Archivio | dicembre 25, 2009

Aiuto, salvateci da Bertolaso! La Protezione Civile diventa Spa

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Protezione civile Super Spa

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di Fabrizio Gatti
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La struttura di Bertolaso si trasforma in società per azioni. Così sui contratti per gli eventi ci saranno ancora meno controlli. Mentre il dossier choc sul rischio catastrofi viene ignorato

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Aiuto, qualcuno protegga i nostri soldi da Guido Bertolaso. Ora che la Protezione civile diventa una società per azioni nessuno potrà più chiedere conto al governo su appalti ed eventuali spese allegre. Pochi giorni fa, il 17 dicembre, Gianni Letta ha fatto approvare al Consiglio dei ministri il decreto studiato e voluto dal Guido più amato dagli italiani, e da Silvio Berlusconi, in cambio del ritiro delle sue annunciate dimissioni. Un’altra mossa che toglie di mezzo il Parlamento. Il passaggio chiave è scritto in poche parole: «Il rapporto di lavoro dei dipendenti della società è disciplinato dalle norme di diritto privato». Scende così un ulteriore velo di riservatezza su forniture, contratti, progetti per centinaiae centinaia di milioni di euro all’anno, e su assunzioni e consulenze, che non dovranno più passare sotto la lente della trasparenza pubblica. Una scorciatoia che unita alle ordinanze di urgenza e ai poteri di emergenza di cui gode la Protezione civile, trasformerà Bertolaso, 60 anni il 20 marzo prossimo, in un vicerè dalle mani d’oro a completo servizio del presidente del Consiglio di turno. Come già succede ora, ma con meno obblighi da rispettare.
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I dati

Terremoti: l’Apocalisse è dietro l’angolo

Le catastrofi che minacciano l’Italia in questo secolo

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PROIEZIONE DEL RISCHIO SISMICO IN ITALIA DAL 2008 AL 2100
In base a quanto avvenuto negli ultimi duecento anni, nel secolo attuale bisogna aspettarsi:
Morti e feriti
50.000 – 200.000 (media 500 – 2000 morti e feriti l’anno)
Danni (relativi soltanto alle case, esclusi monumenti, edifici pubblici, infrastrutture) 100 – 200 miliardi di euro (media 1 – 2 miliardi di euro l’anno)
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SE SI RIPETESSE OGGI IL TERREMOTO DEL 1908 A MESSINA
(7,2 gradi di magnitudo – 86.000 morti)
MORTI E FERITI 112.312

ABITAZIONI CROLLATE 141.982

ABITAZIONI INAGIBILI 203.984

ABITAZIONI DANNEGGIATE 727.805

SENZATETTO 399.675

DANNO A EDIFICI RESIDENZIALI 25.489.000.000 euro

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SE SI RIPETESSE OGGI IL TERREMOTO DEL 1915 AD AVEZZANO
(7 gradi di magnitudo – 32.610 morti)
MORTI E FERITI 22.448

ABITAZIONI CROLLATE 35.711

ABITAZIONI INAGIBILI 205.915

ABITAZIONI DANNEGGIATE 977.105

SENZATETTO 385.784

DANNO A EDIFICI RESIDENZIALI 20.553.000.000 euro

Fonte : Protezione Civile

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La questione non riguarda soltanto la rapidità di intervento dopo terremoti, frane o alluvioni. Prendete il tentativo di Berlusconi, per adesso soltanto rinviato, di scippare il Tfr agli italiani, la liquidazione di milioni di lavoratori dipendenti. Quei soldi il governo li voleva trasferire al fondo Grandi eventi di Palazzo Chigi. Cioè la cassaforte affidata in questi anni proprio a Bertolaso per organizzare summit, party esclusivi, adunate religiose, gare sportive attraverso procedure d’urgenza e poteri straordinari. Da quando nel 2001 diventa capo e indossa la famosa maglietta blu, fior di ingegneri e tecnici vengono dirottati a occuparsi di serate di gala, piscine e trampolini (Roma, mondiali di nuoto 2009), alberghi, aiuole e parcheggi (La Maddalena e L’Aquila, vertice G8 2009), asfaltatura di strade e rotonde (Varese, mondiali di ciclismo 2008). Risorse e professionalità che così non possono essere dedicate a tempo pieno ai veri pericoli naturali che minacciano l’Italia. Negli armadi della Protezione civile in via Ulpiano e in via Vitorchiano a Roma vengono infatti tenute segrete previsioni da paura.

