanni Mastronunzio, presidente del coordinamento autonomo dei piloti romani, che raggruppa oltre 160 piloti impegnati quotidianamente nei voli di linea, commentando il ritiro dell’offerta Cai per Alitalia.

“A questo punto è chiaro chi ha operato nell’esclusivo interesse dei lavoratori di Alitalia e chi invece ha preferito sottostare ad altre logiche, mettendo una pietra tombale sull’ultima possibilità concreta di salvare l’azienda”. Lo sostiene il segretario generale dell’Ugl, Renata Polverini.

Il presidente ed il direttore generale dell’Enac, Vito Riggio e Silvano Manera, hanno convocato lunedì 22 settembre, il Commissario Straordinario Augusto Fantozzi, per verificare il permanere dei requisiti per il mantenimento delle licenze rilasciate dall’Ente a Alitalia, Alitalia Express e Volare, in base a quanto previsto dai Regolamenti Comunitari.

Nessun commento da Air France-Klm dopo la decisione della Cai di ritirare la sua offerta per Alitalia. “Non facciamo nessun commento”, afferma un protavoce del gruppo franco-olandese che si era detto disponibile ad acquisire un’eventuale partecipazione di minoranza nel capitale sociale di Alitalia.

L’assemblea in corso all’aeroporto di Fiumicino tra il personale navigante e di terra non sembra avere finora causato problemi all’operativo dei voli Alitalia. Partenze e arrivi si svolgono senza particolari ritardi né cancellazioni.

“Oltre che amareggiato, sono davvero stupefatto dal comportamento dei piloti che in un sol colpo rischia di far fallire Alitalia, di non salvare 1.550 loro colleghi, di perdere complessivamente 15.000 posti di lavoro e di fare un favore alla sinistra che li ha strumentalizzati”. Lo dichiara il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Altero Matteoli.

“Ho chiesto un incontro urgente al commissario Fantozzi”. Lo ha detto il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo a margine del consiglio straordinario del Comune di Roma sulla questione Alitalia.

La capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro definisce “sconcertante” l’attacco di Berlusconi alla Cgil: Non scarichi le responsabilità sull’opposizione ma a cercare una soluzione”.

E’ stata convocata per oggi alle 19, presso la sede della Cgil Nazionale in Corso d’Italia 25 a Roma, una conferenza stampa del segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, sulla vicenda Alitalia.

“Il ritiro dell’offerta per la nuova Alitalia da parte della società cai è la logica conseguenza dell’assurda posizione ostruzionistica assunta dalla cgil in alleanza con le sigle autonome di piloti e assistenti”. Lo rileva il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, secondo il quale “ora, per i lavoratori interessati e per il paese, si apre la strada che porta al fallimento di tutte le società del gruppo”.

“Per responsabilità di pochi, pagheranno in molti – così il leader della Cisl Raffaele Bonanni – Spero che il governo ci garantisca un spiraglio. Sono costernato. Si è voluto giocare alla roulette russa e ogni volta che si gioca alla roulette russa è previsto che parta un colpo. Il colpo è partito”

Roberto Colaninno e Rocco Sabelli hanno lasciato poco prima di marco tronchetti provera e fausto marchionni l’assemblea dei soci della cai. All’uscita i manager sono stati accolti da una serie di fischi e urla da parte di qualche decina di dipendenti Alitalia

“La colpa del fallimento della trattativa su Alitalia è di Berlusconi che ha messo in piedi una “operazione spregiudicata”, ma ora è fondamentale tenere “i nervi a posto”. Lo dice Pierluigi Bersani, ministro dell’economia nel governo-ombra del pd.

A questo punto è chiaro chi ha operato nell’esclusivo interesse dei lavoratori di Alitalia e chi invece ha preferito sottostare ad altre logiche, mettendo una pietra tombale sull’ultima possibilità concreta di salvare l’azienda”. Lo dichiara il segretario generale dell’Ugl, Renata Polverini dopo l’abbandono delle trattative da parte di Cai.

‘Piuttosto che cercare capri espiatori, governo e presidente del consiglio si assumano le proprie reponsabilita’ per come hanno gestito tutta la vicenda alitalia e la trattativa con le parti sociali”. Così il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani.

Se la partita è chiusa, ora Berlusconi dovrà sicuramente intervenire e dovrà farlo perchè c’è un problema di mobilità nel paese. Spero che intervenga e lo faccia in modo giusto. E giusto vuol dire conoscere i problemi e sapere dove intervenire”. Lo dice il presidente dell’Anpac, Fabio Berti

“Siamo con i sindacati”. Si schierano senza dubbio con i sindacati e contro la Cai i piloti e le hostess, un migliaio di persone in totale, che da questo pomeriggio si sono radunati in una zona limitrofa al terminal a dell’aeroporto di Fiumicino in attesa degli eventi. Decine di giacche verdi e uniformi blu pronti anche a manifestare se fossero arrivate notizie negative dal tavolo delle trattative.

La drammatica situazione di Alitalia e dei mercati internazionali “non permette di allungare ulteriormente una trattativa che è stata approfondita e che ha portato a numerose concessioni. Ulteriori concessioni e dilazioni metterebbero irrimediabilmente a rischio la realizzazione del piano”. Lo afferma il comunicato diffuso da Cai al termine dell’assemblea.

“Fallimento Alitalia? Vediamo, voglio approfondire”, dice il presidente del Consiglio.

“L’Assemblea di Cai ha deciso all’unanimità di ritirare l’offerta presentata al commissario di Alitalia per l’acquisto di attivi dalla stessa posseduti”. Questo il testo dì una nota consegnata al termine dell’assemblea, riunita a Milano. Il ritiro dell’offerta viene motivato con il mancato raggiungimento di un “largo accordo sindacale” sul piano industriale della nuova Alitalia e su contratto di lavoro da dare alla nuova compagnia aerea. “Tale accordo – si afferma – non è stato raggiunto, come dimostrato dalle sole tre lettere di accettazione ricevute da Cisl, Uil e Ugl”

“Ho avuto la conferma ufficiale del ritiro del piano da parte di cai. La situazione è drammatica, potremmo essere di fronte a un baratro. Ci sono responsabilità della Cgil e dei piloti. E ci sono anche responsabilità politiche” Lo dice il presidente del consiglio Silvio Berlusconi.

