Archivio | giugno 22, 2009

Primario tenta il suicidio. Denunciò furti di reagenti

Il direttore del laboratorio di analisi dell’ospedale San Martino di Genova, Michele Mussap, che aveva dato il via all’inchiesta dei carabinieri del Nas sulle sanità genovese, ha tentato il suicidio stamani lasciandosi asfissiare dal gas di scarico della sua auto, in sosta per strada ad Arenzano (Genova). Il medico, che aveva collegato un tubo di gomma alla marmitta ed all’abitacolo, è stato soccorso dal 118 e ricoverato in ospedale: le sue condizioni non sarebbero gravi.

Secondo le prime informazioni raccolte in procura, all’origine del gesto del medico sarebbero motivi personali e non, come ipotizzato da molti in un primo momento, l’inchiesta dei carabinieri del Nas che vede indagati 37 medici e tecnici di laboratorio per analisi fatte pagare privatamente ai pazienti ed eseguite invece in laboratori ospedalieri.

Mussap non è indagato ma avrebbe dato il via a uno dei due filoni delle indagini con una denuncia su ammanchi di reagenti nel suo laboratorio.

Fonte: il Secolo XIX

Scoppia la crisi al Comune di Roma

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È sparito l’assessore. In giunta mercoledì scorso non c’era. Il sindaco Alemanno, non si sa se in qualità di detective o di principale imputato, a domanda risponde: «Non ci sono novità». Francesco Storace, anche lui celebre per la passione da detective, dice di avere la soluzione del giallo: «Fonti autorevoli mi dicono che l’assessore si è dimesso il 5 giugno, un giorno prima delle europee, in una lettera in cui denuncia il caos delle controllate del comune». I sindacati non confermano la data. «L’ho sentito l’ultima volta venerdì 12», dice Salvatore Biondo, sindacalista della funzione pubblica Cisl «avevamo fissato un incontro sul riassetto delle società comunali per lunedì prossimo». Ma poi la riunione è stata “sconvocata” dal capogabinetto del sindaco Sergio Gallo. L’assessore desaparecido non è un due di briscola. Si tratta di Ezio Castiglione, assessore al Bilancio. Ovvero, secondo Roberto Morassut, «con Urbanistica e Lavori pubblici l’architrave del governo della città». Tecnico da tutti riconosciuto per la competenza, amico personale del sindaco Gianni Alemanno, Castiglione tace. Ma il silenzio anziché dissipare infittisce le nebbie del giallo. Anche perché, ufficiale o «ufficiosa», come sostiene Alemanno, la lettera c’è e dunque anche la crisi. Ma nessuno riferisce in Consiglio mentre si accavallano le ipotesi per la successione. E Maurizio Leo, tecnico targato An, il più papabile, fa professione di stima verso il dimissionario.

La prima pista è quella del «gruppo dei corvi» appollaiato in Campidoglio. «Un manipolo che condiziona il sindaco, svuota il lavoro del consiglio comunale, spossessa la giunta del suo ruolo», sostiene il segretario regionale del Pd Morassut. Il quadrumvirato, secondo Athos De Luca, è formato da Andrea Augello, Fabio Rampelli, Vincenzo Piso, Claudio Barbaro. «Lui cerca di far quadrare i conti, il sindaco di far quadrare le poltrone», stigmatizza Alfredo Ferrari, vice capogruppo Pd alla commissione Bilancio: «Alemanno, invece di preoccuparsi dell’efficienza e della tutela dei lavoratori si affanna a accontentare i potenti del momento». «Confondono il governo della città con il potere», rafforza Morassut.

Il casus belli è un documento di attuazione delle linee guida approvate il 15 maggio 2009 sul «Riassetto del gruppo comune di Roma». Prevede sostanzialmente tre cose: 1) riportare sotto controllo le aziende indebitate. Ama, per esempio, i cui nuovi vertici politicamente targati fanno piani megagalattici e bypassano i controlli tecnici trattando direttamente con il sindaco. Le entrate non migliorano e la pulizia della città è un disastro. 2) La dismissione di quote di minoranza in società di servizi «non strettamente necessari» alla pubblica amministrazione. Fra questi la società Gemma, 20% del comune. Ma quello è un punto di forza dell’Ugl e si sconta la fiera resistenza di Luca Malcotti, sindacalista e consulente del sindaco. O la Multiservizi, che fa pulizie nelle scuole e ha 4000 dipendenti, il comune dismetterebbe il suo 5% ma in favore di Ama. 3) L’integrazione o semplificazione di altre società: un gestore unico per i trasporti pubblici ma, dopo la sparizione dell’assessore i CdA di Atac, Trambus e Metro sono stati prontamente congelati. L’integrazione di Zetema e Palaexpò. Risorse per Roma è invece una società che si trova in una situazione kafkiana. Occupa, ormai, personale qualificato alla progettazione e al controllo del PRG. Ma il Campidoglio continua a ripianarle, unico committente, non dà più commesse. Il piano prevede una verifica economica «propedeutica a un nuovo contratto di servizio».

Ricordate il “buco”? Lo spauracchio agitato da Alemanno appena insediato contro Veltroni. A un anno di distanza si può fare un bilancio: sul piano della riduzione degli sprechi tanti passi in dietro. In compenso il sindaco è riuscito a ottenere 500 + 500 milioni dal governo (2008-2009). Per farne cosa? Investimenti nelle periferie, dice Ivano Caradonna presidente del municipio della Tiburtina, non se ne vedono. Si vedono invece i regali pronti per la rendita fondiaria, per il contenzioso: il più ricco è una roba da 200 milioni per il conte Vaselli a Tor bella Monaca. Ma i comuni, invece di tenere da parte i soldi, dovrebbero combattere giuridicamente fino all’ultimo colpo.

Fonte: Jolanda Bufalini su l’Unità

Referendum fallito, quorum non raggiunto

Urne chiuse alle 15, quorum mancato per il referendum abrogativo della legge elettorale.
La proiezione dei primi dati definitivi sul sito del Viminale relativi all’affluenza alle urne consente di affermare che per nessuno dei tre quesiti ha votato il 50 per cento più uno degli elettori. La percentuale di votanti per ora si attesta intorno al 21 per cento (ieri sera alle 22 aveva votato il 16,3 per cento). Dai primi dati risulta che sarebbe schiacciante la quantità di sì espressa sulle schede che, alle prime proiezioni sembra attestata al di sopra dell’80%, con una punta del 90% sul terzo quesito, relativo all’abrogazione delle candidature multiple. Il referendum, dunque, non avendo raggiunto il quorum non ha effetti e al di là delle scelte dei cittadini espresse sulle schede elettorali, che si conosceranno al termine dello spoglio, lascia invariata la legge elettorale.

Esultano Calderoli, dispiaciuto Fini. Esulta il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli. «Per come era stato fatto – ha detto – questo referendum era stato concepito per cercare di distruggere la Lega e perciò, visto il risultato, possiamo dire che è stata una vittoria della Lega».
Per il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini «il referendum è fallito miseramente. Ancora una volta si sono spesi migliaia e migliaia di euro di tutti gli italiani per un referendum inutile. Il bipartitismo è stato bocciato». Un esito prevedibile, per il presidente della Camera Gianfranco FIni. «I quesiti erano troppo tecnici», ha detto Fini, «e sicuramente c’è una certa stanchezza da parte degli elettori. Era prevedibile che fosse questo l’esito dei referendum, anche se mi dispiace dirlo».

