Archivio | maggio 22, 2009

Fini insiste: “L’iniziativa popolare non può sostituire il Parlamento”

Nuova puntata del duello a distanza tra il premier e il numero uno di Montecitorio sul ruolo delle Camere. E Casini rilancia: “Presenti un ddl, noi lo voteremo”

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E sugli immigrati ripete che “italiano è chi si riconosce nella Costituzione”

Fini insiste: "L'iniziativa popolare non può sostituire il Parlamento"

ROMA Ieri il botta e risposta tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi sul ruolo del Parlamento. E oggi il presidente della Camera ribadisce ancora una volta, e con chiarezza, il suo punto di vista: “E’ una questione che non si pone”, dice, a proposito della possibilità di fare proposte di legge di iniziativa popolare, come annunciato dal premier.

Fini risponde ai cronisti al termine delle “lezioni sulla Costituzione” tenute agli studenti. Sostenendo che la strada indicata da Berlusconi, anche nel caso di argomenti da lui citati (come la riduzione del numero dei parlamentari) non produce da sè il risultato auspicato. “Una proposta di legge di iniziativa popolare – spiega infatti il numero uno di Montecitorio – non sostituisce il Parlamento. E’ una delle modalità previste dai costituenti per l’avvio dell’iter legislativo. Chi può dare il via a una legge? I cittadini, i parlamentari o il governo. Ma è sempre il Parlamento che decide”.

E poco dopo anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, interviene sulla questione: “Ci sono sono tante altre riforme da fare, con un Parlamento più snello si potrebbe procedere a passo più veloce. Il governo in un anno ha già riformato la scuola, ha tagliato migliaia di leggi inutili, ridotto sprechi e lentezze burocratiche, ha avviato un’autentica rivoluzione nella pubblica amministrazione”.

Ma sulla distanza che sembra esserci tra il premier e il presidente della Camera interviene anche il ministro della Difesa, Ignazio La Russa. “Certo il Parlamento non è inutile – dichiara – noi non vogliamo costringere ad appoggiare o approvare una legge ma vorremmo che entro un certo numero di mesi il Parlamento potesse decidere o sì o no. Sono convinto che questo è un obiettivo condiviso non solo da Berlusconi ma anche da Fini”.

Molto diverso il punto di vista del leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, che sfida il premier: “Berlusconi ieri ha spiegato che 100 parlamentari bastano, noi lo invitiamo a passare dalle parole ai fatti: presenti un disegno di legge. Noi lo voteremo. Riduca a 100 i parlamentari, ma ho i miei dubbi che lo faccia, perché è la Lega che determina gli orientamenti del governo”.

Ma oggi, nel corso delle sue lezioni sulla Costituzione, il presidente della Camera parla anche di immigrazione. Sostenendo, a proposito della cittadinanza, che “italiano è chi si riconosce nella Costituzione”, indipendentemente dal luogo di provenienza”.

Fonte: la Repubblica

…che abbia ragione Vauro ??? elena

Addio alla nonnina dei blogger: Maria Amelia è morta a 97 anni

Era l’internauta più vecchia del mondo

L’anziana signora spagnola aveva iniziato a postare i suoi pensieri su un blog due anni fa dalla sua casa sul mare in Gallizia: “Quando sono sul web mi dimentico delle malattie”, diceva.

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una signora anziana al computerRoma, 22 maggio 2009 – “La blogger più vecchia del mondo” è morta in Spagna all’età di 97 anni. Era stata la stessa Maria Amelia Lopez a definirsi così con orgoglio. La nonnetta internauta, scrive la Bbc, aveva iniziato a postare i suoi pensieri su un blog due anni fa dalla sua casa sul mare in Gallizia.

I suoi pensieri su affari internazionali, politica spagnola e sulla vecchiaia ben presto la trasformarono in una celebrità mondiale con gente che la contattava da qualsiasi paese. E quando le forze incominciarono ad abbandonarla, Maria Amelia non si perse d’animo e utilizzò il video per continuare a dire la sua.
La nonna conobbe la realtà dei blog quando un suo nipote gliene aprì uno (amis95.blogspot.com) per il suo 95esimo compleanno.

“Quando sono su internet, mi dimentico delle mie malattie. Questa distrazione mi fa bene, mi fa comunicare con la gente, sveglia il cervello e ti dà grande forza”, aveva scritto in febbraio Maria Amelia in uno dei suoi ultimi messaggi.

I suoi post sono un misto di opinioni, nostalgia e humor. Ai giovani raccontava del suo passato e del periodo franchista. Ma non mancavano i riferimenti al mondo attuale, dal separatismo basco alle ambizioni nucleari iraniane. Il suo blog le fece vincere prestigiosi premi destinati ai media da tutto il mondo e le assicurò perfino un incontro con il premier spagnolo José Luis Rodriguez Zapatero. Tre mesi prima della sua morte fu introdotta al social network Facebook dove aprì un gruppo chiamato “Anziani in azione”.

