G8 all’Aquila. Si conclude la passerella dei Capi di Stato e di Governo / Unico obiettivo raggiunto, l’eutanasia. Scompare senza rimpianti

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Oggi all’attenzione dei Grandi, la sicurezza alimentare con la partecipazione dei Paesi africani. Grande attenzione all’etica, all’impegno di combattere la fame. Ma i risultati, fino ad ora, sono stati fallimentari

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di Fulvio Lo Cicero

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ROMA – Oggi si parla di Africa e di sicurezza alimentare. Uno dei compiti prioritari per i Paesi ricchi, messi di fronte a cifre impressionanti, che dimostrano già da sole il fallimento del capitalismo come sistema ipoteticamente in grado di assicurare a tutti gli abitanti del Pianeta un’esistenza libera dal bisogno e dignitosa.

L’ipotesi di Adam Smith e di Werner Alois Schumpeter, il fondatore del pensiero economico e il sistematore del modello capitalistico occidentale, secondo cui proprio questo sarebbe stato il risultato principale della congiunzione fra accumulazione dei profitti e loro reinvestimento nello sviluppo.

Ipotesi del tutto improbabile, come la storia ha dimostrato. Ora il G8 – che si propone sempre di più come un gruppo preparatorio di decisioni e documenti interlocutori che saranno approvati in forma definitiva dal G20 – vorrebbe riformare le stesse fondamenta, le regole di base del capitalismo, in una “global charter” cui il ministro Tremonti ha lavorato negli ultimi mesi con il suo staff. «Lavoreremo tutta l’estate – ha detto il ministro dell’Economia – con l’Ocse e con la cancelleria tedesca», per presentare un lavoro al G20 di Pittsburgh. Andremo avanti, prima è meglio è. Ma non è mai stato fatto nulla del genere. È un’utopia ma i risultati ci spingono a continuare».

Ecco, appunto, un’utopia, o forse la costruzione di un’immagine riformatrice, una riverniciatura delle condizioni di fondo nei rapporti economici fra Nord e Sud, che, ora come ora, sembrano immodificabili, proprio perché immodificabili si presentano le regole del modello.

Appare chiara la volontà dei grandi di riformare il commercio internazionale. Pascal Lamy, il direttore del WTO (World Trade Organisation, l’Organizzazione mondiale per il commercio) asserisce che «tutti i sistemi di governo collettivo hanno bisogno di poggiare su principi etici e di comportamento. I global standard sono un contributo al miglioramento della governance globale, uno zoccolo duro di principi su cui tutti sono d’accordo e su cui magari si potrà negoziare un po’ qua e là». Il lavoro però, sottolinea Lamy, non è ancora finito. «Si tratta di un documento che non può essere operativo se è lungo come un elenco del telefono o se è appena mezza pagina. Serviranno altre discussioni, ma è un esercizio utile ed è positivo che l’Italia e la Germania abbiano esercitato tanta pressione per questo obiettivo».

È proprio dal commercio internazionale che dipende il futuro della fame. Le regole per la sua liberalizzazione significano, in sostanza, stabilire se un Paese africano o latino-americano debbano far dipendere la loro esistenza (dunque, quella di centinaia di milioni di esseri umani) dalle fluttuazioni del prezzo di quel paio di beni agricoli che riescono a produrre e dal sistema dei dazi che i Paesi ricchi – a partire dagli Usa – impongono ai beni di importazione per difendere quelli interni. La maggior parte della fame dell’Africa – oltre che da classi dirigenti corrotte – dipende anche da questo.

