SCUOLA – Gli studenti sotto al Senato. Cortei in molte città / La mobilitazione continua, ma la Gelmini non cede

Scuola - Foto Ansa - 220*109 - 26-10-07
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Meno quattro. Mancano quattro giorni allo scadere del decreto Gelmini. Il Senato deve convertirlo in legge entro venerdì (il calendario dell’Aula prevede il voto già mercoledì), altrimenti bisognerà ricominciare tutto daccapo. Magari ascoltando studenti, famiglie, professori. Non proprio la massima vocazione di Berlusconi&co. Preferiscono far di testa loro, si sa, e non ascoltare la protesta che continua a montare, che è arrivata fino alla Normale di Pisa, che lunedì è ricominciata più arrabbiata che mai.

A Roma, migliaia di studenti medi e universitari tornano sotto le finestre di palazzo Madama. A Bari, tornano invece le lezioni in piazza: i docenti, in sintonia con la protesta degli studenti, hanno addirittura concordato con la preside della facoltà di Lettere il calendario delle lezioni di tutta la settimana. A Napoli sfilano altri due cortei, mentre continua ad aumentare il numero di istituti superiori occupati o autogestiti. Lo stesso succede a Milano, dove il studenti, recitano gli striscioni, dicono di essersi presi «solo una piccola parte di ciò che ci spetta». A Trento, infine, ha preso il via lunedì mattina una maratona didattica no stop alla facoltà di Sociologia. Alla protesta partecipano anche i lettori di madre lingua: almeno ottanta di loro, a causa del blocco delle assunzioni previsto dal decreto, rischiano il posto.

Ma il governo e la ministra Gelmini,
nonostante tutto, continuano a far finta di niente. In un’intervista al Corriere della Sera la ministra definisce lo sciopero della scuola in programma per il 30 ottobre «il solito vecchio rito di chi difende l’indifendibile» e si ostina a sostenere che «coloro che protestano, sono alcune migliaia» e che «le facoltà occupate sono pochissime». In ogni caso, secondo la Gelmini, è tutta colpa della sinistra, che «ha perso totalmente il rapporto con chi lavora e ora lo sta perdendo anche con gli studenti. Bisogna dirlo con chiarezza – sostiene la ministra – il disastro dell’istruzione in Italia è figlio delle logiche culturali della sinistra contro il merito e la competitività». A smentirla, ci sono addirittura quelli di Lotta Studentesca, il movimento giovanile di Forza Nuova: «La Gelmini cerca di minimizzare quello che è impossibile minimizzare – dicono – Ciancia del coinvolgimento della protesta di pochi studenti e di sinistra, mentre siamo centinaia di migliaia e di tutte le fasce politiche».

Infine, visto che la Gelmini cita a suo modello niente popò di meno che Barack Obama, Pina Picierno, ministro ombra alle Politiche giovanili, le chiede: «Ma lei il programma di Obama lo ha letto o se lo è fatto raccontare?». Di certo, dice la Picierno, le idee del candidato democratico alla Casa bianca non hanno nulla a che vedere con il suo decreto che «non è una riforma, bensì una operazione contabile che livella il sapere verso il basso e danneggia il sistema pubblico, rendendo il censo un criterio discriminante nell’accesso al sapere».

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Pubblicato il: 27.10.08
Modificato il: 27.10.08 alle ore 17.48

fonte: http://www.unita.it/view.asp?idContent=80318

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Da oggi scioperi, proteste e occupazioni. Il ministro: le mie riforme come quelle di Obama

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ROMA
Tra i 5 e i 6 mila studenti,
a detta degli organizzatori, stanno manifestando a Roma in un corteo «apolitico» organizzato dalle scuole superiori del IV municipio della città contro la politica del governo in materia di istruzione. Al corteo, partito intorno alle ore 10 da piazza della Repubblica e diretto a piazza Venezia, quindi a piazza Navona, partecipano anche studenti di altri licei della capitale e qualche universitario. Al termine della manifestazione è previsto un sit-in davanti al Senato. Continuano, intanto, le occupazioni: questa mattina è stato occupato l’istituto nautico Marcantonio Colonna per protestare contro l’imminente approvazione del decreto Gelmini.

Nel primo striscione che apre il corteo c’è scritto «IV municipio: giù le mani dalla nostra cultura», ma alla protesta hanno aderito anche studenti di altre scuole della città, che intendono sensibilizzare i cittadini sui provvedimenti del governo sulla scuola. Al corteo, che attraversa il centro di Roma, si stanno unendo altri gruppi di studenti. Circa 200 giovani hanno coperto una parte del percorso in metropolitana, sulla linea A, sono scesi alla stazione Spagna e continuando a scandire slogan, sono passati per via Condotti si sono poi diretti verso piazza Venezia. A Roma da oggi parte anche una settimana di lezioni all’aria aperta, anche in luoghi simbolo della città, per protestare – senza bloccare l’anno scolastico e accademico – contro la riforma Gelmini. Studenti ed insegnanti della facoltà di medicina della Sapienza terranno delle lezioni davanti al Ministero della Pubblica Istruzione mentre a Piazza Farnese si terrà la lezione del docente di Filosofia Roma tre Giacomo Marramao.

