Archivio | novembre 25, 2009

LA LETTERA: “Se La Russa mi augura il cancro”

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Salve,
sono un ragazzo di 31 anni che da due anni lavora e vive a Barcellona.

Premetto che purtroppo non abbiamo filmati ne’ una documentazione audio circa l’accaduto, perciò posso solo limitarmi a raccontarlo.

Erano circa le 17 di martedì: io e i miei colleghi di lavoro ci godevamo gli ultimi minuti di pausa prima di tornare al lavoro. Improvvisamente qualcuno riconosce una nota fisionomia, la figura di un signore seduto al tavolino di un bar di Plaza Catalunya…

“E’ La Russa!”

E che cosa faceva il nostro ministro li’, a pochi metri a godersi la mite temperatura catalana?

Ma, chiaro, era venuto a vedere la “sua” Inter, impegnata nella partita di Champions contro il Barcellona (solo un’ipotesi, inizialmente, poi praticamente confermata da lui stesso).

REPUBBLICA TV LE SFURIATE DI LA RUSSA IN TV

Bene, per farla breve, qualcuno di noi non ha resistito, vista la ghiotta occasione, e si è così avvicinato al Sor Ignazio…

Questa la sua frase (ovviamente una provocazione, legittima, anzi, dovuta):

“Salve Ministro (stringendogli la mano), spero che la partita le vada male, così come sta andando male il nostro Paese guidato dal suo Governo…”

Una provocazione, certo, ma, garbata, mi pare…
Ed ecco l’incredibile risposta del signor Ignazio La Russa, ricordo MINISTRO DELLA DIFESA DELLA REPUBBLICA ITALIANA:

“Ed io spero che LE VENGA UN CANCRO…”

UN CANCRO.

Questa la vergognosa risposta di un MINISTRO alla provocazione di un cittadino italiano, un ragazzo di 26 anni.

“SPERO CHE LE VENGA UN CANCRO”.

Bè, lo so che non c’è nessuna prova o documento ma noi qui siamo in molti a poterlo testimoniare (eravamo un poco lontani ma eravamo li’).

Credo che si debba cmq sapere (anzi, forse meglio dire “ribadire”) quale sia la caratura e il livello di chi in questo momento ci sta governando, l’arroganza, la maleducazione, la “violenza” verbale che questi signori si permettono di utilizzare nei confronti dei propri cittadini (di parte avversa, s’intende, ma pur sempre cittadini…)

Fine della storia, spero che venga diffusa il più possibile, almeno sul web.

Marco Pidalà
Davide Sellari

Barcellona

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25novembre 2009

fonte:  http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/politica/lettera-la-russa/lettera-la-russa/lettera-la-russa.html?rss

Una donna su tre vittima di violenza: Oggi si celebra la giornata mondiale

Dati sempre più gravi. Secondo l’Istat 6,7 milioni di persone di sesso femminile
hanno subito aggressioni fisiche o sessuali nella loro vita. Pochissime denunce

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Una donna su tre vittima di violenza oggi si celebra la giornata mondiale

Manifesto contro la violenza sulle donne

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La manifestazione nazionale si svolgerà a Roma sabato prossimo alle 14

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ROMA – In Italia una donna su tre, tra i 16 e i 70 anni, nella corso della vita è stata vittima della violenza di un uomo. Secondo l’Istat sono 6,743 milioni le donne che hanno subito nel corso della propria vita violenza fisica e sessuale. Tre milioni di donne hanno subito aggressioni durante una relazione o dopo averla troncata, quasi mezzo milione nei 12 mesi precedenti all’indagine telefonica.

La violenza è prevalentemente casalinga. Ai danni di mogli e fidanzate i reati gravi: 8 donne su 10 malmenate, ustionate o minacciate con armi hanno subito le aggressioni tra le mura domestiche. Un milione di donne hanno subito uno stupro o un tentato stupro. A ottenere con la forza rapporti sessuali il 70% delle volte è il partner stesso e in questi casi il reato è reiterato. Un’agghiacciante abitudine domestica.
Solo il 6,2% delle aggressioni è stato opera di estranei.

Il rischio di subire uno stupro piuttosto che un tentativo di stupro è tanto più elevato quanto più è stretta la relazione tra autore e vittima. Gli sconosciuti commettono soprattutto molestie fisiche e sessuali, seguiti da conoscenti, colleghi ed amici.