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22 maggio 2009

fonte: http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2009/05/22/181075-addio_alla_nonnina_blogger.shtml

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jueves 21 de mayo de 2009

Descanse en Paz

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María Amelia López Soliño falleció ayer miércoles, 20 de mayo del 2009 a las 6 de la mañana.

Non quero bágoas nin frores
Só quero a pedra de abalar dos meus amores

María Amelia descansa desde hoy donde siempre quiso, na Pedra de Abalar de Muxía, donde nació y donde pasó los mejores momentos de su juventud.

Su familia, nuestra familia, os queremos agradecer a todos vosotros estos 880 días de blog que la hicieron muy feliz, estas muestras de cariño y este apoyo fundamental para que disfrutase como nunca de sus últimos años.

Las verdad es que es el post más difícil de mi vida, el que sabía que algún día me tocaría escribirlo y aquí estoy.

No estoy triste, para nada. No sé porque, pero no lo estoy. La vida no dura 150 años y la abuela ya nos había pegado muchos sustos. Pero la vida es para vivirla y ella la vivió con intensidad siempre. Y cuando una persona fallece a los 97 años habiendo vivido con intensidad desde el principio hasta el final su vida, no se puede estar triste.

Podría empezar y no parar porque la ocasión lo merece, pero se me pasan miles de cosas por la cabeza… y no soy capaz de ordenarlas. Así que prefiero que le habléis vosotros, sus “blogueriños”.

Donde la abuela esté, ella leerá todos los comentarios, no dejará ni uno sin leer, eso seguro. Y se reirá con algunos, aprenderá cosas nuevas con otros, se cabreará con los “malas lenguas”… será feliz leyéndolos todos.

Este blog se acaba aquí pero continuará en otro formato allá donde ella esté. Será un formato diferente, que aún no podemos leer. Pero tened claro que todos, tarde o temprano, lo acabaremos leyendo.

Disfrutad de la vida y de los abuelos

Un beso y un abrazo muy grande
María Amelia y Familia


Te queremos Abuela

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fonte: http://amis95.blogspot.com/2009/05/descanse-en-paz.html

LETTERA – Soffro di anoressia da 22 anni, aiutatemi! / Anoressia Maschile

https://i0.wp.com/www.mediapolitika.com/wordpress/wp-content/uploads/2009/02/manor.jpg

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da ilmessaggero.it
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Caro Il Messaggero, mi chiamo Antonino ho 34 anni di Ostia, con la presente vorrei porre all’attenzione la mia situazione. E’ da 22 anni che soffro di anoressia, quando mi sono ammalato di questa tremenda malattia avevo appena 12 anni, sono stanco di vivere e non so piu’ come andare avanti, sono sfinito non ce la faccio piu’. Nonostante tutto cio’ sono riuscito a Diplomarmi ed ho fatto anche il servizio militare nella Marina, come abbiano fatto i medici militari ad arruolarmi ancora me lo domando pesavo 41 Kg io non dissi niente ai medici della mia malattia per timore che venivo congedato con l’articolo da psicolabile ma pensavo che i dottori mi congedassero per carenza fisica dato che la Marina e’ un corpo di selezione ma non fu così, mi rimboccai le maniche e feci il servizio militare tra mille difficolta’, perche’ marciare, fare le guardie ecc… al caldo e al gelo senza mangiare e vomitare e’ dura, ho rischiato di morire; comunque nella mia vita non mi sono mai pianto addosso, ho sempre stretto i denti e sono andato avanti.

Oltre a dover lottare contro questo maledetto cancro che e’ l’anoressia ho dovuto lottare anche contro tutta la mia famiglia, soprattutto contro i miei parenti che dicevano che non mangiavo perche’ non volevo lavorare e che se ero loro figlio mi avrebbero fatto magiare loro a forza di botte, e con questa gente ho chiuso! Inoltre sono invalido civile all’80% e sono iscritto dal 2002 al Centro per l’Impiego di Roma presso la sede di Dragoncello nelle liste delle categorie protette ma di lavoro neanche l’ombra questi Centri per l’Impiego sono una vera presa in giro, pensa che di bandi per l’avviamento al lavoro per gli invalidi civili ne escono uno massimo due l’anno e dove per entrare in graduatoria e quindi avere accesso al mondo del lavoro bisogna avere figli o parenti a carico quindi io ad esempio non avendo nessun carico familiare non ho diritto al lavoro.

E’ una vergogna, con una pensione di 265 Euro mensili non si puo’ vivere, e dove anche mio padre e’ invalido e mia madre si arrangia andando a pulire le scale; io non voglio un’assistenza dello Stato ma un lavoro compatibile con il mio stato psico-fisico per potermi realizzare nella vita e costruirmi un futuro ed essere indipendente e autonomo. La cosa che mi fa rabbia e’ che lo Stato Italiano mi ha soltato sfruttato per fare il servizio Militare e mi ha arruolato malgrado la mia malattia e dopo mi ha gettato via.

