Archivio | novembre 6, 2008

UNIVERSITA’ – Ecco i nuovi provvedimenti approvati dal governo/Scuola, riforme e proteste: un libro per orientarsi

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ROMA – Il decreto legge sull’Università varato oggi dal Consiglio dei Ministri dà una boccata d’ossigeno agli Atenei.

Concorsi più trasparenti
. Finora la commissione era formata da un membro interno e 4 membri eletti. Le nuove modalità prevedono che sarà eletto un pool molto ampio di professori all’interno del quale poi saranno estratti a sorte coloro che faranno parte della commissione che giudicherà. “Si evita così – spiega il ministero – il rischio di predeterminare l’esito dei concorsi e si incoraggia un più ampio numero di candidati a partecipare”.

Con conti in rosso niente assunzioni. Si pone un freno alle gestioni finanziarie non adeguate di alcune università. Da oggi gli atenei con bilanci in perdita non potranno bandire concorsi per docenti o personale amministrativo.

Dal 2009, tremila posti in più per ricecatori. Ci sono 150 milioni di euro per favorire il turn over.
L’obiettivo è quello di favorire l’assunzione di giovani e diminuire l’età media dei docenti italiani. Incentivi dunque alle Università per favorire il pensionamento e l’assunzione di giovani docenti. Gli atenei potranno anche decidere di fare entrare solo giovani ricercatori arrivando quindi a 2 giovani ricercatori per ogni docente in pensione. Almeno il 60% delle assunzioni devono essere destinate ai nuovi ricercatori e le università che rinunceranno a trattenere i docenti oltre i 70 anni di età possono raddoppiare il numero dei posti per ricercatori.

Agli atenei migliori 500 milioni di euro. Cinquecento milioni di euro (cioè il 5% del Fondo del Finanziamento Ordinario) saranno distribuiti alle Università migliori: quelle con produzione scientifica, organizzazione e qualità didattica migliori. Le università più virtuose saranno individuate attraverso i parametri di valutazione Civr, Cnvsu e modelli internazionali.

Soldi a chi elimina corsi inutili. Saranno premiate con più finanziamenti, trasferiti direttamente dal ministero, le università che ridurranno sedi distaccate non funzionali e corsi di laurea in eccesso rispetto alle reali esigenze formative degli studenti e alle richieste del mondo del lavoro.

Enti ricerca esclusi da blocco assunzioni. Gli enti di ricerca sono esclusi dal blocco delle assunzioni che è entrato in vigore per tutte le amministrazioni pubbliche.

Concorsi già banditi fuori da turn over. I bandi di concorso per posti da ricercatore già banditi sono esclusi dal turn over. 2300 ricercatori dunque saranno esclusi dal blocco del turn over.

Per studenti meritevoli 135 milioni di euro. Un incremento di 135 milioni di euro sarà destinato ai ragazzi capaci e meritevoli, privi di mezzi economici. Nel 2009-2010, con il nuovo finanziamento, tutti gli idonei in Italia avranno la borsa di studio e l’esonero dalle tasse. Sono 180 mila oggi i ragazzi idonei a ricevere la borsa di studio e l’esonero dalle tasse universitarie, ma solo 140.000 li ottengono.

Residenze universitarie, 65 milioni. Sessantacinque milioni di euro sono destinati a nuove strutture. Si prevedono 1700 posti letto in più per studenti universitari.

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6 novembre 2008

fonte: http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-6/provvedimenti/provvedimenti.html

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Scuola, riforme e proteste: un libro per orientarsi

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Tutte le novità già operative quest’anno, dal voto in condotta per medie e superiori all’intervento sulle università. Uno sguardo d’assieme sui provvedimenti di grande attualità che interessano il mondo dell’istruzione è offerto da un libro realizzato in tempi record dai giornalisti del Sole 24 Ore: «Come cambia la scuola. Domande e risposte». In edicola da sabato, l’instant book vuole offrire uno strumento per capire come si articola il progetto del ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini. E per potersi orientare nell’acceso dibattito tra le forze politiche, le famiglie, il mondo della scuola e quello dell’università, mettendo a confronto le motivazioni di chi protesta e le ragioni del Governo.