La Russa e Capezzone: andrebbe ripensato il meccanismo. Secondo il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, il quorum per il referendum andrebbe ridotto al 35%, ma aumentato di molto il numero delle firme per promuoverlo. Sull’innalzamento delle firme da raccogliere è d’accordo anche il portavoce del Pdl Daniele Capezzone, superando, però, il meccanismo del quorum, e, come accade in America o in Svizzera, lasciare la decisione ai cittadini che di volta in volta scelgono di andare a votare».

Bonino: è stato fatto l’impossibile per far saltare il quorum. Emma Bonino, radicale eletta nelle file del Pd ha sottolineato ai microfoni di Radio radicale: «a me pare scontato questo tipo di affluenza alle urne dopo che si è fatto l’impossibile per far saltare il quorum». La vice presidente del Senato ricorda come: «si è cambiata la legge per spostare la data al 21 giugno. Non c’è stata praticamente campagna elettorale, del dibattito televisivo non parliamo nemmeno. Come si pretendeva che la gente si appassionasse al referendum se tutti i media erano orientati al non raggiungimento del quorum?». Il parlamentare del Pdl, Giuseppe Galderisi ritiene che vada abolito il quorum: «se i si e i no si potessero confrontare in modo leale, si assisterebbe a una campagna referendaria vera». Il deputato del Pdl Benedetto Della Vedova sostiene «quella dei referendum elettorali è la cronaca di una morte annunciata. La condanna è stata emessa nel momento in cui si è stabilito di votare nel primo giorno d’estate».

Fonte: il Sole 24ore

Incidenti lavoro: Genova, 3 feriti in una carpenteria

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Incidente sul lavoro intorno alle 13.30 in una carpenteria di corso Perrone, nel quartiere genovese di Cornigliano. E’ quanto si apprende da fonti di agenzia. Tre operai di 30 anni sono rimasti feriti a seguito dell’esplosione di una macchina sparachiodi, in uso nello stabilimento. Secondo quanto dichiarato dai sanitari del 118, intervenuti sul posto con diverse ambulanze ed un automedica, i tre giovani sarebbero stati investiti da alcuni chiodi scagliati dalla macchina durante la deflagrazione. Trasferiti in codice giallo in tre diversi nosocomi genovesi, Villa Scassi, Galliera e San Martino, le loro condizioni non sarebbero gravi.

Fonte: rassegna.it

Eluana, neurologo Defanti prosciolto dall’Ordine dei medici di Bergamo

BERGAMO, 22 giugno – L’Ordine dei medici di Bergamo ha prosciolto il neurologo Carlo Alberto Defanti dall’ipotesi di aver violato il codice di deontologia professionale nella vicenda legata alla morte di Eluana Englaro, la donna morta il 9 febbraio scorso dopo 17 anni di coma vegetativo.

La notizia risale al 21 maggio scorso, ma è trapelata solo nelle ultime ore: il consiglio dell’Ordine di Bergamo, al quale Defanti è iscritto, aveva aperto un’indagine interna per accertare se ci fossero gli estremi per contestare al medico delle violazioni al codice deontologico commesse durante gli ultimi giorni di vita di Eluana, alla quale era stata tolta l’alimentazione.

Defanti era stato ascoltato dal presidente dell’Ordine Emilio Pozzi una prima volta il 5 marzo, e poi ancora nel mese di aprile. Il consiglio dell’Ordine (composto da 15 medici) ha dunque prosciolto il neurologo, prima ancora dell’apertura di un procedimento disciplinare: «Abbiamo voluto andare fino in fondo» ha detto Pozzi, che ha definito il procedimento una sorta di “processo all’ideologia” e dalla documentazione in nostro possesso, Defanti non ha violato il codice deontologico. C’è stata una grande sproporzione tra i fatti e le strumentalizzazioni che sono state create in seguito. Mi hanno colpito molto la veemenza e la carica emotiva che hanno investito questo caso che, in altre sedi, non è ancora chiuso».

Il presidente dell’Ordine dei medici di Bergamo ha ricordato infine che il codice deontologico detta le linee guida dell’operato dei medici e non può stabilire una colpa precisa come il codice penale: «Noi non ci appelliamo ad un articolo ogni componente del collegio giudica secondo la propria esperienza».

Fonte: il Messaggero

Tg1, scontro maggioranza-opposizione E Garimberti convoca Minzolini

Il presidente Rai a colloquio con il direttore per parlare di «completezza e trasparenza dell’informazione»

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Augusto Minzolini

ROMA – Un incontro di 20 minuti tra il presidente della Rai, Paolo Garimberti, e il nuovo direttore del Tg1, Augusto Minzolini, per parlare di «completezza e trasparenza dell’informazione»: il faccia a faccia si è tenuto dopo le polemiche sulla copertura riservata dalla testata ammiraglia della Rai all’inchiesta della Procura di Bari (i magistrati, occupandosi di presunte corruzioni nelle forniture sanitarie, sono incappati in un giro di ragazze che avrebbero partecipato, a pagamento, a feste e cene con il premier Silvio Berlusconi). L’argomento, dopo giorni di polemiche, sarà probabilmente oggetto di discussione nel Cda di mercoledì e proprio in quest’ottica Garimberti avrebbe convocato Minzolini. Tra i due c’era già stato un colloquio telefonico informale venerdì scorso sull’argomento.

SCONTRO – Sul tema intanto è scontro tra maggioranza e opposizione. Il Pdl difende Minzolini: «Finalmente abbiamo capito chi vuole mettere le mani su viale Mazzini – afferma Maurizio Lupi,vicepresidente Pdl della Camera. – Gli attacchi al Tg1 e al suo direttore Minzolini, le cui professionalità ed esperienza nessuno ha mai messo in discussione, sono la testimonianza di un vecchio vizio del centrosinistra italiano: considerare la Rai come casa propria». Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, aggiunge: «È indegna la fatwa del Pd contro Augusto Minzolini e il suo Tg1. È evidente il tentativo di creargli problemi anche in redazione. Si tratta di un comportamento incivile nei confronti di un professionista come Minzolini, e anche nei confronti di un’azienda rispetto alla quale il Pd continua ad avere un atteggiamento padronale». Il Partito democratico, invece, accusa il nuovo direttore per la scarsa informazione fornita dal suo telegiornale sull’inchiesta di Bari. Era stato proprio il capogruppo del Partito Democratico in Commissione Trasporti e Telecomunicazioni alla Camera, Michele Meta, a chiedere a Garimberti di convocare Minzolini: «Dopo giorni di ripetuti oscuramenti da parte del Tg1, principale telegiornale del servizio pubblico, sul filone dell’inchiesta di Bari che vedrebbe coinvolto il presidente del Consiglio, chiediamo che il presidente di garanzia della Rai, Paolo Garimberti, convochi il consiglio di amministrazione per audire il direttore del Tg1 e per affrontare in maniera approfondita il tema dell’informazione e del pluralismo nei telegiornali Rai, i cui principi di obiettività, trasparenza e imparzialità sono chiaramente indicati nel codice etico dell’azienda». Duro anche il commento del senatore dell’Italia dei Valori Francesco Pardi, membro della Commissione di Vigilanza radiotelevisiva: «Neanche una parola sulle novità nell’inchiesta di Bari: per due giorni il Tg1 è stato reticente su quest’argomento. Uno scandalo, ridurre il servizio pubblico al silenzio stampa significa calpestare la Costituzione e il diritto dei cittadini di essere informati».

Fonte: il Corriere della Sera

Capiamoci bene: a me onestamente dell’”affaire Bari” (nel senso di festini et similia) interessa poco o niente. Diciamo pure niente: mi viene la nausea solo a pensarci. Per quel che mi riguarda ognuno si può divertire come meglio crede, sempreché il divertimento sia di tutte le parti, non ci siano sopraffazioni e siano tutti d’accordo – ovvio che il discorso non si applica ai minori, che vanno tutelati sempre e comunque.

