Archivio | luglio 7, 2009

Tremonti, la disoccupazione e la cassa integrazione

Tremonti: falso l’allarme disoccupazione
Pd: ministro superficiale e inadeguato

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Giulio Tremonti (foto LaPresse)

Cassa integrazione in calo dell’8% a giugno

ROMA, 7 luglio – Quello sulla disoccupazione in Italia «è un falso allarme»: ne è convinto il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che parla di situazione sotto controllo e di dati in alcuni casi confortanti.

Baretta (Pd): Tremonti superficiale e inadeguato. Le valutazioni di Tremonti hanno scatenato la reazione del capogruppo del Pd nella commissione Bilancio della Camera, Pierpaolo Baretta. «Superficiale e inadeguato – ha commentato Baretta – E’ stupefacente la superficialità con la quale vengono trattati temi delicati che coinvolgono famiglie e persone in tutto il Paese. Una cosa è non diffondere inutili allarmismi, altro è sottovalutare, come fa il ministro Tremonti, la dimensione del problema lavoro in Italia e l’esigenza di uscire rapidamente dallo stallo economico nel quale ci troviamo. Mi auguro che il governo rifletta seriamente sul quadro economico e sociale del Paese e anche rispetto al provvedimento anti crisì in discussione alla Camera si renda conto della sua inadeguatezza».

«Ma Tremonti dove vive? – dice il senatore Pd Paolo Nerozzi, ex dirigente della Cgil – L’allarme sull’aumento della disoccupazione lanciato da Barroso non è “falso”, come sostiene il nostro ministro dell’economia, ma purtroppo è vero, drammaticamente vero per centinaia e centinaia di migliaia di lavoratori e, se se solo desse un’occhiata ai dati Istat sull’occupazione, se ne renderebbe conto. Durante i primi tre mesi di questo anno, secondo i dati Istat, 426mila lavoratori hanno perso il posto di lavoro. Nei primi tre mesi la riduzione occupazionale ha riguardato nello specifico: meno 154mila dipendenti a termine; meno 107.000 lavoratori con contratti Cocopro; meno 163.000 lavoratori autonomi di attività commerciali e artigianali. Inoltre, ricordo al ministro Sacconi, che in un anno sono triplicate le ore di Cassa integrazione guadagni nell’industria. Ciò significa che ad accusare la crisi è stata anche la produttività, l’impresa del sistema Paese. Se questi non sono dati allarmanti ci spieghi Tremonti quali sono. Ma soprattutto individui, come ancora non ha fatto, soluzioni efficaci per evitare che la crisi colpisca ancora di più i lavoratori e le famiglie italiane».

«Da noi – aveva detto Tremonti – non c’è allarme
. I dati che abbiamo sono di una situazione sotto controllo, di tenuta, in alcuni casi confortanti. Siamo fiduciosi – ha aggiunto – che i soldi messi da parte per l’occupazione sono stati spesi bene e saranno sufficienti. Dunque, non c’è un problema dell’Italia su questo fronte».

Tremonti fiducioso al termine dell’Ecofin.
Il ministro dell’Economia, dopo la riunione dell’Ecofin, non sembra essere particolarmente preoccupato per le parole di Barroso, che ha detto di temere una crisi sociale che durerà molto più a lungo della recessione. E neanche per quelle del presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, che definisce l’aumento della disoccupazione una «situazione drammatica».

«La speculazione rialza la testa». Tremonti torna invece a puntare il dito sulla speculazione: «Non è ancora ai livelli dello scorso anno», spiega, ma ci sono chiari segnali che sta cominciando a rialzare la testa. Negli Stati Uniti, per esempio, dove «per le banche d’affari sarà un anno d’oro, un anno indimenticabile». Avranno infatti «il massimo dei profitti e dei bonus. Perchè – è il ragionamento
del ministro – hanno avuto molta liquidità. Hanno preso soldi a bassissimo costo e li hanno impiegati con rendimenti alti. E ci hanno anche fatto sopra la speculazione. La crisi non è uguale per tutti».

Conti pubblici. Il ministro dell’Economia dice che al momento nè in Italia nè altrove in Europa ci sia già chi ha messo mano a una exit strategy dalla crisi per tornare a consolidare deficit e debiti pubblici. «Non ci sono soluzioni nazionali, ma quello che serve è una strategia collettiva»afferma il ministro, ricordando che esistono dei vincoli europei da rispettare. Anche se alcuni Paesi come la Francia insistono per una maggiore spesa per sostenere investimenti e crescita. «Non si può più fare debito pubblico. Si può spendere di più – sottolinea Tremonti – ma per periodi brevi. Spendendo in grande quantità, invece, si va incontro a operazioni che poi si pagano con più tasse».

Nel primo trimestre 2009, secondo i dati Istat la disoccupazione è arrivata al 7,9%, in rialzo rispetto al 7,1% dello stesso periodo del 2008. Sono 204mila i senza lavoro in più rispetto allo stesso periodo del 2008, pari allo 0,9%.

Scende per la prima volta in giugno la cassa integrazione
rispetto al mese precedente con una diminuzione complessiva dell’8,08%. A diffondere il dato il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, spiegando che il calo è dovuto soprattutto all’industria (-10,78%) e all’edilizia (-15,93%).

Si tratta, sottolinea il ministro in una nota, di «un primo dato positivo che non è contraddetto dalla crescita della cassa integrazione in deroga determinata dalla conduzione a regime dell’accordo tra Stato e Regioni». Quest’ultima, precisa, «rappresenta comunque una componente minima del monte complessivo di risorse assegnate al complesso degli ammortizzatori sociali e sostituisce spesso il ricorso alla indennità di disoccupazione».

Fonte: il Messaggero

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A giugno la cassa integrazione torna a scendere

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«Scende per la prima volta in giugno la cassa integrazione rispetto al mese precedente con una diminuzione complessiva dell’8,08%, dovuta soprattutto all’industria (-10,78%) e all’edilizia (-15,93%)». Lo annuncia il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, secondo il quale «è un primo dato positivo che non è contraddetto dalla crescita della cassa integrazione in deroga determinata dalla conduzione a regime dell’accordo tra Stato e Regioni. Quest’ultima – ricorda il ministro in una nota – rappresenta comunque una componente minima del monte complessivo di risorse assegnate al complesso degli ammortizzatori sociali e sostituisce spesso il ricorso alla indennità di disoccupazione».

Le ore autorizzate di cassa integrazione in giugno sono state 80 milioni, contro gli 87 milioni di maggio. La comparsa del segno meno è dovuta alla riduzione di quasi undici punti percentuali delle ore autorizzate per gli interventi ordinari nell’industria (-10,78%) e nell’edilizia (-15,93%). Lo comunica l’Inps.

La cassa integrazione straordinaria complessivamente ha registrato un monte di ore autorizzate in linea con quello di maggio (+2,91%), quando si era manifestato il primo decremento rispetto ad aprile. La dinamica della richiesta di cassa integrazione mese per mese ha mostrato la sua massima accelerazione in febbraio (+44,17% rispetto a gennaio), per poi dare luogo a una «crescita frenata», che a giugno si è trasformata in una prima inversione di tendenza in territorio negativo.

Il confronto con gli stessi mesi dello scorso anno però mostra altri numeri. Nel confronto giugno 2009/giugno 2008 infatti l’incremento percentuale è stato del 419,39%, dovendosi confrontare gli 80 milioni di ore del mese scorso con i 15,4 milioni di ore autorizzate dello stesso mese dello scorso anno. Complessivamente nel primo semestre del 2009 sono state autorizzate 372,9 milioni di ore di cassa integrazione, contro i 97,5 milioni dei primi sei mesi del 2008 (+282,3%). Nel dettaglio: la cassa integrazione ordinaria nei primi sei mesi del 2009 è cresciuta del 502% rispetto allo stesso periodo del 2008, la cassa integrazione straordinaria è quasi raddoppiata (+99,32%), la cassa integrazione straordinaria in deroga è aumentata del 77,11%.

Fonte: il Sole 24ore

IN VENTIMILA ALLO STADIO DEI PINI E ALL’ESTERNO

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Il capo dello Stato commosso: “E’ straziante”. Leonardo, 8 anni, fratello dei due bambini morti, disegna per lui le case, il fumo e le facce dei fratellini su una nuvola. Struggente l’omaggio di Bocelli

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Strage di Viareggio, il giorno dei funerali

Viareggio, 7 luglio 2009 – Un grande applauso accompagna l’ingresso allo stadio dei Pini di 15 delle 22 vittime del disastro ferroviario della stagione di Viareggio. Intanto, vengono citati uno per uno i nomi delle vittime, sette delle quali sono state trasportate in Marocco. Sulle bare di ognuna rose bianche.

A trasportarle a braccia sono rappresentanti istituzionali di Viareggio. Tra le tante bare spiccano due piccole bare bianche, quelle dei fratellini Luca e Lorenzo Piagentini.

Sono oltre 20 mila le persone, cittadini di Viareggio, amici e parenti che assisteranno alle esequie delle 15 delle 22 vittime della strage della città versiliese. Sono due le canzoni che il tenore Andrea Bocelli canta per le quindici delle ventidue vittime della sciagura della stazione di Viareggio:  Panis Angelicum di Frank e l’Ave Verum Corpus di Mozart. Le quindici bare sono posizionate nel centro dello stadio. In prima fila le piccole bare bianche di Luca e Lorenzo, nel mezzo la mamma Stefania. Fra commozione e lacrime continuano i lunghi applausi.

Il corteo della folla che entra nello stadio è aperto dal gonfalone listato a lutto del Comune di Viareggio, a cui fanno seguito altri gonfaloni della Regione, Provincia e di altri comuni italiani. I parenti hanno seguito in maniera composta e silenziosa il procedere delle bare. Sono presenti il Capo dlelo Stato, Giorgio Napolitano; il presidente del Senato, Renato Schifani e il Presidente della Camera, Gianfranco Fini.

Tanti i malori tra la folla. Sono oltre dieci le persone che, sotto un caldo afoso, sono state accompagnate in un punto medico. Ci sono anche l’imam di Viareggio e gli esponenti della comunità islamica alle esequie solenni L’Imam Wahid el Fihri, secondo quanto annunciato dallo speaker, terrà una breve orazione funebre al termine della cerimonia.


LE PREGHIERE DEI MUSULMANI

Le salme delle sette vittime musulmane, di nazionalità marocchina, non sono allo stadio, in quanto sono state trasferite sabato scorso in Marocco per le esequie in madrepatria.
Ai funerali sono presenti anche gli amici di Hamza Ayad, il 17enne marocchino che ha perso la vita nel rogo, insieme alla sorella Iman di 3 anni, al padre Mohamed e alla mamma Aziza: ‘Hamza resterai sempre nei nostri cuorì, scritto anche in arabo; un’altra scritta recita ‘Iby fatti forzà un incoraggiamento da parte degli amici alla sorella Ibitzen Ayad, l’unica della famiglia sopravvissuta.

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I MESSAGGI DEL PAPA E DI BAGNASCO

Prima dell’inizio dei funerali delle 15 vittime della strage di Viareggio, sono stati letti i messaggi di cordoglio e vicinanza inviati all’arcivescovo di Lucca da parte di Papa Benedetto XVI e del presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Angelo Bagnasco. «Benedetto XVI -si legge in una parte del messaggio- esprime profonda partecipazione e dolore per il lutto che colpisce l’intera città, e assicura una fervida preghiera di suffragio per le vittime, e invoca dal Signore fervida guarigione per i feriti».

In un passaggio del suo messaggio, il cardinale Bagnasco, ricorda le parole pronunciate domenica scorsa all’Angelus da Papa Ratzinger e nell’esprimere «affettuosa e partecipata vicinanza alle vittime», ricorda, come detto dal Papa, che «simili incidenti non abbiano a ripetersi» e che «la sicurezza sul lavoro sia garantita a tutti».

