Archivio | novembre 25, 2008

La questione del lavoro

Ricevo dai Comunisti Uniti Lombardia questo promemoria, che vi giro perché è interessante per tutti. Ovviamente l’invito alla partecipazione ed alla diffusione è scontato… la locandina segue non appena torna l’esperto (io ci ho provato ma non ci sono riuscita!!!):

SABATO 29 novembre ore 14:30

Sala provinciale ANPI – Via Mascagni, 6 – Milano

CONVEGNO SU

SFRUTTAMENTO E CLASSE – La condizione del lavoro nella società italiana oggi


Questa iniziativa riguarda la questione del lavoro nella società italiana di oggi, ma è anche una prima iniziativa che cerca di promuovere un processo di riaggregazione dei comunisti in un partito che abbia la forza e la capacità di affrontare la difficile situazione che abbiamo dinnanzi a noi.

La crisi economica che avanza rischia di diventare l’ennesima occasione per le imprese e per le banche di incamerare soldi pubblici, mentre per i lavoratori, i giovani, i pensionati si prospetta un ulteriore impoverimento.

Tutti prevedono che si perderanno moltissimi posti di lavoro, la cgil prevede il licenziamento di 400 mila precari, ma anche molti lavoratori a tempo indeterminato saranno licenziati, per tutte queste persone e loro famiglie si preannuncia il rischio di piombare nella povertà.

In questi ultimi tempi, a seguito dell’operato di forte segno reazionario ed antipopolare del governo Berlusconi, stiamo assistendo al risveglio di vasti movimenti di massa, dalla scuola al mondo del lavoro, e di grandi lotte e mobilitazioni.

Ma sul piano politico non vi è la presenza  di un partito comunista con una sufficiente massa critica e radicamento sul territorio che possa consentire di aiutare il movimento di massa ad ottenere degli obiettivi e di consolidare questi successi in un mutamento dei rapporti di forza tra le classi a favore dei lavoratori e dei ceti sociali meno abbienti.

E’ necessario quindi lavorare tutti assieme perché si sviluppi un movimento che spinga ad una riaggregazione dei comunisti che in questi anni si sono frazionati in mille rivoli, e questo movimento questa spinta non può che partire dal basso, dall’impegno diretto di ognuno di noi.

La possibilità che per le elezioni europee si determinasse una legge con un alto sbarramento aveva dato la sensazione che si potesse determinare un primo passo verso una riaggregazione dei comunisti, a partire dai due partiti più grandi il PRC ed il PDCI, ora che, fortunatamente, questa legge truffa sembra accantonata, anche questo minimale e insufficiente riavvicinamento pare nuovamente rimesso in discussione.

Per la verità il PDCI continua a manifestare la propria disponibilità ad un processo di unità dei comunisti, anche a livello elettorale, ma da parte del PRC, se si eccettua qualche minoranza interna non si manifestano disponibilità ne’ interesse.

Comunque noi riteniamo che, per quanto positivo, un semplice processo di riavvicinamento tra PRC e PDCI non sarebbe sufficiente, pensiamo che sia necessario coinvolgere anche le decine di migliaia di comunisti che non sono iscritti a questi due partiti, e proprio per la situazione che abbiamo descritto poco sopra è ancora più necessario che si determini una forte spinta ed un movimento dal basso affinché si avvii un processo di riaggregazione dei comunisti in Italia.

L’iniziativa che abbiamo promosso a Milano per il 29-11 vuole essere un passo in questa direzione, partendo proprio dalla questione del lavoro, delle forme del suo sfruttamento nella società odierna, per darci quegli strumenti di comprensione e di battaglia politica che servono ai comunisti per contribuire allo sviluppo delle lotte, ma che devono essere anche  il fondamento di quel nuovo e grande partito comunista che dobbiamo ricostruire.