Vivo benissimo (anzi, meglio) anche ignorando questi festini. Al massimo la cosa mi può interessare se mi tocca in qualche modo pagarli… ma per il resto, sono dell’idea del vivi e lascia vivere. Non voglio neppure fare il sepolcro imbiancato e pretendere che uno, solo perché ricopre una carica istituzionale, cambi le sue abitudini. Se è omosessuale, trovo cretino imporgli per – diciamo – cinque anni di vivere da “normale” (già qui ci sarebbe da discutere, volendo), se è un arzillo vecchietto che si sente giovane a frequentare pollastrelle giovani che continui pure (lo posso trovare patetico, ma se lui è contento e loro pure…).

Ma il TG1 non si è macchiato solo di questa nefandezza. Fosse tutto qui… invece no: io temo che ce l’abbia un po’ per vizio, di tacere le notizie scomode… come spiegare altrimenti il fatto – per me ben più grave – di non aver dato notizia della manifestazione degli Abruzzesi a Roma se non nell’edizione della sera, quando ormai l’avevano riportata tutti, rete compresa (anzi rete per prima…)?

elena

Banche non finanziano azienda Gli operai chiudono i conti correnti

La “Smith Textile”, fabbrica meccanica di telai tessili di Schio, ha commesse per 3 milioni, ma gli istituti di credito rifiutano di finanziarla

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Un operaio di un'industria tessile

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Fonte: Quotidianonet.ilsole24ore

Dati Eurostat: quando informazione non fa rima con neutralità

Ecco la notizia presentata da RaiNews24:

Primi nell’Ue. Ma per le tasse sul lavoro…

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Euro (foto Ansa)

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“Il primato europeo del carico fiscale sul lavoro è nostro. Secondo Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione europea, nel 2007 in Italia ha raggiunto il 44% contro il 34,4% della media comunitaria (34,3 nella zona euro). I livelli più bassi spettano a Malta (20,1%), Cipro (24%) e Irlanda (25,7%), mentre i più dati alti, dopo quelli italiani, si trovano in Svezia (43,1%) e Belgio (42,3%). Nel complesso, la pressione fiscale in Italia nel 2007 ha raggiunto il 43,3%, in aumento rispetto al 42,1% del 2006, e contro una media europea del 39,8% e del 40,4 dei Paesi della zona euro.

L’Italia il quinto paese Ue per pressione fiscale
La tassazione ha raggiunto il 43,3%, valore superiore sia alla media Ue a 27 che  viene superata del 5,8%, sia a quella della zona euro, superata del 5,1%.

L’Italia inoltre è il quarto paese in Europa con la tassazione più elevata sulle imprese. Nel dettaglio, la tassazione sulle imprese italiane – secondo il rapporto dell’Ue – e’ rimasto quest’anno stabile al 31,4%, stesso livello del 2008. La pressione fiscale sulle imprese e’  più pesante solo per le aziende di Malta (35%), Francia (34,4%) e Belgio (34%).Secondo i dati del rapporto l’Italia è il secondo paese dell’Ue con la più elevata imposizione fiscale sul capitale con il 36,2%. Mentre sul fronte della tassazione sui consumi è uno dei paesi con la percentuale più bassa, il 17,1%.”

che non è esattamente come scrivere:

L’Eurostat: in Italia troppe tasse sul lavoro

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“L’Italia è il Paese Ue dove è più alto il carico fiscale sul lavoro. L’Eurostat in base al confronto effettuato sui dati relativi al 2007, fa infatti sapere che in Italia le tasse e i contributi sociali rappresentano il 44% del costo del lavoro contro il 42,3% della Svezia e il 42,3% del Belgio, il 25,7% dell’Irlanda, il 24% di Cipro e il 20,1% di Malta.

L’Italia risulta invece tra i Paesi con il minor carico fiscale sui consumi: nel 2007 è risultato pari al 17,1% contro il 33,7% della Danimarca, il 27,8% della Svezia, il 27,1% dell’Ungheria, il 15,4% della Grecia e il 15,9% della Spagna. Secondo le tabelle diffuse oggi da Eurostat, tra il 2000 e il 2008, è invece diminuita di un punto percentuale l’aliquota massima applicata ai redditi delle persone fisiche, passata dal 45,9 al 44,9%.

Per quanto riguarda invece l’imposizione fiscale sui redditi d’impresa è calata tra il 2000 e il 2009 di 9,9 punti percentuali passando dal 41,3% al 31,4%. Le aliquote maggiori applicate sui redditi, segnala l’Eurostat, sono quelle registrate in Danimarca (59%), in Svezia (56,4%) e in Belgio (53,7%) mentre le minori si riscontrano in Bulgaria ( 10%), Repubblica Ceca (15%) e Romania ( 16%). La tassazione sui redditi d’impresa tocca invece i livelli più alti a Malta (35%), in Francia (34,4%) e in Belgio (34%) e i più bassi in Bulgaria e a Cipro (10%) e in Irlanda (12,5%).”

Come fa l’Unità. Già ma quelli sono schierati… peccato che anche il Giornale, QuotidianoNet.ilsole24ore, il Corriere della Sera e la Repubblica diano la notizia in modo simile. Ancor più approfondito il trafiletto de la Stampa:

In Italia le tasse sul lavoro più alte

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Euro (foto Ansa)

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Il primato europeo del carico fiscale sul lavoro spetta all’Italia, secondo Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione europea. Nel 2007 ha raggiunto il 44% contro il 34,4% della media comunitaria (34,3 nella zona euro).

I livelli più bassi spettano a Malta (20,1%), Cipro (24%) e Irlanda (25,7%), mentre i più dati alti, dopo quelli italiani, si trovano in Svezia (43,1%) e Belgio (42,3%). Nel complesso, la pressione fiscale in Italia nel 2007 ha raggiunto il 43,3%, in aumento rispetto al 42,1% del 2006, e contro una media europea del 39,8% e del 40,4 dei Paesi della zona euro. Negli altri grandi Paesi dell’Ue, il carico fiscale sul lavoro è stimato al 39% in Germania, al 41,3% in Francia, al 26,1% in Gran Bretagna e al 31,6% in Spagna, mentre in Polonia raggiunge il 35%.

Le tasse sul lavoro, segnala Eurostat, rimangono la principale fonte di reddito fiscale per i governi dell’Ue, visto che rappresentano «quasi la metà» di quello che il fisco incassa dai contribuenti ogni anno. Il 23% proviene dalle tasse sul capitale, il 28% dalle imposte sul consumo. In Italia le tasse sul consumo hanno raggiunto il 17,1%, meno della media del 22,2% nei Ventisette e del 21,5% nell’eurozona; rispetto al 2000, sono rimaste più o meno invariate (17,9%). In compenso, le tasse sul capitale, al 36,2%, superano i livelli medi dell’Ue (28,7%) e della zona euro (29,8%), e sono incrementate notevolmente rispetto al 2000 (36,2%). Per quanto riguarda le aliquote massime sul reddito (dati 2008) e sul capitale (dati 2009), le percentuali dell’Italia (44,9% e 31,4%) sono superiori alla media dell’Ue (37,8% e 23,5%) e della zona euro (42,1% e 25,9%) ma sono calate rispetto al 2000: un punto in meno sul reddito e 9,9 punti in meno sul capitale.

