Archivio | giugno 12, 2009

CINEMAMBIENTE – Going North: Vie di fuga dal riscaldamento globale

Going North-Vie di fuga dal riscaldamento globale

Going North-Global Warming Escape Route

film

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Una delle conseguenze più preoccupanti del riscaldamento globale è la minaccia alla biodiversità del pianeta: in un periodo di profondi cambiamenti climatici, flora e fauna si trovano ad affrontare condizioni diverse da quelle che nei millenni hanno favorito il loro sviluppo. Il film documenta in modo approfondito, ricorrendo a immagini spettacolari, un fenomeno di recente scoperta, lo spostamento verso nord, all’interno dell’emisfero boreale, di specie animali e vegetali in cerca di climi più freschi attraverso i cosiddetti “corridoi biologici”, zone scarsamente popolate dall’uomo, cui spetta il compito di favorire, in questo difficile periodo, la sopravvivenza di tutti gli esseri viventi.

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Il regista / The Director

regista

Nato a Guastalla (RE), Eugenio Manghi dal 1985 si dedica al giornalismo e alla fotografia di carattere naturalistico e antropologico, lavorando, oltre che con le più prestigiose testate del settore, anche con istituzioni quali il Fondo per l’Ambiente Italiano e il Ministero del Turismo Canadese. Ha pubblicato molti volumi tra i quali: “Click in, fotografiamo insieme”, “Oltre il 2000: il problema energetico”, “Il giornale del Birdwatcher”, “Come fare la macrofotografia”, “Il Po, cento sguardi dall’argine”, “Orsi Polari”, “Il mondo degli uccelli”. A partire dal 1997 ha diretto numerosi reportage e documentari per tv nazionali e riviste a carattere scientifico, ricevendo riconoscimenti internazionali. Attualmente insegna Tecniche di foto e video per il settore scientifico presso la Facoltà di Zoologia dell’Università di Pavia.

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“Questa è la prima volta in cui tutti gli esseri viventi devono affrontare un cambiamento climatico veloce ed esteso, senza poter contare su un ambiente ecologicamente integro e sano.”

Eugenio Manghi
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Da una donna sfollata: alla redazione di Anno Zero, a Reset, a noi tutti…

Doriana Goracci ci segnala da Reset Italia questo pezzo:

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Non siamo Anno Zero, non siamo importanti, ma ascoltiamo almeno una di noi. Inoltriamo anche queste  voci, e di Donne…Credo che anche questa sia Informazione, leggere una lettera, come quella di Pina e diffonderlaCiao Povera Patria…

