USA e Cuba: il blocco continua e Guantanamo resta… almeno per ora

Gli Stati Uniti ostacolano la vendita di prodotti medici a Cuba

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Image(Prensa Latina) Il governo statunitense ostacola la multinazionale nordamericana Cook Vascular Inc. a vendere a Cuba dispositivi per estrarre gli elettrodi od i cavi rovinati dei pacemaker impiantati nella cavità cardiaca. In dichiarazioni al quotidiano Granma, il medico cubano Francisco Dorticos, capo del Dipartimento di Aritmie e Stimolatori cardiaci dell’Istituto di Cardiologia e Chirurgia Cardiovascolare, ha criticato il continuo rifiuto a vendere questi mezzi a Cuba.
Ho fatto in posti differenti il sollecito per l’acquisto, e la risposta ricevuta è sempre la stessa, negativa, ha affermato il dottore.
Questi dispositivi permettono la sostituzione degli elettrodi senza necessità di realizzare una chirurgia cardiaca che ha alti rischi chirurgici per la vita dei pazienti, una maggiore permanenza negli ospedali e maggior recupero, ed elevati costi assistenziali.
Per Cuba, il cambiamento degli elettrodi costituisce un procedimento abituale d’accordo con l’introduzione di più di 20 mila pacemaker in pazienti con problemi cardiaci durante l’ultima decade.
Cifre ufficiali osservano che il bloqueo economico, commerciale e finanziario degli Stati Uniti contro questa isola caraibica ha causato tra maggio del 2008 ed aprile del 2009 perdite alla salute cubana stimate in 25 milioni di dollari.
A questo si somma la proibizione o non il conferimento di visti a scientifici e specialisti cubani per partecipare a numerosi congressi ed eventi in territorio statunitense.
Ig/dsa

Fonte: Prensa Latina

Obama ammette: Guantanamo non chiude entro gennaio 2010

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Barack Obama non riuscirà a mantenere la promessa di chiudere Guantanamo entro il 21 gennaio 2010. Era stato il primo impegno assunto dal presidente americano con il mondo, appena aveva messo piede alla Casa Bianca.

Ma a pochi mesi da quella data, per la prima volta, l’amministrazione ammette che sarà difficile rispettare la scadenza. Fonti anonime dello staff presidenziale, citate dal Washington Post, hanno rivelato che «è altamente improbabile che per gennaio tutti i detenuti abbiano lasciato Guantanamo».

All’origine del rinvio obbligato e a malincuore, sottolineano alla Casa Bianca, i tanti problemi di natura tecnico-giudiziaria esaminando uno per uno i casi giudiziari dei 235 sospetti terroristi ancora detenuti con oscuri diritti di difesa nel campo di prigionia nell’enclave cubana. Guantanamo, come Abu Ghraib gia chiusa dalla precedente amministrazione,è l’icona di una stagione politica che Obama voleva cancellare per sempre.

Fonte: blitzquotidiano


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