Archivio | giugno 27, 2009

Offerte speciali: fanno bene al portafoglio ma non alla salute

Studio australiano, ma in Italia la situazione non è diversa

Solo il 15 per cento degli sconti riguarda prodotti sani. E la politica dei prezzi punta sulla quantità, stimolando un aumento dei consumi alimentari «inutili»

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MILANO – In tempi di vacche magre, chi è che non guarda con attenzione i banchi delle offerte speciali al supermercato? Peccato però che secondo uno studio pubblicato dalla rivista Nutrition and Dietetics la maggioranza dei prodotti scontati non passerebbe il vaglio di un salutista: nella gran parte dei casi infatti si tratta di alimenti ricchi di grassi, zuccheri e calorie.

L’INDAGINE Per l’indagine i ricercatori hanno passato al setaccio 1.500 offerte speciali di 4 supermercati lungo l’arco di un mese, concentrandosi sul settore bibite. Hanno così scoperto che appena il 15 per cento delle bevande non alcoliche in offerta poteva essere considerato «salutare» per i contenuti di grassi, zuccheri e calorie: acqua, latte parzialmente o totalmente scremato e bevande a base di soia avevano ribassi di prezzo molto meno spesso rispetto a succhi di frutta, drink zuccherati, bevande a base di cola. Gli autori ammettono che sul mercato il numero di bevande meno sane è sicuramente maggiore rispetto a quello delle bibite salutari: questo può avere in qualche modo spostato l’ago della bilancia dei risultati, ma il predominio schiacciante degli sconti su prodotti di scarsa qualità nutrizionale è evidente. E non è un dato proprio irrilevante, visto che tutti buttiamo un occhio in più sulle offerte speciali: «Gli sconti orientano non poco le scelte dei consumatori: se i supermercati scegliessero di mettere a sconto prodotti senza grassi saturi o zuccheri aggiunti potrebbero contribuire a migliorare lo stato di salute dei cittadini», ha commentato Claire Hewat, a capo dell’Associazione dei Dietisti Australiani.

ITALIA Già, perché lo studio è stato condotto a Wellington, in Nuova Zelanda. Succede lo stesso anche da noi, e pure su altri tipi di alimenti? «Eccome», risponde Andrea Mangiagalli, medico di medicina generale della ASL 2 di Milano. Mangiagalli la scorsa primavera, nell’ambito di un progetto di prevenzione del diabete nelle donne promosso dall’Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna (Onda), ha per l’appunto stilato i consigli per fare la spesa in maniera salutare. Raccomandazione numero uno, andare al supermercato sempre a stomaco pieno: «Prima di pranzo, ad esempio, il picco insulinico è alto: in questa situazione si è scoperto che soprattutto le donne tendono ad acquistare cibo poco sano e in quantità eccessiva per loro e per i familiari – dice Mangiagalli –. Seconda regola, attenzione alle offerte speciali. Perché spesso non riguardano i prodotti più salutari, come dimostra la nuova ricerca neozelandese, e perché le offerte famiglia e le confezioni grandi hanno l’unico obiettivo di far acquistare più cibo di quello che realmente serve».

SCORTE «Prendiamo il caso delle bibite: qualche anno fa la confezione più diffusa era il cartone piccolo, “monouso” – prosegue il medico –. Oggi vanno per la maggiore bottiglie da un litro o due: il prezzo al litro è naturalmente inferiore, perché ciò che più incide sui costi è la confezione e non il contenuto. Così il consumatore viene attratto dal risparmio e si riempie casa di mega-confezioni». Guarda caso negli ultimi anni si sono diffusi sempre più i frigoriferi enormi: più larghi del normale, fino ad arrivare ai side by side comuni negli Stati Uniti. Perfetti per contenere super-scorte, dalle bottiglie di bibite da due litri alle confezioni di gelato da un chilo. «Non molti anni fa la spesa era una operazione quotidiana, svolta con grande attenzione per consumare tutto e non sprecare nulla – osserva Mangiagalli –. Oggi non è più così. E una delle conseguenze è l’eccesso di cibo in casa, quindi la possibilità che la disponibilità pressoché infinita si traduca in un consumo “inutile” di calorie durante la giornata».

