Archivio | dicembre 3, 2009

Il dono. Bisogno di comunicare o consumismo?

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Che cosa significa il dono? È bisogno di comunicare o è mero simbolo di consumismo? Natale si avvicina e l’associazione “I Buonavoglia” fondata dalla scrittrice e psicoterapeuta Gianna Schelotto ha preparato un questionario sull’argomento, il cui risultato sarà estrapolato il 21 dicembre alle 17.30 al teatro Duse da Joumana Haddad, poetessa libanese spesso ospite dei salotti televisivi, perché – come sottolinea Schelotto -«vogliamo cogliere l’essenza poetica del dono. Vogliamo vederlo con occhio poetico».

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Gianna Schelotto

«Ogni anno – spiega Gianna Schelotto, fondatrice e presidente onorario de “I Buonavoglia” – cerchiamo uno spunto di discussione prima del Natale, per non incontrarci e basta. Quest’anno abbiamo scelto di riflettere sui significati profondi del donare. Il dono è reciprocità, è bisogno di comunicare caricando gli oggetti che si regalano di significati, ma può essere anche puro consumismo, per questo abbiamo deciso di chiedere il parere della gente».

Ai due opposti dunque «il dono che si fa strada tra le selve del consumismo», come cita Gianna Schelotto, e il «dono affettivo che prende forma più nella testa che non davanti alle vetrine. Il dono pensato per entrare in sintonia con chi lo riceverà».

«C’è una profonda differenza – fa notare la psicologa – tra “avere un dono da fare” e “fare un dono”. E l’obbligo fa perdere valore al regalo».

Ma c’è più gratificazione a fare o ricevere un regalo?

«Dal mio punto di vista – spiega Schelotto – a farli, perché c’è il divertimento di intuire che cosa potrebbe fare piacere a una persona. Un tempo il dono aveva altri significati, riempiva dei vuoti. Oggi non è più così».

Ci sono persone che scelgono un dono solo perchè è costoso, per voler stupire chi lo riceve.

«Dipende da quello che si pensa di una persona, è un po’ come comprarla. Può essere un modo per attenuare dei sensi di colpa per risarcire il destinatario del dono».

Cinque le domande del questionario. Le risposte saranno elaborate dalla psicologa Alessandra Biolcati e il risultato presentato appunto il 21 dicembre alle 17.30 al teatro Duse.

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fonte:  http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/genova/2009/11/30/AM1H239C-comunicare_consumismo_bisogno.shtml

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«Mia madre e gli abusi: avevo 4 anni»

Intervista alla Abc di Gregg Milligan, ora direttore di un network contro le violenze

Negli Usa si calcola che circa il 12% degli abusi nei confronti dei minori sia perpetrato dalle donne

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Gregg Milligan, da bambino e a destra la madre (Foto Abc)
Gregg Milligan, da bambino e a destra la madre (Foto Abc)

NEW YORK – Le molestie sessuali iniziarono quando Gregg Milligan aveva 4 anni e andarono avanti per ben 7 anni, finché gli assistenti sociali minorili del Michigan intervennero, strappandolo a sua madre. «Avevo 11 anni – racconta Milligan in una lunga intervista alla ABC – per tutto quel tempo mi ero vergognato di rivelare che il mio aguzzino era la mia mamma». Il dramma del 46enne Milligan, oggi portavoce del Network Nazionale contro gli Abusi Sessuali e l’Incesto in Usa, non è certo isolato.

12% DI ABUSI SU MINORI PERPETRATO DA DONNESecondo un’inchiesta condotta di recente su scala nazionale, il 12% degli abusi contro i minori in America è perpetrato da donne. «Un aumento del 100% rispetto agli ultimi rilevamenti» punta il dito Chris Newlin, direttore esecutivo del National Children’s Advocacy Center.
Oltre il 10% di tutte le chiamate che arrivano quotidianamente all’hotline del Network Nazionale contro gli Abusi Sessuali e l’Incesto sono di maschi, molestati sessualmente da madri, zie e sorelle. «Riceviamo circa 100mila chiamate all’anno», spiega il direttore del programma Jennifer Wilson, “Purtroppo il trend è in continua ascesa».

