Archivio | dicembre 6, 2009

Atene, sono ricominciati gli scontri in tutta la città dopo la cerimonia funebre per il ragazzo ucciso

 Gli scontri ad Atene
 Gli scontri ad Atene

Più di 12 mila agenti in tenuta anti sommossa in lotta con migliaia di studenti


 Gli scontri ad Atene

scesi in piazza per ricordare la morte, un anno fa, di un quindicenne ucciso dalla polizia

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ATENE – La situazione si è fatta esplosiva ad Atene, blindata da 12.000 agenti, per i violenti scontri fra gruppi anarchici e dell’estrema sinistra con le forze di polizia. Strede bloccate, lanci di bottiglie molotov, auto date alle fiamme. Dopo una mattinata tutto sommato tranquilla, nel cimitero Paleo Faliro alla periferia della capitale greca, dove si è svolta la cerimonia di comemorazione per la morte (un anno fa) del quindicenne Alexandros Grigoropoulos ucciso dalla polizia, sono ricominciati i disordini in tutta la città.

Già ieri sera erano stati arrestati 162 dimostranti, compresi cinque italiani, nel corso di retate preventive, proprio perché si temeva che in occasione del primo anniversario della morte di Grigoropoulos si sarebbe scatanata una nuova ondata di violenze.

Alla cerimonia funebre di stamane avevano partecipato poche decine di persone. I genitori del giovane ucciso avevano chiesto di poter ricordare il figlio in privato. Era presente il ministro della pubblica istruzione, Anna Diamantopoulos.

Nel frattempo, a Salonicco, la polizia aveva fatto irruzione all’interno del Politecnico – con il consenso del rettore – per arrestare otto giovani che avevano lanciato molotov contro gli agenti.

Le organizzazioni della sinistra estrema denunciano la “violenta repressione” e il nuovo “stato di polizia” imposto dal “governo del Pasok”, e avevano invitato “studenti e lavoratori” a dare “una risposta immediata” subito dopo la cerimonia funebre al cimitero. Invito esteso anche ad altre manifestazioni annunciate per domani.


Una parte dei fermi sono avvenuti ieri, dopo un’irruzione in un centro sociale nel sobborgo ateniese di Keratsini, dove è stato occupata per protesta la sede del consiglio comunale, e sequestrato materiale per la costruzione di bombe molotov, mazze, una granata luminosa e maschere antigas.

Altri incidenti sono avvenuti nel quartiere anarchico di Exarchia, dove gruppi di giovani hanno attaccato la polizia, al termine di una commemorazione per Grigoropoulos, assassinato da due agenti il 6 dicembre 2008. Le forze dell’ordine hanno compiuto numerosi fermi poi trasformati in alcuni arresti tra cui quelli di cinque italiani e tre albanesi.

Nei giorni scorsi le autorità avevano annunciato l’arrivo in Grecia di oltre un centinaio di anarchici europei, in vista delle dimostrazioni previste per oggi e domani, che fanno temere il ripetersi dei gravi disordini che sconvolsero il paese nel dicembre dello scorso anno.

Una dura protesta contro “la nuova giunta” al potere è giunta dall’ex assessore comunale di Keratsini Dimitris Karakostas, mentre Antarsya, la sigla che raggruppa una decina di organizzazioni della sinistra radicale, ha chiesto la “liberazione immediata” degli arrestati denunciando “l’enorme ipocrisia del governo”, che mentre invoca dimostrazioni pacifiche “sguinzaglia orde di agenti speciali per imporre uno stato di polizia senza precedenti”.

Mentre centinaia di scuole e facoltà universitarie sono occupate da venerdì, per assemblee indette per ricordare l’uccisione dello studente, le autorità hanno blindato in misura senza precedenti la capitale, temendo che le dimostrazioni possano degenerare in incidenti violenti.

Il ministro dell’ordine pubblico, Michalis Chrisochoidis, ha ribadito dopo le retate che la polizia continuerà a “compiere il suo dovere di proteggere i cittadini” e non consentirà che “i vandali mettano di nuovo a sacco Atene”.