SALUTE Analizzando con attenzione i prodotti di largo consumo si fanno anche altre brutte scoperte: «Forse pochi ci hanno fatto caso, ma basta prendere due confezioni di cereali per la colazione per scoprirlo: i prodotti dedicati ai bambini contengono grassi in quantità superiore rispetto a quelli pensati per gli adulti. Uno stratagemma che serve a renderli più saporiti e a creare «dipendenza» da un certo tipo di alimentazione – rivela il medico –. L’industria alimentare punta a produrre cibi di consumo rapido e dai gusti intensi, così studia alimenti di appeal visivo sempre maggiore e in grado di far percepire i sapori molto velocemente, al primo morso. Per raggiungere lo scopo abbonda coi grassi e gli additivi, che danno sapore ma sono pessimi dal punto di vista nutrizionale». Per difendersi da prodotti-spazzatura e offerte speciali che magari non minacciano il portafogli, ma sono una bomba per la salute («Ma se poi ci si ammala di cuore o di diabete il risparmio va in fumo: le malattie provocate da diete sbagliate costano moltissimo ai singoli e alla comunità», precisa Mangiagalli), che cosa si può fare? «Leggere sempre attentamente le etichette prima di acquistare qualsiasi alimento. E far la spesa pensando non solo al portafoglio, ma soprattutto alla salute», conclude il medico.

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Elena Meli
25 giugno 2009(ultima modifica: 26 giugno 2009)

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fonte:  http://www.corriere.it/salute/nutrizione/09_giugno_25/sconti_alimentari_poca_salute_85dd2468-616a-11de-80bb-00144f02aabc.shtml

SCIOPERI – Luglio ‘caldo’ per treni e aerei. E l’8 e il 9 chiuse le pompe di benzina

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Un calendario che vede coinvolte non solo le categorie di lavoratori legate alla viabilità ma anche gli statali che incroceranno le braccia venerdì 3 luglio per protestare contro il decreto Brunetta

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Roma, 27 giugno 2009 – Chi ha programmato di andare in vacanza a luglio dovrà fare attenzione al calendario: in programma diversi scioperi che riguardano il trasporto ferroviario e quello aereo. E anche chi ha scelto l’auto per raggiungere l’agognato luogo di villeggiatura rischierà di trovarsi a secco di benzina: l’8 e il 9 luglio scioperano i benzinai con notevoli disagi per chi ha deciso di partire in quel giorno. Ma le categorie coinvolte non sono solo quelle degli addetti ai trasporti.

Venerdì prossimo, 3 luglio, incroceranno le braccia gli statali aderenti alle sigle autonome (Cobas, Sdl e Rdb-Cub) contro il decreto Brunetta di riforma della P.A. Problemi anche per chi deve recarsi alle isole Eolie il 5 luglio per uno sciopero del personale Siremar aliscafi. Il 7 luglio (dalle 14 alle 18) ci potranno essere disagi a causa dello sciopero dei lavoratori addetti alla manutenzione di Alitalia in Lombardia.
Sempre il 7 (dalle 10 alle 18) sciopero degli addetti all’Aeroporto di Pisa aderenti a Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti. Due giorni dopo, il 9, resteranno fermi, dalle 12 alle 16, i piloti Eurofly aderenti all’Anpac. L’11 luglio, invece ci sarà lo sciopero nazionale di 24 ore degli aderenti all’Orsa di Trenitalia. Difficoltà per chi deve partire o arrivare all’aeroporto di Orio al Serio il 19 luglio per uno stop al lavoro del personale Enav, mentre il 20 incroceranno le braccia gli addetti dell’Aeroporto di Firenze.

