Archivio | novembre 9, 2008

Obama non perde tempo e attacca: «Duecento ordini di Bush da annullare»

Barack ordina allo staff: bocche cucite con la stampa estera

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Barack Obama (foto Charles Dharapak - Ap) WASHINGTON (9 novembre) – Barack Obama ha già pronta una lista di circa 200 provvedimenti e ordini esecutivi dell’amministrazione di George W. Bush da annullare o da modificare non appena il presidente eletto si insedierà alla Casa Bianca il 20 gennaio. Lo scrive la “Washington Post”, che cita congressisti democratici, fonti della campagna di Obama ed esperti del team di transizione, secondo cui nel mirino ci sarebbero in particolare le normative sul finanziamento alla ricerca sulle cellule staminali, sul cambiamento climatico e su altre questioni sociali come l’aborto.

Schwarzenegger. Intanto il governatore repubblicano della California, Arnold Schwarzenegger, offre la propria totale collaborazione a Obama, sostenendo che le sfide del momento richiedono «che democratici e repubblicani lavorino insieme». La campagna elettorale è finita, «la retorica va messa da parte e sono al 100 per cento pronto a lavorare con lui», ha detto in un’intervista alla Cnn il governatore della California. Schwarzenegger ha sottolineato che il suo appoggio alla campagna di John McCain non limita la sua disponibilità a lavorare ora con Obama. Ma il governatore ha negato di essere pronto ad accettare una qualche posizione nella futura amministrazione: «Devo finire il mio lavoro in California», ha detto. «Adesso dobbiamo tutti lavorare – ha affermato  Schwarzenegger – per aiutare il presidente eletto ad avere successo» soprattutto sulle scelte economiche per il paese.

«Duecento ordini di Bush da annullare». «Il genere di provvedimenti ai quali stanno guardando sono quelli imposti da Bush per ragioni «apertamente politiche», ha spiegato Dan Mendelson, che si è occupato di sanità nell’Ufficio gestione e bilancio dell’amministrazione Clinton. Secondo il quotidiano, la lista già messa a punto potrebbe ulteriormente allungarsi nei prossimi giorni, se il presidente uscente decidesse di far passare provvedimenti dell’ultim’ora in un sussulto finale prima di lasciare la Casa Bianca.

«Ogni decisione sarà presa con i leader del Congresso». La portavoce del team di transizione precisa che in realtà non è stato finalizzato alcun piano per modificare leggi e regolamenti esistenti. «Prima di prendere qualsiasi decisione su potenziali azioni legislative ed esecutive – chiarisce Stephanie Cutter – Obama parlerà con i leader del Congresso di entrambi gli schieramenti, così come con i gruppi interessati. Ogni decisione dovrà essere discussa con gli esponenti del governo che saranno scelti, nessuno dei quali è stato ancora selezionato».

Avviate le consultazioni. Intanto, però, il team di transizione composto da una quarantina di consiglieri ha già avviato consultazioni con i gruppi di attivisti liberal, con gli staff di Capitol Hill e con i capi delle potenziali agenzie governative che saranno coinvolte nella “revisione” per fissare le priorità: la corsia preferenziale sarà imboccata per quei provvedimenti che vengono ritenuti particolarmente onerosi o ideologicamente “offensivi”, spiega uno degli esperti che ci sta lavorando.

Aborto e cellule staminali embrionali.
Tra questi, ci dovrebbe essere la norma che ha messo un limite al finanziamento federale della ricerca sulle cellule staminali embrionali – limite che è molto caro al Vaticano – e ancora quella legge che vieta ai gruppi internazionali di pianificazione famigliare che ricevono finanziamenti americani di offrire consigli e informazioni alle donne sull’aborto anche nei Paesi nei quali è legale. «Ci aspettiamo di vedere un reale cambiamento su questo» auspica Cecile Richards, presidente della “Planned Parenthood Federation of America”.

