LETTERA – Soffro di anoressia da 22 anni, aiutatemi! / Anoressia Maschile

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da ilmessaggero.it
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Caro Il Messaggero, mi chiamo Antonino ho 34 anni di Ostia, con la presente vorrei porre all’attenzione la mia situazione. E’ da 22 anni che soffro di anoressia, quando mi sono ammalato di questa tremenda malattia avevo appena 12 anni, sono stanco di vivere e non so piu’ come andare avanti, sono sfinito non ce la faccio piu’. Nonostante tutto cio’ sono riuscito a Diplomarmi ed ho fatto anche il servizio militare nella Marina, come abbiano fatto i medici militari ad arruolarmi ancora me lo domando pesavo 41 Kg io non dissi niente ai medici della mia malattia per timore che venivo congedato con l’articolo da psicolabile ma pensavo che i dottori mi congedassero per carenza fisica dato che la Marina e’ un corpo di selezione ma non fu così, mi rimboccai le maniche e feci il servizio militare tra mille difficolta’, perche’ marciare, fare le guardie ecc… al caldo e al gelo senza mangiare e vomitare e’ dura, ho rischiato di morire; comunque nella mia vita non mi sono mai pianto addosso, ho sempre stretto i denti e sono andato avanti.

Oltre a dover lottare contro questo maledetto cancro che e’ l’anoressia ho dovuto lottare anche contro tutta la mia famiglia, soprattutto contro i miei parenti che dicevano che non mangiavo perche’ non volevo lavorare e che se ero loro figlio mi avrebbero fatto magiare loro a forza di botte, e con questa gente ho chiuso! Inoltre sono invalido civile all’80% e sono iscritto dal 2002 al Centro per l’Impiego di Roma presso la sede di Dragoncello nelle liste delle categorie protette ma di lavoro neanche l’ombra questi Centri per l’Impiego sono una vera presa in giro, pensa che di bandi per l’avviamento al lavoro per gli invalidi civili ne escono uno massimo due l’anno e dove per entrare in graduatoria e quindi avere accesso al mondo del lavoro bisogna avere figli o parenti a carico quindi io ad esempio non avendo nessun carico familiare non ho diritto al lavoro.

E’ una vergogna, con una pensione di 265 Euro mensili non si puo’ vivere, e dove anche mio padre e’ invalido e mia madre si arrangia andando a pulire le scale; io non voglio un’assistenza dello Stato ma un lavoro compatibile con il mio stato psico-fisico per potermi realizzare nella vita e costruirmi un futuro ed essere indipendente e autonomo. La cosa che mi fa rabbia e’ che lo Stato Italiano mi ha soltato sfruttato per fare il servizio Militare e mi ha arruolato malgrado la mia malattia e dopo mi ha gettato via.

Come se non bastasse sono stato anche ricoverato per 3 anni presso l’Ospedale Forlanini di Roma in regime di Day-Hospital per una nutrizione Parenterale endovenosa e sono stato anche sottoposto ad una nutrizione Enterale domiciliare collegato ad una pompa meccanica tramite ad un sondino Nasogatrico, ed attualmente sono in cura presso il CIM di Fiumicino da un bravo Psichiatra ma uscire dal tunnel dell’anoressia e’ difficilissimo e dove il medico mi dice che il lavoro per me sarebbe una buona terapia.

Credimi non ce la faccio piu’, ho trascorso tutta la mia adolescenza in bagno a vomitare e adesso sono giunto al capolinea, vorrei tanto una vita normale ma non ci riesco, mi sento un fallito, perche’ nella vita ho fallito come uomo e come persona, la mia vita non vale niente, non ho un lavoro, vivo ancora con i miei genitori, non valgo niente ed e’ meglio che tolgo il disturbo sperando che la morte mi dia la pace di cui ho tanto bisogno.

Adesso ti saluto scusandomi se ti ho annoiato con la mia storia ma ho sentito l’esigenza di sfogarmi, per favore aiutami!!! Distinti saluti

Antonino

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22 maggio 2009

fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=59255&sez=HOME_MAIL

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ANORESSIA MASCHILE

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Dott. Maria Concetta Cirrincione, psicologa

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Bellezza fa rima con magrezza, ma non con salute. Nel tentativo di raggiungere l’ideale estetico proposto con insistenza dai media, infatti, il controllo del peso è diventato una vera ossessione per le donne. Numerosi studi hanno dimostrato che questo atteggiamento è un fattore di rischio per i disturbi dell’alimentazione, primo tra tutti l’anoressia nervosa.

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Ma cosa succede negli uomini? Da tempo si sa che questo tipo di malattia interessa anche i maschi. Già nel 1689 Richard Morton descrisse alcuni casi di anoressia nervosa; due secoli dopo, diversi autori osservarono che questo disturbo può presentarsi anche nel sesso forte. Tuttavia, tale consapevolezza si sta affermando solo negli ultimi anni.

