Archivio | settembre 18, 2009

Berlusconi: La microbanca di piazza Mercanti all’origine di tutti i miracoli

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di Claudia Fusani

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Piazza Mercanti, cinquanta metri da piazza Duomo, ieri e oggi il cuore della Milano degli affari. Bisogna tenere a mente questo indirizzo perché qui al piano terra, interni eleganti e un po’ barocchi, sono custoditi l’alfa e l’omega della fortuna e della carriera di Silvio Berlusconi. Il primo cent, fosse stato Paperon dè Paperoni, di un’immensa fortuna.
Già prima dell’ultima guerra in piazza Mercanti operava un piccolo ma raffinato istituto di credito, la Banca Rasini, la preferita dall’alta borghesia meneghina. Luigi Berlusconi ci arriva come impiegato negli anni trenta, ne diventa direttore nel 1957, la lascia nel 1973 per seguire gli affari del figlio. Il conte Carlo Rasini è, come abbiamo già visto, il primo socio in affari del venticinquenne Silvio, mette a disposizione il capitale per l’acquisto del terreno in via Alciati, offre garanzie per il prestito per la costruzione dei palazzi, fidejussioni e malleverie ancora più consistenti per la realizzazione dei mille appartamenti a Brugherio. La presenza del conte Rasini nelle prime avventure imprenditoriali di Silvio è stata sicuramente, come minimo, una garanzia che ha poi aperto la porta all’arrivo di altri capitali, dalla Svizzera come dal Liechtenstein.
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Merito dell’intraprendenza di Silvio, dicono le biografie autorizzate. Verissimo, senz’altro. Merito anche di Luigi, fedele dipendente dei Rasini e brillante banchiere. Certo è che il “nulla” da cui emerge Berlusconi ha dietro di sé la sostanza e i capitali di una banca. E allora il nodo da sciogliere è: cosa fa veramente la banca Rasini? E perchè si mette a disposizione, sulla fiducia, per operazioni immobiliari traballanti anche se poi azzeccatissime?

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Rispondere a questa domanda significherebbe avere in mano la chiave della soluzione. Berlusconi sorvola, parla d’altro, sarebbe stupefacente il contrario. Tocca arrangiarsi incrociando quanto raccontano i libri inchiesta (tra cui l’ultimo, appena uscito, “L’unto del signore”, di Ferruccio Pinotti e Udo Gumpel, Bur) con il contenuto di alcuni atti giudiziari. Tenere in conto i fatti e cercare di metterli in fila. Per farli parlare da soli. Sapendo subito quale è stata la conclusione: nel 1983 l’istituto resta coinvolto (il profilo penale riguarda solo il direttore generale Antonio Vecchione, il successore di Luigi Berlusconi) in un’inchiesta di riciclaggio di capitali mafiosi; tra il 1991 e il 1992 la Rasini viene acquisita e assorbita dalla Popolare di Lodi per poi scomparire del tutto.

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Fondamentale è fissare alcune date e i relativi passaggi. L’istituto, abbiamo detto, è il salotto buono dell’alta borghesia meneghina e Luigi Berlusconi è l’uomo di fiducia dei conti. Negli anni cinquanta una prima svolta: entra nella Rasini – la banca è una sas, società in accomandita semplice – la famiglia Azzaretto, siciliani di Misilmeri, con forti legami in Vaticano, con i Cavalieri di Malta e del Santo Sepolcro. Nel 1973 la banca si trasforma in società per azioni e cresce il ruolo dei soci isolani. Nello stesso anno Luigi Berlusconi decide di pensionarsi per dare una mano al figlio già lanciato verso i piani alti dell’imprenditoria. Nel 1974 anche Carlo Rasini abbandona la banca, «il mondo finanziario era cambiato, estraneo a quello del conte» dicono alcune testimonianze. La maggioranza del pacchetto azionario della banca passa nelle mani di Dario Azzaretto con il 29,3 per cento delle azioni. Un pacchetto consistente pari al 32,7 per cento viene gestito da tre società del Liechtenstein, la Wootz Anstalt di Eschen, la Brittener Anstalt di Mauren e la Manlands Financiere SA di Schann, tutte rappresentate da Herbert Batliner,
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Uomo d’affari
e discusso mecenate, Batliner è personaggio che merita di essere approfondito. Nella loro inchiesta Pinotti e Gumpel ricordano che Batliner non solo avrebbe “prestato” la sua consulenza a narcotrafficanti latino-americani ma anche che nel 2007 è stato riconosciuto colpevole di una maxi evasione fiscale in Germania dalla procura di BOchum, in prima linea nella lotta all’evasione. Batliner ha riconosciuto le sue colpe, ha accettato di pagare una sanzione di 2 milioni ed è oggi in pari con la giustizia. Le indagini continuano (sono 900 le società che lavoravano con lui) ma lo stato tedesco ha già recuperato 900 milioni. Nel 2006, nonostante non potesse mettere piede in Germania, Batliner ha avuto un permesso speciale per incontrare papa Ratzinger a Ratisbona. E donargli un organo a canne del valore di 730mila euro.

