Archivio | maggio 9, 2009

ROM? ROM! VIAGGIO NEI MONDI ROM

Con ritardo questa volta incolpevole (dovuto a problemi di computer e di rete) pubblichiamo una parte del materiale che Luca ci ha gentilmente fornito su questa iniziativa a Genova.

Tutti coloro che volessero contribuire a pubblicizzare questa mostra possono liberamente riprendere il post, citando Luca, grazie.



Quando si affronta il tema dei Rom, anche le persone più sensibili tendono inevitabilmente a ripiegarsi su loro stesse e ad accettare acriticamente i luoghi comuni, quasi sempre negativi, che da sempre accompagnano questo popolo. La mostra fotografica che in questa sede proponiamo, con immagini scattate a Milano, Roma, Siviglia e Genova vuole essere quindi anche un tentativo di esplorare sia pur minimamente (vista l’ampiezza dell’argomento) un mondo – appunto quello dei Rom – così grave; complesso e sfaccettato. Per l’occasione sono state distribuite a molti bambini dei campi genovesi delle macchine fotografiche usa e getta, con le quali essi hanno potuto scattare liberamente fotografie di momenti e/o situazioni, dal loro punto di vista, particolarmente importanti e significativi. Una prospettiva di analisi quindi tutta interna alla loro sensibilità e un ulteriore modo per tentare di alzare un velo su una realtà misconosciuta e molto spesso fraintesa per gli stereotipi che da sempre la circonda

Max Intrisano - Campus Rom

MOSTRA FOTOGRAFICA

27 aprile al 18 maggio 2009

Fotografie di:
Giorgio de Finis
Max Intrisano
Luana Monte
Alessandro Pangallo
Michele Palazzi

L’altro punto di vista – Visioni dal mondo Rom. Più di trecento fotografie scattate dai bambini delle comunità khorakhanè e sinti di Genova

Installazione dell’opera “Margini di realtà”
a cura di Stefania Gessi, Lara Grillo,Silvia Cappuccio e Annalisa Rossi.

Sala polivalente – cinema Sivori, Salita Santa Caterina, 12 Genova.
Aperta tutti i giorni dalle 15.30 alle 20
ingresso libero

………………………………………………………………………

MARTEDì 12 MAGGIO
ORE 21,15

proiezione del documentario

“ROME TO ROMA – DIARIO NOMADE”

di Giorgio de Finis

Giorgio de Finis - Rome to Roma

Il documentario è la cronaca di un seminario che ha visto oltre 40 studenti provenienti da tutto il mondo andare alla scoperta dei campi nomadi delle capitali. Partito da Roma, il gruppo di studenti ha attraversato l’Adriatico alla scoperta dei campi rom della capitale serba Belgrado, e poi ancora di Skopje, in Macedonia.

Sala polivalente – cinema Sivori, Salita Santa Caterina, 12 Genova.
ingresso libero

………………………………………………………………………

Per maggiori informazioni:

010 5499357 (Assessorato alla Cultura della Provincia di Genova)
romrom09@libero.it

……………………………………………………………………..

Michele Palazzi - via Gordiani

SESSUALITA’ – La libido in 15 domande / Come facilitare l’orgasmo?

La libido in 15 domande

LA LIBIDO, I SENTIMENTI, LE EMOZIONI
Il desiderio e l’amore
Differenza tra desiderio e libido
Desiderare senza amore?
Il desiderio senza piacere

Non lo desidero più quindi non lo amo più?

Leggere il seguito
Il desiderio e l'amore

No. Il desiderio e l’amore sono due emozioni molto diverse. E’ possibile desiderare qualcuno che non si ama ed è possibile non desiderare qualcuno che si ama. Tanto più che il desiderio è fragile. Puo’ attenuarsi per motivi psicologici, per difficoltà di coppia, ma anche per la fatica, problemi di salute, di famiglia…
Nella storia di una coppia che dura vi saranno per forza dei momenti in cui il desiderio è meno presente o addirittura assente. E’ inevitabile! Bisogna saper accettarlo, capirne il motivo, ma non pensare che il desiderio manca perché l’amore non c’è più. Sarebbe veramente un peccato!

Leggere il seguito

___________________________________________________________



> Scegliere la posizione giusta per le gambe
> Trovare la buona posizione del kamasutra
> Respirare
> Muoversi
> Simulare per aumentare l’eccitazione
> Farlo parlare
> Incitarlo a trovare il buon ritmo
> Stimolare il clitoride
> Accarezzare il seno
> Tonificare i muscoli del bacino
> Fantasmare
> Allenarsi da sola a scatenare l’orgasmo

..

fonte: http://www.alfemminile.com/mag/coppia/d502/x4959.html

DOCUMENTI – CENSIS: Diario dell’inverno di crisi. I primi 4 appuntamenti

https://i1.wp.com/www.censis.it/img/second/imm_att.gif

Diario dell’inverno di crisi


9 Maggio 2009

.

Gennaio – Aprile 2009

.

