Archivio | giugno 28, 2009

Colpo di Stato in Honduras: Arrestato il presidente Zelaya

Aveva detto: “Golpe contro di me, ma Usa non lo appoggiano”

Voleva riformare la Costituzione per essere rieletto

Portato in una base militare. L’esercito presidia la sua casa

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Colpo di Stato in Honduras Arrestato il presidente ZelayaMilitari per le strade
di Tegucigalpa

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TEGUCIGALPA – Il presidente dell’Honduras Manuel Zelaya è stato arrestato dall’esercito. Questo è quanto si apprende dalla tv di Stato del paese dell’America centrale. La tensione nella capitale Tegucigalpa stava montando da giorni dopo che il presidente Zelaya aveva annunciato un progetto di modifica della Costituzione, sfidando così il potere dell’esercito e del Congresso. Zelaya puntava a cambiare la carta fondamentale per far sì che potesse essere rieletto per più di un singolo mandato di 4 anni. Era entrato in contrasto con l’esercito per aver recentemente rimosso il capo di stato maggiore delle forze armate, Romeo Vasques: decisione contestata dallo stesso militare, la cui reintegrazione all’incarico era stata d’altra parte chiesta dalla Corte Suprema dello Stato.
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Il presidente, stretto alleato del venezuelano Hugo Chavez, è stato condotto dalla sua residenza in una base alla periferia della capitale, ha annunciato il suo segretario personale Manuel Zelayas. Un cronista dell’Associated Press ha riferito di aver visto questa mattina decine di soldati con l’elmetto verde circondare la residenza di Zelaya. Poco dopo sono saliti a bordo del camion e sono andati via. Circa sessanta poliziotti continuerebbero a pattugliare l’abitazione.
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In un’intervista rilasciata al quotidiano spagnolo El Pais, Zelaya aveva sostenuto che “un tentativo di sottrargli il potere” era stato respinto dal suo governo solo dopo che gli Stati Uniti si erano rifiutati di sostenere il golpe. “Tutto era a buon punto – aveva detto Zelaya al quotidiano spagnolo -, sarebbe bastato un appoggio dell’ambasciata americana per rovesciarmi ma io sono ancora qui al mio posto e devo dire grazie agli Stati Uniti”.
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28 giugno 2009
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Diario
28 giugno 2009

Golpe Militare in Honduras: Troops arrest Honduran president (Video – Update)

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fonte:  http://giorgius.ilcannocchiale.it/2009/06/28/crisi_honduras_troops_arrest_h.html

ROMA – Primo ritratto di San Paolo: Straordinaria scoperta nelle catacombe di Santa Tecla

https://i0.wp.com/www.ilmessaggero.it/MsgrNews/HIGH/20090628_icona_san_paolo.jpg

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ROMA (28 giugno) – E’ la più antica icona di San Paolo, scoperta nelle catacombe di Santa Tecla. A rilevare la clamorosa “sorpresa” archeologica è stato l’Osservatore romano, che informa come il ritrovamento sia avvenuto solo qualche giorno fa, il 19 giugno, durante i restauri nelle catacombe sulla via Ostiense, coordinati dalla Pontificia Commissione di Archeologia Sacra. «Mentre si procede a un lento e accurato restauro dell’azione pittorica di un cubicolo delle catacombe – scrive il quotidiano vaticano – una sensazionale scoperta impressiona gli archeologi che seguono il lavoro da più di un anno. Il laser mette in luce il volto severo e ben riconoscibile di San Paolo, tra i più antichi e i più definiti che ci abbia consegnato la civiltà figurativa dell’antichità cristiana. Anzi, per le sue caratteristiche può essere considerato la più antica icona dell’Apostolo finora conosciuta».

«Il volto – spiega il quotidiano – circondato da uno sfavillante clipeo giallo oro su rosso vivo, emoziona per il suo graffiante espressionismo e appare come un’icona forte ed eloquente dell’Apostolo delle genti, un volto d’epoca, che ci accompagna verso quella missione che la Chiesa di Roma, tra il IV e il V secolo, affida alla figura di Paolo nella conversione al Cristianesimo degli ultimi pagani».