Come se non bastasse sono stato anche ricoverato per 3 anni presso l’Ospedale Forlanini di Roma in regime di Day-Hospital per una nutrizione Parenterale endovenosa e sono stato anche sottoposto ad una nutrizione Enterale domiciliare collegato ad una pompa meccanica tramite ad un sondino Nasogatrico, ed attualmente sono in cura presso il CIM di Fiumicino da un bravo Psichiatra ma uscire dal tunnel dell’anoressia e’ difficilissimo e dove il medico mi dice che il lavoro per me sarebbe una buona terapia.

Credimi non ce la faccio piu’, ho trascorso tutta la mia adolescenza in bagno a vomitare e adesso sono giunto al capolinea, vorrei tanto una vita normale ma non ci riesco, mi sento un fallito, perche’ nella vita ho fallito come uomo e come persona, la mia vita non vale niente, non ho un lavoro, vivo ancora con i miei genitori, non valgo niente ed e’ meglio che tolgo il disturbo sperando che la morte mi dia la pace di cui ho tanto bisogno.

Adesso ti saluto scusandomi se ti ho annoiato con la mia storia ma ho sentito l’esigenza di sfogarmi, per favore aiutami!!! Distinti saluti

Antonino

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22 maggio 2009

fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=59255&sez=HOME_MAIL

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ANORESSIA MASCHILE

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Dott. Maria Concetta Cirrincione, psicologa

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Bellezza fa rima con magrezza, ma non con salute. Nel tentativo di raggiungere l’ideale estetico proposto con insistenza dai media, infatti, il controllo del peso è diventato una vera ossessione per le donne. Numerosi studi hanno dimostrato che questo atteggiamento è un fattore di rischio per i disturbi dell’alimentazione, primo tra tutti l’anoressia nervosa.

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Ma cosa succede negli uomini? Da tempo si sa che questo tipo di malattia interessa anche i maschi. Già nel 1689 Richard Morton descrisse alcuni casi di anoressia nervosa; due secoli dopo, diversi autori osservarono che questo disturbo può presentarsi anche nel sesso forte. Tuttavia, tale consapevolezza si sta affermando solo negli ultimi anni.

La diagnosi di anoressia nervosa nei maschi è ancora problematica: i medici, spesso, non si aspettano di trovarsi di fronte un uomo anoressico e associano i sintomi del paziente ad altre patologie. Inoltre, i criteri diagnostici dell’anoressia sono stati finora incentrati sulla donna; basti pensare che uno dei più importanti sintomi della malattia è considerata l’alterazione del ciclo mestruale. Molti casi di anoressia maschile, quindi, non sono riconosciuti come tali; l’incidenza di questa malattia, pertanto, è ancora molto sottostimata. Tuttavia solo negli Stati Uniti si calcola che, su 9 milioni di persone che soffrono di disturbi alimentari, circa 1 milione siano di sesso maschile. Più specificamente, il 5-10 % dei pazienti che soffrono di Anoressia Nervosa sarebbero maschi, come pure maschi sarebbero il 10-15% dei pazienti affetti da Bulimia Nervosa.

I casi maschili sono spesso sottovalutati e/o diagnosticati in ritardo . Questo anche perché un maschio che a tavola si abbuffa è accettato socialmente (a differenza di quanto accade per le femmine) e quindi all’inizio non si considera il suo un possibile problema.

Tutto questo fa si che in media quando un maschio che soffre di disturbi alimentari arriva in terapia siano trascorsi circa 7 anni dall’esordio del problema, mentre per le donne il tempo medio di latenza è soltanto di circa 4 anni.

Nonostante ciò i disturbi alimentari nei maschi sono una realtà epidemiologica in aumento.

Pare che l’età di esordio dei disturbi alimentari maschili sia da collocarsi intorno all’adolescenza nel momento in cui gli individui si pongono di fronte al problema di come strutturare la propria identità di adulti.

L’immagine del corpo è un importante predittore dei DCA nei maschi. Wertheim et al trovarono che il desiderio di essere magri è un importante predittore dei comportamenti di perdita del peso ancor più delle variabili psicologiche e di quelle familiari sia negli uomini che nelle donne adolescenti.

Kearney-Cooke trovarono che la maggior parte degli uomini con DCA riferiscono reazione negative nei confronti dei loro coetanei. Essi sostengono di avere avuto meno possibilità di entrare nella squadra sportiva e riferiscono di essere stati spesso presi in giro per il loro corpo nel periodo in cui essi provavano vergogna della loro fisicità.

Ginnasti, atleti, body builders, ballerini, nuotatori sono alcuni delle professioni più vulnerabili ai DCA, poiché il loro lavoro necessita di forti restrizioni.

