Istat, la disoccupazione sale all’8,2%

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Confindustria: l’Italia tornerà ai livelli pre-crisi solo nel 2013

Nel terzo trimestre il numero degli occupati è diminuito di 508 mila unità rispetto allo stesso periodo del 2008

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MILANO – Il tasso di disoccupazione ha raggiunto a ottobre l’8,2%: si tratta del dato peggiore da aprile 2004. Lo rileva l’Istat, che ha corretto al rialzo il dato diffuso nelle scorse settimane (8%). Il numero di disoccupati nel mese è salito a 2.039.000.

CALO – Nel terzo trimestre 2009 l’occupazione è diminuita di 508.000 unità rispetto allo stesso periodo del 2008 (-2,2%), mentre è calata di 120.000 rispetto al secondo trimestre del 2009. L’Istat precisa che è il calo peggiore dal ’92, anno di inizio delle serie storiche, e che 386.000 posti sono stati persi nell’industria. Cala ovviamente il tasso di occupazione dal 59% al 57,5%. Si tratta del «quinto consecutivo arretramento tendenziale». L’Istat rileva un’ulteriore caduta dell’occupazione autonoma, dei dipendenti a termine e dei collaboratori, cui si aggiunge una significativa flessione dei dipendenti a tempo indeterminato.

CONFINDUSTRIA – Anche la Confindustria lancia l’allarme lavoro. «Sono stati bruciati 470 mila posti di lavoro – si legge nel rapporto del Centro Studi – mentre altri 195 mila sono a rischio». Quella che si profila per i prossimi anni, afferma Confindustria, rimane una ripresa «lenta e faticosa, in salita e ostacolata da venti contrari». Secondo le previsioni, l’Italia registrerà nel 2010 un Pil del 1,1% che si rafforzerà nel 2011 con un 1,3% riportando il Pil ai livelli del 2005. «La ripresa – dicono gli economisti di Viale dell’Astronomia- sarà sospinta da politiche economiche di straordinaria portata espansiva, tali da aver rinsaldato la fiducia di famiglie, imprese e mercati finanziari. I quali restano però esposti a turbolenze, come dimostrano le vicende di Dubai e della Grecia». «Il recupero del Pil perduto avverrà con tempistiche diverse tra diversi paesi. Tenuto conto dei tassi di crescita potenziali, all’Italia saranno necessari quattro anni, fino al 2013 per tornare ai livelli pre-crisi dopo una perdita che nel biennio di recessione ha riportato l’economia italiana indietro di quasi otto anni». Dalle rilevazioni del Csc emerge che «sono lunghi anche i tempi di recupero per Giappone (tre anni e nove mesi) e Spagna (tre anni e mezzo). La Germania impiegherà due anni e mezzo mentre la Francia già nella seconda metà del 2011 avrà pienamente compensato le perdite accumulate. Gli Stati Uniti saranno i più rapidi: solo un anno».

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17 dicembre 2009

fonte:  http://www.corriere.it/economia/carriere-lavoro/09_dicembre_17/istat_disoccupazione_occupati_d377c85a-eafd-11de-9f53-00144f02aabc.shtml

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