Doriana

featured image

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Cara Redazione,
sono Pina Lauria e sono residente a L´Aquila; attualmente “abito” presso la tendopoli ITALTEL 1, perché alla mia casa, che devo ancora finire di pagare, è stata assegnata la lettera E, che in questo drammatico alfabeto significa “danni gravissimi”.
Scrivo per illustrarvi alcune considerazioni, di carattere generale e, più in particolare, relative alla qualità della vita nei campi.
Intanto, evidenzio la grande confusione che c’è nella città: a quasi due mesi dal terremoto, viviamo ancora uno stato di emergenza. Uno dei grandi nemici di questi giorni, e dei prossimi, è il caldo: arriveranno i condizionatori ma risolveranno ben poco perché, come sicuramente sapete, il condizionatore funziona in una casa, con le pareti di cemento e con le finestre chiuse, non in una tenda, dove il sole batte a picco e da dove si esce e si entra…. inoltre, la tenda non è che si chiude ermeticamente!
Allora, il problema vero è questa lunga permanenza nella tendopoli alla quale saremo costretti fino ai primi di novembre. E’ assurdo ed inconcepibile che, per saltare una “fase”, come ha detto il Presidente del Consiglio, bisogna aspettare circa sette mesi per avere una casa, comunque sia. E a novembre, se le cifre rimangono quelle dette dal Governo e dalla Protezione Civile, saranno soltanto 13 mila i cittadini aquilani che potranno lasciare le tende. Su questo vorrei chiarire che si sta assistendo ad un balletto delle cifre che nasconde una amara verità. Mi spiego. Queste cifre si riferiscono alle verifiche finora effettuate ed alle risultanze avute. Si sta ragionando in questi termini: se su un tot di case verificate, è risultata una agibilità pari al 53%, e mantenendo questo trend, allora le case inagibili saranno all´incirca 5.000 per 13 mila persone.
L’agibilità è stata dichiarata per le abitazioni dei paesi vicini a L’Aquila; i quartieri nelle immediate vicinanze del centro storico, a ridosso delle mura (Sant’Anza (il quartiere dove abito), Valle Pretara, Santa Barbara, Pettino, tutti molto popolosi, hanno le case inagibili.
Inoltre, bisogna considerare che il centro storico ancora non viene sottoposto ad alcun tipo di verifica perché, a tutt’oggi, è zona rossa.
Nel centro storico risiedono circa 12 mila cittadini, senza contare i domiciliati, soprattutto gli studenti fuori sede. Allora, a novembre dovrebbero avere la casa almeno 26.000 cittadini, facendo un calcolo al ribasso perché, considerando anche gli abitanti dei quartieri distrutti, gli immobili da recuperare con interventi molti consistenti e, quindi, con tempi necessariamente lunghi, sicuramente le abitazioni necessarie dovrebbero essere sull’ordine delle 45 mila persone.
Questo è il futuro che ci aspetta e lo tengono nascosto! Ma il Presidente del Consiglio ha detto che, comunque, le tende sono già dotate di impianto di riscaldamento, e quel “già” mi ha molto inquietato.
Non possiamo accettare di restare nelle tende fino a novembre, e sicuramente fino a marzo del 2010!
Questo ragionamento lo stavo facendo alcuni giorni fa al campo: prima con alcune persone, poi si sono avvicinati altri ed eravamo diventati un bel gruppetto: dopo alcuni minuti dal formarsi dell’”assembramento non autorizzato”, sono arrivati i carabinieri, in servizio all´esterno del campo. Ho chiesto se ci fosse qualche problema. Mi hanno risposto che non c´era alcun problema, ma restavano anche loro ad ascoltare.
Conclusione: dopo alcuni minuti, tutti ce ne siamo ritornati nelle tende. Racconto questo episodio, e ne posso citare tanti altri (ad alcuni componenti di vari comitati cittadini, che stavano raccogliendo le firme per il contributo del 100% per la ricostruzione o ristrutturazione della casa, è stato vietato l’accesso nei campi), per denunciare quello che definisco la sospensione dei diritti garantiti dalla nostra Costituzione: libertà di opinione, di parola, di movimento.
