Archivio | novembre 8, 2009

PETIZIONE, per ‘Una legge per le medicine non convenzionali’

https://i1.wp.com/ilserpentedigaleno.blogosfere.it/images/Curanderos.jpgCuranderos

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LETTERA APERTA

Cari Amici, vi scrivo come so, come posso e per quello che ho imparato. Con tutta l’umiltà e l’onestà possibile.

Sono Emanuel Celano, vice-presidente della Associazione Culturale SPAZIO SACRO e promotore dell’iniziativa UNA LEGGE POPOLARE SULLE MEDICINE NON CONVENZIONALI, ma soprattutto un semplice uomo in un cammino spirituale, come molti di voi.

Sono un sognatore, una persona che crede veramente in un mondo migliore.

Non ci conosciamo è vero, proprio per questo non vi chiedo di credermi ma vi chiedo solo di leggere e discernere con mente neutrale. Ho letto su alcuni siti che molti si sono chiesti chi siamo, cosa vogliamo e quali secondi fini abbiamo.

Esiste un portale www.spaziosacro.it con migliaia di pagine (e la cifra non è tanto per dire), esiste uno statuto, esistono 2.000 iscritti alla nostra associazione, esistono presentazioni molto dettagliate delle nostre attività … sono li, per essere lette. Tu che non ci conosci lo hai fatto ?

Voglio inoltre rassicurarvi sulla completa autonomia della nostra associazione spazio sacro, non legata a nessun partito politico o ad altri enti-organismi o coordinamenti esistenti in italia. In data 10 dicembre 2008 ha chiesto la cancellazione dall’unica adesione ad un coordinamento sulle discipline bionaturali che aveva effettuato.

Se ancora state pensando che questo progetto è nato per dare vantaggio alla Ass. Spazio Sacro leggete il contenuto di questa pagina [ click qui ].

L’idea di una legge popolare per le medicine non convenzionali è nata solo ed unicamente per dare libertà di scelta terapeutica e legittimità alle Medicine Non Convenzionali in Italia, ricordando a tutti che la proposta di legge popolare presentata in questo sito non è contro la medicina ufficiale, non quindi uno spirito di offesa bensì di valorizzazione di tutti i percorsi, dove le conoscenze di cura coesistono, non limitandosi alla mera tolleranza ma integrandosi con amore per il bene dell’uomo. Uomo inteso nella sua completa espressione : fisica, mentale e spirituale. L’intento è il riconoscimento istituzionale delle Medicine non Convenzionali praticabili da operatori opportunamente preparati, a prescindere dalla loro appartenenza alla categoria medica, in ambiti di competenza chiari e ben definiti (in linea con le direttive comunitarie). L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) a tal propostito scrive :

“Gli operatori della salute non medici devono essere considerati una risorsa sostenibile e di valore per tutti i paesi del mondo e l’utilizzo di questi operatori nel sistema primario della cura, in stretta collaborazione con gli operatori della medicina convenzionale, contribuisce ad ottenere sistemi di salute più pratici, efficaci, e culturalmente accettabili. Beneficiare del meglio della medicina non convenzionale e di quella convenzionale e di una collaborazione efficiente e fattiva tra i due campi, è un diritto irrinunciabile del cittadino e della comunità”.

Così come sostenuto al Convegno Nazionale sulla “Libertà di Scelta Terapeutica” non si vuole quindi puntare il dito sulla necessità di scegliere una strada piuttosto che un altra, questo sarebbe non solo inutile ma anche limitante. Una persona può quindi essere seguita dal medico ed iniziare anche una cura non convenzionale, cura che in molte occasioni porta ad un miglioramento tangibile. In tal caso, saranno i medici stessi a modificare la terapia e non gli operatori bio-naturali non medici che non possono sostituirsi a questi ultimi; con la necessità che nelle “scuole di medicina” si insegni al futuro medico anche la via spirituale, per una completezza di formazione, essendo l’uomo come ho già sottolineato, un essere olistico.

Una nota rilevante che distingue questa proposta da quelle sino ad ora ricevute in Parlamento è data dall’apertura della stesura della Legge a tutti coloro che vi vorranno partecipare. Elemento che da solo esclude il secondo fine personale. Caro lettore, questo non dovrebbe farti riflettere ?

Inoltre viene dato un ruolo di primo piano alla Commissione Pilota sulle Medicine Non Convenzionali, prima che venga istituita una Commissione Permanente sulle MNC come prevedono tutte le altre proposte di legge giunte fino ad ora in parlamento. Solo una Commissione Pilota, i cui rappresentanti provengono dalle realtà italiane nelle quali vengono promosse ogni giorno, la conoscenza, l’apprendimento e la sperimentazione delle medicine non convenzionali è, a nostro parere, in grado di aiutare la comunità scientifica ad individuare le discipline bio-naturali da riconoscere e definire i profili e le competenze degli operatori olistici.

