Archivio | dicembre 11, 2008

LA NOTIZIA DEL TUBERO – Lo spirito di patata e il raddoppio dell’Iva


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Non si occupa, Sos Patata, di tuberi commestibili né di patate bollenti o di piedi a patata. No. Senza rinunciare allo spirito di patata (spacciato per ironia) e alla semantica dell’eufemismo, la patata in questione è quella lì, la più celebre, su cui Roberto Benigni ha istruito uno show con Raffaella Carrà. Alcune ragazze, di cui presto diremo i nomi, si rendono disponibili a ogni tipo di lavoro: c’è bisogno d’aiuto in una pizzeria o da uno sfasciacarrozze o da un produttore di tubi polimeri?

Nessuna paura: il pronto soccorso delle ragazze, povere smandrappate che faticano a mettere due parole in croce, interviene e fa l’unica cosa che sa fare. Che poi consisterebbe nello spogliarsi, non nella variante «vedo non vedo» ma in quella più manifesta del «vedo» e basta. Le Patate arrivano sul posto di lavoro già completamente nude, o quasi, e con minimo sforzo fanno il resto. Che poi, dal punto di vista sociale, sarebbe quello di tirare su il morale (FX, canale 113 di Sky, martedì alle ore 22, 14 puntate).

Le ragazze che fanno parte del team capitanato da Patata Cherì sono Daisy, patata magica, Dayana, patata sorprendente, Fede, patata strategica, Flap Flap, patata positiva, Justine, patata dell’amore, Roberta, patata sognatrice, Sahara, patata meraviglia, Sofia, patata perfetta, Symba, patata rilassante, e Valeria, patata fantasia: «Non importa se a richiedere i loro servizi siano facchini, magazzinieri, pescatori,muratori o semplicemente maschi stravaccati sul divano: le ragazze sono pronte ad applicarsi in ogni mestiere al posto loro e a farlo come meglio sono capaci, cioè… come mamma le ha fatte!». Se questa, come reclamizzato e riportato seriamente da alcuni giornali, è davvero l’ultima frontiera della pay-tv siamo a posto. È il peggior spot che si potesse fare contro il raddoppio dell’Iva. Sos Patata è prodotto da Magnolia, ramo tv della gloriosa De Agostini di Novara.
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Aldo Grasso
11 dicembre 2008

fonte: http://www.corriere.it/spettacoli/08_dicembre_11/sos_patata_dbac5790-c761-11dd-a4b9-00144f02aabc.shtml

La Cassazione promuove il telefonino a “mezzo di sussistenza” per i figli


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ROMA (11 dicembre) – Il telefonino come il cibo e la casa. La Cassazione promuove il cellulare a “mezzo di sussistenza” che il genitore separato deve garantire al figlio minore, considerata «l’attuale dinamica evolutiva degli assetti e delle abitudini di vita familiare e sociale». Un principio, questo, che la Suprema Corte (sesta sezione penale, sentenza 45809) ha formulato oggi respingendo il ricorso che un padre separato di 51 anni, Mario D. M., aveva presentato contro la sentenza della Corte di Appello di Napoli che nel novembre 2007 lo aveva condannato a quattro mesi di reclusione (sospesi dalla condizionale con una provvisionale di 10 mila euro) per omessa somministrazione dei mezzi di sussistenza in favore dell’ex consorte e del figlio minorenne.

La sentenza. «Nell’attuale dinamica evolutiva degli assetti e delle abitudini di vita famigliare e sociale nella nozione penalistica di mezzi di sussistenza devono ritenersi compresi non più e non soltanto mezzi per la sopravvivenza vitale (quali il vitto e l’alloggio) ma anche gli strumenti che consentano un sia pur contenuto soddisfacimento di altre complementari esigenze della vita quotidiana».

In proposito Piazza Cavour ha posto come esempi i «mezzi di comunicazione, l’abbigliamento, libri d’istruzione per i figli minori e i mezzi di trasporto». D’altro canto, ha precisato la Suprema Corte, simili «mezzi di sussistenza» devono essere erogati «in rapporto alle reali capacità economiche e al regime di vita personale del soggetto obbligato».

La Cassazione dichiarando inammissibile il ricorso ha evidenziato che l’uomo è colpevole di mancata somministrazione dei mezzi di sussistenza sia «nelle sue componenti oggettive che in quelle soggettive», precisando che «la decisione di primo grado segnala che l’imputato non si è mai curato di incontrare il figlio minore, tenendo un atteggiamento di indifferenza verso le sorti del bambino e dell’ex moglie, nel contempo avendo dato vita ad una nuova unione coniugale da cui è nata un’altra figlia».

La versione del padre. L’uomo ha sostenuto che il lavoro di pubblicitario in crisi gli ha consentito di contribuire solo saltuariamente. D’altra parte, ha aggiunto, Simonetta e Lorenzo non versavano in «stato di bisogno». Le giustificazioni del padre, però, non hanno convinto i giudici.
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11 dicembre 2008

fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=37920&sez=LEALTRE

Povertà: «Aumentano le richieste di aiuto»

LUPI TRA GLI AGNELLI..