Il cantiere delle riforme
Risposte concrete alle domande che tutti si pongono. E un corredo di analisi e opinioni per cogliere i differenti punti di vista che si confrontano su questi temi delicati. Seguendo questo doppio registro attraverso uno stile chiaro e concreto, il libro si apre con una panoramica sui provvedimenti al centro dell’attuale discussione: a partire dalla manovra d’estate (il decreto legge 112) e dal decreto Gelmini (convertito la scorsa settimana nella legge 169). A questo proposito, vengono precisati i vincoli di bilancio decisi dal Governo, il livello di operatività delle principali disposizioni e le misure necessarie per una loro piena attuazione.

Dai maestri alle fondazioni
Delineata la cornice, ecco i dettagli, analizzati lungo tre direttrici. La prima è quella delle scuole elementari e medie che, dopo aver assorbito il ritorno ai voti in decimi in tutte le materie e la stretta contro il bullismo, si preparano a gestire i cambiamenti, ancora più rilevanti, in arrivo per il prossimo anno scolastico. Si inizia dal ritorno del maestro unico nelle prime classi delle elementari (con la questione ancora aperta sul tempo prolungato). Per proseguire con le polemiche sulle classi di inserimento per gli alunni extracomunitari. E per finire con il riordino dell’istruzione superiore, particolarmente atteso per gli istituti tecnici, che dovrà essere completato in poche settimane in vista delle iscrizioni all’anno 2009-2010 e della determinazione dei nuovi organici. La seconda area tematica riguarda gli insegnanti, con l’analisi dei tempi di riduzione delle cattedre a tempo determinato (87mila) e dei meccanismi di reclutamento che dovranno essere definiti dopo il blocco delle scuole di specializzazione (Ssis). La terza direttrice, infine, è dedicata all’università. Riduzione dei fondi statali, blocco del turn over, assunzione dei ricercatori, squilibri nei bilanci degli atenei, riduzione dell’offerta formativa dopo la proliferazione dei corsi di laurea (oltre 5mila) e possibilità di trasformarsi in fondazioni di diritto privato: sono i temi che hanno fatto alzare il livello della tensione, e l’instant book li spiega passo dopo passo.

La guida ai testi e il glossario
Un capitolo è dedicato alla documentazione legislativa, con il testo dei due decreti spiegato articolo per articolo. Il glossario riepiloga, poi, tutte le novità attraverso le parole chiave, mentre la “bussola di internet” indica gli indirizzi indispensabili per seguire il dibattito.

Gli aggiornamenti online
Ai lettori dell’instant book viene data un’opportunità esclusiva. All’interno del libro, infatti, sarà pubblicato un codice che consentirà l’accesso per un mese a un’area riservata del sito web del Sole 24 Ore dove, giorno per giorno, saranno pubblicati gli aggiornamenti su questi temi. Il codice sarà valido anche per le banche dati del giornale

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fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2008/11/scuola-riforme-proteste-instant-book-presentazione.shtml?uuid=a429e63c-abf7-11dd-973e-972f29d64572&DocRulesView=Libero

Acqua, un italiano su tre paga bolletta irregolare (tradotto: paga per servizi che non ha)

Acqua, un italiano su tre paga bolletta irregolare

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di ANTONIO CIANCIULLO

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Un italiano su tre paga una bolletta che non dovrebbe pagare. Lo dice la Corte Costituzionale (sentenza numero 335 del 10 ottobre scorso) precisando che il canone di depurazione delle acque si deve versare solo in presenza di questo servizio. Ovvio? Mica tanto. Un italiano su tre – nonostante una direttiva europea approvata nel 2000 che entrerà in vigore nel 2015, cioè ieri in termini di realizzazione di impianti di questa portata – ha scarichi non collegati a un depuratore e li paga. Li paga perché le aziende hanno deciso di usare la politica dei due tempi: prima la tariffa, poi il depuratore. Una scelta ritenuta incostituzionale.

La denuncia viene dal Gruppo 183, un think tank sulla questione acqua, che denuncia il ritardo con cui viaggia l’Italia a causa di una lunga serie di rinvii che mette tutti in difficoltà. E’ un problema per il paese, che va incontro a sanzioni da un minimo di 22 mila a un massimo di 700 mila euro al giorno (la procedura di infrazione è già a uno stadio avanzato). E’ un problema per le aziende, che si trovano di fronte a seri problemi di liquidità. E’ un problema per milioni di cittadini che si trovano a pagare, e ad aver pagato per anni, somme non dovute.

