Ecomafie, montagna di rifiuti speciali grande come l’Etna spariti nel nulla

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Rapporto di Legambiente: un business da 20,5 miliardi
Nel Lazio sei reati al giorno

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ROMA (5 maggio) – Rifiuti S.p.a. da record. Campania in testa. La denuncia è contenuta nel rapporto Ecomafia 2009 di Legambiente, presentato a Roma. «La montagna di scarti speciali spariti nel nulla secondo l’ultimo censimento disponibile – si legge nel rapporto – è la più alta di sempre: 3.100 metri con una base di tre ettari per un giro d’affari che raggiunge circa 7 miliardi di euro con un incremento significativo rispetto al 2007, quando i trafficanti si erano spartiti circa 4 miliardi e mezzo». Sono 31 i milioni di tonnellate di rifiuti industriali «di cui è certa la produzione ma ignota la destinazione finale».

La classifica.
In vetta alla classifica dell’illegalità in questo settore si piazza saldamente la Campania con 573 infrazioni accertate (il 14,7% sul totale nazionale) e ben 63 arresti nel corso dell’ ultimo anno. Al secondo posto si piazza la Puglia con 355 infrazioni accertate, 416 denunce, 271 sequestri, e 15 arresti. Al terzo posto la Calabria (293 infrazioni, 238 denunce, 567 sequestri), seguita dal Lazio con 291 reati, 358 denunce, 172 sequestri e 11 arresti. Il Piemonte è diventata la prima regione del Nord per numero di reati accertati, incidendo per il 6,5% sul totale nazionale.

A livello nazionale, i reati commessi sul fronte rifiuti, nel 2008 sono stati 3.911, quasi il 38% dei quali nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa; sono state denunciate 4.591 persone e sono stati effettuati 2.406 sequestri e 137 persone sono finite in manette.

Cemento selvaggio. Dopo anni di costante flessione, nel corso del 2008, in tutta Italia l’abusivismo sembra aver rialzato la testa con 28 mila nuove unità (dati Cresme). Stabile e solida al primo posto la Campania anche per quanto riguarda il ciclo illegale del cemento (oltre che dei rifiuti): 1.267 infrazioni accertate, 1.685 persone denunciate e 625 sequestri, afferma Legambiente. «Il cemento – si legge nel rapporto – è il luogo ideale per riciclare i proventi dalle attività criminose e nel caso campano si tratta di proventi ingenti che si traducono in interi quartieri abusivi. Basti pensare che il 67% dei comuni campani sciolti per infiltrazione mafiosa, dal 1991 a oggi, lo sono stati proprio per abusivismo edilizio».

E l’abusivismo non risparmia neppure le località di pregio, a cominciare dalle costiere (amalfitana e cilentana) e dall’area dei templi di Paestum, come a Ischia. Stabile al secondo posto, nella classifica del cemento illegale, è la Calabria con 900 infrazioni, 923 persone denunciate e 319 sequestri. Continua la scalata del Lazio, che quest’anno si colloca al terzo posto nella classifica del cemento illegale, superando la Sicilia. Sono quasi raddoppiate in un anno le persone denunciate e così pure i sequestri.

Sei reati al giorno nel Lazio. Sei reati al giorno, l’8,1% del totale nazionale, il record di persone denunciate (2.234) e il quinto posto in Italia per gli eco-reati. Sono i numeri del Lazio contenuti nel rapporto 2009 di Legambiente «Un’economia che non conosce crisi, è l’Italia del malaffare», ha detto Venneri illustrando i numeri del rapporto 2009. Un anno che ha visto il Lazio bissare i numeri delle infrazioni del ciclo dei rifiuti, 288 nel 2007 e 291 nel 2008, dimezzare quegli sugli incendi da 1.000 nel 2007 a 481 nel 2008 e aumentare pericolosamente i reati legati al ciclo del cemento da 661 nel 2007 a 774 nel 2008.

Grasso: serve osservatorio nazionale. Contro le ecomafie serve «un osservatorio nazionale», ha detto il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso. «Non tutte le indagini – ha detto – partono come ecomafie, quindi è importante un osservatorio per avere un quadro generale». «Dietro l’ecomafia si è creato un sistema – ha sottolineato Grasso – che cerca di sfruttare questa situazione che ha bisogno di tecnici di laboratorio, trasportatori e altre figure». Secondo il procuratore nazionale antimafia occorre «aggredire il fenomeno in tutti i suoi addentellati criminali».

Rutelli: nel Lazio situazione grave. «È una situazione molto seria, grave, della quale si è occupata anche la stampa internazionale. Nel Lazio meridionale ci sono alcune parti dove la presenza della criminale è invasiva e dove la risposta dello Stato e delle comunità deve essere molto ferma e anche bipartisan». Lo ha affermato il presidente del Copasir, Francesco Rutelli «Contro le ecomafie anche la legge deve aiutare -ha detto ancora Rutelli- ecco perché confido affinché venga reinserita nella legge la denuncia del racket, il dovere di segnalare e denunciare il pizzo e l’estorsione per attività illegali. Dobbiamo rafforzare il contrasto anche con le intercettazioni e questo vale anche per le archeomafie».

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fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=57006&sez=HOME_INITALIA


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