Sul caso Alitalia “è ora che il governo si assuma le sue responsabilità” anzichè “puntare a spaccare il fronte sindacale e in particolare a isolare la cgil e altre importanti sigle sindacali”. Così il segretario di Rifondazione Paolo Ferrero che accus al’esecutivo di voler “spaccare il fronte sindacale solo per ottenere un risultato politico, che è fallito”.Il governo “la smetta di giocare a poker sulla pelle dei sindacati e dei lavoratori di Alitalia”

Spero, ora più che mai, che prevalga il buonsenso per il bene del Paese”. Lo dice il presidente del Senato Renato Schifani.

“E’ una catastrofe sociale e sindacale – dice il leader della Uil, Luigi Angeletti – L’azienda è morta e qualche mio collega si accinge a fare il becchino. Mi ricorda la vicenda Fiat di 30 anni fa”.

Cai ha ritirato l’offerta per Alitalia. Si apprende da fonti al termine dell’assemblea della Compagnia aerea italiana. Presto sarà diffuso un comunicato.

‘Dalla Cai non ho avuto alcuna comunicazione ufficiale. Sto attendendo”. Così il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi

Prosegue l’assemblea degli azionisti cai. E’ quanto si apprende da fonti finanziarie. In precedenza altre fonti avevano segnalato il termine dei lavori.

La Cgil “conferma il proprio impegno perchè sia evitato il fallimento” di Alitalia e chiede al presidente della Cai, Roberto Colaninno, “la determinazione per andare avanti” scrive in una lettera inviata a Colaninno dal segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani al presidente di Cai, Roberto Colanninno.

I piloti sono pronti a sacrifici straordinari sul fronte delle retribuzioni se questo può servire a garantire la sopravvivenza di alitalia in attesa di nuovi acquirenti. Lo ha detto il presidente dell’Anpac, Fabio Berti. “Pronti a volare anche senza stipendio”

Preoccupato? “No, auspico che ci sia una conclusione positiva. Aspettiamo, farò una conferenza stampa” Così il premier Silvio Berlusconi, appena arrivato a Roma da San Giuliano di Puglia, nei pressi della sua abitazione a Palazzo Grazioli, risponde alle domande dei giornalisti sulla vicenda Alitalia, con la Cai che sta decidendo se ritirare o meno l’offerta.

Terminata assemblea soci della Cai

L’Alitalia continuerà a volare anche dopo che sarà ufficializzato il ritiro dell’offerta avanzata dalla Cai: saranno i lavoratori a garantire la continuerà aziendale a tutela della clientela e dei suoi interessi. E’ quanto ha dichiarato il segretario nazionale dello Sdl Paolo Maras

Uno scroscio di applausi. E’ quello che hanno fatto i dipendenti alitalia, che stanno protestando sotto palazzo Clerici dove sono riuniti i soci della Cai, quando hanno appreso il fallimento delle trattative sul passaggio di alitalia alla compagnia aerea italiana. “Meglio falliti che in mano ai banditi!”, hanno urlato i dipendenti. “Via la casta, riapre l’asta! buffoni! tutti a casa, olè!”. Scene di gioia anche a Fiumicino.

Il leader dell’Italia dei valori, Antonio Di Pietro, è arrivato 40 minuti fa all’aeroporto di Fiumicino e sta incontrando i dipendenti di Alitalia, circa un migliaio.

Fonti della Cai fanno sapere che è “plausibile che la proposta sia in ritiro” ma non si hanno ancora conferme. L’assemblea della società è infatti iniziata da pochi minuti, e sembra che ci sia appunto sul tavolo questa proposta di ritiro che però deve essere ancora votata.

L’orientamento con il quale si è aperta l’assemblea della Cai sarebbe quella di ritirare l’offerta. Ma a decidere dovrà essere l’assemblea dei soci della Cai, attualmente alle battute iniziali.

Roberto Colaninno e Rocco Sabelli sono arrivati pochi minuti fa a Palazzo Clerici per l’assemblea di Cai, e dovrà decidere sulla prosecuzione delle trattative con i sindacati su Alitalia. Ad accoglierli hanno trovato un drappello di assistenti di volo che li hanno applauditi ironicamente gridando “vergogna”. Arrivati anche alcuni soci Cai, tra cui Marco Fossati e Francesco Gaetano Caltagirone Bellavista; presente anche Bruno Ermolli.

E’ da pochi minuti scaduto l’ultimatum della Cai alle forze sindacali per la firma del piano per il salvataggio di Alitalia. Le sei sigle sindacali che non si sono dichiarate a favore del piano hanno presentato una controproposta alla società, chiedendo anche un incontro con il governo. Ancora non è stata data una risposta.

Le sei sigle sindacali (Cgil e autonomi), si rivolgono al commissario Fantozzi per dire che “nel caso Cai rinunciasse all’offerta, noi siamo disposti ad un contributo straordinario, anche ad una riduzione dello stipendio, pur di garantire l’operatività di Alitalia”.

Se Cai non accoglierà la proposta formulata dalla Filt-Cgil, Anpav, Avia, Sdl, Anpac e Up, si potrebbero aprire scenari disastrosi. Lo afferma il segretario nazionale della Filt-Cgil, Mauro Rossi, a pochi minuti dalla scadenza dell’ultimatum sul piano Cai. “Il momento è gravissimo – afferma Rossi – la proposta unitaria è seria e confacente alle esigenze dell’impresa. Se non sarà accolta si apriranno scenari disastrosi. Siamo certi che Cai se ne rende conto”.

Il leader dell’Italia dei valori, Antonio Di Pietro, è giunto alle 15,40 all’aeroporto di Fiumicino e sta incontrando i dipendenti di Alitalia, circa un migliaio.