I BAMBINI SPESSO NON VENGONO CREDUTI Ma in America, come in tanti altri paesi, si tratta di un crimine difficile da perseguire, anche perché molto spesso i bambini che denunciano questo tipo di abusi non vengono creduti. «E’ un pregiudizio che affonda le radici nei processi contro i bambini a Salem, alla fine del 1600», punta il dito Newlin «e parte dall’idea fallace che i minori siano per definizione bugiardi».
Proprio il timore di non essere creduto ha impedito a Milligan di denunciare prima sua madre. Dopo la morte di lei, ormai adulto, è riuscito a raccontare la sua sconvolgente odissea in un’autobiografia intitolata “God must be sleeping” (Dio sta dormendo). Ma la sua è una catarsi a metà: «35 anni dopo la fine dell’incubo sono ancora costretto a prendere dei sonniferi per dormire – racconta – soffro di incubi notturni e continui attacchi di panico, nonostante anni di terapia».
Il 28 novembre scorso, la Giornata Mondiale contro la violenza maschile sulle donne ha evidenziato il dramma, ben più grave e diffuso, degli abusi commessi nel mondo da fidanzati, mariti e padri contro donne e bambine. Anche se ben più ridotto, il problema inverso esiste e va affrontato. «Abbiamo severissime leggi ad hoc e un network straordinario di esperti addestrati a rispondere ai peggiori abusi», punta il dito Newlin, «La vera sfida è convincere la società a non voltarsi dall’altra parte di fronte a un crimine così efferato». Per debellarlo, insomma, dobbiamo prima guardarlo in faccia.

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Alessandra Farkas
03 dicembre 2009

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fonte:  http://www.corriere.it/cronache/09_dicembre_03/abusi-minori-farkas_26d48d5c-e032-11de-9712-00144f02aabc.shtml

Niente Paradiso per gay e trans

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di Elysa Fazzino

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Oltre 100 ragazzi dentro un preservativo gigante, oggi 3 dicembre 2009 a Milano, per sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema della lotta all'Aids: è l'iniziativa promossa dalla onlus Cesvi e dall'Università Iulm di Milano - AnsaLe porte del Paradiso sono chiuse per gay e transessuali. Lo ha detto il cardinale messicano Javier Lozano Barragan sul sito internet “Pontifex Roma”. Il Vaticano ha subito preso le distanze dalle sue affermazioni. Ma ormai la storia è sul web e va sui siti di Telegraph, El Mundo, New York Times.
«Transessuali e omosessuali non entreranno mai nel Regno dei Cieli e non sono io a dirlo, ma San Paolo», ha detto il cardinale Barragan, 76 anni. A suo parere, la Chiesa cattolica considera l’omosessualità «un insulto a Dio», si legge sul Telegraph.
Il prelato ha scatenato le reazioni dei gruppi di difesa dei diritti dei gay, affermando che «non si nasce omosessuali, ma lo si diventa per varie ragioni, per motivi di educazione, o perché non si è sviluppata la propria identità durante l’adolescenza».
«Forse non hanno colpa, ma agendo contro la dignità del corpo certamente non entreranno nel Regno dei Cieli». E ha aggiunto: «Tutto ciò che va contro natura e contro la dignità del corpo offende Dio».
Il cardinale ha citato un passaggio dell’epistola di San Paolo ai Romani in cui parla di «uomini che commettono atti indecenti con altri uomini».
«L’omosessualità è quindi un peccato, ma questo non giustifica nessuna forma di discriminazione. Solo Dio ha il diritto di giudicare». «Sulla Terra non possiamo condannare e come esseri umani abbiamo tutti gli stessi diritti».
Ma il Vaticano ha preso le distanze dai commenti del cardinale con una dichiarazione «molto insolita» perché critica indirettamente un alto esponente della Chiesa, si legge ancora sul Telegraph.
Padre Federico Lombardi, portavoce vaticano, ha detto che il sito conservatore su cui il cardinale ha fattole sue affermazioni non deve essere considerato un’autorità sul pensiero cattolico «su questioni complesse e delicate come l’omosessualità». Padre Lombardi ha citato il catechismo ufficiale della Chiesa cattolica, nel quale si dice che l’omosessualità è un «disordine», ma riconosce che molte persone hanno «innate tendenze omosessuali» e devono essere trattate con rispetto e non essere oggetto di discriminazioni.
«La Chiesa cattolica – continua il Telegraph – insegna che gli atti omosessuali sono peccaminosi, ma l’omosessualità di per sé non lo è».
Arcigay ha condannato i commenti del cardinale, dicendo che rischiano di legittimare la discriminazione anti-gay e anche la violenza.