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Viareggio, folla e dolore nello stadio L'appello di Napolitano: "Fare chiarezza"

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L’OMELIA:  SIMILI INCIDENTI NON SI RIPETANO

La strage ferroviaria di Viareggio è stata «il visibile di un non senso, di un negativo assoluto che tutto fagocita e tutto distrugge, alimentato non solo dal caso e dalla fatalità». Lo ha detto l’arcivescovo di Lucca, monsignor Italo Castellani, in un passaggio dell’omelia ai funerali delle vittime del disastro ferroviario.

La storia dell’uomo «ha conosciuto e continua a conoscere violenze, ingiustizie, tragedie umane e disastri ecologici -ha proseguito monsignor Castellani- C’è da interrogarsi sul modo di vivere, per certi aspetti violenti o ad ogni modo che mettono a rischio la vita stessa, a cui concorriamo tutti, con i nostri stili di vita personali e collettivi».

L’arcivescovo di Lucca ha ricordato anche le parole del Papa auspicando che «simili incidenti non abbiano a ripetersi. Da tempo è venuto il momento che il nostro territorio, la nostra terra, con il contributo e la responsabilità di tutti, nessuno escluso -ha aggiunto monsignor Castellani- diventi come Dio l’ha voluta, ‘madre sicurà, terra sicura, proprio convertendo gli stili di vita personali e collettivi».

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I CARI DELLO SCOMPARSO: PER LUI NEMMENO IL FUNERALE

Il loro amico ancora non è inserito nel conto delle vittime, ma loro sono venuti lo stesso al funerale, forse con un pizzico d’angoscia in più. Sono i compagni di avventure di Andrea Falorni, detto lo Scarburato, l’unico scomparso della tragedia in cui ha perso la vita anche la moglie Maria Luisa.
‘’Hanno letto i nomi di tutte le vittime – dice Stefano, amico di Andrea – ma il suo no. Lo so, ufficialmente non e’ morto, ma nessuno spera piu’ di trovarlo vivo. Per lui non ci sara’ nemmeno il funerale’’. ‘’Era un grande organizzatore di cene e gite – continua Stefano che sta assistendo alle esequie insieme ad altri appassionati di moto e amici della coppia – e anche quella sera dovevamo uscire insieme. Poi ha disdetto…’’.

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(Borzicchi)

LE PAROLE DI NAPOLITANO

“Una giornata straziante, e straziate erano le persone e le famiglie che ho incontrato lì allo stadio, ai funerali”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, all’uscita dall’ospedale della Versilia, dove ha visitato i tre feriti del disastro ferroviario ancora ricoverati nella struttura sanitaria. «Quello che colpisce innanzitutto -ha osservato Napolitano- è lo choc, per quanto incredibile e imprevedibile fosse la tragedia. E poi il dolore per quanti hanno perso la vita: ho visto madri che hanno perso i figli», ha aggiunto il capo dello Stato visibilmente commosso.

Dopo la funzione il presidente ha visitato alcuni feriti in ospedale. Tra di loro, nel reparto di pediatria, c’è Leonardo Piagentini, 8 anni, che nella tragedia ferroviaria ha perso i due fratellini, Luca e Lorenzo (5 e 2 anni), e la madre Stefania Maccioni, mentre il padre Marco Piagentini è ricoverato al reparto Grandi ustionati di Padova. Leonardo ha regalato al capo dello Stato un disegno fatto da lui, che mostra delle case e tante nuvole in cielo: su due di queste nuvole ci sono due bambini.

Fonte: Quotidiano.net

Notizie dal G8

G8, tensioni e fermi
Scontro con The Guardian
“Contro la fame 15 miliardi”

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La protesta in piazza Barberini a Roma

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Tafferugli a Roma. Fermati 36 no-global, 10 arrestati, tensione alla Sapienza. Occupato binario alla stazione Termini. Stretti controlli all’Aquila. Cinque francesi fermati: nel loro furgone mazze e bastoni. The Guardian scrive: “Preparazione caotica. Pressioni perché l’Italia venga espulsa dal gruppo”. Berlusconi: “Un piccolo giornale ha preso una grande cantonata. Gli attacchi della stampa non condizioneranno il summit”. Il ministro degli Esteri Frattini: “Spero che esca il Guardian dai grandi giornali del mondo”. Il presidente del Consiglio soddisfatto per il superamento delle distanze Usa-Russia. Lieve scossa in mattinata all’Aquila, magnitudo 2,4

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21:36 Comitato scriverà “Yes we camp”

Una grande scritta “Yes, we camp” (sì, siamo attendati), con lettere alte dieci metri, sarà realizzata sulla collina di Roio, ben visibile dalla caserma della Scuola della Guardia di finanza, dagli aderenti al Comitato cittadino spontaneo “3 e 32”. Un folto gruppo di giovani partirà domattina presto alla volta di Roio per attuare la clamorosa azione. L’iniziativa non è stata autorizzata ed è possibile che le forze dell’ordine decidano di bloccarla.

21:33 Concluso corteo a Napoli

Si è concluso senza incidenti, in piazza del Plebiscito, il corteo indetto dagli studenti dell’ Onda al quale hanno aderito i No global della “Rete Campana No G8” e dei “Centri sociali”. Al corteo hanno partecipato mille persone secondo gli organizzatori, non più di 500 secondo la polizia.

21:13 Due fermi a Termini

Sono due i manifestanti fermati dagli agenti della Polizia di Stato durante l’occupazione dei binari a Termini. Si tratta di uno spagnolo e di un tedesco che sono stati portati negli uffici della Digos della Questura di Roma. Le loro posizioni sono ora al vaglio della Digos.

21:09 Bologna, studenti in corteo

Sono oltre 250 gli studenti dell’onda che stanno marciando per le strade del centro storico di Bologna invocando libertà per tutti gli studenti arrestati in questi giorni dopo li scontri del g8 dell’università di Torino e del g8 di Roma.

20:56 Berlusconi incontra premier giapponese

Il primo ministro giapponese Taro Aso è arrivato a Palazzo Chigi questa sera per un incontro con il premier Silvio Berlusconi in vista del G8 in Abruzzo.

20:55 G8, cinque giovani fermati a Firenze

Cinque giovani, tra cui due minorenni, indicati come gravitanti nell’area antagonista, sono stati sottoposti oggi a controlli a Firenze. Fermati stamani intorno alle 9.30 dalla Digos vicino alla stazione di Rifredi, sono stati portati in questura e trattenuti tutto il giorno. Il rilascio intorno alle 20. Effettuate, d’intesa con la magistratura, anche perquisizioni domiciliari.

20:39 Presidente brasiliano Lula a Roma

Il presidente brasiliano Inacio Lula è atterrato all’aeroporto di Ciampino a Roma

20:35 La Polizia carica

Alla stazione Termini è partita una prima carica della polizia contro i manifestanti. Sgomberato il binario 16 ma i manifestanti si sono spostati verso altri binari

20:33 Roma, fermati manifestanti a Termini

Al binario 16 gli agenti della polizia stanno portando via alcuni manifestanti

20:32 Roma, sassi contro polizia e fotografi

Alcuni fotografi sono stati presi a sassate al binario 16 della stazione Termini. La polizia è schierata in assetto anti sommossa: anche a loro sono stati lanciati sassi

20:30 Roma, bloccato binario alla stazione Termini

Un gruppo di circa 200 manifestanti staccatosi dal corteo di Roma sono entrati correndo nella Stazione Termini e sono scesi sul binario numero 16 per bloccare l’arrivo e la partenza dei treni

20:29 Domani manifestazione a Milano

Domani, in concomitanza con l’apertura del vertice, manifestazione a Milano contro il G8. La manifestazione partirà alle 18 in largo Carrobbio e si concluderà in piazza Fontana

20:13 The Guardian replica Berlusconi e Frattini: “Tutto vero”

The Guardian replica alle critiche mosse prima dal ministro degli Esteri, Franco Frattini, e in serata dal premier Silvio Berlusconi: “Confermiamo i contenuti dell’articolo del nostro corrispondente e rigettiamo completamente ogni ipotesi che le notizie riportate nella storia siano prive di fondamento”

20:02 Roma, manifestante rilasciato: “Domani andrò all’Aquila”

Uno dei 36 appartenenti alla rete “No-G8” fermati questa mattina a Roma dalla polizia, all’uscita dalla Questura dopo aver trascorso circa otto ore negli uffici della Digos, ha detto: “Domani tornerò a protestare e andrò all’Aquila”

19:55 Berlusconi: “Sul clima accordo possibile solo su interventi minori”

Silvio Berlusconi ha detto: “Il G8 potrebbe trovare un accordo, ma solo al ribasso, per quanto riguarda la dichiarazione sul clima. Ci sono resistenze. L’Unione europea e anche il presidente Usa Barack Obama volevano un impegno all’avanguardia, ma queste resistenze non lo permettono”

19:52 Berlusconi: “Auspico dal G8 un messaggio di fiducia”

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha detto: “Andiamo preparatissimi a questo vertice e ci auguriamo che il messaggio che possa venire fuori sia un messaggio positivo e di fiducia”

19:50 Roma, bottiglia contro i cronisti

Il lancio di una bottiglia contro i giornalisti ad opera del gruppo di manifestanti con il volto coperto ha scatenato la reazione – e poi la rissa – degli altri partecipanti al corteo riuniti in piazza del Repubblica

19:47 Roma, sfiorato lo scontro fisico

Momenti di tensione a piazza della Repubblica dopo la conclusione della manifestazione contro il G8. Un nutrito gruppo di partecipanti, deluso dalla mancata prosecuzione del corteo fino alla Questura, ha fronteggiato un altro gruppo che difendeva la scelta di accettare la proposta della polizia di sciogliere la manifestazione. Si è sfiorato lo scontro fisico.

19:23 Berlusconi: “Gli attacchi della stampa non condizioneranno il summit”

Berlusconi ha detto: “Gli attacchi della stampa non condizioneranno il summit”

19:20 Berlusconi: “The Guardian ha preso una cantonata”

Per Berlusconi, “un piccolo giornale, The Guardian, ha preso una grande cantonata”

19:18 Berlusconi: “Con l’Iran sono per il dialogo”

Silvio Berlusconi ha detto: “E’ ancora aperta la discussione sulla possibilità di infliggere all’Iran delle sanzioni durante il G8. Personalmente continueremo con il dialogo, l’Italia è su questa posizione”

19:15 Berlusconi: “Il dopo terremoto modelli per altri Stati”

Il grande cantiere che è impegnato nella ricostruzione delle zone terremotate e il tipo e i tempi dati all’intervento “saranno un modello per gli altri stati che dovessero trovarsi ad affrontare” un evento come il terremoto. Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi

19:12 Berlusconi consegnerà ai G8 messaggio del Papa

Berlusconi ha annunciato che domani consegnerà ai G8 un messaggio del Papa: “Per questo ringrazio il Pontefice”

19:10 Contro la fame nel mondo, tra i 10 e i 15 miliardi di dollari

Silvio Berlusconi ha annunciato che i G8 stanzierano tra i dieci e i quindici miliardi di dollari per aiutare chi soffre la fame del mondo

19:07 Berlusconi: “Nessun pericolo per possibili terremoti all’Aquila durante i G8”

Silvio Berlusconi ha detto: “Nessun pericolo per possibili terremoti all’Aquila durante i G8”

19:04 Berlusconi: “Pronte dichiarazioni su terrorismo e Africa”

Silvio Berlusconi ha detto: “Pronte dichiarazioni su terrorismo e Africa”

19:01 Berlusconi: “Vertice si apre con buoni auspici. Bene superamento distanza Usa- Russia”