Nel caso in cui Cai dovesse ritirare la propria offerta per il salvataggio di Alitalia, “la disponibilità dei piloti a volare sarà totale”. Ad affermarlo è il presidente dell’Unione piloti, Massimo Notaro, su Sky Tg24. “Lo abbiamo già detto al commissario straordinario Fantozzi – ha precisato Notaro – per rispetto nei confronti degli italiani, del governo e del ministro Matteoli e di quanti come lui si sono spesi”.

La proposta sul nuovo contratto di lavoro arrivata ieri dalla Cai, spiega il leader Anpac Berti, è stata giudicata dalle 6 sigle non condivisibile perché troppo sommaria. “Capisco la fretta, capisco tutto – dice – ma non si può sintetizzare tutto un contratto in una paginetta. Consideriamo il delicato ruolo dei piloti, dove sono tutti gli aspetti caratteristici del nostro contratto che riguardano le garanzie per la sicurezza delle operazioni?”. I piloti, e comunque tutte le 6 sigle che non hanno aderito al progetto, “vogliono una proposta contrattuale più ampia”.

“Di fronte all’aut-aut, un sì o un no, di Colaninno che scade alle 16 di oggi, la nostra risposta è una richiesta di andare avanti con la trattativa. Da parte nostra non c’è un no. Basta con il cercare sempre i nostri no”, così il leader dei piloti dell’Anpac, Fabio Berti. Se invece la Cai andrà avanti senza considerare la posizione delle 6 sigle e ritirerà l’offerta per gli asset di Alitalia – ha detto Berti – “ne prenderemo atto e passeremo ad affrontare lo scenario successivo. Ci sarà solo il commissario ed una grave crisi di liquidità da gestire”. I dipendenti daranno il loro contributo “con tutti i sacrifici che possono fare, anche con la disponibilità a toccare gli stipendi”.

Le sei sigle sindacali sono disponibili a sottoscrivere i contratti collettivi di lavoro applicati ad una delle compagnie europee di riferimento (Lufthansa, Air France o Iberia) opportunamente decurtati nella parte economica. In caso dell’auspicato raggiungimento di un accordo complessivo, si determinerà l’implementazione del piano industriale nella parte inerente il dimensionamento degli organici. Secondo fonti sindacali “questa intesa può essere raggiunta attraverso un negoziato se pur in tempi brevissimi ed inserita in un quadro di contratti nazionali relativi a ciascuna categoria”.

I sindacati intendono notificare l’interesse e la disponibilità all’identificazione di un accordo sulle condizioni contrattuali delle categorie dei piloti, assistenti di volo e personale di terra, certi che gli obiettivi di produttività e flessibilità esposti dalla Cai pssono essere raggiunti e condivisi. Per i sindacati è percorribile nel merito attraverso una serrata negoziazione la ricerca di una revisione della struttura dei salari tale da consentire l’invarianza delle condizioni retributive in presenza di un aumento della produttività.

Il commissario di Alitalia Fantozzi, secondo fonti sondacali, ha spedito le lettere che comunicano la cassa integrazione ai dipendenti della compagnia aerea. Staranno senza lavorare per 12 giorni al mese 831 piloti, 1383 assistenti di volo per 10 giorni al mese e 2072 assistenti di terra per 6 giorni al mese. Il provvedimento riguarda 34 aerei che sono già a terra.

“La nuova compagnia Alitalia ha posto come condizione per accettare l’offerta di avere un nuovo accordo sindacale. Speriamo che la Cgil faccia prevalere il senso di responsabilità”. Lo ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno nel corso del suo intervento, stamattina, al forum “Quale ruolo delle Regioni nella realizzazione della nuova municipalità collaborativa” organizzato dalla Cisl-Fp all’auditorium di via Rieti.

Il Pd mantiene tutte le sue critiche al piano per il salvataggio di Alitalia, che nasce solo “per il cinismo elettorale di Berlusconi”, ma “auspica” che comunque la trattativa vada in porto. Lo ha spiegato il ministro ombra dell’economia, Pierluigi Bersani in una conferenza stampa al termine della riunione del governo ombra. “Se si spera di scaricare tutto sulla sinistra – ha detto Bersani – non ci riusciranno mai. E lo sport di mettere in mezzo la Cgil non ci piace”.

Nel caso di una nuova fumata nera, ha poi spiegato il presidente dell’Anpac, Fabio Berti, Alitalia non si fermerà. “Anche con l’uscita di Cai – ha detto Berti – non è detto che l’azienda si fermi. Il commissario straordinario dovrà dirci per quanto è possibile andare avanti. I lavoratori sono pronti a sacrifici interni anche senza Cai”.

Le sei sigle sindacali hanno inviato la controproposta a Cai e Governo. E’ quanto rivelano fonti sindacali. Attesa una convocazione da parte dell’esecutivo.

Il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, è da questa mattina nella sede della compagnia alla Magliana. Non è stato quindi questa mattina al ministero del Lavoro per un incontro con il ministro Sacconi. E’ quanto riferisce un portavoce del commissario.

“E’ questione di minuti, siamo nella fase finale. Purtroppo le distanze sono molto importanti e stiamo cercando di formulare una proposta che per quanto ci riguarda è la quarta che facciamo e ogni volta abbiamo fatto un passo avanti e offerto nuovi sacrifici”. Così il presidente dell’Anpac, Fabio Berti, arrivando nella sede della Filt-Cgil dove è stata messa a punto la lettera da inviare a Cai per sottoporre una controproposta, in particolare sui contratti, sul futuro di Alitalia.

‘C’è un pregiudizio di questo governo verso la Cgil”. Lo dice il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni,

“Se Cgil dice no al piano si può andare avanti senza” dice Silvio Berlusconi risponde a chi gli chiede se la trattativa possa proseguire anche senza l’assenso della Cgil.

Il commissario straordinario dell’Alitalia, Augusto Fantozzi, è appena entrato nella sede del ministero del welfare per incontrare il ministro Maurizio Sacconi.

“Non si capisce il perché di un ultimatum. L`offerta della cai scade il 30 settembre, per cui ci sarebbe la possibilità di ricercare il consenso più ampio possibile: non è soltanto un problema democratico, è un fatto decisivo per far volare gli aerei”. Lo dichiara il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni.