Il programma

La giornata conclusiva si è aperta alle 8.30 con una colazione di lavoro cui stanno partecipando tutti i Paesi ospiti. Alle 10.30  sessione di lavoro sulla sicurezza alimentare con il gruppo G8+G5, le nazioni africane, Australia, Corea del Sud, Indonesia, Danimarca, Olanda, Spagna, Turchia e le organizzazioni internazionali. Prevista una dichiarazione congiunta sulla sicurezza alimentare e il lancio di una nuova iniziativa per sostenere l’agricoltura e la lotta alla fame nel mondo. Alle 12.30: i Capi di Stato incontreranno 100 parenti delle vittime del terremoto del 6 aprile all’Aquila e presenteranno una targa ricordo. Alle 13.00 si terrà la conferenza stampa finale della Presidenza G8. Previsti anche briefing di altri leader mentre alle 14.00 è in programma una conferenza stampa del presidente americano Barack Obama che con la moglie Michelle vedrà in giornata papa Benedetto XVI. Tra gli appuntamenti non istituzionali, la visita ai luoghi del terremoto di Carla Bruni Sarkozy.

Momenti di tensione alla chiusura del G8

Potrebbe essere stato provocato soltanto dalla ressa di fotografi e cameraman che cercavano di riprendere le immagini dei Capi di Stato e di governo il momento di concitazione nel piazzale della caserma di Coppito subito dopo la foto di ‘famiglià. I fotografi sarebbero riusciti ad allentare il cordone intorno ai leader, in particolare vicino al leader libico Gheddafi. Da qui la reazione degli uomini della sicurezza che si sono precipitati per riprendere in mano la situazione. Secondo un’altra ricostruzione, un uomo si sarebbe invece avvicinato troppo a Gheddafi e Sarkozy facendo scattare l’allerta, ma la circostanza al momento non viene nè smentita nè confermata. Il colonnello Gheddafi si è poi comunque allontanato sorridente a bordo dell’auto elettrica, seguito a piedi da una delle sue amazzoni, mentre fotografi e operatori continuavano a riprendere la scena.

Documento sulla sicurezza alimentare

I leader del G8 e i Paesi africani hanno approvato la dichiarazione sulla sicurezza alimentare, che prevede fondi per 20 miliardi in tre anni attraverso «una strategia coordinata e globale, concentrata sullo sviluppo di un’agricoltura sostenibile, mentre manteniamo un forte impegno per assicurare un’assistenza adeguata con aiuti alimentari d’emergenza».

Più risorse e meno barriere commerciali: è la ricetta indicata dal G8 e dai paesi dell’Aquila initiative on food security (Afsi) nella dichiarazione congiunta sulla sicurezza alimentare. I leader chiedono a tutte le nazioni di eliminare le restrizioni o imposte straordinarie alle esportazioni di alimentii, in particolare sui prodotti alimentari acquistati per scopi umanitari e auspicano l’apertura dei flussi commerciali. «I mercati devono restare aperti, il protezionismo deve essere sconfitto», dichiarano.

«Restiamo profondamente preoccupati per la sicurezza alimentare globale, per l’impatto della crisi economica e finanziaria, e del brusco rialzo dei prezzi dei prodotti alimentari dello scorso anno sui paesi che sono meno in grado di reagire all’aumento della fame e della povertà». L’effetto combinato della crisi economica, della volatilità dei prezzi e del prolungato periodo di riduzione degli investimenti in agricoltura «ha portato ad un aumento della fame e della povertà nei paesi in via di sviluppo, gettando nella povertà estrema altri 100 milioni di persone e mettendo a rischio i progressi conseguiti nella realizzazione degli Obiettivi di sviluppo del Millennio», rileva la dichiarazione. «Il numero delle persone che soffrono la fame e vivono nella povertà sono oggi più di un miliardo».

“Vi è un urgente bisogno di un’azione decisiva per liberare l’umanità dalla fame e dalla povertà” affermano i leader di G8, Algeria, Angola, Australia, Brasile, Danimarca, Egitto, Etiopa, India, Indonesia, Libia, Messico, Olanda, Nigeria, Cina, Corea del sud, Senegal, Spagna, Sudafrica, Turchia, Commissione dell’Unione Africana più le organizzazioni internazionali e l’Onu e sottolineano che “la sicurezza alimentare, l’alimentazione di qualità e l’agricoltura sostenibile devono rimanere una questione prioritaria nell’agenda politica«. La questione »va affrontata con un approccio trasversale e inclusivo”. E le azioni per la sicurezza alimentare “devono essere associate a misure di adattamento e di mitigazione in relazione ai cambiamenti climatici, alla gestione sostenibile delle risorse idriche, dei terreni agricoli, del suolo e di altre risorse naturali, compresa la protezione della biodiversità”.