La diagnosi di anoressia nervosa nei maschi è ancora problematica: i medici, spesso, non si aspettano di trovarsi di fronte un uomo anoressico e associano i sintomi del paziente ad altre patologie. Inoltre, i criteri diagnostici dell’anoressia sono stati finora incentrati sulla donna; basti pensare che uno dei più importanti sintomi della malattia è considerata l’alterazione del ciclo mestruale. Molti casi di anoressia maschile, quindi, non sono riconosciuti come tali; l’incidenza di questa malattia, pertanto, è ancora molto sottostimata. Tuttavia solo negli Stati Uniti si calcola che, su 9 milioni di persone che soffrono di disturbi alimentari, circa 1 milione siano di sesso maschile. Più specificamente, il 5-10 % dei pazienti che soffrono di Anoressia Nervosa sarebbero maschi, come pure maschi sarebbero il 10-15% dei pazienti affetti da Bulimia Nervosa.

I casi maschili sono spesso sottovalutati e/o diagnosticati in ritardo . Questo anche perché un maschio che a tavola si abbuffa è accettato socialmente (a differenza di quanto accade per le femmine) e quindi all’inizio non si considera il suo un possibile problema.

Tutto questo fa si che in media quando un maschio che soffre di disturbi alimentari arriva in terapia siano trascorsi circa 7 anni dall’esordio del problema, mentre per le donne il tempo medio di latenza è soltanto di circa 4 anni.

Nonostante ciò i disturbi alimentari nei maschi sono una realtà epidemiologica in aumento.

Pare che l’età di esordio dei disturbi alimentari maschili sia da collocarsi intorno all’adolescenza nel momento in cui gli individui si pongono di fronte al problema di come strutturare la propria identità di adulti.

L’immagine del corpo è un importante predittore dei DCA nei maschi. Wertheim et al trovarono che il desiderio di essere magri è un importante predittore dei comportamenti di perdita del peso ancor più delle variabili psicologiche e di quelle familiari sia negli uomini che nelle donne adolescenti.

Kearney-Cooke trovarono che la maggior parte degli uomini con DCA riferiscono reazione negative nei confronti dei loro coetanei. Essi sostengono di avere avuto meno possibilità di entrare nella squadra sportiva e riferiscono di essere stati spesso presi in giro per il loro corpo nel periodo in cui essi provavano vergogna della loro fisicità.

Ginnasti, atleti, body builders, ballerini, nuotatori sono alcuni delle professioni più vulnerabili ai DCA, poiché il loro lavoro necessita di forti restrizioni.

Yates confrontò un gruppo di maratoneti con un gruppo di maschi anoressici e trovò similitudini socioculturali e caratteristiche di personalità simili. I maratoneti mostravano una bizzarra preoccupazione per il cibo e anche quando essi raggiungevano una massa corporea del 95% con solo 5% di grasso nel corpo, continuavano ad essere insoddisfatti.

E’ importante tuttavia considerare che il dimagrimento funzionale di certi atleti è differente dai soggetti che soffrono di DCA poiché non vi è presenza di psicopatologia.

Un altro importante fattore da considerare, è l’influenza dei mass-media sull’immagine del corpo, che viene continuamente trasmessa a uomini e donne di tutte le età.

L’immagine mediatica del maschio ideale non è incentrata sulla magrezza come succede nelle donne; ma punta soprattutto sulla forma fisica e ai muscoli a tutti i costi. Non sorprende, quindi, che la principale causa di perdita di peso nei maschi anoressici sia l’eccesso di esercizio fisico.

Nemeroff, e al. suggerisce che gli uomini possono ricevere dai media messaggi che riguardano la dieta e gli ideali di mascolinità e informazioni riguardanti la chirurgia plastica. DiDomenico e Andersen trovarono che i giornali indirizzati principalmente alle donne includevano articoli e avvertimenti su come aiutare a perdere peso ( per es. diete, conteggio delle calorie) mentre quelli indirizzati agli uomini davano molto minor spazio ai problemi delle diete mentre davano maggior spazio a consigli sulle tecniche di allenamento e di sviluppo della massa muscolare ( per es. fitness, body building e tonificazione dei muscoli)
L’eziologia dell’anoressia maschile è poco chiara ma Crisp and Burns ipotizzarono che essa sia correlata a problemi nell’identità di genere in una personalità premorbosa per cui il maschio desidera essere più grande e più forte rispetto alle donne che preferiscono essere minute.