 Gli scontri ad Atene

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6 dicembre 2009

fonte:  http://www.repubblica.it/2009/12/sezioni/esteri/atene-scontri/atene-scontri/atene-scontri.html?rss

Iran, domani la Giornata dello Studente. L’Onda Verde torna a sfidare il governo

(Xinhua)

Partito il tam tam su internet per organizzare le proteste

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ultimo aggiornamento: 06 dicembre, ore 13:51
Il movimento riformista nato dalle contestate elezioni presidenziali annuncia manifestazioni di massa in tutto il Paese per chiedere più diritti. La polizia avverte: “Pronti a intervenire”. Iran, divieto di trucco per le donne in tv: ”Il make up è contrario alla legge islamica”
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Teheran, 6 dic. – (Adnkronos/Aki) – L’Onda Verde, il movimento riformista che si e’ costituito all’indomani delle contestate elezioni presidenziali in Iran, rilancia la sfida al governo di Mahmoud Ahmadinejad e annuncia manifestazioni di massa in tutto il Paese domani, 7 dicembre, in occasione della Giornata degli Studenti.
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“Scenderemo in piazza per rivendicare i nostri diritti civili e politici”, si legge sul sito degli studenti dell’ ‘Amirkabir’ di Teheran, l’universita’ nota per essere stato luogo alcuni anni fa della prima grande contestazione pubblica contro Ahmadinejad. “Condanniamo l’operato del governo e rivendichiamo maggiore liberta’ di stampa e un parlamento libero e indipendente”, hanno scritto gli organizzatori della manifestazione, mentre su internet, e in particolare sui social network, cresce il tam tam mediatico per organizzare le proteste, “cogliendo impreparate le forze di sicurezza”.
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A Teheran e in tutte le principali citta’ del Paese, come Ahvaz, Mashad, Isfahan, Shiraz e Tabriz, si moltiplicano gli appelli in rete a scendere in piazza contro il governo. Nella capitale, stando a quanto si apprende sui siti dell’opposizione, i luoghi dove si concentrera’ la protesta saranno Piazza Azadi, Piazza Haft-e Tir, Piazza Ferdosi e il dormitorio dell’Universita’ di Teheran, dove gia’ in passato il movimento riformista si e’ radunato per sfidare l’autorita’ del governo.
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Nei giorni scorsi, il capo della polizia di Teheran, Azizallah Rajabzadeh, ha minacciato di reprimere eventuali disordini che dovessero verificarsi domani. “La polizia garantira’ la sicurezza durante la Giornata degli Studenti come negli anni precedenti”, ha affermato Rajabzadeh. “Se ci saranno disordini – ha aggiunto – le forze di sicurezza interverranno”.
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Gli eventi che hanno dato origine alla Giornata degli Studenti risalgono a 56 anni fa, quando una manifestazione di universitari, che protestavano nella capitale contro la visita dell’allora presidente Usa Richard Nixon allo Shah Reza Pahlevi, fu soppressa nel sangue. Alla fine di una giornata di scontri, tre giovani persero la vita. “Oggi, 56 anni dopo, la lotta continua”, e’ il messaggio che apre il sito web del movimento riformista ‘Mowjcamp’.
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L’establishment politico-religioso della Repubblica Islamica, tuttavia, non ha ancora perso la speranza di poter trasformare la manifestazione del 7 dicembre nell’ennesima dimostrazione di ostilita’ del popolo iraniano nei confronti degli Usa. “Nessuno puo’ credere che gli iraniani possano cancellare dai loro cuori la rabbia nei confronti degli Stati Uniti”, ha affermato oggi il capo del Consiglio dei Guardiani, l’ayatollah Ahmad Jannati, durante il sermone del venerdi’ a Teheran. “La Giornata dello Studente e’ incentrata sull’antiamericanismo – ha messo in guardia l’ayatollah – e pertanto chiedo agli studenti di restare fedeli alla loro storica linea antiamericana e di non provocare, con gesti sconsiderati contro il governo, la soddisfazione del nemico occidentale”.
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IO, Berluskonovic