Sono le «Proiezioni rischio sismico XXI secolo »: in base a quanto è avvenuto negli ultimi 200 anni, è scritto nel rapporto riservato, nei prossimi 90 anni in Italia bisogna aspettarsi tra i 50 mila e i 200 mila morti e feriti per terremoti, con danni tra i 100 e i 200 miliardi di euro.

È fine novembre quando a Palazzo Chigi si studia come inserire nella legge finanziaria il prelievo del Tfr da destinare ai grandi eventi. Proprio in quei giorni a Rivoli, vicino a Torino, si ricorda il primo anniversario dalla morte di Vito Scafidi, 17 anni, lo studente del liceo scientifico Darwin ucciso dal crollo del soffitto della classe, collassato senza nemmeno la spintarella di una scossa sismica. I miliardi del trattamento di fine rapporto potrebbero servire a rendere più sicuri scuole e ospedali. Ma nel governo pensano a tutt’altro. Il primo dei grandi eventi che potrebbe entrare nel calendario della nuova Protezione civile spa è l’Expo 2015 a Milano: dove i ritardi, ormai sospetti, nella progettazione stanno creando le condizioni per la solita ordinanza d’urgenza. Oppure la candidatura di Roma alle Olimpiadi 2020: con la possibilità di usare le procedure in deroga sugli appalti come grimaldello per scardinare il piano regolatore e, sul modello dei Mondiali di nuoto, costruire centri sportivi e villaggi residenziali nella campagna intorno alla capitale. Altri contratti potrebbero arrivare con il trasferimento del gran premio di Formula 1 a Roma, oltre agli interventi collaterali che accompagneranno le grandi opere considerate strategiche per il futuro, come il ponte sullo Stretto o le centrali nucleari. Bertolaso ha trasformato la Protezione civile in una macchina per creare consenso. Anche tra gli imprenditori. Basta leggere i bilanci della società privata che dal 2001 in poi ha vinto tutti i principali appalti per l’organizzazione finale dei grandi eventi. È una srl con appena 35 mila euro di capitale. Si chiama Gruppo Triumph e ha sede a Monte Mario a Roma.

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Guido Bertolaso
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A capo del gruppo c’è una ex interprete dell’ambasciatore Usa in Vaticano, Maria Criscuolo, 47 anni, ben addentro al potere. Dal centrodestra al centrosinistra. Da Gianni Letta a Walter Veltroni. E anche nella Santa Sede. Maria Criscuolo guadagnava bene già nel 1994, con un fatturato in lire equivalente a 632 mila euro. Spiccioli rispetto a quanto fattura ora: 28 milioni 32 mila 705 euro, secondo i bilanci 2008 delle sue società a responsabilità limitata. Guido Bertolaso non bada a spese quando c’è da fare bella figura. Per il vertice Nato-Russia del 27 maggio 2002 a Pratica di Mare, alle porte di Roma, la Triumph di Maria Criscuolo incassa dalla Protezione civile 7 milioni 45 mila euro soltanto per le attività connesse all’organizzazione, gli allestimenti, la ristorazione, le fotocopiatrici, gli interpreti. Per preparare i due giorni di incontri, a cui partecipano Vladimir Putin e George Bush, il dipartimento di Bertolaso firma contratti per 36 milioni 284 mila euro. E nel resoconto non mancano cifre curiose. Come i 74 mila euro per il «facchinaggio da Pratica a Castelnuovo e trasporto statue»: 69 chilometri al costo di 1.072 euro a chilometro. Oppure il milione di euro per il taglio di prato e siepi, i 662 mila per la «riqualificazione del circolo ufficiali», i 21 mila per la «pedana per giornalisti», i 457 mila per la «consultazione dei notiziari di agenzia», i 42 mila per gli «annunci viabilità», i 17 mila per la stampa di menù e inviti.