PER TUTTI QUESTI MOTIVI NON SOLO TI CHIEDIAMO DI PARTECIPARE  ALL’INIZIATIVA DEL 29 MA TI CHIEDIAMO ANCHE DI AIUTARCI NELLA SUA RIUSCITA, FACENDOLA CONOSCERE AD ALTRI E PORTANDO CON TE ALTRI COMPAGNI.

Saluti comunisti

Il gruppo di coordinamento dell’appello della lombardia

VIOLENZA ALLE DONNE – Stuprò le figlie per 25 anni e le mise incinte 19 volte

https://i2.wp.com/www.bbc.co.uk/southyorkshire/news/2002/07/23/lead_rape.jpgSheffield Crown Court

Gran Bretagna, il padre violentatore condannatoall’ergastolo
Indagine sulla polizia: per il Times sapeva e non intervenne

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LONDRA – Una vicenda terribile che è già stata paragonata a quella del padre stupratore austriaco Josef Fritzl che tenne la figlia segregata in uno scantinato per oltre 24 anni ed ebbe con lei 7 figli. Lo scenario stavolta è la remota campagna del nord Inghilterra, tra Yorkshire e Lincolnshire. Le vittime sono due bambine sottoposte dall’età di 8 anni a violenze di ogni tipo, anche sessuali, da parte del padre. Un abuso proseguito per ben 25 anni. Un quarto di secolo in cui le due bimbe-ragazze sono rimaste incinte 19 volte. L’uomo – di cui non è stato diffuso il nome per motivi legali – è stato condannato oggi all’ergastolo dal Sheffield Crown Court.

Agghiaccianti i particolari emersi nel corso delle udienze. Il padre – scrive the guardian – provava piacere nel sapere che infliggeva dolore alle due figlie. La più grande rimase incinta sette volte: due dei figli sono stati cresciuti proprio dal padre-nonno, altri due neonati sono invece morti il giorno della nascita, le altre gravidanze invece sono state interrotte, probabilmente a causa delle violenze subite dalla giovane. La seconda figlia è stata messa incinta 12 volte e cinque figli sono sopravvissuti.

L’imputato – 56 anni – ha ammesso nel corso del processo di aver violentato le figlie. “Tutta la famiglia aveva terrore di lui, spiega uno dei legali delle vittime, Nicholas Campbell. “Quando sentivano la sua automobile avvicinarsi fuori dalla casa, le bambine e la madre correvano a chiudersi nelle loro camere da letto”. La figlia piccola ha raccontato di come il padre la minacciava avvicinandole il volto al fornello della cucina acceso e come, per tentare di districarsi dalla presa di lui, si sia bruciata più volte gli occhi.

Entrambe le sorelle hanno raccontato di venire tenute spesso lontano da scuola per nascondere i segni delle violenze. Quando i genitori uscivano le piccole restavano chiuse a chiave nella loro stanza. Per evitare sospetti il padre decideva spesso di cambiare residenza, scegliendo sempre villaggi molto isolati. Il legale ha spiegato che l’uomo minacciava le ragazze e la vita dei figli-nipoti – che allevava con cura e dedizione al tempo stesso – ogni volta che tentavano di avvisare le autorità. Spesso le sorelle si rivolgevano a Childline, l’equivalente del telefono azzurro, ma avevano paura che i figli venissero tolti alla loro custodia. E così il dramma mostruoso si è protratto per anni.

La polizia e i servizi sociali hanno avviato un’indagine indipendente per verificare le accuse (ad ora senza prove) secondo cui la polizia fu messa al corrente degli abusi oltre 20 anni fa. Secondo quanto riporta The Times infatti, alcuni parenti delle bambine avevano allertato la polizia che però non agì. L’uomo è stato descritto dal figlio, che andò via di casa adolescente, come una sorta di personaggio alla dottor Jekyll e mister Hyde, capace di infiammarsi e perdere il controllo in un batter d’occhio.