E’ proprio per questo motivo che chi promuove questa iniziativa è una Associazione e non un Movimento. Le associazioni culturale sono per definizione luogo di incontro e di aggregazione nel nome degli interessi culturali, assolvendo la funzione sociale di maturazione e crescita umana e civile, attraverso l’ideale di educazione permanente.

A coloro che punteranno nuovamente il dito sulla parola “UNA” associazione lascio che sia il tempo a parlare per noi ! Non vogliamo convincere ma “vincere con”, vincere insieme. E’ ben diverso.

Alcuni si sono chiesti perché il numero di strutture che hanno aderito all’iniziativa è così piccolo, a soli 10 giorni dall’inizio della petizione e lo stesso dicasi per il numero di firme?

Vorrei fare presente due cose. La prima è che la petizione è nata il 17 novembre 2008 ed iniziata fattivamente il 20 novembre e che molte strutture sono già in contatto ma, cosa non meno importante, non raccogliamo le adesioni senza verificarne i candidati. A questo avevate pensato ? La seconda, è che l’Italia è un paese in cui pochi si fidano, molti attendono e tutti criticano. Ma … se un piccolo “gruppo” aderisce poi tutti firmano !!!

Per quanto riguarda il numero di firme, come ho detto prima sono un sognatore. Anche io di fronte al numero di 50.000 mi sono spaventato. Mi sono detto come facciamo a trovare così tanta gente disposta a credere in un sogno ? Poi ho pensato al mare. Ad ogni goccia di acqua che lo compone. Ho pensato quindi che non sono solo, che non siamo soli, ma al contrario siamo in tanti. Ho pensato che la mia mano poteva essere la tua, la sua, la nostra … e che se fosse stato giusto IL DIVINO ci avrebbe aiutato !

Parlando di dati ed elementi concreti, lo sapevate che la maggioranza delle proposte di legge già giunte in parlamento prevedono di favorire delle classi specifiche che molto poco hanno a che vedere con le discipline bio-naturali ? Ecco allora che avremmo figure che non sono così rappresentative del nostro mondo nelle commissioni permanenti sulle MNC. E’ questo che vogliamo ? Noi abbiamo detto NO!

Lo sapevate che l’autonomia data alle regioni in fatto di leggi sta portando ogni realtà a creare “il suo mondo” e che le leggi regionali, se continuano queste differenze, saranno molto diverse le une dalle altre e quindi sarà sempre più difficile trovare un filo comune per una normativa nazionale ? O che una regione poi deciderà per tutti ?

Se la stessa energia che mettiamo per criticare la utilizzassimo per costruire, per unirci, per essere solidali gli uni con gli altri, come sarebbe migliore la terra in cui abitiamo!

Esiste un progetto. Esiste un sito. Possono esservene altri, non meno meritevoli ! E questo lo voglio sottolineare.

Non seguiamo il protagonismo, ma l’essenzialità.

Sul sito del progetto non trovate pubblicità della nostra associazione ma solo riferimenti ed un calendario gratuito di eventi italiani sulle medicine non convenzionali a cui tutti possono partecipare gratuitamente. Lo avete notato ?

Se vi fa piacere inserite le vostre proposte di integrazione al testo che potrà creare una legge POPOLARE sulle medicine non convenzionali.

Per quanto ci riguarda ci proporremo come semplici moderatori per tutelare sia i naturopati che gli operatori delle medicine non convenzionali. Ricordiamo a tutti che la scelta di parlare di Medicine Non Convenzionali piuttosto che Medicine Naturali, Complementari o altro, è stata compiuta dalla Comunità Europea e che la distinzione appena enunciata tra naturopati ed operatori delle discipline bio-naturali è funzionale per qualificare una diversa formazione, già espressa nella prima stesura del testo di legge (testo che ognuno di noi può modificare), nella volontà di dare valore ad una formazione seria e regolamentata per tutti. Proprio per queste mancanze molte proposte di legge attuali portavano i Naturopati a chiedere di non essere normati all’interno delle discipline bio-naturali.

Siamo altresì consapevoli del fatto che nella terminologia attuale (operatore del benessere, operatore DBN, operatore in D.B.N., operatore bio naturale, terapista del benessere, operatore di discipline del benessere e bio-naturali, operatore della naturopatia, naturopata, naturopata olistico, esperto di medicina naturopatica …) siano facili dei fraintendimenti. Uno degli obiettivi di questo progetto è proprio di arrivare a delle definizioni comuni insieme ! L’intenzione è di coinvolgere tutti !