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3 dicembre 2009

fonte:  http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2009/12/Barragan-paradiso-gay-trans.shtml?uuid=02341c42-e019-11de-bb10-a6c8fe24412b&DocRulesView=Libero

Povertà, Sos divorzi: “Il 25% dei clochard sono padri separati” / Crisi, più poveri per il mutuo casa

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A lanciare l’allarme è l’associazione dei matrimonialisti: “Nell’80% dei casi – è la stima – si tratta di padri separati, obbligati a mantenere moglie e figli e a non avere più risorse per sopravvivere”

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Roma, 3 dicembre 2009 – “Il 25% degli ospiti delle mense dei poveri sono separati e divorziati”. A lanciare l’allarme su una classe di «nuovi poveri», dati alla mano, è l’avvocato Gian Ettore Gassani, presidente nazionale dell’Ami, l’Associazione matrimonialisti italiani.

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«Sono numeri che fanno rabbrividire. Nell’80% dei casi – stima Gassani – si tratta di padri separati, obbligati a mantenere moglie e figli e a non avere più risorse per sopravvivere. Molti di questi dormono in auto e i più fortunati (circa 500mila) sono tornati ad essere ospiti delle loro famiglie d’origine. È un fenomeno che riguarda per lo più operai, impiegati ed insegnanti. Le separazioni e i divorzi, dati gli obblighi economici e le spese che determinano, trasformano questi lavoratori in veri e propri clochard».

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«Negli ultimi dieci anni nel nostro paese si è sviluppata una nuova e irresistibile piaga sociale causata dall’aumento esponenziale di separati e divorziati», aggiunge il presidente dell’Ami, ricordando che ogni dodici mesi si separano circa 160mila persone mentre i nuovi divorziati sono 100mila. «Urge una nuova politica sociale – reclama il presidente dell’Ami – che restituisca dignità a quanti sono stati sfortunati nel loro matrimonio, che hanno perso tutto e che vivono da emarginati. Occorrono misure atte a garantire alloggi a questo popolo di nuovi poveri nonchè aiuti economici. Anche costoro hanno diritto ad avere pari opportunità. Quando si perde la dignità si rischia di non essere nemmeno buoni genitori».

fonte agi

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fonte:  http://quotidianonet.ilsole24ore.com/cronaca/2009/12/03/267523-poverta_divorzi.shtml

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Crisi, più poveri per il mutuo casa:
a rischio una famiglia su quattro

Nel 2010 una famiglia su quattro spenderà il 30 per cento del proprio reddito nel finanziamento per l’abitazione

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ROMA (3 dicembre) – Con il peso di un mutuo sulle spalle è più facile scivolare sotto la soglia di povertà: nel 2010 una famiglia su quattro, tra quelle che acquisteranno la casa chiedendo un finanziamento, sarà “a rischio povertà” a causa di una rata che si mangia circa il 30% del reddito disponibile. Fra le regioni più a rischio ci sono la Liguria, il Trentino Alto Adige e il Veneto. La percentuale di famiglie a rischio sale al 37% (una su tre) se si considera chi il prossimo anno ricorrerà al credito per abbandonare l’affitto a favore di un’abitazione di proprietà.

