Archivio | agosto 29, 2009

Omofobia, venerdì sera fiaccolata autoconvocata al Colosseo, via sms e facebook

Un centinaia di attivisti si sono organizzati con un tam tam improvvisato. Il 2 settembre un mini Gay Pride

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Il cantante Emilio Rez che ha denunciato di essere stato aggredito a Roma
Il cantante Emilio Rez che ha denunciato di essere stato aggredito a Roma

ROMA – Hanno già dato appuntamento al 2 settembre per la seconda fiaccolata autoconvocata da un gruppo spontaneo di gay, lesbiche, bisex, transgender della capitale. La prima fiaccolata glbt si è tenuta venerdì sera a Roma, partita dal Colosseo e terminata sotto la scalinata del Campidoglio, per portare solidarietà alle vittime delle recenti aggressioni nei confronti di omosessuali nella Capitale. Tutto è nato dopo un frenetico tam tam tramite Facebook, i forum gay e lesbici, oltre al passa parola tramite sms. La protesta, inaspettata, è arrivata dopo la segnalazione di un’altra aggressione avvenuta a Roma il 19 agosto scorso a un cantautore gay, Emilio Rez, nel quartiere San Giovanni.

AGGRESSIONE AL GAY VILLAGENella notte di sabato scorso erano aggrediti due omosessuali all’uscita del Gay Village, nel quartiere Eur, mentre martedì c’era stato un attentato alla discoteca Qube, storico locale delle notti trasgressive omosessuali di Muccassassina. Ieri sera un centinaio di omosessuali, lesbiche e transessuali che ha risposto all’appello si è dato appuntamento in via di San Giovanni in Laterano, la Gay Street romana, per poi dirigersi verso il Colosseo. I partecipanti alla protesta, che era non autorizzata, sono sfilati con candele accese in mano fino a piazza dell’Ara Coeli. La manifestazione, scortata dalla polizia, si è svolta in modo regolare.

UN MINI GAY PRIDE AL MESE Gli omosessuali romani ogni mese daranno vita ad una manifestazione per protestare contro le aggressioni ai gay e gli episodi di omofobia. Una sorta di mini Gay Pride per ottenere che il parlamento vari una legge contro l’omofobia. La comunità gay si riunirà in via di San Giovanni in Laterano, che ha ribattezzato come la Gay Street di Roma, a due passi dal Colosseo, da dove nella tarda serata di sabato è partita la fiaccolata, La prima manifestazione si terrà mercoledì prossimo, 2 settembre, alle ore 22. «Questa protesta – ha spiegato Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma – c’è stata richiesta anche dagli amici di Dino, il ragazzo accoltellato all’Eur. Ogni mese ci ritroveremo alla Gay Street per ribadire la nostra indignazione fino a quando non verrà approvata una legge contro l’omofobia».

Maria Grazia Cucinotta (Lapresse)
Maria Grazia Cucinotta (Lapresse)

ZINGARETTI E CUCINOTTA AL GAY VILLAGE – Sabato sera alle 22 il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti andrà al Gay Village, una rassegna dell’Estate romana, per portare solidarietà ai due gay aggrediti e per ribadire la posizione della sua amministrazione contro ogni forma di violenza e intolleranza. Sul palco salirà anche l’attrice Maria Grazia Cucinotta.


29 agosto 2009

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fonte:  http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/09_agosto_29/fiaccolata_tamtam-1601713582401.shtml

Videocracy, il film fa paura. Documentario di Erik Gandini: La tv in Italia ha preso il posto della democrazia

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Videocracy: «Tutto iniziò dagli spogliarelli»