Parliamo di cifre significative.
Gli investimenti necessari a costruire le infrastrutture mancanti vanno dai 30 euro per abitante l’anno previsti in Liguria agli 87 previsti a Pavia: una torta che complessivamente vale parecchie centinaia di milioni di euro. Fondi che si cercava di ottenere con una forma di prestito gratuito prelevandoli anticipatamente dalle bollette. Vediamo come.

Le bollette per la fornitura dei servizi idrici comprendono varie voci: fornitura, scarichi, depurazione. Per un totale che oscilla tra un euro e un euro e mezzo a metro cubo. Ma non sempre a tutte le voci corrispondono servizi. Ecco un elenco di città in cui la depurazione è assicurata al 100 per cento e quindi la bolletta è in regola: Bergamo, Bolzano, Cagliari, Campobasso, Caserta, Cosenza, Foggia, Lecco, Modena, Torino, Vercelli. Ma altre città viaggiano a scartamento ridotto: 34 per cento di depurazione a Palermo, 33 per cento a Catania, 29 per cento a Trieste, 38 per cento a Treviso.

Nei casi in cui il servizio non è coperto al cento per cento il cittadino può, dopo aver chiesto l’indice di depurazione al Comune che è tenuto a darlo, rivolgersi al giudice di pace per ottenere la restituzione della quota parte della bolletta relativa al servizio non prestato.
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6 novembre 2008

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fonte: http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/economia/prezzi-istat/bollette-acqua/bollette-acqua.html?rss

CORTE COSTITUZIONALE – 10 Ottobre 2008, sentenza n. 335

Per leggere la sentenza per esteso ciccare qui

ACQUA – Servizio idrico integrato – Tariffa – Quota relativa al servizio di depurazione – Natura – Corrispettivo di prestazioni contrattuali – Obbligo di pagamento in mancanza della controprestazione – Art. 14, c. 1 L. n. 36/94 – Art. 155, c. 1 d.lgs. n. 152/2006 – Illegittimità costituzionale. Nel sistema delineato dalla legge n. 36 del 1994 la tariffa del servizio idrico integrato, articolato in tutte le sue componenti – e, quindi, anche quella relativa al servizio di depurazione – ha natura di corrispettivo di prestazioni contrattuali e non di tributo. L’art. 14, c. 1, della citata L. n. 36, imponendo l’obbligo di pagamento della quota riferita al servizio di depurazione anche in mancanza della controprestazione, prescinde dalla natura di corrispettivo contrattuale e, pertanto, si pone ingiustificatamente in contrasto con la ratio del sistema della legge n. 36 del 1994, che è invece fondata sull’esistenza di un sinallagma che correla il pagamento della tariffa stessa alla fruizione del servizio per tutte le quote componenti la tariffa del servizio idrico integrato. Ne consegue l’illegittimità costituzionale del menzionato art. 14, c. 1 della L. n. 36/94 sia nel testo originario, sia nel testo modificato dall’art. 28 della legge n. 179 del 2002, nella parte in cui prevede che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione è dovuta dagli utenti «anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi». Va peraltro rilevato che la norma censurata è stata, con decorrenza dal 29 aprile 2006, abrogata dall’art. 175, comma 1, lettera u), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), e sostituito, con formulazione sostanzialmente analoga, dall’art. 155, comma 1, primo periodo, dello stesso decreto legislativo. Va pertanto dichiarata l’illegittimità costituzionale di quest’ultima norma, nella parte in cui prevede che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione è dovuta dagli utenti «anche nel caso in cui manchino impianti di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi». Pres. Flick, Red. Gallo – Giudizio di legittimità costituzionale promosso con ordinanze del Giudice di Pace di Gragnano – CORTE COSTITUZIONALE – 10 ottobre 2008, n. 335

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AmbienteDiritto.it

Legislazione Giurisprudenza

Per altre sentenze vedi: Sentenze per esteso


Lavoratrice part-time e incinta ruba le bistecche: “Non mangio carne da mesi”

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Ventitré anni, una gravidanza di cinque mesi e un contratto di lavoro part time, è stata sopresa con tre confezioni di carne e alcune di affettati. Totale: 67 euro

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di Emilio Randagio

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Milano – L’hanno sorpresa tra gli scaffali della Standa, in zona Barona. In maniera goffa, da un giubbotto sgualcito, spuntavano tre confezioni di carne e alcune di affettati. Gli addetti alla sicurezza del grande magazzino, com’è prassi, quando si sono resi conto che avevano a che fare con una ladra, l’hanno accompagnata in direzione e chiamato i carabinieri. E hanno atteso. Non è la cronaca dell’ennesimo fallito furto per mano di un balordo qualunque. L’autrice di quel colpo mancato è una ragazza di 23 anni incinta di cinque mesi, italiana, incensurata, con un lavoro part time.