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LE PUNTATE PRECEDENTI

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18 settembre 2009

fonte:  http://www.unita.it/news/italia/88591/la_microbanca_di_piazza_mercanti_allorigine_di_tutti_i_miracoli

Stress da lavoro, una malattia ‘rosa’: Le lavoratrici soffrono il doppio

Ad aumentare la percentuale per le donne sono soprattutto i contratti part-time e le forme di lavoro atipico

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Secondo uno studio del 2006 il 6% dei lavoratori esposti a minacce di violenza fisica e il 5% a bullismo e/o molestie

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Roma, 18 settembre 2009 – Telefoni che squillano, carte che diventano torri, colleghi ansiosi e capi ansiogeni: così la scrivania diventa un inferno. E lo stress legato al lavoro colpisce milioni di europei, in tutti i settori d’impiego.

In Italia, secondo uno studio promosso dalla Commissione Salute delle donne del ministero della Salute, il fenomeno è ‘in rosa’: interessa le lavoratrici con una percentuale doppia rispetto ai colleghi uomini, come indicato nel Primo Rapporto sullo stato di salute delle donne in Italia. Inoltre, «su circa 26.000 casi di malattie professionali denunciati all’Inail ogni anno, oltre il 21% riguarda le donne, con una media di 6.000 denunce l’anno. Ad aumentare la percentuale per le donne sono soprattutto i contratti part-time e le forme di lavoro atipico».

Lo ricordano gli organizzatori del Convegno nazionale ‘Approccio multidisciplinare allo stress occupazionale, in programma domani al Policlinico universitario Agostino Gemelli di Roma. L’evento è promosso dall’Istituto di psichiatria e psicologia dell’Università Cattolica di Roma, in collaborazione con l’Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (Ispesl).

Quanto alle cause dello stress, nel mondo  il 45% dei lavoratori crede che dipenda dall’insicurezza del posto di lavoro, il 61% punta il dito sull’elevato carico di lavoro e il 73% pensa che il fattore principale sia il guadagno insufficiente.

E in Italia? Secondo dati Ispesl del 2006, il 6% della forza lavorativa è stata esposta a minacce di violenza fisica, il 4% a violenze da parte di terzi e il 5% a bullismo e/o molestie.

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fonte:  http://quotidianonet.ilsole24ore.com/salute/2009/09/18/233151-stress_lavoro_malattia_rosa.shtml

Scuole a rischio sicurezza. Il rapporto di Cittadinanzattiva

di Maria Piera Ceci

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Il peggiore è l’Ipsia Da Vinci di Matera. La migliore la secondaria Antinori di Matelica. Almeno fra le 106 scuole monitorate in 11 regioni da Cittadinanzattiva e finite nel rapporto annuale su sicurezza, qualità e confort degli edifici scolastici.

Due scuole su tre non hanno il certificato di agibilità statica (significa che è impossibile sapere se al primo terremoto resterebbero in piedi), il 17 per cento delle aule registra distacchi di intonaci, nell’anno dell’influenza A il 61 per cento dei bagni non ha un sapone. E poi quest’anno c’è il problema dell’aumento del numero di studenti per classe, cosa che fa aumentare i rischi per la sicurezza.

Un quadro desolante, anche se qualche segno di miglioramento c’è. Adriana Bizzarri, responsabile scuola di Cittadinanzattiva.