L’ambiente.
Ancora, nelle intenzioni di Obama ci dovrebbe essere anche quella di annullare la decisione dell’amministrazione Bush di negare alla California del governatore repubblicano Arnold Schwarzenegger l’autorità di regolare le emissioni di biossido di carbonio delle automobili. Sempre in tema ambientale, il presidente eletto dovrebbe accogliere il consiglio contenuto nel libro “Change for America” che sarà pubblicato la settimana prossima dal Center for american progress – il “think tank” liberal creato da John Podesta, una delle tre personalità scelte da Obama per guidare il suo team di transizione – di dare vita a un “National energy council” per coordinare tutte le politiche sulla lotta ai cambiamenti climatici.

«Ci vorrà tempo per uscire dal pasticcio di questi otto anni». La lista, quindi, è pronta, ma il presidente eletto e la sua squadra sono consapevoli di dover trovare un equilibrio tra la necessità di rivoltare la politica dell’amministrazione Bush e quella di fissare il proprio percorso. «Ci sono voluti otto anni per finire in questo pasticcio – commenta Winnie Stachelberg, vice presidente del Centro – e ci vorrà molto tempo per uscirne. La prossima amministrazione ha bisogno di guardare avanti: il team di transizione e l’amministrazione entrante lo faranno alla grande».

Barack al suo staff: bocche cucite con la stampa estera. Bocche cucite con giornalisti della stampa estera, diplomatici o esponenti di governi stranieri: è la direttiva che circola nello staff di politica estera del presidente eletto Barack Obama, per cercare di evitare gaffe o piccole crisi internazionali nella fase della transizione dei poteri.«Non possiamo enfatizzare abbastanza l’importanza di questa richiesta», hanno scritto in un’e-mail allo staff Tony Lake e Susan Rice, i principali consiglieri di politica estera di Obama. «Sarebbe gravemente dannoso per governi stranieri o per i media – afferma il messaggio, che era destinato ad essere riservato, ma è finito in mano a giornalisti americani – ricevere informazioni che vengano ritenute, falsamente, rappresentative delle vedute del presidente eletto». Per questo a ogni membro dello staff viene raccomandato che, se contattato da ambasciatori stranieri o giornalisti di altri Paesi, ne informino subito i responsabili della politica estera di Obama e non rispondano a domande.

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fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=34339&sez=HOME_NELMONDO

L’Age-m-da 2009 ha la m di migranti

Agemda 2009

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di Alessia Grossi

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«1 gennaio 1948: entra in vigore la nostra Costituzione. “Lavoro”, “solidarietà”, “eguaglianza” sono i valori fondamentali ai quali è affidato il compito della convivenza politica in una società più giusta. Memore delle gravi limitazioni alla libertà di emigrare introdotte dal regime fascista, l’art.35, terzo comma della Costituzione stabilisce che la Repubblica riconosce la libertà di emigrazione».

«30 dicembre 1986: viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la legge n. 943. Si tratta della prima normativa sull’attività lavorativa degli stranieri in Italia». Inizia e finisce con questi due promemoria l’Agemda 2009, agenda dei diritti di Magistratura Democratica e Arci che quest’anno ha come tema l’immigrazione e che apre anche un’altra agenda, quella della Maratona Arci dei diritti dal 9 novembre al 10 dicembre.

Tra gennaio a dicembre l’immigrazione riempie l’Agemda di eventi, date storiche, appuntamenti, racconti d’autore, vignette, dossier d’approfondimenti con contributi di scrittori come Andrea Camilleri, Edoardo Affinati, Kossi Komla-Ebri, Tahar Lamri, Ingy Mubiayi Kakese. L’ironia delle vignette sulle situazioni che spesso i migranti si trovano ad affrontare è affidata invece alla matita di Altan, Vauro, Chiappori e Staino. Del vignettista de l’Unità è anche la copertina dell’ Agemda: «Perché vi mettete in mare se sapete che forse morite?», domanda Ilaria, la figlia di Bobo, ad un migrante che le risponde secco: «…Per il forse».

Dodici mesi in compagnia di tutto questo «per rendere quotidiano il confronto con un tema purtroppo così attuale e spinoso per la democrazia del nostro paese» spiega Rita Sanlorenzo, segretaria nazionale di Magistratura Democratica. «C’è un palese distacco, infatti – continua Sanlorenzo – dalla situazione dei migranti in Italia, a partire dalle battute di spirito. L’Agemda, invece, riporta alla quotidianità dell’immigrazione e spinge continuamente al confronto, soprattutto se si leggono le segnalazioni a piè di pagina e i racconti di vita vissuta».

