Avvocato di strada, pronto soccorso per chi finisce nei guai / Mihai, quando a finire all’ospedale è un clandestino

di Davide Madeddu

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È una sorta di pronto soccorso giudiziario per chi non ha neppure un tetto sotto cui dormire. L’ultima ancora per poter difendere i propri diritti o farsi difendere in nome della legge. Un punto di riferimento diventato ora anche più prezioso per chi non ha più né una casa né altre persone cui chiedere aiuto e sostegno. Si chiama Avvocato di strada, ed è l’associazione che, fondata a Bologna nel 2001 dall’avvocato Antonio Mumolo ora assicura assistenza legale ai senza dimora, nella maggior parte italiani, in una quindicina di città d’Italia.

Solo a Bologna, nell’ultimo anno sono stati mille coloro che hanno chiesto e ottenuto aiuto e assistenza. «Qualcuno bussa e chiede aiuto e assistenza perché ha subito una violenza, qualche altro perché, dopo un intervento chirurgico che gli ha salvato la vita in extremis si è visto recapitare dall’ospedale il conto di duemila euro con i carabinieri – racconta Jacopo Fiorentini, portavoce dell’associazione – qualche altro ancora perché cerca di ricostruire la sua vita e non sa come muoversi tra tribunali e uffici giudiziari e una pioggia di multe che, continuano ad arrivare senza sosta».

Storie di vita, molto spesso distrutta e disperata che sono diventate quasi l’ordinarietà. «L’esperienza nasceva dalla necessità, sentita da più parti, di poter garantire un apporto giuridico qualificato a quei cittadini oggettivamente privati dei loro diritti fondamentali – spiega il presidente Antonio Mumolo -. Gli sportelli legali di Avvocato di strada sono legati dall’Associazione Avvocato di strada Onlus per cercare di favorire una crescita comune delle esperienze, condividere, attraverso il confronto di esperienze, un’idea comune sugli obiettivi e le modalità di intervento del progetto».

Un’attività nata in maniera quasi pionieristica con poche persone disposte a sacrificare buona parte del proprio tempo libero per dedicarsi agli altri. «E garantire i diritti degli altri, anche dei più deboli – chiarisce Antonio Mumolo – Abbiamo iniziato nel 2001 come costola dell’associazione Piazza Grande ed eravamo in due, io che sono giuslavorista e un’avvocatessa che si occupava del penale aprendo uno sportello di assistenza». Subito poi si è aggiunta una seconda fase, quella di andare a dare assistenza cercando le persone. «Dopo l’attivazione dello sportello siamo andati a cercare le persone nei dormitori – prosegue l’avvocato – Oggi solo a Bologna siamo 50, in tutta Italia a prestare servizio gratuito per Avvocato di strada ci sono 500 avvocati». Legali che cercano di dare assistenza e aiuto al mezzo milione di persone che, senza un tetto e una casa vive sotto i ponti o nelle stazioni ferroviarie. «La nostra attività, che è bene precisarlo è gratuita sempre, è finalizzata a far garantire i diritti di chi non ha la forza e gli strumenti per difendersi, noi seguiamo solo chi è senza casa – spiega Mumolo – quando si vince una causa ogni avvocato che fa parte dell’associazione versa il suo compenso allo sportello di appartenenza. Ossia alla struttura che ha avviato la procedura di assistenza per la persona senzatetto».

Non c’è solo l’attività giudiziaria che molto spesso «vede i senza casa parte lesa in processi penali perché vittime di pestaggi, aggressioni» ma anche quella che viene definita la seconda possibilità. Ossia i programmi perché chi è finito in strada possa ricostruirsi una nuova esistenza. «Oggi è molto facile finire in strada – aggiunge Mumolo – basta che un matrimonio naufraghi o che chi, magari vive solo, perda il lavoro e il passo per trovarsi poi in mezzo alla strada è breve». Anche perché «l’essere poveri viene vissuto quasi come una colpa e una vergogna e quindi crea una condizione psicologica che alla fine fa precipitare chi si trova in questa situazione».