Con i quattro appuntamenti mensili del “Diario della crisi” (da gennaio ad aprile 2009) il Censis si ripromette di leggere la difficile fase che il Paese sta attraversando in modo ancorato il più possibile ai dati reali.
Il momento di difficoltà è innegabile, ma una lettura indistinta della situazione, come quella oggi più diffusa, rischia di suscitare un disorientamento generalizzato e controproducente ai fini di un’auspicabile reazione collettiva.
Per il momento la crisi si presenta a “mosaico”, è concentrata soprattutto in alcuni focolai, ci sono cioè settori produttivi, territori e categorie di soggetti più esposti e sotto pressione di altri.
Individuare e separare i focolai della crisi è l’obiettivo di queste riflessioni.


Download

.

Diario della crisi 1 – Gennaio, un mese in apnea scarica il documentoPdf

Diario della crisi 2 – Febbraio, un Paese non allo sbando scarica il documentoPdf

Diario della crisi 3 – Marzo, la reazione alla crisi ha quattro velocità scarica il documentoPdf

Diario della crisi 4 – Aprile, tra assestamenti e sguardi al futuro scarica il documentoPdf

.

Nota metodologica

..

fonte: http://www.censis.it/277/372/6697/6718/cover.asp

Padova, morto un reduce del Kosovo: torna lo spettro dell’uranio impoverito

https://i2.wp.com/www.ilmessaggero.it/MsgrNews/HIGH/20090509_c1_kosovowar.jpg

Il pm apre un fascicolo e blocca la tumulazione della salma del maggiore Franco Martone, 43 anni

.

PADOVA (9 maggio) – Il maggiore dell’esercito Franco Martone aveva quarantatrè anni; è morto ieri all’ospedale Busonera, sede dell’Istituto oncologico veneto. L’ufficiale padovano è stato stroncato da un tumore intestinale, ma la tumulazione della salma è stata immediatamente bloccata dal pubblico ministero Silvia Scamurra.

Martone anni fa è stato in Kosovo e ora il magistrato vuole sapere se il nome del maggiore dovrà essere aggiunto alla lunga lista dei militari che sono stati uccisi dall’uranio impoverito. Sulla morte dell’ufficiale il pubblico ministero ha aperto un fascicolo. Già oggi potrebbe affidare l’incarico al medico legale per l’autopsia.

Negli ultimi diciotto mesi già due militari padovani, che erano stati in missione nei Balcani, sono stati uccisi dall’uranio impoverito. Secondo il Gruppo operativo interforze della Sanità militare sono oltre duemila i casi di possibile contaminazione.

.

fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=57569&sez=HOME_INITALIA


«Votateci, fermeremo Berlusconi»: Silvio infiamma le elezioni finlandesi / Satira: ‘Papi Silvio e papa Joseph’

La polemica per il racconto di una presunta visita a una chiesetta: «Non c’è mai stata»

Il partito Keskusta contro le ultime dichiarazioni del leader italiano: «No a chi racconta frottol

.

Il manifesto elettorale finlandese
Il manifesto elettorale finlandese

HELSINKI – Come tutte le campagne elettorali finlandesi, anche quella per il Parlamento europeo del prossimo 7 giugno finora era stata condotta quasi in sordina. Si preannunciava qualche comizio, qualche dibattito in tv dove i vari candidati avrebbero risposto, una alla volta senza interrompersi uno con l’altro, alle domande del moderatore. Insomma, una campagna elettorale ben diversa dai canoni italiani.

MANIFESTO – A surriscaldare la temperatura elettorale è stato un manifesto del ‘Keskusta’ (Partito di centro), il partito del Premier Matti Vanhanen. Il titolo non poteva essere più esplicito: «Berlusconi è contro la Finlandia». Il testo fa riferimento alla fantomatica chiesetta in legno del ‘700 ed alla altrettanto fantomatica visita ufficiale del Presidente del consiglio italiano durante la quale andò ad ammirarla dopo tre ore di viaggio. Come dichiarato dal portavoce del ministro degli Esteri finlandese, Alexander Stubb, Berlusconi non è mai stato in visita ufficiale nel Paese nordico. Nel 1999 fu in Finlandia in visita privata, per partecipare ad una riunione del Partito Popolare Europeo al quale Forza Italia aveva aderito l’anno prima. In quella occasione, dice sempre il ministero degli esteri finlandese, Berlusconi non fu accompagnato dai dirigenti del ‘Kansallinen Kokoomus’ (Alleanza nazionale, in italiano), che fa parte del PPE, in nessuna chiesetta di legno.

POLEMICA POLITICA – Il testo del manifesto del Keskusta (fino al 1988 si chiamava ‘Partito agrario’ ed il suo leader era Urho Kekkonen, presidente della Finlandia dal 1956 al 1982) dice che bisogna impedire l’arrivo al Parlamento europeo di tipi usi a parlare a ruota libera, a dire sciocchezze e a raccontare frottole. Il Parlamento, invece, è un luogo in cui si prendono importanti decisioni che incidono sulla vita dei cittadini europei, sia quelli che vivono in villaggi con chiese di legno sia quelli della città dove c’è il Colosseo. Il Keskusta, insomma, accusa in modo indiretto il partito del Kokoomus di fare comunella, in Europa, con tipi come Silvio Berlusconi, il quale ha un indice di gradimento -in Scandinavia- non certo del 75% come in Italia. Anzi. C’è da prevedere, nei prossimi giorni, un aumento della lotta politica in Finlandia sulla base delle dichiarazioni di Berlusconi riguardo alle ragazze finlandesi, purché maggiorenni.