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BERLUSCONI-PUTIN
Il fuori onda del Piccolo padre

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di Stefano Benni
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Scena: la basilica di San Pietro. Una strana sagoma avvolta in un mantello nero striscia fino ai confessionali. Si toglie il mantello. È il premier Berlusconi Si mette un cuscino sotto le ginocchia e accosta il volto alla grata.
-Padre, mi devo confessare.
-Parli pure cavaliere: ancora quella storia delle escort ?
-No padre, quella è roba da niente. Mi sta capitando qualcosa di molto più grave.
-Non si preoccupi. Se le leggi degli uomini prevedono indulgenze e scappatoie, anche la legge di Dio perdona. Diciamo che una bella offerta alla Opus Dei vale quasi come un lodo Alfano.
-Qui non è il solito bieco complotto di altri , stavolta il problema è dentro di me…
-Non capisco…plane et aperte loqui, nec de re obscura
-Non parli come una toga rossa. Padre. Io ho scoperto che…che. ..
-Ebbene parli pure presidente, non esiti, si liberi del suo avviso di garanzia celeste…del suo peso, insomma
-Io ho scoperto…di essere comunista…nel senso peggiore del termine… direi quasi..stalinista, ecco.
-Ma è impossibile!
-È un incubo. È cominciato tutto con Putin. Lei non lo conosce, è un figo irresistibile, un vero leader, lui sì che può fare tutto senza rendere conto a nessuno. Ad esempio non dice «frequento casualmente le escort» dice proprio «sono un puttaniere». Lui i giornalisti rompiballe li fa star zitti davvero. Lui fa patti con la mafia e nessuno gli chiede perché, mentre a me mi mettono in croce . Insomma, quando vado in Russia e mi metto il colbacco fino ai piedi, mi sento a casa e non vorrei più venire via…
-Ma io pensavo che le piacesse l’Italia…
-L’Italia è un paesucolo irriconoscente che non sa riconoscere la mia grandezza. Putin è come me, viene dal mondo del lavoro, ha mandato avanti un azienda con milioni di impiegati, il Kgb. È un uomo generoso, mi ha regalato un letto a tre piazze, anzi come ha detto lui, a tre piazze Rosse. È un leader pieno di humour e non deve spiegare le sue battute come devo fare io in Italia. Ma soprattutto lui e gli altri dittatori dell’est hanno il consenso popolare congelato. Come dice giustamente il compagno Napolitano, se hanno la maggioranza, nessuno li tocca. Ma anche se hanno la minoranza, o un trenta per cento come me, nessuno può rimuoverli. Possono anche truccare le elezioni, se vogliono. Lì l’immunità è una cosa seria. E hanno quei bei mausolei, quelle statue gigantesche,come piace a me…
-Eppure una volta ce l’aveva a morte con loro.
-Sì padre, ma in realtà. io ce l’ho con tutti quelli che contestano l’intoccabilità divina del mio potere. Li chiamo comunisti, ma andiamo, non ci crede più nessuno. Il vecchio comunismo io l’ho studiato, era un’azienda seria, una holding di potere efficientissima, Senza tempi morti, e camere e senati e Fini e Casini tra i piedi. Avevano una formidabile polizia segreta, mentre io mi devo accontentare di qualche giornalista spia. Gli intellettuali si potevano strozzare e nessuno diceva niente. Un solo partito monolitico e nazionalista del nord-est , altroché l’ appoggio della Lega. Mentre io devo fingere di essere democratico, è uno sforzo che mi spossa…
-In effetti lei mi sembra un po’ stanco…
-Stanco? Non ne posso più. Ma guardi se Stalin aveva i miei problemi con le donne! Mica doveva versare gli alimenti alla moglie. E se aveva un alleato infido chiamava Berija e trac, sistemato. Io chi mando a sistemare Fini? Bondi che lo tortura con le poesie?