Ultima nella classifica di Cittadinanzattiva l’Ipsia Da Vinci di Matera. Una scuola la sua a rischio allagamento alla prima pioggia. I bagni sono gli stessi per insegnanti e studenti. Tanto che il preside Donato Ferrara ha deciso di tenere chiusa la scuola una settimana in più, perchè si provveda almeno per gli interventi più urgenti. Al microfono di Maria Piera Ceci.

La scuola dell’infanzia Leopardi di Lametia Terme era ultima in classifica nel rapporto 2008 di Cittadinanzattiva, tanto che per un anno è rimasta chiusa. Ora ha riaperto i battenti ed è un vero esempio di sicureza. La dirigente Teresa Goffredo, al microfono di Maria Piera Ceci.

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La graduatoria complessiva del 2009

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18 settembre 2009

fonte:  http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/09/scuole-rapporto-cittadinanzattiva.shtml?uuid=eaaec34a-a465-11de-8be0-284a1ad6d475&DocRulesView=Libero

Roma, le Ronde Nere sono arrivate: saluti stile Ss in piazza della Repubblica

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«Alemanno disse che non dovevamo venire? Eccoci»
Il sindaco: intervengano prefetto e questore, stop pagliacciate

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ROMA (18 settembre) – Un saluto nostalgico doc: braccio destro alzato con tre dita aperte, come le Ss impegnate nel giuramento sulla bandiera ai tempi di un certo Adolf Hitler. Poi, tanto per non farsi notare, camicia color ocra, pantaloni neri stemma tricolore e un’aquila con la sigla Spqr appuntata al petto. Si sono presentati così a piazza della Repubblica gli improbabili volontari della Guardia Nazionale, peggio noti come “Ronde nere” dell’Msi-Dn. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno aveva annunciato che le Ronde nere a Roma non avrebbero avuto spazio.

In sei si sono radunati davanti all’Hotel Exedra: quattro uomini e due donne, per poi fare «un giro in via Nazionale». Sono partiti da piazza dei Cinquecento «per un’azione dimostrativa», spiega la presidente dell’Msi-Dn Maria Antonietta Cannizzaro che aggiunge: «Non abbiamo mai avuto camicie nere». «Faremo ronde anche in periferia, ma aspettiamo disposizioni da parte dei sindaci, anche da Alemanno, per sapere dove farle» ha concluso. Con lei anche uno dei promotori delle ronde, il presidente del Partito Nazionalista Italiano Gaetano Saia.

Le ronde nere erano già state presentate a Milano. Le procure di Milano e Torino avevano avviato indagini, mentre il ministro Maroni il 15 giugno le aveva definite impossibili e il sindaco Alemanno aveva parlato di «cosa indecorosa e vergognosa».

«Non andremo in centro ma in periferia, dove regna il degrado. Alemanno ci dica dove», ha detto il presidente dell’Msi-Movimento Destra Nazionale, Maria Antonietta Cannizzaro, durante lo show in via Nazionale. «Alemanno disse che noi non dovevamo venire a Roma e invece ci siamo, siamo a piazza della Repubblica e nei prossimi mesi saremo in tutte le periferie romane a portare la sicurezza», spiega Cannizzaro che ha riferito: «a breve il presidente della Guardia Nazionale Maurizio Correnti si metterà d’accordo con tutti i sindaci e quindi anche con Alemanno sui posti dove dovremo andare. Ovviamente non sarà in centro dove ci sono tante forze dell’ordine a garantire la sicurezza ma nelle periferie, dove regna il degrado, la paura e gli stupri. Faremo turni di tre persone al massimo – aggiunge Cannizzaro – perché la legge non ci consente di essere di più, ma già da ora siamo tantissimi e scenderemo in campo probabilmente ad ottobre».

Gianluca Peciola, coordinatore della Sinistra alla Provincia, ha organizzato una «carnevalata per accogliere le ronde nere». Così ha lanciato coriandoli e stelle filanti al gruppo in maschera durante il loro giro da piazza della Repubblica a via Nazionale. Il consigliere ha seguito gli aspiranti organizzatori delle ronde romane, irridendoli durante parte del tragitto e poi ha spiegato: «Ho chiamato la polizia chiedendo di far cessare questa pagliacciata. Questi signori vanno accolti come meritano, con sarcasmo e azioni carnevalesche da parte dei cittadini romani ma l’intento politico è pericoloso. Chiedo al sindaco di negare ogni permesso ad iniziative come questa, che sono il frutto avvelenato del ‘pacchetto sicurezzà e in cui intravedo gli estremi del reato di ricostituzione del partito fascista». I volontari dela Guardia Nazionale hanno interrotto dopo breve la loro prima uscita pubblica e si sono dispersi a metà strada di via Nazionale lanciando un ultimo appuntamento: «Questa e stata solo una piccola uscita dimostrativa ma le prossime iniziative saranno molto più grandi».

