Fini insiste: “L’iniziativa popolare non può sostituire il Parlamento”

Nuova puntata del duello a distanza tra il premier e il numero uno di Montecitorio sul ruolo delle Camere. E Casini rilancia: “Presenti un ddl, noi lo voteremo”

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E sugli immigrati ripete che “italiano è chi si riconosce nella Costituzione”

Fini insiste: "L'iniziativa popolare non può sostituire il Parlamento"

ROMA Ieri il botta e risposta tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi sul ruolo del Parlamento. E oggi il presidente della Camera ribadisce ancora una volta, e con chiarezza, il suo punto di vista: “E’ una questione che non si pone”, dice, a proposito della possibilità di fare proposte di legge di iniziativa popolare, come annunciato dal premier.

Fini risponde ai cronisti al termine delle “lezioni sulla Costituzione” tenute agli studenti. Sostenendo che la strada indicata da Berlusconi, anche nel caso di argomenti da lui citati (come la riduzione del numero dei parlamentari) non produce da sè il risultato auspicato. “Una proposta di legge di iniziativa popolare – spiega infatti il numero uno di Montecitorio – non sostituisce il Parlamento. E’ una delle modalità previste dai costituenti per l’avvio dell’iter legislativo. Chi può dare il via a una legge? I cittadini, i parlamentari o il governo. Ma è sempre il Parlamento che decide”.

E poco dopo anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, interviene sulla questione: “Ci sono sono tante altre riforme da fare, con un Parlamento più snello si potrebbe procedere a passo più veloce. Il governo in un anno ha già riformato la scuola, ha tagliato migliaia di leggi inutili, ridotto sprechi e lentezze burocratiche, ha avviato un’autentica rivoluzione nella pubblica amministrazione”.

Ma sulla distanza che sembra esserci tra il premier e il presidente della Camera interviene anche il ministro della Difesa, Ignazio La Russa. “Certo il Parlamento non è inutile – dichiara – noi non vogliamo costringere ad appoggiare o approvare una legge ma vorremmo che entro un certo numero di mesi il Parlamento potesse decidere o sì o no. Sono convinto che questo è un obiettivo condiviso non solo da Berlusconi ma anche da Fini”.

Molto diverso il punto di vista del leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, che sfida il premier: “Berlusconi ieri ha spiegato che 100 parlamentari bastano, noi lo invitiamo a passare dalle parole ai fatti: presenti un disegno di legge. Noi lo voteremo. Riduca a 100 i parlamentari, ma ho i miei dubbi che lo faccia, perché è la Lega che determina gli orientamenti del governo”.

Ma oggi, nel corso delle sue lezioni sulla Costituzione, il presidente della Camera parla anche di immigrazione. Sostenendo, a proposito della cittadinanza, che “italiano è chi si riconosce nella Costituzione”, indipendentemente dal luogo di provenienza”.

Fonte: la Repubblica

…che abbia ragione Vauro ??? elena

Una risposta a “Fini insiste: “L’iniziativa popolare non può sostituire il Parlamento””

  1. Franca dice :

    Siamo nelle mani di Fini…
    E’ terribile!

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