Conferenza stampa finale: Berlusconi, come sempre, le spara grosse

Durante la conferenza stampa di fine vertice, Berlusconi ha dichiarato: “Molti Capi di Governo, fra i più autorevoli, mi hanno detto che questo è stato il miglior G8 mai organizzato da sempre”. Poi ha precisato che i posti alla cena di ieri sera sono stati assegnati dalla Presidenza della Repubblica. Riguardo al vertice, Berlusconi afferma che i risultati sono decisamente positivi.

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Berlusconi: “Ho parlato della mia vita privata ad Obama”

«Ho avuto un rapporto molto cordiale con il presidente Obama. Ieri sera eravamo vicini a cena , ci siamo parlati. Lui mi ha raccontato cose della sua vita privata , io gli ho parlarto della mia». Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nella conferenza stampa conclusiva del G8, rispondendo a chi gli ha chiesto se possa parlare di una sua amicizia con Barack Obama dopo questo vertice. «Si è aperto un discorso» con calore, «simpatia» e, ha aggiunto, «spero che ciò possa sfociare in un’amicizia», che è d’aiuto anche nelle relazioni internazionali.

Barack Obama. “Aiutare 1 miliardo di persone che soffre la fame è  un dovere dei Paesi ricchi”

Nella conferenza-stampa di fine vertice, il Presidente americano Obama ha ribadito la assoluta esigenza per i Paesi ricchi di aiutare le popolazioni che soffrono ancora la fame. “Mio padre arrivò in America cinquant’anni fa. Tuttora ho parecchi parenti in Kenya, in villaggi dove c’è la fame nera. Ora,  noi crediamo che sia un dovere ed anche un’esigenza di sicurezza nazionale quella di soccorrere 1 miliardi di persone che soffrono di malnutrizione”. Secondo Obama c’è anche un problema di classe politica in Africa, di mancanza di trasparenza e di corruzione che rende difficile questo percorso di cooperazione internazionale.

Riguardo al problema degli armamenti nucleari, Obama ha ribadito che lo spirito del Trattato di non proliferazione consiste essenzialmente nel non voler imporre decisioni da parte delle superpotenze ma porre di fronte tutti i Paesi ad un corpo di norme internazionali che vanno rispettate.

Barack Obama: “Le riunioni del G8 e G20 sono un po’ troppo frequenti”. Ironico sull’efficacia del G8

Poi il Presidente americano ha sottolineato la necessità di riformare le principali organizzazioni internazionali, a partire dalle Nazioni Unite. “Tutte queste organizzazioni sono nate in un mondo diverso rispetto a quello attuale, un mondo meno complesso. E’ chiaro il fatto che si ponga la necessità di una loro riforma e rivitalizzazione”. Ironico sulle riunioni del G8 e G20: “In effetti sono un po’ troppe queste riunioni. Il sistema dovrebbe essere più celere  ed efficacie”. Sulla riforma del G8, il Presidente americano ha ancora utilizzato l’arma dell’ironia: “Quello che ho notato è che tutti i Paesi sono concordi nel volere organismi snelli e piccoli, purché loro siano inclusi. Se un Paese è al XXI posto nella classifica dei redditi, sicuramente vuole un G21”.

Insomma, l’idea di Obama è quella di edificare organismi più snelli ma anche più efficaci, che non si limitino a dichiarazioni o a programmi spostati al futuro.