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In ‘Videocracy’ la tesi è chiara: televisione e potere in Italia ormai coincidono perversamente. Per capirlo basta risalire a trenta anni fa con la nascita delle tv commerciali di Berlusconi. Quei tristi spogliarelli delle massaie in diretta trasmessi allora in alcuni programmi di quelle tv erano per Erik Gandini, regista del docu che andrà al Festival di Venezia (Giornate degli Autori), solo la prima delle lezioni per un pubblico destinato a diventare da lì a poco elettore tipo dell’attuale premier italiano. Una tesi non male ma neppure nuova per un filmato nato per il solo pubblico svedese curioso, a quanto dice lo stesso regista, di sapere qualcosa in più sulla presunta anomalia politica italiana. Così in uno spirito dal sapore didattico ‘Videocracy. Basta apparirè (questo il titolo per esteso), inizia appunto mostrando quegli spogliarelli di un’Italia che fu. E poi tante immagini di repertorio con pochi commenti. Si va dai tanti provini di un’Italia disposta sempre più a tutto per diventare famosa, all’intervista di una sorta di Virgilio sfigato vissuto sempre ai margini di questo mondo. Ovvero Ricky ragazzo che ama (non troppo riamato) arti marziali e cantare. Ci sono poi interviste ai fan di Silvio Berlusconi in Costa Smeralda, immagini del ministro Carfagna (con tanto di segnalazione, per il pubblico svedese, di come provenga dal mondo dello spettacolo). E poi ancora tutto il ricco mondo che vive in Costa Smeralda: la villa del premier con i suoi ospiti illustri (Tony Blair e Putin), il Billionaire. In Costa Smeralda si svolge poi una lunga intervista al press agent Lele Mora circondato dai suoi boy. Mora, come è un pò per tutte le interviste destinate inizialmente per il solo pubblico straniero, si lascia più che andare a dire quello che pensa, a far sentire orgoglioso la suoneria del suo cellulare con ‘faccetta nerà come ad azzardare un parallelo tra Mussolini e Berlusconi. E così sarà per Fabrizio Corona, anche lui grande ammiratore del Cavaliere, intervistato nella sua casa a più riprese (tra le sequenze un suo nudo frontale sotto la doccia). Dal fotografo, che non si ricorda di aver dato la liberatoria se non svedese per Videocracy, frasi del tipo «quando io vedo una persona famosa, vedo i soldi non la persona». Infine, in Videocracy che sarà nelle sale italiane in 40 copie distribuite dalla Fandango di Domenico Procacci, tra le molte accuse esplicite e non al premier Berlusconi quella di essersi auto-concesso l’immunità. Mentre, nel segno dell’ironia – nel filmato di circa ottanta minuti che potrebbe incorrere in ulteriori polemiche dopo quelle sullo stop di Rai e Mediaset allo spot -, la visione quasi integrale di un video elettorale di Forza Italia con tanto di tormentone: «meno male che Silvio c’è».

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fonte:  http://www.unita.it/news/culture/87769/videocracy_tutto_inizi_dagli_spogliarelli

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Parla Erik Gandini, regista del film che sarà presentato a Venezia i cui spot non passeranno in tv

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GLI SPOT TV:

INTERVISTA AL REGISTA ERIK GANDINI / INTERVISTA A DOMENICO PROCACCI di ARIANNA FINOS

IL DOCUMENTO IN CUI LA RAI SPIEGA IL RIFIUTO A TRASMETTERE GLI SPOT

Pubblicato da RepubblicaRadioTv

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Feltri contro Avvenire, salta il vertice Berlusconi-Bertone

https://i0.wp.com/www.unita.it/img/upload/image/AREA%202%20304x254/POLITICA/berluscavescovo.jpg

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Niente indulgenza plenaria per Berlusconi. L’agognata cerimonia della Perdonanza all’Aquila con annessa cena privata al tavolo con il segretario di Stato vaticano, cardinal Bertone, salta all’ultimo momento. Settimane di tessitura da parte di Gianni Letta per ricucire i rapporti con Oltretevere, lacerati dal Papi-gate, finiscono vanificati dallo scoop (omo)sessual-giudiziario del nuovo Giornale targato Vittorio Feltri. E non serve a chiudere l’incidente il singolare comunicato di «dissociazione» dell’editore dal suo organo di stampa.

Ieri mattina il direttore di Avvenire Dino Boffo salta sulla sedia: è lui l’oggetto della prima puntata della campagna stampa contro i «falsi moralisti» avviata dal Diretùr bergamasco e largamente preannunciata dall’editoriale di commiato del suo predecessore Mario Giordano. «Quello che fanno le persone in camera da letto, siano direttori di giornali, ingegneri, editori o first ladies – scriveva il 21 agosto Giordano silurato a freddo dal suo di editore – sono fatti loro e i lettori non apprezzerebbero… lo sputtanamento sulle rispettive alcove».