Nella quasi totalità dei casi le violenze non sono denunciate. Il sommerso è elevatissimo e raggiunge circa il 96% delle violenze subite da un non partner e il 93% di quelle da partner. Anche nel caso degli stupri la quasi totalità non è denunciata (91,6%). È consistente la quota di donne che non parla con nessuno delle violenze subite.

Per fare uscire dal silenzio questa drammatica situazione si celebra domani, 25 novembre, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, istituita dalle Nazioni Unite nel 1999 per sensibilizzare governi, istituzioni governative e non, società civile, mezzi di comunicazione di massa.

La manifestazione nazionale si terrà a Roma il 28 novembre alle 14, da Piazza della Repubblica a Piazza San Giovanni. Una manifestazione, spiega il sito www. torniamoinpiazza.it, contro la violenza maschile sulle donne, “per la libertà di scelta sessuale e di identità di genere, per la civiltà della relazione tra i sessi, per una informazione libera e non sessista, contro lo sfruttamento del corpo delle donne a fini politici ed economici. Per una responsabilità condivisa di uomini e donne verso bambine/i, anziane/i e malate/i, nel privato come nel pubblico. Contro ogni forma di discriminazione e razzismo, per una scuola che educhi alla convivenza civile tra i sessi e le culture diverse”.

Moltissime le iniziative che stanno avvenenedo in tutta Italia, come la manifestazione “Take Back the night”, un corteo multietnico armato di utensili da cucina insanguinati che ha invaso piazza Vittorio a Roma attraversando la città (guarda le immagini su XL).

A Palazzo Ducale, a Genova, parte oggi: “Non ho mai subito violenze. E’ vero?”, mostra fotografica con 17 ritratti femminili, in un allestimento curato dalla scrittrice e docente di Filosofia teoretica dell’Ateneo del capolugo ligure Nicla Vassallo. Ad ogni tavola fotografica, che ritrae donne di ogni età e condizione socio-economica, corrisponde la scritta: “Non ho mai subito violenze. E’ vero?”.

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24 novembre 2009

fonte:  http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/donne-realta/giornata-violenza-donne/giornata-violenza-donne.html

La rivolta dei poeti: «Berlusconi, giù le mani dalla democrazia»

https://i0.wp.com/www.naylor.net/andrew/mckean/OptionClick/dmc_1.jpgfonte immagine:  http://stregattablu.splinder.com/archive/2007-12

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di Pietro Spataro

tutti gli articoli dell’autore

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«Tanto, dicono, sopravviene rapido e crudo l’oblio». È un verso della poesia di Roberto Roversi che pubblichiamo qui accanto. Una delle tante che compongono questa «antologia della ribellione » che gira sull’on line da qualche giorno e sta suscitando grande interesse.Unastranezza nell’Italia di oggi. Trenta poeti (giovani e vecchi, del Nord e del Sud) si mettono al lavoro e scrivono versi per protesta: contro la minaccia incostituzionale di Berlusconi, per difendere il valore della resistenza e della memoria. Sembrava un’impresa impossibile. Quando Davide Nota, che è un giovane poeta di ventotto anni pieno di passione, ha cominciato a telefonare a noi più anziani, in pochi avremmo scommesso sulla riuscita. Pensavamo a Pasolini e misuravamo la distanza tra il suo grido e questa «Italia rotta» di oggi. Racconta Davide: «Tutto è cominciato quando Berlusconi ha proposto di cambiare nome alla Festa della Liberazione. Ne abbiamo parlato io e Gianni D’Elia e all’inizio si pensava a una cosa così, duepoesie contro l’oblio». Poi invece le poesie sono diventate di più: per la precisione quarantadue. I poeti sono trenta e sono diversi tra loro: ci sono i «grandi vecchi » come Roberto Roversi, quelli della generazione di mezzo come Gianni D’Elia, Maurizio Cucchi e Franco Buffoni. Ma poi soprattutto ci sono tantissimi giovani: quelli che sono lanuova generazione che esprimeforse la rabbia più fresca e battagliera. Questa antologia insomma è un altro segno che qualcosa si muove nel mondo della cultura. «Si tratta di una rivolta della coscienza – spiega Gianni D’Elia – Assistiamo a un attacco al diritto che fa spavento. È ilmomentodi farecomediceva Dante: “Così gridai con la faccia levata”. Nonpossiamo permettere che la cultura sia travolta dalla tv». Aggiunge Franco Buffoni: «Cerchiamo di far sentire un fiato civile in un’epoca di disinteresse. Siamo noi i veri liberali, mica loro».