Morassut: Alemanno dia un segnale, rimuova Andrini. «Ora basta! Non va sottovalutata l’iniziativa delle cosiddette Ronde Nere – ha detto Roberto Morassut, segretario del Pd Lazio – Il Sindaco deve dare un segnale netto e inequivocabile nei confronti di queste degenerazioni di destra estrema rompendo ogni equivoco che possa far sentire certi gruppi tollerati o addirittura protetti. Cominci dalla sostituzione di Andrini e dica un chiaro no alla richiesta di finanziamento a Casa Pound avanzata da La Destra di Storace».

«Chiedo ufficialmente al Prefetto e al Questore di intervenire immediatamente per evitare che la nostra città venga segnata dalle vergognosa pagliacciata delle ronde nere – dice in una nota il sindaco Gianni Alemanno – Esiste un ben preciso regolamento emanato dal Ministero degli Interni che proibisce le strumentalizzazioni politiche dell’istituto degli Osservatori volontari per la sicurezza, introdotto dal pacchetto sicurezza del Governo. Inoltre questa attività può essere avviata in città solo su specifica richiesta del Sindaco, richiesta che io ancora non ho avanzato al Prefetto di Roma. Per questi motivi, è evidente che il gruppetto di provocatori che ha dato vita alla sceneggiata coordinata da Gaetano Saia stia operando chiaramente fuori dalla legge e deve essere perseguito. Ci deve essere una reazione immediata per evitare provocazioni e strumentalizzazioni da ogni parte politica contro il pacchetto sicurezza proposto dal ministro Maroni e approvato dal Parlamento».

Udc: insufficiente la presa di distanza di Alemanno. Secondo il capogruppo Udc in Campidoglio, Alessandro Onorato, «la sfilata dimostrativa della Guardia Nazionale è l’ennesimo campanello d’allarme sul tema delle ronde. La divisa color ocra, lo stemma tricolore, l’aquila con la sigla Spqr e i saluti del legionario rendono inequivocabili i riferimenti ideologici dei sedicenti componenti della ronda nera. Non è dunque stato sufficiente che il sindaco Alemanno abbia preso le distanze dalla Guardia Nazionale per far desistere tali esaltati dall’intenzione di voler svolgere un ruolo di polizia parallela. Vorrei far riflettere il primo cittadino di Roma sul problema delle ronde e sul fatto che generano anche questo tipo di fenomeni. Mi auguro che, laddove previsto dalla legge, il Comune di Roma intraprenda le dovute iniziative legali verso chi si arroga il diritto di presentarsi con una divisa nella quale è ben visibile il logo Spqr, ledendo il tal modo l’immagine della città, un’immagine fatta di pace, integrazione e cultura. Chiedo infine al ministro dell’Interno, al Prefetto e alle forze dell’ordine di intervenire affinché simili pagliacciate, che gettano un’onta sulla città di Roma, non si ripetano più».

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=73715&sez=HOME_ROMA

Giornalisti stranieri all’attacco di Berlusconi: “Virulenta offensiva contro la libertà di stampa” / Libertà di informazione: l’Ue studia il “caso Italia”

Tre associazioni di reporter sottolineano che non ci sono precedenti nella Ue

“Usa il suo potere politico ed economico per tentare di controllare l’informazione”

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Diversi quotidiani europei sulla serata del premier a “Porta a porta”
“Tristezza per gli italiani che hanno assistito a tale messa in scena”

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dal corrispondente di Repubblica ENRICO FRANCESCHINI