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GENOVA – In Liguria si registra un costante aumento del numero di coloro che si rivolgono ai Centri di ascolto della Caritas, e tra questi è in crescita il numero degli italiani soprattutto dei trenta-quarantenni: il dato è emerso stamani in occasione della presentazione del “Dossier regionale 2008 delle povertà in Liguria”, realizzato dalla Delegazione regionale delle Caritas.

Le persone che lo scorso anno si sono rivolte ad uno degli 81 Centri di ascolto delle diocesi liguri, per essere seguite ed aiutate, sono state 14.736, a fronte di poco più di diecimila nel 2005.

Percentualmente, si registra una maggioranza di donne rispetto agli uomini (53,5% contro 46,5%); gli stranieri sono la maggioranza (66% contro 33%) anche se si registra un incremento del 3% degli italiani rispetto alla rilevazione del 2005; poche le persone anziane sopra i 65 anni (solo il 7%) ma queste, molte volte, chiedono aiuto non per sé ma per i propri figli ormai adulti ma non ancora autonomi.

Questo dato, secondo i responsabili delle Caritas liguri, conferma l’estrema fragilità sociale dei 30-40enni. Il problema legato alla casa è in assoluto quello più grave ed è spesso causa di altri problemi economici, psicologici e familiari. Il 48,3% degli italiani che hanno chiesto aiuto, poi, ha manifestato un disagio di tipo psichico-relazionale dovuto alla precarietà professionale ed alla debolezza economica che è motivo di dipendenza economica dalle famiglie di origine.

Su base provinciale, non vi sono molte differenze in percentuale nel numero di quanti si sono rivolti alle Caritas liguri nel 2007. In valori assoluti, invece, è la provincia di Genova quella che ha fatto registrare il maggior numero di richieste. Un altro dato emerso dal dossier è che tra gli stranieri è più elevata la percentuale delle persone coniugate e conviventi mentre i separati sono più numerosi tra gli italiani. Come ha affermato don Adolfo Macchioli, delegato regionale per le Caritas liguri, l’aumento «costante» degli italiani che ha chiesto aiuto è sintomo che «la situazione diventa più preoccupante». Un altro dato sottolineato da don Macchioli è che «straniero» non vuol più dire automaticamente «povero».

Lo straniero che si rivolge alla Caritas, ha aggiunto, «è generalmente una persona di passaggio che cerca di risolvere la sua situazione», mentre la situazione della persona italiana che chiede aiuto «è più complessa» e «spesso si incancrenisce» tanto che risulta «difficile uscirne». «Assistiamo ad un progressivo aumento della povertà e della emarginazione» e questo «è un fatto molto preoccupante», ha affermato mons. Vittorio Lupi, vescovo di Savona e delegato della carità della Conferenza episcopale ligure.

Una crisi che, per mons. Lupi, chiama in causa anche l’educazione e la fragilità dei 30-40enni, «non preparati ad affrontare le difficoltà e a saper reagire» e «meno temprati» delle generazioni precedenti «che invece hanno dovuto affrontare ben altre difficoltà».

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11 dicembre 2008

fonte: http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/genova/2008/12/11/1101940926019-poverta-aumentano-richieste-aiuto.shtml

RISO AMARO

CLIMA – Ue, nuova bozza francese. “L’Italia è pronta al veto”

Manifestazione per il clima a Poznan

Manifestazione per il clima a Poznan


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Nel testo del pacchetto 20-20-20 concessioni soprattutto ai paesi dell’ex blocco socialista
Sarkozy: “Non c’è alternativa all’accordo”. Anche la Polonia minaccia di bloccare il negoziato

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BRUXELLES – Introduzione più lenta e graduale dell’obbligo per le grandi industrie di pagare i diritti di emettere anidride carbonica (oggi sono gratuiti) e una serie di aperture alle richieste (anche di sostegno economico) dei paesi dell’ex blocco comunista. Sono queste, in sintesi, le concessioni inserite nella nuova bozza del pacchetto clima e energia dell’Unione Europea con cui la presidenza di turno francese conta di arrivare ad un accordo nella difficile trattativa non stop che si apre oggi pomeriggio a Bruxelles. Il presidente francese Nicolas Sarkozy è netto: “Non c’è alternativa a un accordo”.

Si tratta di limature al testo iniziale che vengono incontro, in parte, anche alle richieste dell’Italia, decisa a ottenere privilegi per i settori manifatturieri, per i cementifici, le cartiere e il sistema energetico ad altissima percentuale di emissioni “climalteranti” gestito dall’Enel. Ma evidentemente per Roma non sono ancora sufficienti. “Se non otterremo quello che abbiamo chiesto con grande chiarezza dall’inizio siamo pronti a mettere il veto”, ha ribadito oggi Silvio Berlusconi al suo arrivo a Bruxelles.

Anche la Polonia è pronta ad usare tutti i mezzi, incluso il veto, per ottenere le modifiche richieste al pacchetto clima ed energia. Lo ha detto il ministro polacco per gli Affari europei Mikolaj Dowgielewicz. “Se necessario ricorreremo anche al veto”, ha detto prevedendo “un vertice molto lungo”.