Ora, posso comprendere, anche se non giustificare, un tale comportamento nel primo mese, che secondo me rappresenta la vera fase di emergenza, ma far passare tale logica antidemocratica per 7 mesi, ed anche di più, somiglia più ad un colpo di Stato che ad una “protezione civile”. Adesso mi trovo per qualche giorno a Bologna, presso mia figlia Mara che sta ultimando un dottorato in Diritto del Lavoro (senza borsa, perché l’Alma Mater non aveva i fondi a sufficienza per finanziare tutte e quattro i posti messi a bando: Mara si è posizionata terza, paga una tassa di iscrizione al dottorato di circa 600 euro l’anno e un affitto di 500 euro mensili, più le spese); proprio questa mattina ho dovuto chiamare il responsabile del mio campo perché la famiglia che abita con me mi ha informato che si stavano effettuando i controlli per assegnare il nuovo tesserino di residente al campo (ne possiedo già uno). Mi ha preso una tale agitazione tanto da sentirmi male: questa procedura che si ripete spesso nei campi, l’esibizione del documento e l’autorizzazione di accesso per gli “esterni”che ti vengono a fare visita, e magari sono i tuoi fratelli, sorelle, madri e padri che hanno trovato sistemazione in altri campi o luoghi, il fatto che adesso, nonostante avessi preventivato di stare un po´ di tempo con mia figlia, debba rientrare per avere di nuovo il tesserino, dietro presentazione di un documento di riconoscimento, anche se sono già tre volte che i responsabili del campo hanno annotato il numero della mia carta di identità, mi scuote in maniera incredibile. Ma la Protezione Civile mi deve proteggere in maniera civile o mi deve trattare come se fossi in un campo di concentramento? Il responsabile del mio campo, quando gli ho parlato questa mattina, mi ha detto che non c’era alcun problema, che potevo tornare quando volevo, riconsegnare il vecchio tesserino e prendere il nuovo, e comunque dovevo comunicare l’allontanamento dal campo, la prossima volta che ciò sarebbe accaduto. Mi chiedo: perché devo comunicare i miei spostamenti? La tenda, adesso, è la mia casa ed ho timore che lo sarà per molto tempo, almeno fino a novembre. Quale è la norma che mi impone di comunicare i miei spostamenti? Se mi si risponde che si è in presenza di una situazione di emergenza, e che tale situazione durerà mesi e mesi, allora siamo veramente in presenza di un pauroso abbassamento del livello di democrazia!
Non sono “vaporosa”, non sono arrabbiata: sono esacerbata! Ritengo che la nostra città stia diventando non una città da ricostruire, ma una città “laboratorio”, in cui si vuole sperimentare il nuovo modello di società: privo di diritti, passivo, senza bisogni: quello che ti do è frutto della buona volontà dei volontari o dell´imperatore e lo prendi dicendo anche grazie! Mi rifiuto! E si rifiutano i cittadini aquilani! Sui nostri corpi, sulle nostre menti, sulle nostre coscienze, sulle nostre memorie nessuno ha il diritto di mettere le mani! Un’altra considerazione: le tende dell’emergenza sono tutte di otto posti, per poter accogliere, in tempi molto brevi dopo l’evento catastrofico, il maggior numero di persone. Di conseguenza, ci sono moltissime situazioni di promiscuità (la vivo io stessa, con un´altra famiglia che ha due bambini piccoli). Ritorno sempre alla considerazione di prima: una situazione di promiscuità può essere proposta ed accettata, a causa del disorientamento totale in cui ognuno si trova dopo un evento così terribile, per un mese, ma non per 7 o più mesi! In alcune tende sono insieme anche tre nuclei familiari! Mi chiedo: non si vogliono utilizzare i containers, ma allora il Presidente del Consiglio, che ha tante bellissime idee (sulle donne, sui giudici, sul Parlamento, sulla Costituzione) perché non pensa a far arrivare tende da quattro? O meglio, perché non riesce a garantire, da subito, una sistemazione dignitosa, senza costringermi ad andare sulla costa o in appartamenti situati nell’ambito della Regione Abruzzo, sicuramente non a L’Aquila, dove vi è la distruzione totale?
Proprio ieri, un gruppo di psicologi ha affermato che tale situazione di promiscuità sta distruggendo le famiglie perché, a parte le discussioni che ci sono, dalle cose più grandi a quelle più piccole (pensate che si sta litigando anche per i condizionatori, quelli che li hanno, perché alcuni li vogliono accesi, i “coinquilini” li vogliono spenti; chi vuole guardare la televisione e chi vuole riposare), la mancanza di intimità e di momenti privati determina nervosismo e sensazione di annullamento di ogni sentimento, senza considerare che nei campi non esiste nessun momento di intimità, né nei bagni, né nelle docce, né a pranzo né a cena.
Non posso restare in silenzio ed accettare passivamente: voglio essere protagonista della mia vita e della ricostruzione della mia città, e non voglio sentirmi come una partecipante del Grande Fratello! Non abbiamo intenzione, noi aquilani, di essere triturati dalla società
dello spettacolo: alle menzogne mediatiche opporremo la nostra intelligenza, volontà e coraggio….e la nostra rabbia.
L’Aquila è la mia, la nostra città e non è in vendita, per nessuno!
Spero che questa mia lettera venga da voi presa in considerazione: sono forte, coraggiosa… come tutti voi e spero che possiate darmi voce.
Vi ringrazio, di cuore… anche se spezzato!
Ciao a tutti