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25 novembre 2008

fonte: http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/esteri/padre-stupratore/padre-stupratore/padre-stupratore.html?rss

Police talk about the crimes QUI

Rapist father gets life sentence

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A man who fathered nine children by raping his two daughters over many years has been jailed for life with a minimum term of 19-and-a half years.

The 56-year-old from Sheffield was sentenced to a life term for each of the 25 rapes he had admitted.

The attacks led to 19 pregnancies, Sheffield Crown Court heard.

The daughters said in a statement: “His detention in prison brings us only the knowledge that he cannot physically touch us again.”

The defendant refused to leave his prison cell to attend the sentencing.

Nine of the children were born, two of whom died on the day of their birth. The other 10 pregnancies were miscarried or aborted.

The daughters’ statement through South Yorkshire Police added: “The suffering he caused will continue for many years and we must now concentrate our thoughts on finding the strength to rebuild our lives.”

Review launched

The father moved the family from village to village in rural locations to keep them isolated and to avoid detection.

Sheffield Crown Court was told that he “took pleasure” in knowing the harm he was doing to his daughters.

Judge Alan Goldsack QC said: “Questions will inevitably be asked about what professionals, social and medical workers, have been doing for the last 20 years.”

When either one of his victims tried to end the sexual abuse, he threatened to kill them and their children

Nicholas Campbell QC

Jayne Ludlam, director of children’s and young people’s services at Sheffield City Council, said the abuse was revealed to social workers in June.

Ms Ludlam said: “This is one of the most harrowing cases we have had to deal with and to say we are shocked to find this level of abuse being perpetrated by this person is an understatement.

“Due to the seriousness of this case an independent review has already been launched which will look into the circumstances surrounding the case and the contact the agencies had with the victims.”

James Baird, representing the defendant, said: “It must be inconceivable to those who have listened to this case that these offences have been carried out, in this day and age in a so-called civilised society, over such a long time and with such consequences, without them being reported or investigated.”

The court heard that the sexual abuse started when the two sisters reached the age of eight but that they only realised the other was being abused when they became pregnant some years later.

The court heard that on a number of occasions doctors advised the women to stop having children by the same father.

Family ‘frightened’

Nicholas Campbell QC said: “The defendant played Russian roulette as to whether there would be complications in the pregnancies and with the health of his daughters.”

The defendant threatened his daughters with a “real hiding” if they refused to have sex with him.

Mr Campbell said: “All the defendant’s children spoke of his domination over their family life. He was tall and strongly built.”

“All the family were frightened of him. When they heard his car pulling up outside the house, the children and their mother ran to their respective rooms.

“His younger daughter told of the frightening habit her father had of putting her head next to the flames of their gas fire and that when she struggled to get away on certain occasions she burnt her eyes.”

Childline plea

On one occasion, the women called Childline and asked for a guarantee that they could keep their children, but when one was not offered they ended the call.

Mr Campbell said: “When either one of his victims tried to end the sexual abuse, he threatened to kill them and their children, and when they threatened to tell police, he said they would not be believed.

“All the time, when the sisters were challenged about the paternity of their children, they would cover it up.

“They started taking the pill. He said they should not be taking it and, just as they felt unable to avoid his sexual abuse, they obeyed.

“They spoke of his pleasure at fathering their children whilst at the same time they had fears for the welfare of these children and how they would cope.”

Lib Dem leader and Sheffield Hallam MP, Nick Clegg, said: “All our thoughts are now with the victims of this most abhorrent crime, who must be given the time and privacy to rebuild their lives.”

His fellow Sheffield Brightside MP and former Home Secretary David Blunkett said it was difficult to determine who, outside of the family, could have been expected to take steps to intervene.

He said: “Those who at least made an effort to do something should not be the ones who are pinpointed – it is those who did not who should examine their conscience.”