Nell’attesa che la gazzella dei carabinieri arrivasse alla Standa, la sicurezza del grande magazzino ha fatto i conti: il bottino ammontava a 67 euro. Tre pacchetti di carne per lo spezzatino, alcune confezioni di affettati misti. Dopo essere stata prelevata dai carabinieri e portata in caserma per l’identificazione, davanti al maresciallo che le chiedeva le generalità e una spiegazione, la ragazza l’ha fornita con semplicità: «Era un mese che non mangiavo carne. Ne avevo davvero bisogno e non ho resistito alla tentazione». La paga part time, ha fatto capire, non le basta per tirare la fine del mese. Poi è scoppiata in un pianto a dirotto

Ora la ventitreenne è sotto inchiesta per furto e il fascicolo è finito sulla scrivania del pm Tiziana Siciliano. Per il furto scoperto in flagranza il codice prevede anche l’arresto, ma nel suo caso, sia per l’avanzato stato della gravidanza sia per il fatto di essere incensurata, il magistrato ha deciso di non adottare misure restrittive in attesa del processo.

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05 novembre 2008

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fonte: http://milano.repubblica.it/dettaglio/Incinta-ruba-le-bistecche-Non-mangio-carne-da-mesi/1540712

Genova, trans contro il giro di vite: calendario e omaggio a De André

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I dodici scatti, alla cui presentazione parteciperà anche don Andrea Gallo, mostrano i trans sull’uscio dei bassi dove ricevono i clienti. Le organizzatrici assicurano: “Non ci sono nudi”

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don Andrea Gallo (Ap / Lapresse)

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GENOVA, 6 novembre 2008  Dopo la protesta di piazza delle prostitute, che hanno sfilato qualche settimana fa per i vicoli della città vecchia, a Genova è la volta dei trans, che protestano contro l’ordinanza del Comune che vuole chiudere i bassi del Ghetto.

Una protesta in pompa magna, con un padrino d’eccezione, don Andrea Gallo (nella foto), che accompagnerà domani  alcune aderenti al comitato per i diritti dei transgender ‘Princesa’ nella presentazione alla stampa di un calendario di foto con trans genovesi in pose sexy e lo slogan ‘Si’, possiamo’,  che riprende il ‘’Yes we can’’ che tanta fortuna ha portato a Obama.


Nel calendario le trans sono fotografate sull’uscio dei locali al piano terra del centro di Genova, dove appunto ricevono i clienti. Niente di iper-trasgressivo, assicurano –  non ci sono nudi – e anzi vuole essere un omaggio a fabrizio De André, che ambientà la sua ‘Via del campo’ proprio in quei bassi e che con Ivano Fossati immortalo’ la vera ‘Princesa’ nella canzone ‘Anime salve’.

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fonte: http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2008/11/06/130770-genova_trans_contro_giro_vite.shtml

Camera: da febbraio i deputati voteranno usando le impronte digitali

pianisti

Il sistema informatico che sarà installato a Montecitorio dovrebbe stroncare il fenomeno dei «pianisti»

Dalla prossima settimana sara’ presente in aula un prototipo funzionante

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ROMA – Il presidente della Camera Gianfranco Fini e l’ufficio di presidenza di Montecitorio dichiarano guerra ai «pianisti»: dal prossimo febbraio, infatti, i deputati potranno votare solo mostrando le impronte (o meglio «le minuzie») di un dito della mano.