Feltri è di diverso avviso e spara alzo zero sul direttore del quotidiano dei Vescovi, ritirando fuori una vecchia notizia del 2002: un patteggiamento per molestie di 516 euro a seguito della querela di una signora ternana «destinataria di telefonate sconce e pedinamenti volti a intimidirla affinché lasciasse libero il marito con cui Boffo aveva una relazione». In cauda (all’articolo) venenum: poche righette in cui si cita l’informativa dei magistrati per precisare che del fatto «sono indubbiamente a conoscenza» l’ex presidente della Cei Ruini, il cardinal Tettamanzi e l’arcivescovo di Firenze Betori.

Parole che lasciano intendere una “connivenza” dei vertici più alti della Chiesa e che, probabilmente, hanno causato la cancellazione senza se e senza ma dell’appuntamento abruzzese. In tarda mattinata lo comunica una nota della sala stampa vaticana, aggiungendo che il premier ha delegato, quale rappresentante del governo alle celebrazioni Letta «per evitare strumentalizzazioni». Tocca dunque all’Eminenza Azzurrina, sia pur di umore nero per il fallimento della sua mediazione, sondare lo stato d’animo di Bertone che da un lato, presumibilmente, non si duole troppo dello schiaffo al “nemico” Boffo e dall’altro rimprovera ai suoi di averlo tenuto all’oscuro della vicenda giudiziaria che lo riguarda. Tra i due ci saranno pochi minuti di conciliabolo, sul piazzale di Collemaggio prima della messa, e nessuna dichiarazione.

Intanto, fedele al motto che non licenzia su mandato altrui, la Cei conferma «piena fiducia» a Boffo, che incassa anche l’«affettuosa solidarietà» del suo Cdr e di quello di Sat2000. A Palazzo Grazioli salgono nel primo pomeriggio Letta e Bonaiuti. Un colloquio di due ore che produce un comunicato di «dissociazione» dell’editore dal proprio giornale: «Il principio del rispetto della vita privata è sacro e deve valere sempre e comunque per tutti – dice Berlusconi – Ho reagito con determinazione a quello che in questi mesi è stato fatto contro di me usando fantasiosi gossip sulla mia vita privata presentata in modo artefatto e inveritiero. Quindi non posso assolutamente condividere ciò che pubblica il Giornale e me ne dissocio».

Feltri si frega le mani e nega vendette contro Avvenire che aveva punzecchiato il premier sulla moralità pubblica. Le sue regole di ingaggio sono 20mila lettori stabili in più e 8 milioni di introiti pubblicitari per rimpinguare le casse di Via Due Macelli, e per ottenerli bisogna fare rumore. «Berlusconi dimostra così che siamo indipendenti, al contrario di quello che dicono tutti – gongola – Il mio mandato è quello di rilanciare il Giornale. Abbiamo pubblicato un documento pubblico».

Boffo replica in un editoriale denunciando «killeraggio giornalistico» e «una polpettona avvelenata»: a Feltri «l’onere di spiegare perchè una vicenda di fastidi telefonici della quale ero stato io la prima vittima, sia stata fatta diventare oggi il monstre che lui ha inqualificabilmente messo in campo».
F.Fan.

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29 agosto 2009

fonte: http://www.unita.it/news/italia/87755/feltri_contro_avvenire_salta_il_vertice_berlusconibertone


LIBERTA’ DI STAMPA – Mobilitazione per l’appello di Repubblica. Firma anche Adriano Celentano

Risposta massiccia all’iniziativa dei giuristi in difesa della libertà di stampa

https://i0.wp.com/www.lucaturi.it/upload/2009/02/ciotti.jpgdon Luigi Ciotti

Firmano Dario Fo, Camilleri, Bertolucci, don Ciotti e Sandra Bonsanti, presidente di Libertà e Giustizia e tanti altri

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ROMA – In poche ore trentamila firme. Che in meno di 24 ore sono diventate 55mila e continuano ad aumentare. Una risposta massiccia quella ottenuta dall’appello di Repubblica in difesa della libertà di stampa, l’iniziativa lanciata dai giuristi Franco Cordero, Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelsky dopo la decisione del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, di denunciare Repubblica per le dieci domande che il quotidiano da mesi gli pone ma alle quali lui non ha ancora dato alcuna risposta.

