SCUOLA – Soluzione ai problemi? Per Cossiga una nuova strategia della tensione

https://i0.wp.com/www.movimentozero.org/mz/images/stories/2aluglio/cossiga.jpg

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Andrea Cangini per Quotidiano nazionale

Presidente Cossiga, pensa che minacciando l’uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato?
«Dipende, se ritiene d’essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo. Ma poiché è l’Italia è uno Stato debole, e all’opposizione non c’è il granitito Pci ma l’evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà quantomeno una figuraccia».

Quali fatti dovrebbero seguire?
«A questo punto, Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno».

Ossia?
«In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino di dodici anni rimanesse ucciso o gravemente ferito…».

Gli universitari, invece?
«Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».

Dopo di che?
«Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».

Nel senso che…
«Nel senso che le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano».

Anche i docenti?
«Soprattutto i docenti. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».

E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? «In Italia torna il fascismo», direbbero.
«Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l’incendio».

Quale incendio?
«Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà ad insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate Rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università. E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale».

E’ dunque possibile che la storia si ripeta?
«Non è possibile, è probabile. Per questo dico: non dimentichiamo che le Br nacquero perché il fuoco non fu spento per tempo».

Il Pd di Veltroni è dalla parte dei manifestanti.
«Mah, guardi, francamente io Veltroni che va in piazza col rischio di prendersi le botte non ce lo vedo. Lo vedo meglio in un club esclusivo di Chicago ad applaudire Obama…».

Non andrà in piazza con un bastone, certo, ma politicamente…
«Politicamente, sta facendo lo stesso errore che fece il Pci all’inizio della contestazione: fece da sponda al movimento illudendosi di controllarlo, ma quando, com’era logico, nel mirino finirono anche loro cambiarono radicalmente registro. La cosiddetta linea della fermezza applicata da Andreotti, da Zaccagnini e da me, era stato Berlinguer a volerla… Ma oggi c’è il Pd, un ectoplasma guidato da un ectoplasma. Ed è anche per questo che Berlusconi farebbe bene ad essere più prudente».

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fonte: http://www.senato.it/notizie/RassUffStampa/081023/jmsra.tif

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14 responses to “SCUOLA – Soluzione ai problemi? Per Cossiga una nuova strategia della tensione”

  1. laura56 says :

    Ho pensato molto se ne valesse
    la pena dirvi la mia sull’intervista di Cossiga.
    Il rischio è sempre quello di cadere
    nelle provocazioni, di farsi prendere dalla rabbia
    e di concorrere a stabilizzare il potere
    sulla poltrona con i propri passi falsi.
    E’ da sempre questo l’obiettivo di tutti i Cossiga
    che abbiamo conosciuto dentro e fuori le Istituzioni.
    Quello che penso sia utile è un flashback al 1968,
    quando uomini ai vertici in Usa e in Italia si misero insieme
    per far finire rapidamente le proteste nel settore della scuola, delle fabbriche
    e ovunque i cittadini sovrani di questo Paese avessero
    messo a rischio con la loro lotta il fare da parte del potere i suoi sporchi interessi.
    In contrasto con quanto scritto con la Costituzione
    si mise in atto quanto scritto nei manuali di Aginter Press.
    A quei manuali s’ispira ancora oggi il signor Cossiga,
    a quanto scritto nella documentazione di Aginter press
    credo proprio si sono ispirati tutti coloro che sono
    responsabili a tutti i livelli di quanto accaduto a Genova nel 2001.
    Questa è la documentazione
    che raccolsi a Milano nel mio studio
    su Piazza Fontana riguardo ai manuali di Aginter Press:
    Aginter Press
    Parte 1
    Parte 2

    Nell’intervista del signor Cossiga c’è un’altra cosa da
    tenere ben presente quando si fanno battaglie
    come quella fondamentale per la tutela del diritto allo studio e alla ricerca: gli agenti provocatori
    infiltrati nel movimento.
    Se c’è bisogno il potere può creare esso stesso il cosidetto casus belli,
    per poi poter dare la colpa a qualcun altro e attuare la repressione, scatenare guerre ecc.
    ufficialmente per ristabilire la legalità,
    in verità cancellando ogni ostacolo con la forza e la violenza alla tutela dei suoi sporchi interessi.
    Basterebbe poi indagare chi ha finanziato, finanzia o finanzierà il terrorismo e lo stragismo
    dopo averne individuato le cause per dare finalmente verità, giustizia alle vittime e
    cominciare a riprenderci la nostra sovranità che gli strateghi della vecchia e nuova
    tensione hanno svenduto al miglior offerente: i vertici del governo americano.
    P.s queste mie riflessioni sono sulla base dei miei studi, come al solito nessuna pretesa da parte mia di avere la verità assoluta in tasca. Laura