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fonte: http://news.bbc.co.uk/1/hi/england/south_yorkshire/7747711.stm

GRILLO: “L’ottimismo del coglione genera mostri”

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Ho comprato due lavatrici, tre frigoriferi e uno schermo al plasma. Ingombrano un po’, ma non potevo ignorare l’appello di Testa d’Asfalto dall’Abruzzo. La colpa della recessione è di chi non consuma. Dei finti disoccupati. Le aziende non producono e la Fiat ha i piazzali pieni di auto. E’ una legge di natura. Se non compri, azienda chiude.

Italiani, tirate fuori i soldi dal materasso, siete peggio di un genovese. Pensate a quell’uomo. A ciò che ha dovuto patire per il nostro Paese divenuto di sua proprietà. Alle sue ville in Sardegna. Ai suoi mille e mille miliardi. I danèe li ha meritati. Lo sapete, è ricco sfondato grazie a voi. Con il meccanismo dei soldi comunicanti. La pubblicità è il pizzo che pagate su ogni acquisto. Quando comprate una merendina o una scatola di pomodori finanziate Mediaset. La pubblicità fa parte del prezzo del prodotto e la pagate tutti i giorni. Quando voi consumate, lui incassa. Se l’Italia è più povera e lui ricchissimo una ragione ci sarà. Chiamala, se vuoi, P2.

Se non consumate, lui diventa triste e non ascolteremo più le sue famose barzellette su Obama abbronzato come Naomi Campbell e su Mangano eroe di Forza Italia. Se la raccolta pubblicitaria di Publitalia crolla, il titolo di Mediaset soffre peggio di Veltroni quando fa opposizione. Se va sotto l’euro chi lo racconta a Confalonieri?

Ci sono voluti vent’anni per consumare l’Italia, ma lui ci è riuscito. Ha avuto l’appoggio dei collaborazionisti Bossi, D’Alema e Violante, è vero. Centinaia di giornalisti si sono venduti, è vero. Ma lo sfascio, diciamocelo, è soprattutto merito suo. I 400.000 precari che perderanno il lavoro entro Natale non deludano lo psiconano. Si rechino con le famiglie alla sede più vicina della Mediolanum, la banca intorno a loro. Chiedano del signor Ennio Doris. Dicano che li manda Berlusconi, il coproprietario della banca, e che devono consumare. Un prestito, un mutuo a tasso agevolato e via verso il più vicino centro commerciale per una sveltina tra gli scaffali.

La cura per il rilancio dei consumi comunque c’è. Tremonti è al lavoro per una manovra di 80 miliardi di euro che saranno investiti in opere pubbliche. Gli 80 miliardi verranno prelevati dalle tasse degli italiani. Ci arricchiamo e ci indebitiamo da soli. Un giro conto sul conto degli altri. Togliere ai contribuenti per dare alla Confindustria.

Lasciate la luce accesa anche di giorno, l’acqua del rubinetto aperta, i caloriferi a tutta manetta. Usate tre preservativi alla volta, uno sull’altro, e due scatole di Viagra per sera. Consumate, consumatevi. L’ottimismo del coglione genera mostri.

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DAL BLOG DI BEPPE GRILLO

fonte: http://www.beppegrillo.it/2008/11/lottimismo_del_coglione_genera_mostri.html

Giornata contro la violenza sulle donne: in Italia sette milioni le vittime di abusi

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ROMA (25 novembre) – Centinaia di iniziative in tutto il mondo, oggi, per celebrare la “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne”, perché ovunque sono milioni le vittime di aggressioni e soprusi. Tantissime  anche in Italia dove, secondo i dati dell’Istat, sono quasi 7 milioni le donne tra i 16 e i 70 anni che hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della vita. Cinque milioni di donne hanno subito violenze sessuali (23,7%), tre milioni 961mila violenze fisiche (18,8%). Capelli strappati, spinte, schiaffi, calci, pugni e persino morsi, violenze psicologiche: i partner sono responsabili della quota più elevata di tutte le forme di violenza fisica rilevate, che nella quasi totalità dei casi non vengono denunciate.