“Questo G8 si apre con buoni auspici”. Lo ha affermato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, durante la conferenza stampa di presentazione del vertice che aprirà i propri lavori domani all’Aquila. Secondo il premier sono stati superati alcuni problemi che erano fonte “di preoccupazione”. Il primo, ha ricordato, quello della distanza tra l’amministrazione americana e quella russa culminata con la crisi dei missili

18:59 Le first ladies domani a pranzo al Campidoglio senza Alemanno

Sarà un pranzo per ‘sole donne’ quello offerto domani dal sindaco di Roma Gianni Alemanno alle first ladies sulla terrazza Caffarelli del Campidoglio. Lo ha detto il primo cittadino: “Al pranzo ci sarà mia moglie, io non vi parteciperò”

18:55 Roma, partito corteo da piazza Barberini

Un corteo è partito da piazza Barberini – dove è in corso il presidio anti G8 – e arriverà a piazza della Repubblica. Il percorso è stato concordato con le forze dell’ordine. I manifestanti chiedono la liberazione dei fermati e degli arrestati questa mattina. Lo striscione in testa al corteo recita: “Liberi/e, compagn@ liber@ subito”

18:52 “Indiscrezioni su Guardian non corrispondono al governo di Londra”

Le indiscrezioni pubblicate sul quotidiano britannico The Guardian su critiche relative alla preparazione italiana del G8 e addirittura su crescenti pressioni per una sua uscita dal gruppo dei Grandi “non sono in alcun modo assimilabili a opinioni del governo” di Londra. Lo hanno riferito oggi fonti diplomatiche britanniche. The Guardian aveva scritto che i preparativi per il G8 erano “stati talmente caotici che si è registrata una pressione crescente da parte di altri stati membri affinché l’Italia venga espulsa dal gruppo”

18:47 Ferrero, Rifondazione: “Inammissibile repressione sugli studenti”

Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, “condanna fermamente l’inammissibile azione repressiva che è stata portata avanti su mandato governativo nei confronti degli studenti dell’università di Roma 3, che sono stati malmenati e arrestati per la semplice esigenza di esprimere la propria pacifica libertà di dissenso contro il G8”

18:38 Roma, duecento in piazza Barberini

In piazza Barberini ci sono tuttora circa 200 manifestanti che hanno innalzato degli striscioni contro il G8, contro le morti sul lavoro e contro il precariato. L’atmosfera è relativamente calma

18:32 Roma, trattative per corteo

Trattative con la polizia per autorizzare un corteo No G8 da piazza Barberini apiazza della Repubblica

18:24 Maroni: “Bloccheremo i violenti nelle manifestazioni”

Il ministro dell’Interno Roberto Maroni, parlando delle manifestazioni in programma in questi giorni contro il G8,
ha detto: “Vigileremo per garantire la libertà di pensiero, ma se qualcuno pensa di portare con se spranghe, estintori e biglie faremo di tutto per impedirgli di partecipare alle manifestazioni”

18:18 La procura di Roma apre fascicolo contro i no-global

La procura di Roma ha aperto un fascicolo dopo i disordini avvenuti oggi per iniziativa di gruppi di No Global. Gli inquirenti procedono per danneggiamento, violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Una decina gli arrestati e 36 le persone fermate

18:08 Maroni: “Su sicurezza fatto tutto quello che dovevamo”

Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha detto: “Per garantire la sicurezza del G8 “tutto quello che era da fare è stato fatto. Abbiamo messo a punto un modello efficiente, del quale anche rappresentanti dei paesi esteri ci hanno chiesto informazioni ed io ne sono orgoglioso”

17:37 Roma, No G8: “Via i bindati da piazza Barberini o niente sit-in”

Gli organizzatori del sit-in a Roma, protestano contro alcuni blindati attrezzati con griglie di contenimento fermi in via Veneto, a pochi metri di distanza dall’ambasciata americana. “Queste misure imponenti – spiega Paolo Di Vetta, portavoce del movimento – servono a mettere paura ai manifestanti, ma per loro la piazza avrebbe dovuto essere invece un luogo accogliente”

17:27 Interrogazione del Pd: “Quanto è costato il G8?”

I senatori del Pd (Silvana Amati, Vidmer Mercatali, Gian Piero Scanu, Roberto Di Giovan Paolo e Alberto Maritati) hanno rivolto al ministro dell’Economia un’interrogazione in cui chiedono di far luce sui costi del G8, valutando in particolare, il trasferimento del vertice dalla Maddalena a L’Aquila

17:25 Roma, piazza Barberini presidiata. “Stop ai morti sul lavoro”

In piazza Barberini è comparso lo striscione: “Basta morire uccisi dal lavoro e dall’indifferenza” La piazza è presidiata dalle forze dell’ordine. Tutte le strade d’accesso alla piazza sono bloccate. Comparse una decina di sagome di cartone a forma di uomo, con le scritte: “Voi G8, noi uccisi dal lavoro e dalla precarietà”. Sulla fontana al centro della piazza campeggia lo striscione :”Viareggio + morti lavoro: stragi di stato”

17:17 Rete No G8: “No allo Stato di polizia”

Paolo Di Vetta, portavoce della Rete No G8 organizzatrice del sit-in a Roma, chiede “di parlare con il prefetto di Roma e con il questore: vogliamo manifestare in uno Stato libero e non in uno Stato di polizia”

17:13 Roma, chiuse le strade deviate 12 linee bus

A Roma, chiuse al traffico piazza Barberini e via Bissolati per il sit-in della rete No G8. Deviate 12 linee bus. Manifestazione e chiusure potrebbero proseguire sino alle 21

17:11 Il prefetto dell’Aquila: “Non sarà un’altra Genova”

Il prefetto dell’Aquila Franco Gabrielli ha detto: “Il G8 dell’Aquila non sarà un’altra Genova” e se proteste ci saranno “riteniamo che saranno veramente poca cosa”

16:49 Wwf: Clima resti fra le priorità del summit

“Il clima resti tra le priorità del G8”. E’ quanto dichiara il Presidente WWF Italia Stefano Leoni alla vigilia del summit internazionale. “Dai leader del G8 ci aspettiamo una dichiarazione chiara per la riduzione delle proprie emissioni di almeno l’80% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2050. E’ il minimo indispensabile e qualunque obiettivo più debole sarà un completo fallimento. Una dichiarazione ferma da parte del G8 invierà un forte segnale al mondo in via di sviluppo e renderà più facile la riduzione delle emissioni anche per le economie in via di rapido sviluppo”

16:43 Roma, sequestrata ‘crisis map’ con i luoghi simbolo della lotta

Una mappa di Roma, di quelle che si scaricano da internet, con una dettagliata lista di luoghi simbolo della lotta dei no-global come sedi di banche, agenzie immobiliari e interinali, è stata sequestrata dalla polizia questa mattina a Roma. La cartina, che è stata distribuita ai giovani manifestanti che hanno partecipato al blitz nella zona di via Ostiense, indica anche i presidi presenti sul territorio delle forze dell’ordine come le caserme dei carabinieri e i commissariati della polizia. Indicati anche gli ospedali e le fermate della metropolitana. La mappa, scritta anche in inglese e intitolata ‘Crisis map’ individua anche delle “sedi fasciste” come il centro sociale Casapound in via Napoleone III

16:40 Presidio Onda a Torino contro gli arresti

Nuovo presidio dell’Onda Anomala oggi pomeriggio a Torino. Dopo il corteo di ieri sera, gli studenti che contestano i 21 arresti per gli scontri del G8 delle Università si sono ritrovati nell’atrio di Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche del capoluogo piemontese, per chiedere la liberazione dei loro compagni. “L’Onda non si arresta la repressione non ci fermerà: liberi tutti!”, si legge su uno striscione, mentre gli studenti discutono delle sorti dei loro amici. “A essere stati arrestati sono i nostri compagni di corso e di sala studio – scrivono in un volantino – di occupazione e di mobilitazione”. Studenti che “credono in un’altra università” e che – aggiungono mentre altoparlanti diffondono le note hip hop degli Assalti frontali – “restano oppositori consapevoli e riflessivi anche quando, di fronte all’arroganza del potere, decidono di calarsi un fazzoletto sul volto”

16:20 Al G8 i dolci preparati nel carcere di Padova

Per i grandi della terra riuniti al G8 de L’Aquila parte dei dolci a tavola saranno preparati dai detenuti del carcere ‘Due Palazzi’ di Padova. I detenuti, noti per la loro attività come pasticceri in un programma di reinserimento post carcerario, prepareranno due serie di dolci, “I dolci di Giotto” e “I dolci di Antonio” (il riferimento è a Sant’Antonio patrono di Padova) che saranno offerti a quanti parteciperanno al vertice internazionale

16:14 G8, ai manifestanti a Roma anche “vademecum antirepressione”

Un piccolo “vademecum antirepressione” per le manifestazioni di Roma contro il G8 è stato distribuito ai manifestanti che questa mattina per le strade della capitale hanno preso parte alle contestazioni no global. “Le forze dell’ordine in Italia sono note per la loro violenza – si legge nel vademecum sequestrato dalla polizia e firmato Legal Team Italia -. C’è una fase in cui forse ti troverai solo a contatto con le guardie. Cerca di proteggerti sempre la testa e chiuderti a uovo il più possibile finchè non sei sicuro che vogliano solo trascinarti e caricarti sul camioncino”

16:12 Arresti Torino, ci sono anche due militanti Csa Pesaro

Ci sono anche due attivisti del Csa Oltrefrontiera di Pesaro, Marco (ai domiciliari) e Anton (detenuto nel carcere torinese delle Vallette), entrambi diciannovenni, tra i 21 arrestati per gli scontri avvenuti lo scorso 21 maggio a Torino in occasione del G8 dell’Università. Lo riferiscono la Comunità resistenti delle Marche, Ambasciata dei diritti e associazione Ya Basta Marche, senza fornire i cognomi dei due ragazzi

16:10 Nobel e Oscar italiani a Obama: “L’acqua è un diritto umano”

Alla vigilia dell’apertura del G8 all’Aquila i premi Nobel italiani Rita Levi Montalcini e Dario Fo e i premi Oscar Bernardo Bertolucci e Nicola Piovani hanno sottoscritto una lettera aperta al presidente degli Stati Uniti Barack Obama perchè il tema dell’acqua entri nelle discussioni del vertice e possa essere presto considerato un diritto umano inalienabile. L’appello, promosso dal ‘Comitato italiano per un contratto mondiale per l’acquà e firmato anche da numerose personalità del mondo della scienza, della cultura e del giornalismo (da Silvio Garattini a Oliviero Toscani, da Ermanno Olmi a Renato Mannaheimer, da Gad Lerner a Vittorio Gregotti) sollecita il presidente americano a inserire l’acqua nell’agenda di Copenaghen sui mutamenti climatici e ad affidare il governo di questo bene essenziale a un’agenzia dell’Onu per contrastarne ogni forma di mercificazione

15:50 L’Aquila, pacifista giapponese tamburella per la pace

Kimono bianco, tunica gialla sulla spalla e un grande sorriso. Da due giorni, incurante del via vai legato all’evento internazionale più importante dell’anno, un pacifista giapponese passeggia e batte un tamburello della pace in prossimità della ‘zona rossa’ di Coppito, alle porte dell’Aquila, a pochi chilometri dalla scuola sottufficiali ‘Vincenzo Giudice’ della Guardia di Finanza, sede del G8. Stringe uno stendardo retto da una bastone di canna. Sul piccolo lenzuolo la scritta in giapponese e inglese: ‘Preghiera per l’armonia delle religioni’