Yates confrontò un gruppo di maratoneti con un gruppo di maschi anoressici e trovò similitudini socioculturali e caratteristiche di personalità simili. I maratoneti mostravano una bizzarra preoccupazione per il cibo e anche quando essi raggiungevano una massa corporea del 95% con solo 5% di grasso nel corpo, continuavano ad essere insoddisfatti.

E’ importante tuttavia considerare che il dimagrimento funzionale di certi atleti è differente dai soggetti che soffrono di DCA poiché non vi è presenza di psicopatologia.

Un altro importante fattore da considerare, è l’influenza dei mass-media sull’immagine del corpo, che viene continuamente trasmessa a uomini e donne di tutte le età.

L’immagine mediatica del maschio ideale non è incentrata sulla magrezza come succede nelle donne; ma punta soprattutto sulla forma fisica e ai muscoli a tutti i costi. Non sorprende, quindi, che la principale causa di perdita di peso nei maschi anoressici sia l’eccesso di esercizio fisico.

Nemeroff, e al. suggerisce che gli uomini possono ricevere dai media messaggi che riguardano la dieta e gli ideali di mascolinità e informazioni riguardanti la chirurgia plastica. DiDomenico e Andersen trovarono che i giornali indirizzati principalmente alle donne includevano articoli e avvertimenti su come aiutare a perdere peso ( per es. diete, conteggio delle calorie) mentre quelli indirizzati agli uomini davano molto minor spazio ai problemi delle diete mentre davano maggior spazio a consigli sulle tecniche di allenamento e di sviluppo della massa muscolare ( per es. fitness, body building e tonificazione dei muscoli)
L’eziologia dell’anoressia maschile è poco chiara ma Crisp and Burns ipotizzarono che essa sia correlata a problemi nell’identità di genere in una personalità premorbosa per cui il maschio desidera essere più grande e più forte rispetto alle donne che preferiscono essere minute.

Herzog trovò che i pazienti anoressici maschi sperimentano isolamento sessuale, inattività sessuale e conflitti omosessuali. Egli ipotizza che le pressioni culturali e l’omosessualità maschile possono essere fattori di rischio per sviluppare DCA.
L’omosessualità sembra essere fattore determinante: quasi il 50% dei soggetti anoressici dichiara, infatti, di essere incerto circa la propria identità sessuale.

È inquietante notare che molti di questi pazienti affermano di sentirsi meglio una volta che il digiuno prolungato li ha debilitati a tal punto da annullarne le pulsioni sessuali: la malattia, quindi, diventa un modo per risolvere dolorosi conflitti interiori legati alla sessualità.

Gli uomini anoressici mostrano un considerevole grado di ansietà che riguardano le attività sessuali.

Fichter and Daser confrontarono maschi e femmine che soffrivano di anoressia e trovarono che i maschi mostravano più ansia sessuale delle femmine. Gli autori notarono che l’80% dei maschi nel loro studio erano cresciuti in famiglie che consideravano il sesso come un tabù.

Gli uomini con DCA sono profondamente differenti dalle donne con DCA in termini di esperienze sessuali in uno studio condotto da Herzog et al . Negli uomini con DCA era significativamente meno probabili relazioni sessuali morbose rispetto alle donne.
I maschi bulimici, tuttavia, appaiono più attivi sessualmente dei maschi anoressici.

Quando un maschio contrae una Anoressia o una Bulimia, i fattori predisponenti e scatenanti di tipo familiare e psicologico sono simili a quelli dei disturbi alimentari femminili.

Anche in questo caso sono presenti sentimenti di bassa autostima, scarsa consapevolezza agli stimoli corporei, ansia di accettazione sociale, disturbi dell’umore, incapacità ad affrontare le emozioni ed i problemi personali, problematiche nei rapporti familiari.

Molti anoressici presentano tratti ossessivi e di perfezionismo e Vandereycken and Van den Broucke notarono un’alta incidenza di tratti schizoidi ( 30%) ossessivi ( 29%), passivi/dipendenti (15%) e antisociali (18%). Un confronto con le donne anoressiche mostra un’alta percentuale di immaturità ( 30% contro 4%) tratti isterici/istrionici ( 25% contro 4%) e tratti antisociali ( 18% contro 1%) ma un uguale numero di tratti schizoidi ( 28%)

Il tipico uomo anoressico è un soggetto depresso, ipersensibile, con forti sensi di colpa e scarsa autostima. L’ambiente familiare nel quale egli cresce ha un ruolo centrale nello sviluppo della malattia. Un padre poco presente e una madre dominante e iperprotettiva sono quasi una costante nella vita degli anoressici. La figura paterna, in particolare, è spesso caratterizzata da atteggiamenti culturali di mascolinità molto stereotipata (per esempio l’eccessiva indulgenza sul consumo di alcolici).