“Sono ancora fiducioso che si determinino le condizioni perchè l’assemblea dei soci del Cai confermi l’offerta e si possa andare avanti a negoziare con il commissario i termini di essa”. Lo ha detto il ministro del Welfare Maurizio Sacconi in riferimento alla vicenda Alitalia.

Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi rivolge un appello alla Cgil e alle organizzazioni dei piloti per una conclusione positiva della vicenda Alitalia. “Faccio appello – ha detto il ministro – alle organizzazioni che ancora non hanno espresso un giudizio sulle proposte della Cai, la Cgil e i Piloti, a concorrere a creare clima idoneo affinchè l’assemblea dei soci decida di procedere. Non ci sono alternative”.

Continuano ad essere regolari i voli Alitalia a Fiumicino. Nel frattempo, davanti al varco equipaggi hanno cominciato a radunarsi piloti, hostess e steward fuori dall’orario di lavoro che attendono gli sviluppi della situazione. In alcuni momenti si contavano fino a un paio di centinaia di presenze.

“Manderemo una richiesta di incontro per formalizzare la nostra proposta alternativa. Se non ce l’accorderanno, manderemo una lettera”. Lo ha detto il presidente dell’Avia, Antonio Divietri, prima dell’incontro con Up, Anpac, Avia, Anpav, Sdl e Cgil.

Le sei sigle sindacali che stanno preparando una controproposta a Cai su Alitalia invieranno una lettera a Compagnia Aerea Italiana per chiedere un incontro in cui affrontare l’esame del proprio documento. Nella lettera – secondo quanto riferito dal presidente dell’Avia, Antonio Divietri – ci saranno anche contenuti tecnici. Intanto, prosegue la riunione intersindacale fra Filt Cgil, le associazioni dei piloti Anpac e Up e degli assistenti di volo Anpav e Avia.

“Su Alitalia sono ottimista si troverà l’accordo”: lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, alla Fiera di Verona per inaugurare la 23/a edizione di ‘Abitare il tempo’.

Per conoscere l’esito della vicenda Alitalia bisogna solo “aspettare e vedere” e, nel caso Cgil e piloti dovessero dire no all’ultima proposta di Cai “non ci sono piani alternativi”. Lo ha detto il ministro del lavoro, Maurizio Sacconi, in occasione di una conferenza stampa al ministero.

“Non possiamo consentire che per la nostra compagnia di bandiera arrivi l’onta del fallimento, con tutto ciò che ne onsegue. L’Alitalia va salvata e l’unica possibilità è questo piano”. Lo afferma il ministro per l’Attuazione del programma Gianfranco Rotondi.

“Il ministro Sacconi la smetta di fare dichiarazioni ricattatorie contro i lavoratori di Alitalia”. A sostenerlo, in una nota, è Aurelio Misiti capogruppo di Idv della Commissione Trasporti della Camera.

Hanno deciso di non partire per Roma ma di restare in assemblea permanente a Capodichino,a Napoli, i lavoratori di Atitech. Sono ora circa 300 i manifestanti che hanno dichiarato lo stato di assemblea permanente davanti alla sede dell’azienda, a pochi metri dallo scalo aeroportuale ed attendono notizie sull’esito della trattativa per Alitalia.

La Federmanager e Aerquadri protestano per la mancata convocazione delle rappresentante di quadri e dirigenti al tavolo dell’Alitalia. “L’assoluta mancanza di risposte alle ripetute richieste di incontro inviate nei giorni scorsi all’amministratore delegato di Cai, Rocco Sabelli, ed al Commissario Straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi – affermano Federmanager e Aerquadri in una nota – per affrontare le problematiche riguardanti la componente manageriale della Compagnia, ha creato un clima di esasperazione nel management dell’Azienda, ormai determinato ad assumere forti iniziative di dissenso”.

“So che Matteoli e Sacconi, insieme al presidente del Consiglio e insieme agli altri che se ne stanno occupando, stanno facendo il massimo, quindi confido in loro”. Così il ministro della Difesa e reggente di Alleanza Nazionale, Ignazio La russa, Interpellato dal quotidiano online Affaritaliani.It.

A sei ore dalla scadenza dell’ultimatum del presidente di Cai, Roberto Colaninno, alle organizzazioni sindacali, è regolare all’aeroporto di Fiumicino l’operativo voli di Alitalia. Al momento, nello scalo romano non si registrano ritardi nei collegamenti AZ: dalle 6 alle 10 sono decollati pressochè in orario una sessantina di voli, tra nazionali e internazionali.

“Spero che ci si riesca, ma naturalmente si deve avere la consapevolezza che questa è solo una tappa”. Lo ha detto Pier Luigi Bersani a Sky Tg24 Mattina in riferimento alle ultime ore di trattative fra sindacati a Cai per il piano di salvataggio di Alitalia.

“Va cambiato il piano. Ma Colaninno ha detto di no? “Ripeto, va cambiato il piano”. Così il segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, interpellato dal quotidiano online Affaritaliani.it sulla vicenda Alitalia.

Nella vicenda Alitalia, afferma Massimo D’Alema, le responsabilità del presidente del Consiglio “Sono molto gravi: ha fatto un’operazione molto discutibile scaricando tutti i debiti di Alitalia sui cittadini, mentre con la soluzione Air France era la compagnia francese che si accollava il debito storico. E adesso ci ha portato sull’orlo del baratro”.

“Mi appello al buon senso. Poi non ha senso essere ottimisti o pessimisti. Mi appello al buon senso di coloro che trattano. Siccome ieri, pur nelle critiche che ci sono state, nessuno ha detto ‘no, io non firmo’ spero che oggi si concretizzi in un assenso”. Lo ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, nel corso di un’intervista rilasciata al quotidiano online Affaritaliani.it

Un gruppo di lavoratori dell’Atitech di Napoli si sono radunati stamattina a Capodichino davanti agli stabilimenti dell’azienda per organizzare la protesta di oggi che si sposterà però a Roma.
I manifestanti hanno organizzato alcuni autobus per andare a protestare davanti Palazzo Chigi e al ministero del Welfare. In tutto dovrebbero essere circa 200 i lavoratori in partenza per Roma.

