Radio Padania Libera: è in onda la xenofobia

di Daniele Sensi

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Radio Padania Libera
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Parole ambigue quelle pronunciate dal segretario provinciale della Lega Nord di Parma, Roberto Corradi, intervenuto su Radio Padania Libera per commentare la brutta vicenda che ha coinvolto Emmanuel Bonsu, il giovane ghanese che ha denunciato di essere stato malmenato e insultato da alcuni vigili urbani parmensi. «Se le cose si sono svolte così come ha raccontato il ragazzo si tratterebbe di fatti gravissimi», ha dichiarato Corradi, che però ha aggiunto: «A fronte di una sempre maggior insofferenza dei cittadini italiani per la presenza, sul nostro territorio, di stranieri irregolari il cui comportamento, quando va bene, si pone al limite della legalità, le forze dell’ordine hanno il dovere di agire in modo anche deciso, scegliendo ovviamente il bersaglio giusto». Affermazione che non solo rischia di farsi parziale giustificazione di eventuali tentazioni da giustizia sommaria, ma che pure tende a legittimare un uso della forza, da parte degli organi di polizia, in deroga ai princìpi della legalità, qualora si abbia a che fare con il “bersaglio giusto”, appunto.
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L’ambiguità sugli allarmanti episodi di razzismo di questi giorni sembra essere la regola a Radio Padania. I vari conduttori che si alternano nel palinsesto respingono in continuazione le accuse loro mosse di giocare con la paura e con i rigurgiti xenofobi: «Noi non ce l’abbiamo con gli immigrati in quanto tali; ce l’abbiamo con chi viene qui per delinquere, non con quelli che lavorano», è il solito ritornello. Poi però viene mandato in onda, ogni venerdì, un invito al «boicottaggio permanente delle attività commerciali gestite da immigrati» (non sono lavoratori, questi?). Per non parlare della lettura in diretta di alcuni messaggi molto xenofobi lasciati dagli ascoltatori sul sito della Radio. Lo fa Pierluigi Pellegrin, ad esempio, animatore di punta della programmazione pomeridiana dell’emittente leghista, giornalista che sempre invita a non lasciare messaggi «offensivi o indecenti, altrimenti non li leggo», ma che non reputa abbastanza indecoroso rilanciare nell’etere l’appello di un simpatizzante a «difenderci dall’invasione dei vari negozi cinesi e dei vari uomini marrone scuro che infestano le nostre spiagge e i nostri parcheggi, facendo loro attorno terra bruciata e rompendo loro i coglioni».
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Ed è proprio sul forum di Radio Padania Libera che in queste ore la base leghista si sta confrontando sull’immigrazione e razzismo. “Longobardia min” (utente iscritto dal 2006) non ha dubbi: «L’invasore, 99 volte su cento, non è mai stato cacciato con metodi gandhiani, ma con la battaglia. Dobbiamo quindi essere pronti a prendere la palla al balzo e rispondere». Gli fa eco “The Collector” (anche lui iscritto dal 2006): «Cominciate con l’armarvi, rispettando le leggi, per carità, perché comunque milioni di fucili censiti in Padania un qualche effetto lo avrebbero sulla politica». Metodi ancor più sbrigativi auspica invece “Spalton”: «I clandestini vanno buttati a mare come i desaparecidos cileni, perché mandarli a casa costa troppo». Per il Partito democratico e per chi “difende i neri”, invece, c’è l’accusa di «collaborazionismo» e, da parte di “Luigi”, l’invocazione di «diversi piazzali Loreto», senza i quali «non si combina niente». Anche i nuovi iscritti paiono fremere dalla voglia di partecipare al costruttivo dibattito. Tra loro spicca “Finn Mc’Coll”, che, forse riferendosi alla strage di Castel Volturno dello scorso 18 settembre (e facendo una certa confusione geografica), si chiede quale differenza ci sia tra «negri e napoletani, dal momento che sia gli uni che gli altri puzzano di merda». Osservazione cui un utente più anziano consiglia maggior moderazione nei toni, ma mica per altro: «altrimenti rischi di essere bannato».