In realtà tecnicamente non è prevista la possibilità di veto, ma è ovvio che se l’Italia punta fino in fondo i piedi il pacchetto rischia di arenarsi. Il prezzo, per noi, sarebbe quello di una rottura drammatica con il resto d’Europa. Un rischio che non sembra però preoccupare il presidente del Consiglio. “Oggi – aggiunge – mi tocca fare il cattivo, così divento il più antieuropeista di tutti…Trovo assurdo parlare di emissioni quando c’è una crisi in atto. E’ come se chi ha la polmonite pensa di farsi la messa in piega…”.

In particolare la bozza francese prevede maggiore gradualità per i settori più esposti alla concorrenza internazionale. L’industria avrebbe quindi complessivamente il 70% dei diritti di emissione gratuiti al 2013, per arrivare al 20% nel 2020, anche se non è chiaro per quali settori sarà estesa la possibilità di ricorrere a crediti gratuiti. E sarà proprio questo il vero banco di prova per capire fino a che punto saranno state accolte le rimostranze di Roma, che vorrebbe invece un’esenzione generalizzata fino al 2020.

Al momento il compromesso sembra infatti pensato più che altro per soddisfare le richieste della Polonia e degli altri paesi dell’Est. Nella bozza sono previste deroghe ai nuovi stati membri dell’ex blocco sovietico per il pagamento dei diritti a inquinare fino al 2020 invece che fino al 2016 per il settore termoelettrico e un nuovo meccanismo di ripartizione delle quote di emissione di CO2 che include l’aumento della percentuale dei ricavi dalle aste dei diritti da destinare ai nuovi Stati membri del 12% (contro il 10% iniziale). Soldi che serviranno a finanziare la riconversione tecnologica di questi paesi.

Altro punto gradito all’Italia è l’ampliamento dei cosiddetti Cdm (clean development mechanism), ovvero la possibilità di tenere conto della riduzione delle emissioni di gas a effetto serra ottenuta con investimenti tecnologici nei paesi in via di sviluppo, a cominciare da Cina e India. Interventi che potranno pesare al massimo per il 3% delle emissioni 2005, salvo che per un gruppo di undici paesi (Italia compresa) per i quali il limite viene innalzato al 4%.

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11 dicembre 2008

fonte: http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/ambiente/clima-vertice-ue-2/gioprno-vertice/gioprno-vertice.html?rss

Scuola, la riforma slitta al 2010: “Ma solo quella delle superiori”


Il ministro ha deciso di rinviare l’applicazione della parte relativa alle scuole superiori
Accolte diverse osservazioni venute in queste settimane dalle parti sociali

Resterebbe invece la parte relativa alle elementari e al maestro prevalente
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di SALVO INTRAVAIA

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ROMA – Slitta di un anno la riforma delle scuole superiori. Lo conferma il ministero dell’istruzione in una nota inviata per spiegare i contenuti dell’incontro in corso di svolgimento a Palazzo Chigi tra governo (presenti il sottosegretario Gianni Letta e il ministro Mariastella Gelmini) e sindacati. Resta confermato per l’anno scolastico 2009/2010, invece, l’avvio dei cambiamenti per la primaria con il maestro prevalente. Il provvedimento di riforma del sistema dell’istruzione e degli ordinamenti scolastici, spiega il ministero, “sarà portato in consiglio dei ministri il 18 dicembre”.

La riforma, spiegano da Viale Trastevere, “Ha come obiettivo quello di modernizzare l’offerta formativa in Italia ed è il risultato del lavoro di questo governo e dei precedenti ministri Moratti e Fioroni”.

Il provvedimento che viene presentato oggi ai sindacati e che sarà in cdm il prossimo giovedì prevede l’avvio dal settembre 2009 della riforma del primo ciclo. Solo dal 1° settembre 2010 partirà, invece, la riforma del secondo ciclo, inizialmente prevista per il 1° settembre 2009, per dare modo, fanno sapere dal ministero del’istruzione, “alle scuole e alle famiglie di essere correttamente informate sui rilevanti cambiamenti e sulle innovazioni degli indirizzi”.

Sul secondo ciclo “si aprirà un confronto con tutti i soggetti della scuola sull’applicazione metodologico-didattica dei nuovi regolamenti”. Punti principali della riforma sono lo snellimento e la semplificazione degli indirizzi scolastici. Ma anche un legame più stretto tra le richieste del mondo del lavoro e la scuola, il riordino degli istituti tecnici e più opportunità per le famiglie.

In particolare saranno messe a regime le migliori esperienze delle sperimentazioni, l’aumento dello studio della lingua inglese, l’aumento delle ore scientifiche e di matematica, la riforma degli istituti tecnici che passano da 39 a 11 e la riorganizzazione del sistema dei licei.
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11 dicembre 2008

fonte: http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/scuola_e_universita/servizi/slitta-la-riforma/slitta-la-riforma/slitta-la-riforma.html?rss

LA RISPOSTA DI UN LETTORE

Meglio non farsi illusioni: è solo che le Europee sono prossime e qualcuno nel PdL avrà pensato che Insegnanti, Professori, Ata e Precari sono tanti, votano e – udite udite – riescono pure ad avere famiglia (magari con qualche maggiorenne che vota e anziani al seguito…) nonostante gli stipendi magrissimi rispetto alla media dei loro colleghi europei . Cosa ci si può concretamente aspettare dal Silvio cav. Untolo, ineffabile illusionista, e dalla nordica, algida (quasi rigida) avvocatessa “calabrese”: è di evidenza palmare l’assoluto deficit di senso dell’etica, credibilità e autorevolezza. Poi ci sono le fanfare, le grancasse, le continue mistificazioni, le “furbetterie” e il resto della desolante e squallida mercanzia della “Banda di Arcore”. Un altro esempio recente: la Ministra delle “Pari Opportunità” CARFAGNA che cancella la norma – Prodi – che impedisce ai datori di lavoro di far sottoscrivere lettere di licenziamento con data in bianco alle neoassunte. E’ ributtante !