La decisione di installare questo sofisticatissimo sistema in grado di riconoscere 18 punti di un dito (chiamati tecnicamente ‘minuziè) era stata già presa nell’ufficio di presidenza del 3 luglio, ma nella riunione di oggi si è dato un «timing» alla messa in funzione dell’apparecchiatura che attualmente è in uso nei Parlamenti di Messico, Brasile e Albania. Il sistema computerizzato, che avrà un costo di circa 450mila euro, potrebbe entrare in funzione già da febbraio. Dalla prossima settimana si è stabilito che verrà testato in Aula un prototipo funzionante del meccanismo, ma poi, una volta installato nei banchi dei deputati, dovrà essere sperimentato per almeno sette sedute di seguito. E questo potrebbe avvenire presumibilmente a gennaio.

VITA DURA PER I PIANISTI – Sul sistema di votazione della Camera verrà installato, insomma, un apparecchio biometrico capace di «leggere» le «minuzie» di un dito della mano. Ma nessuna paura in caso di incidenti o ferite agli arti: l’apparecchio infatti è in grado di «schedare» informazioni di più dita della mano. I dettagli delle impronte, poi, saranno contenuti nel microchip della tessera parlamentare. Così facendo, si spiega sempre in ambienti della Camera, sarà impossibile votare al posto di un collega assente.

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06 novembre 2008

fonte: http://www.corriere.it/politica/08_novembre_06/camera_votazione_impronte_436a7ba4-ac15-11dd-9d45-00144f02aabc.shtml

Fini bacchetta la maggioranza “Finanziaria, anomala la fiducia”

Il presidente della Camera lancia un avvertimento al governo. Ieri il voto blindato in commissione, oggi le polemiche in aula

D’Alema: “Forzature e manifestazioni di prepotenza”
Berlusconi: “Abbiamo evitato l’assalto alla diligenza”

Fini bacchetta la maggioranza "Finanziaria, anomala la fiducia" Fini con Berlusconi e Schifani

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ROMA – Una “anomalia”. Gianfranco Fini, alla Camera, non ignora la protesta dell’opposizione per come la Finanziaria è approdata in aula. E avverte che se il governo metterà la fiducia “ci troveremo in presenza di una situazione non soltanto anomala ma anche politicamente deprecabile. Una situazione che toglie alla Camera il diritto dovere di emendare e di assumersi le proprie responsabilità, attraverso il formarsi di maggioranze su questo o quell’emendamento”.

Le parole di Fini fanno seguito alle dure proteste dell’opposizione per quanto accaduto stanotte in Commissione Bilancio, quando la maggioranza ha blindato il testo, evitando ogni tipo di voto. Una linea di condotta che Silvio Berlusconi fa sua: “C’è molta difficoltà a capire che l’assalto alla diligenza è finito. Non è una cosa così facile una innovazione di questo genere, perché taglia le gambe a molti, taglia le gambe a tutte le lobby. Qualche reazione era attesa”.

Ma Fini ha tenuto il punto, senza lasciare correre la precisazione del presidente del Consiglio. “Tra l’assalto alla diligenza e far discutere il provvedimento alla Camera – ha replicato – c’è una bella differenza”.

Dure, come detto, erano state stamane le reazioni dell’opposizione che dopo avere abbandonato i lavori della Commissione Bilancio è passata all’attacco: “Siamo ormai al governo che espropria il Parlamento, compresa la sua maggioranza. Così non si può andare avanti – denuncia il democratico Gianclaudio Bressa – In pratica siamo a un sostanziale commissariamento di governo e Parlamento da parte del ministro Tremonti”. E anche Massimo D’Alema, intervistato da Youdem Tv, giudica “non tollerabili le continue forzature e manifestazioni di prepotenza da parte del governo”, stigmatizzando un atteggiamento che “calpesta le regole fondamentali del rapporto tra governo e Parlamento”.

Lapidario il dipietrista Antonio Borghesi: “Questo governo e questa maggioranza hanno svuotato il parlamento delle sue prerogative”. Poi tocca al leghista Giancarlo Giorgetti che ammette che la commissione non ha esaminato tutti gli emendamenti, ma sottolinea che la vera “novità è che nessun emendamento è stato approvato, il testo arriva qui esattamente identico a quello presentato dal governo”. Insomma, giustifica il presidente della bilancio, “abbiamo deciso di sperimentare una nuova forma di esame dei documenti di bilancio” adottando “rigorosi criteri di ammissibilità” degli emendamenti. Questa serietà, continua Giorgetti “la chiediamo al governo che non può, a questo punto, chiudere questa vicenda chiedendo semplicemente il voto di fiducia”.