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Pubblicato il: 08.10.08
Modificato il: 08.10.08 alle ore 11.18

fonte: http://www.unita.it/view.asp?idContent=79735

25 risposte a “Radio Padania Libera: è in onda la xenofobia”

  1. Franca dice :

    Ma la magistratura non sente?

  2. Diego dice :

    Se vedete l’impronta del razzismo, pensate ai rumeni che stuprano, investono gente ubriaki, kosa è questo? Razzismo alla rovescia contro di noi??
    E gli infiniti kasi di delinquentume straniero che da anni imperversa nel NS/paese, kosa è questo, va bene kosì, sekondo voi, puritani a senso uniko?

  3. solleviamoci dice :

    Diego, ma tu sai leggere? Dimmi dove, in questo sito, abbiamo difeso uno stupratore o un pirata della strada solo perché straniero.
    Mai fatto. Chi sbaglia deve pagare, ma non ci sembra corretto additare sempre e comunque “lo straniero” (che poi, sotto sotto, è il diverso) come colpevole. Perché secondo te le violenze che quotidianamente avvengono in famiglia (e sono la maggioranza), ad opera di bianchissimi italiani padri di famiglia, quelli vanno bene? Ma fam capì…

  4. Valentino dice :

    Ho letto attentamente l’articolo ed i commenti che ci sono stampati su di esso. Mah, cosa posso dire. Come straniero sono rimasto sbalordito. Ho scoperto che per colpa mia l’Italia va male. Che sono l’unica problema a tutto ciò che va male in questo paese. Che sono un “invasore”, “barbaro”, “delinquente”. Ho scoperto che l’Italia va male da quando ho cominciato a venire qui. Che la polizia ha paura di me. Che la gente comune ha stessa paura. Ho capito anche che voglio trasformare Italia. Che usufruisco di diritti sociali senza pagare nulla. Che non dovrei avere diritto nemmeno di comprare casa (vedi Ida Magli). Tutto sommato sono un numero. Che cresce. CRESCE. Minacciando Italia, ed italiani. Sono la colpa di malavita italiana. Chi non rimarrebbe stordito al posto mio? Ma ora mi avete svelato la verità. Per ciò, chiedo scusa, ma vado a impiccarmi. Grazie

    • solleviamoci dice :

      No Valentino, non farlo. Fermati! Guarda che non tutti gli italiani la pensano come riportato nell’articolo, anzi. Noi tra gli altri siamo convinti che se c’è qualcuno che si deve vergognare e che farebbe meglio a sporofondarsi invece di seminare calunnie e bugie non sei certo tu, non sono certo gli “invasori”.
      Non siamo in condizione di poter fare molto – economicamente e anche sociologicamente – ma la nostra voce si alzerà sempre a difendere te e tutti gli uomini. Siamo tutti uguali, siamo tutti fratelli.
      Resisti! Non farli vincere… non sei solo.

  5. Valentino dice :

    Grazie per il vostro bellissimo pensiero. Combattere. Ma come. Non si può combattere contro un sistema di stampa colossale come quello italiano. Siamo stufi di essere sempre dei capri espiatori per un governo che non sa affrontare i suoi problemi. Basta. Voglio vivere quella Italia che la conosco. Col miei amici, ita o non. Voglio non essere visto diverso. Perché non lo sono.