Il Pd: più prevenzione. Decine le iniziative in tutta Italia. Ieri le donne del Pd hanno organizzato un appuntamento con la partecipazione del segretario Walter Veltroni: per sostenere le donne in difficoltà il partito ha proposto una nuova legge che preveda un «maggior impegno delle istituzioni e maggiori stanziamenti dei bilanci per ampliare il numero e la qualità degli interventi di sostegno, prevenzione e reinserimento».

Carfagna: scatola rosa sulle auto. Il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, ha presentato a Milano la «scatola rosa», un rilevatore satellitare istallato sulle auto delle donne che segnala automaticamente gli incidenti stradali e, su chiamata, lancia in caso di pericolo un sos alle forze dell’ordine. «Non si può perdere tempo. È un’emergenza sociale che ci obbliga ad intervenire, e credo fermamente che sia una battaglia da combattere fino in fondo», ha detto il ministro ricordando tre disegni di legge, a sua firma, già varati dal Consiglio dei ministri: il primo istituisce il reato di stalking («è la migliore risposta alle esigenze di migliaia di donne»); il secondo è relativo al contrasto alla violenza sessuale che inasprisce le pene; il terzo riguarda misure contro la prostituzione («per il quale mi sono battuta tenacemente»).

Amnesty International. Ma la Giornata mondiale è l’occasione anche per segnalare le situazioni più compromesse nel mondo, come ha fatto la Sezione italiana di Amnesty International che ha lanciato una campagna in favore delle donne colpite da Hiv/Aids in Sudafrica: su 5,5 milioni di persone malate il 55% dei contagi riguarda le donne.

Onu. Un monito arriva direttamente dall’Onu: la violenza contro le donne resta un «immenso problema ovunque nel mondo» e in numerose situazioni di conflitto è una piaga endemica, ha detto a Ginevra l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Navy Pillay lanciando un appello contro l’impunità dei responsabili delle violenze. E l’Ifad, il Fondo Internazionale per lo sviluppo agricolo dell’Onu ricorda che le donne delle comunità povere nelle aree rurali sono particolarmente soggette alla violenza, violenza che viene esercitata sotto diverse forme: abusi sessuali e fisici tra le mura domestiche, stupri, diffusione di Hiv-Aids, pratiche tradizionali, come la mutilazione genitale, e il traffico di esseri umani. L’Ifad ha anche ricordato che la data del 25 novembre ricorda quanto avvenuto nel 1960, quando furono violentate ed uccise le sorelle Mirabal, paladine della lotta di liberazione della Repubblica Dominicana dalla dittatura.

Prevenzione in Italia. Per quanto riguarda l’Italia, mentre le Acli hanno lanciato una «pubblicità regresso» contro la violenza, oggi Telefono Rosa distribuirà a Roma 10 mila copie di una guida per la prevenzione delle violenze. L’associazione ha anche rivolto un appello alle parlamentari per un’azione comune perchè sia approvata la legge che istituisce il reato di stalking.

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fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=35757&sez=HOME_NELMONDO


VATICANO DOUBLE-FACE – “Ripubblicheremo gli atti del processo a Galileo” / «Gramsci in punto di morte trovò la fede»

Un ritratto di Galileo Galilei CITTÀ DEL VATICANO (25 novembre) – Il Vaticano vuole far ripubblicare gli atti del processo a Galileo Galilei con la sentenza di condanna mai firmata dal Papa per «rinfrescare la memoria» di quanti attendono ancora «pentimenti» che non avrebbero ragion d’essere: lo ha annunciato il presidente del Pontificio consiglio per la cultura, monsignor Gianfranco Ravasi, a margine di un incontro tra le pontificie accademie.

Sugli atti del processo della Santa Inquisizione, con la condanna mai firmata, vi fu un grave disaccordo tra i cardinali: una parte dei quali erano già stati pubblicati alcuni decenni orsono – ha ricordato Ravasi – «ma sarebbe opportuno riproporli nella loro totalità, con l’aggiunta di una accurata analisi contestuale».