Sempre il 20 luglio, sciopero nazionale di 24 ore del personale navigante di cabina di Airone City Liner. Il giorno successivo problemi a Malpensa a causa dello stop del personale di terra di Eurofly.
Per chi si muove in treno, c’è da segnalare che il 6 luglio incroceranno le braccia gli aderenti a Filt-Cgil e Uilt-Uil di Rfi in Calabria mentre dal 9 al 10 luglio resteranno fermi i lavoratori di Trenitalia e Rfi della Sicilia.

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fonte:  http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2009/06/27/197669-luglio_caldo_treni_aerei.shtml

PIACENZA – Mazzette per avvisare dei controlli: Arrestato direttore ispettorato del lavoro

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Il funzionario allertava le aziende in cambio di soldi

E’ stato preso in flagranza mentre modificava i risultati di un’ispezione

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PIACENZA – Allertava le imprese di imminenti controlli per la sicurezza sul lavoro in cambio di soldi. Con l’accusa di corruzione i carabinieri di Piacenza hanno arrestato il direttore provinciale dell’Ispettorato del lavoro di Piacenza e di Mantova da cui dipendevano i controlli ispettivi sulle norme della sicurezza sul lavoro, per la prevenzione degli incidenti sul lavoro.

Il direttore è stato sorpreso in flagranza di reato mentre intascava un pagamento illecito per intervenire sui risultati di una verifica già eseguita dai carabinieri. Coinvolte decine di altri imprenditori. Insieme al direttore è stato denunciato anche l’amministratore di una ditta di facchinaggio di Fiorenzuola. E’ sospettato di aver dato denaro e vacanze pagate in cambio di informazioni per evitare i controlli.

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27 giugno 2009

fonte:  http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/cronaca/incidenti-lavoro-4/arrestato-ispettore/arrestato-ispettore.html?rss

Cardinale Bagnasco rispondi a Don Paolo Farinella

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Egregio sig. Cardinale,

viviamo nella stessa città e apparteniamo alla stessa Chiesa: lei vescovo, io prete. Lei è anche capo dei vescovi italiani, dividendosi al 50% tra Genova e Roma. A Genova si dice che lei è poco presente alla vita della diocesi e probabilmente a Roma diranno lo stesso in senso inverso. E’ il destino dei commessi viaggiatori e dei cardinali a percentuale. Con questo documento pubblico, mi rivolgo al 50% del cardinale che fa il Presidente della Cei, ma anche al 50% del cardinale che fa il vescovo di Genova perché le scelte del primo interessano per caduta diretta il popolo della sua città.

Ho letto la sua prolusione alla 59a assemblea generale della Cei (24-29 maggio 2009) e anche la sua conferenza stampa del 29 maggio 2009. Mi ha colpito la delicatezza, quasi il fastidio con cui ha trattato – o meglio non ha trattato – la questione morale (o immorale?) che investe il nostro Paese a causa dei comportamenti del presidente del consiglio, ormai dimostrati in modo inequivocabile: frequentazione abituale di minorenni, spergiuro sui figli, uso della falsità come strumento di governo, pianificazione della bugia sui mass media sotto controllo, calunnia come lotta politica.

Lei e il segretario della Cei avete stemperato le parole fino a diluirle in brodino bevibile anche dalle novizie di un convento. Eppure le accuse sono gravi e le fonti certe: la moglie accusa pubblicamente il marito presidente del consiglio di «frequentare minorenni», dichiara che deve essere trattato «come un malato», lo descrive come il «drago al quale vanno offerte vergini in sacrificio». Le interviste pubblicate da un solo (sic!) quotidiano italiano nel deserto dell’omertà di tutti gli altri e da quasi tutta la stampa estera, hanno confermato, oltre ogni dubbio, che il presidente del consiglio ha mentito spudoratamente alla Nazione e continua a mentire sui suoi processi giudiziari, sull’inazione del suo governo e sulla sua pedofilia. Una sentenza di tribunale di 1° grado ha certificato che egli è corruttore di testimoni chiamati in giudizio e usa la bugia come strumento ordinario di vita e di governo. Eppure si fa vanto della morale cattolica: Dio, Patria, Famiglia. In una tv compiacente ha trasformato in suo privato in un affaire pubblico per utilizzarlo a scopi elettorali, senza alcun ritegno etico e istituzionale.

