Archivio | giugno 20, 2009

Lettera ad un amico di destra

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di Alessandro Gilioli (Piovono Rane, i blog de l’Espresso)

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Caro M.
mi rivolgo a te perché so che sei sempre stato una brava persona. Siamo amici da più di trent’anni e la nostra amicizia ha sempre superato la lontananza politica: fin da quando, sui banchi del Berchet, io ondeggiavo tra i caotici gruppi “a sinistra del Pci” e tu eri già un moderato, e diciamo pure che su alcune cosucce allora avevi più ragione di me (ma su altre io, non fare il ganassa adesso).


Ci siamo scannati infinite volte
su tutto – da Lech Walesa alle canne libere – senza mai un vaffanculo: e mi hai insegnato tra l’altro che esiste anche in Italia una destra rispettabile, cattolica e liberale.

Quando la Dc ha vissuto la sua grande diaspora, sei andato – dopo un po’ di incertezza, diciamolo – con la nascente Forza Italia: troppo radicato il tuo anticomunismo, troppo grande la paura che in Italia prendesse il potere una sinistra radical-casinista.

Ho rispettato anche quella tua scelta, sapendo che non la vivevi come una conquista ma come un estremo rimedio, lontano com’eri dagli sberlusci tettaioli di “Drive In” e dai sorrisi iperdentuti dei forzitalioti in mezzo ai quali improvvisamente ti ritrovavi: molti dei quali tra l’altro provenivano dal corrotto Psi milanese, l’odio verso il quale aveva rappresentato per anni l’unico nostro punto d’accordo.

Ti ho visto l’ultima volta quando sei venuto a Roma per il congresso fondativo del Pdl: smaliziato fino al cinismo – quante ironie sull’albergo a cinque stelle pieno di sciure con le labbra a canotto e tutto pagato dal Capo – ma pur sempre delegato di quel partito che in qualche modo forse, col tempo, avrebbe rappresentato una vera destra moderata in Italia.

Immagino come ti senti tu – come tanti altri – in questi giorni, con l’anima divisa divisa in due.

Da un lato vorresti tanto credere alla linea ufficiale del Capo: vero niente, è tutta una manovra eversiva, un complotto delle sinistre, di Repubblica e del suo editore, magari con alle spalle Murdoch e sicuramente – è sempre autoconsolatorio dirselo – i “poteri forti”.

Dall’altro lato, c’è una vocina in minoranza nel Parlamento della tua anima, una vocina che ti dice cazzo che schifo, cosa c’entra tutto questo con la destra liberale e cattolica per cui lavoro da trent’anni, che cos’è questa storia che dobbiamo metterci in trincea a difesa di un aspirante dittatorello che ammira Gheddafi e Putin, che usa le sue tivù per aumentare all’infinito i suoi soldi e il suo potere, che corrompe avvocati e giudici, che s’impelaga in un mare di menzogne per coprire la sua vita di puttaniere, che si rende ingiudicabile dai tribunali della Repubblica, che sforna leggi e leggine contro gli immigrati per depistare l’attenzione del popolino incazzoso ?

Appunto, la vocina è solo in minoranza: ma ti chiede ogni giorno che cosa c’entra tutto questo con De Gasperi, con Adenauer, con Koestler – e con tutte le altre tue letture formative.

E’ a te e a quelli come te che penso in questi giorni. Siete voi moderati, cattolici e liberali – già maggioranza in Italia, prima di essere ingoiati da Publitalia – che potete salvare voi stessi e questo paese molto più di noi, casinisti pieni di utopie ecologiche, postcomuniste e terzomondiste.

Fatelo, liberatevi, emancipatevi dal Capo che vi ha comprati e soggiogati quindici anni fa. Fatelo per voi, per il vostro bene prima ancora che per il nostro, fatelo per i valori in cui avete creduto quando per conquistare il consenso non avevano bisogno di Emilio Fede, Liguori, Belpietro, Minzolini, Giordano e tutti gli altri servi che in fondo al cuore – lo so – disprezzate molto più di me.