Possiamo scegliere di partecipare, come possiamo scegliere di non partecipare. Possiamo scegliere sia di essere rispettosi sia di essere denigratori. Possiamo scegliere di costruire come di criticare.

Siamo nel pianeta della libera scelta !

Buona scelta a tutti.

Un abbraccio di luce ed un sentiero di pace,

Emanuel Celano

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Perche si chiamano MnC : Medicine non Convenzionali ?

Non esiste ad oggi un consenso univoco sulla definizione da adottare rispetto alla realtà socio-sanitaria delle discipline denominate Medicine non Convenzionali. Si è scelto di utilizzare questa espressione (preferendola ad altre diffuse sia in ambito nazionale che estero, come Medicina Complementare e Alternativa, Medicina Tradizionale, Medicina Naturale, ecc.) [WHO Traditional Medicine Strategy 2002-2005] essendo quella prevalente nel contesto istituzionale europeo, adottata sia dal Parlamento Europeo (Parlamento Europeo, Risoluzione n.75/1997 del 29/05/1997) sia dal Consiglio d’Europa (Consiglio d’Europa, Risoluzione n.1206/1999 An European approach to non conventional medicines).

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Una Legge POPOLARE Sulle Medicine Non Convenzionali

Il percorso per il riconoscimento delle medicine non convenzionali ha seguito sino ad oggi un lungo iter parlamentare, senza giungere ancora alla creazione di un quadro normativo nazionale.

Attualmente in Italia non è ancora giuridicamente riconosciuta la figura professionale del Naturopata e dell’operatore delle Discipline Bio-Naturali. Esistono solo delle leggi regionali (in particolare in Lombardia, Toscana, Liguria ed Emilia Romagna).

Per questi motivi abbiamo deciso di creare questo sito e raccogliere le 50.000 firme necessarie per presentare una proposta di Legge di iniziativa popolare.

50.000 firme per la libertà di scelta terapeutica e la legittimità delle Medicine Non Convenzionali.

La parte innovativa di questo progetto è costituita dalla modalità di creazione della legge stessa. Tutti possono contribuire alla sua stesura partendo da un testo base. Abbiamo creato, a tal proposito, una sezione aggiornabile per ricevere i commenti ed i testi degli utenti che vorranno partecipare.

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UNA LEGGE POPOLARE APARTITICA !

Caro Navigatore, vogliamo sottolineare che questa proposta di Legge Popolare non è vincolata o promossa da alcun Partito Politico, ma nasce per volontà della Ass. Culturale Spazio Sacro di Bologna nella persona del suo vice-presidente, il Dott. Emanuel Celano.

Una nota rilevante che distingue questa proposta da quelle sino ad ora ricevute in Parlamento è data dalla apertura della stesura della Legge a tutti coloro che vi vorranno partecipare, e dal ruolo assegnato alla Commissione Pilota sulle Medicine Non Convenzionali, prima che venga istituita una Commissione Permanente sulle MNC.

Solo una Commissione Pilota, i cui rappresentanti provengono dalle realtà italiane nelle quali vengono promosse ogni giorno, la conoscenza, l’apprendimento e la sperimentazione delle medicine non convenzionali è, a nostro parere, in grado di aiutare la comunità scientifica ad individuare le discipline bio-naturali da riconoscere e definire i profili e le competenze degli operatori olistici.

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Perchè Firmare adesso, se la proposta di legge popolare non è ancora ultimata ?

Secondo la Legge Italiana la raccolta di firme online non ha valore legale.

Chiediamo la tua adesione adesso, anche se la proposta di legge popolare che troverai in questo sito non è ancora ultimata, per ricevere il tuo sostegno ed appoggio a questa iniziativa e per velocizzare le fasi del Progetto che sono pubblicate qui sotto.

Una volta raccolte le 50.000 firme riceverete nella vostra casella di posta il testo completo della proposta di legge e SOLO SE lo riterrete valido potrete recarvi presso una struttura nella vostra provincia per la firma cartacea con valore legale.

Grazie !