Domani la figura di Galileo sarà al centro di un convegno promosso dal “ministero” vaticano della cultura e dalla Finmeccanica, dove è atteso il segretario di Stato della Santa Sede, card. Tarcisio Bertone, accanto a eminenti scienziati, e una serie di eventi vedranno nei prossimi mesi la partecipazione di uomini di fede, filosofi e scienziati ad una approfondita riflessione su fede e scienza.

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fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=35761&sez=HOME_SPETTACOLO

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CLAMOROSA RIVELAZIONE DI MONSIGNOR DE Magistris

Il Vaticano: «Gramsci trovò la fede»

«Il fondatore del Pci ricevette i sacramenti cristiani sul punto di morte». Il filosofo Vacca: dai testi non risulta

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Antonio Gramsci
Antonio Gramsci

ROMA – «Gramsci morì con i sacramenti. E chiese alle suore che lo assistevano di poter baciare un’ immagine del Bambino Gesù». È una rivelazione che fa discutere quella dell’arcivescovo Luigi De Magistris, penitenziere emerito della Santa Sede.

LA CHIESA E IL PCI – «Questo fatto – ha sottolineato il presule sardo intervenuto alla presentazione del nuovo catalogo dei santini che si è tenuta alla Radio Vaticana- nel mondo della “falce e martello” preferiscono tacerlo, ma è proprio così». Finora del riavvicinamento al cattolicesimo di Gramsci si era parlato solo a livello di voci, mai confermate. De Magistris, che in passato è stato tra i responsabili del Tribunale vaticano della Penitenzieria Apostolica (dicastero preposto alle indulgenze, ai perdoni e a controversie interne), ha invece fornito più di un dettaglio sulla vicenda. «Il mio conterraneo, Gramsci – ha detto il monsignore, che è attualmente in pensione – aveva nella sua stanza l’immagine di Santa Teresa del Bambino Gesù. Durante la sua ultima malattia, le suore della clinica dove era ricoverato gli portarono allora l’immagine di Gesù Bambino e Gramsci la baciò». «Gramsci – ha sottolineato De Magistris – è morto con i Sacramenti, è tornato alla fede della sua infanzia. La misericordia di Dio santamente ci perseguita. Il Signore non si rassegna a perderci», ha commentato ancora l’esponente vaticano.

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Gramsci, le immagini storiche Gramsci, le immagini storiche Gramsci, le immagini storiche

Gramsci, le immagini storiche Gramsci, le immagini storicheGramsci, le immagini storiche Gramsci, le immagini storiche Gramsci, le immagini storiche

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GLI STORICI: «NON RISULTA» – «I documenti editi e inediti sulle ultime ore e sulla morte di Antonio Gramsci sono tanti e da nessuno di questi emerge la tesi della sua conversione: ovviamente non sarebbe uno scandalo, né cambierebbe alcunché. Dico solo, semplicemente, che si tratta di un fatto che non trova alcun riscontro documentato». Beppe Vacca, filosofo, ex parlamentare comunista e presidente della Fondazione Istituto Gramsci, commenta così la tesi sostenuta da De Magistris. «Ci sono alcune lettere di Tania a Sraffa che descrivono dettagliatamente gli ultimi giorni di malattia e la morte di Gramsci in cui non troviamo nulla al riguardo. Non ne parla nemmeno una del fratello Carlo a Togliatti, in cui si legge della volontà di Gramsci di essere cremato. Cosa che inizialmente trovò qualche ostacolo perché non era credente e perché il regime fascista temeva manifestazioni di piazza, essendo la vigilia del primo maggio. Documenti di polizia non fanno alcun cenno di un suo avvicinamento alla fede, in più – prosegue Vacca – ci sono alcune lettere, ancora inedite perché raccolte da poco tempo, in cui Tatiana scrive con grande regolarità ai familiari sugli ultimi giorni di Gramsci. Si tratta di confidenze strettamente familiari in cui sarebbe emersa una notizia di tale portata». Vacca, ad ogni modo, evita con cura di aprire alcun fronte polemico con il monsignore: «Non conosco De Magistris. Ricordo solo che non è la prima volta che ne sento parlare. Già in passato, 30 o 40 anni dopo la morte di Gramsci, un’anziana suora riferì di una sua conversione. Ripeto, non vi troverei nulla di scandaloso».