Una scelta che il ministro per i rapporti con il Parlamento, Elio Vito lega al comportamento “responsabile” dell’aula: “Se ci sarà non metteremo la fiducia”. Mentre il presidente del Senato Renato Schifani prende tempo: “Vediamo come vanno le cose. Mi sembra ancora prematuro fare valutazioni”.
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6 novembre 2008

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fonte: http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/economia/conti-pubblici-81/fini-fiducia/fini-fiducia.html?rss

Che vergogna, per Berlusconi Obama è bello e abbronzato

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Franceschini: «Chieda subito scusa»

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È bello, giovane e abbronzato». Di chi parla Berlusconi? Non di suo figlio, né dell’ultima star arruolata per Mediaset. Parla di Baraci Obama, il nuovo presidente degli Stati Uniti. E anche stavolta ci siamo fatti riconoscere. Il premier fa l’ennesima gaffe e come al solito finge di non rendersene conto. Dare dell’abbronzato a Obama? «È una carineria assoluta, un grande complimento». E quelli che non capiscono le battute, aggiunge, «vadano a…».

L’opposizione tenta di riparare all’irreparabile. «La migliore delle ipotesi è che Berlusconi non riesca più a controllarsi» dice Dario Franceschini, vicesegretario del Pd. Il premier «dimentica che le sue parole coinvolgono l’immagine del nostro Paese nel mondo. Dire che il presidente degli Stati Uniti è “giovane, bello e anche abbronzato” – sottolinea Franceschini – suonerà alle orecchie di tutto il mondo come una offesa carica di pericolose ambiguità. Chieda subito scusa e non coinvolga più l’Italia nelle sue affermazioni quantomeno di pessimo gusto».

Poco dopo interviene anche il segretario Veltroni, secondo il quale l’uscita di Berlusconi colpisce «gravemente l’immagine e la dignità del nostro Paese sulla scena internazionale e rischiano di provocare – aggiunge – una incrinatura nei rapporti di amicizia con quel Paese e quel popolo che ha dato al mondo un grande segnale di speranza e cambiamento. Un uomo di Stato – prosegue Veltroni – non può consentirsi, con battute da cabaret, questa mancanza di rispetto che caratterizza spesso i comportamenti pubblici del Presidente del Consiglio. Auspichiamo che al nuovo presidente americano vengano al più presto rivolte scuse ufficiali e che da parte di tante persone serie presenti all’interno del centro-destra italiano possano venire prese di distanza da questi intollerabili comportamenti».

Della stessa opinione anche l’Italia dei Valori. Il capogruppo alla Camera Massimo Donadi sostiene che «con le sue battute infelici e grevi Berlusconi scredita l’Italia sullo scenario internazionale. Mai un presidente del Consiglio era caduto così in basso, lasciandosi andare a battute d’avanspettacolo che tradiscono un razzismo strisciante».

Il problema è che, ora che “l’amico Bush” se n’è andato, a Berlusconi interessa mantenere buoni rapporti almeno con “l’amico Putin”: e così, da Mosca, in conferenza stampa con il presidente russo Medvedev, fa la sua battutaccia su Obama, che secondo lui è stato «presentato quasi come un messia e quindi carico di speranze che ci auguriamo veramente che non vadano deluse». Di certo, Berlusconi non ci delude mai, e riesce sempre a superarsi in peggio. Anche a Mosca ha spiegato che per avere buoni rapporti tra Russia e Italia, «anche gli spaghetti e la pizza possono aiutare».

«Il povero Gasparri – è l’opinione di Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo21 – è stato giustamente crocifisso per la sue battute su Obama, ma Berlusconi non ha voluto perdere l’occasione per riprendersi il primato. Le sue dichiarazioni sull’Obama “giovane bello e abbronzato” – ricorda Giulietti – espressione quanto mai infelice utilizzata qualche anno fa da Calderoli per insolentire la giornalista Rula Jebreal non solo non fanno neanche ridere, ma dal punto di vista delle gaffe istituzionali – conclude – forse sono alla pari col gesto delle corna che fece ridere il mondo intero sulle spalle dell’Italia».