Inviato da tpaolot il 11 dicembre 2008 alle 16:02
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AI LETTORI


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VI SARETE ACCORTI CHE DA UN PAIO DI GIORNI LA GRAFICA DEL BLOG E’, DICIAMO COSI’, DECISAMENTE SPARTANA. LA COLPA NON E’ NOSTRA MA DELLA PIATTAFORMA DI WORDPRESS CHE HA DECISO IMPROVVISAMENTE E AUTONOMAMENTE DI LASCIARCI POCHE RISORSE GRAFICHE DA UTILIZZARE.
PENSIAMO SIA UN PROBLEMA TEMPORANEO DEL SERVER CHE CI OSPITA E SPERIAMO CHE VENGA RISOLTO AL PIU’ PRESTO.

NEL FRATTEMPO, SE VOLETE, CONTINUATE A SEGUIRCI.

hasta a todos los Compañeros

mauro
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Domani lo sciopero generale della Cgil

Sciopero!

Sciopero!


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Si svolgerà domani lo sciopero generale indetto dalla Cgil. Manifestazioni in tutta Italia. La protesta durerà quattro ore ma per molte categorie sarà esteso all’intero turno di lavoro.
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“Più lavoro più salari più pensioni più diritti”. Questo lo slogan dello sciopero generale indetto per domani dalla Cgil “per chiedere una svolta di politica economica e sociale – informa il sindacato sul suo sito – necessaria per governare la crisi e per evitare che questa scarichi le proprie conseguenze sulle famiglie dei lavoratori e dei pensionati e sui precari”. La Cgil stima un milione di persone in piazza.

Saranno un centinaio le manifestazioni previste in tutta Italia, fra le quali cinque a carattere regionale. Le manifestazioni ricorderanno anche la tragedia degli incidenti sul lavoro. “Le bandiere della Cgil – ha detto nei giorni scorsi il segretario confederale responsabile d’organizzazione, Enrico Panini – saranno abbrunate, come segno di lutto, in quelle città recentemente colpite dalle ancora tante e troppe morti”. Inoltre si osserverà un minuto di silenzio in tutte le piazze e sarà ricordato “per non dimenticare”, Vito Scafidi, il ragazzo di 17 anni morto lo scorso 22 novembre sotto il tetto di un liceo di Rivoli. Lo sciopero durerà quattro ore ma per molte categorie sarà prolungata a otto ore, all’intera giornata o all’intero turno di lavoro.

Per la circolazione ferroviaria si prevedono disagi fra le 14 e le 18. Secondo quanto comunicato da Trenitalia, il collegamento tra Roma Termini e l’aeroporto di Fiumicino sarà garantito con il Leonardo Express o il ricorso a servizi di autobus sostitutivi mentre lo sciopero “non interessa le fasce orarie a maggiore mobilità pendolare (dalle ore 6 alle 9, e dalle 18 alle 21 nei giorni feriali), durante le quali i treni circoleranno regolarmente”. Informazioni potranno essere richieste negli uffici assistenza delle stazioni, nei punti informativi e al call center 892021.

Questa l’articolazione della protesta per le diverse categorie, comunicata dalla Cgil stessa.

* I lavoratori dei settori della ristorazione collettiva, della distribuzione del farmaco, delle farmacie private e speciali, delle imprese di pulizia servizi integrati/multiservizi sciopereranno per l’intera giornata o turno di lavoro.

* I lavoratori dei porti, merci e logistica, agenzie marittime, autostrade, Anas compresi h. 24, Ferrovie e TPL (solo impianti fissi). I lavoratori dei settori addetti alla circolazione tenuti a garantire i servizi essenziali: F.S e appalti: dalle 14.00 alle 18.00; TPL: le ultime quattro ore della prestazione giornaliera nel rispetto delle fasce di garanzia previste; marittimi: quattro ore con modalità stabilite localmente. Esenzione dallo sciopero generale dell’intero comparto trasporto aereo

* I lavoratori del credito sciopereranno per l’intera giornata o turno di lavoro. I lavoratori della Banca d’Italia sciopereranno per l’intera giornata o turno di lavoro.

* I lavoratori dei consorzi di bonifica e di miglioramento fondiario sciopereranno per l’intera giornata o turno di lavoro.

* I lavoratori della formazione professionale, delle scuole non statali, delle università non statali, delle scuole italiane all’estero, dei corsi ex legge 153, dei lettorati presso le università sciopereranno per l’intera giornata. I lavoratori dell’alta formazione artistica e musicale, della ricerca, della scuola e dell’università sciopereranno, nel rispetto dei servizi minimi indispensabili, per l’intera giornata o turno di lavoro.

* I lavoratori dei settori elettrico, gas-acqua, calore, energia e petrolio soggetti ai vincoli della legge 146/’90 sciopereranno, nel rispetto dei servizi minimi indispensabili, per l’intera giornata o turno di lavoro.