Obama e Michelle in Vaticano dal Papa

La first lady americana Michelle Obama, con le figlie e la madre, è appena arrivata in Vaticano, dove visiterà i Musei Vaticani prima di essere raggiunta dal marito, Barack Obama, per l’incontro con Papa Benedetto XVI. Il corteo presidenziale è entrato in Vaticano dall’ingresso dell’ex Santo Uffizio.  In questo momento il Presidente Usa è a colloquio con il Segretario di Stato Tarcisio Bertone. Non è prevista per ora, a seguito del G8, un’udienza del papa al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: è quanto ha detto padre Federico Lombardi, portavoce vaticano, interpellato dall’ANSA. In questi giorni, organi di stampa italiani e esteri (ultimo oggi lo spagnolo ‘El pais’) ipotizzavano, citando fonti vicine a Palazzo Chigi, un incontro in cui il premier avrebbe riferito al pontefice i risultati del summit dell’Aquila, ma l’agenda di Ratzinger risulta piena fino a domenica e lunedì il pontefice si trasferirà in Val D’Aosta per le sue vacanze estive.

Barack Obama incontra il Papa Benedetto XVI. Sono le 16.25 ed è il primo colloquio del nuovo Presidente americano con il Santo padre.Il colloquio è durato circa trenta minuti. Poi, Obama ha presentato la moglie Michelle a Benedetto XVI e il nuovo ambasciatore americano presso la Santa Sede e vi è stato il tradizionale scambio di doni. La visita si è conclusa poco dopo le 17.

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10 luglio 2009

fonte:  http://www.dazebao.org/news/index.php?option=com_content&view=article&id=5521:g8-allaquila-si-conclude-la-passerella-dei-capi-di-stato-e-di-governo&catid=81:europa&Itemid=198

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G8. L’unico obiettivo raggiunto, l’eutanasia. Scompare senza rimpianti

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Venerdì 10 Luglio 2009 15:32
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Editoriale di Alessandro Cardulli

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Un obiettivo il G8 l’ha raggiunto: quello di eliminarsi in una sorta di eutanasia. E’ l’unica cosa concreta che i “grandi” del mondo siano riusciti a fare. Faranno ancora qualche gita, a spese dei contribuenti, per svolgere opera di consulenza ma tutti i poteri verranno verranno assunti dai paesi del G8 (Canada,Francia, Germania,Italia, Giappone, Russia, Gran Bretagna,Stati Uniti) più quelli del G5 (Sudafrica, Brasile,Cina,India,Messico) che rappresentano le economie dei paesi in via di sviluppo più forti del mondo, con aggiunta dell’Egitto in quanto paese dalla caratteristiche uniche, arabo, muslmano, africano.

Naturalmente poteri limitati come oggi ma con qualche segnale di rappresentatività maggiore. Poi c’ anche il G20 di cui fanno parte oltre ai sopranominati Argentina, Australia, Indonesia, Arabia Saudita,Corea del Sud, Turchia,  più l’Unione europea. Come si vede l’Africa non ha voce in capitolo e non l’ha avuta in questo moribondo summit, rappresentata da un dittatore crudele comr Gheddafi. A fronte di tutti questi “G” sguinzagliati per le vie della città devastata dal terremoto da Berlusconi in cerca di una nuova verginità internazionale  a spese di migiglia ndi abruzzesi che vivono sotto una tenda emerge in tutta la sua drammaticità una verità: il vero “G” è quello a due e cioè fra Stati Uniti e Cina.

I due paesi protagonisti indiscussi del summit, vivono in simbiosi, l’uno ha bisogno dell’altro,  con le politiche indicate da Obama e i veti posti dal portavoce cinese in assenza  del presidente dell’immenso paese impegnato in una dura repressione contro il  popolo uiguri. Ci vorrebbe perlomeno una terza voce, quella dell’Europa, ma non ci sembra sia imminente l’arrivo.  Così è avvenuto che proprio da una città morta,distrutta da un terremoto, sia venuto il segnale della fine di una tornata di ” summit” di cui fra poco tempo si perderà la memoria. Questo ultimo in particolare si contrassegna per i fallimenti a ripetizione registrati sui temi più importanti che erano nell’agenda dei lavori.