L’Agemda è anche un modo per segnare un’altra agenda, quella politica – «che si contrapponga a quella del Governo che va nella direzione opposta», chiarisce Paolo Beni, presidente Arci. «Così l’agenda “migranti” diventa anche uno dei tanti strumenti culturali necessari a far uscire i cittadini dal binomio marginalità e conflitto e per ridare senso all’idea della comunità». Il percorso è lungo e pieno di eventi tutti organizzati in vista del 10 dicembre per ricordare l’appuntamento più importante dell’Agemda 1948: l’approvazione della Dichiarazione dei Diritti Umani da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

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Pubblicato il: 07.11.08
Modificato il: 07.11.08 alle ore 15.45

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fonte: http://www.unita.it/view.asp?idContent=80666


Carla Bruni dopo la gaffe del Cavaliere: “Felice di non essere più italiana”

La moglie di Sarkozy commenta duramente le parole di Berlusconi su Obama
“Siamo tutti pieni di speranza e di attesa, e sentire lui parlare a qual modo…”

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ROMA – “Mi fa uno strano effetto ascoltare Silvio Berlusconi prendere alla leggera” l’elezione di Barack Obama alla Casa Bianca e “scherzare” sul fatto che il presidente eletto Usa è “sempre abbronzato: lo ha detto in un’intervista al Journal du Dimanche la ‘first lady’ francese Carla Bruni, precisando “a volte di essere felice” per il fatto di aver acquisito la nazionalità francese.

“Credo che adesso siamo tutti pieni di speranza, di attesa. Per contrasto, quando sento Silvio Berlusconi prendere l’evento alla leggera, e scherzare sul fatto che obama è ‘sempre abbronzato’, mi stranisce. Si farà pure dell’umorismo… Ma certe volte sono molto felice di essere diventata francese!”.

Nel sottolineare il proprio impegno a favore dell’uguaglianza e il suo sostegno in passato a Sos-Racime, nell’intervista l’ex top model rileva che ora, dato il suo nuovo ruolo di ‘first lady’, non firma più petizioni di questo tipo. “Se fossi solo la ‘cantante’ Carla Bruni, firmerei senza problemi il manifesto per l’uguaglianza in Francia, ma mi chiamo Bruni-Sarkozy” e pertanto ora “il mio nome mi appartiene meno”, aggiunge Carla Bruni.

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9 novembre 2008

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fonte: http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/esteri/italia-obama/bruni-abbronzato/bruni-abbronzato.html?rss

Di Pietro contro il lodo Alfano: “Siamo già a un milione di firme”

Di Pietro contro il lodo Alfano "Siamo già a un milione di firme"

Il leader dell’Idv in Sicilia per la raccolta a sostegno del referendum abrogativo

“I cittadini esprimono un giudizio su una legge incostituzionale e immorale”

Presto anche una sottoscrizione contro la legge Gelmini
“Le riforme sul futuro dei giovani si fanno con la condivisione”

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ROMA – Un milione di firme. Tante le adesioni, fino ad oggi, a sostegno del referendum abrogativo sul lodo Alfano – la norma che prevede l’immunità per le quattro più alte cariche dello Stato – promosso da Antonio Di Pietro. Ad annunciarlo è lo stesso leader dell’Italia dei valori che oggi ha fatto tappa a Palermo, accompagnato dal coordinatore dl suo partito, Leoluca Orlando, e da altri parlamentari. “In Sicilia – ha detto Di Pietro – la raccolta di firme si è già risolta il primo giorno, acquisendone cinquecentomila, e a oggi superiamo il milione”.

La tappa siciliana dell’iniziativa è stata l’occasione per il leader dell’Idv, per ribadire come il suo partito si sia impegnato nella raccolta di firme “non solo per fermare una legge che riteniamo incostituzionale e anche immorale, ma soprattutto – ha sottolineato – per informare i cittadini che, quando a una democrazia togli la rappresentanza del parlamento, l’informazione e il ‘controllore’ attraverso la giustizia, togli le basi dello Stato di diritto”.