-Cavaliere, lei sta dimenticando che il comunismo era ateo…
-Certo, e infatti non si perdeva tempo ogni giorno coi problemi della libertà di coscienza e le staminali e il crocefisso e i matrimoni gay, che palle. Il futuro è a est, padre! Il futuro è dei Lukashenko di Aliyiev e Nazarbajev. Veri virili tirannelli che non devono rendere conto a nessuno, nemmeno, scusi, a voi del Vaticano…
-Ma che eresie dice!
-Padre, la Russia è il paese per far soldi! Lì hanno il gas. Io vado pazzo per il business del gas. Quei meraviglioso gasdotti, li voglio tutti. Altroché ponte di Messina, io faccio un ponte – gasdotto dalla Sicilia a Berlino. E da lì ,abbiamo davanti solo la Polonia…
-Questa l’ho già sentita
-Insomma, cosa dovrei fare? Il mondo non mi ama. L’America ha eletto un negretto che ce l’ha su con ogni forma di privilegio economico, i giornali europei ci sputtanano ogni giorno, la Cina con la pena di morte ci batte in sicurezza il Giappone sta comprando le televisioni di tutto il mondo e tra poco dovrò sostituire Minzolini con una geisha. Ci resta solo la gloriosa Russia erede dello stalinismo, nuova culla del capitalismo. La Russia dove la povera gente è bastonata da anni, abituata al freddo, alla fame, alla sofferenze. Non hanno tante pretese come da noi. Da loro se hanno due milioni di disoccupati ,neanche ci fanno caso. E poi hanno il calcio migliore. Il Chelsea di Abramovic e le squadre siberiane giocano meglio del Milan. No , padre è ora di cambiare!
-E cioè?
-Uscirò dalla Nato e chiederò l’annessione alla grande madre Russia. E fonderò in Italia il partito unico obbligatorio, il partito berluscevico. Ho già un programma: Fini e Di Pietro in manicomio , chiusura dei giornali, dei sindacati e un milione di betulle al posto dei tribunali. Finalmente il mio grande destino sta per compiersi! Maledetti ingrati, non mi scaricherete! Io Silvio il piccolo padre, lo zar, l’uomo di acciaio…
-Lei ha le idee confuse, si calmi…
-Non parli così, o dovrò considerarla un disfattista al servizio della controrivoluzione internazionale. Il partito berluscevico farà giustizia dei traditori come lei. La mando a fare il parroco a Omsk o a Imola. La strozzo con le mie mani!
-Quand’è così la assolvo.
-Grazie padre. Allora, posso far fuori Fini?
-No
-Posso mandare i carri armati contro il No B-day?
-No, si faccia insegnare le nuove strategie di piazza da Putin.
-Lei è veramente un ottimo consigliere. Allora da domani io sono ufficialmente lo zar Berluskonovic. Io ho fatto molto contro i comunisti, quindi posso anche essere un po’ comunista, io ho fatto molto contro la mafia, quindi…
-Basta così cavaliere, il suo tempo è scaduto. Dopo di lei c’è Rutelli, quello parla per tre ore e mezzo. La assolvo. Tre pater tre ave e tre milioni di euro sul nostro conto a Ginevra. Vada con se stesso…
-Grazie padre. È bello sapere che c’è un luogo ove confidarsi senza trovare sui giornali o in video tutto quello che hai detto. La ringrazio di avermi ascoltato, padre… posso sapere il suo nome?
-Padre Registro… dell’ordine dei Beati Microfonati…
-Che strano nome. Beh, arrivederci, anzi amen, anzi dasvidania…
Il cavaliere se ne va. Dal confessionale escono due tecnici con telecamere e registratori, e un sacerdote trionfante, che subito parla al telefonino:
-Santità? Santità? Buone notizie. Anche noi, finalmente, abbiamo un fuori onda!
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Fonte: http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/ricerca-nel-manifesto/vedi/nocache/1/numero/20091204/pagina/01/pezzo/266208/?tx_manigiornale_pi1[showStringa]=stefano%2Bbenni&cHash=b4e3993bb7