Pg Cassazione: polizia ha cultura deviata, annullare condanne autonomi di Milano

la polizia affronta i dimostranti a Corso Buenos Aires (foto Antonio Pezzali - Ap) ROMA (27 novembre) – Annullamento con rinvio, della condanna a 4 anni di reclusione, per 16 giovani della sinistra antagonista milanese. E’ quanto ha chiesto il sostituto procuratore generale della Cassazione per i 16 ragazzi accusati di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, danneggiamento, devastazione e incendio. I fatti si riferiscono a una manifestazione antifascista non autorizzata indetta dai Centri sociale, l’11 marzo 2006 a Milano, per protestare contro la manifestazione indetta invece dalla formazione di estrema destra “Fiamma Tricolore”, sempre nello stesso giorno nel capoluogo lombardo.

In particolare il pg Alfredo Montagna ha chiesto di annullare con rinvio il verdetto emesso il 12 novembre 2007 dalla Corte di Appello di Milano. A suo avviso sarebbe provato solo il reato di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, mentre gli altri capi d’imputazione «non sarebbero suffragati da prove in quanto le fotografie scattate dalla polizia non ritraggono gli imputati a compiere atti di devastazioni ma li ritraggono solo mentre stanno, per lo più, dietro una barricata su Corso Buenos Aires».

Il sostituto procuratore generale della Cassazione in udienza davanti alla Prima sezione penale della Cassazione ha sottolineato che «La polizia ha una cultura deviata delle indagini perché pensa che identificare una persona che partecipa a una manifestazione consenta, poi, di attribuirle tutti i reati commessi nell’ambito della stessa manifestazione. La Giustizia deve essere amministrata con equità e non con due pesi e due misure: quel che è stato affermato per i poliziotti della Diaz, nel processo di Genova, deve valere anche per il cittadino qualunque e non solo per i colletti bianchi. Se è vero, come è vero nel nostro ordinamento che è personale il principio della responsabilità penale, questo deve valere per tutti mentre ho l’impressione che nel nostro Paese oggi, si stia allargando la tendenza ad una minor tutela dei soggetti più deboli, come possono essere i ragazzi un po’ scapestrati».

Montagna ha aggiunto che «non può passare, alla pubblica opinione, un messaggio sbagliato per cui sui fatti della Diaz i giudici decidono in maniera differente rispetto a quando si trovano a giudicare episodi come quelli di Corso Buenos Aires». Per i fatti avvenuti a Milano, Montagna ha chiesto la conferma delle condanne solo per la resistenza aggravata a pubblico ufficiale – contestazione ammessa dagli stessi difensori degli imputati – mentre ha ritenuto non provate le accuse di devastazione e saccheggiamento.

«Chiaramente, se avessi un figlio che avesse partecipato a quegli scontri – sottolinea il pg – non lo avrei approvato». E’ atteso il verdetto della Prima sezione penale. Per i Supremi giudici il caso è «complicatissimo».

La difesa: condanne da dimezzare Sono almeno da dimezzare le condanne a quattro anni di reclusione : lo ha chiesto l’avvocato Giuliano Spazzali nella sua arringa innanzi alla Prima sezione penale della Cassazione. Il difensore dei giovani non ha contestato la sussistenza del reato di resistenza aggravata a pubblico ufficiale «perché impedire la manifestazione dei neofascisti era l’obiettivo dichiarato dei giovani della sinistra radicale, anche a costo di entrare in rotta di collisione con le forze dell’ordine». «Quello che contesto è che »non ci può essere nessuna equivalenza tra gli atti di resistenza e quelli di danneggiamento per i quali non c’è nessuna prova e nessuna fotografia segnaletica». Spazzali, infine, ha chiesto che a tutti i giovani imputati sia concessa «l’attenuante di aver agito per motivi di particolare valore sociale in quanto intendevano ostacolare il raduno di una formazione politica che si richiama al fascismo che non trova tutela nella nostra Costituzione». Spazzali ha anche ricordato che gli stessi manifestanti di Fiamma Tricolore sono stati condannati dal tribunale di Milano «per aver tentato di ricostituire il Partito fascista e di istigare alla sua ricostituzione».

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fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=36066&sez=HOME_INITALIA


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