L’Osservatore racconta: «Altre immagini di San Paolo erano note nelle catacombe e nei sarcofagi romani, ma il busto appena scoperto meraviglia per la sua suggestiva espressione e ha lasciato senza fiato i restauratori, che hanno interrotto subito il loro lavoro, come intimiditi da quello sguardo antichissimo, da quella fisionomia che, spuntando dall’oscurità della catacomba, emoziona e folgora chi la contempla». «In questi giorni – si legge ancora sul quotidiano – i restauratori hanno anche effettuato altre importantissime scoperte. E altre se ne prevedono per le prossime ore e per i mesi a venire. Il tondo di Paolo, infatti, si colloca nella volta del cubicolo, dove, attorno al clipeo campito del Cristo Buon Pastore, sono sistemati quattro altri tondi che accolgono, a loro volta, i busti di quattro personaggi. Tra questi sono ben riconoscibili quelli relativi a Paolo, appena scoperto, e a Pietro, riapparso proprio in queste ultime ore, mentre gli altri due, pur caratterizzati nell’età e nella fisionomia, potrebbero riferirsi ad altrettanti apostoli, ovvero a due santi intercessori o, infine, a due defunti».

Tuttavia «il volto più espressivo ed emozionante è sicuramente quello di Paolo, situato nel tondo posto a sinistra, rispetto all’ingresso. Dal momento che l’imago clipeata rappresenta una raffigurazione devozionale scelta dalla famiglia dei defunti per proteggere il loro cubicolo, il busto di Paolo può essere considerato la più antica icona dell’apostolo finora rinvenuta, nel senso che dal livello evocativo si passa a quello del culto».

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=63784&sez=HOME_ROMA

Il rumore delle coppole, il silenzio dei colletti

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Anche quest’anno si rinnova il tradizionale appuntamento con l’aggiornamento e la formazione sulle tematiche che da anni Libera porta avanti. Dal 3 al 5 luglio a Savignano sul Panaro (MO) all’interno della sesta festa di Libera si svolgeranno le nostre giornate seminariali che quest’anno ci vedranno impegnati sul tema delle mafie e della corruzione.

La giornata del 5 sarà invece dedicata a una assemblea “Verso Contromafie”.

Venerdi 3 luglio
ore 10.00-19.00: ASSEMBLEA NAZIONALE di Libera
ore 20,00: cena

Sabato 4 luglio
ore 09.30: “Mafie, cultura mafiosa, mafiosizzazione”
Nando Dalla Chiesa, Presidente onorario di Libera
ore 11.00: “Corrotti, corruttori e corruttibili”
Franco Cazzola, Docente Università di Firenze
ore 13.00: pranzo
ore 16.00: “Lo stato della giustizia in Italia”
Giancarlo Caselli, Procuratore capo della Repubblica di Torino
Ore 17.00 “Le mafie al nord”
Vincezo Macrì
ore 18.00: “La nostra antimafia. Alle radici dell’impegno”
Leopoldo Grosso, vice-presidente Gruppo Abele
Ore 19.00 dibattito
ore 20.00: cena e serata in allegria

Domenica 5 luglio
ore 9.30: “Verso Contromafie”
ore 11.30: Conclusioni di Luigi Ciotti

Il programma completo di Savignano dal 30 giugno al 5 luglio (78.06 KB)

Tratto da:
libera.it

Fonte: ANTIMAFIA Duemila

Gaza, appello: Aprite le porte!

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Scritto da ASMINA KHADRA scrittore, FRANCA RAME attrice, NOAM CHOMSKY linguista, MARTIN GRAY resistente sopravvissuto del ghetto di Varsavia, DAVID GROSSMAN scrittore, AMOS OZ scrittore, MICHEL ROCARD ex Primo ministro

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Libération, 15 giugno 2009

Ancora uno scontro sanguinoso, l’8 giugno, sulla frontiera du Gaza, ci ricorda quanto la situazione resti esplosiva. Quattro uccisi e dodici feriti tra i Palestinesi, nessuna perdita israeliana.

Nella striscia di Gaza, su una lista di 4000 «prodotti autorizzati» da Israele (prima dell’assedio imposto da giugno 2007), solo 30-40 sono tollerati oggi, e un milione e mezzo di persone restano rinchiuse, sottomesse all’arbitrio più totale. Libri, dischi, indumenti, tessuti, scarpe, aghi, lampadine elettriche, candele, fiammiferi, strumenti musicali, lenzuola, coperte, materassi, tazze, bicchieri… sono proibiti e non possono passare se non attraverso i fragili tunnel dall’Egitto, obiettivi di ripetuti bombardamenti.