Lei, sig. Cardinale, presenta il magistero dei vescovi (e del papa) come garante della Morale,
centrata sulla persona e sui valori della famiglia, eppure né lei né i vescovi avete detto una parola inequivocabile su un uomo, capo del governo, che ha portato il nostro popolo al livello più basso del degrado morale, valorizzando gli istinti di seduzione, di forza/furbizia e di egoismo individuale. I vescovi assistono allo sfacelo morale del Paese ciechi e muti, afoni, sepolti in una cortina di incenso che impedisce loro di vedere la «verità» che è la nuda «realtà». Il vostro atteggiamento è recidivo perché avete usato lo stesso innocuo linguaggio con i respingimenti degli immigrati in violazione di tutti i dettami del diritto e dell’Etica e della Dottrina sociale della Chiesa cattolica, con cui il governo è solito fare i gargarismi a vostro compiacimento e per vostra presa in giro. Avete fatto il diavolo a quattro contro le convivenze (Dico) e le tutele annesse, avete fatto fallire un referendum in nome dei supremi «principi non negoziabili» e ora non avete altro da dire se non che le vostre paroline sono «per tutti», cioè per nessuno.

Il popolo credente e diversamente credente si divide in due categorie: i disorientati e i rassegnati. I primi non capiscono perché non avete lesinato bacchettate all’integerrimo e cattolico praticante, Prof. Romano Prodi, mentre assolvete ogni immoralità di Berlusconi. Non date forse un’assoluzione previa, quando vi sforzate di precisare che in campo etico voi «parlate per tutti»? Questa espressione vuota vi permette di non nominare individualmente alcuno e di salvare la capra della morale generica (cioè l’immoralità) e i cavoli degli interessi cospicui in cui siete coinvolti: nella stessa intervista lei ha avanzato la richiesta di maggiori finanziamenti per le scuole private, ponendo da sé in relazione i due fatti. E’ forse un avvertimento che se non arrivano i finanziamenti, voi siete già pronti a scaricare il governo e l’attuale maggioranza che sta in piedi in forza del voto dei cattolici atei? Molti cominciano a lasciare la Chiesa e a devolvere l’8xmille ad altre confessioni religiose: lei sicuramente sa che le offerte alla Chiesa cattolica continuano a diminuire; deve, però, sapere che è una conseguenza diretta dell’inesistente magistero della Cei che ha mutato la profezia in diplomazia e la verità in servilismo.

I cattolici rassegnati stanno ancora peggio perché concludono che se i vescovi non condannano Berlusconi e il berlusconismo, significa che non è grave e passano sopra all’accusa di pedofilia, stili di vita sessuale con harem incorporato, metodo di governo fondato sulla falsità, sulla bugia e sull’odio dell’avversario pur di vincere a tutti i costi. I cattolici lo votano e le donne cattoliche stravedono per un modello di corruttela, le cui tv e giornali senza scrupoli deformano moralmente il nostro popolo con «modelli televisivi» ignobili, rissosi e immorali.