PROTAGONISTA – I tre partiti maggiori, Keskusta, Kokoomus, Partito socialdemocratico, hanno circa il 25% dei voti a testa. Ogni variazione anche minima può essere decisiva per essere il partito più votato e, dunque, quello incaricato di formare, quando verrà il momento, la coalizione governativa. E’ sotto questa luce che la lotta per le elezioni europee oltre ai temi classici (crisi economica, ambiente, normative comunitarie) adesso ha un nuovo e strano – almeno per i finlandesi – protagonista: Silvio Berlusconi e le sue battute.

.

Paolo Torretta
09 maggio 2009

.

fonte: http://www.corriere.it/esteri/09_maggio_09/elezioni_finlandia_berlusconi_ec46e16e-3cb0-11de-a760-00144f02aabc.shtml

____________________________________________________________

Papi Silvio e papa Joseph

.

SATIRAPREVENTIVA di Michele Serra

.

Nel gennaio 2012, Berlusconi chiederà al Pontefice l’annullamento del suo matrimonio: una palese dimostrazione del suo profondo attaccamento ai valori cattolici

.

Joseph Ratzinger
.

Settembre 2011 La terza moglie di Berlusconi, la suonatrice di nacchere Vanita Lopez, con una clamorosa lettera a ‘Repubblica’ rivela tutta la sua amarezza. In due mesi di matrimonio ha visto il marito una sola volta, alle sei di mattina, in piedi accanto al letto, attorniato dalla scorta, che le spiegava di dovere uscire per andare al cinema insieme all’ex autista di Craxi.

“Gli ho detto che non gli credevo”, scrive la signora, “perché a quell’ora i cinema sono chiusi. Mi ha risposto che si trattava di un cinema di Tokyo. Solo dai telegiornali della sera ho appreso la verità: si trovava sul lungomare di Rapallo con miss Universo, sua candidata per la presidenza della Regione Liguria. Gli ho telefonato per chiedergli come è possibile che miss Universo,che è bielorussa, governi la Liguria. Mi ha risposto che io sono boliviana eppure mi ha appena nominata rettore della Sapienza. Ha sempre la risposta pronta. Non so più che cosa fare”.

Gennaio 2012 Berlusconi chiede al papa l’annullamento del suo matrimonio, per dimostrare il suo profondo attaccamento ai valori cattolici. Il papa glielo concede con la formula del ‘tre per due’: annullando i due primi matrimoni, decade anche il terzo. Per festeggiare, Berlusconi presenta al papa la sua quarta moglie, raccontando, tra le risate delle guardie svizzere, di averla sposata il giorno prima a Las Vegas. Si tratta di una cantante di bossa nova della quale non ricorda il nome.

La settimana dopo la signora scrive a ‘Repubblica’ una lettera molto toccante, nella quale rivela di non sapere nulla del matrimonio e di essere felicemente sposata con un narcotrafficante. “Ero in udienza con mio marito in Vaticano”, spiega la donna, “e ho visto un uomo vestito di blu che mi indicava al papa facendo gesti ammiccanti con le mani. Non sapevo che fosse Berlusconi, e soprattutto non potevo immaginare che stesse dicendo al papa che io ero sua moglie”.

I portavoce di Berlusconi la smentiscono, spiegando che è stato frainteso: credeva che la signora fosse l’ex autista di Craxi.

Maggio 2014 Berlusconi sposa in quinte nozze un bagnino californiano con un matrimonio gay a Malibù. La festa, alla quale partecipa tutta la comunità gay mondiale, è una memorabile orgia con ballerini del Bolscioi, pitoni, oppio ed elefanti, dura tre giorni ed è ripresa dalle televisioni di tutto il mondo.

La mattina del quarto giorno Berlusconi dice di essere stato frainteso e annuncia il sesto matrimonio con la classica ragazza della porta accanto. La fortunata è Bamby Cucchiarozzi, sedicenne di Nettuno, che un mese dopo scrive un sms al direttore di ‘Repubblica’ annunciando il divorzio per gravi incomprensioni: Silvio non le aveva detto di avere già una relazione con la madre e la nonna.

Novembre 2020 Nella giornata mondiale della Famiglia, il papa riceve in Vaticano Berlusconi che gli rivela di essere ancora vergine e di essere sempre stato frainteso. Aggiunge di avere otto figli naturali, tre dei quali ex autisti di Craxi, di chiamarsi in realtà Gennaro e di essere un transessuale. Di essere un terziario francescano. Una donna bulgara.

La reincarnazione di Tamerlano. L’autista di Craxi. Il papa dimostra comprensione e lo addita come esempio preclaro di marito e padre affettuoso, anche se non si capisce bene di chi. L’elettorato cattolico, entusiasta, lo acclama e lo vota in massa. Berlusconi si affaccia, a fianco del papa, in piazza San Pietro, con un frac di raso giallo, e agita il cilindro in segno di saluto. In tutta la piazza, decine di cartelli con la scritta ‘ciao papi’.