  6. solleviamoci dice :

    Certo è difficile combattere con un’informazione quasi totalmente uniformata alle versioni del governo… ma noi che ci stiamo a fare, se non a controinformare? E se vai a dare un’occhiata a qualcuno a caso dei blog che abbiamo linkato, vedrai che non siamo i soli a non essere allineati con l’attuale governo.
    Ma su una cosa non sono d’accordo, Valentino, se posso: sul discorso del “diverso”. Non perché lo sei tu: perché siamo tutti, TUTTI, diversi. Siamo uguali perché fratelli, ma ogni individuo è unico e, come tale, diverso dagli altri. Il che ovviamente non significa “peggiore” e neanche “migliore”. Vuol solo dire “particolare”, “unico”. E come tale è un valore. No?
    Ciao amico! 🙂

  7. Valentino dice :

    Caro Mauro. I principi che mi stai rivelando nella seconda parte potrebbero essere validi dal italiano ad italiano. Ma quando si tratta da uno straniero tutto ciò cambia radicalmente. Lo so, è sempre il contrario di quello che affermi te (mi permetto di darti del tu, dal momento che mi consideri amico). Ma non sono poi cosi testardo nelle mie convinzioni. E’ un fatto di vita. Forse nel mio paese avrei pensato come te. Ma la realtà è ben diversa.
    Ti faccio un esempio.
    Ipotizziamo che siamo entrambi in un locale. Ad un certo punto ci lamentiamo di un servizio non adeguato. Cosa penseranno i addetti del locale su di noi? Se lo fai tu, allora “non sei altro che una persona permalosa o pignola”. Se lo faccio io, allora la situazione cambia.Per loro sono “uno straniero che viene qua a fare le sue regole. Ma chi si crede di essere? Che vada al suo paese (di merda), a fare le regole qua”.
    Capisci la differenza. A volte desidero anche io a essere giudicato pignolo e permaloso e non mischiare le mie radici nazionali. Ma io sono sempre giudicato in base a quello che sono nato. Sono “diverso”. Non potrò mai fare un sbaglio come persona. Lo faro sempre come nazione.
    E tutto ciò macina dentro.
    Grazie.
    Valentino

  8. solleviamoci dice :

    Vedi, caro Valentino, a me la storia del “mal comune mezzo gaudio” non è mai parsa convincente, come conforto… eppure, non posso certo darti torto. Devo aggiungere cmq che in realtà non è nemmeno del tutto esatto quello che dici. Tra italiani stessi esistono razzismi fortissimi: dai “polentoni” (termine non esattamente e non sempre affettuoso per definire i bergamaschi, ad esempio. Io lo posso dire senza problemi perché ci sono nata, a Bergamo…) che chiamano “terroni” tutti quelli nati sotto il Po ai meridionali stessi, che un anno in cui sono andata in ferie tra la Campania e la Basilicata mi hanno fatto la bella faccia davanti e poi, dietro, mi hanno bellamente preso per i fondelli, refilandomi le peggio schifezze che avevano in negozio. E neppure per questo posso essere tacciata di razzismo, visto che il mio ragazzo, che era con me, ha giudicato i fatti esattamente come ho fatto io (tant’è vero che l’anno successivo ci siamo tornati, solo che lui, originario dei luoghi, s’è messo a parlare dialetto stretto appena arrivato in provincia di Salerno e, guarda caso, ci hanno trattato benissimo!)
    In effetti l’Italia sembra essere una nazione solo quando gioca la nazionale di calcio o ci sono le Olimpiadi… per il resto, ognuno tende ad andare per la sua strada e farsi i suoi interessi.
    Come dicevo sopra però, non è che questo “auto-razzismo” renda più lieve il razzismo nei confronti di coloro che non sono italiani. Non lo so. Sarà perché nella mia famiglia c’è un crogiuolo tale di provenienze che mi è difficile sentirmi parte di una comunità diversa da quella – genericissima – umana (e a volte, soprattutto di questi tempi, faccio persino fatica a sentirmi d’accordo con il mondo…), sarà perché per motivi di studio, di carattere e di professione ho sempre avuto a che fare con persone dalle provenienze più disparate… fatto sta che la divisione del mondo in “etnie” mi sembra un grosso spreco di intelligenza, oltre che di potenzialità.
    Ma tu dove vivi? Perché vedi, m’è venuta voglia di conoscerti… e Mauro concorda.
    Di questi tempi io non mi posso muovere (sono alle prese con un’anca ribelle), ma se non stai troppo lontano… che ne dici?
    Ciao!
    elena

  9. Valentino dice :

    Cara Elena. La mia residenza è a Piacenza. Ma il mio lavoro si svolge a Venezia-Treviso. Quindi, direi, proprio nella culla della xenofobia.