La risposta è stata immediata. A mobilitarsi subito è stato il mondo della cultura e dello spettacolo. Ma non solo. Fra le adesioni, anche quella di Sandra Bonsanti, presidente di Libertà e Giustizia, e di don Luigi Ciotti, presidente di Libera. Libertà e Giustizia, si legge in una nota, “testimonia la sua solidarietà in particolare ai giornalisti di Repubblica e dell’Avvenire, direttamente minacciati e spiati con metodi piduisti, ma in generale a tutti i giornalisti italiani che con questa denuncia di Silvio Berlusconi hanno ricevuto una sorta di avvertimento: è vietato fare domande; è vietato criticare”. Bonsanti, inoltre, rinnova al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano l’appello che gli ha rivolto l’8 agosto: “Quando il Parlamento è stato esautorato e reso muto, quando la stampa e l’informazione sono quotidianamente vilipese e intimidite, quando il basilare diritto ad opporsi e a lavorare per un Paese diverso è soffocato dai diktat di un potere ormai senza alcun controllo, cosa resta della nostra Democrazia?


Dal mondo della cultura e dello spettacolo sono arrivate le firme, fra le altre, di Dario Fo, Andrea Camilleri, Gabriele Salvatores, Bernardo Bertolucci. Ed altre se ne aggiungono. Come quelle degli editori Alessandro e Giuseppe Laterza, dell’attrice Lella Costa, delle scrittrici Sandra Petrignani e Clara Sereni, del regista Silvio Soldini, del giornalista Rai Andrea Vianello.

C’è anche l’adesione di Adriano Celentano e di sua moglie Claudia Mori. Un tema, quello della libertà di stampa, rispetto al quale il cantante ha già dimostrato la propria sensibilità: nell’ottobre del 2005, nel corso di una delle puntate del suo show Rockpolitik in onda su RaiUno, Celentano mostrò la classifica – redatta dall’istituto di ricerca americano Freedom House – del livello di “Freedom of the Press”, la libertà di stampa presente nei paesi del mondo (l’Italia compariva allora al 77esimo posto).

Tra gli altri firmatari – oltre ai già citati Fo, Camilleri, Bertolucci, Salvatores – anche Franca Rame, Carlo Verdone, Victoria Cabello, Fabrizio Gifuni, Francesca Comencini, Giulio Scarpati, Pierfrancesco Favino, Ascanio Celestini, Angelo Barbagallo (produttori cinematografico), Marco Risi, Davide Ferrario, Sandro Veronesi, Carlo Lucarelli, Antonio Scurati, Erri De Luca, Giuseppe Montesano, Domenico Procacci (produttore cinematografico), Enrico Deaglio, Francesco Rosi, Carla Fracci e Beppe Menegatti, Ornella Vanoni, Angela Finocchiaro, Michele Placido e Renato De Maria.

E ancora, Carlo Ginzburg, Rosario Villari, Tullio Gregory, Corrado Stajano, Giovanni De Luna, Miguel Gotor, Sandro Petraglia, Stefano Rulli, Ottavia Piccolo, Licia Maglietta, Carlo Freccero, Enrico Bertolino, Dori Ghezzi, Monica Guerritore, Ferzan Ozpetek, Milva, Marco Bellocchio, Teresa De Sio, Maurizio Nichetti, David Riondino, Franco Battiato, Saverio Costanzo, Carlo Degli Esposti, Massimo Ghini, Ettore Scola, Furio Colombo, Giacomo Marramao, Stefania Sandrelli, Giovanni Soldati, Valerio Mastandrea, Alessandro Gassman, Paolo Sorrentino. Maurizio Crozza aderisce e osserva: “La mia solidarietà va a Silvio Berlusconi. Dove s’è mai visto un giornalista che pone domandi irriverenti al capo del governo? Un bravo giornalista non assume iniziative, un bravo giornalista scrive sotto dettatura”.