Eurostat ha calcolato anche le tasse sull’energia, che nel 2007 in Italia hanno toccato il 2,1% del Pil, pari al 4,8% delle entrate del Fisco. Nei Ventisette arrivano all’1,8% del Pil, mentre nell’eurozona sono all’1,7%. Le tasse sulla benzina italiane rappresentano l’1,5% del Pil, contro l’1,4% dell’Ue a 27 e della zona euro. In generale Eurostat sottolinea che nel 2007 la pressione fiscale nell’Unione europea è aumentata leggermente dal 2006, quando si era fermata al 39,7% nei Ventisette e al 40,3% nella zona euro. «In confronto al resto del mondo – scrive l’ufficio statistico comunitario – la pressione fiscale nell’Ue a 27 rimane piuttosto alta, superando quella degli Usa e del Giappone di 12 punti percentuali».

Cosa cambia? Un piccolo dettaglio circa la tassazione sui redditi d’impresa… ma sicuramente sono io che penso male!

Johnny Depp diventa Dillinger gangster-eroe dell’America in crisi

L’attore protagonista di “Public Enemies” di Michael Mann, in uscita negli Usa il primo luglio
“Era carismatico, rubava alle banche corrotte, veri nemici del popolo affamato”

L’attore vive con la famiglia su un atollo della Thailandia, di sua proprietà
“Parigi stava diventando impegnativa. L’isola mi dà la semplicità di cui avevo bisogno”
di SILVIA BIZIO

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Johnny Depp diventa Dillinger gangster-eroe dell'America in crisi

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LOS ANGELES – Johnny Depp nel ruolo di John Dillinger, il gangster più famoso d’America e forse il primo fuorilegge del Novecento (furoreggiò negli anni Trenta, in piena Depressione) che mettendo a segno spettacolari rapine divenne una sorta di eroe popolare, bello e dannato con mistica da rockstar.

Basterebbe Depp a rendere Public Enemies (in uscita negli Usa il primo luglio) un must per cinefili. E dietro la cinepresa c’è Michael Mann (Manhunter, Insider, Collateral fra gli altri), per molti critici il genio innovatore del thriller-noir contemporaneo. Accanto a Depp c’è Christian Bale, il nuovo Batman (ora in Terminator Salvation), nel ruolo dell’agente dell’Fbi Melvin Purvis che dà la caccia a Dillinger, gagà non privo di fascino soprannominato “il Clark Gable del bureau”.

Il film non è solo la biografia di un bandito ma anche la cronaca di una caccia all’uomo. Con Purvis/Bale che è l’immagine speculare, al di qua della legge, di Dillinger. Insomma, Public Enemies (il titolo evoca Nemico pubblico del 1931 con James Cagney nei panni di un altro celebre gangster dei tempi del proibizionismo) arriva al cinema con un pedigree certificato. E’ l’unico filmone estivo di Hollywood con pretese di Oscar. Ne abbiamo parlato con lo stesso Depp, a Chicago per il lancio del film.

Dillinger era il “most wanted” dell’Fbi e insieme una figura amata dalla gente. Cosa ne sapeva?
“Mi affascina da quand’ero bambino. Avevo per lui la stessa ammirazione che sentivo per Charlie Chaplin o Buster Keaton. Avrà forse a che fare con la mia educazione. Mio nonno faceva il contrabbandiere nel Kentucky e il mio padrino, faccendiere, finì per un periodo in prigione. Ci dev’essere qualcosa nel mio dna che mi lega a Dillinger”.

Come ha lavorato per interpretarlo?
“Michael Mann ci ha dato tutto quello di cui un attore ha bisogno. La ricostruzione dettagliata della sua morte a Chicago nel 1934. Le rapine nel ’33-’34 in Indiana e Ohio. Ho visitato la prigione da cui evase e scoperto quello che fece esattamente, la fuga, l’auto rubata…. Ho portato la borsa che aveva quando venne ucciso, la camicia e i pantaloni trovati al Museo Dillinger. Devo tutto questo a Mann, alla sua mania per la ricerca, la ricostruzione, la scelta dei luoghi”.

Le è simpatico Dillinger?
“Era disinvolto e carismatico, evitava la violenza per quanto possibile. Rubava alle banche corrotte, veri nemici del popolo affamato. Divenne un Robin Hood, una leggenda vivente. Amava la gente comune, odiava i ricchi e l’autoritarismo”.

Era un uomo che non scendeva a compromessi. Lo è anche lei?
“Mi piacerebbe, ma quelli erano altri tempi. Gli anni Trenta offrirono agli uomini l’opportunità di essere individui autonomi, cosa che per noi, oggi è un dato scontato”.

Come si spiega che al grande pubblico piacciono più i “cattivi” che i buoni?
“Sarà perché è eccitante l’idea di farla franca, commettere un crimine e schivare la punizione. Delitto senza castigo. Non è un’idea che ci affascina tutti?”.

Nel film ha solo due scene con Christian Bale. Come le è sembrato?
“E’ dedito al suo lavoro, un uomo di grande intensità e determinazione, bravissimo padre, grande attore. Viene sul set e resta sul personaggio per tutto il tempo. Non so come faccia. Mi piace”.

Dillinger disse: “Non fumo, bevo pochissimo, il mio unico vizio è rapinare le banche”. Qual è il suo?
“Rapino banche anch’io… Scherzo. Anch’io non fumo più, un bellissimo traguardo. Mi sa che dovrò inventarmelo un vizio. Ci lavorerò. Promesso”.

Lei ha due figli piccoli. Vedono i suoi film? Cosa le chiedono?
“Io provo molti dei miei personaggi su di loro. E loro rispondono dandomi la loro opinione. Mia figlia, che ha quasi dieci anni, quando sto su un set mi chiede ‘papà, pensi che potrò vederlo?’ Non potrà certo vedere The Libertine fino a quando avrà almeno 16 anni. E Dillinger non glielo farò vedere per adesso, ovvio. Mio figlio Jack ha visto di recente Edward mani di forbice e si è messo a piangere…”.

Che tipo di eredità vorrebbe lasciare?
“Che i miei figli siano felici e orgogliosi del padre. Se mi chiede che eredità vorrei lasciare nel mondo, non mi viene in mente niente. Sono un attore. Mi preme solo lasciare dietro di me qualcosa di cui i miei figli possano andar fieri”.

Come mai ha deciso di trasferirsi, con sua moglie e i figli, su un’isoletta?
“Dopo le riprese di The Secret Window ce ne siamo andati in vacanza e abbiamo trovato un’isola in Thailandia: amore a prima vista. Me la sono comprata. Parigi iniziava a essere impegnativa. La vita sull’isola mi dà la semplicità di cui avevo bisogno. E non ci sono giocattoli. Per questo i miei figli hanno fantasia da vendere. La mia unica paura, è che vorranno fare gli attori anche loro…”

Fonte: la Repubblica

Iran, l’opposizione torna in piazza. Pasdaran: affronteremo i dimostranti Frattini: “Teheran risponda sul G8”

La diretta di oggi tratta da la Repubblica:

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Nuova manifestazione indetta dai sostenitori di Moussavi. Le Guardie della Rivoluzione iraniane pronte ad affrontare con “fermezza” e “metodi rivoluzionari” chiunque violi la legge. Il ministro degli Esteri italiano: oggi una risposta all’invito o salta la partecipazione al vertice. Dopo la battaglia di sabato che ha causato almeno 10 morti e 100 feriti, ieri nuovi cortei nella capitale iraniana. Il Consiglio dei Guardiani ammette brogli: il numero dei voti in alcuni distretti ha superato quelli degli aventi diritto. Il presidente Ahmadinejad ha intimato a Usa e Gran Bretagna di cessare le interferenze negli affari interni dell’Iran. El Mundo: “Arrestati 5 europei accusati di spionaggio”

17:24 Netanyahu a Roma, si parlerà anche dell’Iran

Il premier israeliano sbarca domani a Roma, prima tappa della sua prima missione in Europa nella veste di capo del governo. La crisi iraniana sarà uno dei temi forti in agenda. Fonti informate affermano che in Iran “parole e condanne verbali non bastano più. Sono necessarie azioni decise che impediscano all’ Iran di procedere sulla strada per l’acquisizione di armi nucleari”.