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Pubblicato il: 06.11.08
Modificato il: 06.11.08 alle ore 18.34

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fonte: http://www.unita.it/view.asp?idContent=80648

Sclerosi laterale amiotrofica, rivoluzione nella diagnosi e cura: muscoli in primo piano

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ROMA (5 novembre) – Rivoluzione nella conoscenza della Sclerosi laterale amiotrofica (Sla): i muscoli diventano un elemento fondamentale. Questa malattia neurodegenerativa, che in Italia colpisce complessivamente circa 5.00 persone e in un periodo molto breve, compreso fra tre e cinque anni, vede l’atrofizzarsi completo proprio dei muscoli per mancanza di nutrimento.

Finora si pensava che la prima causa della Sla fosse un difetto dei neuroni che controllano il movimento (motoneuroni), ma lo studio italiano pubblicato sulla rivista Cell Metabolism indica invece che la malattia compare prima nei muscoli. «La ricerca – come spiega Antonio Musarò, coordinatore del progetto – ha infatti evidenziato un legame tra la progressiva atrofia dei muscoli e la successiva comparsa dei sintomi della malattia. Senza un’apparente degenerazione dei motoneuroni». Come a dire, a differenza di quanto creduto finora, anche i muscoli fanno la loro parte.

La ricerca dell’università La Sapienza, finanziata da Telethon (Italia) e dalla Mda-Muscular Dystrophy Association (Usa), ha puntato a dimostrare l’ipotesi che il muscolo scheletrico sia un bersaglio primario dell’effetto tossico della mutazione SOD1, un potente antiossidante che pulisce le cellule dai radicali liberi, a prescindere dalla degenerazione dei motoneuroni. «In altri termini – afferma Musarò – abbiamo sfatato un dogma della patologia, dimostrando che la Sla è una malattia multisistemica». Il dogma spiegherebbe anche gli scarsi risultati ottenuti con la terapia convenzionale, che agisce su un bersaglio parziale.

La ricerca, finanziata da Telethon e dall’Associazione statunitense per la lotta alla distrofia muscolare (Mda), è stata coordinata da Antonio Musarò, dell’università di Roma Sapienza. «Quello che risulta dal nostro lavoro – spiega Musarò – è un nuovo modo di vedere la malattia. Finora le conoscenze erano limitate ai motoneuroni, ma adesso è chiaro che il ruolo di queste cellule non è determinante. La sola modificazione delle caratteristiche dei motoneuroni non è di per sé indice della patologia».

La sperimentazione è stata condotta nei laboratori del dipartimento di Istologia ed embriologia medica, dove i ricercatori hanno generato un topo modificato, modello della malattia, nel quale gli effetti del gene mutato si producono solo nei confronti dei muscoli volontari. «Nella cavia – spiega l’esperto – si è osservata la progressiva atrofia dei muscoli e la successiva comparsa degli altri sintomi della malattia, senza una apparente degenerazione dei motoneuroni, contrariamente all’ipotesi dominante che li vuole bersaglio primario della Sla». Naturalmente questa scoperta va ad aprire nuovi scenari terapeutici. «La prospettiva – spiega Musarò – è quella di monitorare il quadro patologico del muscolo e agire a livello muscolare con trattamenti farmacologici, a base di cellule staminali o terapia genica». Questa scoperta porta a pensare che i frequenti traumi e le numerose lesioni muscolari a cui sono soggetti i calciatori, possano essere una causa della patologia. «È possibile, anche se non ancora provato scientificamente», conferma Musarò.

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fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=34116&sez=HOME_SCIENZA

Già previsti dal governo Prodi, arrivano ora gli sconti sulle bollette elettriche per le famiglie disagiate

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di Valentina Melis

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Sono pronte le modalità applicative del “bonus” sulle bollette elettriche per le famiglie disagiate previste alla fine del 2007 dal Governo Prodi (decreto interministeriale del 28 dicembre 2007). La delibera dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas che contiene le indicazioni operative è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale 258 del 4 novembre. Lo sconto sulle bollette per le famiglie disagiate dovrebbe garantire un risparmio di circa il 20% all’anno ai clienti domestici con un contatore di potenza limitata a tre kilowatt. Si stima che il beneficio coinvolga cique milioni di famiglie.

Il valore del ‘bonus’ sarà differenziato a seconda della numerosità del nucleo familiare. Gli importi dello sconto previsti per il 2008 sono: 60 euro all’anno per un nucleo familiare di 1-2 persone, 78 euro all’anno per 3-4 persone, 135 euro all’/anno per un numero di persone superiore a quattro.