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29 agosto 2009

fonte:  http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-23/appello-repubblica-sabato/appello-repubblica-sabato.html

INFLUENZA A: Grave 24enne a Monza

IL CONSIGLIO DI MAURO,  NATUROPATA: No assoluto a vaccini, assunzione di echinacea e acerola per tre mesi a partire da ora e, possibilmente trasferirsi in clima più salubre (come stiamo facendo noi..)

https://i0.wp.com/www.ilmessaggero.it/MsgrNews/HIGH/20090829_influenza1.jpg

Oms: nuovo ceppo colpisce i polmoni

L’organizzazione preoccupata: «Il 40% dei morti sono giovani e sani». Il paziente, di Parma, è in coma indotto

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ROMA (29 agosto) – Un ragazzo di 24 anni di Parma colpito da una forma grave di influenza A si trova in stato di coma indotto. Il paziente è ricoverato presso l’ospedale San Gerardo dei Tintori di Monza. Le sue condizioni, riferisce l’ospedale, sono «gravi, ma stabili».

Intanto l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) lancia l’allarme per un nuovo ceppo di influenza A che sarà più aggressivo perché colpisce direttamente i polmoni. Il ceppo colpisce anche giovani, sani, che di norma non si ammalano per le influenze comuni e «causa gravi problemi al sistema respiratorio e impone lunghi ricoveri nei reparti intensiva di strutture specializzate». Secondo l’Oms nell’emisfero sud, dove attualmente è inverno, la percentuale dei contagiati ricoverati in terapia intensiva ha raggiunto il 15%.

L’Oms si dice preoccupata: 40% dei morti sono giovani e sani. La direttrice generale dell’Oms Margaret Chan, si è detta «preoccupata» perché «il 40%» dei morti per la nuova influenza «sono giovani adulti in buona salute». In un’intervista al quotidiano francese Le Monde Margaret Chan ha spiegato che «il 60% dei decessi riguarda persone che hanno problemi di salute anteriori al virus» e quindi il restante 40% «sono giovani in buona salute che muoiono di polmonite virale nel giro di 5-7 giorni».

Il virus sta viaggiando «ad una velocità incredibile e inedita – continua la direttrice dell’Oms – in sei settimane percorre la stessa distanza che gli altri virus percorrono in sei mesi». Il rischio, secondo il medico originaria di Hong Kong e alla guida dell’Oms dal 2007, «interessa fino al 30% della popolazione dei paesi ad alta densità geografica». «Per la maggior parte dei malati il virus non crea danni seri – ha aggiunto – ed è normale che la gente pensi che si parla troppo del virus». Ma su quest’ultimo punto non è d’accordo: «Senza un piano di preparazione, non saremo in grado di dare una risposta organizzata».

L’uomo, F.F., è affetto da sindrome da Distress respiratorio dell’adulto che è una delle rare complicazioni di numerose infezioni virali, compresa, spiega il ministero della Salute, quella da virus AH1N1 che è stata riscontrata anche in un suo familiare.

Il paziente era stato ricoverato il 22 agosto nella divisione di malattie infettive dell’ospedale di Parma con una diagnosi di polmonite. Secondo un comunicato dell’Azienda ospedaliera
Universitaria di Parma, sono state date indicazioni per una terapia sintomatica a domicilio. Quattro giorni dopo F.F. si è ripresentato al Pronto Soccorso ancora con febbre ed una violenta cefalea. È stato ricoverato presso l’U.O. di Malattie Infettive dove la mattina successiva è stato diagnosticato un focolaio broncopneumonico sinistro.

Il 24 agosto a seguito dell’aggravarsi delle condizioni cliniche – aggiunge il comunicato – il paziente è stato trasferito nel reparto di Anestesia e Rianimazione I°, dove è rimasto sino al giorno successivo. Nella serata di martedì si è provveduto al trasporto presso l’unità di Pneumologia dell’Azienda Ospedaliera S. Gerardo di Monza, dove è attualmente sottoposto a trattamento di ossigenazione extracorporea di cui l’ospedale è centro di riferimento.

Sono risultati negativi gli esami sugli operatori sanitari dell’Ospedale di Parma.