Herzog trovò che i pazienti anoressici maschi sperimentano isolamento sessuale, inattività sessuale e conflitti omosessuali. Egli ipotizza che le pressioni culturali e l’omosessualità maschile possono essere fattori di rischio per sviluppare DCA.
L’omosessualità sembra essere fattore determinante: quasi il 50% dei soggetti anoressici dichiara, infatti, di essere incerto circa la propria identità sessuale.

È inquietante notare che molti di questi pazienti affermano di sentirsi meglio una volta che il digiuno prolungato li ha debilitati a tal punto da annullarne le pulsioni sessuali: la malattia, quindi, diventa un modo per risolvere dolorosi conflitti interiori legati alla sessualità.

Gli uomini anoressici mostrano un considerevole grado di ansietà che riguardano le attività sessuali.

Fichter and Daser confrontarono maschi e femmine che soffrivano di anoressia e trovarono che i maschi mostravano più ansia sessuale delle femmine. Gli autori notarono che l’80% dei maschi nel loro studio erano cresciuti in famiglie che consideravano il sesso come un tabù.

Gli uomini con DCA sono profondamente differenti dalle donne con DCA in termini di esperienze sessuali in uno studio condotto da Herzog et al . Negli uomini con DCA era significativamente meno probabili relazioni sessuali morbose rispetto alle donne.
I maschi bulimici, tuttavia, appaiono più attivi sessualmente dei maschi anoressici.

Quando un maschio contrae una Anoressia o una Bulimia, i fattori predisponenti e scatenanti di tipo familiare e psicologico sono simili a quelli dei disturbi alimentari femminili.

Anche in questo caso sono presenti sentimenti di bassa autostima, scarsa consapevolezza agli stimoli corporei, ansia di accettazione sociale, disturbi dell’umore, incapacità ad affrontare le emozioni ed i problemi personali, problematiche nei rapporti familiari.

Molti anoressici presentano tratti ossessivi e di perfezionismo e Vandereycken and Van den Broucke notarono un’alta incidenza di tratti schizoidi ( 30%) ossessivi ( 29%), passivi/dipendenti (15%) e antisociali (18%). Un confronto con le donne anoressiche mostra un’alta percentuale di immaturità ( 30% contro 4%) tratti isterici/istrionici ( 25% contro 4%) e tratti antisociali ( 18% contro 1%) ma un uguale numero di tratti schizoidi ( 28%)

Il tipico uomo anoressico è un soggetto depresso, ipersensibile, con forti sensi di colpa e scarsa autostima. L’ambiente familiare nel quale egli cresce ha un ruolo centrale nello sviluppo della malattia. Un padre poco presente e una madre dominante e iperprotettiva sono quasi una costante nella vita degli anoressici. La figura paterna, in particolare, è spesso caratterizzata da atteggiamenti culturali di mascolinità molto stereotipata (per esempio l’eccessiva indulgenza sul consumo di alcolici).

Kearney-Cooke trovarono che gli uomini con DCA tendono ad essere introversi e chiusi sia con la madre che con il padre. Questi autori conclusero che “nella loro cultura valori quali l’aggressione fisica, la competizione, l’essere atletici e l’indipendenza sono considerati desiderabili nei ragazzi, mentre la dipendenza, la passività, l’inibizione dell’aggressione fisica, l’essere minuti sono più appropriate per le ragazze. I ragazzi che successivamente svilupperanno i DCA non risultano essere conformi alle aspettative per la mascolinità, essi sono più dipendenti, passivi, e non atletici, tratti che possono portare a sentimenti di isolamento e disprezzo per il corpo.”

Hall analizzando la storia familiare di un gruppo di 9 pazienti anoressici, notò che questa attenzione spasmodica verso il corpo era causata dall’essere stati sovrappeso o obesi, ed essere stati per questo derisi( 2 su 9) identificarsi con un membro della famiglia magro ( 2 su 9) avere curato l’acne attraverso una dieta ferrea ( 2 su 9) e avere paura di morire di cancro ( 1 su 9)
Le persone a rischio possono condurre anche una esistenza normale, senza sviluppare disturbi. Ma, in presenza di un evento scatenante, possono sviluppare un Disturbo del Comportamento Alimentare. I fattori che scatenano i DCA rientrano spesso nelle normali crisi del ciclo di vita che ogni individuo deve affrontare, ma che, per le persone a rischio, possono essere affrontate solo con grande difficoltà e sovente con lo sviluppo di sintomi.

Tra i fattori scatenanti troviamo: fallimenti relazionali, cambiamenti del ruolo sociale e lavorativo, perdite affettive, malattie personali o di un familiare, etc.

Il trattamento dell’anoressia maschile, così come in quella femminile, deve procedere per obiettivi intermedi, in relazione alla fase sintomatologica e al grado di insight.