Nel 2008, più di cinquanta persone sono morte in questi tunnel, in seguito a crolli. Nessun materiale necessario alla ricostruzione (cemento, porte, vetri, finestre…) è stato più autorizzato, dopo gli spaventosi bombardamenti di dicembre 2008 – gennaio 2009. Il te, ile caffè, la semola, restano proibiti (cf. articolo di Amira Hass «Israel bans books, music and clothes from entering Gaza»,Haaretz, 17 maggio 2009).

Cinquantasei premi Nobel, tra cui dieci Nobel per la pace, 202 membri del Parlamento europeo (2004-2009, tutti gli eurodeputati di Irlanda e Cipro hanno firmato), come altre personalità, partecipano con l’ONG Peace Lines alla campagna «Aprite le porte» perché sia tolto definitivamente l’assedio di Gaza e sia realizzata una serie di liberazioni di prigionieri secondo criteri umanitari e giuridici.

Chiediamo a tutti i dirigenti politici e ai membri del nuovo Parlamento europeo di fare il possibile perché queste liberazioni – tra cui quella del sergente Shalit e dell’ex-ministro dell’Educazione Al-Shaer, riarrestato il 19 marzo, in condizioni contrarie al diritto internazionale. L’Europa e l’Unione per il Mediterraneo non possono continuare a tollerare alle loro porte tali condizioni di privazioni e soffocamento.

Ecco perché lanciamo il seguente appello: aprite le porte!

Israele deve porre fine al blocco di Gaza, a tutte le stragi, e permettere a Gaza di aprirsi al mondo, in modo da assicurare la possibilità di un’economia reale. I Palestinesi devono porre fine ad ogni attacco di razzi su Israele e gli Israeliani. Gli esseri umani non sono moneta di scambio.

Di conseguenza: i Palestinesi devono liberare il sergente Shalit loro prigioniero da quasi tre anni.

Gli Israeliani, che tengono rinchiuse più di diecimila persone nelle loro carceri, devono liberare un numero significativo di donne, malati, chi è più anziano, al termine di lunghe condanne, come anche i prigionieri in detenzione amministrativa, compresi tutti i membri eletti della legislatura palestinese.

Tra i firmatari dell’appello: Dieci premi Nobel per la pace: Carlos Belo, il dalai lama, Shirin Ebadi, John Hume, Mairead Maguire, Desmond Tutu, Betty Williams, Jody Williams, Cora Weiss, Adolfo Perez Esquivel. Come anche Elfriede Jelinek, Dario Fo, Wole Soyinka, Christian de Duve, Albert Fert, Baruj Benacerraf, Torsten Wiesel, Harlem Désir, Nicole Fontane (ex-presidente del Parlamento europeo), generale Philippe Morillon, Daniel Cohn-Bendit, Francis Wurtz, ecc.

Testo francese in http://www.liberation.fr/monde/0101574136-ouvrez-les-portes-de-gaza#

Lista completa dei firmatari su http://www.peacelines.org/

Fonte: Rete Ebrei Contro l’Occupazione, ma lo riportano anche Islam Online ed Osservatorio Internazinale per i Diritti, tra gli altri.

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56 Premi Nobel

Premi Nobel per la Pace: Mgr Carlos Belo, il Dalai Lama, Shirin Ebadi, John Hume, Mairead Maguire, Adolfo Pérez Esquivel, Mgr Desmon Dudu, Cora Weiss (Rappresentante delle Nazioni Unite, Ufficio internazionale della pace), Betty Williams, Jody Williams.

Premi Nobel per la Chimica: Peter Agre, Paul Berg, Thomas Cech, Elias Corey, Robert Curl, Johann Deisenhofer, Manfred Eigen, Richard Ernst, John Fenn, Herbert Hauptman, Alan Heeger, Dudley Herschbach, Roald Hoffmann, Robert Huber, Sir Harold Kroto, Yuan T. Lee, William Lipscomb, Jens Skou.