Nel settore Maria Criscuolo ha la stessa fama di Michael Schumacher. Continua a vincere. Sono consulenze che pagano bene. Firmano contratti con lei ministri ed ex: Roberto Maroni, Franco Frattini, Antonio Martino, Altero Matteoli, Gianni Alemanno, Rocco Buttiglione, Giuliano Urbani, oltre al presidente dell’Istituto per il commercio estero, l’ambasciatore Umberto Vattani con cui allestisce il G8 di Genova. Il 7 dicembre 2007 un alto ufficiale delle forze armate che lavora a Palazzo Chigi scrive su due fogli e sigilla in due buste i nomi di chi vincerà l’appalto per l’organizzazione del G8 2009. È una specie di scommessa tra colleghi. Berlusconi è all’opposizione e in quel periodo il presidente del Consiglio, Romano Prodi, vuole portareil vertice alla Maddalena. Bertolaso fa propria l’idea. Anche se la sua nomina viene firmata da Berlusconi il 7 settembre 2001, la sua formazione professionale cresce nel centrosinistra come vicecommissario per il Giubileo del 2000, accanto a Francesco Rutelli, commissario e sindaco di Roma. Ma il suo padrino politico è Giulio Andreotti. Come ripete più volte ai suoi collaboratori, Bertolaso è diventato Bertolaso grazie agli insegnamenti dell’anziano leader democristiano che il capo della Protezione civile chiama pubblicamente «zio Giulio». Un rapporto nato quando Andreotti era presidente del Consiglio e Guido, laureato in medicina, un giovane assistente del suo seguito. Tra il 2008 e il 2009 la Protezione civile indice le gare e assegna gli appalti per il G8 dell’estate scorsa. Le buste sigillate con le previsioni sui vincitori non hanno nessun valore legale.

Ma l’alto ufficiale e i suoi colleghi, che chiedono l’anonimato, indovinano con mesi di anticipo. Il contratto ultramilionario e riservato per il vertice della Maddalena, poi trasferito a L’Aquila, lo vince ancora una volta la Triumph. E dal 23 settembre scorso, sul sito Internet della società già si guarda avanti: «La dottoressa Maria Criscuolo, presidente del Gruppo Triumph», è scritto, «è stata inserita da Eduardo Montefusco, vicepresidente dell’Unione industriali di Roma, nel comitato tecnico di Expo 2015». Le scommesse a Palazzo Chigi azzeccano anche chi sarà il coordinatore del G8 per la Protezione civile. È Marcello Fiori, 50 anni il mese prossimo, promosso dirigente generale della presidenza del Consiglio con un salto in avanti di diverse posizioni. Fiori ha una laurea in lettere e nessuna esperienza con alluvioni e terremoti. Un passato di portavoce dell’Acea, l’Azienda elettrica di Roma, nel 2007 è segretario generale del ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni.

Il suo nome appare il 22 marzo 1999 in una lettera di raccomandazione firmata da Francesco Rutelli, di cui allora è vice capo di gabinetto. Il sindaco-commissario per il Giubileo chiede al segretario generale della presidenza del Consiglio, Paolo De Ioanna, di affidare a Fiori l’incarico «di coordinare le attività nell’azione di lotta al degrado ambientale, ai fini della salvaguardia del decoro nella città di Roma». Sospinto da Rutelli e Bertolaso, farà strada. Fino ai rifiuti di Napoli. Prima però Fiori diventa responsabile dell’ufficio emergenze della Protezione civile. La notte del 26 dicembre 2004 la sala operativa di via Vitorchiano lo sveglia per avvertirlo del fortissimo terremoto registrato dai sismografi di tutto il mondo e del successivo maremoto. Dove? In Indonesia, rispondono dalla sala operativa. Va bene, buona notte.