15:38 Roma, sequestrate mazze, bottiglie e sassi

Bottiglie di vetro, pietre e sampietrini, una grossa sbarra di ferro e un estintore: sono alcuni degli oggetti sequestrati dalla Polizia di Stato questa mattina a seguito dei disordini organizzati per le strade dalla capitale contro il G8 e che ha portato all’arresto di dieci persone. Gli agenti hanno sequestrato anche bandiere e striscioni dove è impressa una ‘V’, di colore viola. Sequestrati anche alcuni fumogeni e uno scudo in plexiglass artigianale dotato di manici di gomma che doveva essere utilizzato per respingere le cariche della polizia. Sequestrata anche una mazza fionda con tanto di biglie, un coltello a serramanico multiuso e un candelotto incendiario

15:26 Onna, grande attesa per visita Merkel domani

C’è grande attesa a Onna per l’arrivo della cancelliere Angela Merkel previsto per domani mattina prima dell’avvio dei lavori del G8. Soprattutto tra i componenti del nucleo operativo della protezione civile tedesca che dal 29 aprile hanno allestito un campo all’interno della tendopoli di Onna e stanno lavorando al fianco dei colleghi italiani

15:16 Roma, fra i dieci arrestati anche un minorenne

C’è anche un minorenne tra le dieci persone arrestate questa mattina dalla Polizia a Roma a seguito dei disordini per le iniziative contro il G8. Dei dieci arrestati otto sono italiani, un francese e un tedesco

15:10 Tremonti replica a critiche: “Contributo Italia al G8 importante”

Il contributo dato dall’Italia al G8 sul fronte delle politiche economiche “è rilevante, importante e molto apprezzato”: così il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, replica ad alcune critiche apparse sulla stampa estera. “Non mi ritrovo in quei commenti”, ha affermato il ministro, ricordando che tre sono i principali contributi dati dal nostro Paese all’agenda economica del vertice de L’Aquila: “Abbiamo posto la questione della regolazione dei mercati, abbiamo proposto la Detax come dono e impegno nei Paesi in cui c’è bisogno, e abbiamo finalizzato la questione del vaccino pneumococco. Penso – ha concluso – sia un bilancio positivo”

15:01 Rete studenti: “Clima sempre più teso”

“In queste ore si fa sempre più teso il clima intorno al G8 di L’Aquila”. Così in una nota la Rete degli Studenti commenta i fermi e gli arresti avvenuti oggi nella capitale. “Dopo gli arresti scattati ieri al termine delle indagini sugli scontri al G8 Università di Torino – prosegue la nota -, oggi si registrano nuovi arresti e episodi poco rassicuranti a Roma e in altre città d’Italia. E i media vaticinano da ore l’esplodere di scontri e atti di devastazione”

14:51 Bertolaso all’Aquila: “Non parlo, qui per lavorare”

Guido Bertolaso arriva nell’area riservata alla stampa alla caserma della Guardia di finanza di Coppito, sede del G8, al volante di una piccola vettura elettrica. Al suo fianco il direttore generale della Rai, Mauro Masi. Appena sceso, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio si tappa la bocca con le mani, facendo segno di non voler rilasciare alcuna dichiarazione ai cronisti. “Non parlo, sono qui per lavorare”, si limita a dire il capo della Protezione civile

14:43 Barroso: “Possiamo aiutare l’Africa a nutrire il mondo”

Gli stati ricchi possono aiutare l’Africa “a nutrire il mondo”. Lo sostiene il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, in una conferenza stampa tenuta alla vigilia del vertice del G8 all’Aquila. Per quanto riguarda gli impegni assunti dai paesi più ricchi per aiutare quelli più poveri “io spero che siano rispettati completamente”, ha detto Barroso rivendicando con orgoglio che la Commissione Europea “è sempre stata campione nel sostegno ai più bisognosi”. Barroso ritiene che “la priorità verso l’Africa sia quella dell’aiuto allo sviluppo agricolo, dando attuazione ai programmi di food facility. Spero che tutti gli impegni siano rispettati – ha ripetuto Barroso – e che dal G8 esca un messaggio veramente forte, nonostante alcuni paesi non stiano rispettando quanto promesso”

14:39 Appello del Pam: “Concentrarsi su crisi alimentare”

Alla vigilia del vertice del G8 il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (Pam) ha sollecitato un doppio approccio alla sicurezza alimentare, sostenendo nel lungo periodo la produzione agricola e fornendo contemporaneamente un sostegno continuo e immediato a chi ha fame. “Non possiamo permetterci di perdere una generazione a causa della malnutrizione, dell’inedia e della disperazione – ha detto Josette Sheeran, direttore esecutivo del Pam – dare una risposta immediata ai bisogni di chi ha fame è un investimento decisivo, di lungo periodo, in salute e stabilità sociale”

14:35 Lula e Sarkozy vedranno insieme Obama

Nicolas Sarkozy e Luis Inacio Lula da Silva incontreranno insieme Barack Obama all’Aquila. Lo ha dichiarato il presidente francese che ha ricevuto oggi all’Eliseo l’omologo brasiliano, alla vigilia del G8 in Italia. “Durante il soggiorno all’Aquila, cercheremo di convincere i nostri partner e i nostri amici, in particolare il presidente Obama, che vedremo insieme, della necessità di approfittare dell’opportunità della crisi che causa molte sofferenze per avviare i cambiamenti necessari”, ha dichiarato il capo di stato francese. In un testo a firma comune pubblicato su alcuni quotidiani francesi e brasiliani, Sarkozy e Lula propongono la formazione di “un’alleanza per il cambiamento” per dare una visione “di un ordine mondiale più democratica, più solidale e più giusta”

14:21 Domani first ladies in Campidoglio, ingenti misure di sicurezza

In occasione della visita delle first ladies domani ai musei Capitolini a Roma, sono previste una serie di misure di sicurezza che riguarderanno tutta la zona del Campidoglio. In particolare, riferisce il Comune, a partire dalle 8 verranno sgombrati tutti gli autoveicoli presenti sul Colle. Dalle 11 alle 17 sarà interdetto l`ingresso sul colle capitolino, sia dalla cordonata e via delle tre pile che dagli altri accessi al Campidoglio di via di S. Pietro in carcere, via di Monte Caprino e via di Monte Tarpeo, a tutte le persone non autorizzate. Sempre per motivi di sicurezza, i musei capitolini rimarranno chiusi per l’intera giornata e il foro romano sarà chiuso al pubblico dalle 12 alle 17

14:18 L’Aquila, bilaterale Merkel-Hu Jintao

La cancelliera tedesca Angela Merkel incontrerà, a margine del G8 a L’Aquila, il presidente cinese Hu Jintao. Secondo quanto riferisce l’agenzia stampa Dpa, durante l’incontro bilaterale, la Merkel discuterà anche degli scontri con gli uiguri cinesi nella provincia di Xinjang, che hanno provocato almeno 150 morti

14:14 Roma, concluso corteo dell’Onda alla Sapienza

Si è concluso a Roma il corteo dell’Onda e dei centri sociali contro il vertice del G8 e contro gli arresti dei 21 studenti negli scontri del maggio scorso a Torino. I manifestanti, dopo aver improvvisato un corteo all’interno della città universitaria, hanno sfilato anche fuori attorno alle mura della Sapienza. Prima di sciogliersi, i manifestanti hanno annunciato la loro adesione alla manifestazione di oggi alle 17, che si svolgerà a Piazza Barberini, nei pressi dell’ambasciata americana

13:57 Taro Aso dal Papa porta in regalo una videocamera digitale

In italia per partecipare al G8 dell’Aquila, il giapponese Taro Aso, primo capo del governo nipponico di religione cattolica, è stato ricevuto oggi dal papa in Vaticano. Aso ha regalato a Benedetto XVI un tipico prodotto della tecnologia giapponese, una videocamera digitale. Papa Ratzinger, da parte sua, gli ha regalato una custodia con le monete del pontificato. Il colloquio è durato venticinque minuti

13:56 Padre Zanotelli: “All’Aquila non vinca il profitto”

“Il mio grido dall’Aquila è che non vinca il profitto. Chiediamo ai grandi della terra non aiuti, ma l’imposizione di un metodo di giustizia”. Lo ha detto padre Alex Zanotelli, intervenendo all’Aquila al forum sociale organizzato dai Comitati cittadini sorti spontaneamente dopo il terremoto del 6 aprile, sul tema “Per la ricostruzione sociale diritti, lavoro, saperi e democrazia”

13:49 Roma, arrestati 10 dei 36 fermati

Sono 10 gli arresti effettuati finora dagli agenti della Polizia di Stato tra i 36 manifestanti fermati questa mattina a Roma. Gli arrestati dovranno rispondere per gli incendi a cassonetti e pneumatici, del possesso di oggetti contundenti e atti ad offendere oltre che del blocco stradale. Al vaglio della Digos e della squadra mobile la posizione dei restanti fermati

13:43 Alemanno: “Sì alle manifestazioni, ma nel rispetto delle regole”

“Tutti hanno diritto a manifestare, a far sentire la propria voce, non ci sara’ da parte nostra alcuna volonta’ di nascondere o tappare la voce delle manifestazioni purche’ queste avvengano nel rispetto delle regole e senza creare incidenti”. Ad assicurarlo il sindaco di Roma Gianni Alemanno ribadendo ”un grande appello a tutte le forze politiche e sociali perche’ questo G8 avvenga in tranquillita”’ parlando con i giornalisti a margine dell’assemblea di Confcommercio

13:41 Epifani: “Segnali poco incoraggianti, temo mini-regolamentazione”

Il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, non nutre particolare ottimismo sulla possibilità che il G8 riesca a produrre nuove e più efficaci regole per i mercati finanziari capaci di evitare un’altra crisi come quella che sta vivendo il mondo occidentale.
“Più si allontana il tempo delle decisioni – ha spiegato Epifani intervenendo alla seconda delle tre giornate sulla crisi promossa dalla Cgil – più sarà difficile una regolamentazione dei mercati.
Spero si possa fare un passo avanti rispetto a Londra, ma i segnali non sono incoraggianti. Spero di sbagliarmi, ma temo una mini-regolamentazione”

13:39 Padova, studenti vedono il rettore. Sit in davanti al carcere

Una delegazione del movimento dell’Onda si è incontrata stamani con il rettore e il prorettore dell’Università patavina, Vincenzo Milanesi e Guido Scutari, per affrontare le questioni legate alla situazione studentesca. L’incontro era stato chiesto ieri dopo gli arresti disposti dalla magistratura torinese per gli incidenti avvenuti in occasione del G8 dell’Università. Nel pomeriggio è in programma un sit-in davanti al carcere, dove risulta essere ancora trattenuto Max Gallob, leader del centro sociale Pedro, arrestato ieri all’alba dalla Digos

13:36 Caruso: “Arresti, tattiche fasciste. Si criminalizza il movimento”

Per il leader dei centri sociali campani, l’ex deputato del Prc Francesco Caruso, l’arresto di Giordano Egidi, effettuato all’Aquila ieri poco dopo la fiaccolata cittadina per i disordini avvenuti a Torino nell’ambito del G8 Università, fa parte del “vero piano sicurezza” del governo. Stesso discorso per Caruso vale per gli arresti oggi di alcuni no-global che avrebbero tentato di entrare all’Aquila portando dei bastoni all’interno del proprio furgone. “Hanno arrestato Egidi – spiega Caruso durante il forum su democrazia e ricostruzione all’Aquila – per criminalizzare il movimento no-global, disperdere i gruppi che avevano già raggiunto l’Aquila e mi riferisco ai movimenti di Chiaiano e Torino colpiti dagli arresti di ieri. E’ una tipica tattica fascista: durante il fascismo prima delle manifestazioni del duce si arrestavano in città tutti gli antifascisti per liberarli il giorno dopo a giochi chiusi”

13:15 Conferenza stampa presentazione G8 oggi alle 18:45

Questa sera, alle 18.45 a Palazzo Chigi, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, terrà una conferenza stampa di presentazione del G8. E’ quanto comunica una nota di Palazzo Chigi