* I lavoratori del settore dell’igiene urbana, pubblico e privato, sciopereranno per l’intera giornata o turno di lavoro. I lavoratori delle autonomie locali, del pubblico impiego, delle regioni, della sanità pubblica e privata sciopereranno, nel rispetto dei servizi minimi indispensabili, per l’intera giornata o turno di lavoro. I lavoratori dei settori socio sanitario, assistenziale, educativo e di inserimento lavorativo privato sciopereranno per l’intera giornata o turno di lavoro.

* I lavoratori di Poste Italiane SpA, delle aziende del gruppo poste e del settore degli appalti e dei recapiti postali, sciopereranno per l’intera giornata o turno di lavoro. I lavoratori delle telecomunicazioni che applicano il CCNL telecomunicazioni e Legge 146/’00, sciopereranno per l’intero turno di lavoro. Per i lavoratori del gruppo RAI lo sciopero generale si svolgerà nel giorno 11 dicembre 2008 e riguarderà l’intero turno di lavoro.
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11 dicembre 2008 – redattore: BS

fonte: http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=21391

Genova, maxi sequestro di rifiuti speciali dell’Ilva / Taranto, operaio cade all’Ilva e muore


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In Abruzzo sgominata banda: 5 arrestati
I carabinieri hanno bloccato un carico di centomila tonnellate nello stabilimento dell’Ilva. Quattro denunciati

GENOVA – Maxi sequestro di rifiuti a Genova: i carabinieri del Noe hanno bloccato un carico di 100mila tonnellate nello stabilimento siderurgico dell’Ilva costituito prevalentemente da polverino d’acciaio e circa 5mila tonnellate di pasta di zolfo. Sono state denunciate quattro persone appartenenti al management dell’Ilva, responsabili di aver organizzato uno stoccaggio di rifiuti speciali non pericolosi in mancanza delle previste autorizzazioni. Sono nomi grossi: il presidente del cda del gruppo Ilva Emilio Riva, il direttore dello stabilimento di Genova Giuseppe Frustaci, i responsabili dello smaltimento dei rifiuti Franco Risso e Enrico Calderari.

RESIDUI DELL’ALTOFORNO – Il materiale sequestrato, residui della attività dell’altoforno chiuso in modo definitivo nel 2005, era stato accumulato tra il 1998 e il 2005. Nonostante fosse stato in parte smaltito, sia attraverso la eliminazione sia con il recupero del ferro dal polverino, l’accumulo aveva superato in grande misura le quantità indicate dalla legge. Il decreto legislativo 152 del 2006 impone infatti di non stoccare più di venti metri cubi di rifiuti o, in seconda istanza, obbliga a eliminarli entro tre mesi. Se si oltrepassano questi limiti è necessario avere un’autorizzazione della Provincia, che nel caso dello stabilimento dell’Ilva di Genova, secondo i carabinieri, non è stata chiesta. Ora si attende dal magistrato di turno la convalida dei provvedimenti e in particolare del sequestro del materiale.

MATERIALI NON PERICOLOSI – L’operazione è stata condotta sia con un’ispezione aerea su un elicottero, sia con una verifica a terra, che ha consentito di calcolare la quantità di rifiuti accumulati nello stabilimento di Genova Cornigliano, nell’area dell’ex parco minerario. Nel caso venga richiesta l’autorizzazione per uno stoccaggio superiore ai limiti di legge, hanno spiegato i carabinieri, è necessario seguire una serie di prescrizioni, come il controllo delle falde sotterranee e la predisposizione di opere strutturali per riparare i materiali dagli eventi esterni. Nel caso dell’Ilva di Genova, spiega il Noe, il polverino di acciaio e la pasta di zolfo erano invece accumulati all’aria aperta senza protezioni. Il polverino era stato stoccato fino al 2005 mentre i residui di zolfo fino al 2002. L’indagine prosegue per valutare se i materiali siano o meno pericolosi. Al momento il Noe lo esclude, sia in base a un’analisi fornita dalla stessa Ilva sia per la natura dei rifiuti speciali. Una perizia potrebbe essere comunque richiesta dal pm.

ABRUZZO, 5 ARRESTI – I carabinieri liguri hanno agito in accordo con i colleghi del Noe di Pescara che hanno disarticolato un’organizzazione dedita allo smaltimento illecito di rifiuti con base in Abruzzo e diramazioni in diverse regioni. Le persone denunciate all’autorità giudiziaria sono 36 per associazione a delinquere, attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti, truffa, falso in attestazioni analitiche e certificazioni ambientali e frode processuale. Il gip ha anche emesso 5 ordinanze di custodia. L’indagine, durata quasi due anni, ha svelato un imponente traffico illecito di rifiuti speciali pericolosi, che venivano smaltiti illecitamente in compiacenti discariche nazionali, con la cooperazione di trasportatori, impianti di gestione di rifiuti, intermediari, laboratori analitici e produttori. I responsabili del traffico, attraverso il simulato trattamento chimico-fisico dei rifiuti e la falsificazione dei documenti analitici e di trasporto, per anni hanno illecitamente smaltito ingenti quantitativi di rifiuti speciali pericolosi caratterizzati dalla presenza di inquinanti nocivi per l’ambiente e la salute umana, tra cui sostanze irritanti, cancerogene, tossiche, nocive, mutagene, diossina, mercurio, cadmio, piombo. L’operazione ha portato anche al sequestro dell’impianto di trattamento rifiuti di Chieti Scalo.