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fonte:  http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/06/18/lettera-a-un-amico-di-destra/

India: non li paga e 2 poliziotti buttano giù dal treno in corsa donna incinta : morta

Gli agenti sono stati quasi linciati dai parenti della vittima e sono in ospedale

La giovane si era rifiutata di dar loro 100 rupie per aver trasportato sul convoglio una bicicletta

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NEW DEHLI (INDIA) – Una donna incinta è morta per essere stata gettata giù da un treno in corsa da due poliziotti dopo essersi rifiutata di dare loro del denaro. È accaduto nel distretto di Lakhimpur, nello stato indiano dell’Uttar Pradesh.

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LA VICENDA – Kavita, la donna uccisa, era salita a bordo del treno insieme a suo marito e alla loro figlia, una bimba di tre anni. L’uomo, oltre ai normali bagagli, aveva caricato sul treno anche la sua bicicletta. Poco dopo la partenza del treno, due agenti si sono avvicinati alla famigliola chiedendo loro la somma di 100 rupie (circa due euro) per poter trasportare anche la bicicletta. Non avendo tutta la somma richiesta, Kavita ha offerto ai poliziotti una banconota da 5 rupie. A questo punto i due hanno afferrato la donna e l’hanno spinta a forza fuori dal treno in corsa, uccidendola. Infuriati per la morte della donna, parenti ed amici si sono recati nella stazione della ferrovia e, trovati i due poliziotti, li hanno aggrediti. I due sono stati trasportati in ospedale. «Saranno portati in carcere non appena usciranno dall’ospedale» ha dichiarato al Times of India un funzionario di polizia.

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20 giugno 2009

fonte:  http://www.corriere.it/cronache/09_giugno_20/india_treno_donna_incinta_uccisa_8ad90afc-5d98-11de-99a3-00144f02aabc.shtml

Abruzzo… nascosto

Di Abruzzo, dal punto di vista che i TG tendono ad occultare, abbiamo già parlato diverse volte (ad esempio qui, qui ed anche qui).

Poi c’è Anna, testimone sul campo, che con il suo blog ci tiene informati. Francesco invece lascia parlare le immagini.

Questo pezzo viene da FaceBook – ringraziamo Antonella per avercelo segnalato:

15 giugno 2009, in Diario

Ho visto L’Aquila

Lettera a mia moglie scritta ieri notte (11 maggio 2009)

[…] Hanno vietato internet nelle tendopoli perché dicono che non gli serve.

Gli hanno vietato persino di distribuire volantini nei campi, con la scusa che nel testo di quello che avevano scritto c’era la parola “cazzeggio”.

A venti chilometri dall’Aquila il tom tom è oscurato.
La città è completamente militarizzata.

Sono schiacciati da tutto, nelle tendopoli ogni giorno dilagano episodi di follia e di violenza inauditi, ieri hanno accoltellato uno.
Nel frattempo tutte le zone e i boschi sopra la città sono sempre più gremiti di militari, che controllano ogni albero e ogni roccia in previsione del G8.
Ti rendi conto di cosa succederà a questa gente quando quei pezzi di
***** arriveranno coi loro elicotteri e le loro auto blindate? Là ????

Per entrare in ciascuna delle tendopoli bisogna subire una serie di perquisizioni umilianti, un terzo grado sconcertante, manco fossero delinquenti, anche solo per poter salutare un amico o un parente.
Non hanno niente, gli serve tutto.
(Hanno) rifiutato ogni aiuto internazionale e loro hanno bisogno anche solo di tute, di scarpe da ginnastica.

Anche un blog può aiutare a rinascere. Dalle macerie...

Per far fare la messa a Ratzinger, il governo ha speso duecentomila euro per trasportare una chiesa di legno da Cinecittà a L’Aquila.
Poi c’è il tempo che non passa mai, gli anziani che impazziscono.
Le tendopoli sono imbottite di droga.
I militari hanno fatto entrare qualunque cosa, eroina, ecstasy, cannabis, tutto.

E’ come se avessero voluto isolarli da tutto e da tutti, e preferiscano lasciarli a stordirsi di qualunque cosa, l’importante è che all’esterno non trapeli nulla.
Berlusconi si è presentato, GIURO, con il banchetto della Presidenza del Consiglio.
Il ragazzo che me l’ha raccontato mi ha detto che sembrava un venditore di pentole.