17:10 Appello Ue ai paesi membri: “Convocate l’ambasciatore iraniano”

La richiesta arriva dalla presidenza dell’Unione Europea: “Gli stati membri convochino i capi delle missioni iraniane in Europa per esprimere profonda avversione sulle violenze post elettorali”.

16:58 Londra richiama le famiglie dello staff diplomatico

Il governo britannico ha deciso di richiamare in patria le famiglie dello staff diplomatico presenti attualmente in Iran a seguito delle violente manifestazioni degli ultimi giorni

16:48 Il Regno Unito sconsiglia i viaggi “non necessari”

Dopo le accuse di ingerenza lanciate da Teheran contro la Gran Bretagna (l’ayatollah Khamenei aveva anche definito il paese “il maggior nemico della Rivoluzione islamica”), il regno Unito sconsiglia ai suoi cittadini di recarsi in Iran.

16:42 Un testimone: 60 arresti

Un testimone presente alla manifestazione riferisce che circa 60 persone sono state arrestate da polizia e milizia islamica

16:36 Zakaria: Teheran rilasci il collega di Newsweek

Il governo iraniano rilasci immediatamente Maziar Bahari, giornalista e filmaker corrispondente da Teheran per Newsweek, arrestato domenica mattina. Così Fareed Zakaria, direttore Newsweek international, chiede alle autorità iraniane l’immediato rilascio del giornalista, che ha la nazionalità canadese, condannando “l’arresto senza nessuna incriminazione” e sottolineando che non si hanno notizie del collega dal momento del suo arresto.

16:31 Teheran, finita la manifestazione dell’opposizione

La manifestazione dell’opposizione nel centro di Teheran è terminata circa due ore dopo essere iniziata. Lo dice un testimone, secondo cui la polizia, presente in forze, ha tirato gas lacrimogeni.

16:22 Parlamentare iraniano: “Possibili azioni legali contro Mussavi”

Secondo un influente parlamentare iraniano c’è una base legale sufficiente per perseguire penalmente il candidato presidenziale moderato Mir Hossein Mussavi per attentato alla sicurezza nazionale per aver istigato le “proteste illegali” con i suoi discorsi.
“Gli appelli di Mussavi alla protesta illegale e le sue affermazioni provocatorie sono stati fonte di recenti disordini in Iran”, ha detto Ali Shahrokhi, presidente della commissione giustizia del parlamento, citato dall’agenzia semiufficiale Fars. Secondo lui, “simili atti criminali vanno affrontati con fermezza”. Per il parlamentare iraniano, “c’è una base legale per perseguire penalmente Mussavi”.

16:08 Centro studi Gb: Seri dubbi su risultato

Un’analisi dei risultati elettorali in Iran pone “seri dubbi” sulla vittoria del presidente Mahmud Ahmadinejad, e evidenzia irregolarità sui numeri forniti dalle autorità di Teheran. Lo afferma l’autorevole Royal Centre for International Affairs di Londra, che tra le varie anomalie denuncia lo spostamento massiccio, definito “implausibile”, dei voti tradizionalmente conquistati dai riformisti verso il conservatore Ahmadinejad. Per gli autori della ricerca, svolta in collaborazione con l’Università di St.Andrews in Scozia, il risultato che vede Ahmadinejad trionfare nelle province rurali contrasta seccamente con i risultati di elezioni precedenti nelle stesse aree.

16:06 Fini: “Sull’Iran l’Italia faccia come il resto dell’occidente”

“Sull’Iran io credo che l’Italia non possa fare nulla di diverso rispetto a quanto fanno le altre democrazie occidentali. Quanto sta accadendo oggi è sotto gli occhi di tutto il mondo: si tratta di una brutale repressione nei confronti di coloro che manifestano perché pretendono ci sia chiarezza sull’esito del voto. La protesta poi si sta caricando di significati ulteriori perché c’è il rifiuto, soprattutto fra i giovani, di una teocrazia anche molto brutale”. E’ il commento del presidente della Camera Gianfranco Fini.

15:46 Manifestanti in piazza, testimoni

“Stavo passando attraverso la piazza Haft-è Tir e ho visto circa mille persone lì”, racconta un testimone alla Reuters. “C’è un migliaio di persone circa che si sta radunando ai bordi della piazza”, dice un altro alla France Presse, aggiungendo che “la polizia anti-sommossa si mette in posizione per caricare”.

15:41 Teheran, lacrimogeni e spari in aria per disperdere manifestanti

Spari in aria e lacrimogeni sono stati usati dalla polizia iraniana per disperdere una folla di centinaia di manifestanti che si erano radunati nella piazza Haft Tir nel centro della capitale Teheran. Il raduno dei manifestanti del fronte riformista è avvenuto a poche ore dal monito dei pasdaran, i temibili guardiani della rivoluzione islamica, che hanno minacciato stamane di voler affrontare qualunque manifestazione di protesta futura con “metodi rivoluzionari”.

15:32 Teheran, manifestanti in piazza e polizia in tenuta anti sommossa

Un migliaio di manifestanti dell’opposizione si sta radunando attorno alla piazza Haft-è Tir, nel centro di Teheran, mentre la polizia in tenuta anti sommossa si sta preparando a caricarli. Lo dicono testimoni sul posto citati dalla France Presse e dalla Reuters.

15:16 Teheran, manifestanti in piazza dispersi

Circa 200 manifestanti d’opposizione hanno tentato di radunarsi in piazza Haftè Tir, nel centro di Teheran, ma la polizia li ha dispersi, secondo quanto raccontano testimoni citati dalla France Presse. Secondo un testimone citato invece dalla Reuters, in piazza sarebbero scesi oggi circa 1.000 manifestanti.

15:02 Teheran, manifestanti in piazza

I sostenitori di Mir Hossein Moussavi hanno accolto l’appello del loro leader e dell’altro candidato presidenziale Mehdi Karroubi e si radunano in una piazza centrale di Teheran. Il tam tam di Twitter dà notizia, finora, di un migliaio di persone. Anche secondo la tv satellitare araba al Jazeera, nel centro di Teheran sarebbe “in corso un raduno di manifestanti riformisti”. L’appuntamento era sulla piazza Haft e-e Tir. I Guardiani della Rivoluzione hanno minacciato una dura repressione delle proteste. Il raduno si svolge nel ricordo dei “martiri” degli scontri dei giorni scorsi e di Neda, la ragazza uccisa sabato e simbolo della rivolta.

14:36 Studenti manifesteranno contro Londra davanti ambasciata Gb

I membri di quattro organizzazioni di studenti protesteranno nel pomeriggio fuori dall’ambasciata britannica a Teheran. Ne dà notizia l’agenzia Fars spiegando che l’obiettivo dei giovani è quello di protestare contro “il governo pervertito di Londra per la sua ingerenza negli affari iraniani, in suo ruolo nella rivolta di Teheran e il suo sostegno ai rivoltosi”.

14:31 Arrestati 5 europei accusati di spionaggio

L’Iran ha annunciato la detenzione di “cinque spie europee”, accusate di partecipare “ai disordini” che da nove giorni infiammano Teheran. Lo riporta l’edizione online del quotidiano spagnolo El Mundo, che riprende la notizia dall’agenzia semiufficiale iraniana Fars. Secondo la Fars, che non cita fonti, si tratterebbe di due tedeschi, un britannico e due francesi, definiti come “fra i principali attivisti dei disturbi di sabato scorso”. Fars riporta anche le accuse ad ambasciate straniere di dare rifugio a “terroristi” iraniani.