Per questo motivo, e far sì che la tutela dei diritti venga garantita sempre l’associazione Avvocato di strada ha deciso di estendere la sua attività in altri centri d’Italia. «Si opera con associazioni tanto laiche quanto religiose che già esistono – aggiunge ancora il presidente- perché l’obiettivo è quello di far rispettare i diritti delle persone. Non è una questione di favore ma di diritti che tutti hanno. Anche chi è povero e non ha la forza di gridare».

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fonte: http://www.unita.it/index.php?section=news&idNotizia=73132

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Avvocato di strada Onlus Tel. 051397971 – Fax 0513370670

info@avvocatodistrada.it

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Mihai, quando a finire all’ospedale è un clandestino

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di Davide Madeddu

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Dopo il danno la beffa. Ossia dopo un incidente e l’intervento d’urgenza anche la convocazione dai carabinieri e il conto da saldare presentato dall’ospedale. È una delle vicende che Avvocato di strada ha seguito nel 2004 a Bologna. Protagonisti, come racconta Jacopo Fiorentini portavoce dell’associazione due fratelli rumeni, all’epoca «clandestini». «Mihai è un rumeno di diciannove anni arrivato in Italia alla ricerca di un futuro – racconta – È senza permesso di soggiorno, e vive con suo fratello Tudor, che già da qualche anno lavora in Italia ed è un immigrato regolare».

Il 22 settembre Mihai cade accidentalmente dal motorino e si rompe la gamba destra. «È una brutta botta, la frattura è scomposta, e il ragazzo viene ricoverato d’urgenza presso un Istituto Ortopedico cittadino – racconta ancora Fiorentini che ricostruisce la storia anche sulle pagine di Piazza Grande –  In accettazione la situazione non è delle più semplice Mihai è un clandestino, e suo fratello è preoccupato per le conseguenze che potrebbero derivare dal suo ricovero».

Tudor, come racconta ancora l’esponente dell’associazione, non sa se uno straniero può vantare il diritto all’assistenza sanitaria e la sua unica preoccupazione è che suo fratello venga curato. «Tudor non lo sa, ma in realtà in Italia chi è senza permesso di soggiorno può richiedere il tesserino STP, Straniero Temporaneamente Presente, che permette di ottenere presso qualsiasi struttura sanitaria tutte le cure necessarie. Cure che sono gratuite per chi dichiara la propria indigenza». Proprio qui nascono i problemi per il giovane rumeno. «L’addetto all’accettazione gli fa firmare un modulo standard con cui s’impegna a pagare i costi dell’operazione. Il modulo non indica una cifra esatta, Tudor lo firma e versa 250 euro credendo di pagare la cifra complessiva per il ricovero del fratello. L’operazione riesce bene, e i due rumeni tornano a casa». Pochi giorni dopo un’amara sorpresa.

«L’operazione che poteva essere gratuita in realtà è costata 2.618,88 euro, – racconta ancora Fiorentini – una cifra ingente, viste le modeste condizioni economiche di due stranieri immigrati. Ma non ci sono santi che tengano: l’Ospedale vuole i suoi soldi, entrano in scena le forze armate, e la nostra storia scivola nella farsa». Risultato? «I Carabinieri di Marzabotto, su espressa richiesta dell’Ospedale, si recano a casa di Tudor, e lo invitano a presentarsi in caserma per fornire chiarimenti».

I due fratelli chiedono aiuto alla struttura ”Ambulatorio senza margini” che, dopo una serie di richieste  di chiarimenti inviate tanto alla struttura sanitaria quanto alla Regione Emilia Romagna e, infine, all’associazione Avvocato di strada. Ci vuole un po’ di tempo a alla fine, dopo la presentazione di una serie di richieste di interventi all’amministrazione regionale e alla struttura ospedaliera si trova una soluzione. «Alla fine – spiega Fiorentini – l’ospedale, alla luce di una serie di contestazioni e osservazioni presentate dall’avvocato Alessandra Morleo dello sportello Avvocato di strada di Bologna risponde che ai due giovani rumeni nulla è dovuto. Non solo, ai due vengono restituiti anche i 250 euro versati come cauzione».

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fonte: http://www.unita.it/index.php?section=news&idNotizia=73133

Una risposta a “Avvocato di strada, pronto soccorso per chi finisce nei guai / Mihai, quando a finire all’ospedale è un clandestino”

  1. Franca dice :

    Una gran bella iniziativa…

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