Possono accedere al bonus sociale i nuclei familiari che abbiano un Isee inferiore o uguale a 7.500 euro. L’Isee è l’indicatore di situazione economica equivalente (Dlgs 109/98), che permette di misurare la condizione economica delle famiglie, tenendo conto del reddito, del patrimonio mobiliare-immobiliare e delle caratteristiche di numerosità. Al bonus ha diritto anche chi è costretto a usare apparecchiature elettromedicali essenziali per restare in vita. La compensazione riconosciuta in questo caso sarà, per il 2008, di 150 euro. Il sistema sarà pienamente operativo da gennaio 2009 e, per le richieste effettuate entro il 28 febbraio 2009, il godimento del “bonus” potrà essere retroattivo per tutto il 2008.

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I requisiti per presentare la domanda
Il decreto ministeriale che ha istituito il bonus
I documenti per presentare la domanda

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fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2008/11/sconti-bollette-elettriche-famiglie.shtml?uuid=dacaa914-ab67-11dd-94d7-f918f77732f6&DocRulesView=Libero

Gelmini, scuole di montagna: altra retromarcia

slogan scuola gelmini corteo studenti

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Altra marcia indietro del governo sulla scuola. La battaglia delle Regioni contro la Gelmini ha segnato un punto a favore alquanto importante. In un decreto che nulla centrava con la scuola (si parlava di riorganizzazione sanitaria) si prevedeva l’accorpamento delle scuole sotto i 50 studenti e il commissariamento delle Regioni che non avessero presentato entro novembre il piano di riorganizzazione.

Il governo ha presentato un nuovo testo dell’articolo 3 del decreto legge 154, in discussione al Senato. Il nuovo testo prevede l’accorpamento della dirigenza scolastica per l’anno 2009-2010; dimensionamento della rete scolastica a decorrere dall’anno 2010-2011 mediante un’intesa in sede di Conferenza Unificata; e di conseguenza viene eliminata l’ipotesi del commissariamento delle regioni.

Il nuovo testo è il risultato della riunione che si è tenuta questa mattina al ministero per i Rapporti con le Regioni tra i ministri Raffaele Fitto e dell’istruzione Mariastella Gelmini, i sottosegretari all’Economia Luigi Casero e Giuseppe Vegas, l’ufficio di presidenza delle Regioni guidato dal Presidente Vasco Errani, i presidenti di Upi, Fabio Melilli e Anci, Leonardo Domenici. «Il percorso individuato stamattina grazie alla disponibilità del ministro Gelmini e dei sottosegretari all’Economia – ha dichiarato il ministro Fitto – consente al tempo stesso di confermare e garantire il raggiungimento degli obiettivi di bilancio stabiliti in Finanziaria, di perseguire la definizione dei piani di dimensionamento delle istituzioni scolastiche, ma anche di recepire le istanze di Regioni e Autonomie Locali. Si tratta quindi di una soluzione positiva che, siamo certi, possa segnare una convinta ripresa del percorso di dialogo all’interno della Conferenza Unificata».

Per il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, «prendo atto che l’iniziativa delle Regioni e degli enti locali e le forti preoccupazioni espresse da tutto il mondo della scuola hanno finalmente raggiunto un primo risultato importante: con l’emendamento presentato al Senato si sancisce che non ci saranno chiusure di scuole per il prossimo anno scolastico 2009-2010. In secondo luogo è rimosso il tema del commissariamento delle Regioni, legato alla questione del dimensionamento scolastico, così come era stato proposto dal decreto legge 154, in modo unilaterale e senza alcuna intesa preventiva. Ora – ha proseguito Errani – è necessario aprire urgentemente un tavolo fra governo, regioni ed enti locali per discutere concretamente e senza forzature unilaterali della riorganizzazione dei servizi scolastici, fermo restando il carattere irrinunciabile del diritto al studio. Rispetto alla Finanziaria 2009, per le Regioni i conti non tornano. In ogni caso – ha concluso Errani – nella Conferenza delle Regioni valuteremo con la massima attenzione la novità di oggi e assumeremo tutte le decisioni conseguenti».

05/11/08

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fonte: http://www.unita.it/view.asp?idContent=80626