Premi Nobel per la Medicina: Baruj Benacerraf, Günter Blobel, Arvid Carlsson, Christian de Duve, Martin Evans, Edmond Fischer, Roger Guillemin, Louis Ignarro, Erwin Neher, Marshall Nirenberg, Paul Nurse, Richard Roberts, E. Donnall Thomas, Torsten Wiesel.

Premi Nobel per la Fisica: Zhores Alferov, Albert Fert, Donald Glaser, John Hall, Brian Josephson, Tony Leggett, Jack Steinberger, Gerardus ‘t Hooft, Daniel Tsui, Martinus Veltman.

Premi Nobel per la Letteratura: Dario Fo, Elfriede Jelinek, Wole Soyinka.

Premi Nobel per l’Economia: James Mirrlees.

202 Parlamentari Europei, ecco gli Italiani: Vittorio Agnoletto, Giuletto Chiesa, Fabio Ciani, Luigi Cocilovo (Vice-Presidente del Parlamento), Monica Frassoni, Donata Gottardi, Umberto Guidoni (astronauta), Sepp Kusstatscher, Luisa Morgantini (Vice-Presidente del Parlamento), Pasqualina Napoletano, Vittorio Prodi.

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Genova abbraccia il Gay Pride. In corteo 200.000 persone

Il sindaco Marta Vincenzi: “Partecipazione empatica da parte della città”
Madrine della manifestazione Lella Costa e Vladimir Luxuria

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Genova abbraccia il Gay Pride In corteo 200.000 persone

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Ma per la questura i partecipanti erano solo 50.000

Don Andrea Gallo: “La Carfagna è assente e la Chiesa purtroppo tentenna”

GENOVAPalloncini colorati, bandiere della pace e una grande varietà di costumi, dai più classici, quasi da Carnevale, ai più trasgressivi per il Gay Pride a Genova, che si è svolto contemporaneamente alle analoghe manifestazioni di Parigi e Berlino. In corteo per i diritti degli omosessuali nel capoluogo ligure anche il sindaco Marta Vincenzi e don Andrea Gallo, a bordo del carro della comunità di San Benedetto. Sono scese in piazza almeno 200.000 persone, secondo le prime cifre diffuse dal presidente nazionale dell’Arcigay Aurelio Mancuso (ma per la questura il numero corretto è di 50.000 persone).

LA GALLERIA FOTOGRAFICA

Madrine della manifestazione Lella Costa e Vladimir Luxuria, che ha rinnovato la richiesta al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di concedere la medaglia d’oro al valor civile a Maria Luisa, la ragazza di Napoli picchiata per aver difeso una coppia gay dagli insulti omofobi.

Il percorso di circa quattro chilometri è stato infatti occupato metro per metro dalla festa in movimento, e piazza De Ferrari, dove c’era il palco per i saluti finali, è riuscita a contenere solo una minima parte dei manifestanti. La città ha accolto con entusiasmo la manifestazione: “Vedo una città in festa che partecipa – ha dichiarato il sindaco Marta Vincenzi – c’è una partecipazione empatica. Continuo a dire agli organizzatori che Genova si candida anche in futuro ad essere la città dei diritti”. E infatti migliaia di persone hanno seguito la sfilata lungo il percorso, comprese famiglie al completo e anziani.

Il popolo di gay, lesbiche, transgender, bisessuali, queer e intersessuati ha ribadito la richiesta del riconoscimento dei propri diritti, a cominciare dalle unioni di fatto, diritti che tutelino anche nei momenti di difficoltà, quando il compagno si ammala, si resta soli, si fa fatica ad arrivare a fine mese. Diritti che garantiscano ai molti bambini delle famiglie omogenitoriali (il 5% degli omosessuali ha prole) un futuro uguale a quello di tutti gli altri pargoli.

“Il vero popolo delle libertà siamo noi”, si leggeva su uno striscione provocatorio verso il partito del premier Berlusconi, bersagliato da slogan e scritte che ricordano anche gli ultimi scandali. Molto bersagliati anche il Papa (“Nazinger ancora aggredisce i gay”) e il Vaticano (“Guantanamo mentale da chiudere”).