E al ministro della Giustizia Di Pietro chiede coerenza: “Non può fare come Penelope, che a un certo momento della giornata tesse e poi sfila. Non può fare una norma per rafforzare il 41 bis e poi fare il Lodo Alfano, il Lodo Consolo e le norme sulla riduzione delle intercettazioni telefoniche”. L’Italia dei valori, ha aggiunto, “si troverà sempre d’accordo ogni volta che vengogno prese misure contro la mafia. Ma ad Alfano chiediamo coerenza su tutti i temi: non si può fare una legge di bandiera e su tutto il resto mettere la ‘monnezza’ sotto il tappeto”.

Il leader dell’Italia dei valori ha espresso soddisfazione per il riscontro ottenuto dall’iniziativa, intorno alla quale “è nato un movimento di opinione, formazione e informazione, attraverso il quale i cittadini stanno dando un giudizio di valore sul modello di governo”.

Ieri l’iniziativa ha fatto tappa a Torino, dove finora sono state raccolte ottomila firme, 22mila in tutta la provincia. “E l’Italia dei valori si prepara a raddoppiare – ha detto Di Pietro – aderendo alla raccolta di firme contro la legge Gelmini: le riforme che riguardano il futuro dei giovani si fanno con la condivisione, non con colpi di mano”.

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9 novembre 2008

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fonte: http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/politica/antonio-di-pietro/antonio-di-pietro/antonio-di-pietro.html?rss

Orrore in una “clinica” nigeriana: Scoperta la “fabbrica dei bambini”

In una clinica per maternità ragazze schiave e violentate
costrette a portare avanti la gravidanza e cedere il nenonato

Orrore in una "clinica" nigeriana Scoperta la "fabbrica dei bambini" Bambini schiavi in Nigeria

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ENUGU (Nigeria) – Nati per essere venduti. In Nigeria è stata scoperta una “fabbrica di bambini”. Per tutti era una clinica per maternità, in realtà quello che si faceva all’interno, soprattutto di notte, era organizzare un traffico di neonati strappati al madri costrette con la forza alla gravidanza e messi sul mercato.

Questo ha scoperto la polizia quando ha fatto irruzione nell’edificio di due piani di Enugu, nell’est del Paese. Quando gli agenti sono entrati hanno liberato una ventina di donne. Stando alla ricostruzione fornita dalle organizzazioni umanitarie di quella che è stata definita la più vasta operazione di polizia contro una rete di trafficanti di bambini, il medico responsabile della clinica di attirava giovani donne che portavano avanti gravidanze non volute, proponendo loro di aiutarle ad abortire.

Le adolescenti venivano invece rinchiuse fino al giorno del parto, quindi costrette a separarsi dal proprio bambino in cambio di circa 20 mila naira (135 euro).
I bambini veniva poi venduti, generalmente a nigeriani, per una cifra che oscilla tra i 300 e i 450 mila Naira (2.000-3.000 euro).

“Appena entrata, mi hanno fatto un’iniezione e sono svenuta – ha raccontato alla France Presse una delle donne liberate – quando ho ripreso conoscenza, mi sono resa conto che era stata violentata”. La ragazza, 18 anni, è stata quindi rinchiusa con le altre donne. Il medico l’ha violentata di nuovo il giorno dopo, una settimana prima dell’intervento della polizia. Secondo la polizia, il medico “invitava” anche altri uomini “per ingravidare le ragazze”.

Secondo le organizzazioni locali che si battono contro il traffico di essere umani, le fabbriche di bambini non sono rare in Nigeria, il paese che conta il più alto numero di abitanti del continente africano, 140 milioni. E anche se non esistono dati precisi sul numero di neonati destinati ogni anno alla vendita, gli attivisti sostengono che si tratta di un’attività molto diffusa, gestita da organizzazioni molto strutturate. “Pensiamo siano più grandi di quanto sappiamo”, dice Ijeoma Okoronkwo, direttore regionale dell’agenzia nazionale per il bando del traffico di esseri umani. Secondo l’Unicef, sono almeno dieci i bambini che vengono venduti ogni giorno in Nigeria per usarli come manodopera, per farli prostituire o semplicemente per la cultura della sterilità come maledizione che ancora permea molti strati della popolazione del Paese.