A lanciare l’allarme è il rapporto dell’Osservatorio regionale sul costo del credito, promosso dalla Caritas e dalla Fondazione Responsabilità Etica e presentato oggi nella sede dell’Abi a Roma. I dati evidenziano che bisogna lottare contro «situazioni di esclusione da un bene primario come la casa ai danni delle famiglie più deboli, povere, di giovani o di immigrati», commenta don Vittorio Nozza, direttore della Caritas Italiana. «È assente una politica della casa – sottolineano dalla Caritas – e su questo devono riflettere i soggetti politici, imprenditoriali e sociali».
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La mappa del rischio per le famiglie con rate superiori al 30% del proprio reddito vede al primo posto la Liguria (34,2% del totale dei nuclei che sottoscrivono un mutuo), seguita da Trentino Alto Adige (33,6%), Veneto (31,4%) e Toscana (30,7%). Minor rischio in Sardegna (14,9%), Basilicata e Calabria (14,1%). Per le tipologie di famiglie, rischiano di più quelle composte da una sola persona (44,8% di incidenza di rischio), quelle con un solo genitore e figli a carico (29,9%), soprattutto se il capofamiglia è un lavoratore autonomo (32,7%). Di seguito due tabelle, tratte dal rapporto dell’Osservatorio regionale sul costo del credito, con il rischio povertà per le famiglie per tipologia e per Regione, nel 2010, nel caso si verifichi la ripresa economica o nel caso di un peggioramento della congiuntura:
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Tabella per titolo di studio:
scenario migliore / scenario peggiore

Elementare 28,4% / 27,4%

Media 28,7% / 30,3%

Media superiore 24,7% / 25,7%

Laurea 20,4% / 21,4%

Tabella per tipologia di famiglia:
scenario migliore / scenario peggiore

Unipersonale 44,5% / 45,8%

Senza figli / anziani 19,9% / 20,4%

Un genitore o figli a carico 29,9% / 29,9%

Due adulti e un figlio 24,6% / 25,9%

Due adulti e più familiari 19,7% / 21,0%

Tabella per condizione lavorativa:
scenario migliore / scenario peggiore

Dipendente 22,4% / 23,4%

Autonomo 31,7% / 33,6%

Pensionato 21,2% / 20,8%

Altre 36,6% / 37,2%

Tabella per regioni:
scenario migliore / scenario peggiore

Piemonte – Val d’Aosta 18,4% / 18,7%

Lombardia 27,5% / 29,0%

Trentino Alto Adige 31,1% / 33,6%

Veneto 30,1% / 31,4%

Friuli Venezia Giulia 18,1% / 18,1%

Liguria 32,9% 34,2%

Emilia Romagna 27,0% / 28,8%

Toscana 30,2% / 30,7%

Umbria – Marche 25,4% / 26,7%

Lazio 21,9% 23,1%

Abruzzo – Molise 22,1% / 22,1%

Campania 22,0% / 22,0%

Puglia 28,6% / 30,0%

Basilicata – Calabria 14,1% / 14,1%

Sicilia 23,4% / 23,4%

Sardegna 14,9% / 14,9%

Totale 25,0% / 26,0%

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=82919&sez=HOME_NOSTRISOLDI

La pensione dei precari

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LAVOCE.INFO/ RICETTE PER IL RILANCIO – 14

La pensione dei precari

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di AGAR BRUGIAVINI

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Se consideriamo interventi che abbiano una copertura finanziaria o addirittura producano risparmi, uno immediato, e richiesto da varie istituzioni, è l’innalzamento dell’età pensionabile accompagnato da un ritorno alla flessibilità. Una mia recente proposta permette risparmi di lungo periodo e garantisce maggiore equità tra generazioni di lavoratori.
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A questo aspetto è collegato il tema delle carriere discontinue e del grado di protezione che hanno i lavoratori precari sia per i periodi in cui non hanno lavoro sia per la loro vecchiaia (potendo contribuire solo per parte del loro ciclo di vita).
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Le risorse risparmiate con l’allungamento della vita lavorativa potrebbero contribuire a un aumento della copertura degli ammortizzatori sociali alle fasce di lavoratori che oggi risultano scarsamente protetti.
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Leggi le altre ricette per la crisi anche su lavoce.info
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«Cosentino riciclava gli assegni del clan»: Al vaglio dei pm nuove accuse dei pentiti

di Leandro Del Gaudio
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NAPOLI (3 dicembre) – Lanciare «un nuovo modo di operare», un «nuovo corso nella gestione criminale, puntando con tutte le proprie forze alla Regione Campania e alle candidature in Parlamento». Eccolo il «sistema casalesi», secondo gli ultimi verbali di pentiti nell’indagine su Nicola Cosentino.