Non sono mancati i costumi più provocanti, tanto spettacolari quanto improbabili, eccezioni però in una moltitudine di persone ‘normali’. Associazioni, circoli e organizzazioni venute da tutta Italia hanno riassunto in uno slogan che questa è “l’Italia che fa la differenza”.

Il corteo, durato quasi cinque ore (compresa una interruzione per un malore che ha colpito una transessuale su un carro) è stato aperto dal trenino delle Famiglie Arcobaleno, associazione delle famiglie omogenitoriali con i loro bambini. Poi il carro della Comunità di San Benedetto al Porto di don Andrea Gallo (“la Carfagna è assente e la Chiesa purtroppo tentenna”, ha denunciato il sacerdote), con le persone transessuali del ghetto di Genova.

Tra lanci di caramelle, coriandoli, fiori e acqua, sui carri musica e danze. L’ associazione di gay milanesi Milk ha ricordato le vittime dell’omofobia, condannati a morte o uccisi a Londra, Bogotà e Iran. Prima della fine il corteo ha osservato un minuto di silenzio per ricordare le vittime della repressione iraniana.

Fonte: la Repubblica

Tutti gli incentivi per la casa – Lunedì la guida in edicola

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Il Sole 24 Ore di lunedì 29 giugno regala la guida che illustra con semplicità e chiarezza tutte le regole e i consigli per ristrutturare casa: dagli sconti fiscali del 36 e 55% alle novità del piano casa.
Il dossier di otto pagine illustra punto per punto le agevolazioni fiscali, con un ampio focus sulle leggi regionali e sulla certificazione energetica in vigore per le compravendite effettuate dal 1° luglio.

Lavori in casa: chiedete agli esperti

Inviate le domande agli esperti di Assimpredil Ance

Fonte: il Sole 24ore

Berlusconi: zittire i pessimisti? Mai detto

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L’ultima sortita di Berlusconi contro i media, Bankitalia e gli organismi internazionali che parlando di crisi seminerebbero panico e sfiducia non era piaciuta a nessuno all’estero. E oggi Berlusconi, a Corfù per un vertice Nato-Russia, si è rimangiato tutto con la più classica delle giravolte: “Io non ho mai detto di chiudere la bocca agli enti o ai media e se l’ho detto non c’era assolutamente nulla di violento o meno che liberale”, ha affermato, sostenendo che il suo obiettivo era piuttosto quello di “chiedere maggiore prudenza” nel fornire dati che rischiano di accrescere al sfiducia.

Nella sostanza Berlusconi ha ribadito il concetto che parlare di crisi, dando i dati, fa aumentare la paura e la sfiducia, ma nella forma ha derubricato quello che tutti hanno letto come una nuova minaccia, a un più modesto invito alla riflessione. Come si ricorderà il premier, che ha escluso anche che si andrà a una manovra correttiva entro fine anno, aveva condito la minaccia con l’invito pressante agli industriali a non dare pubblicità ai media che parlavano di crisi. Anche su questo punto Berlusconi ha corretto il tiro nella forma, se non nella sostanza:  «Non penso affatto» che il mio invito agli imprenditori a non dare pubblicità ai giornali che diffondono pessimismo c’entri qualcosa con il conflitto d’interesse.   «Non ho mai detto di non dare pubblicità ai giornali dell’opposizione, ho detto solo agli imprenditori – ha sottolineato – di non darla contro il loro interesse e questo credo sia ragionevole».

All’estero le sue frasi avevano destato sconcerto. Gelo a Bruxelles, e dalle cancellerie degli altri paesi, mentre la stampa britannica sferra un nuovo pesante attacco al premier italiano, parlando di possibili dimissioni per gli sviluppi del Velinagate. Independent e Times parlano apertamente di “ultimi giorni alla corte di Re Silvio”. La stampa britannica accredita l’ipotesi, che per la verità sembra remota, di un esecutivo d’emergenza economica presieduto proprio da Mario Draghi, attuale governatore della Banca d’Italia. Il governatore, in realtà, è da tempo nel mirino di Berlusconi e di Tremonti, e difficilmente sarebbe disponibile a un’ipotesi del genere. Tuttavia la stampa britannica sembra solo riflettere il clima che si registra nelle cancellerie europee.

