Università, sindacati al ministero. Gli studenti preparano il corteo / Il 13 il Web lancia il netstrike

Cgil, Cisl e Uil all’incontro convocato dal titolare dell’Istruzione
Il decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Venerdì manifestazione a Roma

Università, sindacati al ministero gli studenti preparano il corteo

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ROMA – Il decreto legge sulla riforma della scuola è stato pubblicato oggi sulla Gazzetta Ufficiale, il mondo dell’università e della ricerca (e anche quello dei Conservatori e delle Accademie di Belle arti) si prepara a scendere in piazza a Roma venerdì 14 e intanto Maria Stella Gelmini incontra i sindacati. Un colloquio iniziato poco dopo le 16, all’indomani di una nota nella quale lo stesso ministro si diceva “disponibile al confronto con chi vuole riformare e non difendere a tutti i costi lo status quo”. Negli atenei gli studenti si organizzano per il corteo di venerdì. Intanto l’Aula del Senato ha votato a favore (due soli astenuti) dell’emendamento che riscrive l’articolo 3 del decreto sulla spesa sanitaria e degli enti locali, e che elimina ogni taglio delle scuole per il 2008, rinviando la questione a un accordo da ricercare in sede di Conferenza unificata entro il 15 giugno del 2009.

Le richieste dei sindacati. Fondi per i rinnovi contrattuali del personale tecnico-amministrativo e per il settore Afam e apertura di un tavolo di confronto sull’università. Antonio Marsiglia, segretario della Cisl-Università, aveva anticipato ieri i punti da sottoporre alla Gelmini nell’incontro di oggi. Temi che tuttavia, com’è noto, rientrano nelle competenze del ministro del Tesoro. Fra l’altro, aggiunge Marsiglia, “la situazione è stata aggravata dal decreto varato giovedì scorso in Consiglio dei ministri, che ha diviso in due le università, tracciando una linea fra quelle virtuose e quelle non”. Quest’anno sette università saranno escluse dai concorsi, ma per effetto del progressivo taglio dei fondi rischiano di essere almeno venti l’anno prossimo e quaranta nel 2010.

Assemblee, cortei, richieste a Trenitalia. Si è conclusa poco dopo le 15 davanti alla stazione Porta Garibaldi la manifestazione dei circa duecento studenti che stamattina si sono radunati in Stazione Centrale da dove sono partiti in corteo attraversando il centro di Milano fino a Porta Garibaldi, a ritmo di slogan contro la legge 133, accolti da un massiccio dispiegamento di forze dell’ordine. A Torino un corteo si è mosso nel pomeriggio da Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche, verso la stazione Porta Nuova. La scelta delle stazioni, sia a Milano che a Torino, è dovuta al fatto che gli studenti chiedono a Trenitalia un biglietto ferroviario dal costo “equo” che permetta loro di raggiungere Roma per la manifestazione di venerdì. Stessa situazione a Bologna e anche a Napoli, dove Trenitalia ha reso disponibili tre treni con il 30% di sconto sul biglietto “ma ciò non soddisfa le nostre esigenze”, dicono i rappresentanti degli studenti (ne dovrebbero partire per Roma circa 4000) riuniti presso la Stazione centrale del capoluogo campano.

Lezioni-fiume e caffè gratis. Per la seconda volta nel giro di due settimane gli studenti dell’Università di Firenze stanno partecipando a una lezione non stop di 24 ore per protestare contro la riforma Gelmini. Le lezioni sono iniziate alle 8.30, presso il polo occupato di viale Morgagni. Circa duecento gli studenti che assistono ai corsi, che andranno avanti fino alle 8.30 di domani. Le lezioni sono tenute da docenti e ricercatori delle facoltà di Scienze, Farmacia, Medicina e Ingegneria. A disposizione caffè gratis.

La Sapienza, elezioni a rischio. “Una grave violazione della democrazia”. Così alcuni rappresentanti uscenti e candidati segnalano la situazione creata dalla decisione del rettore Frati “di far votare, alle elezioni previste per il 12 e 13 novembre – si legge in un comunicato – solo gli studenti che hanno pagato la prima rata universitaria. Su 130 mila iscritti, a oggi possono votare solo il 50 mila. Avevamo chiesto il rinvio delle elezioni e ne ribadiamo le ragioni e non escludiamo ricorsi per chiederne l’annullamento”.