14:20 Inchiesta procuratore generale di Teheran su morte manifestanti

L’ufficio del procuratore generale di Teheran ha annunciato oggi di aver aperto un’inchiesta sull’uccisione dei manifestanti sabato. E’ quanto si legge sul sito della Cnn. Fonti ospedaliere, ricorda l’emittente, avevano parlato sabato di 19 morti negli scontri. Fonti ufficiali avevano parlato di 13 o 10 morti mentre fonti non confermate di un bilancio di 150 vittime.

14:08 Farnesina: feriti in ambasciata solo con coordinamento Ue

“Se ci sarà un coordinamento a livello europeo” che autorizzi le ambasciate Ue a Teheran dare assistenza ai dimostranti feriti, l’Italia “non si sottrarrà a questa disponibilità “. Lo ha ribadito il portavoce della Farnesina, Maurizio Massari, confermando che “per il momento” non c’è stata alcuna richiesta in tal senso da parte dei manifestanti iraniani. E’ chiaro, ha poi aggiunto Massari, che “i feriti dovranno comunque essere curati negli ospedali”.

13:57 Polizia: 457 fermi e mai usate armi

La polizia iraniana ha riferito che nelle proeeste di piazza a Teheran sono stati identificati e fermati 457 manifestanti e ha assicurato che i suoi agenti non hanno mai aperto il fuoco. “I poliziotti non sono autorizzati a usare le armi contro la popolazione e sono tenuti a utilizzare solo gli strumenti anti-sommossa per contenere l’azione di danneggiamento”, ha affermato il capo della polizia di Teheran, Azizallah Rajabzadeh, citato da Press-tv.

13:55 Lariani organizza trasmissione tv con Moussavi

Ali Lariani, presidente del Parlamento iraniano, starebbe discutendo in queste ore con i responsabili della radio e televisione di Stato iraniane l’organizzazione di una trasmissione dedicata al riformista Mir Hossein Moussavi. E’ quanto riferisce ‘Fardanews’, precisando che Larijani vorrebbe invitare in trasmissione un rappresentante del presidente Mahmoud Ahmadinejad, in modo che possa replicare ufficialmente alle affermazioni di Moussavi inerenti il voto dello scorso 12 giugno.

13:51 Pasdaran: pronti ad affrontare dimostranti

Le Guardie della Rivoluzione iraniane, i Pasdaran, hanno ammonito oggi di essere pronte ad affrontare con “fermezza” e “metodi rivoluzionari” i dimostranti e chiunque violi la legge.
“In questo momento delicato, le Guardia si confronteranno con fermezza e metodi rivoluzionari con i dimostranti”, si legge in un comunicato dei Pasdaran pubblicato sul proprio sito web.

13:50 Teheran contro Bbc e Voice of America

Bbc e Voice of America nel mirino del governo iraniano. Un portavoce del Ministero degli Esteri, Hassan Ghashghavi, ha accusato i due network di voler dividere il paese con i loro reportage dei disordini che hanno fatto seguito alle contestate elezioni. ”I capi di VOA e BBC sono ufficialmente i figli spirituali di Netanyahu e Lieberman e il loro obiettivo è quello di indebolire la nostra integrità territoriale e disintegrare l’Iran”, ha detto. Ieri il corrispondente della Bbc da Teheran, Jon Leyne, è stato espulso dalle autorità con l’accusa di aver ”sostenuto i ribelli”.

13:48 Farnesina: ancora nessuna risposta da Iran su G8

Ancora nessuna risposta è giunta dall’Iran sull’invito a partecipare al G8 di Trieste. Lo ha confermato il portavoce della Farnesina, Maurizio Massari, ribadendo che “se entro oggi, non ci sarà una risposta” l’Italia lo interpreterà “come non una non disponibilità a partecipare”, come detto stamani anche dal ministro Franco Frattini. Per Massari si deve inoltre tenere conto della “situazione fluida” che sta vivendo l’Iran in queste ore: “Sarebbe difficile in questa situazione pensare che l’Iran possa concentrarsi a portare un valore aggiunto all’esercizio sulla stabilizzazione dell’Afghanistan, esercizio per il quale era stato invitato”, ha concluso.

13:40 Moussavi chiama a nuove proteste: “Mantenete la calma”

Il leader dell’opposizione iraniana Mir Hossein Moussavi ha di nuovo invitato i propri sostenitori a proseguire nelle proteste contro i risultati elettorali presidenziali che hanno attribuito la vittoria a Mahmoud Ahmadinejad. Moussavi, che ha dato appuntamento alla 16 (ora locale, le 13,30 in Italia) per onorare la memoria dei “martiri” degli scontri, ha affermato che è “un diritto”, quello di “denunciare le bugie e le frodi elettorali”. “Nelle proteste”, ha aggiunto, “mantenete la calma. Credo che le forze dell’ordine eviteranno danni irreversibili. Gli arresti di massa produrrebbero una frattura sociale”.

13:22 Guardiani della rivoluzione: pronti a reprimere nuove proteste

I Guardiani della rivoluzione iraniana minacciano di intervenire per reprimere nuove manifestazioni di piazza contro i risultati delle elezioni presidenziali vinte da Mahmoud Ahmadinejad. Il braccio armato del regime di Teheran si è detto pronto a “un confronto rivoluzionario” con tutti coloro che scenderanno in strada nuovamente. “Stop ai sabotaggi e alle sommosse”, hanno ammonito i Guardiani della rivoluzione in un comunicato sottolineando che le proteste di questi giorni sono solo “cospirazioni” contro l’Iran.

12:56 In carcere ancora una ventina di esponenti riformisti

Rimangono ancora in carcere una ventina di importanti esponenti del movimento riformista, arrestati durante le retate seguite alla proclamazione del presidente in carica Mahmud Ahmadinejad come vincitore delle elezioni. Tra di loro, due ex vice ministri e l’ex portavoce dei governi riformisti del presidente Mohammad Khatami.

12:52 Sostenitori Mussavi: candela nera per le vittime

Giovani sostenitori del candidato sconfitto alle presidenziali iraniane, Mir Hossein Mussavi, hanno fatto appello perchè i manifestanti portino una candela nera con un nastro verde in solidarietà con le vittime degli scontri. I giovani, attraverso il proprio sito web, hanno anche chiesto agli automobilisti di accendere le luci delle auto a partire dalle 17 (le 14.30 in Italia) per “mostrare la propria solidarietà con le famiglie dei martiri uccisi in questi giorni”.

12:24 Solana (Ue): “Inaccettabile espulsione giornalisti”

“Siamo preoccupati per la libertà di stampa. Alcuni giornalisti molto importanti sono stati espulsi e questo è qualcosa che non possiamo accettare”: lo ha detto l’altro rappresentante per la politica estera e sicurezza della Ue, Javier Solana, rispondendo a domande sugli ultimi sviluppi della situazione in Iran. Solana ha confermato che “nessuna richiesta di aiuto da parte di dimostranti feriti è arrivata alle ambasciate europee a Teheran”.

12:22 Funerali vietati per Neda, alle 16 commemorazione

Mehdi Karroubi, il candidato alla presidenza dell’Iran che insieme a Mir Hossein Moussavi contesta la vittoria di Mahmoud Ahmadinejad, ha convocato una commemorazione pubblica di Neda, la ragazza uccisa durante le proteste di sabato a Teheran e diventata simbolo della rivolta. Karroubi ha postato il suo appello su Facebook. La manifestazione è prevista alle 16 di oggi, ora locale le 13,30 in Italia, nel centro della capitale iraniana. Il tam tam di Twitter ha fatto sapere che “Neda è stata sepolta al cimitero Behest Zahra” e che “le autorità hanno vietato i funerali”.