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per entrare in dettagli “economici”, Doriana suggerisce la lettura di La Gomorra d’Abruzzo – Indymedia. Ve lo consiglio anch’io: fa accapponare la pelle. Come anche: Reset: da una tenda in Abruzzo, Reset: Giornata della memoria terrorismo e stragi: fuori dall’Abruzzo! No al G8 e Reset: da L’Aquila

PARROCO VS FEDE (nel senso di Fede Emilio)

ALTRO PARROCO CHE CONFESSA I SUOI BASSI ISTINTI:

VORREBBE “FUCILARE” EMILIO FEDE, BRUNO VESPA, BONDI, GASPARRI, BELPIETRO, FELTRI, SCHIFANI, CICCHITTO, BONAIUTI, CONFALONIERI, MIMUN, GIORDANO, RIOTTA …

Don Franco Scarmoncin si è scatenato contro Sua Menzogna (Sylvius Berluska). E soprattutto si è scagliato contro i “leccaculo” che lo circondano, spiegando che “questa gente meriterebbe di essere fucilata”.
… Qui sotto ripropongo solo alcune delle violentissime espressioni di cui è stato capace il prete. Pubblicate sul sito della parrocchia di San Giacomo Apostolo.

« Solo Dio sa come fa l’Italia ad andare ancora avanti, con una situazione economica così incerta e traballante: in mano alla mafia, con una Giustizia che non giudica, con una amministrazione che solo per aprire un contatore del gas ti chiede 10 centimetri di carte…
Per novembre il Presidente Berlusconi farà il miracolo di dare a tutti i terremotati una nuova casa. Come possa dire “balle” talmente enormi e trovare ancora gente che gli creda, solo Dio lo sa!
[…] La gente è invitata a tirare la cinghia e a fare sacrifici, mentre i politici, i responsabili delle Ferrovie, dell’Enac (ex Alitalia), della Banca d’Italia, delle grandi Aziende nazionali, i parlamentari europei, gli amministratori pubblici se la passano alla grande.
[…] Il Capo del Governo in questi giorni ha autorizzato l’acquisto di 131 nuovi caccia bombardieri per una spesa complessiva di 13 miliardi di euro. Perché deve farsi bello di fronte al mondo…
[…] L’unico che in questi 15 anni ha tentato di mettere riparo al debito pubblico è stato il Governo Prodi, tanto vituperato e mandato a casa, perché troppo statico.
[…] Succederà che quando Berlusconi si toglierà di mezzo, le cose saranno molto peggio di quando ha assunto il potere. E potrà dire che non è riuscito a fare di più e meglio perché non ha avuto abbastanza tempo, o che le opposizioni gli hanno impedito di realizzare i suoi progetti… o che ha avuto addosso tutti i comunisti… o i nemici di Dio e del suo messia (lui stesso).
“I suoi progetti” non c’è dubbio che nel frattempo li avrà realizzati… è che non ha realizzato “i nostri”!
Quanto sto chiedendomi da alcuni anni è: come fa la gente a non rendersi conto della situazione in cui ci sta cacciando questo Governo?
[…] Non me la prendo con Berlusconi, il suo orgoglio senza limiti lo fa vivere in un mondo in cui lui è convinto di essere al vertice e al centro dell’universo … Non me la prendo con lui!
È evidente: fintanto che gli battiamo le mani e ci guadagna pure con il mestiere che fa (è l’unico in Italia ad averci guadagnato 156 milioni di euro lo scorso anno, a differenza di tutte le altre aziende italiane) gli conviene tenersi stretta la sedia che occupa … Non me la prendo con lui …
[…] Non me la prendo con il Capo del Governo, lui fa il suo mestiere di imprenditore interessato a difendere le sue proprietà, opportunista venditore di fumo, megalomane psicopatico, barzellettiere e “ballista” come pochi altri … Dovrebbe stare in galera e invece ce lo troviamo Capo del Governo … Non me la prendo con lui. Me la prendo con tutti i tirapiedi, i leccac**o, gli omuncoli obbedienti prostrati ai suoi piedi, i professionisti dell’adulazione e del servilismo più abietto, i contorsionisti manipolatori della verità, bieche figure di immoralità pubblica, chiudono gli occhi, zittiscono la propria coscienza, negando l’evidenza e impedendo che si arrivi a sapere.
[…] Me la prendo con una caterva di personaggi meschini e senza onore: Emilio Fede, Bruno Vespa, Belpietro, Mimun, Vittorio Feltri, Gianni Riotta, Mario Giordano, Confalonieri, Paolo Bonaiuti, Bondi, Cicchitto, Gasparri, Renato Schifani … un’infinità di giornalisti, imprenditori e parlamentari che sistematicamente lo difendono, negando l’evidenza dei fatti. Tutti i galoppini in adorazione davanti a lui, rapiti dalla sua parola.
Tutta questa gente meriterebbe di essere (passi l’esagerazione) “fucilata”… perchè non possono non essere più intelligenti di me e non possono non vedere quanto è evidente a un cieco” ».
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A questo post è collegato quello del prete(*) che ha scritto al cardinal Bagnasco per chiedergli: Eminenza, come potete fornicare con Berlusconi?

(*)Don Paolo Farinella (lauree in Teologia Biblica e Scienze Bibliche e Archeologiche), ha studiato lingue orientali all’Università di Gerusalemme: ebraico, aramaico, greco.
I suoi ultimi libri (editore Gabrielli): “Bibbia, parole, segreti, misteri ” e “Ritorno all’antica Messa”

fonte: facebook

Francia, niente blocchi a internet

Il Consiglio Costituzionale francese ha censurato la disposizione più controversa della legge contro la pirateria su internet adottata lo scorso maggio in Francia, che prevede la sospensione della connessione ad internet per i pirati recidivi. Secondo i ‘saggi’ del Consiglio Costituzionale, la libertà di comunicazione ed espressione garantita dalla Dichiarazione dei Diritti dell’uomo implica infatti anche «la libertà di accedere ai servizi di comunicazione al pubblico on line». Per questo, scrive il Consiglio in un comunicato, è solo il giudice che può decidere se sospendere o meno la connessione al web. Il potere di sanzione era stato invece attribuito ad una nuova autority, l’Hadopi, da cui la legge prende il nome, creata apposta per vigilare sulla protezione ed il rispetto dei diritti d’autore su internet. La ministra della cultura Christine Albanel ha accolto i rilievi del Consiglio costituzionale e proporrà di modificare la legge in direzione di quanto sostenuto dai ‘saggì della consulta. Era stato il partito socialista a chiedere l’intervento del Consiglio Costituzionale, qualche giorno dopo l’adozione della legge, sostenuta fortemente dal presidente Nicolas Sarkozy e difesa in parlamento dall’ Albanel. Il provvedimento era arrivato due volte all’Assemblea nazionale prima di essere votato.