Nata per difendere la Costituzione e i valori dell’antifascismo la raccolta strada facendo ha assunto anche un taglio diverso. È diventata il grido di dolore contro la decadenza dell’Italia. «Un tentativo di resistenza contro l’orrore che abbiamo attorno – dice Maria Grazia Calandrone – Abbiamo il dovere di batterci contro questa catastrofe, cominciando dalla scuola che deve fornire gli strumenti per capire. Siamo circondati da una cultura della paura e del sospetto che fa venire i brividi». Aggiunge Flavio Santi: «Questa destra è pericolosa. Noi tentiamo di scalfire il muro di silenzio. I poeti ci sono ancora, questo vogliamo dire: per fermare l’omologazione per cui tutto va bene e tutto è uguale». È la prima volta forse nella storia d’Italia che trenta poeti si mettono insieme per gridare più forte. L’antologia sta girando nei vari social metwork, appare su alcuni siti importanti (Micromega, Reset italia, Nazione Indiana e daoggi anche sul sito dell’Unità). È una piccola cosa, ma spesso dalle piccole cose viene il meglio. È un modo per dire no a quello che Leopardi chiamava «il servilismo verso l’imperio dell’autorità». E oggi purtroppo in giro se ne vede un bel po’. Servirà? Direbbe Franco Fortini: «La poesia / non muta nulla. Nulla è sicuro, ma scrivi».
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Un appunto in prosa di poesia
Roberto Roversi

Largisce pace la pace
e la guerra di guerra risuona.
La guerra dice la pace fiacca e induce
all’ozio l’uomo calcolatore.
La guerra dice che la guerra è
inevitabile furore
e il grido degli uomini in battaglia
strappa nel cielo penne e penne agli angeli
peccatori.
Tanto, dicono, sopravviene rapido e crudo l’oblio
con mazza e scudo
a scalciare il sudario dei ricordi
che hanno acidula voce
e sono bagnati nel fiume di sangue degli anni
(senza pietà)
Ma i pensieri di ferro rovente non sono la rana
buttata in un fosso sperduto.
Il furore a Cassino
Varsavia Stalingrado
Dresda Coventry Berlino
tutta Italia spianata
porte d’inferno aperte ogni giornata.
Calpestare l’oblio
il viaggio dei ricordi non è mai finito
là c’ero anch’io.
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Golpe sottile
Giuliano Scabia

Si aggira nelle menti, nei media,
un golpe sottile, un assopimento
spettacolare indotto da paura
e dissolversi delle visioni. L’ora
è venuta di lasciare il novecento
con le sue catastrofi e bellezze,
ma dicendo: siamo orgogliosi
di ciò che fu fatto per il bene,
non lo rinneghiamo: voi, col vostro
Gran Porcone e le sue Madonne
velinose andate pure alle glorie
delle falsate storie. Dignità e valore
è libertà, durezza e verità, amore
delle città, non tresca, non truffa,
non menzogna. Ciò che bisogna
adesso è: SVEGLIA ITALIA!
Scrollati dal fango che t’ammalia!
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Nella piatta illusione del tempo
Maurizio Cucchi

Nella piatta illusione del tempo,
Nella comunità precaria
Dei morti e dei vivi,
Non si cancella l’offesa, non si modifica
Il senso della storia. Nel presente
Totale la vittima
E l’assassino conservano
Espressioni diverse, facce
Opposte: il nero
Resta nero e la storia
Non lo stinge, non lo sbiadisce.
Mai.
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La Liberazione
Gianni D’Elia

Sciagurata sineddoche d’Italia,
la parte per il tutto del peggiore
carattere affarista, Smisuralia
d’iniquo e ingiusto, sovrano e signore.
Italiano del Duemila, tutta aria
di denaro e potere, il solo amore,
bassa statura, che animo non varia,
di riccastro ed impresario in calore.
Insigne erede di sozza fazione,
ossessa forza, che il Paese caria
dagli schermi e dai fogli del padrone,
liberaci di te, ci manca l’aria.
Per quanto studi per l’eterna azione
cammini già la tua vita mortuaria,
sei già nel tuo pacchiano Partenone,
sciagurato diffuso in terra ed aria.
S’aspetta che tu vada, odioso clone,
Primo, Secondo e Terzo Berluscone,
tu, già fuori della Costituzione,
contro i cives e la Costituzione,
tu e la tua burlesca Liberazione!
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Credono di essere il paese
Lina Salvi