Le strutture simili alla clinica di Enugu scoperte finora nel paese sono almeno una decina. “Tutto questo esiste da tempo, ma noi ne siamo al corrente solo dal dicembre 2006, quando un’ong ha lanciato l’allarme e ci ha segnalato che i bambini venivano venduti e che vi erano coinvolti gli ospedali”, ha aggiunto.

In alcuni casi, giovani donne molto povere ricorrono di propria volontà a questa pratica per avere denaro. Nella clinica di Enugu, “abbiamo trovato quattro donne che erano lì da tre anni, per fare figli”, ha detto il responsabile locale per la sicurezza, Desmond Agu.

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9 novembre 2008

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fonte: http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/esteri/nigeria-fabbrica-bambini/nigeria-fabbrica-bambini/nigeria-fabbrica-bambini.html?rss


Svastiche sull’auto: squadristi contro il giornalista Santo Della Volpe del Tg3 / Squadrismo e giornalismo, l’opinione di Della Volpe

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Ancora un’azione squadrista contro il tg3: a farne le spese è stato il giornalista Santo Della Volpe. Tornando da un viaggio ha ritrovato la sua auto, parcheggiata sotto casa, coperta da scritte di vernice bianca, “falli” disegnati sulla carrozzeria, sul parabrezza, sul parafanghi, sui  vetri. Poi strisce di vernice bianca tutto intorno all`auto e scritte sul paraurti posteriore. Ma soprattutto tra un’ingiuria e un disegno osceno c`è una croce celtica con in alto a sinistra la lettera “T” e in basso a destra la lettera “S”. Cioé la firma di un noto gruppo neofascista della zona Trieste-Salario.

Secondo Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo21, gli «inquirenti stanno svolgendo le indagini ma siamo in presenza di un nuovo allarmante episodio di intimidazione squadristica nei confronti di un giornalista e di una testata che non intendono piegarsi al triste spirito dei tempi». L`episodio denunciato da Santo Della Volpe fa infatti seguito all`assalto della Redazione di «Chi l`ha visto?» e alle minacce rivolte al direttore di Repubblica Ezio Mauro. «Gli squadristi, continuano nelle loro provocazioni – dice Giulietti – Evidentemente si sentono ben protetti. Forse è giunto il momento di promuovere una risposta forte ed unitaria e che veda protagoniste tutte le associazioni del settore dell`informazione». Per queste ragioni l`associazione ha deciso di dare la propria adesione all’iniziativa “per la libertà e la dignità della comunicazione”, promossa a Roma per il 10 dicembre dalla Tavola della Pace.

Solidarietà a Santo Della Volpe arriva anche da Carlo Verna, segretario dell’Usigrai, secondo il quale l’episodio «s’inserisce in un contesto d’intimidazioni ripetute, che respingiamo. Un clima inaccettabile, intorno alle redazioni, in particolare a quelle del servizio pubblico. Alla solidarietà a Della Volpe va aggiunta una ferma richiesta a chi indaga e al ministro degli Interni – conclude Verna – di non sottovalutare certi accadimenti dell’ultima settimana».

Il Presidente del Senato, Renato Schifani, ha espresso la sua «sincera solidarietà» al giornalista del Tg 3 Santo Della Volpe, oggetto di intimidazioni estremiste. «Ogni sintomo di intolleranza – ha sottolineato il Presidente Schifani – deve essere condannato duramente». «La tutela delle nostre regole democratiche – conclude il Presidente del Senato – deve sempre essere ribadita con fermezza».