Qua i media dicono che là va tutto benissimo.
INOLTRE:
Intanto passano inosservate cose di grande importanza e le tv non ne parlano:
Gli Aquilani vogliono fare una mega manifestazione contro questo governo e all’urlo “ladri e mafiosi” non sono arrivate le forze dell’ordine perchè sarebbe stato troppo evidente lo schifo. Quindi cos’hanno fatto? Hanno mandato centinaia di appartenenti alla protezione civile che in maniera “non civile” hanno impedito la divulgazione dei volantini che promuovevano la manifestazione.
La protezione civile che cazzo c’entra? Come si permettono di distruggere i volantini e impedire la divulgazione? Da chi prendono ordini e chi si nasconde realmente dietro i panni di quelli che dovrebbero proteggere la popolazione civile? Chi è Bertolaso e da chi prende ordini?

Quanto potranno tenere in slenzio una popolazione? Quanto resisterà questa farsa?

DIFFONDETE.. ci sono verità che vogliono oscurare, ma noi NON POSSIAMO TACERE!
per tutti gli abruzzesi, x i loro cari che non ci sono più, e per chi sta cercando la forza di ricominciare a vivere.

* * *

Dal blog di Anna riportiamo la lettera a Napolitano, con preghiera di massima adesione e diffusione:

Al Gentilissimo Giorgio Napolitano Presidente della Repubblica
Alla Segreteria Generale del Capo dello Stato – (rif.Dott. Marra e Dott. Ruffo).
Gentilissimo Presidente,
stiamo, in questi momenti drammatici, istituendo coordinamenti di cittadini e Sindaci che chiedano a lei un incontro ufficiale per istituire un reale tavolo Istituzionale da insediare al Quirinale e da lei guidato, che porterà a buon fine la ricostruzione in ogni minimo dettaglio soprattutto in merito al capitolo trasparenza investimenti e gare d’appalto.Si intravedono cordate di ditte nordiste che con finte gare d’appalto vengono già inserite nel decreto stesso in discussione in queste ore. Presidente le chiediamo di non firmare il Decreto, di non permettere che attraverso il bavaglio del Parlamento come ormai prassi antidemocratica di questo Governo, si giunga al ricatto verso le popolazioni, basando il decreto sul principio anticostituzionale e di palese violazione del Titolo Quinto della Costituzione. Le chiediamo inoltre di permettere l’apertura di un fascicolo penale e civile per accertare le responsabilità del Governo in merito ai mancati controlli sismici dell’area come erano stati richiesti da Ingegneri dell’Enea in data 12/02/09 (lettere originali pubblicate su La Repubblica in Aprile 2009), attraverso documenti ufficiali inoltrati al Ministro Matteoli.L’accavallarsi di strane anomalie e forti incompetenze da un punto di vista tecnico e scientifico nella protezione civile ormai carrozzone di corruttele dei partiti, ne ha fatto di Bertolaso un capo carismatico indiscusso ed ecco le conseguenze reali di una reale strage di Stato preannunciata anche dalle foto del satellite del CNR scattate sempre tra Dicembre e Febbraio 2009 dove si notava la faglia già in fase di scorrimento la profonda frattura constesso epicentro dove poi si è verificata la catastrofe. Chiediamo giustizia soprattutto perché qualcuno aveva da anni pensato di sciogliere la Commissione Grandi Rischi e in Italia come mi ha precisato il Prof.G.Evangelista di Pisa, membro ed esperto licenziato probabilmente da quella Commissione affinché divenisse nel tempo appannaggio e strapotere esclusivo della finta protezione Civile carrozzone di corruttele e strane assunzioni clientelari (da tempo).Attendiamo celeri riscontri e risposte da lei come sempre all’altezza del ruolo di Rango Istituzionale che ricopre con dignità e nel rispetto delle regole sancite dalla Costituzione.
Con stima, la ringraziamo per l’attenzione rivoltaci ieri nel contattarci personalmente e direttamente attraverso la sua Segreteria Generale.

Coordinamento nazionale ” Aiutiamo L’Abruzzo” Rocco Carlomagno – progetto solidarietà Basilicata aiuta L’ Abruzzo cell.348/5312034 –
Stefania Pace cell 3200245059- Romina e tantissimi studenti , donne e uomini delle istituzioni locali dell’Abruzzo.

Aggiungete il vostro nome stampate e inviate un fax al Quirinale al numero 0646993041

Il Quirinale ci ha contattato ieri pomeriggio chiedendo di fare un fax con i contenuti
Fate girare. Più siamo e più forza abbiamo.