Berlusconi tuttavia ieri a Corfù, oltre a correggerisi sui catastrofisti, ha tentato di parare i colpi di una situazione imbarazzante rilanciando battute coi giornalisti e attribuendosi il merito degli accordi tra Nato e Russia. Un fiume in piena che ha però dovuto smentire le frasi riportate da un quotidiano israeliano che gli attribuiva un giudizio critico su Obama nella vicenda itaniana. Il premier, secondo il giornale, avrebbe parlato di un presidente americano debole.  “Abbiamo smentito”, la ricostruzione del giornale israeliano, ha ricordato Berlusconi. Nel corso dell’incontro con il primo ministro Benjamin Netanyahu, ha sottolineato, «avevo semplicemente detto che l’amministrazione americana stava riflettendo sulla risposta da dare all’Iran e che qualcuno, dentro il Partito democratico, insisteva su una presa di posizione più forte da parte di Obama».    «Ma io – ha sottolineato – Obama l’ho sempre considerato bene soprattutto negli ultimi tempi, avendo interagito con la Clinton, con i suoi e con lui».

Composto così il caso, che ha fatto subito pensare a una nuova gaffe internazionale, Berlusconi ha chiacchierato sull’aereo coi giornalisti del suo ruolo di grande tessitore tra Russia e Nato. Ha detto che “il buon Nicolas Sarkozy” è stato il suo “avvocato” tanti anni fa: “Andò a Mosca per mediare, mentre io ero al telefono con Putin per ricomporre le cose”. Ha detto che al summit (unico premier presente oltre il greco) è stato invitato dai vertici della Nato e ai giornalisti portati in aereo ha fatto battute:  «E’ la prima volta che accogliamo a bordo un popolo di miscredenti. Abbiamo avuto arabi e musulmani ora, dei miscredenti, oltre tutto anche gratis, perchè questo è un volo che costerebbe 300-500 euro… anche in questo siamo diversi da Prodi…».

Fonte: l’Unità

Opperbacco: eppure ero convinta di averlo letto… ma si sarà trattato sicuramente di qualche giornalucolo schierato a sinistra. Come, ad esempio, il Giornale (“…Per combattere davvero la crisi economica bisogna “chiudere la bocca a tutti questi organismi internazionali che ogni giorno dicono la crisi di qua e la crisi di là e anche agli organi di stampa che tutti i giorni danno incentivi alla paura e diffondono il panico”. Lo dice il premier Silvio Berlusconi in conferenza stampa a Palazzo Chigi per l’approvazione del dl manovra e del dl anticrisi. “Gli organi di stampa – ha insistito Berlusconi – riprendono le posizioni del tanto peggio tanto meglio delle opposizioni e danno incentivi alla paura. Dobbiamo fare in modo che gli italiani tornino ai loro stili di vita precedenti perché non non hanno nessun motivo di ridurre i loro consumi”.

Crisi e fattori psicologici Parlando della crisi Berlusconi ha ribadito che dietro la diminuzione della crescita ci sono soprattutto “fattori psicologici”. Per risollevare i consumi, ha aggiunto, “bisogna far sì che prima di tutto il governo, e in secondo luogo tutte le organizzazioni internazionali” contribuiscano a rilanciare la fiducia. Organizzazioni internazionali, ha proseguito il presidente del Consiglio, che “un giorno sì e uno no escono e dicono che il deficit è al 5%, meno consumi del 5%, crisi di qui, crisi di là, la crisi ci sarà per fino al 2010, la crisi si chiuderà nel 2011… Un disastro: dovremmo veramente chiudere la bocca a tutti questi signori che parlano, magari perché di cose che i loro uffici studi gli dicono possono verificarsi, ma che così facendo distruggono la fiducia dei cittadini dell’Europa e del mondo”.

Pubblicità e media Anche i media sono tra i fattori che alimentano la crisi. Lo ha ribadito, dopo averlo dichiarato a Santa Margherita a metà mese, Berlusconi spiegando che per superare questa crisi gli imprenditori “devono avere coraggio, continuare a crederci e non avere paura. Devono anche – ha aggiunto – spingere gli editori a non diffondere sui giornali o sulle televisioni il panico arrivando anche a minacciare di non dargli più pubblicità”. Il premier ha comunque chiesto agli imprenditori “di continuare a fare promozione dei propri prodotti non diminuendo la pubblicità” perché il rischio è quello “di perdere quote di mercato” innescando un circolo vizioso che porterebbe anche a una diminuzione della produzione.”)