OPERAZIONE IN TRENTINO – Un’altra operazione contro il traffico illecito di rifiuti è stata portata a termine mercoledì dal Corpo Forestale dello Stato, in particolare di Vicenza. Le indagini sono state coordinate dalla procura di Trento e hanno riguardato Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Veneto. Otto gli arresti, cinque in carcere e tre ai domiciliari. Una quarantina le perquisizioni. Le persone coinvolte sono intermediari nel settore del ciclo dello smaltimento dei rifiuti, oltre che il titolare di un laboratorio di analisi che certificava falsamente come idonei rifiuti in realtà non conformi e spesso pericolosi. Al vaglio degli investigatori anche uffici della pubblica amministrazione. L’indagine riguarda 123mila tonnellate di rifiuti speciali, anche pericolosi – in particolare residui di lavorazione di acciaierie, cartiere e limi di marmi -, stoccati quest’anno in un sito di ripristino ambientale a Roncegno Terme, in Trentino, gestito dalla società Ripristini Valsugana Srl, con sede a Trento. I Forestali hanno accertato che per lo stoccaggio dei rifiuti venivano modificati i loro dati grazie alla compiacenza del laboratorio d’analisi Ares di Castegnato (Brescia): in questo modo da materiali speciali divenivano semplici inerti. Ciò avrebbe garantito un vantaggio economico di alcune decine di euro a tonnellata, per un presunto profitto illecito sia per il titolare (stimato in oltre un milione di euro), sia per le aziende che dovevano smaltire i rifiuti.
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11 dicembre 2008

fonte: http://www.corriere.it/cronache/08_dicembre_11/genova_sequestro_rifiuti_speciali_f39b7e92-c75e-11dd-a4b9-00144f02aabc.shtml
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Ilva di Taranto

Ilva di Taranto


Taranto, operaio cade all’Ilva e muore
Sindacati: sciopero immediato di 24 ore
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Terzo incidente in un anno nello stabilimento siderurgico. La vittima è un polacco di 54 anni, aperta inchiesta

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TARANTO – Un operaio di origine polacca, Jan Zygmuntjan Paurowicz, di 54 anni è morto nella notte, intorno all’1.30, mentre lavorava nel reparto altoforno dell’Ilva di Taranto. Per lui questo doveva essere l’ultimo giorno di lavoro. La ditta francese Pirson, di cui l’uomo era dipendente, aveva infatti ultimato l’intervento sull’altoforno 4 – fermo in manutenzione programmata – e i lavoratori stavano smontando le attrezzature. Paurowicz è stato colpito da un pezzo ancorato a una gru ed è precipitato da un’altezza di 12 metri riportando un gravissimo trauma cranico. È morto poco dopo il suo arrivo all’ospedale Santissima Annunziata.

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TRE IN UN ANNO – La procura di Taranto ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo e ha disposto il sequestro dell’impianto. È il terzo incidente mortale nello stabilimento siderurgico dall’inizio dell’anno e anche in questa occasione la vittima è un lavoratore di una ditta in appalto. Le segreterie provinciali di Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato uno sciopero immediato di 24 ore delle aziende d’appalto operanti nell’altoforno 4 e altre 24 ore di sciopero a partire dalle 7 di venerdì per tutti i lavoratori diretti dell’Ilva e i lavoratori dell’appalto. «L’incidente ha una forte similitudine con quello accaduto in aprile di quest’anno nel reparto zincatura a caldo in costruzione – sottolineano i sindacati -, laddove un lavoratore perse la vita per una caduta dall’alto del capannone. Questo infortunio dimostra che quanto fatto non è stato sufficiente a evitare l’accaduto».

LA NOTA DELLA SOCIETÀ – In un comunicato la Paul Wurth Italia (società che ha appaltato i lavori alla Pirson Contractors) scrive: «Questa notte, presso il cantiere realizzato per il rifacimento dell’altoforno 4 dell’Ilva, fermo da diversi mesi, durante le attività di smontaggio delle strutture secondarie di una delle piattaforme interne all’altoforno, Paurowicz Zygmunt Jan, operaio carpentiere specializzato della società Pirson Contractors, è precipitato all’interno del forno stesso per un’altezza di circa 12 metri attraverso la botola predisposta per l’evacuazione del materiale, sulla piattaforma mobile. L’operaio, prontamente soccorso, è deceduto durante il tragitto verso l’ospedale civile S. Annunziata di Taranto. L’operaio, dipendente da lungo tempo della Società Pirson, società altamente specializzata nella costruzione e nel rifacimento di altiforni, aveva partecipato nell’ultimo decennio in tutta Europa a numerosi interventi di ricostruzioni di impianti simili. È in corso un’indagine interna per accertare le cause della tragedia. Attualmente sono in corso le indagini della Procura di Taranto e dei Servizi Ispettivi. Paul Wurth Italia esprime ai famigliari del sig. Paurowicz Zygmunt Jan le sue più sincere condoglianze, ricordandone le grandi doti umane oltre che professionali».
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11 dicembre 2008

fonte: http://www.corriere.it/cronache/08_dicembre_11/taranto_operaio_morto_ilva_cf38b65e-c75a-11dd-a4b9-00144f02aabc.shtml