Kearney-Cooke trovarono che gli uomini con DCA tendono ad essere introversi e chiusi sia con la madre che con il padre. Questi autori conclusero che “nella loro cultura valori quali l’aggressione fisica, la competizione, l’essere atletici e l’indipendenza sono considerati desiderabili nei ragazzi, mentre la dipendenza, la passività, l’inibizione dell’aggressione fisica, l’essere minuti sono più appropriate per le ragazze. I ragazzi che successivamente svilupperanno i DCA non risultano essere conformi alle aspettative per la mascolinità, essi sono più dipendenti, passivi, e non atletici, tratti che possono portare a sentimenti di isolamento e disprezzo per il corpo.”

Hall analizzando la storia familiare di un gruppo di 9 pazienti anoressici, notò che questa attenzione spasmodica verso il corpo era causata dall’essere stati sovrappeso o obesi, ed essere stati per questo derisi( 2 su 9) identificarsi con un membro della famiglia magro ( 2 su 9) avere curato l’acne attraverso una dieta ferrea ( 2 su 9) e avere paura di morire di cancro ( 1 su 9)
Le persone a rischio possono condurre anche una esistenza normale, senza sviluppare disturbi. Ma, in presenza di un evento scatenante, possono sviluppare un Disturbo del Comportamento Alimentare. I fattori che scatenano i DCA rientrano spesso nelle normali crisi del ciclo di vita che ogni individuo deve affrontare, ma che, per le persone a rischio, possono essere affrontate solo con grande difficoltà e sovente con lo sviluppo di sintomi.

Tra i fattori scatenanti troviamo: fallimenti relazionali, cambiamenti del ruolo sociale e lavorativo, perdite affettive, malattie personali o di un familiare, etc.

Il trattamento dell’anoressia maschile, così come in quella femminile, deve procedere per obiettivi intermedi, in relazione alla fase sintomatologica e al grado di insight.

Ziesat and Ferguson utilizzano un approccio multidisciplinare che include la terapia cognitiva e la psicoterapia dinamica. Un’altra forma di psicoterapia che ha dato ottimi risultati con questi tipi di pazienti è stata quella familiare.

Per quanto riguarda la prognosi può essere negativa per: comportamenti violenti durante l’infanzia, assenza nell’adolescenza di fantasie e comportamento sessuale, lunga durata della malattia e forte perdita di perso durante la malattia.

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Bibliografia

  • Andersen, R.E., et al. (1995). Weight loss, psychological and nutritional patterns in competitive male body builders. International Journal of Eating Disorders, 18, 49-57.
  • Crisp AH, Burns T. The clinical presentation of anorexia nervosa in males. Int J Eat D; 1983; 2(4):5-10.
    DiDomenico, L. & Andersen, A.E. (1988). Sociocultural considerations and sex differences in anorexia nervosa. In A. Andersen (Ed.), Males with eating disorders (p. 31). New York:Brunner/Mazel. Drewnowski
  • Fichter, M.M. & Daser, C. (1987) Symptomatology, psychosexual development and gender identity in 42 anorexic males. Psychological Medicine, 17, 409-418.
  • Hall A, Delahunt JW, Ellis PM. Anorexia nervosa in the male: Clinical features and follow-up of nine patients. J Psychiatr Res, 1985; 19:315-321.
  • Herzog, D.B., et al. (1984). Sexual conflict and eating disorders in 27 males. American Journal of Psychiatry, 141, 989-990.
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  • Kearney-Cooke, A. & Steichen-Asch, P. (1990). Men, Body Image, and Eating Disorders. In A. Andersen (Ed.), Males with eating disorders (p. 47 NY: Brunner/Mazel.
  • Kearney-Cooke, A. & Steichen-Asch, P. (1990). Men, Body Image, and Eating Disorders. In A. Andersen (Ed.), Males with eating disorders (p. 47 NY: Brunner/Mazel
  • Morton R. Phthisiologica: or a treatise of consumptions. London: S. Smith & B. Walford, 1694
  • Nemeroff, C.J., et al. (1994). From the Cleavers to the Clintons: Role choices and body orientation as reflected in magazine article content. International Journal of Eating Disorders, 16, 167-176.
  • Pope, H.G., et al. (1986). Bulimia in men. A series of fifteen cases. The Journal of Nervous and Mental Disease, 174, 117-119.
  • Sloan G, Leichner P. Is there a relationship between sexual abuse or incest and eating disorders? Can J Psychiatry, 1986; 31:656-60.
  • ZiesatNF, Ferguson JM. Three cases of post- traumatic anorexia nervosa. Am J Psychiatry, 1985; 142:362-363.
  • Vandereycken W, Van den Brouke S. Anorexia nervosa in males. Acta Psychiatr Scand, 1984; 70:447-454)
  • Wertheim, E.H. et al. (1992). Psychosocial predictors of weight loss behaviors and binge eating in adolescent girls and boys. International Journal of Eating Disorders, 12, 151-160.
  • Yates A, Leehey K, Shisslak CM. Running – An analogue of anorexia? N Engl J Med, 1983; 308:251-255.