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LE FASI DEL PROGETTO :

  1. RACCOGLIERE 50.000 FIRME VIRTUALI TRAMITE LA PETIZIONE ONLINE
  2. REDIGERE INSIEME UNA PROPOSTA DI LEGGE (vedi la versione attuale)
  3. TROVARE ALMENO UNA ASSOCIAZIONE O UN CENTRO PER OGNI PROVINCIA ITALIANA DISPONIBILE A COSTITUIRSI COME PUNTO DI RACCOLTA DELLE FIRME REALI (vedi le sedi)
  4. INVIARE, UNA VOLTA RAGGIUNTO IL NUMERO, UNA EMAIL A TUTTI COLORO CHE HANNO PARTECIPATO CON IL TESTO COMPLETO DELLA PROPOSTA DI LEGGE.
  5. RACCOGLIERE LE 50.000 FIRME CARTACEE CON VALORE LEGALE PRESSO LE SEDI PROVINCIALI INDIVIDUATE PER LA RACCOLTA DELLE FIRME REALI
  6. DEPOSITARE LE FIRME ALLA CORTE DI CASSAZIONE PER IL LORO RICONOSCIMENTO
  7. CONSEGNARE LA PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE AL PARLAMENTO ITALIANO

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Ultime Notizie sulle MNC e le proposte di Legge arrivate in parlamento

.firma subito

SPECIALE, IL MURO – Germania senz’anima, Colloquio con Günter Grass

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Germania senz’anima

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di Stefano Vastano
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A vent’anni dalla caduta del Muro il Nobel tedesco fa i conti col passato, suo e del suo Paese. Non voleva l’unificazione e ora si augura che tra i giovani scrittori nascano tanti nuovi ‘tamburi’. Colloquio con Günter Grass

lo scrittore Gunter Grass
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Nessun altro scrittore tedesco si è occupato tanto del rapporto tra storia, biografia e politica come Günter Grass. Del resto, l’ottantaduenne Nobel per la Letteratura è l’autore del più importante romanzo tedesco del dopoguerra, ‘Il tamburo di latta‘, una simbolica resa dei conti con il proprio Paese e di cui si celebra, in questi giorni, il cinquantesimo anniversario della pubblicazione. In Italia quel libro è riproposto da Feltrinelli, mentre Einaudi ha appena mandato in libreria ‘Camera Oscura’, una specie di diario intimo, dove lo scrittore è raccontato con gli occhi dei figli e dei familiari, mentre in ‘Sbucciando la cipolla‘ Grass qualche anno fa confessava il suo passato nazista. Insomma, vita privata e vita pubblica si sono sempre mescolate nella produzione dello scrittore: peraltro un militante socialdemocratico. Ecco perché il ventesimo anniversario della caduta del Muro di Berlino è un’ottima occasione per riflettere sulla Germania, sui conti col passato e sul ruolo pubblico dello scrittore. “Prima che scrittore sono un cittadino”, precisa Grass, “lo dico perché l’inizio della catastrofe nazista si deve al fatto che in Germania non c’erano abbastanza cittadini disposti a difendere le fondamenta democratiche della Repubblica. Ecco perché è mio diritto e dovere interessarmi di politica. Perché so quanto la democrazia sia una pianta delicata e fragile. Del resto lo dimostra l’esempio del vostro Paese, oggi. Quando penso a Berlusconi, provo vergogna, per voi italiani”.

Parliamo della Germania. Lei era contrario all’unificazione del Paese…
“E sa perché? Perché si è voluto realizzare, a tutti i costi e troppo in fretta, l’unità nazionale, prima della vera unificazione delle due Germanie. Non s’è sentito il bisogno di scrivere una nuova costituzione, cosa che si fa di solito, quando nasce un nuovo Stato. Si è proceduto semplicemente all’annessione dell’ex-Rdt da parte dell’Ovest”.

Vent’anni dopo, è ancora convinto che siano stati gli 82 milioni di tedeschi a sbagliarsi e non lei?
“Anch’io commetto errori. Temevo che Kohl trasformasse la Germania in un Paese centralistico, ma ho sottovalutato la forza intrinseca del nostro federalismo. Però il mio pessimismo era fondato. Kohl ha voluto l’unificazione distribuendo il marco, la nostra valuta di allora all’Est. Pensava di fermare così la fuga di massa verso l’Ovest. Ma non è stato così. Due milioni di tedeschi hanno lasciato l’Est, e l’Est è rimasto un territorio colonizzato dai fratelli ricchi. Il Paese è ancora diviso in due”.

Non può negare che oggi a Lipsia o Dresda si stia meglio che ai tempi del Muro…
“Il punto è che l’Ovest si è appropriato del 90 per cento dei beni nelle cinque regioni dell’Est, e che tranne il nazionalismo a quelli dell’Est non è rimasto nulla in mano. Mai nella storia del dopoguerra s’è verificato un processo così antidemocratico”.