Anche a Napoli studenti ancora in piazza per protestare contro la riforma Gelmini. Questa mattina sono due, per il momento, i cortei che stanno sfilando in città. Un primo, autorizzato, è partito poco dopo le 10 in alcune strade del quartiere periferico Ponticelli; un altro, estemporaneo, si è radunato in piazza del Gesù per dirigersi in piazza Municipio. Intanto aumenta il numero di istituti superiori occupati o autogestiti. Lo storico liceo classico Genovesi, in piazza del Gesù, che è stato il primo ad essere occupato, resta il fulcro della protesta.

A Bari, invece, lezioni universitarie in piazza per protestare contro la riforma Gelmini. Stamane a dare il via alle attività, nella centrale piazza Umberto, di fronte all’Ateneo, è stato il prof. Angelo Massafra della facoltà di lettere con una lezione di storia moderna rivolta ad una cinquantina di studenti seduti per terra. Fitto il programma della giornata: in piazza Umberto le attività proseguiranno con una lezione di letteratura inglese tenuta dal prof. Stefano Bronzini e poi, all’ora di pranzo, con una lezione di storia della filosofia contemporanea del prof. Sistetti. I docenti hanno accolto favorevolmente l’iniziativa degli studenti concordando addirittura con la preside di facoltà, Grazia Di Staso, il calendario delle lezioni di tutta la settimana.

Continuano anche  a Palermo le proteste degli studenti contro. Le lezioni sono ancora sospese alla facoltà di Lettere mentre assemblee spontanee sono state promosse nelle altre facoltà. Cortei e sit-in sono stati organizzati dagli studenti degli Istituti superiori. Una manifestazione si sta tenendo davanti alla sede regionale Rai. Mentre un corteo è sfilato stamane lungo via Libertà paralizzando il traffico. Gli studenti della Facoltà di Scienze della Formazione stanno invece tenendo lezione all’aperto in piazza Castelnuovo, di fronte al teatro Politeama. E lezioni di docenti di Ingegneria, Architettura, Medicina, Farmacia e Giurisprudenza si terranno da domani in simultanea in diverse piazze della città.

A Firenze, invece, ci si prepara per una maratona non stop di 24 ore di lezioni, per protestare contro i tagli all’Università. A metterla in atto, a partire da stamani alle 8.30, gli studenti universitari del Polo di Scienze. Le lezioni, che continueranno senza sosta fino alle 8.30 di domani mattina, si svolgono al dipartimento di matematica «Ulisse Dini» e sono visibili anche su Internet sui siti http://www.collettivodiscienze.it e http://www.studentidisinistra. Caffè gratis di notte, per restare svegli, e colazione gratuita per chi riuscirà ad arrivare a domani mattina. Iniziativa simile anche a all’università di Trento, dove la facoltà di Sociologia si appresta a una maratona didattica no stop di protesta contro la legge 133. Un’iniziativa promossa dal Comitato No Gelmini in preparazione della manifestazione di domani mattina che prevede un corteo fino alla sede del Rettorato, in coincidenza con la seduta del consiglio di amministrazione dell’Università. Sempre questa mattina i lettori di madre lingua, con una lezione all’aperto, manifestano davanti al Rettorato contro il blocco delle assunzioni che dovrebbe portare alla perdita del lavoro per circa 80 tra impiegati ed insegnanti di lingua dell’ateneo trentino.

Ma il ministro non cede e, anzi passa al contrattacco: per Maria Stella Gelmini, infatti, lo sciopero contro la scuola del 30 ottobre «è il solito vecchio rito di chi difende l’indifendibile. Dopo, credo che si potrà riprendere a confrontarsi con le riforme. Ovviamente, con chi fa proposte». Quanto ai tagli, Gelmini sottolinea: «bisognava anche riportare tutti alla realtà. Dire che la gestione allegra del denaro pubblico è finita. E dunque, prima si eliminano gli sprechi. Poi, ma soltanto dopo, si potrà reinvestire in qualità. Questo per quanto riguarda la scuola. Per l’università il 2009 non prevede particolari tagli. Qualche problema potrà esserci dal 2010 ma abbiamo tempo sufficiente per discuterne con chi vuol farlo seriamente».

Il ministro nega inoltre che il governo possa essere accusato di razzismo per le classi ponte per immigrati. «L’ambiguità – osserva – è di chi ha tentato come al solito di buttarla sul razzismo. Qualunque genitore che ha un figlio alle elementari conosce il problema rappresentato da chi in classe non sa l’italiano. Un problema didattico, che come tale va risolto: non faremo classi separate, le classi ponte saranno corsi magari pomeridiani di italiano per consentire a chi non lo è di imparare la lingua il più rapidamente possibile».

Si annuncia così una nuova settimana di mobilitazioni. Oggi, domani e mercoledì sono previsti scioperi, autogestioni con pernotto, notti bianche, lezioni all’aperto, a Torino, Perugia, Roma, Firenze, Palermo, Genova. Giovedì 30: manifestazione nazionale a Roma con i docenti, manifestazioni cittadine a Torino, Padova, Palermo, Genova, Firenze».

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fonte: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scuola/grubrica.asp?ID_blog=60&ID_articolo=824&ID_sezione=255&sezione=News

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