12:17 Iran. “Non ancora decisa partecipazione a G8 Trieste”

L’Iran “non ha ancora deciso” se partecipare alla riunione per la stabilizzazione di Afghanistan e Pakistan, in ambito G8, che si terrà questa settimana a Trieste. Lo ha detto all’ANSA l’ufficio del portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Hassan Qashqavi.

12:09 Bonino: “Sarebbe giusto ritirare invito al G8”

“Credo davvero che sarebbe cosa giusta e saggia declinare l’invito nei confronti dell’Iran alla riunione G8 di Trieste sulla stabilizzazione dell’Afghanistan”. Lo dice a Radio Radicale la vice presidente del Senato Emma Bonino

12:00 Domani presidio a Torino, aderiscono anche i sindacati

La Comunità iraniana di Torino ha organizzato un presidio, domani alle 18, in Piazza Castello davanti alla Prefettura. Alla manifestazione aderiscono Cgil, Cisl e Uil “per esprimere la solidarietà e il loro impegno attivo nel sostenere le donne e gli uomini che in Iran da giorni protestano contro le modalità e la mancanza assoluta di controlli e trasparenza che hanno caratterizzato le ultime elezioni”.

11:49 Direttore Etemad: “Augurateci di morire nelle nostre redazioni”

“Diventare giornalisti per la nostra generazione era stato facile, ma rimanere tali è davvero difficile. Per noi è un desiderio irraggiungibile poter invecchiare facendo questo mestiere. Magari potessimo invecchiare. Magari potessimo morire nella nostra redazione. Magari mio padre, che spera ancora di vedermi affiancare al mestiere del giornalista un impiego in qualunque ufficio, ministro o associazione, si convincesse che io un mestiere ce l’ho già da anni! Se ogni giorno non radessero al suolo le mie redazioni, potrei dimostrare a mio padre che lavoro, che non sto giocando ma che sto facendo il giornalista”. E’ un estratto dell’ultimo articolo scritto da Mohammad Ghouchani direttore del quotidiano riformista iraniano ‘Etemad e Meli’, prima di essere arrestato sabato mattina.

11:46 Bildt: rispettare la volontà di tutti gli iraniani e fare chiarezza

Le autorità iraniane dovranno rispettare la volontà di tutti gli iraniani e fare chiarezza sulla questione delle elezioni, ma l’Unione europea resta interessata a un dialogo con Teheran. E’ quanto ha spiegato il ministro degli Esteri svedese Carl Bildt, che dal primo luglio prossimo sarà presidente di turno dell’Unione europea. Al summit della scorsa settimana, ha detto Bildt “abbiamo già detto che condanniamo le uccisioni di questi giorni, quanto accaduto nel fine settimana indica che è necessario un messaggio ancora più forte”.

11:41 Israele: “Rapporti di pace con cambio di governo a Teheran”

Una nuova leadership a Teheran porterebbe a una distensione dei rapporti fra Israele e l’Iran. Lo ha detto il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, durante un’intervista al tabloid tedesco Bild.
“Non c’è alcun conflitto fra il popolo iraniano e quello israeliano – ha detto Netanyahu – e con un regime diverso potrebbero essere ristabiliti i rapporti di pace che esistevano in passato”. Netanyahu ha inoltre detto di non avere “alcun dubbio” sul fatto che i cittadini iraniani sceglierebbero un governo diverso da quello attuale se fosse permesso loro di votare liberamente.

11:38 Frattini: “Basta violenze, serve una revisione del voto”

“Quello che noi soprattutto chiediamo è che non ci siano violenze, che non ci siano persone morte o aggredite per le strade” e che “ci sia una revisione seria” del voto contestato. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini. “I Paesi europei non hanno manovrato niente”, ha aggiunto in merito alle accuse rivolte ieri dal ministro degli Esteri iraniano, Manuchehr Mottaki, alla Gran Bretagna. “Abbiamo assistito a delle scene di violenza e crediamo che la violenza non debba esserci mai”.

11:36 Teheran, 200 manifestanti davanti sedi Onu dispersi ieri da Polizia

Circa 200 sostenitori dell’ex candidato moderato alle presidenziali iraniane Mir Hossein Mussavi, che si erano radunati nel tardo pomeriggio di ieri davanti alla sede delle Nazioni Unite a Teheran, sono stati dispersi da una carica della polizia anti-sommosa. Lo ha riferito all’ANSA una fonte affidabile.

11:32 Teheran valuta l’espulsione di alcuni diplomatici europei

L’Iran sta valutando proprio in queste ore la possibilità di espellere alcuni diplomatici europei accreditati a Teheran. “La questione dell’espulsione è in questo momento all’esame del Parlamento. Il ministro degli Esteri si consulterà oggi con la Commissione esteri del Parlamento per valutare le dimensioni esatte delle interferenze”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Hassan Ghashghavi. “Inaccettabile”, ha aggiunto, è anche il “sostegno dell’anarchia” da parte dei media europei con inviati a Teheran.

11:25 Frattini: “Incerto contributo Iran a G8 Trieste”

“In un momento del genere, noi non sappiamo quale tipo di contributo l’Iran potrebbe dare alla nostra discussione di venerdì ” a Trieste sulla stabilizzazione dell’Afghanistan. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini. “L’Iran sarà comunque un attore nella regione e noi vogliamo che sia un attore positivo. Ma è ovvio che in queste giornate la situazione circa il governo iraniano è molto complicata”, ha spiegato Frattini a margine di una conferenza sul G8 stamani a Villa Madama. Perché, ha aggiunto, “la rielezione di Ahmadinejad è in discussione, vi sono proteste e vi sono coloro che pensano, come il presidente del parlamento Ali Larijani, che si debba ascoltare la voce di chi vuole ricontare le schede”.

10:34 Frattini: “Se Iran non risponde oggi, invito a G8 decade”

Il ministro degli esteri Franco Frattini si aspetta entro oggi una risposta dall’Iran sull’invito a partecipare al G8 di Trieste, che si apre giovedì. “Oggi siamo a lunedì, quindi è ovvio che si ritiene implicitamente declinato l’invito se non arriva una risposta”, ha detto il titolare della Farnesina.

10:11 Media arabi: Rafsanjani lavora per ‘impeachment’ Khamenei

L’ex presidente iraniano Ali Akbar Hasimi Rafsanjani starebbe lavorando per estromettere il grande ayatollah, Ali Khamenei dalla sua carica di Guida suprema della rivoluzione islamica, e per eleggere una “guida collegiale” per fare fronte alla grave crisi politica che sta attraversando il paese, a causa della contestatissima rielezione del presidente Mahmoud Ahmadinejad nelle presidenziali del 12 giugno scorso. A sostenerlo stamane sono due testate arabe autorevoli: il quotidiano Al Sharq Al Awsat e l’emittente saudita Al Arabiya citano entrambi fonti iraniane che lasciano intendere un appoggio del grande ayatollah sciita iracheno, Ali Sistani, all’iniziativa di Rafsanjani.

10:01 Teheran, il ministero degli Esteri attacca i media occidentali

Le potenze occidentali stanno cercando di nuocere all’Iran spargendo “anarchia e vandalismo”. L’accusa parte dal ministro degli Esteri di Teheran dove questa mattina, nel corso di una conferenza stampa, il funzionario del ministero Hassan Qashqavi ha definito i media stranieri ‘portavoce’ dei governi nemici che puntano a disintegrare l’Iran. Qashqavi ha accusato i governi occidentali di appoggiare esplicitamente le proteste volte a minare, ha detto, la stabilità della Repubblia islamica dell’Iran. Il portavoce ha quindi definito “antidemocratico” il comportamento occidentale, lodando al contrario l’impegno democratico dell’Iran e sottolineando ancora una volta la validità dei risultati delle presidenziali.