Un «sistema» che ha convinto il gip Raffaele Piccirillo a rigettare la richiesta di revoca della misura cautelare per Cosentino e a ritenere attendibili le ultime mosse della Procura. Contro il parlamentare, i pm Sandro Milita e Giuseppe Narducci hanno trasmesso al gip nuove accuse, nuovi atti. Ci sono le accuse di tre pentiti – Luigi Guida, Michele Froncillo e Raffaele Piccolo – su cui è lo stesso gip a chiedere «verifiche e approfondimenti a stretto giro», in attesa di elementi concreti in grado di confermare l’ipotesi di concorso esterno in associazione camorristica.

La discrezione
È l’ultima accusa per il sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino. L’ha sostenuta il pentito Raffaele Piccolo lo scorso 30 settembre. Date, appuntamenti, incontri appuntati in un manoscritto su cui i pm chiedono chiarezza: «Nicola Cosentino ’o mericano consente il cambio di assegni ricevuti dal clan». Piccolo vanta una competenza specifica nel ramo, lui ex collettore dei proventi criminali raccolti dai capizona casalesi.

Poi aggiunge: «Gli importi oscillano dai 7 ai 10mila euro, pagabili a vista o con scadenza a stretto giro. Vengono versati dagli imprenditori al clan a mo’ di tangente, quando devono mettersi a posto con noi. Fatto sta che c’è sempre l’esigenza di riciclare assegni».

È qui che Piccolo ricorda che i «canali a disposizione degli affiliati per il riciclaggio di assegni erano un gioielliere di Casale, un imprenditore e lo stesso Cosentino: erano loro a riciclare stabilmente i nostri assegni». Attività gestite con la massima discrezione, tanto che il pentito ricorda una «disposizione interna» al clan per salvaguardare le esigenze di «riservatezza» dello stesso parlamentare: «Gli unici ad avere contatti diretti con Cosentino su questo versante sarebbero stati Nicola Schiavone e Nicola Panaro».

La difesa: meglio il processo
Spiega il penalista napoletano Stefano Montone, che assiste Cosentino assieme ad Agostino De Caro: «Sono dichiarazioni indirette di pentiti che si citano a vicenda, con un gioco di rimandi in assoluta mancanza di elementi concreti. Il gip – spiega il penalista – esamina dichiarazioni che nulla hanno a che vedere con le esigenze cautelari, compiendo poi una doppia operazione: da un lato valorizza le accuse dei pentiti, dall’altro chiede di accertarne la fondatezza. A questo punto chiediamo un processo che sia più rapido e corretto possibile».

Ma nel verbale si citano anche le date – anni 2002/2004 – in cui l’ex collettore di tangenti parla di un appuntamento in casa Cosentino a Casal di Principe: «Era l’estate del 2003, avevo due assegni (2500 e 7500 euro) da riciclare velocemente per gli stipendi agli affiliati.

Andai con Vincenzo Schiavone, alias copertone, che disse di andare da Nicola Cosentino: ci portammo presso il bar America che si trova a Casale, l’intero fabbricato che ospita il bar appartiene al parlamentare. Io rimasi fuori al bar, mentre Vincenzo Schiavone si appartò con il gestore del locale, tale Pasquale, poi andò in direzione della casa di Cosentino.

Al ritorno mi disse che era tutto a posto, che i soldi gli sarebbero arrivati il giorno successivo. Varie altre volte sono andato con Vincenzo Schiavone nello stesso posto per scontare gli assegni».