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25 nov 2008

fonte: http://www.corriere.it/politica/08_novembre_25/gramsci_vaticano_f0d29082-bb07-11dd-9330-00144f02aabc.shtml

ED MILIBAND – La prima legge sul clima: ecco perché abbiamo fretta

L’INTERVENTO

di ED MILIBAND*

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Sappiamo di dover agire sui cambiamenti climatici, ma come? Con il chiarirsi delle informazioni scientifiche, mentre assistiamo agli effetti dei cambiamenti non nel futuro, ma proprio qui e ora, con le emissioni mondiali in continua crescita, i paesi del mondo sono alla ricerca di nuove strategie. Ognuno di noi può imparare dagli altri.

Nel Regno Unito ci siamo impegnati a costruire di un futuro a basso tenore di carbonio. Una legge sui Cambiamenti Climatici, la prima nel suo genere, significa che le emissioni di gas serra devono essere ridotte per legge dell’80% entro la metà di questo secolo.

L’impegno riconosce la necessità immediata di un’azione per affrontare un cambiamento di questa portata. Quindi, avviandoci verso il 2050, ci saranno “budget del carbonio” per ogni quinquennio che, come la scadenza del 2050, saranno vincolanti per legge.

C’è chi ha già obiettato che, in tempi duri per l’economia, dovremmo fare marcia indietro sui nostri obiettivi in fatto di cambiamenti climatici. In realtà, pur se sono naturalmente possibili dei compromessi, esistono anche soluzioni comuni ad entrambi i problemi: misure di risparmio energetico per le famiglie che riducono consumi ed emissioni, nonché investimenti in nuove industrie ambientali che migliorano la sicurezza energetica mentre riducono la nostra dipendenza dai combustibili inquinanti.

D’altra parte, un ritardo in questa direzione non farebbe che rendere più costoso intervenire e, nel lungo periodo, sappiamo che i costi dell’inazione sui cambiamenti climatici superano i costi dell’azione.

Dato che continueranno sempre a gravare pressioni urgenti sui politici del momento, nella legge adottata nel Regno Unito è stato inserito lo specifico impegno a farsi guidare dalle situazioni reali. Una Commissione indipendente sui cambiamenti Climatici ci ha consigliato l’obiettivo dell’80% in base agli ultimi dati scientifici, ai rapporti ONU ed alle consultazioni con esperti nazionali. Continuerà ad offrire la propria consulenza su ciascun budget del carbonio negli anni che ci dividono dal 2050, e farà ciò pubblicamente, in modo che i futuri governi saranno tenuti a spiegare le ragioni di un’eventuale mancata applicazione delle raccomandazioni.

Siamo orgogliosi della nostra legge sui Cambiamenti Climatici. Stiamo esaminando in che modo il Regno Unito possa fare la sua parte “in casa”. Siamo inoltre pienamente coinvolti nel più ampio ed ambizioso sforzo europeo. Diamo il nostro deciso sostegno all’obiettivo della Presidenza francese di concludere un accordo definitivo sul pacchetto Clima ed Energia del 2020 nel mese di dicembre. Attuando gli impegni politici assunti dagli Stati Membri nel 2007, l’Europa deve dimostrare una forte leadership mentre i negoziati internazionali sul clima entrano in una fase cruciale.

Sappiamo però che i governi da soli non sono in grado di operare questo cambiamento. Per le aziende, la riduzione delle emissioni di carbonio deve diventare una parte necessaria della propria attività. Riferire sul proprio impatto legato al carbonio è un inizio e, per le grandi società, prevediamo di renderlo obbligatorio dal 2012 con sollecitazioni continue a migliorare progressivamente la propria performance energetica e ambientale. Per le collettività, i gruppi confessionali ed i gruppi ambientalisti, rimane necessario premere in direzione del cambiamento.