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Giornalisti stranieri all'attacco di Berlusconi "Virulenta offensiva contro la libertà di stampa"
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LONDRA – “La stampa internazionale protesta contro Berlusconi a Bruxelles” titola El Periodico de Catalunya, che riporta l’intervento di tre organizzazioni internazionali di giornalisti presso la sede dell’Unione Europea a Bruxelles per denunciare con un’azione simbolica “la virulenta offensiva contro la libertà di stampa” di cui è protagonista Silvio Berlusconi. Le tre associazioni, che sono la Associazione Internazionale della Stampa, la Federazione Internazionale dei Giornalisti e Reporter Senza Frontiere, hanno ricordato in un comunicato quanto è stabilito dall’articolo 11 della Carta dei Diritti Fondamentali della Ue, che garantisce espressamente la libertà di espressione e di informazione.
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“Per la prima volta nella storia dell’Unione Europea”, affermano nella loro iniziativa i tre gruppi, “un capo di governo, l’italiano Silvio Berlusconi, ha lanciato una virulenta offensiva contro la libertà di stampa, avviando azioni legali o minacciando svariati giornali italiani o europei”. Berlusconi, continua il documento, “non ha esitato a usare il suo potere politico ed economico per tentare di controllare l’informazione in Italia e nella Ue”, al punto da accusare giornali e giornalisti italiani e internazionali “di cospirare contro il suo governo”.
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Numerosi giornali riportano con ampio rilievo il tragico attacco terroristico in Afghanistan in cui hanno perso la vita sei soldati italiani. Il lutto che ha colpito l’Italia, scrivono El Periodico e altre testate, ha smorzato per il momento le polemiche sul caso Berlusconi. In Svizzera, Les Temps nota che la manifestazione per la libertà di stampa che era stata indetta per sabato a Roma è stata rinviata di due settimane, appunto in ragione della morte dei soldati italiani e del lutto che ha colpito la nazione. Ma il giornale elvetico accusa Berlusconi di avere “riprogrammato” i palinsesti televisivi per ottenere la massima audience nella sua apparizione a “Porta a Porta” in cui consegnava le chiavi di nuove case ad alcune delle famiglie rimaste vittime del terremoto in Abruzzo, “pur rimediando soltanto un ascolto del 13 per cento”.

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Sulla “serata particolare in tivù”, questo il titolo dell’articolo, torna anche Le Monde, con un commento in cui il quotidiano francese esprime “tristezza” per quello che ha visto in tale trasmissione, in cui “94 villette” sono state consegnate ai sinistrati: “Tristezza per le 11 mila persone che vivono ancora sotto le tende e per le altre 25 mila ancora alloggiate negli alberghi della costa Adriatica. Ma tristezza anche per gli italiani, ammassati davanti al video, per assistere a una simile messa in scena”.
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A Londra, il Guardian riporta che “Berlusconi si dice pronto a dimettersi, se la Corte Costituzionale gli toglierà l’immunità giudiziaria” da ogni processo che gli è stata garantita dal Lodo Alfano, la legge approvata dal suo governo; e il quotidiano inglese riferisce anche che la popolarità del premier è scesa secondo un sondaggio al 47 per cento, il livello più basso da quando Berlusconi è stato rieletto presidente del Consiglio. Lo spagnolo Abc dedica un lungo articolo al “dibattito su un possibile successore di Berlusconi in Italia”. E l’agenzia Inter Press Service fa un reportage sulla televisione italiana intitolato “Estetica dello striptease”.
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18 settembre 2009
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Libertà di informazione: l’Ue studia il “caso Italia”

17 settembre 2009
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La Conferenza dei capigruppo politici del Parlamento europeo ha deciso, oggi a Strasburgo, di mettere in agenda per la “mini sessione” plenaria del 7 e 8 ottobre, a Bruxelles, un dibattito sulla libertà di informazione in Italia, dopo una dichiarazione della Commissione europea. Il dibattito sfocerà in una risoluzione che verrà sottoposta al voto dell’Aula nella successiva sessione plenaria di Strasburgo, dal 19 al 22 ottobre.

La proposta del dibattito, avanzata dal gruppo liberaldemocratico, è stata approvata di capigruppo della sinistra, dei Verdi e anche del Ppe. Sulla proposta di votare una risoluzione, invece, il Ppe si è opposto, insieme agli altri due gruppi di destra, gli euroscettici dell’Ecr (che comprende i Conservatori britannici) e gli antieuropei del gruppo Eld (Europa della Libertà e Democrazia), che comprende la Lega. Ha vinto, comunque, la maggioranza di centro sinistra comprendente i liberaldemocratici.

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fonte:  http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/mondo/2009/09/17/AM6zB7vC-liberta_studia_informazione.shtml