Marzo 2037 Azionato da un sistema di stantuffi e microchip, Berlusconi si esibisce al G8 nel numero della ‘trivella umana’ appreso in gioventù nei quartieri porno di Amsterdam. In conferenza stampa, ancora nudo, spiega di essere stato frainteso e annuncia il suo ventiduesimo matrimonio con se stesso, appena clonato. I due sposi saranno in bianco.

.

7 maggio 2009

fonte: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/papi-silvio-e-papa-joseph/2081696/1&ref=hpsp

APPELLO per «Domani 21/4/09»: NON ‘PIRATATE’ IL BRANO DI BENEFICENZA, ACQUISTATELO

Ci uniamo anche noi di Solleviamoci all’appello lanciato dalla Caselli. Non troviamo altra parola per definire quanti stanno scaricando (e sono migliaia) la canzone di Jovanotti & C., prodotta e venduta per sostenere una raccolta fondi per la ricostruzione dell’Aquila e dei paesi terremotati:

SCIACALLI!

http://rebstein.files.wordpress.com/2009/04/padroni-sciacalli.jpg

____________________________________________________________

«Domani 21/4/09», con Jovanotti e altri 60 artisti, serve a raccogliere fondi per l’Abruzzo

«Rubano il brano di beneficenza»

Caterina Caselli: «Download illegali, non c’è pietà per nessuno»

.

Caterina Caselli (Fotogramma)
Caterina Caselli (Fotogramma)

MILANO – «Provo un senso di frustrazione e di sgomento. E anche di incredulità». Parola di Caterina Caselli, che con la sua struttura discografica mes­sa a disposizione gratuitamen­te ha prodotto il brano «Doma­ni 21/4/09» destinato a racco­gliere fondi nell’ambito del­l’operazione «Artisti uniti per l’Abruzzo». «Non credevo che ci fosse così tanta gente che da una parte depaupera una inizia­tiva senza precedenti e dall’al­tra disprezza il lavoro gratuito che decine di artisti famosi e centinaia di persone sconosciu­te hanno messo in atto». Che cosa è successo? Lo spie­ga un comunicato diffuso ieri dalla Federazione contro la pira­teria musicale (Fpm) che ha ri­levato un’ingente diffusione il­legale sulle reti di file sharing, in particolare di eMule, di «Do­mani 21/4/09», il brano realiz­zato da oltre 60 artisti italiani, capitanati da Jovanotti e Giu­liano Sangiorgi dei Negrama­ro, per raccogliere fondi per la ricostruzione del Conservatorio «Alfredo Casella» e del Teatro Stabi­le dell’Aquila colpiti dal si­sma.

.

«Ci sono migliaia di co­pie del brano e del video mes­si a disposizione in rete con de­cine di migliaia di download il­legali ogni giorno», osserva il segretario generale di Fpm Lu­ca Vespignani, aggiungendo di aver segnalato i fatti alla Guar­dia di Finanza affinché «vi sia una rapida azione per contrastare questa diffusione il­legale. In questo caso il danno va oltre la semplice pirateria musicale, si danneggia un’azio­ne benefica». «Il problema è che nessuno di coloro che scaricano illegal­mente musica si sente in colpa. Sarà ora che comincino, come succede in altri Paesi — com­menta Marco Sorrentino, mana­ger di Jovanotti e produttore esecutivo del brano —. Basti di­re che secondo calcoli attendi­bili sono stati effettuati circa 2 milioni di download illegali ru­bando al progetto quattro mi­lioni di euro». E Caterina Caselli non ci sta. «Abbiamo messo in atto una sorta di ‘missione impossibi­­le’: riunire in un unico proget­to ottanta fra artisti e musicisti facendo quasi tutto in un gior­no. Tutti hanno affrontato viag­gi aerei a loro spese, i tecnici e i facchini hanno lavorato gratis come del resto il catering, 15 persone della mia struttura so­no addette al progetto, la Uni­versal non ci guadagna nulla. Intorno a Mauro Pagani, che ha messo a disposizione il suo stu­dio, abbiamo provato una emo­zione vera, come i bambini, un piacere fatto di stupore e felici­tà. Abbiamo messo in atto una operazione trasparenza control­labile. Scaricare il video costa due euro.

.

«Invece non c’è proprio pie­tà per nulla e nessuno — ag­giunge la Caselli —. Una parte del cosiddetto popolo della re­te, non ha saputo trattenersi ne­anche questa volta. Ora non ci sono in gioco gli interessi delle odiate multinazionali della mu­sica, ma quelli di decine di mi­gliaia di cittadini che devono ri­cominciare da zero dopo aver perso tutto». L’ex caschetto d’oro conclu­de: «Faccio appello a non pira­tare questo brano e, inserendo­mi nel dibattito in corso in va­rie sedi, a considerare il diritto d’autore, anche su internet, non un freno, ma un incentivo allo sviluppo della creatività. Noi si lavora sulla prospettiva sempre incerta di un successo. La pirateria tarpa le ali a tutto questo».

.