13:10 Ebadi: “Non dimenticate l’Iran”

“Chiediamo ai Paesi occidentali di ritirare i propri ambasciatori dall’Iran, di abbassare il livello dei rapporti”, pur senza rompere le relazioni diplomatiche: la dissidente iraniana Nobel per la Pace Shirin Ebadi lancia un appello dalla Sala Caduti Nassiriya del Senato perchè l’Iran non compaia dalle cronache e, soprattutto in Europa si continui a lottare per la difesa dei diritti umani

12:54 Roma, salgono a 36 i fermati

Sono 36 i fermati dalle forze dell’ordine a Roma a seguito delle manifestazioni sul G8. Fra questi ci sono otto stranieri (un polacco, un francese, due tedeschi, quattro svedesi e uno svizzero)

12:51 Frattini: “Spero che il Guardian esca dai grandi giornali del mondo”

“Spero che esca il Guardian dai grandi giornali del mondo”. Così il ministro degli Esteri Franco Frattini ha risposto da Bucarest ad una domanda sull’articolo del quotidiano britannico Guardian che ipotizza l’uscita dell’Italia dal G8 in favore della Spagna. Fonti diplomatiche europee contattate dal Guardian hanno affermato che i preparativi per il G8 che si apre domani a L’Aquila “sono stati così caotici e privi di idee e agenda, che gli Stati Uniti ne hanno preso il controllo attraverso il lavoro degli sherpa”. “Queste” ha tagliato corto Frattini, oggi a Bucarest per un incontro bilaterale “sono buffonate, sono sciocchezze”

12:32 Roma, tensione alla Sapienza calci contro camionetta Gdf

Momenti di tensione a piazzale Aldo Moro, fuori dall’Università La Sapienza di Roma, quando un corteo di circa cento studenti dell’Onda è uscito fuori dalla città universitaria. I manifestanti, arrivati da via de Lollis, stavano tentando di arrivare a piazzale Aldo Moro, dove c’è l’entrata principale dell’ateneo capitolino, quando delle camionette della Guardia di Finanza gli hanno sbarrato la strada. Uno dei mezzi ha tamponato l’altro e i manifestanti, alcuni con caschi e il volto travisato, hanno preso d’assalto una camionetta con calci, pugni e rompendo anche un vetro. Ora piazzale Aldo Moro è presidiato da polizia e carabinieri in assetto antisommossa. Il corteo all’esterno della città universitaria non era autorizzato

12:30 Roma, Palazzo Grazioli presidiato

Palazzo Grazioli, residenza romana del premier Berlusconi, è presidiato stamani dalle forze dell’ordine, che hanno disposto la chiusura di via del Plebiscito. La scelta è dovuta alla necessità di evitare che gruppi di manifestanti possano avvicinare la residenza del presidente del Consiglio per protestare contro il G8

12:28 Heinz Beck, per le first lady domani anche coda alla vaccinara

Aperitivi a base di coda alla vaccinara e fritto di fiori e carciofi. A seguire fagottelli alla carbonara e vitello annaffiati da vini del nord, centro e sud Italia. E’ questo il menù per le First lady del G8 che verrà servito domani in Campidoglio. Ideatore il grande chef Heinz Beck

12:25 Roma, sono 35 i fermati

Sale a 35 il numero delle persone fermate dalla polizia di Stato tra i manifestanti anti G8 protagonisti di alcuni disordini n mattinata in zona Ostiense-San Giovanni. Gli ultimi 8 sono stati bloccati dai falchi della squadra mobile della questura. A quanto si apprende, il gruppo di circa 50 manifestanti che all’altezza di via Ostiense ha deciso di proseguire verso Testaccio era in possesso di un carrello pieno di sassi, fumogeni e bottiglie lanciati contro gli agenti delle forze dell’ordine. Materiale poi sequestrato insieme ad alcune mazze di legno e candelotti

12:24 Roma, bottiglie contro agenti fuori da Roma 3

Tensione vicino all’università Roma Tre quando alcuni manifestanti, allontanandosi da Piazzale Ostiense, dopo alcuni tentati blitz, hanno lanciato bottiglie, sassi e dei “fumoni” contro le forze dell’ordine. Nessun contatto però tra manifestanti e forze dell’ordine. Polizia e carabinieri stanno presidiando il quartiere Testaccio, nei pressi dell’ex Mattatoio, dove molti manifestanti sono fuggiti allontanandosi da Piazzale Ostiense

12:16 Lieve scossa in provincia dell’Aquila, magnitudo 2,4

Una scossa sismica e’ stata lievemente avvertita dalla popolazione in provincia dell’Aquila. Le localita’ prossime all’epicentro sono Villa Sant’Angelo, S. Eusanio Forconese e Fossa. Dalle verifiche effettuate dalla Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile non risultano danni a persone o cose. Secondo i rilievi registrati dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l’evento sismico e’ stato registrato alle ore 11,09 con magnitudo 2.4

11:59 Roma, corteo studenti all’università La Sapienza

“Tutti liberi”. Con questo slogan, decine di studenti, alcuni imbavagliati in segno di protesta, stanno manifestando con un corteo all’interno dell’università La Sapienza di Roma. Il corteo sta attraversando diverse facoltà: i manifestanti hanno annunciato anche proteste all’esterno della Sapienza. Tra gli striscioni ‘L’Onda perfetta non si arresta, tutti liberi subito, ‘G8 a Torino: io c’ero’

11:53 Iniziato all’Aquila il forum sociale sulla ricostruzione

E’ cominciato all’Aquila il forum sociale, organizzato dai comitati dei cittadini sorti spontaneamente dopo il terremoto del 6 aprile insieme a realtà nazionali, in difesa dei diritti dei cittadini. L’evento si sta svolgendo al parco Unicef di via Strinella e rientra nel programma di appuntamenti organizzati parallelamente al G8, per puntare l’attenzione, sottolineano gli organizzatori, sulla ricostruzione post terremoto. Nella sessione mattutina, moderata da Pierluigi Sullo della rivista nazionale “Carta”, si parlerà di “Emergenza e democrazia”. Nella sessione pomeridiana il dibattito sarà incentrato sul tema “Ricostruzione dopo la crisi”. Attualmente ai lavori stanno partecipando un centinaio di persone

11:42 Roma, fermati 27 manifestanti no-global

Sono 27 finora i manifestanti no-global fermati dagli agenti della polizia, tra quelli che stamattina hanno dato fuoco ad alcuni pneumatici in via Cilicia per poi proseguire nelle zone adiacenti a via Ostiense, dando fuoco anche ad alcuni cassonetti. Di questi alcuni sono stati bloccati in zona Ostiense, altri in zona Tiburtina e altri sulle sponde del Tevere. A quanto si apprende i manifestanti erano circa 150 e sventolavano delle bandiere nere con la V viola. All’arrivo delle forze dell’ordine, circa un centinaio si è nascosto all’interno dell’università Roma Tre mentre gli altri si sono sparpagliati tra le vie della città. I fermati stanno per essere condotti negli uffici della Digos della questura di Roma

11:36 Annan al Ft: “L’Italia non ha rispettato impegni sull’Africa”

L’ex segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan ha scritto al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per deplorare il mancato rispetto degli impegni in materia di aiuti all’Africa da parte dell’Italia. E’ quanto riporta il Financial Times, affermando che la lettera di Annan è un ”chiaro tentativo di far vergognare” l’Italia in vista del vertice del G8 de L’Aquila. ”Una riunione del G8 che non porti a risultati concreti sostenuti da un impegno finanziario per i Paesi più poveri, in particolare per concretizzare impegni esistenti, nuocerà alla credibilità del gruppo e alla sua leadership”, scrive l’ex capo del Palazzo di Vetro nella sua lettera

11:32 Studenti occupano rettorato di Palermo

Circa cinquanta studenti universitari dell'”Onda” hanno occupato alcuni uffici del rettorato di Palermo, a Palazzo Steri, per protestare contro gli arresti e le perquisizioni di Torino. Ad attenderli i giovani hanno trovato le forze dell’ordine, ma non ci sono state tensioni: dopo un primo tentativo per farli desistere, i ragazzi in modo pacifico sono entrati nell’edificio

11:31 Roma, no global identificati dopo il primo blitz

Alcuni No Global sono stati bloccati e portati in commissariato dopo la prima azione dimostrativa avvenuta a Roma in via Cilicia. Secondo quanto si è appreso la polizia avrebbe bloccato un gruppo di Non Global nei pressi della strada dove sono stati incendiati i copertoni e starebbe valutando le loro posizioni

11:30 Carla Bruni non sarà a Roma, direttamente all’Aquila

La premiere dame di Francia, Carla Bruni-Sarkozy, non sarà domani a Roma e arriverà direttamente all’Aquila nel tardo pomeriggio di giovedì. Carla Bruni limiterà la sua partecipazione al G8 alla presenza nel capoluogo abruzzese: venerdì mattina visiterà il centro della città distrutta dal terremoto, e successivamente l’ospedale dell’Aquila e alcune tendopoli

11:29 L’Aquila, su bar e locali spunta la scritta: “Chiusi per il vertice”

‘Chiusi per il vertice G8’, o anche: ‘Si riprende dal 12 luglio’. Sono alcune delle scritte che compiaiono sui cartelli di diversi bar ed esercizi commerciali ai confini della ‘zona rossa’ dell’Aquila, la città blindata dove da domani fino a venerdi 10 luglio si svolgerà il vertice dei Grandi della Terra, ospitato nella Scuola Sottufficiali e Ispettori ‘Vincenzo Giudice’ della Guardia di Finanza, a Coppito, alle porte del capoluogo abruzzese

11:26 Bologna, studenti dell’Onda occupano l’ufficio del rettore

Questa mattina, poco dopo le 10, una trentina di studenti dell’Onda ha occupato gli uffici del rettore dell’Universita’ di Bologna, Pier Ugo Calzolari, per protestare contro gli arresti eseguiti ieri per ordine della Procura di Torino. L’obiettivo della mobilitazione e’ “la scarcerazione immediata di tutti compagni arrestati”, spiegano gli studenti in una nota

11:06 Roma, manifestanti bloccano la Tangenziale

Un gruppo di circa 20 persone, tutte con casco giallo in testa e volto coperto, hanno bloccato per 20 minuti circa la Tangenziale Est di Roma, all’altezza del cimitero Verano

11:05 L’Aquila, fermati 5 francesi con bastoni

I carabinieri hanno fermato, nell’ambito dei controlli legati al vertice, una roulotte con a bordo cinque francesi. Sono stati fermati nei pressi della Coop di Pettino, non lontano dalla cosiddetta zona rossa. All’interno del mezzo gli uomini dell’arma hanno rinvenuto alcune mazze ferrate e mazze da baseball. I cinque francesi sono stati denunciati a piede libero per possesso di oggetti atti a offendere

Fonte: la Repubblica

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Il Guardian: «L’Italia potrebbe essere espulsa dal G8»

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«I preparativi per il summit del g8 nella città montana de l’Aquila sono stati così caotici che sta crescendo la pressione degli altri stati membri per far sì che l’italia venga espulsa dal gruppo». Lo scrive il quotidiano britannico Guardian, citando funzionari dei paesi occidentali.

Il giornale sottolinea che nelle ultime settimane gli Stati Uniti hanno preso il controllo dei preparativi, organizzando conference call tra i funzionari (le cosiddette ‘sherpa calls’) nel disperato tentativo di dare un obiettivo al meeting, che non ha iniziative sostanziali in agenda.

«Che un altro paese organizzi le sherpa calls è semplicemente senza precedenti – scrive il Guardian citando un funzionario di un paese del g8 – gli italiani sono stati semplicemente disastrosi. Non ci sono stati preparativi. Il g8 è un club, e i club impongono obblighi ai propri membri. L’italia non li ha rispettati».