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ed il Sole 24ore (“…Il Presidente del Consiglio si è inoltre scagliato contro le organizzazioni internazionali, contro coloro che «un giorno sì e uno no escono e dicono che il deficit è al -5%, meno consumi del 5%, crisi di qui, crisi di là, la crisi ci sarà fino al 2010, la crisi si chiuderà nel 2011». Insomma, dice Berlusconi in conferenza stampa, «un disastro: dovremmo veramente chiudere la bocca a tutti questi signori che parlano, magari perché di cose che i loro uffici studi gli dicono possono verificarsi, ma che così facendo distruggono la fiducia dei cittadini dell’Europa e del mondo».”).

Insomma, la solita stampa inaffidabile, schierata a priori contro di lui…  devo concludere che il cavaliere ha ringraziato l’Unità per aver fatto chiarezza sul suo pensiero? Uhm… chissà perché, ci credo poco! elena

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Ustica, 29 anni dopo…

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Cari amici,

Mancano 2 minuti (mentre inizio a scrivere), sono le 19 e 28 orario zulu, 21 e 28 orario locale e poi come 29 anni fa atterrava l’ultimo caccia militare italiano a Poggio Ballone (Grosseto). Al giudice Priore viene detto che a Poggio Ballone non veniva usato l’orario zulu, era una menzogna in quanto anche in Italia in tutte le basi aeree militari lo si usava (essendo noi paese Nato) dal lontano 1969. Mentono a vari giudici che si sono occupati di Ustica il livello politico-militare italiano e la Nato sul fatto che l’Italia non avesse in volo al momento della Strage di Ustica caccia militari in volo.

Abbiamo visto che l’ultimo aereo militare a Poggio Ballone atterra mezz’ora dopo la strage di Ustica. Nessuno a livello politico e giudiziario in 29 anni ha mai chiesto conto di queste menzogne.

Questa sera non è solo il 29esimo anniversario della Strage di Ustica. Questa notte saranno 29 anni da quando qualcuno che è rimasto impunito picchiò quel 27 o 28 giugno 1980 il maresciallo di Poggio Ballone Mario Alberto Dettori. E’ l’anniversario dell’inizio della sua distruzione a livello umano e professionale, che terminerà il 30 marzo 1987 con il suo omicidio, fatto passare per suicidio.

Mario Alberto Dettori come sapete seppur picchiato chiamerà Mario Ciancarella al telefono il 28 o 29 giugno 1980 una prima volta e gli dirà che “la strage di Ustica l’avevamo fatta noi, che non poteva aggiungere altro per timore lo facessero fuori”, poi dopo il 18 luglio 1980 lo richiama e gli dice “Si guardi gli orari degli atterraggi e i missili a guida radar e a testata inerte”.

Come abbiamo visto dagli orari degli atterraggi di Poggio Ballone si ricava che l’ultimo aereo militare italiano atterra mezz’ora dopo la strage di Ustica. Dunque primo indizio importantissimo quello che da Dettori a Ciancarella per capire la verità sulle responsabilità politico-militari italiane su Ustica.

Veniamo al missile a testata inerte e a guida radar.

Ho il vizio di fare ricerche lo sapete e ho trovato la scheda in inglese dell’armamento inerte. Lo potete vedere a questo link:

http://www.mediafire.com/file/ytfiumlkmnm/documento_su_armamento_ine.doc. Si parla in questa scheda delle sferule metalliche, dato molto importante quest’ultime da studiare, quando si vuole sapere cosa sia un missile a testata inerte.