    Per quanto riguarda me, se volete sapere chi sono ecco uno spuntino.

    Del resto, quello che dici, non posso darti torto. Salerno, una regione stupenda, ma che purtroppo non sfrutta al meglio le sue potenzialità. Non si vuole neanche. Peccato, con le sue spiagge….

    Valentino

    P.S. Per prima ti avevo fatto confondere con Mauro (e chiedo scusa). Comunque, anche a me piacerebbe conoscervi. Gli amici non mi bastano mai. E ci sarà, poi, qualche opportunità di bere un caffè insieme. Nel frattempo vi auguro tanta salute e meno crisi. A presto.

  10. solleviamoci dice :

    Caro Valentino, lo “spuntino” è bellissimo. Grazie! Mi ha commosso… non mi vergogno a dirtelo.
    Piacenza non è poi lontanissima da dove stiamo noi, quindi quando tornerò normale (si fa per dire, ormai sono convinta che “normale” non lo sarò mai e nemmeno me ne curo) sicuramente organizzeremo qualcosa, ma conoscerti a questo punto è più che un desiderio.
    Non ti preoccupare se ti riferisci a me come a “Mauro” o viceversa, è colpa nostra che spesso non firmiamo i commenti perché… siamo talmente d’accordo che, alla fine, che scriva uno o l’altra non fa differenza.
    A presto, Valentino. Ti ricambiamo gli auguri e ricorda che NON SEI SOLO – anche se il posto in cui lavori e più in generale l’Italia di questi tempi potrebbe far pensare il contrario.
    Ti abbraccio.
    elena

  11. Valentino dice :

    http://saxolum.blogspot.com/2009/05/tensione-laquila-con-gli-immigrati.html

    Mi piacerebbe sapere la vostra opinione. Ho fatto male a risponderli cosi? O era meglio non usare la tastiera?
    Grazie.
    Valentino

  12. solleviamoci dice :

    No, secondo me hai fatto bene. Non credo che la vicenda Mills possa essere messa a tacere (ma forse sono troppo ottimista…) ma ho commentato sotto di te.
    Certo hai un bel coraggio ad andare in siti schierati dall’altra parte! Io non lo faccio mai (solo nel caso qualcuno mi inviti a farlo, come te qui sopra), un po’ per le mie coronarie e un po’ perché già faccio fatica a tenere aggiornato ‘sto blog…
    stiamo a vedere come mi rispondono, ok? 🙂

  13. Valentino dice :

    Non volevo farti spingere “nella tana del lupo”. Forse non mi sono espresso io bene. Io avrei voluto il vostro supporto -su quello che ho detto- qui. E non la. Perché ci vado io? Non lo so. Forse per indurirmi. Forse per vedere che -e perché- pensano su di noi la gente che ci ripudia. E perché -a volte- trovo quanto sono falsi i denigratori di una certa categoria.

  14. solleviamoci dice :

    Tranquillo, caro Valentino. Non ho paura di cacciarmi “nella tana del lupo”, come non ho paura a rispondere a quanti vengono “accidentalmente” di qua. Normalmente non lo faccio perché mi bastano i giornali: c’è un limite anche alla mia capacità di sopportazione! 🙂
    Come sicuramente hai notato, finora hanno risposto a te e non a me. Diciamo pure che mi hanno bellamente ignorato. Non mi stupisce: abituati come sono a fare a chi insulta più smaccatamente (non so se hai visto stasera AnnoZero…), quando trovano qualcuno che sarebbe disposto a dialogare si azzittiscono.
    Piuttosto stavo cercando le statistiche degli incarcerati in Italia (per nazionalità) ma purtroppo per ora non ho trovato nulla… la caccia continua!
    Ciao, ti abbraccio.