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fonte: http://www.psiconline.it/article.php?sid=1924

Pavia a 100 passi dall’Expo 2015

COMUNICATO STAMPA

(ricevuto via mail, nde)

https://i0.wp.com/1.bp.blogspot.com/_GznUSwj8g10/ShPzjwu8uYI/AAAAAAAAADE/gxdPtKmSBC4/s400/Expo2015+PICCOLA.jpg

Il tema dell’infiltrazione mafiosa al Nord è sempre di più stretta attualità: tutti sappiamo ormai che la mafia si radica nei territori del Sud Italia, dove lascia la propria scia di sangue, ma che ha bisogno anche di zone ricche dove reinvestire i capitali guadagnati illecitamente.

Questi capitali vengono riciclati nel Nord-Est, in Lombardia, persino all’estero. Queste zone, apparentemente non toccate dalla criminalità organizzata, sono in realtà quelle dove il rischio è più alto, perché l’economia sana finisce per essere intaccata dall’interno dall’economia malata di stampo mafioso.

Le indagini di varie Procure hanno ormai stabilito con certezza che questo pericolo rischia di diventare ancora più grave in occasione di eventi particolari, che richiamano grandi investimenti sul territorio. Eventi come l’Esposizione Universale che si terrà a Milano nel 2015. Il capoluogo lombardo sarà al centro di interessi economici enormi: si calcola infatti che ci saranno investimenti per 4 miliardi di euro, con immensi cantieri e appalti colossali.

Gli effetti di questi investimenti ricadranno anche sul territorio circostante, compresa la città di Pavia, già in passato toccata da vicende legate alla criminalità organizzata.

Mentre la politica come al solito litiga sui nomi e sulle poltrone, la mafia non aspetta, tentata da un settore, quello edile, dove è tradizionalmente fortissima. A ciò si aggiunga che la criminalità organizzata è l’unica azienda italiana a non soffrire in tempi di crisi economica, poiché la sua disponibilità di credito non è soggetta alle restrizioni delle banche.

Su questi temi il Circolo della Strada Persa e l’Osservatorio Antimafie di Pavia, con la collaborazione del Coordinamento per il Diritto allo Studio e dell’Edisu, organizzano la conferenza

A CENTO PASSI DALL’EXPO 2015

MILANO, LA MAFIA E I CANTIERI

Interverranno:

Gianni Barbacetto (giornalista, autore di libri insieme a Peter Gomez e Marco Travaglio)

Alberto Nobili (già Sostituto Procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia presso il Tribunale di Milano)

Antonio Pergolizzi (Coordinatore dell’Osservatorio Nazionale Ambiente & Legalità di Legambiente).

Moderatore:

Vittorio Grevi (Professore Ordinario di Procedura penale della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pavia)

L’incontro si terrà il 28 maggio 2009, alle ore 21, in Aula Magna (Università degli Studi di Pavia, p.za Leonardo da Vinci).

I RELATORI

Gianni Barbacetto, giornalista, è collaboratore di Repubblica. Ha lavorato al Mondo, all’Europeo, a Diario. Collabora a Micromega. È direttore di Omicron (l’Osservatorio Milanese sulla Criminalità Organizzata al Nord).

Laureato in Filosofia, ha cominciato a lavorare in radio (Radio Milano Libera, Radio Città, Radio Rai), poi ha collaborato al quotidiano Bresciaoggi, a Linus e a tante altre testate. Nel pieno degli anni Ottanta aveva intanto contribuito a fondare il mensile Società civile, che ha diretto per una decina d’anni. Si è molto divertito, anni fa, a condurre un programma televisivo di economia e finanza su una tv privata (Rete A). Più recentemente ha collaborato con Francesca Comencini per il soggetto del film “A casa nostra”. Per la rete franco-tedesca Arte ha realizzato, con Mosco Boucault, un documentario sul Lodo Mondadori che in Italia non è mai stato trasmesso. Ha coordinato la redazione del programma di Michele Santoro, “Annozero” (Raidue). Ha collaborato con Carlo Lucarelli per la realizzazione di “Blunotte” (Raitre).

Alberto Nobili è Procuratore aggiunto della Repubblica a Milano, già Sostituto Procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia presso il Tribunale di Milano. È tuttora membro del Comitato scientifico di Saveria Antiochia Omicron.