Nel pomeriggio è prevista alle 16 l’assemblea della Cai che deve decidere se proseguire o meno con l’offerta; il presidente Roberto Colaninno ieri ha ribadito che senza il consenso dei sindacati questa verrà ritirata.

Cgil, Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia e Sdl si sono riunite nella serata di ieri dopo il vertice di Palazzo Chigi con governo e Cai. Al termine di una lunga riunione hanno elaborato una controproposta e una lettera che oggi dovrebbero presentare a Cai, al governo e al commissario straordinario Augusto Fantozzi.

“E’ indegna l’aggressione alla Cgil da parte di Berlusconi, con la sua solita prepotenza e arroganza”. Lo ha detto Massimo D’Alema, a proposito della vicenda Alitalia, intervenendo alla trasmissione ‘Omnibus’ su La7.

“Se si dovesse confermare questa situazione credo che la via obbligata sarà il fallimento”, ha dichiarato ancora il ministro del Welfare Sacconi.

Alle 12 torneranno ad incontrarsi i rappresentanti dei sindacati e delle associazioni professionali dell’Alitalia che ieri non avevano ancora dato il loro assenso al piano della Cai. L’obiettivo è quello di cercare un’intesa entro le 15,50 di oggi, quando scadrà l’attesa da parte della Cai per sapere se c’è condivisione sul piano industriale.

“E’ difficile prevedere cosa accadrà – ribadisce stamane a ‘Panorama del giorno’ il ministro del Welfare Maurizio Sacconi – il futuro è appeso ad un filo. Da un lato c’è il consenso importante di alcune organizzazioni confederali, dall’altro si è realizzata una strana saldatura fra plioti e assistenti con la Cgil che adesso annunciano una controproposta quando non c’è più spazio alla trattativa”.

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fonte: http://www.repubblica.it/2008/09/dirette/sezioni/economia/alitalia/18-settembre/index.html

CAPITALISMO – “Serve una terapia d’urto o le Borse rischiano la chiusura”

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Il racconto di un trader: ormai il sistema è al collasso
“Sta accadendo qualcosa di inimmaginabile, mai visto prima”

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di Massimo Giannini

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"Serve una terapia d'urto o le Borse rischiano la chiusura"

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“FORSE non avete capito cosa sta succedendo. Qui il problema non è Wall Street che perde il 4%. Qui siamo a un passo dal collasso totale dei mercati, dalla crisi del sistema finanziario globale”.
Il noto trader milanese consulta le carte, snocciola le cifre, riordina i fatti, e in cima alla giornata più drammatica e indecifrabile di questo Settembre Nero dei mercati avanza l’ipotesi più funesta: “Non si può escludere nulla. Nemmeno che da un momento all’altro si decida la chiusura delle principali Borse mondiali…”.

Benvenuti nel Nuovo 29? Evocata, temuta, ma in fondo mai presa sul serio, la “crisi di sistema” del capitalismo finanziario globale si materializza nelle parole dell’operatore che la sta vivendo in presa diretta, minuto per minuto. È anonimo, e non può essere diversamente, perché quello che dice è talmente preoccupante da non poter essere “firmato” da chi, ogni giorno, compra e vende titoli per milioni di euro. “In questo momento – spiega – ogni parola può creare altro panico, ed è meglio evitare…”.

Ma se quello che racconta è vero
– e a giudicare dall’andamento degli scambi sui mercati e dalle mosse delle autorità politiche e monetarie non possiamo dubitarne – il panico è già abbondantemente giustificato. “Sta accadendo qualcosa di inedito, che non abbiamo mai visto prima. Dall’America si sta diffondendo una crisi di fiducia senza precedenti, tra banche e banche e tra banche e clienti. Una crisi che colpisce in prima battuta quelle che un tempo avremmo chiamato le “Big Five”, cioè le grandi “investment banks” : Bear Stearns, Lehman Brothers, Merrill Lynch, Morgan Stanley e Goldman Sachs. Le prime due ce le siamo già giocate, la terza prova a salvarla Bank of America, ma ora il punto è che stanno finendo nel mirino anche le altre due”.

Non a caso, i titoli Morgan e Goldman, a New York, sono letteralmente crollati, lasciando sul campo oltre il 40% del proprio valore. “Ma quello è solo il sintomo, la febbre – spiega l’operatore – perché la malattia è molto più grave. E la malattia è questa: dopo il crac della Lehman gli investitori istituzionali, e soprattutto gli hedge funds, stanno chiudendo le proprie posizioni presso le grandi banche d’investimento americane, perché non si fidano più della loro solvibilità. Questo sa cosa significa? Significa il collasso dei mercati azionari e obbligazionari mondiali, il “meltdown” totale di tutti gli scambi finanziari del pianeta”.

Non è un’esagerazione. È la pura realtà, che deriva da un dato di fatto che ci porta a riflettere sulle distorsioni del modello capitalistico “drogato” da Greenspan e cavalcato da Bush: “Queste grandi “investment banks” muovono ogni giorno trilioni di miliardi di dollari. Hanno in custodia, in regime di sostanziale monopolio, la quasi totalità dei titoli posseduti dagli investitori istituzionali e dagli hedge funds di tutto il mondo.

Ora, se questi ultimi cominciano a ritirarli, perché temono il default delle stesse banche d’affari, non si rischia solo qualche altro “fallimento eccellente”, ma si blocca tutto il meccanismo che regge i mercati finanziari. Glielo spiego con un esempio: le banche d’affari sono il “motore” del sistema finanziario globale. I loro clienti, investitori istituzionali ed hedge funds, sono l’olio che fa girare quel motore. Nel momento in cui l’olio viene a mancare, perché i clienti smettono di versarlo, il motore fonde, e la macchina è da buttare”.

Questa è la posta in gioco. “Con un’aggravante. Investitori ed hedge funds chiudono le loro posizioni, e per esempio sulla piazza di Londra stanno cercando di dirottare i propri investimenti sulle grandi banche “retail”, che al momento sembrano più sicure: Deutsche Bank, Santander, Bnp. Ma ormai non funziona più neanche questo, perché i mercati, terrorizzati dal fantasma del crac globale, sono totalmente illiquidi. Non si riesce né a comprare né a vendere, perché mancano le controparti.