I casi confermati di influenza AH1N1 in Italia sono attualmente circa 1.900, di cui circa il 10% secondari. «La letalità della nuova influenza in Europa – spiega la nota del ministero – sulla base dei dati del Centro Europeo Controllo Malattie ( Ecdc), è attualmente dello 0,21%. A livello globale, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la letalità è attualmente dello 0,98%».

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=71283&sez=HOME_NELMONDO

BENEVENTO – Sette prof precarie sul tetto del provveditorato: “No al più grande licenziamento di massa”

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Sono tutte donne e con almeno 10 anni di insegnamento alle spalle, hanno calato uno striscione con la scritta “Vogliamo futuro” e spiegano: “Scenderemo solo quando avremo una risposta concreta”

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Marisetlla Gelmini e Silvio Berlusconi (foto Ettore Ferrari/Ansa)Roma, 29 agosto – Un gruppo di 7 donne, tutte docenti precarie con oltre 10 anni di insegnamento alle spalle, sono salite sul tetto del provveditorato agli studi di Benevento per iniziare un’occupazione a oltranza per protesta contro i tagli della riforma Gelmini.

“Contro il piu’ grande licenziamento di massa. 20.000 in Italia, 500 a Benevento. Vogliamo un futuro”, recita lo striscione calato dal tetto dell’edificio. Le donne del “Comitato Insegnanti Precari” hanno installato un gazebo sul tetto per proteggersi dal caldo soffocante ed hanno scorte alimentari sufficienti e resistere per diverse settimane.

Hanno gia’ annunciato l’intenzione di resistere ad oltranza fino a quando non verranno risposte: “Faremo come gli operai dell’Innse, scenderemo da qui solo quando avremo una risposta concreta contro i licenziamenti e la disoccupazione” afferma Elvira, una delle insegnanti sul tetto.

Il presidio permanente, promosso da diversi giorni all’esterno dell’Ufficio Scolastico Provinciale, si e’ cosi’ trasformato di fatto in un sit-in di solidarietà con le insegnanti sopra il tetto: altre decine di docenti, insieme agli attivisti del centro sociale Depistaggio, militanti del sindacalismo di base, stazionano fuori l’edificio, anche per dissuadere eventuali azioni repressive da parte delle forze dell’ordine.

L’obiettivo e’ coinvolgere le centinaia di insegnanti che in queste ore si accalcano presso gli uffici per l’imminente pubblicazione delle graduatorie provinciali. Oggi pomeriggio alle ore 16 le insegnanti del Cip terranno una conferenza stampa sotto il provveditorato, dove con il megafono avranno la possibilita’ di intervenire anche le occupanti dal tetto.

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fonte:  http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2009/08/29/224326-sette_prof_precarie_tetto_provveditorato.shtml

fonte immagine di testa:  http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/foto_del_giorno/2009/3-giugno-2009/alfabeto-precario-1501426491745.shtml

Tranquilli! Vincenzo Guagliardo dopo 33 anni resta in carcere

Segnalato da Schoggi, che ringraziamo

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L’ultimo ricatto congeniato dai tribunali di sorveglianza contro i progionieri politici

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di Mario Dellacqua

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L’Altro
, 24 luglio 2009

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Questa storia non mi da pace, non interessa quasi nessuno e non ci posso fare niente. Quando Vincenzo Guagliardo è sparito nella lotta armata, non me ne sono accorto. Ero distratto. Quando ne è uscito passando attraverso il carcere -ora sono una vita di 33 anni –  ero ancora più distratto e le sue foto sul giornale dietro le sbarre smuovevano al massimo la mia curiosità, ma finiva lì. Poi vennero i suoi libri. Li ho letti e ne ho parlato su queste ospitali colonne. Venne anche la dimessa lotta solitaria, sua e di sua moglie Nadia Ponti, per ottenere il diritto all’affettività in carcere, condotta con implacabile serenità, anche a costo di rinunciare ai benefici di una legislazione che premiava i detenuti a condizione che esprimessero atti di contrizione, esibizioni pubbliche di pentimento, richieste spettacolari di perdono. La giustizia italiana non concesse i benefici e neppure l´affettività, perché l´umanità del trattamento carcerario prescritta dalla Costituzione si accontenta di considerare i detenuti ancor meno di animali rinchiusi in uno zoo. Vincenzo e Nadia continuarono a rivendicare la loro dignità di persone senza pretese e rifiutarono persino di tentare la via della spettacolarizzazione massmediatica del loro caso. Scelsero la via del silenzio che reputarono la forma di mediazione più consona alla tragedia della quale erano stati corresponsabili.
Perciò i giudici del Tribunale di Sorveglianza di Roma respinsero nel settembre scorso la prima istanza di liberazione condizionale: Guagliardo era colpevole della “scelta consapevole di non prendere contatti con i familiari delle vittime”.