Agli occhi della nostra gente voi, vescovi taciturni, siete corresponsabili e complici, sia che tacciate sia che, ancora più grave, tentiate di sminuire la portata delle responsabilità personali. Il popolo ha codificato questo reato con il detto: è tanto ladro chi ruba quanto chi para il sacco. Perché parate il sacco a Berlusconi e alla sua sconcia maggioranza? Perché non alzate la voce per dire che il nostro popolo è un popolo drogato dalla tv, al 50% di proprietà personale e per l’altro 50% sotto l’influenza diretta del presidente del consiglio? Perché non dite una parola sul conflitto d’interessi che sta schiacciando la legalità e i fondamentali etici del nostro Paese? Perché continuate a fornicare con un uomo immorale che predica i valori cattolici della famiglia e poi divorzia, si risposa, divorzia ancora e si circonda di minorenni per sollazzare la sua senile svirilità? Perché non dite che con uomini simili non avete nulla da spartire come credenti, come pastori e come garanti della morale cattolica? Perché non lo avete sconfessato quando ha respinto gli immigrati, consegnandoli a morte certa? Non è lo stesso uomo che ha fatto un decreto per salvare ad ogni costo la vita vegetale di Eluana Englaro? Non siete voi gli stessi che difendete la vita «dal suo sorgere fino al suo concludersi naturale»? La vita dei neri vale meno di quella di una bianca? Fino a questo punto siete stati contaminati dall’eresia della Lega e del berlusconismo? Perché non dite che i cattolici che lo sostengono in qualsiasi modo, sono corresponsabili e complici dei suoi delitti che anche l’etica naturale condanna? Come sono lontani i tempi di Sant’Ambrogio che nel 390 impedì a Teodosio di entrare nel duomo di Milano perché «anche l’imperatore é nella Chiesa, non al disopra della Chiesa». Voi onorate un vitello d’oro.

Io e, mi creda, molti altri credenti pensiamo che lei e i vescovi avete perduto la vostra autorità e avete rinnegato il vostro magistero perché agite per interesse e non per verità. Per opportunismo, non per vangelo. Un governo dissipatore e una maggioranza, schiavi di un padrone che dispone di ingenti capitali provenienti da «mammona iniquitatis», si è reso disposto a saldarvi qualsiasi richiesta economica in base al principio che ogni uomo e istituzione hanno il loro prezzo. La promessa prevede il vostro silenzio che – è il caso di dirlo – è un silenzio d’oro? Quando il vostro silenzio non regge l’evidenza dell’ignominia dei fatti, voi, da esperti, pesate le parole e parlate a suocera perché nuora intenda, ma senza disturbarla troppo: «troncare, sopire … sopire, troncare».

Sig. Cardinale, ricorda il conte zio dei Promessi Sposi? «Veda vostra paternità; son cose, come io le dicevo, da finirsi tra di noi, da seppellirsi qui, cose che a rimestarle troppo … si fa peggio. Lei sa cosa segue: quest’urti, queste picche, principiano talvolta da una bagattella, e vanno avanti, vanno avanti… A voler trovarne il fondo, o non se ne viene a capo, o vengon fuori cent’altri imbrogli. Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire» (A. Manzoni, Promessi Sposi, cap. IX). Dobbiamo pensare che le accuse di pedofilia al presidente del consiglio e le bugie provate al Paese siano una «bagatella» per il cui perdono bastano «cinque Pater, Ave e Gloria»? La situazione è stata descritta in modo feroce e offensivo per voi dall’ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, che voi non avete smentito: «Alla Chiesa molto importa dei comportamenti privati. Ma tra un devoto monogamo [leggi: Prodi] che contesta certe sue direttive e uno sciupa femmine che invece dà una mano concreta, la Chiesa dice bravo allo sciupa femmine. Ecclesia casta et meretrix» (La Stampa, 8-5-2009).

Mi permetta di richiamare alla sua memoria, un passo di un Padre della Chiesa,
l’integerrimo sant’Ilario di Poitier, che già nel sec. IV metteva in guardia dalle lusinghe e dai regali dell’imperatore Costanzo, il Berlusconi cesarista di turno: «Noi non abbiamo più un imperatore anticristiano che ci perseguita, ma dobbiamo lottare contro un persecutore ancora più insidioso, un nemico che lusinga; non ci flagella la schiena ma ci accarezza il ventre; non ci confisca i beni (dandoci così la vita), ma ci arricchisce per darci la morte; non ci spinge verso la libertà mettendoci in carcere, ma verso la schiavitù invitandoci e onorandoci nel palazzo; non ci colpisce il corpo, ma prende possesso del cuore; non ci taglia la testa con la spada, ma ci uccide l’anima con il denaro» (Ilario di Poitiers, Contro l’imperatore Costanzo 5).