Sappiamo inoltre che, anche se la determinazione nei confronti del cambiamento deve nascere a livello nazionale, essa non si può esaurire in tale ambito: abbiamo bisogno di un accordo mondiale.

Il mondo si riunisce il prossimo mese in Polonia e il prossimo anno in Danimarca. Il cammino di avvicinamento a Copenhagen passa per il mandato italiano di presidenza del G8, per cui nel prossimo futuro sarà particolarmente importante il ruolo dell’Italia sul dossier clima.

Con paesi che condividono idee ed ispirazioni, con governi e collettività che si stimolano a vicenda, sono convinto che potremo arrivare ad un accordo nel 2009 e che potremo porre le basi necessarie per creare un mondo a basso tenore di carbonio.

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L’autore è ministro nel governo Brown per l’Energia e i Cambiamenti climatici

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fonte: http://www.repubblica.it/2006/12/sezioni/ambiente/gas-serra-sottosuolo/articolo-ed-miliband/articolo-ed-miliband.html?rss

Consiglio di parità: via ‘l’amica’ delle sindacaliste, arriva l’amica di Sacconi

viaFausta Guarriello, revocata dal suo incarico

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di Paola Zanca

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E’ arrivata alla riunione come se nulla fosse. Le consigliere di parità, quando l´hanno vista, erano convinte che fosse lì a nome del ministro Sacconi, visto che è la sua consulente personale. Invece, Alessandra Servidori si è presentata: «Sono la nuova consigliera nazionale di parità». Prende il posto di Fausta Guarriello, cacciata in fretta e furia dopo che i ministri Sacconi e Carfagna si sono accorti che condivideva le preoccupazioni delle sindacaliste di Cgil e Cisl.

Lasciamo perdere l´eccezionalità del caso: è la prima volta che nel Consiglio Nazionale di Parità – un´authority che, tra l’altro, non prevede la revoca dell´incarico – viene applicata la legge Frattini. Per intenderci, lo spoil system. Isabella Rauti, ad esempio, venne nominata nel 2003 da Berlusconi, ma Prodi se l´è tenuta. Perché così funziona.

Ma qualcosa dev´essere cambiato. Le consigliere che lunedì hanno fatto conoscenza della Servidori – racconta Alida Castelli, consigliera per il Lazio – una a una sono salite sul palco per esprimere il loro disappunto e per chiedere «il rispetto della nostra indipendenza». Già, perché adesso succede che il ministro che fa le leggi sul lavoro, Sacconi, ha nominato la sua consigliera a capo dell´autorità che quelle leggi deve controllare, la Servidori appunto.

«Obbedire o fare le valigie – sintetizza l´ex ministro del Lavoro Cesare Damiano – Quello che preoccupa di più è che a fianco della firma del ministro Sacconi, c´è anche quella del ministro Carfagna che dimostra di non lavorare a tutela dell´occupazione femminile». La Guarriello aveva messo nero su bianco la sua contrarietà alle norme introdotte dai decreti del governo Berlusconi: la detassazione degli straordinari e la reintroduzione delle dimissioni in bianco(abolite da Prodi). Scriveva: «Contribuiscono ad accentuare i differenziali salariali fra uomini e donne» e lasciano «prive di tutela le lavoratrici in gravidanza».

Nero su bianco, nemmeno tre mesi dopo, c´è finita la revoca del suo incarico. Pochi giri di parole: non la pensa come noi, se ne deve andare. La Guarriello è stata revocata per il «radicale dissenso dalle iniziative legislative del Governo». Ora tutto filerà più liscio. Grazie ad Alessandra Servidori. Di mestiere, consulente personale del ministro Sacconi.

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24 Nov 2008
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