Lei rifiutava l’unità tedesca anche a causa del passato nazista. A 70 anni dalla guerra i tedeschi sono riusciti a domare il passato?
“Le colpe del passato nazista sono diventate parte integrante della nostra identità nazionale. La catastrofe del Terzo Reich è stata così radicale che noi tedeschi non potevamo esimerci dal confrontarci con la nostra disfatta. Voi italiani siete riusciti a trasformarvi nei vincitori morali del conflitto. Noi dovevamo invece fare i conti con Auschwitz. L’accettazione delle colpe ha sortito effetti positivi sulle nuove generazioni di tedeschi”.

Che ruolo avete avuto voi scrittori in questa resa dei conti?
“Nel primo dopoguerra i letterati non volevano sporcare le pagine con le lordure del passato. È stato merito di alcuni scrittori, io fra loro, di aver rotto verso la fine degli anni ’50, con l’ipocrisia dell’era Adenauer. L’establishment diceva ai cittadini: lavorate, pensate al benessere materiale, non al passato. Noi invece abbiamo messo il dito nella piaga del nazismo”.

È ‘Il tamburo di latta’, con il suo protagonista Oskar, uno gnomo di Danzica, che si rifiuta di crescere, il primo romanzo che rievoca nel modo efficace gli incubi del Terzo Reich?

“Col senno di poi possiamo dire che ‘Il tamburo di latta’ e l’intera Trilogia di Danzica (‘Gatto e topo’, ‘Anni di cane’) ha aperto uno squarcio nel mutismo degli anni ’50. La letteratura serve perlomeno a lasciare, come una lumaca silenziosa, delle lunghe tracce nelle coscienze e nei processi sociali. Comunque non ero solo. Con me c’erano i poeti Hans Magnus Enzensberger e Ingeborg Bachmann, insieme al più giovane Uwe Johnson e al più anziano Heinrich Böll. Abbiamo preso di petto il passato nazista e non abbiamo più mollato la presa”.

Sta parlando della letteratura che affronta il passato. E il futuro?
“A volte le profezie degli scrittori si rivelano vere. Le faccio un esempio: l’islandese, Halldór Laxness ha descritto alla perfezione in un suo romanzo (‘La campana islandese’) il collasso economico del suo Paese. Negli anni ’20 Alfred Döblin descrisse in un romanzo il disgelo dei poli terrestri. Spesso la letteratura anticipa gli sviluppi sociali”.

Vede nuovi Grass o nuovi ‘Tamburi di latta’ in giro?
“Vedo giovani autori che hanno più cultura e titoli di noi scrittori del dopoguerra. Non dubito che verranno altri ‘Tamburi’. Al di là della sua valenza simbolica, è un romanzo picaresco, quindi europeo per eccellenza. Boccaccio ha rubato lo stile picaresco agli arabi, questo stile è passato poi in Spagna e con Rabelais in Francia; è giunto infine in Germania. Dalla Dublino di Joyce alla Berlino di Döblin sino alla Danzica del ‘Tamburo di latta’ è sempre un protagonista e una città al centro di questa tradizione epica”.

Di Danzica, sua città, ha raccontato cinquant’anni fa. Ma solo nel 2006 ha rivelato di essere stato soldato di una divisione delle Waffen-SS. Perché ci ha messo oltre 60 anni a scrivere questa storia?
“Perché dovevo diventare vecchio per poter rivivere la mia biografia. Solo ottantenne mi è stato possibile rivedermi ragazzino di 14, 15 anni”.

Fu solo con un tacito silenzio che il 15enne Grass si accostò al nazismo?
“Macché, in ‘Sbucciando la cipolla’ ho descritto la mia situazione di allora come un fallimento rispetto al fascino esercitato dal nazismo su noi ragazzi”.

È stato accusato di ipocrisia.
“È facile col senno di poi giudicare gli errori altrui. Molti scrittori, da Mario Vargas Llosa a Norman Mailer, hanno capito che per descrivere la propria vita servono decenni di maturazione: la memoria che ne abbiamo è proprio come sbucciare, strato dopo strato, una cipolla, un processo doloroso. Eravamo come trasportati da un’utopia radicale di salvezza, di redenzione assoluta della Germania. Solo dopo la guerra ho capito, leggendo Camus, che mai nessun Führer e nessuna utopia può sollevare e di colpo tutta la nostra esistenza: il sasso rotola sempre giù sulle spalle di Sisifo”.

Cinquant’anni anni fa Oskar de ‘Il tamburo di latta’ urlava contro gli orrori del nazismo: c’è ancora bisogno degli strilli di Oskar?
“Sì, la società ha bisogno di una letteratura che si immischi nei discorsi quotidiani, che faccia vedere senza pietà i misfatti dei potenti e mostri ai giovani i limiti delle utopie radicali. C’è sempre bisogno dell’arte che, come Oskar col suo tamburo, svegli le coscienze intorpidite”.