Egregio sig. Cardinale, in nome di quel Dio che lei dice di rappresentare, ci dia un saggio di profezia, un sussurro di vangelo, un lampo estivo di coerenza di fede e di credibilità. Se non può farlo il 50% di pertinenza del presidente della Cei «per interessi superiori», lo faccia almeno il 50% di competenza del vescovo di una città dove tanta, tantissima gente si sta allontanando dalla vita della Chiesa a motivo della morale elastica dei vescovi italiani, basata sul principio di opportunismo che è la negazione della verità e del tessuto connettivo della convivenza civile.

Lei ha parlato di «emergenza educativa» che è anche il tema proposto per il prossimo decennio e si è lamentato dei «modelli negativi della tv». Suppongo che lei sappia che le tv non nascono sotto l’arco di Tito, ma hanno un proprietario che è capo del governo e nella duplice veste condiziona programmi, pubblicità, economia, modelli e stili di vita, etica e comportamenti dei giovani ai quali non sa offrire altro che la prospettiva del «velinismo» o in subordine di parlamentare alle dirette dipendenze del capo che elargisce posti al parlamento come premi di fedeltà a chi si dimostra più servizievole, specialmente se donne. Dicono le cronache che il sultano abbia gongolato di fronte alla sua reazione perché temeva peggio e, se lo dice lui che è un esperto, possiamo credergli. Ora con la benedizione del vostro solletico, può continuare nella sua lasciva intraprendenza e nella tratta delle minorenni da immolare sull’altare del tempio del suo narcisismo paranoico, a beneficio del paese di Berlusconistan, come la stampa inglese ha definito l’Italia.

Egregio sig. Cardinale, possiamo sperare ancora che i vescovi esercitino il servizio della loro autorità con autorevolezza, senza alchimie a copertura dei ricchi potenti e a danno della limpidezza delle verità come insegna Giovanni Battista che all’Erode di turno grida senza paura per la sua stessa vita: «Non licet»? Al Precursore la sua parola di condanna costò la vita, mentre a voi il vostro «tacere» porta fortuna.

In attesa di un suo riscontro porgo distinti saluti.

Genova 31 maggio 2009

Paolo Farinella, prete

Noi l’abbiamo estrapolata da FaceBook, ma questo ed altro si possono trovare anche qui.

27 giugno 2009: NO! Alla giornata dell’orgoglio pedofilo

Il 27 giugno 2009 diciamo NO alla giornata dell’orgoglio pedofilo.

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I pedofili di tutto il mondo anche quest’anno celebrano la loro giornata il 27 Giugno 2009, un gesto simbolico per ricordare i pedofili incarcerati perché, come dicono “vittime delle discriminazioni, delle leggi ingiustamente restrittive per ribadire l’amore che provano per i bambini”.

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La data (quest’anno 27 giugno 2009) viene scelta dalle associazioni di pedofili perché scelgono sempre il primo sabato dopo il solstizio d’estate ed ecco spiegato il motivo per cui ogni anno la data può cambiare.

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Le cinquecento associazioni (anonime naturalmente) di pedofili sparse nel mondo si danno appuntamento sul web, dove la comunità virtuale si riunisce per scambiarsi opinioni e promuovere iniziative.

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Una delle iniziative che i pedofili hanno adottato da anni per festeggiare consiste nell’accendere una candela azzurra. ed ecco spiegato anche il logo di questa nostra iniziativa.

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In qualche modo si cerca di giustificare una relazione tra uomini e ragazzi più giovani, in nome della libertà di pensiero e di orientamento sessuale.

Prendete questo scritto, scaricate il logo della campagna inseritelo nei vostri siti, blog, forum, passatelo agli amici.