Mario Luzzatto Fegiz
09 maggio 2009

.

fonte: http://www.corriere.it/spettacoli/09_maggio_09/fegiz_caselli_jovanotti_dd67b8da-3c6f-11de-a760-00144f02aabc.shtml

BIRMANIA / Myanmar – “Aung San Suu Kyi sta male”: L’appello del portavoce dell’opposizione

https://i1.wp.com/ec1.images-amazon.com/images/I/51FtW8FkZcL._SS500_.jpg

L’ex premio Nobel per la Pace non mangia, ha la pressione bassa ed è disidratata. Suu Kyi, che ha trascorso agli arresti domiciliari gran parte degli ultimi 19 anni, viene alimentata e idratata per endovenosa. “Siamo molto preoccupati per la sua situazione”

.

Yangon, 9 maggio 2009 – Allarme per la salute di Aung San Suu Kyi. Il portavoce dell’opposizione in Birmania ha riferito che l’ex premio Nobel per la Pace “sta male”, non mangia, ha la pressione bassa ed è disidratata. All’indomani di una visita alla 63enne leader della Lega nazionale per la democrazia, Nyan Win ha spiegato che Suu Kyi viene alimentata e idratata per endovenosa. “Siamo molto preoccupati per la sua situazione”, ha aggiunto.

Il portavoce ha anche riferito che giovedì è stato arrestato il medico personale di Suu Kyi, Tin Myo Win, che si è era recato all’abitazione in cui la sua paziente si trova agli arresti domiciliari per un periodico check up. Fonti ufficiali hanno riferito che al medico è stato negato il permesso di entrare dopo che aveva atteso diverse ore.

Mercoledì scorso le autorità del Myanmar avevano arrestato un cittadino americano che era riuscito a raggiungere a nuoto l’abitazione del Premio Nobel, eludendo la sorveglianza nel lago. L’uomo avrebbe trascorso due giorni nella casa prima di essere arrestato mentre ripartiva a nuoto.

Suu Kyi ha trascorso agli arresti domiciliari gran parte degli ultimi 19 anni. Vive con due aiutanti ed è autorizzata a ricevere visite regolari solo dal suo medico e dal suo avvocato.

.

fonte: http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2009/05/09/174886-aung_male.shtml

Influenza A, nono caso italiano: è un bimbo romano di due anni

Il piccolo è stato visitato due giorni fa all’ospedale Bambino Gesù, ora è a casa

Suo fratello di 11 anni si era ammalato al ritorno dal Messico. Contagiato anche il nonno

Un morto in Canada: è il primo al di fuori di Messico e Stati Uniti
Primi ammalati in Giappone e Australia, il bilancio totale è 3.400

.

Influenza A, nono caso italiano è un bimbo romano di due anni
.

ROMA – Nella capitale nono caso di influenza A/H1N1 in Italia: un bimbo di due anni, visitato due giorni fa all’ospedale Bambino Gesù. Il piccolo, già a casa, è il fratellino del bambino di 11 anni risultato positivo al virus il 4 maggio scorso, dopo essere rientrato in Italia da un viaggio in Messico. Ieri era risultato positivo all’influenza anche il nonno settantenne.

Sia il piccolo di due anni che l’anziano stanno bene; l’undicenne, primo ad ammalarsi, è già guarito. Per il ministero della Salute si tratta probabilmente di casi di trasmissione del virus all’interno di un contesto familiare, vale a dire da ‘contatto stretto’: casi simili erano attesi anche in Italia, dopo che si erano già verificati in Spagna, Germania e Gran Bretagna.

E intanto, sul fronte internazionale, che da registrare che la nuova influenza ha fatto un morto in Canada, quarantottesima vittima del virus e la prima accertata al di fuori di Messico e Stati Uniti. Le autorità sanitarie della provincia dell’Alberta hanno riferito che la donna sulla trentina deceduta il 28 aprile non era stata in nessuno dei due peasi. Nella zona, però, era stata segnalata l’influenza suina in un allevamento di maiali, ai quali era stata trasmessa da un uomo di ritorno dal Messico.

E anche il Giappone e l’Australia hanno annunciato i primi casi accertati: tre nel primo, uno nella seconda. Il bilancio, destinato a cambiare da un momento all’altro, è di 3.400 persone che si sono ammalate, in 28 paesi.

.
9 maggio 2009
.

IL PREMIER SBUGIARDATO PER L’ENNESIMA VOLTA – Il fotografo: “La sicurezza arrivò di mattina”

https://i2.wp.com/www.sdamy.com/images/Noemi-Letizia.jpg

La ‘festeggiata’, prediletta di ‘papi’

____________________________________________________________

Siamo solidali con Cerullo: saremo prevenuti, ma tutto ci fa pensare che il giovane fotografo, dopo queste ‘inopportune’ rivelazioni, dovrà cambiare presto mestiere..

solleviamoci

____________________________________________________________

Pasquale Cerullo: tutto il personale della villa sapeva dell’arrivo del presidente

Una ricostruzione dei fatti che non coincide con il racconto ufficiale di Berlusconi

.

dall’inviata di Repubblica CONCHITA SANNINO

.

Il fotografo e la visita del premier "La sicurezza arrivò di mattina"Il premier insieme a Noemi e i suoi genitori.
.