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4 novembre 2009

fonte:  http://espresso.repubblica.it/dettaglio/germania-senzanima/2113869

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IL COMMENTO

Incubo, paura
e rinascita

Il 9 novembre 1989 ‘Die Mauer’ è crollato come un gigantesco colosso di burro. Da allora Berlino è diventata la metropoli più sperimentale, artificiale e gaia del Vecchio Continente  di Stefano Vastano

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VIDEO

A Berlino
c’era un muro

Dalla costruzione all’abbattimento, immagini per non dimenticare ‘Die Mauer’ e quel che ha significato per i berlinesi e per l’Europa

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SFOGLIA

Il crollo raccontato
su  ‘L’espresso’

Ecco come, nel novembre del 1989, il nostro giornale commentava gli eventi tedeschi. Dal crollo della Germania Orientale alle prospettive dell’integrazione economica

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East Side Gallery
i colori della libertà

La East Side Gallery è il tratto più lungo rimasto in posizione originale del muro di Berlino . Lunga 1,3 km, corre parallela alla Sprea. Dopo il 1989 fu offerta agli artisti di murales come una sorta di enorme tavolozza
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FOTO

La Storia
formato souvenir

In rete, nei negozi per turisti, sulle bancarelle: portarsi a casa un pezzetto di muro è d’obbligo per chi visita Berlino. Ecco così il muro magnete, piccole Trabant che sfondano il muro, muro in bottiglia, muro con certificato

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fonte:  http://temi.repubblica.it/espresso-muro-di-berlino/

Nuova vittoria al Tar per i docenti precari

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di Franca Deponti

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Nuovo round a favore dei docenti precari nel contenzioso sul’inserimento nelle graduatorie provinciali a esaurimento. All’inizio di ottobre, un prima pronuncia del Tar Lazio ordinò al ministero dell’Istruzione di inserire nelle graduatorie gli insegnanti supplenti “a pettine” – cioè sulla base del punteggio ottenuto – e non in coda: e già da domani i primi 300 precari cominceranno a entrare nelle “liste” provinciali con questa modalità.

Adesso, lo stesso Tar ha accolto nuove richieste per inserire in base al punteggio altri 7.000 docenti. Mentre, dunque, la maggioranza in Senato stringe i tempi per la conversione in legge entro il 24 novembre del Dl 134/09 salva-precari – che renderebbe inefficace l’ordinanza del 9 ottobre del Tar Lazio che ha disposto il commissariamento “ad acta” del Miur se non verrà rispettato il principio dell’inserimento a pettine – gli stessi giudici amministrativi hanno confermato l’interpretazione avviando ulteriori 13 procedure di commissariamento nei confronti del ministero dell’Istruzione.

Altra vittoria “di tappa”, dunque, del sindacato Anief, Associazione nazionale insegnanti ed educatori in formazione, promotore dei ricorsi che hanno visto anche condannare il Miur al pagamento delle spese di lite, pari a 65.000 euro, anche se il braccio di ferro potrebbe preannunciarsi lungo e denso di ulteriori ricorsi.
Dal ministero cercano di gettare acqua sul fuoco spiegando che il decreto salva-precari, una volta approvato, annullerà gli effetti anche di queste decisioni così come della precedente. Intanto, però, proprio in base all’ordinanza del 9 ottobre scorso, l’inserimento bocciato dal ministero dovrà iniziare domandi perché, trascorso un mese senza che sia realizzato quando stabilito, il Tar ha già nominato il dirigente generale della Funzione pubblica, Luciano Cannerozzi de Grazia, quale commissario delegato a dare esecuzione alla decisione.

Sempre domani i docenti affiliati all’Anief diserteranno le classi per una giornata di sciopero proclamata anche «per garantire al personale precario gli stessi diritti del personale di ruolo come una direttiva del 1999 dell’Europa ci impone» spiega Marcello Pacifico, presidente Anief. «Speriamo – conclude Pacifico – che questa ennesima pronuncia della giustizia amministrativa sia finalmente da stimolo per una corretta gestione delle graduatorie ad esaurimento, nel rispetto delle più elementari regole del buonsenso, della nostra legislazione e della nostra Costituzione».