Fonte: l’Unità

Lettera aperta al Presidente del Consiglio

Gent.ssimo Presidente, sono una cittadina aquilana, colpita dal sisma come il resto della popolazione, con una aggravante che peggiora il mio stato e quello della mia famiglia, sono una inquilina, per giunta Ater, e quindi dimenticata da tutti e mai menzionata, come tutto il resto degli inquilini aquilani.

La domanda che pongo a Lei e a tutta la classe politica, particolarmente attenta alle sorti della mia Citta’, ed alla ricostruzione delle prime e seconde case di proprieta’, e’ che fine fanno gli inquilini? Quelli che per ovvie ragioni, non sono proprietari di nulla, che non sono al momento nella condizione di poter affittare nuovi alloggi (vuoi perche’ non c’e’ una grande disponibilita’, vuoi perche’ il mercato degli affitti e’ al momento impazzito), ne’ di rientrare in quelli vecchi magari classificati “E”.

Non chiedo regali, ne’ particolari favori, ma sottopongo alla Sua attenzione la necessita’ di parlare anche di queste persone, che come me chiedono un tetto sicuro per se’ e per la propria famiglia e la possibilita’ di poter a Settembre portare i propri figli a Scuola. Io e la mia famiglia siamo rimasti in Citta’, sulla nostra amata terra. Alle attuali condizioni si puo’ pensare a eventuali mutui agevolati o allo sbocco dei fondi regionali Prima casa? Potrebbe in questo modo aprirsi anche per noi la possibilita’ di avere una casa sicura e definitiva. La ringrazio

Daniela Bellini

Fonte: il Messaggero

Lettere a il Messaggero: “Non posso più farcela”

Ciao a tutti, questa lettera rimane semplicemente un tentativo, l’ennesimo, di ricevere ascolto da qualcuno che possa sinceramente aiutare una persona in difficoltà. Partiamo dal problema. La prima cosa che mi viene in mente è: problema soldi. Insomma anche questo mese non ho pagato l’affitto e chiaramente il proprietario vuole sbattermi fuori. Nulla di più normale direte voi, chissà quante persone hanno la stessa difficoltà. In questa casa non vivo da solo, ma con la mia compagna e un figlio di tre anni. Ad oggi non ho un lavoro e da quando ho perso il posto due mesi fa non ho ricevuto alcuna offerta, ma proprio nessuna. Sono iscritto al collocamento, ho consegnato curricula ovunque, ma nulla.

Premetto che non pretendo di diventare direttore generale di Telecom o della Fiat, voglio solo lavorare. Ho trenta anni, una moglie e un figlio e non uno straccio di lavoro. Mia moglie lavora e guadagna circa 800 euro al mese… beh bastano solo per fare la spesa di un mese, pagare le bollette, mettere benzina. Senza auto non lavorerebbe neanche lei. Da sei mesi vado in giro con un contrassegno assicurativo falsificato con photoshop, non posso permettermi di pagare l’assicurazione auto.

Ho dimenticato di dirvi che ovviamente sono laureato e specializzato, in marketing e comunicazione. Vista la mia età però non sono né un junior né un senior, solo un ibrido che non lavora. Sentirsi dire che si è troppo preparati per lavorare in un supermercato o troppo grandi per cominciare un percorso professionale in una grande azienda aumenta il grado di frustrazione quotidiano.

Intanto i debiti sono triplicati nel giro di tre anni. Un prestito di mille euro per far nascere il bimbo, un altro di tremila qualche mese fa per pagare i primi mesi di affitto della nuova casa. Adesso sono un cattivo pagatore inseguito dalle agenzie di recupero crediti. Mi sono rassegnato, tanto non posso pagare.

Adesso chiedo a voi tutti, che spero potrete leggere queste righe, se mi sapete dire di chi è la colpa o se dipende solo da circostanze negative. Io personalmente credo che uno di questi giorni aprirò il rubinetto del gas e buonanotte a tutti. Grazie

Francesco

Fonte: il Messaggero