Secondo il quotidiano le voci sono così arrivate a suggerire che l’italia possa essere espulsa dal G8 e da ogni altro gruppo analogo e che il suo posto possa essere preso dalla Spagna (che ha un prodotto nazionale pro capite più alto e destina ad aiuti un percentuale maggiore del pil).

«I preparativi italiani per il summit sono stati caotici dall’inizio alla fine – rincara la dose richard gowan, analista del centro di cooperazione internazionale dell’università di New York – gli italiani hanno cominciato a dire già da gennaio che non avevano una visione del summit e che erano pronti a prendere istruzioni dagli americani, nel caso in cui l’amministrazione obama avesse avuto qualche idea». I critici, aggiunge il Guardian, sottolineano che il governo Berlusconi ha cercato di compensare la mancanza di sostanza allargando la lista degli invitati, che prevede tra 39 e 44 capi di stato presenti a l’Aquila.

«Gli italiani non hanno idee – aggiunge Gowan – e hanno deciso che la cosa migliore da fare è spalmare l’agenda in modo così sottile da nascondere il fatto che in realtà non hanno un’agenda». Tra le critiche al presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, il guardian cita quella di aver concesso soltanto il 3% degli aiuti allo sviluppo promessi quattro anni fa e di aver programmato un taglio di oltre il 50% del budget italiano per gli aiuti esteri.

Comprensibilmente sdegnata la reazione del governo. “Spero che esca il Guardian dai grandi giornali del mondo”, ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini da Bucarest. Secondo il ministro è una “buffonata” la notizia che gli Usa abbiano dovuto prendere in mano l’organizzazione del summit con una videoconferenza tra gli sherpa. Per la Farnesina sulla notizia c’è “un evidente fraintendimento” perché in effetti una videoconferenza tra gli sherpa c’è stata, ma è stata organizzata da Washington in vista del G20 di Pittsburgh. Più tardi, il ministro si sfoga su Twitter: “Che topica il Guardian! Scambia l’italia per l’Uk. Dice che gli Usa hanno preso in mano l’organizzazione del G8 dirigendo una conference call e non si accorge che si trattava invece del G20… Un caso di friendly fire (fuoco amico, ndr). Se fossero così onesti dal riconoscerlo…”. Commenti irati anche dal ministro della Difesa La Russa. “Basta non comprare il quotidiano inglese. Io non leggo i giornali stranieri, né le notizie riprese dai giornali stranieri”.

In effetti a livello di stampa estera è da settimane che l’indice di credibilità del nostro paese è precipitato, anche se a livello politico sembra prevalere la cautela.  «Noi – dice il segretario del Pd Franceschini in risposta a una domanda sulle polemiche del Guardian – abbiamo raccolto l’appello del presidente Napolitano di abbassare i toni dello scontro, perchè il G8 è per l’Italia una vetrina. Ci sono molte cose da dire, ma le diremo dopo».

Fonte: l’Unità

I cori razzisti non sono il miglior viatico per trattare sul federalismo

Festa di Pontida 2009, il neoeletto europarlamentare leghista Matteo Salvini si esibisce in un coro da stadio anti-napoletani («Senti che puzza scappano anche i cani, sono arrivati i napoletani»), poi ripropone di separare gli extracomunitari dai milanesi nel metrò, assegnandogli speciali vagoni. Il video, pescato solo oggi nel mare magnum della rete, si segnala per quello che è: una prova di goliardia becera e squallida. Comunque un fatto politico: il contesto è la festa ufficiale del Carroccio e il protagonista un parlamentare europeo (ed ex parlamentare italiano) fresco di elezione. Un fatto politico che torna a stendere un’ombra nei rapporti tra gli alleati della maggioranza di governo. La Lega infatti crea ulteriori problemi al Pdl sulla delicata questione Sud, proprio dopo una tornata elettorale che ha visto svuotarsi il tradizionale bacino dei voti meridionali pro-centro-destra ed anche pro-Berlusconi. Non è un caso che la reazione dei parlamentari meridionali di maggioranza sia stata particolarmente violenta: «Salvini chieda subito scusa» ha tuonato il napoletano Italo Bocchino. «Cosa sarebbe successo se parlamentari napoletani del Pdl avessero intonato, contro noi milanesi: “Milano in fiamme!”?» si è chiesto indignato un meridionale trapiantato a Milano come il ministro della Difesa Ignazio La Russa.

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"Canzone razzista, si dimetta" E Salvini lascia il Parlamento

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E il coro anti-napoletani arriva il giorno dopo la chiusura della Lega sulla sanatoria per le badanti. Anche in questo caso, i toni del ministro Calderoli sono stati piuttosto ruvidi: «Le richieste di regolarizzazione vengono in gran parte da prostitute». Forse non è questo il miglior viatico per sedersi al tavolo a trattare sul prosieguo della riforma federalista. Come sembra che il Governo si accinga a fare.

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Fonte: il Sole 24ore


Cina, nuova protesta degli uiguri. Imposto il coprifuoco a Urumqi

Domenica 156 persone sono state uccise negli scontri

Provvedimento in vigore dalle 21 alle 8. I manifestanti chiedono notizie dei 1.434 arrestati dalla polizia

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Tensione a Urumqi (Epa)

PECHINO – Ancora violenti scontri a Urumqi, la capitale della regione cinese del Xinjiang, dove 156 persone sono morte negli scontri tra etnia han (maggioritaria in Cina, ma minoritaria in questa provincia) e minoranza musulmana degli uiguri, in cui è intervenuta la polizia. Le autorità locali hanno decretato il coprifuoco a Urumqi dalle 21 locali (le 15 in Italia) alle 8 di mercoledì.

POLIZIA – Le forze dell’ordine sono schierate in massa nelle strade. Un alto responsabile locale del partito comunista ha lanciato un appello alla calma, ma non è servito: centinaia di cinesi han sono scesi in strada armati di bastoni, vanghe, catene e maceti, intenzionati a vendicarsi dopo gli scontri di domenica. La polizia ha usato i gas lacrimogeni per disperderli.

ARRESTI – Poco prima c’era stata una manifestazione: circa 300 uiguri, in gran parte donne, hanno protestato nella capitale contro gli arresti effettuati dalla polizia, 1.434 secondo l’agenzia Nuova Cina, chiedendo notizie dei loro cari. Lunedì sera un’altra manifestazione di alcune centinaia di persone è stata dispersa dalla polizia a Kashgar, la capitale culturale degli uiguri nell’ovest del Xinjiang. I manifestanti si erano riuniti davanti all’antica moschea di Id Kah. Secondo l’agenzia Nuova Cina la polizia ha arrestato anche 15 persone implicate nei violenti incidenti in una fabbrica di giochi di Shaoguan, all’origine della ribellione degli uiguri: la rissa, che si era conclusa con la morte di due operai uiguri, sarebbe scoppiata dopo la notizia di un’aggressione sessuale ai danni due operaie di etnia han.

LE ACCUSE – Pechino ha accusato la dissidente uigura in esilio Rebiya Kadeer di aver organizzato la manifestazione di domenica con l’obiettivo di separare il Xinjiang dalla Cina. La donna ha smentito le accuse e, in un comunicato diffuso su Internet, ha affermato di «non aver mai chiesto a nessuno, in nessun momento, di dimostrare in piazza». La protesta si è estesa anche fuori del Paese: in Olanda e a Monaco, in Germania, le sedi diplomatiche cinesi sono state attaccate a colpi di pietre e molotov da attivisti filo-uiguri. La Casa Bianca, per bocca del portavoce Robert Gibbs, ha espresso «profonda preoccupazione» per quanto sta accadendo nella regione, sollecitando la massima moderazione.

FRATTINI – Il ministro degli Esteri Franco Frattini, in un’intervista alla Stampa, ha detto che l’Italia considera i diritti umani «un’assoluta priorità»: «In questo senso si inserisce il dialogo franco che abbiamo sempre avuto con i nostri partner, Cina inclusa» spiega all’indomani della visita di Stato del presidente cinese Hu Jintao, che resta in Italia per tutta la durata del G8. Sul massacro degli uiguri ha precisato: «Il governo sta lavorando affinché l’Ue adotti una dichiarazione comune, al cui contenuto ci rimetteremo. A Hu Jintao abbiamo anticipato la volontà di avere un dialogo a tutto campo: il che vuol dire rispettare la politica cinese di integrità territoriale, che per un Paese così grande è una politica di sopravvivenza, e al tempo stesso aprire un dialogo su tutti i temi, diritti umani compresi».

Fonte: il Corriere della Sera

Gaza: Un assedio redditizio

di Luisa Morgantini*

Il Manifesto, 4 luglio 2009

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Quando si vedono con i propri occhi gli effetti devastanti dell’embargo israeliano a Gaza, non si può che rimanere sconvolti e pensare che un milione e mezzo di residenti della Striscia sono trattati come animali, se non peggio. Lo ha dichiarato Jimmy Carter dopo essersi recato nella Striscia dove ha incontrato il governo di fatto di Hamas. E l’ho sentito anch’io che sono stata più volte con varie delegazioni di parlamentari europei a Gaza, prima, dopo e durante l’offensiva israeliana “Piombo fuso” che ha spazzato via oltre 1.400 vite umane e deliberatamente distrutto intere aree produttive industriali e agricole della Striscia creando un deserto contaminato, in cui la ricostruzione, malgrado la creatività e l’operosità della popolazione palestinese, non si avvia proprio per il blocco illegale di Israele che impedisce il transito di prodotti vari, dall’acciaio al cemento, così come di giocattoli o matite colorate.

Più volte abbiamo denunciato l’assedio di Gaza e i suoi effetti: le morti di ammalati palestinesi, oltre 400, a causa del mancato permesso d’uscita dalla Striscia per farsi curare negli ospedali più forniti all’estero, così come la discriminazione di oltre 5000 Palestinesi di Gaza invalidi del lavoro, che a causa del blocco di tutte le transazioni finanziarie con la Striscia non ricevono più la loro assicurazione né la pensione nonostante le tasse pagate in Israele, come i lavoratori israeliani.

Ma chi decide, e chi guadagna dall’embargo israeliano? Cerca di ricostruirlo un articolo pubblicato dal Magazine di Haaretz (“Gaza bonanza”, di Yotam Feldman e Uri Blau, Haaretz, Friday Magazine, 12 giugno 2009). “Gaza Bonanza”, la prosperità di Gaza, tira in ballo le autorità israeliane, il ministero della Difesa, quello dell’Agricoltura, ma anche lobby di agricoltori, allevatori israeliani e personaggi dei servizi segreti. Ogni settimana, circa 10 ufficiali dell’unità Coordinamento per le attività del governo nei Territori delle forze di difesa israeliane (Cogat) si incontrano al ministero della Difesa a Tel Aviv per decidere quali prodotti alimentari compariranno sulle tavole dei residenti della Striscia. Decidono che cachi, banane e mele sono prodotti vitali per la sussistenza di base e perciò ammessi ad entrare a Gaza, mentre albicocche, susine, uva e avocado sono prodotti di lusso, così come cioccolato o giocattoli per bambini, e non possono entrare.

L’anno scorso sono stati vietati carne in scatola, polpa di pomodoro, vestiti, scarpe e quaderni per gli appunti, tuttora stoccati in un magazzino affittato da fornitori israeliani nei pressi del valico di Kerem Shalom, in attesa che la politica cambi. Sì perché la lista dei prodotti autorizzati non è fissata per sempre ma soggetta a cambiamenti. Le modifiche derivano a volte da pressioni internazionali su Israele, come con la visita lo scorso febbraio del senatore Usa John Kerry che, rimasto di stucco nello scoprire che Israele impediva l’ingresso nella Striscia di tir carichi di pasta, considerata bene di lusso, ha dato il via a pressioni che hanno portato al via libera all’import di pasta il 20 marzo successivo.