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8 novembre 2009

fonte:  http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/11/tar-lazio-precari-scuola-miur.shtml?uuid=5d8e7592-cc82-11de-a628-f019027192d1&DocRulesView=Libero

Tre malati di Sla in sciopero della fame. Fazio: “Li incontrerò”

Il viceministro della Salute disponibile fin da domani a un incontro costruttivo

Maria Antonietta Coscioni: “Sono abbandonati a se stessi, anch’io in sciopero del cibo”

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Roma, 8 novembre 2009 – “Sono pronto già da domani a incontrare i rappresentanti dei malati per un confronto costruttivo”: lo afferma il vice-ministro della Salute, Ferruccio Fazio in merito all’iniziativa assunta da Salvatore Usala, Giorgio Pinna, Mauro Serra e da ieri Claudio Sabelli, malati di Sclerosi Laterale Amiotrofica in fase avanzata, che sono in sciopero della fame per protestare contro la mancanza di una degna assistenza domiciliare ai malati. A render nota la disponibilità del viceministro alla Salute è, l’associazione Viva la Vita Onlus, che riunisce e rappresenta malati di Sla.


“A fronte di un chiarimento tra le parti, verrà quindi fissato un incontro per mettere a punto le strategie più efficaci e percorribili per migliorare la qualità della vita dei malati di Sla – afferma l’associazione – Siamo soddisfatti dell’intervento di Fazio che, se manterrà gli impegni presi, consentirà ai malati di Sla di ricevere la dovuta attenzione. Confidiamo – dice Mauro Pichezzi, presidente di Viva la Vita Onlus – in una azione complessiva del Ministero del Welfare per intervenire concretamente sulla drammatica condizione in cui versano i malati di Sla e le loro famiglie”.

Sulla vicenda si registra poi l’intervento di Maria Antonietta Farina Coscioni, deputata radicale eletta nel Pd. “Il Governo approfitta dell’istituzione del Ministero della Salute per incrementare di due nuovi sottosegretari i membri del Governo. Nonostante la crisi, i soldi per le poltrone sono usciti fuori mentre gli ammalati di Sla – afferma – sono abbandonati a se stessi quando hanno bisogno e con urgenza di assistenza. Continuiamo a chiedere una risposta al vice Ministro Fazio, risposta che abbiamo chiesto non sia formale e burocratica ed è per questo che tarda a venire. Dalla mezzanotte di oggi inizierò – conclude – uno sciopero della fame affiancando Usuala, Pinna e Serra, malati di Sla, per sostenere le loro legittime richieste”.

fonte agi

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fonte:  http://quotidianonet.ilsole24ore.com/cronaca/2009/11/08/258291-malati.shtml

UNA SPLENDIDA IDEA – Roald, architetto della foresta: gli alberi invadono il salotto

 Ecocase, alberi in salotto

Piante e rami non lavorati al posto di travi lisce e piallate. Sono questi i materiali con cui un designer del Wisconsin costruisce e arreda le sue abitazioni ecologiche.

“Qual è l’utilità di una casa se non c’è un pianeta decente in cui costruirla?”

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di LARA GUSATTO

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Foto di Paul Kelly, dal sito wholetrees.com

 

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DOPO lo stile liberty, il minimalista e il cyber moderno, l’architettura scopre una nuova tendenza: il bio-design. I profumi e le forme della foresta entrano in casa e ne diventano la struttura portante. Roald Gundersen, 49 anni, è l’eco-architetto che vuole rivoluzionare l’industria delle costruzioni. Vive nel Wisconsin (Stati Uniti) dove dirige la Whole Trees Architecture and Construction. Un’azienda specializzata nel design verde e negli edifici naturali. E’ partito dalla sua casa, dove tuttora vive con la famiglia, per arrivare ad arredare ristoranti e centri studi.
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La casa a chilometri zero. La materia prima è scelta con cura: solo alberi che hanno perso la loro corteccia, piante malate, la cui eliminazione andrà a tutto vantaggio del bosco in cui crescono permettendo agli altri esemplari di ottenere più luce, aria e sostanze nutritive. Il suo lavoro è simile a quello di un giardiniere che libera il roseto dalle erbacce, solo che in questo caso, le piante infestanti invece di finire al macero vengono riutilizzate per creare abitazioni resistenti, belle e a chilometri zero.
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Un pioppo in cucina. La sua prima casa, la A-frame, costata 15 mila dollari e 12 mesi di lavoro, l’ha costruita 16 anni fa con gli alberi della foresta di fronte, così come la serra solare e la Book End, una piccola dependance edificata con i “morti in piedi” come li chiama Roald, nome macabro per indicare gli olmi uccisi dai coleotteri. Ma qual è la particolarità delle case di legno costruite da questo architetto della foresta? Roald non modifica la materia prima a sua disposizione, la lascia grezza: gli alberi non vengono trattati, ma utilizzati con tanto di imperfezioni, rami e curvature.