CASORIA – “La partecipazione del premier alla festa? Forse era una sorpresa per la festeggiata, ma per noi dello staff di Villa Santa Chiara non lo era affatto. Alcuni lo sapevano, secondo me, anche dal giorno prima. E poi nella mattina della domenica sono venuti gli uomini della scorta del presidente a fare una visita al locale per motivi di sicurezza, credo che si chiami la “bonifica”. Anche le donne dell’impresa di pulizia lo sapevano. Alle 19 del pomeriggio, quando io ho messo piede nel locale, proprio loro mi raccontavano scherzosamente che sin dalle prime ore del mattino avevano dovuto lavorare più a fondo, più sodo, per “colpa” del presidente Berlusconi”.
.
Pasquale Cerullo è il giovane fotografo che, la sera dell’ormai celebre party per i diciotto anni di Noemi, ha vissuto non da invitato, ma da osservatore professionale e distaccato le varie fasi del ricevimento. E tra le pieghe della sua testimonianza, brilla una contraddizione: il premier spiega di aver fatto la sua apparizione alla festa grazie solo a quel temporale su Milano che gli regala un’ora di tempo, e dopo una telefonata di papà Letizia che gli mormora “festeggio Noemi”, ma già dalla domenica mattina la scorta del presidente compie la sua rituale verifica dei luoghi. Forse dipende dall’unico contatto telefonico che il premier ha avuto con il padre di Noemi al mattino? E come mai una rappresentanza degli organi di sicurezza di Palazzo Chigi si sposta fin nelle pieghe dell’hinterland napoletano, a Casoria, per visitare un luogo dove il presidente non sarebbe andato?
.
Solo un dettaglio. È il frammento laterale, il racconto diretto di un ospite. Ma offre una tessera non perfettamente compatibile con il mosaico-spiegazione finora resa dal presidente del Consiglio a “Porta a porta”. “Repubblica” gira la questione ai responsabili della sicurezza. Fonti del Dipartimento di pubblica sicurezza modificano la cronologia dei ricordi del giovane fotografo. Riferiscono infatti che la notizia del cambio di programma con l’arrivo del presidente del Consiglio a Napoli, viene trasmessa a Napoli intorno alle 15.
.
Alcune ore dopo, tra le diciotto e le diciannove – secondo le stesse fonti – scattano le misure di bonifica del luogo che sarà visitato da Berlusconi. Con personale del commissariato locale, della Digos e della sicurezza di Palazzo Chigi. Le stesse fonti fonti aggiungono che effettivamente il premier, una volta atterrato a Capodichino, è rimasto fermo per circa un’ora.
.
Torniamo al nostro fotografo. Cerullo racconta a “Repubblica”, con la semplicità del giovane addetto ai lavori, l’eccitazione dei domestici e cuochi, l’orgoglio e la comprensibile eccitazione di chi gestisce il locale, e poi in serata, nel clou della festa, anche la palpabile commozione della bella Noemi, l’emozione di sua madre, il fatto che entrambe pubblicamente continuassero a chiamarlo papi.
.
“Ricordo che tutto è successo dopo l’arrivo di Noemi. Ecco che lei fa il suo bell’ingresso con il velo ricamato sul capo, e dopo neanche cinque minuti arriva lui. Applausi, sorrisi. Io all’inizio scattavo, scattavo, ma la sicurezza del presidente mi guardava un po’ irritata. Ma io andavo dal direttore del locale, perché solo da lui prendo disposizioni, e quello mi diceva “Tu scatta”, e io continuavo”.
.
Eccolo, il clima che segnò quella domenica nel locale di Casoria. “Comunque erano tutti molto divertiti, e c’era familiarità tra il premier e quella famiglia. Soprattutto con madre e figlia. All’inizio sono stato più tempo proprio addosso a loro, perciò mi sono fatto questa idea”. Pasquale Cerullo, occhi chiari, viso di ragazzino, lo dice con chiarezza: “A me non importa perché è venuto il presidente, anzi ero stupito allora e resto stupito oggi” , si limita a raccontare. Fino a pochi giorni fa, prestava il suo servizio professionale a Villa Santa Chiara, per sei o sette giorni a settimana. Anche quella domenica sera, Pasquale Cerullo arriva con la sua digitale dell’immagine. Alle 19, trova ancora gli ultimi dipendenti impegnati negli ultimi ritocchi.
.
“Ho visto quando sono arrivati i genitori di Noemi, emozionati e un po’ tesi. C’erano soprattutto giovani, una settantina di persone. I genitori della ragazza? La madre la ricordo particolarmente perché prima che arrivasse il premier diceva continuamente a tanti “Mi raccomando, ora che arriva monsieur le President”, sì, con il vezzo del francese, e dopo lo chiamava dinanzi a lui e alla figlia, solo papi. Noi dipendenti ne abbiamo sorriso un po’.
.
“Noemi, vieni, la foto con papi, Noemi vieni papi sta facendo il brindisi”. Il padre della ragazza? Molto compreso del ruolo”. E quanto tempo è rimasto il premier? “Io ho visto che è rimasto per tutto il tempo della cena, seduto al tavolo con la famiglia di Noemi. Sì, dall’inizio alla fine della cena, io me lo ricordo anche al momento del dolce”.
.
9 maggio 2009
.