Credono di essere il paese,
ma sono fuori dallo Stato,
appiccando il fuoco con viso
coperto, a tradimento, alle baracche
di quei nomadi, che con un euro
comprano tre mattoni
per una casa nel loro paese,
i nostri sono scappati incuranti,
nelle auto ritoccate, i bambini
a decine chiedono notizie
dei loro compagni, perplessi,
in un’altra storia.
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Altra preghiera
Pietro Spataro

Liberaci dal vuoto del potere
dall’ideologico concorrere violento
dai tribunali di partito, dall’erosione
del libero discorrere degli uomini
allontanaci dalle urla di governo
dagli elenchi fraudolenti dei nemici
dall’odio che scava a fondo e lascia
lungo la via un’aspra solitudine
forma essiccata del pensiero
decadenza inarrestabile, inquietudine
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Soprattutto e con ogni forza
Raimondo Iemma

Metto in comune un bicchiere.
Sorrido a uno sconosciuto
cerco altre parole
telefono a un amico
di cui da tempo non ho notizie
riconosco la voce di sua madre.
Quanto più sgomenta
la sofferenza di ogni uomo
per la ferocia dei suoi pari
quanto più subdolo diventa
il nuovo vocabolario
di inchiostro bianco cenere
non smetterò di credere nella felicità e nel domani
nell’idea che queste due parole
abbiano tanti significati
quanti sono gli uomini.
Soprattutto e con ogni forza
non cederò alla tentazione
di opporre disprezzo al disprezzo
nonostante tutto vorrò praticare il coraggio e
l’amore.
Ho voglia di stare al mondo e lottare.
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Aprile
Davide Nota

Se ne vanno, la notte, silenziosi,
in lenta carovana, gli occhi al suolo,
i morti che di noi ancora sono
morti e se ne vanno silenziosi.
Il vento tra le foglie del castagno,
il passo tra le felci, il legno franto,
il canto delle rane nello stagno,
il pianto scivoloso del canale…
Scompaiono, di notte. Torneranno
come le pietre che la terra inuma?
Sapere i loro segni che consuma
la pioggia non ci basta a ricordare
che vivi ci sognarono e son morti.

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25 novembre 2009

fonte:  http://www.unita.it/news/italia/91757/la_rivolta_dei_poeti_berlusconi_gi_le_mani_dalla_democrazia

Crisi, 17enne lascia la scuola: Il padre non ha più un lavoro

Studente modello di Rovereto costretto ad abbandonare gli studi per mancanza di soldi

Confessa alla preside: “Devo cercare qualcosa per sostenere la mia famiglia. Non ci sono alternative”

Il ministero dell’Istruzione: “Ci occuperemo della vicenda”
La dirigente scolastica: “In tanti sono in difficoltà”