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11 novembre 2008

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fonte: http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-7/incontro-sindacati/incontro-sindacati.html?rss

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Netstrike | no133

Riforma dell’istruzione, il 13 si passa al netstrike

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Roma – Sarà il netstrike una delle formule scelte da chi si oppone all’azione del Governo in materia di istruzione pubblica. Lo ha annunciato con un comunicato il collettivo che si firma Informatica in movimento. Una nota che fa esplicito riferimento all’Onda, la mobilitazione contro queste riforme, un nome già apparso di recente nelle cronache della rete in particolare per la firma sull’attacco al sito del ministro Giulio Tremonti.

il logo dello strikeIl netstrike, una forma di corteo digitale che chiede a chi vi partecipa di recarsi ad una certa ora di un certo giorno su un certo sito allo scopo di segnalare il proprio orientamento politico, sarà in questo caso rivolto proprio a MIUR.it, il sito del ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca scientifica.

Nella nota, i promotori della manifestazione digitale spiegano che “il giorno 13 novembre 2008 alle ore 14:00 in tutta Italia milioni di persone tenteranno di accedere al sito http://www.miur.it impedendone temporaneamente il corretto funzionamento. Con questo atto di protesta pacifica estendiamo alla rete Internet le manifestazioni contro l’operato del governo nei confronti dell’università e della ricerca che hanno visto scendere in piazza studenti, docenti, ricercatori e dottorandi uniti”.

Sul sito dedicato all’evento si legge uno slogan, Loro fermano il nostro futuro… noi fermiamo i loro siti, che ricorda da vicino la firma lasciata sul defacement ai danni del sito di Tremonti nei giorni scorsi (“Se ci bloccano il futuro, noi blocchiamo i loro siti”). E si spiega il funzionamento tecnico del netstrike.

Tre le possibilità di partecipazione: low, medium e high. Nel primo caso, all’utente protestatario si chiede di navigare sul sito del MIUR all’ora stabilita, o di ricaricare la home page o, ancora di utilizzare la pagina specifica approntata dai promotori per il netstrike. Una pagina che si ricarica in automatico: lo scopo è evidentemente quello di affollare di richieste i server del sito, al fine di rendere manifesta la presenza degli utenti che contestano le misure del Governo.

Nella versione medium si chiede agli utenti di scaricare plugin ed eseguire procedure peraltro accessibili anche ad utenti non necessariamente esperti, in quella high è invece richiesta una qualche competenza informatica ma in ogni caso tutto è tarato per rendere più agevole la partecipazione al corteo, e attivare un numero di richieste al sito del MIUR il più alto possibile e, dunque, più visibile.

Il nestrike, una forma di mobilitazione che qualche anno fa ha conosciuto un certo sviluppo in Italia, nacque nel 1995 con una idea di Tommaso Tozzi. Celebre fu il netstrike scagliato contro l’allora ministro Giuliano Urbani: anche in quel caso veniva contestata una controversa riforma legislativa e anche in quel caso il corteo si è recato su un sito di Governo, quello del ministero dei Beni culturali, all’epoca presieduto, appunto, da Urbani. Rimane invece controversa la natura giuridica dello strumento: recarsi su di un sito pubblico con l’intenzione esplicita di occuparne le risorse viene ritenuta da alcuni un’azione illegale, ma è una questione che, vista l’assenza di precedenti rilevanti, rimane fino a questo momento tutto meno che chiara.

Prima di chiudere, per dovere di cronaca, Punto Informatico riporta le motivazioni del netstrike così come sono dichiarate dai promotori dell’evento nel loro comunicato:

“Vogliamo che i media portino in risalto e facciano chiarezza sui veri motivi della protesta del mondo accademico: i tagli al Fondo di Finanziamento Ordinario alle università e il blocco del turnover, introdotti dalla legge 133/2008 per recuperare le entrate mancanti dall’abolizione dell’ICI e dalle manovre per il salvataggio di Alitalia; la possibilità quasi forzata alla conversione degli atenei in fondazioni private; l’incostituzionalità di misure volte ad avvantaggiare la creazione di università d’eccellenza private ed atenei pubblici a basso costo e di qualità inferiore. Un governo che propone tagli drastici e riforme strutturali a colpi di decreti legge, senza neanche ascoltare la voce dei diretti interessati, mostra palesemente il proprio disinteresse verso i veri problemi del mondo accademico.

Siamo tutti convinti che sia necessario un nuovo modo di vedere l’università, ma qualunque riforma non puo’ prescindere dalle ragioni dei suoi veri protagonisti: studenti, docenti, ricercatori, dottorandi, tecnici specializzati e tutte le figure professionali il cui futuro è messo a rischio da una politica ventennale di destrutturazione. Chiediamo di essere interpellati quando si tratta del nostro futuro; se questo non succede, faremo sentire la nostra voce, con intensità crescente. L’Onda non si fermerà”.

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fonte: http://punto-informatico.it/2470019/PI/News/riforma-dell-istruzione-13-si-passa-al-netstrike.aspx

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