G8 – E alla Maddalena il conto sale: Otto milioni per tlc e fibra ottica / Riparte la protesta delle aziende sarde

La Telecom ha già speso 3 milioni e 289 mila euro dei 5 previsti, altri 2 per le strutture dell’Aquila

Alla fine dei giochi non si risparmierà un solo centesimo dallo spostamento del G8

.

di JAIME D’ALESSANDRO

.

E alla Maddalena il conto sale Otto milioni per tlc e fibra otticaI cantieri G8 alla Maddalena

.

LA MADDALENA come Tokyo o come Seul, paradiso delle connessioni ultraveloci al Web. Tutto grazie al G8 di luglio che ha portato nell’isola sarda ben 13 chilometri di fibra ottica. Poi il terremoto e il premier che cambia idea proponendo l’Abruzzo come nuova sede. I lavori della Telecom però erano già iniziati e non si è trattato di un semplice adeguamento delle infrastrutture esistenti.
.
Il progetto, per un investimento del Governo pari a otto milioni di euro circa, prevedeva infatti il potenziamento degli accessi alla Rete per un totale di circa mille e 200 coppie in rame, posa di 19 chilometri di cavi in fibra, sei ponti radio, 19 nuovi punti di entrata alla rete di telefonia mobile. Ma soprattutto il collegamento diretto alla dorsale Sassari-Roma, autostrada digitale che ora ha sull’isola una finestra da ben 10 gigabit al secondo (un gigabit è pari a mille megabit).
.
Cosa vuol dire? È come se, sul linea ferroviaria ad alta velocità fra Roma a Milano, avessero costruito una stazione come Termini a Camucia, paesino di 5.600 anime ai piedi di Cortona. Solo perché nel paese toscano era prevista una riunione lampo di capi di governo.
.
Forse è per questo che i grandi eventi, come le Olimpiadi, vengono organizzati in città importanti. Così strutture e infrastrutture possono continuare ad esser adoperate anche in seguito. Non è il caso della Maddalena. La Telecom ha già speso tre milioni e 289 mila euro dei cinque previsti e ne dovrà sborsare quasi altri due per adeguare le strutture dell’Aquila. Quindi il conto presentato al Governo si dovrebbe aggirare comunque intorno agli otto milioni di euro.
.
Insomma, alla fine dei giochi non si risparmierà un solo centesimo dallo spostamento del G8 dalla Sardegna all’Aquila. Però apparirà più sobrio, quello sì. Perché dai documenti venuti in nostro possesso, abbiamo scoperto che una delle follie del G8 nel nord della Sardegna era per esempio il collegamento web dall’Isola di Santo Stefano alla nave da crociera Fantasia della compagnia Msc, che avrebbe dovuto ospitare i quattromila delegati. E potevano essere lasciati senza una finestra sul World Wide Web degna della Silicon Valley?
.
Per questo è stata prevista la realizzazione di un sistema sottomarino in grado di portare sul vascello centinaia di accessi ad Internet a 34 megabit al secondo che si dovevano inserire sempre sulla dorsale Sassari-Roma. Un sogno per quel 48 percento di italiani che naviga abitualmente sul Web fra mille difficoltà. L’accesso alla Rete di un navigante italiano medio passa infatti per le centraline di zona, che spesso sono sovraffollate o sottodimensionate: prima di raggiungere le dorsali a fibra ottica la velocità di navigazione può subire ridimensionamenti pesanti rispetto a quella teorica. Risultato: i 6, 12 o 20 magabit al secondo pagati profumatamente diventano nei fatti molti, molti meno.
.
Nel caso della Maddalena però la Telecom è solo il committente. A lavoro commissionato, lo ha eseguito e quando è arrivata la conferma che il G8 si sarebbe fatto in Abruzzo l’azienda ha dovuto operare una scelta: abbandonare tutto così com’era, sprecando chilometri e chilometri di cavi che ormai erano irrecuperabili o completare parte delle infrastrutture per usarle in un’altra occasione. Hanno optato per la seconda, giustamente.
.
Magari un altro grande evento, qualcosa che attiri migliaia di giornalisti e televisioni, nei prossimi 50 anni qualcuno lo organizzerà pure alla Maddalena. O magari capiterà un’altra nave da crociera che necessita di collegamenti ultraveloci, oppure un imprenditore immobiliare che oltre alla solita villa con piscina offrirà agli acquirenti anche la possibilità di scaricare film in alta definizione in una manciata di minuti. Come a Tokyo e Seul, appunto, ma sotto il sole della Sardegna.
.
9 maggio 2009
.
____________________________________________________________
.

Riparte la protesta delle aziende sarde contro la gestione del G8

.

Saturday, April 11th, 2009

https://i2.wp.com/g8xleaziendesarde.net/wp-content/uploads/2008/08/manifestoult.jpg

Vedi dimensioni originali

.

A poco più di due mesi dal G8 de La Maddalena i giochi sono ormai chiusi e, nel totale silenzio delle Istituzioni e dei politici sardi, si è consumata l’ennesima presa in giro della nostra regione condita di misteri, scandali e segreti di Stato.