Antonio Pergolizzi è il Coordinatore dell’Osservatorio Nazionale Ambiente & Legalità di Legambiente, che svolge dal 1994 attività di ricerca, analisi e denuncia sul fenomeno della criminalità ambientale. Questa attività si concretizza nell’elaborazione di dossier – il più importante è l’annuale Rapporto Ecomafia –  e documenti informativi, di proposte politiche, di iniziative pubbliche e vere campagne di mobilitazione a difesa dell’ambiente e della salute dei cittadini. L’ufficio raccoglie anche denunce e segnalazioni. Con una consolidata metodologia di lavoro, l’Osservatorio offre una sintesi e un vero archivio delle attività di contrasto ai reati ambientali delle forze dell’ordine, della magistratura e di tutte le Autorità pubbliche competenti (Direzione Investigativa Antimafia, Direzione Nazionale Antimafia, Ministero dell’Interno ecc.), di associazioni ambientaliste e antimafia, di avvocati, gruppi e singoli cittadini. Creare una rete di legalità organizzata nella lotta all’ecomafia e all’illegalità ambientale è il principale obiettivo dell’Osservatorio. Nel giugno 2008 l’Osservatorio ha dato vita alla prima edizione del NoEcomafia Tour, un viaggio itinerante lungo lo Stivale per portare il Rapporto Ecomafia nei luoghi dove avvengono realmente i fatti di criminalità ambientale.

GLI ORGANIZZATORI

Il Circolo della StradaPersa è un circolo culturale nato nel 2006 dall’iniziativa di un gruppo di amici, accumunati dalla voglia di dialogare, confrontarsi e crescere, ponendosi sempre nuove domande. In questi anni StradaPersa ha dato vita ad un blog con approfondimenti giornalistici, ha collaborato con vari periodici e ha organizzato diverse conferenze letterarie.

www.stradapersa.blogspot.com

L’Osservatorio Animafie di Pavia è nato da un gruppo di studenti universitari, grazie anche ad un incontro col fondatore di OMICRON (Osservatorio MIlanese sulla CRiminalità Organizzata al Nord), Nando Dalla Chiesa, con il sostegno di esponenti di questa associazione, come Gianni Barbacetto e Iole Garuti. L’Osservatorio ha l’obiettivo di sensibilizzare e informare l’opinione pubblica sulla pervasività, anche al Nord, del fenomeno mafioso, generalmente percepito come lontano e scomodo. L’Osservatorio collabora con il Coordinamento Diritto allo Studio – UDU nell’organizzazione di “Mafie – Legalità e Istituzioni”, settimana di iniziative legate ai temi della criminalità organizzata, che in passato ha portato in città relatori come Marco Travaglio, Salvatore Borsellino, Sonia Alfano, Salvo Vitale del Centro Peppino Impastato, e lo spettacolo teatrale “L’istruttoria” di Claudio Fava. Tra le altre iniziative, l’Osservatorio ha partecipato alla promozione di una lettura pubblica del romanzo “Gomorra” di Roberto Saviano in contemporanea con molte altre città italiane. L’Osservatorio ha intenzione anche di coinvolgere le scuole di Pavia (e non solo), per contribuire così a creare dei momenti di formazione per i ragazzi sull’antimafia, sull’educazione alla legalità, e per spiegare che le mafie sono sul nostro territorio.

www.antimafiepavia.splinder.com

NO! Agli F-35

L’iter parlamentare per l’approvazione dell’insediamento, a Cameri (NO),  della fabbrica della morte per l’assemblaggio degli F-35 è ormai definito.  A partire dal 2010 inizierà la costruzione del capannone da cui usciranno delle macchine che verranno consegnate a diversi stati che li utilizzeranno per bombardare ed uccidere.

Tale impresa industriale-militare viene condotta, con ampio dispendio di denaro pubblico, dalla multinazionale statunitense Lockheed Martin in associazione all’italiana Alenia Aeronautica (del gruppo Finmeccanica) e coinvolgerà una serie numerosa di fabbriche di armi e di morte collocate qua e là sul nostro territorio. Insomma, il riarmo come via d’uscita dalla crisi economica, come con la Grande Crisi degli anni ‘30 e con la Grande Depressione di fine ‘800. Peccato che in entrambi i casi questa strada abbia condotto a guerre mondiali. Di certo, l’impiego dei nuovi bombardieri nelle missioni “di pace” produrrà distruzione, morte e  sofferenza.

Di sicuro gli F-35 sono i perfetti strumenti operativi di una sorta di gendarmeria mondiale in via di perfezionamento: una volta costruiti non faranno certo la ruggine in qualche hangar italiano o olandese, bensì saranno presto adoperati per uccidere e distruggere in svariate guerre, sia attuali sia future.

Gli F-35 ci costeranno un sacco di soldi: circa 600 milioni di euro per costruire e attivare la fabbrica di Cameri, circa 13 miliardi di euro (a rate, fino al 2026) per l’acquisto dei 131 aerei che l’Italia vuole possedere. Del resto è stato già speso o impegnato quasi un miliardo di euro. E ciò risulta ancor più impressionante se si considera la grave crisi economica in corso.

