Briatore chiede maxi risarcimenti

Il titolare del Rubacuori vuole 380mila euro di danni dai contestatori

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di Serena Lullia

PORTO CERVO. La mini rivolta in spiaggia contro il re billionario Flavio Briatore e il suo “Rubacuori” potrebbe costare ai ribelli di Capriccioli 380mila euro. La società Billionaire, che gestisce il bar-ristorante sul litorale di proprietà del Comune, ha citato per danni il carpentiere Fabrizio Pirina, il giovane arzachenese che alcune settimane fa aveva guidato il pacifico sit-in di protesta davanti ai gazebo del Rubacuori. Per l’avvocato Giovanni Cannas, Fabrizio Pirina, insieme con il fratello, avrebbero invaso il locale con tavolini di plastica, sedie e borse frigo, molestato e disturbato i clienti presenti causandone la fuga. Secondo Cannas un comportamento che avrebbe creato un grave danno economico al locale oltre che un grave danno di immagine. «Il clamore suscitato da questa vicenda oltre al danno patrimoniale per il mancato guadagno ha causato un danno all’immagine commerciale e sociale, nonché alla reputazione professionale, all’onore e al prestigio della Billioniare srl – si legge nell’atto di citazione nei confronti dei fratelli Pirina -. Si chiede pertanto un risarcimento di 380mila euro». Fabrizio e Gian Piero Pirina, il primo carpentiere, il secondo elettricista, nelle scorse settimane avevano organizzato una mini manifestazione sulla spiaggia di Capriccioli per difendere il diritto al pranzo in pineta. Il sit-in, a cui avevano partecipato alcuni consiglieri di opposizione e un gruppo di arzachenesi habituè del lido in cui da due anni sorge il Rubacuori, era una protesta contro la nuova veste di Capriccioli. Nel mirino la trasformazione della spiaggia degli arzachenesi, la comparsa di una ventina di gazebo arabeggianti con annessi lettini al posto della pineta di ginepri, lentischi e macchia mediterranea che da sempre separava la sabbia dal bar.

Sfrattati dall’ombra degli alberi sotto cui organizzavano il pic-nic della domenica i fratelli Pirina avevano chiesto di arretrare alcuni gazebo e piantare qualche albero per consentire alle famiglie di ripetere il rito del pranzo al sacco. A sposare la loro causa anche 170 persone che hanno firmato la petizione contro lo sfratto dalla pineta. «Mi sembra davvero assurdo – commenta Fabrizio Pirina -. 380 mila euro? Penso che né io né mio fratello, anche se dovessimo lavorare tutta la vita, potremo mai riuscire a mettere da parte una cifra del genere. Ho una moglie e una bambina di due anni. Arrivo a fine mese con grossi sacrifici. Vengo accusato di aver molestato i clienti del Rubacuori, di aver alzato la voce, di aver messo in fuga i turisti. La mia protesta è stata pacifica. Abbiamo solo chiesto di non sfrattare le famiglie di Arzachena da una spiaggia che appartiene a tutti. Non chiedevamo molto. Solo di arretrare i gazebo e di lasciarci un albero sotto cui mangiare. Il sindaco aveva garantito che avrebbe trovato una soluzione, che non ci sarebbero stati strascichi legali. Ora mi trovo una denuncia e una richiesta di risarcimento danni. Sono umiliato e amareggiato».

30 luglio 2009

Fonte: La Nuova Sardegna, ma noi l’abbiamo preso qui: http://www.facebook.com/ext/share.php?sid=242666525028&h=ZVcV8&u=SWmFa

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