  15. Valentino dice :

    Non ho visto Anno Zero ma in cambio ho visto Porta a Porta di ieri sera, dove invitati erano Casini e Tremonti. Beh, devo dire che ho condiviso più le parole di Casini che (secondo me) comincia a rendersi conto della minaccia dell’Imperatore. E mi dispiace di non essere partecipato anche io. Sopratutto quando hanno parlato di emigrazioni. Non per altro ma quando Tremonti ha fatto paragonare i pericoli del emigrazione come pericoli alla cultura e stile di vita italiano. E lo ha fatto dicendo che “l’albero cresce dalle radici, poi il tronco e rami. Cosi anche la società italiana con le sue valori.”. Bene, dissi io dentro di me, ma chiunque giardiniere sa che i alberi quando non danno buona frutta servono ad essere POTATI.

  16. manuela dice :

    Ciao Valentino…non sei solo,hanno ragione Elena e Mauro, siamo molti di più di quanto la stampa italiana o la propaganda politica dell’attuale governo lasci intendere; purtroppo in Italia, normalmente, chi grida più forte sembra possa aver agione: gli esaltati che, gridando slogan politicizzati il cui unico scopo è uello di provocare disordini destabilizzando la sicurezza del Paese, non riusciranno mai a prevaricare sui molti che, silenziosamente vivono, giorno dopo giorno, nel rispetto dei Diritti di ogni singolo essere umano….non sei e non sarai mai solo!

  17. solleviamoci dice :

    … senza contare che l’albero cresce sulla terra, non solo in Italia… quindi la metafora, per funzionare, dovrebbe considerare tutti gli uomini allo stesso modo: pari dignità, pari diritti, pari opportunità etc.
    che poi Tremonti finge di ignorare che l’Italia non esiste. Abbiamo più dialetti e costumi diversi noi degli USA nel loro insieme… perché poi abbiamo una storia di invasioni fatte(pensa ai Romani) e subite (dai barbari ai Borboni, gli Angioini, gli Svevi e chi più ne ha più ne metta) che pensare ad un popolo “di italiani” fa un po’ sorridere. Già siamo nati multietnici, da che ci vogliamo preservare? In compenso è chiaro che molti di noi non hanno imparato niente!
    Ciao Valentino, a presto.

  18. solleviamoci dice :

    Quanto ai valori, se sono quelli della modalità dell’avere, se li può pure tenere Tremonti… a me non piacciono.
    elena

  19. Valentino dice :

    Carissime Elena e Manuela. Vi ringrazio per il vostro supporto morale. Ma che siamo sinceri. Se noi “siamo in tanti”… gli altri contro “sono tantissimi”. Ed i sondaggi lo fanno mostrare. D’altronde con il sistema creato oggi era impossibile essere diverso.
    Hanno creato un stile di pensare diabolico direi. Per loro non è importante far vedere quanto sono bravi (che non sono affatto). Ma quello di demonizzare l’avversario. Un ipnotismo di massa. Un concetto di “forse noi non siamo cosi bravi, ma loro sono peggio”. Dietro a questi mezzi di comunicazione ci stanno un esercito di psicologi che hanno l’unico compito di indirizzare la massa verso i loro volere. Io li chiamerei “i oscuri”. Perché stanno in ombra, non si fanno mai vedere, sentire. Ma le loro azioni sono cosi bene concertate sul individuo comune nel tal modo di farlo pensare a loro convenienza.
    E come si riesce a combattere tale forza?