Ma ben più spesso – ed è ben più grave – a determinare la lista di ciò che può o meno entrare a Gaza sono gli interessi di lobby israeliane. Secondo Haaretz, persone ai più alti livelli del Cogat decidono personalmente e quotidianamente l’ingresso di cibo a Gaza: “Non vogliamo che i sequestratori di Gilad Shalit sgranocchino popolari snack israeliani sopra la sua testa” avrebbe dichiarato un ufficiale Cogat, mentre un ex ufficiale ha aggiunto che non vi è nessuna vera e propria politica che derivi dai bisogni della popolazione palestinese, ma che essa è influenzata da interessi di alcuni gruppi: “Quello che accade è che gli interessi israeliani hanno la precedenza sui bisogni della popolazione palestinese”, e il numero di tir in ingresso a Gaza è determinato in modo da evitare un fallimento del mercato in Israele: siamo al limite del cinismo più crudele. Molti documenti ufficiali confermano però questa ipotesi.

Il ministero dell’Agricoltura assicura che si tiene conto anche degli interessi dei palestinesi. Il documento Red Lines del Cogat – che delinea in varie pagine dettagli di calorie e quantità in grammi di ogni tipo di cibo a cui hanno diritto i residenti di Gaza, suddividendo i dati per genere e età della popolazione – stabilisce che “per assicurare condizioni di vita di base a Gaza, il ministro della difesa ha acconsentito all’ingresso nella Striscia di 106 camion di aiuti umanitari (al giorno, ndr), 77 dei quali di prodotti alimentari di base”.
Ma, sebbene gli ufficiali del Cogat abbiano contatti regolari con le organizzazioni internazionali che operano nella Striscia, che costantemente chiedono conto dei divieti, sin dall’inizio del blocco nessuna lista di merci permesse e proibite è stata trasmessa alla parte palestinese. Con un comunicato stampa diffuso lo scorso 17 giugno, secondo anniversario della stretta dell’assedio di Gaza, Organizzazioni umanitarie, Ong e l’Unrwa tornando a chiedere la completa apertura dei valichi hanno dichiarato che l’ammontare di merci ammesse ad entrare a Gaza è di un quarto rispetto al flusso precedente l’embargo. Per le Nazioni unite servono almeno 500 camion di merci (al giorno, ndr) dagli alimenti, ai vestiti ai materiali per la ricostruzione. Per l’Ocha nella prima settimana di giugno solo 512 camion sono entrati a Gaza, meno di un quinto di quanto poteva entrare nel primo trimestre del 2007 e anche per l’Unicef “è sempre più faticoso entrare nella Striscia”. I camion spesso vengono bloccati al di là dei valichi. Gli alimenti si deteriorano e le medicine oltrepassano la data di scadenza: ben il 22% dei medicinali donati arriverebbe scaduto.

Per nutrire gli abitanti di Gaza servono inoltre almeno 300 vitelli a settimana, ma a Gaza le autorità israeliane consentivano l’import solo di carne e pesce surgelati spingendo i palestinesi a utilizzare i tunnel di Rafah, attraverso cui circa 40mila agnelli sono stati contrabbandati, senza controllo veterinario e con seri rischi di epidemie. Eyal Erlich, israeliano, 50 anni ed ex giornalista, prima del blocco vendeva ogni anno 50mila vitelli che importava dall’Australia per i palestinesi di Gaza. Ora lamenta gravi perdite nelle sue entrate e in quelle del suo partner palestinese della Striscia, Hosni Afana. Eyal crede che in seguito al blocco israeliano alla Striscia la situazione sia stata sfruttata per costringere il mercato di Gaza a comprare israeliano e quindi assistere gli allevatori locali che analogamente alle lobby di agricoltori avevano cominciato a fare pressioni.

“Fino a tre o quattro anni fa, in un anno trasportavo il 30-40 per cento della frutta che entrava a Gaza” ha dichiarato Avshalom Herzog, coltivatore di frutta e proprietario di un grande conservificio in Israele che trasporta merci a Gaza, in parte grazie alla sua collaborazione con Khaled Uthman, il più grande commerciante di frutta della Striscia. “Oggi non supero il 10-15 per cento perché a Gaza non c’è un vero mercato: lo determina il ministero della Difesa. E allora nascono guerre tra persone che non sono mai state commercianti e nasce la corruzione da parte di gente che comincia a pagare grandi somme pur di trasportare frutta…”.

Haaretz riporta della diffusione di tangenti pagate per introdurre merci a Gaza, una somma variabile dai 60mila (circa 11mila euro) ai 100mila Nis (18mila euro) a tir, mentre il costo in genere oscilla attorno ai 3mila Nis (circa 550 euro). Il meccanismo sarebbe questo: “Il mercante riceve un turno per importare lo zucchero. Lascia il nome dell’autista e il numero del tir alle autorità israeliane. Lo spedizioniere contatta un altro mercante che non ha ricevuto il permesso ed è pronto a pagare molti soldi per poter trasportare la sua merce”. Lo spiega uno spedizioniere israeliano che dice anche che spesso si utilizzano permessi da organizzazioni umanitarie per introdurre prodotti vietati come vestiti e scarpe. Negano però i portavoce del World Food Program delle Nazioni unite, di Croce rossa e dell’Unrwa.

In questo contesto di illegalità e arbitrarietà assoluta, dove per i civili di Gaza, puniti collettivamente e ingiustamente, ogni diritto è calpestato, personaggi discutibili si arricchiscono speculando sulle sofferenze causate dall’assedio e costruendo imperi finanziari su tangenti, corruzioni e truffe. È evidente e inaccettabile il vuoto di legalità derivante dalla violenza e dall’arroganza dell’assedio a Gaza, e dell’occupazione militare israeliana nei Territori occupati, e dell’espansione delle colonie e del muro che rubano terre ai palestinesi.

Intanto Gaza continua ad essere una prigione a cielo aperto, con i pescatori che non possono andare in mare per non essere attaccati e uccisi e i giovani palestinesi che continuano a morire quando crollano i tunnel, unico modo per fare entrare merci, animali e persone a Gaza. L’effetto positivo delle parole di Obama al Cairo svanirà presto se i palestinesi non vedranno la fine dell’assedio di Gaza e il blocco degli insediamenti nella Cisgiordania e se la leadership palestinese non saprà ritrovare la propria unità.

* vicepresidente del Parlamento europeo

Fonte: Osservatorio Iraq

Omicidio, Aldrovandi. Tre anni e sei mesi ai quattro poliziotti

Federico morì il 25 settembre 2005, colpito da manganellate e ammanettato a pancia a terra

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7 luglio – Ieri il tribunale di Ferrara ha condannato a tre anni e sei mesi i quattro poliziotti (Paolo Forlani, Luca Pollastri, Enzo Pontani e Monica Segatto) accusati di eccesso colposo nell’omicidio colposo di Federico Aldrovandi

Federico è il giovane di 18 anni ucciso dal mancato soccorso, unito a botte e ammanettamento a pancia a terra da alcuni poliziotti, il 25 settembre del 2005.

È stata praticamente accolta la tesi della Parte Civile che aveva ricostruito i momenti della morte del giovane, sostenendo che la morte di Federico era da addebitare alla colluttazione con gli agenti (nel corso della quale si ruppero due manganelli) e all’ammanettamento del giovane a pancia in giù con le mani dietro la schiena. Posizione che, secondo i loro consulenti, avrebbe causato un’asfissia posturale. A questa causa va aggiunta la tesi di un cardiopatologo dell’Università di Padova, il professor Thiene, secondo il quale il cuore avrebbe subito un arresto dopo aver ricevuto un colpo violento. Secondo alcuni testimoni, Federico gridava e chiedeva aiuto, diceva di smetterla, invece no.

Per Federico un pestaggio in piena regola, secondo la difesa una procedura standard per “contenere” una persona in stato di agitazione. Poi le menzogne sullo stato di Federico, che come hanno mostrato le analisi mai aveva fatto uso di droghe e stupefacenti e tanto meno quella mattina.

I primi a battersi per la giustizia e la verità sulla morte del loro figlio, i genitori, che subito tramite internet e televisione hanno fatto di tutto per trovare testimoni, prove, smuovere l’opinione pubblica, affinché il caso non fosse “archiviato” e venissero nascoste le responsabilità di chi indossa indegnamente una divisa. La mamma di Federico ha sfidato il silenzio, il muro di gomma, le pressioni, ha costruito un blog ed oggi, piangendo un figlio che non c’è più, ha ottenuto un po’ di giustizia. Poca, perché tre anni di fronte ad un giovane morto non sono molti, ma almeno giustizia su come andarono si svolsero i fatti quella notte, l’ultima di Federico.

Un figlio che era uscito di casa per andare ad un concerto a Bologna e non fare più ritorno. Federico, che è un giovane studente, va ai concerti, ha amici e non fa parte di un branco di bulli, non ha mai avuto problemi con la giustizia, poi quella notte in strada c’è qualcosa che non va, Federico tira qualche calcio, grida. Arriva la polizia, tre uomini e una donna, si pensa che dovrebbero aiutare il giovane, calmarlo certo ma non a suono di manganellate e botte, stava male ed aveva bisogno di aiuto, ha cercato aiuto. Invece le cose sono andate in tutt’altro modo.

Il decesso viene dichiarato dal medico dell’ambulanza alle 6.35, dopo lunghi e inutili tentativi di rianimazione. Dalle testimonianze risulta che i poliziotti gli misero le manette, lo presero a manganellate. Stefano Rossi e Thomas Mastellari, i due operatori dell’ambulanza, ricordano così il loro arrivo sul posto: «appena arrivati per i soccorsi, e visto il corpo con la faccia a terra, ammanettato sulla schiena, abbiamo chiesto ai poliziotti di togliergli le manette, altrimenti non riuscivamo a girarlo per capire se ancora respirasse. Aveva un rivolo di sangue alla bocca e in testa». Sangue sui vestiti, ematomi su tutto il corpo.

Dopo la sentenza il papà Lino ha ricordato così Federico: «mio figlio non era un drogato, era un ragazzo di 18 anni che amava la vita e che quella mattina non voleva morire».

Alessandra Valentini per la Rinascita

News dalla Palestina

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Dopo avervi invitato a firmare la petizione al governo USA (nel post di ieri: potete firmare qui), oggi pubblichiamo la lettera da inviare alle cariche interessate del governo italiano. I detenuti sono stati rilasciati, ma è comunque una presa di posizione… e qualcosa mi dice che non sarà l’ultima battaglia che avremo da combattere.

Grazie ad Arial per le continue, preziose segnalazioni. Tra l’altro oggi segnala che Israele vieta l’ingresso a un’equipe di chirurghi a gaza

Chiedi il rilascio degli attivisti del Free Gaza Movement

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Con un clic, invia un email al Presidente della Repubblica, al Ministro degli Affari Esteri, ai Presidenti di Camera e Senato e ai Presidenti delle Commissioni Affari Esteri.

Alla cortese attenzione di:

Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
On. Franco Frattini, Ministro degli Affari Esteri
On. Renato Schifani, Presidente del Senato della Repubblica
On. Gianfranco Fini, Presidente della Camera dei Deputati
On. Stefano Stefani, Presidente, Commissione Affari Esteri alla Camera
On. Lamberto Dini, Presidente, Commissione Affari esteri al Senato

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Noi cittadini italiani, in nome della democrazia e delle regole del vivere civile sentiamo il dovere imprescindibile di denunciare il comportamento illegale dell’esercito israeliano nei confronti di una nave che portava aiuti umanitari ai cittadini di Gaza da troppo tempo rinchiusi in quella che oramai viene definita una prigione a cielo aperto.