Ziesat and Ferguson utilizzano un approccio multidisciplinare che include la terapia cognitiva e la psicoterapia dinamica. Un’altra forma di psicoterapia che ha dato ottimi risultati con questi tipi di pazienti è stata quella familiare.

Per quanto riguarda la prognosi può essere negativa per: comportamenti violenti durante l’infanzia, assenza nell’adolescenza di fantasie e comportamento sessuale, lunga durata della malattia e forte perdita di perso durante la malattia.

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Bibliografia

  • Andersen, R.E., et al. (1995). Weight loss, psychological and nutritional patterns in competitive male body builders. International Journal of Eating Disorders, 18, 49-57.
  • Crisp AH, Burns T. The clinical presentation of anorexia nervosa in males. Int J Eat D; 1983; 2(4):5-10.
    DiDomenico, L. & Andersen, A.E. (1988). Sociocultural considerations and sex differences in anorexia nervosa. In A. Andersen (Ed.), Males with eating disorders (p. 31). New York:Brunner/Mazel. Drewnowski
  • Fichter, M.M. & Daser, C. (1987) Symptomatology, psychosexual development and gender identity in 42 anorexic males. Psychological Medicine, 17, 409-418.
  • Hall A, Delahunt JW, Ellis PM. Anorexia nervosa in the male: Clinical features and follow-up of nine patients. J Psychiatr Res, 1985; 19:315-321.
  • Herzog, D.B., et al. (1984). Sexual conflict and eating disorders in 27 males. American Journal of Psychiatry, 141, 989-990.
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  • Kearney-Cooke, A. & Steichen-Asch, P. (1990). Men, Body Image, and Eating Disorders. In A. Andersen (Ed.), Males with eating disorders (p. 47 NY: Brunner/Mazel.
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  • Morton R. Phthisiologica: or a treatise of consumptions. London: S. Smith & B. Walford, 1694
  • Nemeroff, C.J., et al. (1994). From the Cleavers to the Clintons: Role choices and body orientation as reflected in magazine article content. International Journal of Eating Disorders, 16, 167-176.
  • Pope, H.G., et al. (1986). Bulimia in men. A series of fifteen cases. The Journal of Nervous and Mental Disease, 174, 117-119.
  • Sloan G, Leichner P. Is there a relationship between sexual abuse or incest and eating disorders? Can J Psychiatry, 1986; 31:656-60.
  • ZiesatNF, Ferguson JM. Three cases of post- traumatic anorexia nervosa. Am J Psychiatry, 1985; 142:362-363.
  • Vandereycken W, Van den Brouke S. Anorexia nervosa in males. Acta Psychiatr Scand, 1984; 70:447-454)
  • Wertheim, E.H. et al. (1992). Psychosocial predictors of weight loss behaviors and binge eating in adolescent girls and boys. International Journal of Eating Disorders, 12, 151-160.
  • Yates A, Leehey K, Shisslak CM. Running – An analogue of anorexia? N Engl J Med, 1983; 308:251-255.

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fonte: http://www.psiconline.it/article.php?sid=1924

7 risposte a “LETTERA – Soffro di anoressia da 22 anni, aiutatemi! / Anoressia Maschile”

  1. Ignoto dice :

    Ciao Antonino sono un ragazzo di 18 anni di napoli.
    Voglio dirti che non mai sofferto di questi disturbi alimentari ma sono stato a contatto con molte persone che ne hanno sofferto, anche una mia fidanzata.
    Vorrei dirti che non è affatto vero che tu sia un fallito, anzi…nessuna persona senza un briciolo di forza di volontà sarebbe riuscito in ciò che sei riuscito tu.
    I tuoi genitori ti vogliono bene, permettigli di starti vicino.
    Hai lottato contro il tuo cervello ed il tuo corpo per 22 anni…solo se ci credi e solo se lo vorrai potrai uscirne fuori…non è mai troppo tardi per riparare…MAI!!
    la mia e-mail è giovytheboss@libero.it se vuoi scambiare due parole non c’è problema.
    Ciao… e credi in te stesso!!

  2. Antonio dice :

    Ciao antonino,io mi trovo a Fiumicino.
    leggo solo ora la tua mail.
    spero tanto che la situazione sia migliorata.
    contattami pure a.babbo@gmail.com
    ciao

  3. Thulin dice :

    Ciao Antonio,
    ho letto ora la tua lettera…non so se ci sei ancora, se riceverai questo messaggio. Come te ho sofferto per molti anni di anoressia uscendone felicemente grazie all’aiuto della famiglia e di specialisti giusti nonché di se stessi. Dall’anoressia si può uscire!
    Capisco bene cosa stai provando e se ti va di parlare ti lascio la mia email:
    thulin85penna@yahoo.it

    Un abbraccio

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