  20. solleviamoci dice :

    E’ ben difficile combattere certi mostri, soprattutto se li hai lasciati crescere indisturbati quando erano piccoli e li si poteva eliminare più facilmente… “il sonno della ragione genera mostri” mica l’ho inventato io! 🙂
    Allora le ipotesi sono due, una peggio dell’altra:
    1) il pericolo è stato sottovalutato. Per una classe politica che esce dalla Resistenza, non è un gran bel risultato…
    2) ed è pure peggio: chi poteva (nel senso che aveva i numeri) ostacolare questo mostro di mediapersuasione non l’ha fatto perché colluso. Cioè ha gli stessi interessi, ed a giudicare dalle ultime uscite del PD mi pare proprio il caso…
    Come combatterli ora? Possibilmente con gli stessi mezzi. Con la psicologia mediatica. Con l’esempio. Con il non arrendersi mai.
    Certo, gli oscuri. Il capitalismo per primo lo è: non è un nemico in carne ed ossa, è un concetto astratto (ma molto concreto nei suoi effetti).
    E poi c’è un’altra cosa: leggi qui:

    http://solleviamoci.blogspot.com/2009/05/emigrazione-una-lettera-provocatoria.html

    se fai due conti, gli italiani (anche gli europei, quanto a quello) sono una minoranza. Inevitabilmente verrà il giorno in cui la massa dei diseredati, degli sfruttati e degli oppressi si ribellerà. Deve solo (“solo”…) prendere coscienza di sé. E smetterla di farsi infinocchiare da pifferai magici travestiti da cavalieri.
    Ciao, vale! (non ti offendere per la minuscola: non è il tuo nome abbreviato, ma una formula di saluto latino, che vuol dire “stai bene”. Magari lo sai benissimo, ma qualcun altro magari no… 🙂

  21. Valentino dice :

    Ho risposto sul sito che mi hai consigliato. Ma non so se ti piacerà. Insomma, nessuno è perfetto, ed io sono cosi. Ciao Ely. Ed a presto.

  22. solleviamoci dice :

    Ma Valentino!!! A parte che quello che rispondi non deve piacere a me… non sono un censore! Deve solo piacere a te, deve essere quello che pensi. E basta. Comunque ho apprezzato – anche se magari non sembra. Per certi versi la lettera è come i commenti che l’anonimo ha lasciato nel sito che hai linkato qui sopra: improduttivi, a voler essere ottimisti. Non è insultando la gente che puoi pensare di farle cambiare idea (anche se qualcuno ci prova pure gusto, ad essere insultato). Ma quello che mi ha colpito di quel testo è la verità sottesa…
    A proposito: non è che ti ho mandato “in pasto ai pazzi”. La padrona di casa di là son sempre io… 🙂
    Ciao, a presto!

  23. manuela dice :

    ho seguito lo stesso percorso di Valentino….non ti si può lasciare sola un attimo 🙂 ! Non avevo ancora imparato a muovermi a casa tua, torno e hai costruito una dependance… non hai perso tempo per usufruire delle disposizioni che ti consentono di ampliare del 20% la tua propietà! Ovviamente, nella dimora annessa, non sono riuscita a commentare: ma ti pare che io mi ricordi le password! Cosa devo fare: leggo di là e commento di qua? bacio
    manu

  24. solleviamoci dice :

    Ehm… a dire la verità ho un po’ precorso i tempi, con la storia del 20%. Tanto sapevo che l’avrebbero approvata! 🙂
    Quanto alle pw, cara Manuela, con me caschi male. Non me le ricordo mai, soprattutto perché ci sono siti in cui per motivi imperscrutabili ogni tanto le devo cambiare… per quel che mi riguarda terrei la stessa, uguale per tutto, per sempre!
    Non so che dirti, se non di sceglierti un altro nome utente e commentare con quello! Ma non viene fuori una cosa tipo “hai scordato la pw”?
    Ma ti prego… non commentare di qua i post di là, perché non sono quasi mai uguali e non ci capirei più nulla… già faccio fatica così! Perché, che vuoi, è l’età!
    ti abbraccio
    elena

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