Cenone con “pesce povero” da 15 euro: le ricette a basso impatto di Greenpeace

ROMA (23 dicembre) – Una cena per quattro persone basata su due “pesci poveri” (sugarello e sciabola). Costo totale 15 euro. E’ la proposta di Greenpeace per il cenone di capodanno. Dopo la “Guida ai consumi ittici” l’associazione presenta le ricette del cuoco Amelio Fantoni, nella sezione del sito “Buon appetito…critico!”.

«Rispettiamo chi decide di non mangiare pesce – afferma Greenpeace – ma è nostro dovere informare chi non fa questa scelta che è possibile consumare meglio». Oggi, aggiunge l’associazione ambientalista, il 70% del pescato viene sottopagato o rigettato in mare anche perché non c’è domanda.

Il sugarello, che è un “pesce azzurro”, e la sciabola, che è invece un pesce “di fondale”, si trovano ovunque lungo le coste italiane. Sono due specie normalmente classificate come “pesci poveri” forse perché non superano i sei euro al chilo.

«Le ricette di Amelio sono una valida alternativa ai prodotti della “lista rossa” di Greenpeace – spiega Alessandro Giannì, responsabile della campagna mare di Greenpeace -. Mangiando pesci come il tonno pinna gialla, il tonno rosso, il pesce spada, il merluzzo (importato come baccalà o stoccafisso) e i gamberoni tropicali tutti noi, spesso inconsapevolmente, contribuiamo a distruggere il Mare».

«Per tonni, pesce spada e merluzzo il problema principale – sostiene ancora Greenpeace – è lo stato disastroso delle risorse, peggiorato ulteriormente dalla pesca pirata. I gamberoni tropicali, invece, provengono da pratiche di acquacoltura che danneggiano la fascia costiera intertropicale, cui si associano gravi violazioni dei diritti umani».

«Il 70 per cento del pesce pescato non viene utilizzato perché non lo si conosce a fondo e c’è scarsa informazione su come cucinarlo – sostiene il cuoco Amelio Fantoni, di Viareggio -. Perché il pesce è un alimento straordinario, che va rispettato e conosciuto. Il menu che propongo è fatto e pensato per esaltare i sapori e rispettare le proprietà di ogni
prodotto usato».

Il menù per 4 persone (costo totale: 15 circa € circa)

1° portata – crostini di sugarello
2° portata – passato di verdure con filetti di sciabola
3° portata – filetti di sugarello crudi
4° portata – filetti di sciabola al forno
5° portata – spaghetti cotti nel brodo

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23 dicembre 2008

fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=39572&sez=HOME_PIACERI

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Poco dopo aver proposto sul web la nostra Guida ai Consumi Ittici ci è capitato di incontrare Amelio. Amelio Fantoni è un cuoco di Viareggio. E’ uno che parla chiaro e ha un suo “cruccio”: la nostra abissale – è il caso di dirlo – ignoranza sul prodotto ittico.

Gli danno fastidio i luoghi comuni sul pesce e sul pescato e soprattutto la preclusione – frutto di ignoranza, dice lui – che troppi hanno verso molte specie di pesce, definite “pesci poveri” perchè  non hanno mercato e spesso rigettate in mare dai pescatori che non ci ricavano nulla. Le idee di Amelio non è detto che siano quelle di Greenpeace, ma ci sembra interessante farle conoscere.

Rispettiamo la scelta di chi decide di non mangiare pesce o in genere carne ma è nostro dovere informare chi non intende compiere tale scelta che è possibile “consumare meglio”.

Tutto quello che trovate nella sezione “Buon appetito…critico!” è quindi a cura del cuoco Amelio. Tutto, tranne le schede sulla biologia delle specie ittiche di cui lui ci suggerisce un uso “colto”.

Buon appetito…critico!

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foto cuoco

a cura del cuoco Amelio Fantoni


BUON APPETITO…CRITICO!

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CUCINARE COME?CHE PESCI PIGLIARE? Pesci e ricette di stagione

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Le risorse del mare sono in pericolo, ma tutti possiamo aiutare a tutelarle in molti modi. Lo si può fare osservando alcune regole anche in cucina, in primo luogo diversificando la nostra alimentazione e quindi i nostri acquisti e di conseguenza la domanda dell’alimento pesce.

Un modo ovvio (ma a stare ai fatti pare di no…) è quello di utilizzare al meglio tutte le specie del nostro mare – 500 tipi di pesce tutti commestibili con un alto grado nutrizionale – “costringendo” i pescatori a una pesca meno intensiva, più mirata e più remunerativa. Oggi il 70 per cento del pescato viene sottopagato, perchè non c’è domanda, o viene ributtato in mare perchè non merita il costo della cassetta: 0,54€ !

Penso che la ragione del non utilizzo di quel 70 per cento di pesce sia la mancanza di conoscenza e di conseguenza anche la scarsa informazione sulla maniera di cucinarlo. Perché il pesce è un alimento straordinario, che va rispettato e conosciuto.

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fonte: http://www.greenpeace.org/italy/campagne/oceani/guida-consumi-ittici/buon-appetito-critico

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