  2. laura56 says :

    P.s Gli allegati aginter press 1 e 2 se vi interessa leggerveli li trovate in home page sul sito http://www.strageustica.altervista.org nella sezione intitolata Archivio giulio china. Laura

  3. Franca says :

    Viviamo in un Paese in cui la democrazia è solo apparente…

  4. mildareveno says :

    Ciao, potresti dirmi per favore da che sito hai copiato l’intervista. La versione che hai pubblicato tu è quella originale (in quella del sito del Senato “massacrare” non c’è).

    Da dove l’hai presa? Da Dagospia?

  5. solleviamoci says :

    Sì. La prima versione di cui ho avuto notizia viene da dagospia
    http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-748.htm.
    che però stranamente non riesco più ad aprire… errore 404. In compenso è sparito anche il link a Quotidiano Nazionale con l’intervista.
    Resta l’intervista pubblicata da parecchi blog – tutti si attengono alla versione “cartacea” del senato.
    Io non ho problemi a modificare il testo, a trasformare il “massacrare” in “non avere pietà” ed il “picchiarli a sangue” successivo in “picchiarli”, perché la differenza, a mio avviso, è solo un sofismo da benpensanti.
    Cosa cambia tra “massacrare” e “non avere pietà”, è forse un “massacrare ma un po’ meno”?
    “picchiare a sangue” è diverso da “picchiare” perché ti restano solo i lividi e non le cicatrici? Mah.. a me come sistema fa un po’ orrore comunque.
    Grazie comunque per l’intervento! 🙂

  6. mildareveno says :

    Al contrario, spero proprio che non lo modificherai, perché quella che riporti è la versione originale, ed è importante che ne resti traccia. Nella seconda versione è stata anche aggiunta la domanda “Il suo è un paradosso, no?” (modifica non da poco).

    Mi chiedo se tutte le copie cartacee riportino la seconda versione.

    Anche un’agenzia di Adnkronos ha citato la prima versione. Ne ho parlato qua:

    http://mildareveno.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=2067700

    La questione mi interessa perché è un esempio di manipolazione giornalistica.

    Grazie a te per la risposta.

  7. mildareveno says :

    Comunque il link di Dagospia a me funziona. Forse era un problema temporaneo.

  8. mildareveno says :

    C’è un’altra cosa che vorrei chiederti: “è sparito anche il link a Quotidiano Nazionale con l’intervista”.

    Cosa vuoi dire? Che nel sito del Quotidiano Nazionale c’era l’intervista ma il link non funziona più?

    Quale era il link?

  9. mildareveno says :

    Mi spiego meglio. Tu hai scritto: “è sparito anche il link a Quotidiano Nazionale con l’intervista”.

    Vuoi dire che nel sito del Quotidiano Nazionale c’era l’intervista ma il link non funziona più?

    Quale era il link?

  10. solleviamoci says :

    No, scusa, Mildareveno. E’ stato un fraintendimento tra me e Mauro. In realtà non siamo mai riusciti a trovare su Quotidiano.net l’intervista di cui sopra.
    Avevo capito male io… e Dagospia oggi funziona (per ora).
    Grazie!

  11. mildareveno says :

    Grazie a te. Neanche io l’ho trovata, e mi pare di averla cercata il 23.

    Il blog http://lanciailsasso.blogspot.com/ però sostiene che c’era, ed era identica a quella che c’è su Dagospia.

    Sinceramente non so cosa pensare. O lanciailsasso ricorda male o è stata messa e tolta dopo poche ore.

    Ciao

  12. mildareveno says :

    Grazie a te. Neanche io l’ho trovata, e mi pare di averla cercata il 23.

    Il blog http://lanciailsasso.blogspot.com/ però sostiene che c’era, ed era identica a quella che c’è su Dagospia.

    Sinceramente non so cosa pensare. O lanciailsasso ricorda male o è stata messa e tolta dopo poche ore.

    Ciao

    P.S. Ho già postato questo commento ma non è apparso. Eventualmente cancellate il doppione.

  13. Skynet70 says :

    Ragionando come Cossiga pare più che evidente che potrebbe rinascere pure un nuovo e più furbo fascismo. D’altronde è anche grazie a lui che non abbiamo il piacere e l’onore di avere tra noi l’On. Aldo Moro!

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