Usa, il guru delle rinnovabili sarà ministro per l’energia

Steven Chu in laboratorio

Steven Chu in laboratorio


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Obama ha scelto i componenti della sua squadra ambientale
Spicca Chu, premio Nobel per la fisica, al dipartimento per l’Energia

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WASHINGTON – Sarà il Carlo Rubbia d’America a prendere in mano le redini del sistema energetico statunitense. Chi pensava che gli impegni di Barack Obama su ambiente e rivoluzione verde dell’industria fossero semplici promesse elettorali dovrà ricredersi. Questo, almeno, fanno intendere i nomi scelti dal presidente eletto degli Stati Uniti per alcuni ruoli chiave dell’amministrazione.

Spicca, in particolare, la decisione di affidare lo strategico dipartimento per l’Energia al premio Nobel per la fisica Steven Chu. Docente all’Università di Berkeley, in California, Chu, 60 anni, è un’autorità accademica in materia di ricerca di fonti energetiche alternative e rinnovabili. La sua nomina rappresenta una rottura drastica quindi con l’amministrazione Bush, affollata da personaggi provenienti dalle grandi compagnie petrolifere.

Il presidente eletto ha anche scelto come capo dell’Epa, l’agenzia federale per l’Ambiente, Lisa Jackson, ex responsabile per l’ambiente nel New Jersey, uno degli Stati che hanno volontariamente (anche se simbolicamente) aderito a un accordo tra stati molto simile al Protocollo di Kyoto. Carol Browner, ex capo dell’Epa della Florida e stretta collaboratrice di Al Gore, avrà inoltre un posto di coordinatrice delle politiche energetiche e ambientali dell’amministrazione. Completerà la squadra, secondo le indiscrezioni rilanciate dai media americani, Nancy Sutley, vice sindaco di Los Angeles, che verrà nominata alla guida del Council on Environmental Quality, un altro organismo della Casa Bianca dedicato all’ambiente.

Altra scelta dal valore fortemente simbolico da parte di Obama, è stata quella di far trapelare l’organigramma a poche ore da un faccia a faccia con Al Gore, l’ex vicepresidente divenuto un uomo-simbolo delle battaglie contro il cambiamento climatico.

Resta invece ancora da riempire la casella del nuovo ministro della Sanità. In questo caso la scelta di Obama sembra sia caduta su Tom Daschle. La certezza si dovrebbe avere oggi, in occasione della conferenza stampa convocata dal presidente eletto per illustrare le politiche della sanità.
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11 dicembre 2008

fonte: http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/esteri/obama-presidente-3/obama-squadra-ambiente/obama-squadra-ambiente.html?rss

G8, falso e arresto illegale: due anni al vicecapo Digos

Il ragazzo romano, allepoca sedicenne, subito dopo larresto

Il ragazzo romano, all'epoca sedicenne, subito dopo l'arresto


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Alessandro Perugini (già condannato per la vicenda del carcere provvisorio di Bolzaneto) e altri quattro agenti condannati per l’arresto illegale – le foto fecero il giro del mondo – di un ragazzo all’epoca sedicenne. Risarcita la parte offesa, è caduto il reato di lesioni. Complessivamente inflitti 11 anni di carcere
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TUTTI CONDANNATI IN ACCOGLIMENTO DELLE RICHIESTE DEL PM ALBINI CARDONA


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L’ex vice capo della Digos di Genova all’epoca del G8 del 2001, già condannato per la vicenda degli abusi nel carcere speciale di Bolzaneto la cui sentenza è stata corredat da dure motivazioni del Tribunale di Genova, è stato nuovamente condannato a 2 anni e 3 mesi di carcere per l‘arresto e le percosse a un ragazzino minorenne. La vicenda avvenne durante ilo G8 del 2001 e fu ripresa da molti fotografi; le immagini del calcio al ragazzo e la modalità, brutale, dell’arresto in una zona lontana dagli incidenti e senza necessità alcuna di “forzare” il fermo e l’identificazione, fecero il giro del mondo.

Perugini che ha risarcito la parte offesa (subì un vasto ematona ad un occhio e shock) ha visto decadere l’accusa di lesioni per il ritiro della parte civile dal processo. Ma sono rimasti gli altri reati che hanno portato alla condanna, appunto, di Perugini a 2 anni e 3 mesi di carcere (una parte sarà condonata, beneficiodel quale ha in parte già usfruito per la vicenda di Bolzaneto). Stessa pena al coimputato – altra figura storica della Digos genovese – Antonio Del Giacco condannato a 2 anni e 3 mesi. Due anni sono stati inflitti a Sebastiano Pinzone, un anno e dieci mesi a Enzo Raschellà e Luca Mantovani.
Si tratta, di fatto, del sostanziale accoglimento delle richieste dell’accusa ..