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Crisi, 17enne lascia la scuola Il padre non ha più un lavoro
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TRENTO – Era uno studente modello, ma le circostanze lo hanno costretto a lasciare la scuola: il padre ha perso il lavoro e in famiglia servono soldi. Succede a Rovereto, in Trentino, dove la preside dell’istituto superiore frequentato dal ragazzo ha deciso di rendere pubblica la storia. A 17 anni, il diritto allo studio ai tempi della crisi deve i fare i conti con la dura realtà dei grandi.
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Nel tardo pomeriggio è arrivato il commento del ministero della Pubblica Istruzione. Secondo quanto si è appreso, il dicastero di viale Trastevere sta facendo delle verifiche sulla vicenda e sta cercando di contattare la famiglia del giovane. Il ministro Gelmini ha dichiarato di essere disponibile ad incontrare il ragazzo, nell’obiettivo di trovare una soluzione per aiutarlo e consentirgli di proseguire gli studi.
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Flavia Andreatta, preside del Fontana,
ha raccontato al quotidiano locale “Trentino” di come sia stata colpita dalle parole dell’adolescente. Un giorno il ragazzo è andato da lei, dicendole: “Devo cercare qualcosa per sostenere la mia famiglia. Non ci sono alternative”. Categorico, con la maturità di chi si sente già responsabile per sè e per gli altri.
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La dirigente scolastica ha poi spiegato di aver tentato, insieme ai genitori del ragazzo, di convincerlo a restare tra i banchi, ma invano. “La mamma ha ancora un impiego e avrebbero fatto dei sacrifici, pur di vederlo studiare, però il ragazzo si è sentito un po’ l’uomo di famiglia, con la responsabilità di contribuire al bilancio”, ha spiegato la preside. “Un vero peccato – ha aggiunto – perchè era bravo, con la media del 7. So che adesso ha trovato dei lavori interinali”.
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Le difficoltà, a sentire la dirigente scolastica, non sono un caso isolato. Riguardano molte famiglie, “sia di extracomunitari che di italiani – ha proseguito – soprattutto se ci sono più figli e tra i genitori qualcuno è in cassa integrazione o ha perso il lavoro”. Per non parlare, poi, dei viaggi d’istruzione e delle attività extra, che ormai sono spesso considerate un lusso. “C’è chi arriva a fare un mutuo per pagare un viaggio d’istruzione, che magari costa qualche centinaio di euro. Per questo noi stiamo molto attenti a proporre iniziative, perché devono essere alla portata di tutti”.
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Sulla storia dell’ex-studente di Rovereto si è espressa anche Marta Dalmaso, assessore all’Istruzione della Provincia autonoma di Trento. “Un fatto di questo tipo è molto grave, inaccettabile”. Secondo l’assessore, non sono stati segnalati altri casi analoghi, anche se l’abbandono del percorso di studi per sostenere l’economia familiare è sicuramente un problema attuale. “Mi occuperò personalmente di approfondire la vicenda – ha proseguito Dalmaso, che ha poi lodato il 17enne per la “sensibilità verso i genitori e il sacrificio personale”.
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25 novembre 2009
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Cosentino, la giunta della Camera respinge la richiesta d’arresto / Fava: “La camorra ringrazia”

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Respinta in commissione la richiesta della Procura di Napoli
Undici deputati hanno detto di “no” contro 6 sì e un astenuto

Camera, no della Giunta
all’arresto di Cosentino

Di Pietro: “La casta si autoassolve. Sentenza beffa per i cittadini onesti”
Nel pomeriggio bocciate le mozioni di sfiducia del Pd e dell’Idv

Camera, no della Giunta all'arresto di Cosentino Nicola Cosentino

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ROMA – La giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera ha respinto la richiesta di arresto nei riguardi del sottosegretario Nicola Cosentino, accusato dalla procura di Napoli di concorso esterno in associazione mafiosa. Contro l’arresto hanno votato 11 deputati. In sei si sono espressi a favore del provvedimento giudiziario mentre il radicale Maurizio Turco si è astenuto. Dura la reazione di Italia dei valori: “Una vergogna per i cittadini italiani”.

La parola definitiva spetta all’aula di Montecitorio, che sarà chiamata ad esprimersi tra un paio di settimane.

Mozione di sfiducia bocciata al Senato. Palazzo Madama ha bocciato le mozioni presentate da Pd e Idv per chiedere le dimissioni del sottosegretario all’Economia. Centosedici sì, 165 no e due astensioni per quella del Partito democratico su un totale di 283 votanti. Novantacinque sì, 170 no e 17 astensioni per quella dell’Italia dei Valori. Alla votazione non hanno partecipato i radicali Marco Perduca e Donatella Poretti e a titolo personale Pietro Mercenaro del Pd.

Castagnetti: “L’arresto è atto dovuto”.
La decisione sull’autorizzazione a procedere nei confronti di Cosentino ha suscitato un intenso dibattito in giunta. Tra i favorevoli alla richiesta avanzata dai magistrati campani, il presidente della commissione Pierluigi Castagnetti: “C’è l’obbligo del provvedimento – ha spiegato – siamo in presenza di 416-bis e la custodia cautelare in carcere è un atto obbligatorio. Durante il dibattito in giunta sono emersi elementi di solidità e di gravità degli indizi a carico di Cosentino che hanno indotto il gip ad assumere questo tipo di provvedimento”.