E anche quest’anno l’associazione Aquilone blu Onlus che da 10 anni combatte la pedofilia dice il suo fermo NO a questa giornata, invitando tutti ad urlare insieme a noi il VOSTRO NO.

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E continuiamo a chiedere che vengano oscurati tutti i siti web che sostengono la cultura della pedofilia.

Mariangela Berretti
Presidente di Aquilone blu onlus – dalla parte dei bambini.

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Berlusconi minaccia ancora: “Chiudere la bocca a chi parla di crisi”

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“Dovremmo chiudere la bocca a chi strilla di crisi”. Il capo del governo non si ferma e dopo l’invito rivolto al convegno di Confindutria a Santa Margherita Ligure qualche giorno fa, torna ad attaccare i media non allineati: ” «L’ho detto e anche se ha fatto scandalo lo ripeto: gli imprenditori devono minacciare di non dare pubblicità a quei media che sono essi stessi fattori di crisi». Il premier ha rilanciato la minaccia  in conferenza stampa a palazzo Chigi presentando il decreto anticrisi. La ripresa dei consumi e dell’economia, a suo parere, è solo un fatto psicologico. “Al g8 e g27 che presiederò dirò agli imprenditori di non avere paura, di pubblicizzare i loro prodotti e di essere più convincenti con i direttori e i responsabili degli organi di stampa, incentivandoli affinchè non diffondano la paura”. Nel corso della stessa conferenza stampa Berlusconi ha attaccato gli organi internazionali e, pur senza nominarlo il governatore di Bankitalia Draghi che aveva parlato di Pil a -5: “Dovrebbero anche loro tacere, combinano un disastro,  dovremmo veramente chiudere la bocca a tutti questi signori che parlano, magari perchè di cose che i loro uffici studi gli dicono possono verificarsi, ma che così facendo distruggono la fiducia dei cittadini dell’Europa e del mondo». Sul Velinagate che sta facendo il giro del mondo Berlusconi ha detto: “Nonostante le calunnie gli italiani sono con noi”.

Commenta Gentiloni (Pd): «È un attacco gravissimo ma ormai quasi abituale alla libertà di stampa, dietro al quale si nasconde anche il solito vizietto di spingere gli investimenti pubblicitari verso le sue televisioni. Fenomeno che già sta avvenendo da quando Berlusconi è a Palazzo Chigi». Anna Finocchiaro:  «Berlusconi vuole chiudere la bocca a un pò troppa gente. Adesso vorrebbe farlo anche con Bankitalia, Istat, Ocse e Confindustria, oltre che a tutti i media, colpevoli di diffondere dati reali sulla crisi economica e finanziaria.  Ha una concezione della democrazia un pò debole,  l’unico modo di governare che conosce è quello di raccontare bugie al Paese e agli italiani».

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26 giugno 2009

fonte:  http://www.unita.it/news/politica/85913/berlusconi_minaccia_ancora_chiudere_la_bocca_a_chi_parla_di_crisi

Il commento di un lettore:

Quando un regime incomincia a vacillare ecco che esce sempre il discorso dei “disfattisti e dei traditori”. Qualcuno ricorderà il discorso di Mussolini e della minaccia del “piombo nella schiena” da somministrare ai “disfattisti” in uno dei suoi discorsi più famosi. Sono copioni già visti nella storia italiana e non si sa se vengano rispolverati dal governo “spontaneamente” (ossia l’anima fascista del governo e del suo capo è autentica e produce quindi le stesse figure sociali e retoriche) oppure se questi toni siano studiati da tecnici della propaganda (dai nuovi “Goebbels” della comunicazione). Comunque il prossimo passo sarà quello di incolpare direttamente la sinistra della crisi economica. L’utilizzo di questa strategia da parte del regime fascista ebbe però successo in termini di consenso popolare. Il regime conservò il consenso nella crisi proprio evocando questi artifizi retorici del piombo nella schiena ai “disfattisti” (oggi si usa il termine “catastrofisti”) e agli “imboscati” (oggi si usa il termine brunettiano di “fannulloni”).

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