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Pubblicato il: 09.11.08
Modificato il: 09.11.08 alle ore 16.51

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fonte: http://www.unita.it/view.asp?idContent=80716

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Squadrismo e giornalismo

Squadrismo e giornalismo

di Santo Della Volpe

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Succede che arrivi da un viaggio in giro per il mondo, stanco e con le valigie perse, ovviamente, all’aeroporto. Vai a dormire  a notte fonda ed il mattino cerchi l’automobile,parcheggiata sotto casa da alcuni giorni, ma, perfettamente,nelle strisce giuste  ed anche con lo specchietto retrovisore  esterno chiuso. E scopri,proprio quel mattino, che l’automobile è coperta da scritte di vernice bianca, bomboletta spray: ‘falli’ disegnati sulla carrozzeria, sul parabrezza , sul parafanghi, sui  vetri. Poi strisce di vernice bianca tutto intorno all’auto,scritte  sul paraurti posteriore. Facile imprecare subito e tentare di capire se si possono togliere con uno straccio: inutile. Poi scopri che lì, tra un‘ingiuria ed un “cazzo” (scusate la parolaccia) c’è una bella croce celtica con in alto a sinistra la lettera ‘T’ e in basso a destra la lettera ‘S’. Non so se per la rabbia o lo stupore, si gela  il sangue: hanno anche lasciato la firma, sono quelli del gruppo fascista Trieste-Salario. Hanno riempito di scritte l’intero quartiere.  Allora i pensieri girano a mille: perché lungo la via dove l’auto è posteggiata, ci sono decine e decine di altre auto. Tutte a posto,linde o sporche di polvere raggrumata, ma niente vernice.: ed allora significa che hanno scelto proprio la mia vecchia auto, l’hanno presa di mira quando ,dopo alcuni giorni di parcheggio, erano sicuri che io fossi fuori città, forse sanno dove abito (è probabile… nel quartiere non ci nascondiamo di certo,mia moglie, mio figlio ed io…) e sicuramente sanno che quella era la mia  auto. Quelli non vanno a caso.

Non è bello sentirsi nel mirino, anche se da parte di una banda di stupidi vigliacchi. Mille pensieri: forse mio figlio ha litigato con qualcuno di loro? Negativo, studia all’estero da più di un mese,poi non usa la mia vecchia macchina da un anno almeno, ha la moto. Lo chiamo,cade dalle nuvole e si arrabbia più di me. Lasciamo perdere. Metto l’auto vicino al portone, poi corro in RAI, devo fare delle visite mediche ed analisi: infatti la pressione schizza in alto. Per calmarmi vado ad un appuntamento di lavoro: ma il pensiero corre sempre lì, a quelle scritte, allora decido di cancellarle, con rabbia, con disgusto. Mi armo di solvente e straccio. Ma poi, di fronte a quella croce celtica, mi fermo. Mi vien voglia di salire sulla macchina ed andare alla loro sede, tanto tutti sanno dov’è…

Poi prevale la razionalità. Il mattino dopo  chiamo il 113: efficienti, devo dire. Nel giro di un’ora arriva prima la volante di zona, poi  i dirigenti del vicino Commissariato,molto gentili,poi la Polizia Scientifica che fa foto e rilievi: non faccia niente, non dica niente ,dicono,sino ad una nostra telefonata,partono le indagini. Ed io cancello le scritte con rabbia, con furore, a costo di togliere anche la vernice dell’auto. Ed aspetto di capire chi e perché ha preso di mira  la mia persona, il mio lavoro da giornalista.L’auto era parcheggiata bene. Allora c’entra il fatto che sono giornalista al TG3. Cosa  avrà dato fastidio del mio lavoro? Tutto e niente: forse avevano bisogno di aprire una campagna intimidatoria contro la stampa ed i giornalisti,dopo sono  arrivate le cinghiate e le bastonate in piazza contro gli studenti, poi la gravissima incursione in Rai contro  Federica Sciarelli. Ma non posso che notare i muri del mio quartiere piene di scritte, quelle scritte con quella croce celtica,sempre più numerose e  sempre più ingiuriose ed avvilenti. Una pressione inutile e delirante. Grazie alla Polizia di Stato per le indagini;ma chi sono questi sciagurati? Chi li istiga alla violenza,per ora fortunatamente solo verbale e nascosta dietro le bombolette spray?

Io non sfido nessuno, ma nessuno creda di far cambiare di una virgola il mio lavoro, di recedere di un millimetro di fronte ai miei doveri  (e diritti) di giornalista.