Di quale crimine può essere accusata la nave, The Spirit of Humanity, trasportando medicine, kit di ricostruzione, giocattoli e matite alla popolazione di Gaza stremata da un assedio totale e da una aggressione da parte dell’esercito israeliano che ha provocato 1.500 morti e più di 4.000 feriti?

Sulla nave viaggiavano 21 operatori umanitari appartenenti a 11 paesi incluso il premio Nobel per la Pace Mairead Maguire e l’ex deputata del Congresso degli USA Cynthia McKinney.

La nave è stata intercettata in acque internazionali, circondata da numerose navi da guerra israeliane e scortata nel porto di Ashdod. Gli operatori umanitari sono stati tutti imprigionati.

Sette degli attivisti, due cittadini israeliani e cinque del Bahrain, sono stati rilasciati senza capi d’accusa. Per gli altri 14 a tutt’oggi non sappiamo ancora la loro sorte.

Esigiamo che il nostro Governo e il nostro Parlamento esprimano tutta la solidarietà agli operatori umanitari sequestrati, richiedano il loro rilascio immediato e la restituzione della nave al Free Gaza Movement, e dichiarino con forza lo sdegno per il blocco degli aiuti umanitari e l’isolamento a cui è condannata la popolazione di Gaza. Se non riguardasse il governo di Israele questo comportamento sarebbe già stato condannato dai governi democratici occidentali.

Proprio in difesa della democrazia degli israeliani riteniamo necessario denunciare la grave illegalità della condotta di Israele nei confronti della popolazione palestinese e degli abitanti di Gaza in particolare. L’impunità non aiuta e non rafforza il popolo israeliano, altre sono le vie per promuovere la sua sicurezza.

Non possiamo e non dobbiamo essere complici di azioni che mettono a repentaglio il valore della democrazia, della dignità umana e della solidarietà tra i popoli, base irrinunciabile del nostro vivere civile e della nostra cultura.

Fonte: Action for Peace

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Intanto…

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Israele, espulsi anche gli ultimi attivisti del Free Gaza Movement

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di Carlo M. Miele

Osservatorio Iraq, 6 luglio 2009

Le autorità israeliane hanno espulso anche gli ultimi attivisti del Free Gaza Movement, fermati la scorsa settimana mentre tentavano di raggiungere le coste palestinesi a bordo dalla Spirit of Humanity e detenuti fino a oggi nelle carceri dello Stato ebraico.

Oggi sono state allontanate otto persone che facevano parte della missione internazionale, tra cui il premio Nobel per la Pace Mairead McGuire e l’ex membro del Congresso Usa Cynthia McKinney.

Sei cittadini britannici erano stati allontanati dal Paese ieri, mentre cinque attivisti del Bahrain erano stati espulsi venerdì.

Quello della scorsa settimana è stato l’ultimo tentativo da parte del Free Gaza Movement di rompere il blocco israeliano sulla Striscia, iniziato nel giugno 2007, e portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese.

Una ventina di attivisti provenienti da tutto il mondo sono salpati lunedì scorso dal porto cipriota di Larnaca, con un carico di tre tonnellate di aiuti umanitari, ma sono stati fermati il giorno successivo dalla marina israeliana.

I membri dell’equipaggio sono stati arrestati, mentre l’imbarcazione e il suo carico sono stati sequestrati e condotti nel porto israeliano di Ashod.

In precedenza, nel corso della seconda metà del 2008, il movimento internazionale Free Gaza è riuscito a raggiungere le coste di Gaza per quattro volte; altre due missioni – compiute a cavallo tra il 2008 e il 2009 – sono fallite a causa dell’interposizione delle autorità israeliane.

Anche questa volta, gli attivisti hanno denunciato di essere stati “sequestrati” dalla marina israeliana mentre si trovavano ancora in acque internazionali.

“Siamo stati rapiti e portati qui in Israele, dalle acque territoriali di Gaza, sotto la minaccia delle pistole; siamo stati sequestrati”, ha detto McGuire ai microfoni della rete panaraba al-Jazira.

(fonte: Bbc News, Free Gaza, Associated Press) ma noi l’abbiamo appreso da Osservatorio Iraq

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Da Rete ECO arriva questo articolo:

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Why on Israeli TV, but not on our media?

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Real journalism. A stunning report from Channel 2 in Israel on a confrontation between Peace Now activists and settlers in the West Bank. The activists are traveling into the West Bank to check the status of the “freeze” on settlements. There ain’t no freeze. This should be on American television.  Why isn’t it?

The crux of the report comes when the activists, Hagit Ofran and Idan Goldberger of Peace Now, are counting houses in the Dolev settlement and are confronted by settlers who ask why they’re taking notes. One confrontation is violent; the settler destroys a camera. Another settler says that by giving this information to the world, Goldberger is trying to undermine the state of Israel, and says he is just like the Polish judenrate who collaborated with the Nazis.

At this point we learn that Goldberger was shot by a Palestinian sniper while serving the occupation as a soldier 7 years ago. He had to have his jaw reconstructed and undergo extensive rehabilitation. Goldberger says Israel must undergo a longer rehabilitation than what he experienced, and he wants to help his society through it. Beautiful man.

Aggiornamenti dall’Abruzzo

L’Aquila, lo sciame sismico non dà tregua
Cittadini in piazza: “No alle parate”

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Tre nuove scosse nella notte a poche ore dall’apertura del G8
Fiaccolata a tre mesi dal sisma. Duemila in piazza: “Vogliamo verità e giustizia”

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L'Aquila, lo sciame sismico non dà tregua Cittadini in piazza: "No alle parate"

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L’AQUILA Non dà tregua lo sciame sismico in Abruzzo a poche ore dall’apertura del G8 dell’Aquila.
Questa notte, secondo quanto riporta il sito dell’Ingv, si sono registrate tre nuove scosse di terremoto. Le prime due (alle 4.10 e alle 4.22) entrambe nel comprensorio aquilano ed entrambe di magnitudo 2.0. La terza alle 5.34, con epicentro nella Valle dell’Aterno a pochi chilometri dal capoluogo, con una magnitudo di 2.6.

Magnitudo basse ma che continuano a tenere in apprensione gli uomini che hanno la responsabilità del vertice internazionale per il quale è pronto un trasferimento a Roma con evacuazione degli 8 Grandi in caso di sisma di magnitudo superiore ai 4 gradi.

Intanto nella notte c’è stata la prima manifestazione dei comitati aquilani. Una fiaccolata, a tre mesi dal devastante terremoto, alla quale hanno partecipato oltre 2000 persone ha voluto ricordare le vittime e chiedere “verità e giustizia senza marchi né divise”.

”Ribadiamo che la fiaccolata è un’occasione in cui la comunità tutta è coinvolta per ricordare le vittime – hanno spiegato i rappresentanti del Comitato 3.32 – per chiedere verità per tutto quello che è accaduto e giustizia per coloro che sono responsabili di mancanze o speculazioni. Sentiamo l’urgenza di riappropriarci del nostro lutto e vogliamo farlo in maniera collettiva per ricostruire insieme il senso e il futuro delle nostre comunità, messi in crisi dalla violenza del sisma, prima, e dall’arroganza del potere, poi. Memoria, verità e giustizia in un stile sobrio, il più possibile lontano dal clamore degli spettacoli di piazza e in aperta opposizione alle parate di regime.

Fonte: la Repubblica (non ho capito bene il motivo per cui era nella sezione “esteri”…)

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Il numero delle vittime del terremoto fatto con le candele alla fiaccolata de L'Aquila

Ore 3,32, minuto di silenzio nella notte
Lacrime e rabbia alla fiaccolata

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GLI SFOLLATI A TRE MESI DAL SISMA

Omaggio commosso alle 307 vittime del terremoto. Uno studente:  “Non può esserci ricostruzione se prima non si fa giustizia”. E intanto la terra continua a tremare

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La fiaccolata a L'Aquila a tre mesi dal terremoto (Ap / Lapresse)

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L’Aquila, 6 luglio 2009 – Un lungo minuto di silenzio è stato tributato alle 3:32, l’ora del sisma, dalla fiaccolata degli sfollati all’Aquila, alle 307 vittime del terremoto del 6 aprile.
In un centro spettrale e ancora avvolto dalle macerie si è poi sciolto prima dell’alba il corteo. Ultimo atto dei Comitati è stato quello di accendere una fiaccola all’interno della fontana centrale in segno di speranza per il futuro dell’Aquila e dei suoi abitanti.

Nel corso della fiaccolata gli organizzatori hanno dato la parola a un rappresentante del Comitato vittime della Casa dello studente: “Non può esserci ricostruzione – ha scandito – se prima non si fa giustizia su quello che è successo tre mesi fa. Ci sono stati 306 morti – ha ricordato – soprattutto per incurie e incapacità, non solo dunque per la forza del sisma. Chi ha sbagliato deve pagare”.

E LA TERRA TREMA ANCORA

Altre scosse sismiche,nella notte, hanno diffuso paura tra i cittadini di L’Aquila e provincia.
La prima alle ore 4,10, con magnitudo 2.1, la seconda con la stessa magnitudo, dopo pochi minuti alle 4,22. L’epicentro per entrambe è stato localizzato tra Barete, Pizzoli e Scoppito, nella provincia dell’Aquila.
La terza alle 5,34 di magnitudo 2.6, il cui epicentro è stato localizzato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia tra i comuni di Bariscinao, Fossa, Ocre, Villa Sant’Angelo e Poggio Picenze.

Dalle prime verifiche effettuate dalla Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile, non risultano al momento, danni a persone e cose.

Fonte: Quotidiano.net

Altre foto della fiaccolata sono qui: Quotidiano.net

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Il mare di candele alla fiaccolata per ricordare il terremoto

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Questo pezzo invece è il racconto di Anna:

La fiaccolata

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Non ci sono parole per descrivere la fiaccolata di ieri. Solo lacrime. E’ stato il funerale che noi Aquilani abbiamo tributato alle nostre vittime. L’unico e vero. Fuori dagli show televisivi e dalle promesse sulle bare. Buio e fiammelle. Silenzio assoluto. Più di tremila persone hanno sfilato, ferite nel profondo dell’animo. Abbiamo chiesto giustizia. Giustizia e verità. Alle 3 e 32 i cuori hanno ricordato. E si sono stretti in un unico abbraccio. Per le nostre vittime. Per le nostre vite di sopravvissuti.

Causa G8, la connessione va e viene. Spero di potervi informare nei prossimi giorni.

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Gli sfollati in marcia

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Sempre dal blog di Anna riporto il programma del controvertice deciso dal Comitato 100%:

…Il giorno 7 luglio è in programma un forum sociale presso il parco Unicef di via Strinella, diventato ormai il luogo deputato per ogni forma di proposta.

Il giorno 8 luglio, quando i grandi della Terra saranno riuniti nella cittadella della Finanza, i Comitati si ritroveranno a Roio, nell’immediata periferia aquilana, per la realizzazione di una scritta. Stessa scritta che il giorno successivo, 9 luglio, sara’ fatta alla Villa Comunale dell’Aquila, con i corpi dei partecipanti allineati per dire ”NOI NON CE NE ANDREMO”

Questo è lo slogan che i movimenti cittadini hanno voluto adottare in occasione del G8.

I comitati non hanno aderito alla marcia di protesta organizzata per il giorno 10 ,dalla stazione di Paganica alla Villa Comunale dell’Aquila dal Patto di base che riunisce sigle quali Sdl, Cobas, Cub/Rdb. Tranne ”Epicentro solidale” che si dichiara disposto a partecipare a qualsiasi manifestazione che affronti temi sociali e, nello specifico, temi sulla ricostruzione. Io ci sarò.

La sera del 10 luglio, a vertice G8 concluso, al parco Unicef si brinderà con una ”Festa Liberatoria”.

E l’11 si riparte con le nostre iniziative.

Non ci fermiamo qui.