Per questo la crisi è di sistema, e rischia di travolgere tutto. Non c’è più fiducia. Le mosse di Paulson non convincono nessuno, la gente non crede al salvataggio di Aig, che infatti continua a perdere a rotta di collo, e i “Treasury bond” americani hanno raggiunto un rendimento dello 0,23%, una cosa che non si vedeva da mezzo secolo. Le stesse banche centrali, la Fed e la Bce, non sanno che pesci prendere, perché hanno capito che questo non è un “trend” classico dei cicli borsistici: rialzi e crolli non sono mai stati un problema, figuriamoci, ci siamo abituati, fanno parte del gioco. Il guaio, stavolta, è che è proprio il gioco in sé che si sta rompendo”.

Il trader italiano, di stanza a Piazza Affari, vive ai margini del ciclone finanziario americano. Ma cita altri due indizi, che danno la misura del livello di allarme scattato anche nelle “province” dell’impero del capitale globale: “Primo: stamattina la Banca d’Italia ci ha chiesto di fornirgli entro mezz’ora, e dico entro mezz’ora, le posizioni aperte con Lehman da tutti noi operatori nazionali: una roba mai successa. Secondo: nel pomeriggio abbiamo vissuto momenti di forte tensione, perché neanche la Cassa di compensazione aveva più liquidità sufficiente. Cioè: la Cassa non paga, noi non paghiamo, e così tutto l’ingranaggio va in tilt da un momento all’altro”. Il tema vero è: ci si può ancora salvare da questo Nuovo ’29 che incombe?

L’operatore spera, ma non si avventura: “Parliamoci chiaro: qui, se siamo ancora in tempo, ci sono solo due possibilità per non far fondere tutta la macchina. La prima possibilità è che almeno un paio di grandissime banche commerciali di dimensione mondiale, che so, Hsbc tanto per fare un nome, si comprino le banche d’affari americane a un passo dal tracollo: operazione possibile, anche se molto complicata, che richiederebbe comunque una fortissima “moral suasion” da parte del potere politico. La seconda possibilità è che invece sia proprio la politica americana a fare il passo più estremo, nazionalizzando Morgan e Goldman prima che sia troppo tardi. Operazione complicata e forse impossibile, se non al prezzo di addossare ai contribuenti i costi enormi del doppio salvataggio e snaturare per sempre il modello liberale del capitalismo Usa”.

Altre soluzioni, per il trader milanese, non ne esistono. E oltre tutto bisogna fare presto, perché la velocità con cui questa crisi si sta avvitando su se stessa è impressionante. Per questo, in attesa che qualcuno decida qualcosa, l’operatore ipotizza addirittura il ricorso all’arma fine di mondo: “Se questo è il clima, ci può stare anche che le autorità decidano, da un giorno all’altro di chiudere le Borse. È un’ipotesi estrema, è chiaro, che in Italia è successa solo nel luglio ’81 dopo lo scandalo P2, e in America dopo l’attacco alle Torri Gemelle dell’11 settembre. Ma ora come ora non mi sento di escludere niente. Qualcosa bisogna pur fare. Bisogna prendere il toro per le corna. Anzi, stavolta bisogna prendere l’orso per la coda, visto che sul mercato, di tori, non ce ne sono più”.
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18 settembre 2008

fonte: http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/economia/borse-7/abisso-hedge/abisso-hedge.html

Web, Facebook meglio del porno

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Gli americani spendono più tempo sui siti di social networking che alla ricerca dell’intrattenimento per adulti

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Più sociale, meno sessuale: è questo il nuovo volto del web.

A sostenere la sorprendente tesi
del calo di interesse intorno ai siti porno, a favore di quelli di social networking è Bill Tancer, direttore generale per le ricerche di Hitwise e autore dello studio “Click: cosa fanno online milioni di persone e perchè questo ci interessa”: prendendo in esame gli interessi di 10 milioni di americani in base alle parole che questi cercano sul web, Tancer ha registrato che in dieci anni le ricerche riguardanti il porno sono scese dal 20% al 10% del totale, mentre si è impennato il numero di ricerche relative a Facebook, MySpace e agli altri spazi di incontro e condivisione “virtuale” fra utenti.

Sono soprattutto i giovani fra i 18 e i 24 anni ad aver abbandonato, almeno in parte, le curiosità a luci rosse: “La mia teoria è che gli utenti più giovani spendono così tante ore sui siti di social networking che non hanno più tempo per cercare i siti per adulti”, sostiene Tancer. Questo spostamento di interesse testimonia di uno dei cambiamenti più profondi e rapidi della società attuale, ma in generale le ricerche effettuate in rete sono uno specchio di quanto interessa, preoccupa, appassiona davvero la gente: siamo quello che clicchiamo, ribadisce Tancer. “Ci sono alcuni modelli nell’uso di internet che tendiamo a ripetere in modo specifico e prevedibile, dalle ricerche sulle diete a quelle sugli abiti per il ballo di fine anno, fino a quelle sulle attività da scegliere per le vacanze”, continua il ricercatore: ad esempio, nel periodo di Thanksgiving, una delle festività più sentite negli Stati Uniti, si impennano regolarmente le ricerche di farmaci antidepressivi. E’ invece è una novità post-Katrina la popolarità di termini come “uragano” o “tempesta tropicale”, mentre sono aumentate progressivamente, con l’avvicinarsi dell’ “election day”, le ricerche sui candidati alle presidenziali: Sarah Palin, candidata alla vicepresidenza a fianco del repubblicano John McCain, è attualmente la maggiore attrazione per gli utenti, ma, a quanto dicono le ricerche, più per le sue foto che per le sue dichiarazioni politiche.

I risultati dello studio, tuttavia, non convincono del tutto: le ricerche effettuate non necessariamente generano traffico e questo potrebbe indurre a sopravvalutare il peso di alcuni argomenti di interesse. Inoltre, sottolinea Wired Blog Network, il calo di popolarità delle ricerche sul porno potrebbe anche essere legato ad un fattore del tutto differente: gli utenti stanno diventando più furbi ed esperti, spesso conoscono già le fonti da cui avere ciò che li interessa e non hanno bisogno di passare attraverso motori di ricerca per trovarle.