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fonte: http://www.articolo21.info/7645/notizia/squadrismo-e-giornalismo.html

A Santo Della Volpe va tutta la nostra solidarietà

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Alitalia, 14 giorni di sciopero Matteoli: “Non ci faremo intimidire”

L’iniziativa di Anpac, Unione piloti, Anpav, Avia, Sdl. Una nota durissima contro Cai, governo e confederali

"Non ci faremo intimidire"

Astensioni dal lavoro programmate entro maggio, dopo quella del 25 novembre
“Stravolti e disattesi i contratti sottoscritti a settembre”

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ROMA – Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia, SDL preannunciano che, a partire dallo sciopero del 25 novembre prossimo, sono già state individuate 14 date che “verranno interessate da ulteriori azioni di sciopero che verranno opportunamente proclamate nel rispetto della normative vigente”: 6 dicembre 2008; 7-16-27 gennaio 2009; 9-20 febbraio 2009; 3-16-27 marzo 2009; 7-20 aprile 2009; 4-15-26 maggio 2009. “Il governo non si farà intimidire”, è la replica immediata del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli.

Le organizzazioni sindacali denunciano nella nota “la gravissima situazione che si è venuta a creare con il perpetuarsi dell’atteggiamento di rigida chiusura adottato dalla Cai, fortemente sostenuta dal governo”. “Cai – si legge ancora – con la complicità di Cgil, Cisl, Uil e Ugl ha stravolto e disatteso i Contratti Collettivi di Lavoro già concordati e sottoscritti nel mese di settembre a Palazzo Chigi da tutte le sigle sindacali e dal governo”.

La firma del “Lodo Letta” dello scorso 31 ottobre scorso da parte di Cgil, Cisl, Uil e Ugl rappresenta per le associazioni di piloti e assistenti di volo “il punto più basso mai raggiunto sia in termini di rispetto della democrazia e della rappresentanza, sia rispetto al ruolo primario del sindacato che così riconosce implicitamente la propria incapacità di tutelare i lavoratori, consegnando all’insindacabile giudizio di una terza parte governativa l’avallo allo stravolgimento di Contratti Collettivi di Lavoro già sottoscritti”.

Le organizzazioni di categoria denunciano l’adozione di “criteri di assunzione iniqui, socialmente inaccettabili e non rispettosi delle anzianità aziendali maturate dai lavoratori”. “Inoltre – si legge nella nota – il rifiuto posto dalla Cai ad utilizzare il part-time nelle assunzioni, senza oneri aggiuntivi per l’azienda, e l’inscindibilità dell’offerta fatta al Commissario che di fatto esclude offerte già pervenute per Volare e per Alitalia Express ma senza fornire le medesime garanzie occupazionali per i lavoratori coinvolti, ingigantisce il numero delle eccedenze di personale generando ulteriori quanto evitabili disastri sociali oltre che costi aggiuntivi a carico della collettività. Il tutto mentre Cai beneficerà di enormi vantaggi in materia di decontribuzione previdenziale e defiscalizzazione”.

L’operazione Cai, secondo le associazioni sindacali “genererà paradossalmente un costo per i contribuenti superiore a quello della vecchia Alitalia indebitata ed inefficiente. Per questi motivi, Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia, Sdl Intercategoriale, costantemente riunite in una unità di crisi e consapevoli della convergenza che si sta generando e concretizzando con altre categorie sociali oggi in situazioni di grave conflitto nel Paese, annunciano che le iniziative già dichiarate nei giorni scorsi si inaspriranno ulteriormente”.

La replica di Matteoli. Quella dei sindacati autonomi di Alitalia assomiglia ad una dichiarazione di guerra. Siamo davvero sconcertati di fronte a tali annunci ma è evidente che il governo non si lascerà intimidire e assumerà al momento opportuno tutte le iniziative e i provvedimenti necessari per non danneggiare i viaggiatori”. Lo dice il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli.

“Non possiamo consentire in alcun modo – aggiunge il ministro – che qualcuno possa avere ed esercitare una sorta di diritto di veto contro un’impresa che vuole investire salvando più di 12.500 posti di lavoro, che ha un valido piano industriale per rilanciare una compagnia, la quale diversamente sarebbe già fallita con tutte le conseguenze drammatiche del caso”.

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9 novembre 2008

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fonte: http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/economia/alitalia-34/alitalia-34/alitalia-34.html?rss