 

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La Terra: un ecosistema delicato. Sostenitore dello slow food, delle risorse rinnovabili e di uno stile di vita semplice e sostenibile, Roald ha una visione coincidente con quella del poeta ottocentesco Henry David Thoreau: “Qual è l’utilità di una casa se non c’è un pianeta decente in cui costruirla?” E la sensibilità nei confronti della Terra Roald l’ha sviluppata da giovanissimo guardando le immagini inviate dagli astronauti dell’Apollo 11 in occasione dello sbarco sulla Luna. A nove anni ha compreso la fragilità del nostro Pianeta, un gioiello solitario sospeso nello spazio.
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Alberi al naturale. L’utilizzo dell’albero intero nelle costruzioni offre più opportunità e ha molte più qualità delle travi di legno lavorate. “Un tronco curvo può sostenere una casa – spiega Roald al New York Times – le piante hanno testato e architettato la loro struttura per 200 milioni di anni rendendo la loro capacità di sopportare il peso simile all’acciaio”.
Risultato confermato da una ricerca del Dipartimento dell’agricoltura americano: “L’albero non lavorato può sostenere il 50 per cento di peso in più rispetto alle travi tagliate e piallate”. Ecco quindi nascere le case di Roald con alberi incastonati nella struttura con tronchi come colonne portanti e travi curve a sorreggere il tetto. Forti e con una temperatura ideale: da non sottovalutare le proprietà isolanti del legno che grazie ad alcuni accorgimenti come le ampie vetrate con doppi vetri leggermente inclinate per catturare i deboli raggi invernali, permettono di conservare il calore riducendo al minimo i consumi per il riscaldamento a dicembre e rendendo inutile l’aria condizionata d’estate.
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Natural style al GF. Bando allo stile artificiale anche nella casa del Grande Fratello. Un albero in salotto fa tendenza e crea un’atmosfera naturale. Per questo i designer della Endemol hanno deciso di introdurre in alcune delle stanze delle piante come pilastri. L’effetto giardino d’inverno post-moderno è assicurato. Chissà che aiutino i concorrenti a sentirsi meno reclusi e creino l’illusione di una radura nel bosco.
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8 novembre 2009
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Cucchi, il legale smentisce medici e carcere: “Non ha mai detto ‘No’ a dare notizie ai familiari”

L’avvocato della famiglia nega che il giovane morto in ospedale dopo l’arresto abbia mai scritto sui documenti di non voler informare i parenti sul suo stato di salute

“La sua indisponibilità all’alimentazione e alla somministrazione di liquidi era dovuta al fatto che Stefano chiedeva di parlare con il suo difensore di fiducia”

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Cucchi, il legale smentisce medici e carcere "Non ha mai detto 'No' a dare notizie ai familiari"Il padre, la madre e la sorella di Stefano Cucchi

 

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ROMA – “Sul documento originale acquisito dagli inquirenti sull’indisponibilità di Stefano Cucchi ad informare i familiari non c’è scritto nessun ‘No'”. Ad affermarlo è l’avvocato Fabio Anselmo, difensore della famiglia Cucchi. Nei giorni scorsi, su alcuni organi di stampa, era stato mostrato il documento in cui, sulla disponibilità di Cucchi erano visibili due grandi “No” sia sulla parte sinistra del documento che su quella destra.
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“Nella cartella clinica inviata dal Pertini ai pm Barba e Loy – afferma l’avvocato – il documento riguardante l’accettazione o meno da parte di Stefano Cucchi nel comunicare notizie ai suoi familiari è diverso da quello pubblicato dagli organi di stampa. E’ diverso addirittura il modulo, pur rimanendo sostanzialmente le stesse domande. Il documento ha soltanto l’intestazione scritta a penna col nome di Stefano Cucchi e la data. Per il resto non è scritto altro (né sì, né no come risposta alle domande, ndr) e non è neppure sottoscritto, senza firma alcuna”.
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La sua indisponibilità all’alimentazione e alla somministrazione di liquidi era dovuta al fatto che Stefano chiedeva di parlare con il suo legale di fiducia, con una operatrice della comunità Ceis e con il cognato – ha detto ancora Anselmo – richiesta evidentemente non accordata dal reparto dell’ospedale Pertini dove era ricoverato”.
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Un altro particolare non definitivamente chiarito riguarda l’affermazione del padre di Stefano Cucchi, Giovanni, secondo cui suo figlio aveva il viso gonfio già nell’aula del Tribunale durante l’udienza di convalida dell’arresto. “Il padre conferma assolutamente di averlo visto già segnato, anche se i segni riscontrati sulle foto del cadavere sembrano più pesanti”, continua il legale.

 

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Stefano Cucchi accusò un malore già nella notte tra giovedì 15 e venerdì 16 nella cella di sicurezza della stazione dei carabinieri di Tor Sapienza. Alle 5 fu visitato da un medico chiamato tramite il 118.
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8 novembre 2009
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