Il terremoto trasformato in una festa-spettacolo

Certo oggi i capi dei governi si congratulano con il nostro paese e con Berlusconi che esce ringalluzzito dalle tre giornate per l’organizzazione dei lavori che il nostro premier ha trasformato in una specie di festa nazionale,uno spettacolo, cui far partecipare , come in una gita turistica, presidenti e  mogli, più gli “sherpa” coloro che li assistono. A questo proposito la stampa internazionale ci fa sapere che ha seguito gli incontri riservati anche, Bruno Vespa che ha fatto parte del ristretto gruppo dei consiglieri di Berlusconi, introfolatosi fra i ” grandi ” come membro di un comitato abruzzese. Una festa, dicevamo,  e in questo come è noto ” papi” è uno specialista, non è secondo a nessuno ed è perfino riuscito ad evitare che i giornalisti stranieri gli rivolgessero domande sulle “sue feste con tanto di escort, “donnine” seminude e foto  imbarazzanti. Visto che le conferenze stampa del premier erano dei soliloqui come quando si trova da Vespa a Porta a Porta, hanno finito per disertare gli incontri.


Per far divertire gli ospiti un simulatore sismico

Festa, ma anche con qualche particolare raccapricciante cui la stampa italiana ha dato, quando va bene, una notiziola, basso pagina. Si scopre così che un vero e proprio sfregio, un insulto è stato portato alle popolazioni terremotate. Nella caserma di Coppito che ha ospitato il vertice  per iniziativa della Protezione civile, su idea, si dice, dello stesso Bertolaso con suggeritore Berlusconi, è stato montato un “simulatore sismico”,una piattaforma vibrante che riproduce in modo esatto le vibrazioni della terra che il 6 aprile hanno sconvolto tanta parte del territorio abruzzese. Informano le agenzie di stampa che anche qualcuna delle ladies è salita sulla piattaforma. Ma per provare gli effetti del terremoto bastava guardarsi intorno, ascoltare il ” popolo” delle tende, le donne dell’Aquila, coloro che hanno manifestato nelle zone colpite dal sisma e in tante  città italiane.Il “simulatore sismico” montato per far provare fasi brividi di paura, ci sembra una mancanza di rispetto per le stesse vittime che invece , si è dettop, sarebbero state onorate dal G8, una trovata da film dell’orrore che gli aquilanoi non meritavano.

Cosa altro resta di questa dispendiosa, inutile tre giorni? Alla domanda di fondo, perché la crisi economica e i modi per uscirne con sostanziali cambiamenti dei modelli di sviluppo,delle politiche finanziarie,tali ca combattere eficcamente la lotta contro la disoccupazione, la povertà, la fame nel mondo, non solo non c’è stata risposta. Non si presa neppure in considerazione come punto di partenza. Basterà citare un esempio: uno dei problemi che riguarda più di un miliardo di persone, dell’Africa in particolare, cioé la possibilità di usare l’acqua,un bene che dovrebbe essere disponible per l’umanità intera, non ha trovato spazio. Non una parola contro la privatizzazione di un bene comune,quando tutti sapiamo quali e quanti ninteressi siano in gioco.Il rischio è che per l’acqua si aprano scontri ancora pèiù gravi di quelli per il petrolio. Già, ma, qui, all’Aquila si è preferito parlare del buon vino abruzzese che ha acompagnato pranzi e cene. Speriamo  si sia trattato davvero di un ultimo brindisi che ha accompagnato una frase  d’occasione, mai tanto valida come oggi: morto il G8, viva il G8

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fonte:  http://www.dazebao.org/news/index.php?option=com_content&view=article&id=5533:g8-lunico-obiettivo-raggiunto-leutanasia-scompare-senza-rimpianti&catid=39:opinioni&Itemid=156

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