Ma un incontro era avvenuto nel 2005, come Sabina Rossa ha testimoniato in un libro uscito ben prima che la figlia dell’operaio comunista ucciso a Genova nel 1979 diventasse parlamentare del Pd. Semplicemente avvenne senza chiamare Bruno Vespa (senza la benedizione televisiva del quale anche i fatti accaduti sono revocati), perché Vincenzo e Nadia non volevano che un così drammatico faccia a faccia apparisse “merce strumentale a interessi individuali, simulazione e perciò ulteriore offesa.” L’onorevole Rossa, anzi, si rivolse spontaneamente al magistrato di sorveglianza, riferì dell´avvenuto colloquio, chiese la liberazione dei due detenuti e presentò addirittura una proposta di legge che non subordinava la concessione della condizionale alla imponderabile verifica pubblica della sfera interiore del detenuto come prova dell’autenticità del ravvedimento. Ma i giudici non si sono accontentati e ad aprile hanno respinto per la seconda volta la richiesta di Guagliardo. Non bastano più i contatti con le persone offese: ora si decide che essi assumono “valenza determinante” solo se “accompagnati dall´esternazione sincera e disinteressata”. Poco importa se Sabina Rossa, la figlia della vittima, ha chiesto la liberazione del condannato all’ergastolo dopo 33 anni di carcere: la sua è una “manifestazione isolata non rappresentativa delle persone offese”.

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Anche noi anarchici siamo tenuti a rispettare la giustizia e le sentenze di uno Stato che non amiamo, ma nessuno ci toglierà dalla testa che “il tema del perdono -come scrive il giornale comunista Liberazione del 15 aprile scorso – o meglio la mediazione riparatrice o riconciliatrice, attiene alla sfera privata, non a quella dello Stato. ” Lo Stato democratico, se non vuole diventare Stato etico, non dovrebbe spoliticizzare il pubblico e politicizzare il privato: piuttosto dovrebbe, come stabilisce la Costituzione, misurare se le pene inflitte – che non devono essere contrarie al senso di umanità – hanno raggiunto l’obiettivo della rieducazione del condannato al quale devono sempre tendere (art. 27). La lotta di Nadia e Vincenzo continua con esemplare e magistrale serenità: essa non cancella l’inamovibile tormento, ma lo scioglie e lo distribuisce sotto forma di una domanda e di un’offerta di umanità che colpisce e turba anche i distratti come me, sempre impegnati in cose più importanti, che non so quanto siano effettivamente più importanti.

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Link
Ancora ergastolo per Vincenzo Guagliardo
Sabina rossa e gli ex-terroristi siano liberi senza il sì di noi vittime (Corriere della sera)
Sabina Rossa, “Cari brigatisti confrontiamoci alla pari”
Sabina Rossa,“Scarcerate l’uomo che ha sparato a mio padre”
La battaglia di Sabina Rossa per l’uomo che sparò al padre

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fonte:  http://insorgenze.wordpress.com/2009/07/24/tranquilli-vincenzo-guagliardo-dopo-33-anni-resta-in-carcere/

Avviso

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Ci scusiamo con gli amici del blog che, sicuramente, avreanno notato come ultimamente l’aggiornamento dello stesso lasci molto a desiderare. Vogliamo rassicurare tutti che non è per via di un nostro disimpegno (mai!) ma per altre vicissitudini familiari che ci costringono a peregrinare per l’Italia..

Tale situazione potrà perdurare ancora per altri giorni, noi ad ogni modo ce la metteremo tutta per mantenere vivo questo sito che, grazie anche a voi, di giorno in giorno cresce e matura.

Hasta Siempre!

Yaris, Elena e Mauro