Agevolazioni alle imprese
È Michele Froncillo, lo scorso 3 novembre (sei giorni prima che partisse la richiesta di arresto alla Camera) a raccontare gli interessi per la 488, la legge del 1992 che sblocca finanziamenti alle imprese: «Nel 2000/2001, i casalesi dicevano di poter ottenere tramite questi politici (vengono citati Cosentino e Coronella, ndr) finanziamenti attraverso la 488, riuscendo a scalare la graduatoria».

Spiega ancora Froncillo: «D’altronde, Raffaele Letizia aveva fondato numerose società di comodo per ottenere finanziamenti, appalti e subappalti». Anche in questa occasione le parole del pentito sono de «relato», indirette: sono elaborazioni di conoscenze interne al clan. Tanto che il collaboratore cita un incontro in cella con Massimo Russo (parente del parlamentare): «Mi disse che Cosentino era cosa sua, tanto da poter ottenere appalti, subappalti e finanziamenti con la 488. Il meccanismo è questo: una volta ottenuto il finanziamento si sovrafattura le opere e tutto il costo di impianti e capannoni sono a spese dello Stato».

L’attacchinaggio
Froncillo torna sulla politica: «Nel 2000-2001, i vertici dei casalesi mi dissero che facevano propaganda e attacchinaggio per Cosentino e Coronella, in cambio di appalti e subappalti», ma anche qui mancano riferimenti concreti. Ed è a questo punto che Froncillo ricorda la cena in un ristorante di Casoria in cui furono quelli di Casale a insistere: «I casalesi ci suggerirono un nuovo modo di operare, di far crescere delle persone, farle candidare a Roma o alla Regione, così, tanto per avere tutto sotto controllo».

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fonte:  http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=82887&sez=NAPOLI

Dal 5 all’8 dicembre: “Più libri più liberi”. A Roma viaggio nel futuro dell’editoria

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Dal 5 all’8 dicembre la rassegna delle piccole e medie case editrici