.
Il G8 de la maddalena era stato presentato come una fantastica opportunità di promozione turistica del territorio e, sopratutto, come occasione di rilancio dell’economia e dell’occupazione regionale e la possibilità di finanziamento di grandi opere infrastrutturali di enorme importanza per l’economia sarda come la 4 corsie “Sassari-Olbia”.
Dati e documenti, ancorchè assai difficili da procurare data la copertura del “segreto di Stato” e la totale discrezionalità nelle nomine e nell’attribuzione degli appalti, dicono l’esatto contrario.
Alle imprese sarde solo briciole!

.
Dei centinaia di milioni investiti nell’evento, solo alcune decine alle aziende sarde, fra cui spicca la Raffaello Pellegrini si Cagliari, il cui amministratore è il Presidente dell’ANCE Sardegna, unica organizzazione italiana ad appoggiare incondizionatamente la gestione degli appalti. All’ANCE si accoda anche Confindustria, ma solo dopo che la presidente Marcegaglia riceve in appalto, per 30 anni, la gestione dell’area dell’ex arsenale trasformata in Hotel di lusso e di proprietà della Regione Sardegna. Hotel la cui costruzione era stata appaltata alla ditta Anemone di Roma che, secondo l’Espresso, appare legata a doppio filo al braccio destro di Bertolaso Angelo Balducci. Appalto che vede lievitare i costi a dismisura, da 59 a 73 mln, arrivando ad un costo record di costruzione a mq di 3843 euro contro i 1200 mediamente considerati per la costruzione di case di lusso.

.
Ultimo atto della pantomima la cancellazione dei fondi per la 4 corsie Sassari-Olbia, cavallo di battaglia di Berlusconi e Cappellacci alle ultime elezioni regionali. E il silenzio delle Istituzioni regionali desta estremo stupore. Infatti, se in passato lo scontro politico fra la precedente presidenza regionale e la presidenza del consiglio potevano generare contrasti, l’attuale perfetta sintonia tra Regione e Governo avrebbero dovuto garantire il totale rispetto degli accordi e degli interessi della Sardegna. Ma così non è stato.
E mentre le poche imprese italiane vincitrici degli appalti incassano cifre da capogiro, le aziende sarde che hanno avuto i subappalti dalle imprese aggiudicatarie sono in rivolta. «Da tre mesi – accusa un rappresentante del Consorzio Forte scarl, che opera nell’ex ospedale – non vediamo i soldi che ci spettano, è una situazione insostenibile».

.
«Le Istituzioni sarde e i nostri rappresentanti politici a tutti i livelli sono dei completi incapaci. Hanno lasciato che una grande occasione di rinascita del nostro territorio si trasformasse in un boomerang per l’economia e per l’immagine dell’Isola. Solo briciole ad aziende compiacenti, subappalti svolti in condizioni tutt’altro che ottimali e ancora in attesa di pagamento, cancellazione di progetti addirittura precedenti al G8 come la Sassari-Olbia, affido delle aree recentemente riconquistate dalla Regione ad imprese italiane e, ciliegina sulla torta, una forte limitazione dell’attività turistica ad inizio stagione con la totale blindatura di una vasta area turistica della Gallura». A parlare è Francesco D’Onofrio, imprenditore del settore ITC di Sassari e autore di uno sciopero della fame, la scorsa estate, proprio in protesta per la mancata attribuzione degli appalti alle aziende sarde. La protesta si fermò per le rassicurazioni ricevute in campagna elettorale dagli esponenti della nuova maggioranza che puntò tutto sulla possibile sintonia fra Regione e Governo in caso di vittoria e, quindi, maggiore possibilità di tutelare gli interessi del territorio.

.
Interessamento di cui non c’è traccia né sui giornali, né nei documenti ufficiali e tantomeno nelle dichiarazioni dei nuovi amministratori.
«Una situazione insostenibile che ci deve fare indignare tutti» continua D’Onofrio «il silenzio dei nostri rappresentanti politici e dei nostri amministratori su questa vergogna è inaccettabile».

.
Per protestare contro una “classe politica incapace”
D’Onofrio sceglie di esporsi in prima persona. Martedì è prevista la prima affissione di grandi manifesti murali di denuncia del silenzio di politici e istituzioni in una protesta a tutto campo che, dai muri della città, si sposterà su internet all’indirizzo http://www.g8xleaziendesarde.net e persino su Facebook dove è nato il gruppo “g8xleaziendesarde”. «Non possiamo più stare zitti, è arrivato il momento di una forte protesta popolare che obblighi i nostri amministratori a tutelare gli interessi della Sardegna, oppure tutti a casa!».

.

fonte: http://g8xleaziendesarde.net/?cat=4

_______________________

La protesta corre su facebook

.

Thursday, April 16th, 2009

null

Per dare man forte alla protesta contro una “classe politica incapace” Francesco D’Onofrio è sceso in campo su Facebook.
Sul famoso «social network» è online il gruppo g8xleaziendesarde che mira a mobilitare il popolo della rete.
Il gruppo ha avuto centinaia di contatti in soli due giorni!
Potete iscrivervi cercando il gruppo g8xleaziendesarde tramite la funzione ricerca presente sull’interfaccia di  facebook o cliccando su http://www.facebook.com/group.php?gid=161553120250&ref=mf
Tutti devono sapere quello che succede!