Samperi (Pd): “Non c’è fumus persecutionis”. Il Partito democratico si è espresso per l’arresto. “Abbiamo votato per l’autorizzazione agli arresti dell’onorevole Cosentino e presenteremo in aula una puntuale relazione di minoranza perché abbiamo ritenuto che i gravi elementi circostanziati e riscontrati nell’ordinanza del tribunale di Napoli escludano il fumus persecutionis”.

Lo Presti (Pdl): “Cosentino perseguitato”. Di opinione del tutto contraria, il relatore Nino Lo Presti: “C’è un fumus persecutionis oggettivo. Negli atti non ci sono elementi sufficienti per sradicare Cosentino dai suoi elettori”.

Turco: “Astenuto per spiegare mie ragioni in aula”.
Unico astenuto il radicale Maurizio Turco, eletto nelle file del Pd, che si dice contrario all’arresto: “Se avessi votato con la maggioranza – spiega – non avrei potuto poi presentare in aula una mia relazione di minoranza per spiegare la ragioni della mia contrarietà che sono diverse da quelle di Pdl e Lega”.

Di Pietro: “Altra pagina buia della nostra democrazia”. Il capogruppo dell’Italia dei valori, Antonio Di Pietro, parla di beffa nei confronti di tutti i cittadini onesti e attacca: “L’assoluzione dell’onorevole Cosentino da parte del Parlamento è una vergogna per tutti i cittadini italiani. Oggi abbiamo assistito all’ennesima pagina buia della nostra democrazia. La casta si è nuovamente autoassolta”. “Cosa ci possiamo aspettare – ha aggiunto – da un Parlamento che al suo interno ha tantissime persone con carichi pendenti? Il caso Cosentino è lo specchio di una classe politica corrotta che, non a caso, vuole sostituirsi alla magistratura”.

Polemiche sulla candidatura alle regionali.
Da discutere nel Pdl resta ancora la questione della candidatura di Cosentino alle regionali in Campania. Il nodo verrà sciolto probabilmente domani nel corso dell’ufficio di presidenza del partito ma gran parte della vecchia An continua a ritenere inopportuna una corsa del sottosegretario alla presidenza della Regione. Oggi è la finiana Flavia Perina a ribadire che “Cosentino non fa bene a insistere nel candidarsi. In tutto il centrodestra è opinione diffusa che sarebbe più utile un passo indietro, che alla fine credo ci sarà”.

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25 novembre 2009

fonte:  http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/cosentino-candidato/no-ad-arresto/no-ad-arresto.html

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Fava: «La camorra ringrazia»

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«La camorra ringrazia. E ringrazia anche Berlusconi», commenta Claudio Fava, del Coordinamento Nazionale di Sinistra, Ecologia Libertà: «È questo è il Parlamento che gli si addice, con una maggioranza obbediente, senza inutili scatti di dignità».

«Abbiamo votato per l`autorizzazione agli arresti dell`onorevole Cosentino e presenteremo in Aula una puntuale relazione di minoranza perché abbiamo ritenuto che i gravi elementi circostanziati e riscontrati nell`ordinanza del Tribunale di Napoli escludano il fumus persecutionis». Così la capogruppo del Pd nella Giunta per le autorizzazioni della Camera, Marilena Samperi, spiega il «sì all`arresto del sottosegretario all`Economia, Nicola Cosentino espresso oggi alla Camera dal Gruppo democratico».

«Un sottosegretario con delega al Cipe, organo economico che gestisce i soldi degli italiani, non può e non deve rimanere a ricoprire quel ruolo, deve farsi giudicare come viene richiesto a tutti i semplici cittadini. I signori parlamentari che hanno protetto Cosentino si vergognino!», tuona il leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro: «La casta si è nuovamente autoassolta. E l’assoluzione dell’onorevole Cosentino da parte del Parlamento è una vergogna per tutti i cittadini italiani. Oggi abbiamo assistito all’ennesima pagina buia della nostra democrazia: questo Parlamento ritiene che la giustizia non deve essere uguale per tutti». «Ma cosa ci possiamo aspettare da un Parlamento che al suo interno ha tantissime persone con carichi pendenti? Il caso Cosentino è lo specchio di una classe politica corrotta che, non a caso, vuole sostituirsi alla magistratura».

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25 novembre 2009

fonte:  http://www.unita.it/news/italia/91770/fava_la_camorra_ringrazia