Come scrive Mario Ciancarella, infatti, nel cap.16 dedicato a Ustica del Manoscritto Impossibile Pentirsi:
“per rendere inerte un missile sarà sufficiente sostituire la camera centrale con un contenitore privo di esplosivo. La carica bellica sarà sostituita da sferule metalliche, tarate dalla ditta costruttrice, al solo scopo di conservare la stabilità dinamica del missile durante il volo. E’ allora evidente come l’impatto tra un missile inerte ed un velivolo determinerà in qualche misura il frazionamento delle sezioni del missile stesso (che tuttavia non raggiungerà mai un effetto assimilabile alla deflagrazione bellica di un missile armato) e sarà pertanto possibile individuare alcune tracce di quel frazionamento. Tracce delle quali le sferule saranno probabilmente quelle più facilmente reperibili sul corpo del bersaglio, perchè il “missile-spillo”, non dimentichiamolo giunge con una spinta pari a circa 2 volte e mezza la velocità del suono e la sua inerzia determina comunque la prosecuzione della traiettoria del suo corpo pesante e dei suoi spezzoni, con l’attraversamento del bersaglio, come un palloncino verrebbe comunque attraversato da una freccia scoccata da un arco e che tuttavia lo fa esplodere al momento dell’impatto.”

Voi vi chiederete
sono state trovate sferule metalliche nel Dc9?

Certo, solo che i periti non hanno mai chiarito al giudice Priore che il ritrovamento di quelle sferule (9+18) metalliche nel flap dell’ala destra del Dc9 è segno inequivocabile che era stato colpito l’aereo civile itavia da un missile a testata inerte e a guida radar.

Quando vengono trovate queste sferule nel flap dell’ala destra del dc9 Itavia? Il 28 gennaio 1992.

Cinque giorni dopo c’è l’omicidio di Marcucci e Lorenzini.
Una coincidenza la successione ravvicinata nel tempo di questi fatti? Oppure no? Dovrebbe essere la magistratura a stabilirlo.

Credo sia corretto da parte mia ricordare tutto questo stasera, come anche ricordare i due testimoni di Sandro Marcucci pronti a testimoniare che il Mig libico era partito da pratica di Mare proprio quella sera del 27 giugno 1980.

Se sono Giorgieri e Carfagna, quei testimoni, anche per loro, come certamente per Dettori e forse per il povero Claudio Gari (da alcune fonti non sembra proprio certa la sua morte per infarto, ma è un’ipotesi), anch’egli nella stessa sala radar il 27 giugno 1980 a Poggio Ballone sarebbe stasera il 29esimo anniversario dell’ “inizio della fine”.

A Sandro Marcucci e a Mario Alberto Dettori va il nostro ringraziamento, perchè noi non dobbiamo aspettare chissà quando per avere i dati fondamentali per capire cosa successe 29 anni fa. Noi grazie a loro e a Mario Ciancarella li abbiamo, aspettiamo risposte dalla magistratura e dalla politica, aspettiamo che esse diano verità e giustizia alle vittime di Ustica e del dopo Ustica.

Lo pretendiamo come Popolo Sovrano a cui quella sera è stata svenduta la nostra sovranità totalmente, come chiediamo che governo e apparati tornino al più presto a rispondere alla sovranità popolare, per dire insieme: “Ustica, mai più!”. laura picchi

Dal blog di Laura Ustica e Mafie

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https://i2.wp.com/www.repubblica.it/2008/06/sezioni/cronaca/ustica-indagine/ustica-indagine/stor_9726818_17270.jpg

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MUSEO DELLA MEMORIA

Bologna, 27 giugno 2007
via di Saliceto 5, ore 17.30,

Inaugurazione del Museo per la Memoria di Ustica con un’opera di Christian Boltanski
Teatro Manzoni, via de’ Monari 1/2, ore 21.15, “Ultimo Volo” opera di teatro musicale di Pippo Pollina, a cura di Accademia Perduta Romagna Teatri

Fonte: http://www.stragediustica.info/

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qui il testo di una canzone non troppo nota di Tito Schipa Jr: “Che cosa hai fatto ad Ustica?” qui invece “Ustica” degli Zarathustra

us

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Ustica: Napolitano, memoria viva Fare ogni sforzo perché indagini riaperte giungano a verità

ANSA – ROMA, 27 GIU – Fare ogni sforzo perché le indagini su Ustica diano ‘adeguata e valida risposta all’anelito di verità e di giustizia’, così Napolitano. Il Capo dello Stato ha inviato un messaggio al presidente della associazione parenti delle vittime della strage di Ustica, Daria Bonfietti: ‘La memoria di quel dramma – ha scritto – resta viva nella coscienza dell’intero paese’. ‘Il mio pensiero riverente e commosso va a chi perse la vita quella tragica notte e al dolore dei loro familiari’.

Fonte: ANSA