CENTRALI NUCLEARI – I siti nuovi? Sono quelli vecchi. I Verdi: “Daremo battaglia”

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Un dossier segreto rivela le località individuate dall’Enel per gli impianti. Saranno le stesse dove sorgevano le vecchie centrali. Due sono vicine a Roma.

Bonelli: “Faremo dei sit-in, chiamiamo alla mobilitazione democratica”

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ROMA – Quando il 12 maggio scorso, il Senato diede il via libera al ritorno del nucleare in Italia, stabilì che sarebbero serviti sei mesi per scegliere i siti in cui installare le centrali. A distanza di sette mesi sono stati individuati. Secondo i Verdi sono Montalto di Castro (Viterbo), già candidata a ospitare una centrale nucleare prima che l’italia dicesse addio all’energia dell’atomo, borgo Sabotino (Lt), Garigliano (Caserta), Trino Vercellese (Vercelli ), Caorso (Piacenza), Oristano, Palma (Agrigento ) e Monfalcone (Gorizia). Sorgeranno nelle stesse zone di 20 anni fa, quelle che ospitavano gli impianti chiusi dopo il referendum del 1987.
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Il dossier è rigorosamente top secret: chi ne è a conoscenza, come l’amministratore delegato dell’Enel, Fulvio Conti, afferma che non ne svelerebbe i contenuti “nemmeno sotto tortura”. A oggi, perciò, è difficile avere risposte ufficiali se si chiede dove sorgeranno le centrali. Conti attende le direttive del governo di inizio 2010 e l’avvio dell’Agenzia della sicurezza. La nuova geografia dell’atomo ricalcherà quasi fedelmente la vecchia, con qualche novità che tiene conto delle esigenze dei reattori di allora e di quelli di nuova tecnologia. L’Enel li realizzerà vicino aree costiere o vicino ai grandi fiumi, purché scarsamente popolate e lontane da insediamenti industriali”.
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Dura la reazione dei Verdi: “Le aree sono idonee secondo l’Enel – ha spiegato il presidente Angelo Bonelli – perché vicine all’acqua, e come è noto le centrali necessitano di un gran quantitativo di acqua per funzionare. Noi Verdi avvieremo il presidio dei siti nucleari per dire no al nucleare e sì al solare. Il governo sta spingendo l’Italia in una pericolosa avventura che porterà alla militarizzazione dei territori e a far aumentare la bolletta elettrica dei cittadini, perché i 20 miliardi di euro per la costruzione delle centrali li pagheranno gli italiani. Berlusconi in Italia ammazza le energie rinnovabili e finanzia la speculazione del costoso nucleare. Daremo nel paese dura battaglia”, ha concluso Bonelli.
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Il referendum dell’8 novembre 1987, l’anno dopo della tragedia di Chernobyl, bloccò l’energia atomica. A maggio 2009 l’assemblea di Palazzo Madama con 142 sì e 105 no (sì del Pdl e dell’Udc, no del Pd e dell’Idv) ha approvato gli articoli 14-15 e 16 del disegno di legge “Sviluppo ed energia” che danno al governo la delega per adottare entro sei mesi, e dopo una delibera del Cipe, più decreti per il ripristino dell’intera filiera di produzione dell’energia atomica: tipologia e disciplina per la localizzazione degli impianti, stoccaggio del combustibile, deposito dei rifiuti radioattivi. A febbraio scorso Berlusconi e Sarkozy siglarono un’intesa per la produzione di energia nucleare che coinvolse Edf e Enel. Per la costruzione delle centrali da parte di consorzi sono previste procedure velocizzate: la cosiddetta “autorizzazione unica” che sostituisce ogni tipo di licenza e nulla osta tranne la Via (valutazione impatto ambientale) e la Vas (valutazione d’impatto strategica). Sono previste inoltre “misure compensative in favore delle popolazioni interessate”.
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8 dicembre 2009
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2 risposte a “CENTRALI NUCLEARI – I siti nuovi? Sono quelli vecchi. I Verdi: “Daremo battaglia””

  1. Mariolina dice :

    ma quale battaglia? Il governo forse a febbraio darà la lista dei siti, e i verdi già sono pronti a scendere in piazza? Secondo me questa della lista è stata una trovata bella e buona dei verdi per lanciare l’allarme.

  2. giovanni dice :

    Il Nucleare non conviene alla bolletta delle famiglie ma esclusivamente alle tasche della fallimentare enel e alle società riconducibili agli amici dei DEMOCRATICI ( ricordiamoci il prezzo che questo partitello sta mettendo sul gobbo degli italiani, nessuna opposizione, premio massimo sulle privatizzazioni). Comunque fu fatto un referendum…come la mettiamo?

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