In questa ottava edizione oltre 400 espositori e più di 200 eventi collaterali

Nell’e-book Corner e nel digiTal Café sarà protagonista la tecnologia

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di LAURA LARCAN

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"Più libri più liberi" a Roma viaggio nel futuro dell'editoria
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Che odore avrà la pagina digitale di un e-book? E quanto sarà emozionante sperimentare la lettura di un libro virtuale? Dilemmi che si possono sciogliere provando il funzionamento di un reader, scaricando e acquisendo file, scrivendo note e appunti, cercando un brano e sottolineandolo. E magari scoprendo da vicino i segreti di Googlebooks. La grande novità di “Più Libri Più Liberi”, la fiera nazionale della piccola e media editoria giunta all’ottava edizione dal 5 all’8 dicembre al Palazzo dei Congressi dell’Eur, organizzata dall’Associazione Italiana Editori (AIE), è il futuro del mercato librario.
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Un incontro ravvicinato del terzo tipo con le nuove frontiere di una lettura in salsa hi-tech. Non a caso uno degli appuntamenti più attesi è quello con le menti creative di Google (6 dicembre, ore 14.30). Per il resto, “Più Libri Più Liberi” si conferma manifestazione kolossal con ben 409 case editrici che mettono in mostra le proprie novità editoriali e un programma di oltre 200 eventi collaterali.
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L’occasione per ribadire come il mondo della piccola e media editoria tenga duro e dimostri il maggior dinamismo del settore rispetto all’intero mercato librario. Più di quattro libri su dieci in Italia sono pubblicati da piccoli e medi editori (quest’anno si registra una crescita del 41,6% della produzione rispetto al 39,1% del 2007).
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A tutta lettura, allora, con una maratona di quattro giorni dove si articolano il grande spazio per l’editoria per ragazzi, percorsi tematici, l’e-book Corner, l’area dedicata all’e-book dove sarà possibile per la prima volta in Italia toccare e sperimentare di persona i diversi dispositivi, fino al digiTal Café, palcoscenico dedicato alle tecnologie digitali tra social network e cinema virtuale in diretta streaming su Rai.it e PiùBlog.
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Tra le novità editoriali, Andrea Camilleri che ricorda il ventennale della caduta del muro di Berlino nell’inedita veste di scrittore per ragazzi per il volume 1989: dieci storie per attraversare i muri (6 dicembre), Massimo Carlotto col nuovo romanzo L’amore del bandito (6 dicembre, ore 18), Anna Maria Sciascia, figlia del celebre romanziere siciliano che traccia un ritratto inedito del padre e di Luigi Pirandello (7 dicembre, ore 18), Domenico Starnone, Sergio Rubini e Carla Cavalluzzi in veste di autori de Il cattivo soggetto, divertente commedia tra il grottesco e il giallo che racconta la singolare amicizia fra un malvivente e un prete di provincia (5 dicembre, ore 18), e una chicca per gli amanti dei fumetti e della musica con Sereno su gran parte del paese, la graphic novel su Rino Gaetano disegnata da Andrea Scoppetta (5 dicembre, ore 20) e Fumetti d’evasione, il saggio di Oscar Glioti su Andrea Pazienza presentato con il live di Vasco Brondi leader del gruppo musicale Le luci della centrale elettrica (6 dicembre, ore19).
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Per l’attualità, Ascanio Celestini parlerà di gente migrante col libro Sogni di sabbia (5 dicembre, ore 18), Dacia Maraini e Pietro Grasso affronteranno le questioni mafia e legalità (7 dicembre, ore 18.00), Michele Santoro e Luigi De Magistris presenteranno il saggio di Antonio Ingroia sull’uso giudiziario delle intercettazioni (5 dicembre, ore 19), mentre Vladimir Luxuria farà da testimonial a La casa dei ricordi di Amilca Ismael (6 dicembre, ore 15), Walter Veltroni e Gianni Minà rievocheranno l’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin (6 dicembre, ore 15).
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Riflettori anche su Medici senza Frontiere, al centro di un dibattito con i giornalisti Lucia Goracci, Daniele Mastrogiacomo e Luca Rigoni (6 dicembre, ore 12). Per la letteratura italiana, lezioni di Tullio De Mauro su scrittura e editoria (7 dicembre, ore 14) e di Edoardo Albinati sull’arte del racconto (6 dicembre, ore 16).
Gabriele Paparelli porta il suo Cuore tifoso. Roma-Lazio 1979 (5 dicembre, ore 20) ed Elena P. Melodia la sua opera prima Buio, nuova saga-thriller per teenager (6 dicembre, ore 16). Per la gastronomia Un mondo di sapori antichi di Mariangela Cioria con la prefazione di Ettore Scola (7 dicembre, ore 20).
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Focus sull’America Latina con la rassegna di incontri “Tierra de Libros”. E tra classici, spettacoli, poesia, spazio ai ragazzi con Licia Colò e i diritti degli animali (5 dicembre, ore 10), Luisa e Morando Morandini col nuovo Dizionario del Cinema Junior (5 dicembre, ore 19), Chiara Carminati con le sue allegre Poesie per Aria (5 dicembre, ore 16).
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Da X Factor sbarca al digiTal cafè la discografica Mara Maionchi che commenta il tema del prodotto musicale tra web e piattaforme alternative (5 dicembre alle 17). Attesi anche Nicolò Ammaniti e Fausto Brizzi. Il tutto condito con le incursioni musicali live di Fahrenheit con Teresa De Sio, Brown & Leaves, Radio Dervish e Maria Pia De Vito.
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Notizie utili – “Più Libri Più Liberi”, la fiera nazionale della piccola e media editoria, dal 5 all’8 dicembre, alazzo dei Congressi dell’Eur, Roma.
Orari: Sabato 5 dicembre 10-21, domenica 6 dicembre 10- 20, lunedì 7 dicembre 10- 21, martedì 8 dicembre 10-20.
Ingresso: intero €6, ridotto €3
Informazioni: www.piulibripiuliberi.it.
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3 dicembre 2009
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fonte immagine: Promesse D’Autore