LE PENE, I CONDONI

Alessandro Perugini è stato condannato a due anni e tre mesi di reclusione, come Antonio Del Giacco (pena condonata), Sebastiano Pinzone a due anni di reclusione, Enzo Raschellà e Luca Mantovani a un anno e dieci mesi. Per Pinzone, Raschellà e Mantovani la pena è sospesa ed è stata applicata la non menzione. Per Del Giacco interviene il condono mentre per Alessandro Perugini il tribunale si è riservato le valutazioni dell’applicazione dell’indulto in sede esecutiva. Tutti sono stati condannati in solido al pagamento delle spese processuali e a rifondere le parti civili. Il tribunale ha fissato una provisionale di cinquemila e settemila euro per le parti civili costituite.

LA VICENDA, CENTINAIA DI IMMAGINI

I fatti per i quali oggi sono stati condannati Alessandro Perugini e altri quattro funzionari di polizia risalgono al 21 luglio 2001, in pieno G8, a poche ore dalla morte di Carlo Giuliani. In via Barabino, all’ altezza della questura di Genova, venne arrestato un gruppo di manifestanti (tra cui un avvocato) e un fotografo, che subì anche lesioni. Secondo l’ accusa, quegli arresti furono illegali così come falso fu il verbale d’arresto basato su calunnie: nel verbale infatti si legge che i sei, riuniti in un sit in davanti alla questura, lanciarono sassi ed ebbero un atteggiamento sostanzialmente aggressivo nei confronti della polizia cosa, questa, che innescò la reazione di Perugini e dei quattro funzionari.

UNA PROVA MULTIMEDIALE

Larresto e le altre botte

L'arresto e le altre botte

In quel frangente maturò anche l’aggressione a uno dei manifestanti, Marco Mattana, colpito a calci a terra ed il cui volto insanguinato è diventato una delle immagini simbolo del G8. Ma quell’ episodio è uscito da questo processo: Perugini infatti, immortalato mentre prende a calci Mattana, ha rifuso la parte lesa e la vittima ha rimesso querela. Infatti, in questo processo, i cinque erano imputati in concorso di falso e calunnia, oltre che di abuso d’ufficio per l’ arresto illegale. I difensori hanno preannunciato appello.

L’OPERAIO FOTOREPORTER

C’è anche l’operaio bolognese Alessandro Berti tra le parti offese del processo che si è concluso con la condanna di cinque poliziotti accusati a vario titolo di arresto illegale, calunnia, minacce e ingiurie in relazione al fermo illegittimo di sei ragazzi durante le manifestazioni del G8 di Genova del 2001. Berti, 39 anni tra pochi giorni, di San Lazzaro di Savena (Bologna), fu fermato dagli agenti il 21 luglio mentre scattava fotografie durante il sit-in di protesta davanti alla questura del capoluogo ligure. Berti fu rincorso e fermato dagli agenti che gli ruppero la macchina fotografica e lo caricarono in macchina, destinazione il carcere provvisorio di Bolzaneto. Durante il tragitto fu insultato e minacciato. Oggi il giudice gli ha riconosciuto una provvisionale di 7.000 euro. Nel verbale di arresto veniva accusato insieme ad altri cinque ragazzi di aver lanciato pietre e bottiglie contro la polizia, ma un filmato agli atti dell’inchiesta dimostrò che, se si eccettua una bottiglia di plastica, nessun oggetto fu scagliato verso gli agenti. Soddisfatto l’avvocato Raffaele Miraglia, legale di Berti: «Anche se a distanza di sette anni e mezzo finalmente è stata fatta giustizia ed è importante che il giudice abbia condannato gli imputati non solo per l’arresto illegale, ma anche per le minacce e le ingiurie nei confronti dei ragazzi ingiustamente fermati».

LA CRONACA DELL’ULTIMA UDIENZA

E’ attesa per stasera la sentenza nei confronti dell’ec vice capo della Digos di Genova, Alessandro Perugini e di altri quattro agenti, accusati di arresti illegali ai tempi del G8 di Genova. Oltre all’ accusa di arresto illegale tutti concorrono anche nei reati di falso e calunnia. In mattinata sono previste le arringhe difensive mentre nel primo pomeriggio il pm Francesco Cardona Albini effettuerà una breve controreplica. Nella sua requisitoria ilpm aveva chiesto condanne superiori ai due anni. La vicenda è quella dell’arresto e delle botte a un ragazzo all’epoca minorenne, fermato vicino alla Questura e preso a calci da Perugini, vicenda immortalata e fissata da alcuni fotogiornalisti.

Il tribunale, presieduto da Renato De Lucchi emetterà la sentenza in serata. Alessandro Perugini «pagherà per sempre la foto in cui lo si vede dare un calcio a Marco Mattana». Lo ha detto uno dei suoi difensori, l’avvocato Pendini, durante l’arringa conclusasi nella tarda mattinata davanti al Tribunale di Genova. La foto a cui si riferisce Pendini è quella scattata il 21 luglio 2001, davanti alla Questura, quando Perugini sferrò un calcio in faccia ad uno dei manifestanti, Marco Mattana appunto. Il reato di lesioni è però uscito da questo processo perché Perugini ha offerto un risarcimento a Mattana che l’ha ritenuto congruo e quindi ha rimesso querela. Ma sono rimaste le altre parti offese e i reati perseguibili d’ufficio.
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10 dicembre 2008

fonte: http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/italia_e_mondo/2008/12/10/1101938547758-g8-calci-minorenne-processo-vicecapo-digos.shtml