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fonte: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=69&ID_articolo=2414&ID_sezione=138&sezione=Anteprime%20dagli%20Usa

ALITALIA: ASSEMBLEA CAI, RITIRO OFFERTA ALL’UNANIMITA’

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Milano, 17:33

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L’assemblea di Cai, Compagnia Aerea Italiana, ha deciso all’unanimita’ di ritirare l’offerta per l’acquisto delle attivita’ di Alitalia. Lo rende noto un comunicato diffuso al termine della riunione, tenuta questo pomeriggio a Milano e durato poco piu’ di un’ora. Il ritiro dell’offerta viene motivato con il mancato raggiungimento di un “largo accordo sindacale” sul piano industriale della nuova Alitalia e su contratto di lavoro da dare alla nuova compagnia aerea. “Tale accordo – si afferma – non e’ stato raggiunto, come dimostrato dalle sole tre lettere di accettazione ricevute da Cisl, Uil e Ugl”.

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fonte: http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_3316539.html?ref=hpsbdx2

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DOPO I DICO – Coppie di fatto, il DiDoRe divide il Pdl

Il primo stop è arrivato da Gasparri

Il primo stop è arrivato da Gasparri
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Che abbia o meno costi per lo Stato, ogni proposta di regolarizzazione delle unioni civili pare destinata a spaccare le maggioranze. Era accaduto al governo Prodi e ora tocca alla maggioranza di centrodestra. Pomo della discordia questa volta due ministri, il “laico” Renato Brunetta e il cattolico Gianfranco Rotondi e i loro ‘Di.do.re’, ovvero “diritti e doveri di reciprocità dei conviventi”.

Per ora su quello che saranno i Di.do.re si sa poco se non che dovrebbero essere a costo zero per lo Stato e che non dovrebbero prevedere welfare ma solo diritti individuali. Rassicurazioni che però non bastano alla Pdl, che, nel giro di poche ore, sul lavoro dei due ministri si spacca tra sostenitori e detrattori.

Il primo altolà arriva dal presidente dei senatori della maggioranza, Maurizio Gasparri che categorico annuncia: “Sull’argomento non c’è spazio in questo Parlamento e in questa legislatura per iniziative che vadano in contrasto con la tutela della famiglia così come la Costituzione la descrive”.

Sulla stessa scia anche Lega Nord. Un richiamo al rispetto del programma non convince Rotondi, che non solo ricorda come “niente vieti che il Parlamento disciplini” le unioni civili “con un testo non ideologico e una maggioranza bipartisan”, ma anzi a Gasparri consiglia “maggiore prudenza, perché alla presentazione del testo potrà stupirsi di registrare anche il suo consenso”.

Rotondi da cristiano che “non è cresciuto nell’Azione Cattolica” vorrebbe “produrre un testo di ispirazione cristiana”, e , da buon democristiano come lui stesso ricorda, “abituato a mediare e unire” spera davvero di trovare una maggioranza pronta a sostenere il provvedimento.

Sulla strada incontrerà di certo lo scoglio del governo di cui è parte, un governo che oggi si è espresso per bocca del sottosegretario Giovanardi: “Qui si tratta di aver più rispetto per il popolo italiano che ha dato ampio consenso ad un programma elettorale che parlava di famiglia fondata sul matrimonio, dopo due anni di strenua opposizione della Pdl alle proposte di dare rilievo giuridico alle unioni di fatto”.

Da parte sua l’opposizione, con il Partito Democratico, segue la strada della diplomazia, e con il ministro delle Pari opportunità del governo ombra Vittoria Franco si dice pronto al confronto “al di là delle appartenenze politiche e ideologiche” sulla proposta. Proposta che però, è l’attacco di Livia Turco, per ora non c’è, ed è malamente sostituita da “un annuncio” e una “suggestione”. “Se ci si limita a garantire l’assistenza dei malati – sostiene l’ex ministro – non c’è bisogno di ricorrere ad una legge. Il mio invito è che depositino una proposta di legge. Poi discuteremo”.

Decisamente scettica sui Di.do.re la sinistra extra-parlamentare che con Manuela Palermi (Pdci) accusa i ministri di aver avanzato “una proposta penosa” che “assegna tutele minime, nei fatti già accettate dal senso comune”, mentre è tranchant il giudizio sull’esecutivo dall’Italia dei Valori. “Vogliamo prima leggere – sentenzia Fabio Evangelisti, vicepresidente vicario dei deputati Idv – perché non ci fidiamo di questo Governo e nemmeno dei singoli esponenti”.

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fonte:  http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsID=86020

L’ultima di Brunetta: on line il curriculum dei chirurghi

medici al lavoro al Fatebenefratelli di Roma, foto Ansa
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Nuova crociata del ministro Brunetta. Questa volta ce l’ha con i medici chirurghi, che per lui sono come lo yogurt. «Dall’anno prossimo – ha detto – vorrei che fossero pubblicati i curricula dei chirurghi in modo tale che se io devo farmi operare debbo poter sapere se quel chirurgo che mi deve operare è un macellaio o è un genio oppure una persona efficiente di qualità». Insomma, come per «lo yogurt, il succo di frutta, o l’ultimo telefonino», Brunetta vuol conoscere ingredienti ed istruzioni per l’uso anche di chi ha un bisturi in mano. Vuole sapere «quanti ne ha ammazzati o quanti ne ha salvati», come se questo fosse scritto in un curriculum.

Tra chi ogni giorno è in sala operatoria
si è scatenata la rivolta. Non tanto per l’esigenza di professionalità e trasparenza che tutti condividono, ma per i modi spicci e offensivi. E soprattutto perché quella di leggere un curriculum non è una soluzione. Secondo Massimo Cozza, segretario nazionale Fp-Cgil Medici, «le affermazioni del ministro Brunetta, che partendo da una condiviso obbiettivo di informazione ai cittadini e di valutazione, getta fango sui chirurghi italiani, non servono, se non alla propaganda politica, alzano solo polveroni e gettano allarme e discredito contro medici e chirurghi, quotidianamente impegnati ad operare negli ospedali».