09:46 Consiglio Guardiani: discrepanze nel voto, ma risultato non cambia

Il Consiglio dei Guardiani, massima autorità iraniana sulle questioni elettorali, ha ammesso alcune discrepanze nelle contestatissime elezioni presidenziali di 10 giorni fa che hanno visto la rielezione di Mahmoud Ahmadinejad. Lo riporta la televisione di Stato. Il portavoce dell’organo, Abbasali Kadkhodai, ha spiegato che i tre candidati sconfitti hanno denunciato che il numero dei voti in alcuni distretti ha superato quelli degli aventi diritto al voto. Il portavoce, però, ha ribadito che ciò “non può portare ad un cambiamento sostanziale dei risultati”. In Iran gli elettori non sono obbligati a votare in un particolare seggio e possono esercitare il loro diritto anche in altre città. “Se supponiamo che i voti contati in questi 50 distretti siano circa tre milioni – ha detto Katkhodai – essi non possono cambiare il risultato nazionale”.

09:36 L’Iran contro i paesi occidentali

Il regime degli Ayatollah attacca anche con i Paesi occidentali, in particolare Stati Uniti e Gran Bretagna, invitati da Ahmadinejad a non interferire negli affari interni del Paese dopo che il ministro degli Esteri Manouchehr Mottaki ha accusato Londra di aver pianificato per due anni il sabotaggio delle elezioni. Il ministro degli Esteri britannico, David Miliband, ha respinto le accuse che i manifestanti siano ”manipolati o incitati” dai Paesi stranieri e ha denunciato quello che a suo parere e’ lo sforzo dell’Iran di trasformare la controversia elettorale in una ”battaglia” con il mondo esterno.

09:35 Continua il giro di vite del regime contro la libera informazione

Un giornalista canadese che lavora nel Paese per Newsweek e’ stato arrestato senza accuse dalle autorita’ iraniane, mentre il corrispondente della Bbc ha ricevuto l’ordine di partire entro 24 ore.

09:26 Moussavi: “Andare avanti con autocontrollo”

Il leader dell’opposizione iraniana Mir-Hossein Moussavi ha esortato gli iraniani ad “esercitare autocontrollo” durante le proteste di massa a Teheran, ribadendo il diritto dei suoi concittadini a manifestare contro il governo e i contestati risultati delle presidenziali del 12 giugno. Manifestazioni nel corso delle quali – hanno reso noto i mezzi di informazione statali – sono state arrestate 457 persone. “Il paese vi appartiene. Protestare contro menzogne e frodi è un vostro diritto. Mantenete le speranze sulla possibilità di riconquistarvi i vostri diritti. Non lasciate che nessuno di quanti cercano di farvi perdere le speranze e di spaventarvi pieghi la vostra resistenza”.

09:23 Consiglio dei Guardiani: nessuna irregolarità rilevante

Il Consiglio dei Guardiani iraniano non ha finora riscontrato “irregolarità di rilievo” nelle elezioni presidenziali del 12 giugno. Lo ha detto il suo portavoce, Abbasi Ali Katkhodai, citato oggi dalla televisione iraniana in lingua inglese Press Tv. In particolare, ha sottolineato Katkhodai, il Consiglio respinge quanto affermato in alcuni ricorsi secondo cui “in 170 città i voti sarebbero risultati essere più degli aventi diritto”.

08:22 Radio di Stato: “Prima notte di calma”

La radio iraniana di Stato ha registrato “la prima notte di pace e tranquillità dalle elezioni” e lo ha fatto sapere questa mattina. Ma si è trattato di una calma apparente: fino a tarda notte, riferiscono i blog e il New York Times, i sostenitori di Mir Hossein sono di nuovo saliti sui tetti delle abitazioni ha hanno urlato “Morte al dittatore” e “Allah u Akbar”

08:03 Rilasciata la figlia di Rafsanjani

Secondo l’emittente iraniana in lingua inglese Press Tv, è stata rilasciata Faezeh Hashemi, figlia dell’ex presidente iraniano Akbar Hashemi Rafsanjani. La donna era stata arrestata due giorni fa, insieme ad altri quattro suoi parenti – anch’essi poi rilasciati -, per aver partecipato ad una delle manifestazioni non autorizzate di questi giorni a Teheran

08:02 Quasi 500 arresti a Teheran

Sono 457 le persone arrestate durante le proteste di sabato scorso nella zona di piazza Azadi a Teheran. Lo rendono noto oggi fonti di polizia citate dalla radio di Stato. Secondo l’agenzia Fars, 40 poliziotti sono rimasti feriti negli scontri e 34 edifici governativi danneggiati.

Faezeh Hashemi (Ap)

Ma nel blog di Giagro, che fa un’altra diretta, si dice che la manifestazione non è ancora terminata.

l’Unità aggiunge: “…Rimangono intanto in carcere una ventina di importanti esponenti del movimento riformista, arrestati durante le retate seguite alla proclamazione del presidente in carica Mahmud Ahmadinejad come vincitore delle elezioni. Tra di loro, due ex vice ministri e l’ex portavoce dei governi riformisti del presidente Mohammad Khatami. E i giovani sostenitori del candidato sconfitto alle presidenziali iraniane, Mir Hossein Mussavi, hanno fatto appello perchè i manifestanti portino una candela nera con un nastro verde in solidarietà con le vittime degli scontri.
I giovani, attraverso il proprio sito web, hanno anche chiesto agli automobilisti di accendere le luci delle auto a partire dalle 17 (le 14.30 in Italia) per «mostrare la propria solidarietà con le famiglie dei martiri uccisi in questi giorni».

Manifestazione per le strade di Los Angeles contro le violazioni dei diritti umani da parte del Governo iraniano (AFP Photo/David McNew/Getty Images)

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Secondo il Corriere della Sera la CNN riporta 19 vittime (contro le 10 dichiarate dalla TV iraniana e le 150 circa stando ad alcuni siti); nel frattempo molti cittadini stanno inviando e-mail alle rispettive ambasciate a Teheran perché aprano le porte ai manifestanti feriti.

Proteste in Iran (foto Ap/Lapresse)

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Quotidiano.net dice anche “…I risultati ufficiali delle elezioni presidenziali in Iran mostrano rovesciamenti di tendenza “altamente inverosimili” a favore di Mahmoud Ahmadinejad rispetto alle votazioni precedenti, secondo uno studio realizzato da un istituto britannico e reso pubblico ieri. Secondo l’istituto indipendente Chatham House, l’analisi dei dati comunicato dal ministero dell’interno mostra che Mahmoud Ahmadinejad non avrebbe riportato una vittoria così schiacciante senza un cambiamento radicale dei comportamenti dei rurali e degli elettori riformatori.”

supporter_donna

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Qui i link ai video della morte di Neda (attenzione, non guardateli se siete sensibili: sono decisamente “forti”), ammesso che funzionino ancora – alcuni sono stati “oscurati”:

http://www.youtube.com/watch?v=TtkiLBfHnvw

http://www.youtube.com/watch?v=D0vpPmzBIhY

http://www.youtube.com/watch?v=2QPufN4RLH8

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https://i1.wp.com/www.lastampa.it/multimedia/mondo/18510_album/mini_teheran.jpg

qui invece un elenco di video su questi ultimi giorni in Iran.

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Infine, ma certamente non ultimo per importanza (anzi!), segnalo un bel post di Specchi, papaveri, nuvole nere che ha tanti bei rimandi e che può aiutare a farci un’idea un po’ meno imbalsamata di quanto sta veramente succedendo.