Nessuno può ignorare che, con una spesa di questa entità, si potrebbero senza alcun dubbio creare ben più dei miseri 600 posti di lavoro promessi all’interno dello stabilimento di Cameri. Si potrebbe altresì intervenire in vario modo per migliorare le condizioni di vita di tutti: per esempio ampliando e migliorando la qualità della spesa sociale, tutelando davvero territori e città (basti pensare agli effetti del terremoto abruzzese), investendo in fonti energetiche rinnovabili e ridistribuendo reddito.

E poi vogliono costruire gli F-35 proprio ai confini del parco naturale del Ticino, che dovrebbe quindi sopportare l’impatto dei collaudi di centinaia e centinaia di aerei rumorosissimi e certamente inquinanti, con le relative gravi conseguenze per la salute e la qualità della vita degli abitanti della zona, mentre si potrebbe riconvertire il sito militare ad uso civile.

In definitiva, siamo contro gli F-35 perché ci ostiniamo a pensare che sia possibile vivere in un altro modo: senza aggredire gli altri popoli, senza militarizzare il territorio ed i rapporti sociali, operando perché cessi davvero la terribile guerra permanente che l’occidente dei ricchi conduce contro i poveri del nord e del sud del mondo.

Tutti a Novara, quindi, il 02 giugno 2009 alle ore 15.00, davanti alla stazione ferroviaria in piazza Garibaldi. Da lì partiremo per percorrere le strade della città e per gridare forte la nostra opposizione all’ennesima impresa di morte.

Per adesioni: adesione@nof35.org

Per informazioni: info@nof35.org

Fonte: No F-35

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Aung San Suu Kye: non lasciamola sola

Vita.it lancia una mobilitazione on line per la liberazione di Aung San Suu Kye. Per scrivere al ministro Frattini e all’inviato Ue Fassino basta un clic

US concerned about welfare of Suu Kyi


Al ministro degli Esteri
Franco Frattini


All’inviato speciale dell’Ue
Piero Fassino

Chiedo al nostro ministro degli Esteri Franco Frattini e all’inviato speciale per Myanmar di attivarsi con urgenza per garantire il rilascio di Aung San Suu Kyi dalla prigione di Insein. «Il governo di Myanmar deve liberare Aung San Suu Kyi una volta per tutte, senza condizioni e senza ripristino degli arresti domiciliari» – ha dichiarato Benjamin Zaracki, esperto di Amnesty International sul paese.

Le condizioni di salute di Aung San Suu Kye sono peggiorate di recente. Il 7 maggio, le forze di sicurezza hanno impedito al suo medico, Tin Myo Win, di visitarla. Quando questi è rientrato a casa, è stato arrestato e da allora si sono perse le sue tracce.

«Khin Khin Win, sua figlia e Tin Myo Win sono tra gli oltre 2.100 prigionieri politici birmani a rischio di torture e altri maltrattamenti. Le condizioni detentive sono proibitive e mettono a rischio la salute dei prigionieri» – ha proseguito Zaracki.

«Se la comunità internazionale non assumerà una posizione chiara e univoca, il governo di Myanmar continuerà ad agire con un profondo disprezzo per i diritti umani. Ora più che mai il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e i paesi membri dell’Asean devono dire ai generali birmani che non potranno più agire impunemente» – ha concluso Zaracki.

Per inviare l’appello a Frattini e Fassino clicca qui: spedisci il tuo sostegno!

Per leggere l’intervista a Sarah Hohler a ex compagna di studi di Aug San Suu Kyi clicca qui

Fonte: vita.it

Abruzzo, le donazioni nelle mani di Bertolaso

Siete d’accordo? Votate il sondaggio di vita.it. Nelle casse del Dipartimento di protezione civile a oggi ci sono 35,6 milioni di euro

di  Stefano Arduini

Terremoto in Abruzzo (foto Afp - www.corriere.it)

Gli italiani più generosi in occasione dello Tsunami che con l’Abruzzo. A rivelarlo è un’inchiesta del numero di Vita magazine in edicola da venerdì che  fa i conti della generosità del Belpaese. Il giornale prende in considerazione le raccolte fondi che hanno superato il milione di euro. Il totale raccolto per l’Abruzzo è pari a 47,8 milioni di euro. Per il sud est asiatico, gli italiani avevano invece donato oltre 48,7 milioni ai quali l’ente gestore dei fondi, la Protezione civile, aveva aggiunto 4,4 milioni, portando il totale a 53,1 milioni.
Anche nel caso dell’Aquila sarà il Dipartimento di Guido Bertolaso (che dipende dalla Presidenza dle Consiglio) a gestire gran parte della generosità dei nostri connazionali. Secondo i calcoli di Vita infatti il 74,4% dei fondi (35.6milioni) è finito sui tre conti correnti bancari e il conto corrente postale intestato a via Ulpiano.

Siede d’accordo? Per esprimere la vostra opinione votate il sondaggio di vita.it

Fonte: vita.it

Noi ci siamo già espressi, sia in questo sito che qui.

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