Ma non è tutto: Brunetta va all’attacco dei chirurghi «macellai», ma è stato proprio il suo governo, nella manovra triennale, a lui a eliminare due articoli a tutela dei riposi nei turni di lavoro: in parole povere, dopo un turno di 12 ore di lavoro magari notturno, il riposo per i medici non sarà più garantito e il medico può essere chiamato in servizio, un «rischio in termini di sicurezza sia per i medici che per i pazienti», come avvertivano i sindacati annunciando il loro autunno caldo. «La letteratura scientifica – spiega ancora Cozza della Cgil – ha dimostrato dopo 12 ore un aumento della stanchezza dei medici con un conseguente aumento degli errori. Il tempo è galantuomo e la verità su chi vuole realmente far funzionare il pubblico per garantire i diritti ai cittadini, verrà a galla. Speriamo – conclude Cozza – che non sia troppo tardi».

Indignato dalle parole del ministro anche Roberto Tersigni, presidente del Cic, il Collegio italiano chirurghi: «Brunetta è davvero andato sopra le righe.. paragonarci allo yogurt… è come se chiedessimo di avere i curricula dei politici – aggiunge – Non mi risulta che questo accada». Anche se fosse, comunque, non sarebbe una garanzia di qualità. L’oncologo Umberto Veronesi ricorda infatti a Brunetta che «ci sono medici che fanno pubblicazioni in continuazione, ma non sanno tenere un bisturi in mano». Inoltre, spiega ancora Veronesi «non contano solo i singoli medici, ma contano anche le istituzioni nelle quali essi lavorano. Un chirurgo può essere bravissimo, ma se opera in una struttura poco organizzata oppure organizzata alla vecchia maniera, senza alcuna attenzione alla centralità della persona , il rischio per il paziente di non avere un buon trattamento rimane». Infine, per essere un bravo medico, conclude Veronesi, «ci vuole esperienza, intuito, competenza , intelligenza e cuore». Tutte cose che un curriculum da solo non può raccontare.

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Pubblicato il: 17.09.08
Modificato il: 17.09.08 alle ore 21.38

fonte: http://www.unita.it/view.asp?idContent=79083

Sanita’: sciopero privati

Possibili disagi, protestano 150mila dipendenti per il mancato rinnovo del contratto

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2008-09-17 23:21

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(ANSA) – ROMA, 17 SET – Disagi possibili per i malati, domani, nella sanita’ privata per uno sciopero nazionale contro il mancato rinnovo del contratto di lavoro. La protesta riguarda 150 mila dipendenti con il contratto nazionale che e’ scaduto da 32 mesi. La richiesta e’ quella di un aumento in busta paga di 103 euro lordi a regime per il biennio 2006-2007. Annunciata anche una manifestazione nazionale a Roma e lo stop agli straordinari che potrebbero far saltare oltre 100.000 interventi chirurgici al giorno.

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fonte: http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/topnews/news/2008-09-17_117259633.html

G8 – Diaz, i pm: i capi? Responsabili come i criminali nazisti

diaz, genova g8

La Diaz dopo l’irruzione
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Tra un mese, o poco più, finalmente sapremo che ne sarà dei 29 poliziotti che il 21 luglio del 2001 fecero irruzione alla scuola Diaz, dove dormivano i manifestanti del Genoa Social Forum. Riprende infatti a Genova il processo contro gli agenti accusati a vario titolo di violenza privata, lesioni gravi, falso, calunnia, arresto illegale. Nel luglio scorso, al termine della requisitoria, i pubblici ministeri Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini hanno chiesto 28 condanne per complessivi 109 anni e 9 mesi di reclusione e una sola assoluzione.

In particolare, quattro anni e 6 mesi sono stati chiesti per Francesco Gratteri e Giovanni Luperi, oggi tra i vertici dell’antiterrorismo e dei servizi segreti, nel 2001 rispettivamente direttore dello Sco e vice direttore dell’Ucigos. Secondo la tesi dell’accusa, i due dirigenti, nel 2001 più alti in grado nella catena di comando, avrebbero truccato le prove (ad esempio piazzando due bottiglie molotov nella scuola) e falsificato i verbali per giustificare la «macelleria messicana», come venne definita l’irruzione dal vicequestore Massimo Fournier, anche lui imputato nell’inchiesta.

Ed è proprio ai dirigenti Gratteri e Luperi che i pm Zucca e Albini Cardona rivolgono le parole più dure della requisitoria di mercoledì. Per spiegare il loro ruolo nell’irruzione alla Diaz, infatti, i pm citano la sentenza della Cassazione sull’eccidio nazista di Sant’Anna di Stazzema del 1943. Secondo i pubblici ministeri, per «comprendere il ruolo avuto dagli imputati ed individuare l’eventuale livello di responsabilità, è utile riferirsi alla teoria della responsabilità di comando elaborata dal diritto internazionale penale». Gli elementi di questa teoria, infatti, nel caso di Gratteri e Luperi, «sono presenti nella loro totalità: nell’operazione alla Diaz – affermano i pm – i comandanti hanno una posizione di supremazia assoluta sui subordinati e gli atti criminosi sono commessi dal personale operativo alle loro dirette dipendenze». Insomma, le responsabilità di quella notte, certamente sono anche loro.

«In una compagine militare – si legge tra le altre cose nella sentenza sull’eccidio nazista di Sant’Anna di Stazzema – l’organizzazione gerarchica ed il vincolo della disciplina costituiscono connotazioni funzionali al raggiungimento del fine operativo. Rispetto a quest’ultimo, ciascun appartenente è chiamato a dare, secondo il proprio grado ed il proprio incarico, un contributo che, conseguentemente, in caso di commissione di crimini da parte della compagine, è apprezzabile da un punto di vista penale in termini di concorso».

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Pubblicato il: 17.09.08
Modificato il: 17.09.08 alle ore 21.29

fonte:  http://www.unita.it/view.asp?idContent=79075