Qualche ora dopo Gianni Letta, chiamato dal ministero degli Esteri, butta giù dal letto Bertolaso che ancora non sa nulla. La regola prevede che sia il capodipartimento ad informare il governo. Questa volta succede il contrario. Ci sono migliaia di turisti italiani ed europei di cui non si hanno più notizie. Bertolaso vuole fare tutto da solo. Gestisce i soccorsi e i 16 milioni e 156 mila euro raccolti dagli italiani con l’idea degli sms. Snobba perfino il ministro degli Esteri. Il capo della Protezione civile fa decollare due Canadair del servizio antincendio, Can 23 e Can 24. Sono aerei inadatti alle operazioni di lungo raggio. Non superano i 365 chilometri orari di velocità e le 6 ore di autonomia. Quanto tempo impiegano per arrivare in Sri Lanka lo racconta una scheda sul sito della presidenza del Consiglio: «Partiti dall’Italia il 31 dicembre e arrivati a destinazione dopo quattro giorni di volo».

L’aereo è progettato
per scaricare acqua. Non ha spazio per trasportare materiali. Così a ogni missione vengono recapitate soltanto 6 tende. Alla fine i piloti accumulano 452 ore di volo di cui 59 ore per distribuire soltanto 250 tende. Al costo di esercizio di un Canadair: 14 mila euro l’ora. Guido Bertolaso non parla mai più del dovuto. Quando davanti al consiglio comunale della Maddalena un rappresentante del Pdl critica i metodi di affidamento degli appalti, lui lo interrompe: «Lei è pregato di misurare le parole… Io posso anche fare direttamente degli esposti alle autorità competenti, per le affermazioni ingiuriose nei confronti di un rappresentante del governo. Sia ben chiaro».

Così nemmeno in quell’occasione il capo spiega perché la Protezione civile abbia invitato alle gare per il G8 e per i mondiali di nuoto proprio la famiglia di un imprenditore, Diego Anemone, 38 anni, in società con Filippo Balducci, 30 anni, figlio di Angelo: cioè il soggetto attuatore degli appalti che dal 2003, dall’emergenza Gran Sasso, al 2008 fa coppia fissa con Bertolaso nell’applicazione delle ordinanze di urgenza. La sua Protezione civile si occupa nel frattempo della canonizzazione di padre Pio (2002), di quella del fondatore dell’Opus Dei, Josemarìa Escrivà de Balaguer (2002), dell’incontro nazionale di Azione cattolica a Loreto con il papa (2004), dei funerali del papa (2005), della regata Vuitton Cup a Trapani (2007), dell’incontro a Loreto con il nuovo papa (2007), dei mondiali di ciclismo a Varese (2008), dei Giochi del Mediterraneo a Pescara (2009) e del 150° anniversario dell’Unità d’Italia (da celebrare fino al 2011). Tra feste e raduni, nonostante l’Abruzzo sia tra i territori più aggiornati nel censimento degli edifici pubblici a rischio sismico, il protocollo di prevenzione tra Regione e Protezione civile viene lasciato scadere (2008).

E il 6 aprile a L’Aquila abbiamo visto come è andata a finire. Meglio affidare la prevenzione delle catastrofi ai collaboratori esterni? Sembra di sì: infatti sono passati dai 113 del 2008 ai 199 di quest’anno. Quasi il doppio. Un po’ per la ricostruzione a L’Aquila, un po’ per le voci che prevedono un’infornata di trecento assunzioni nella nuova Protezione civile servizi spa. Ma anche loro devono dividersi.

Come Flaminia Lais, messa per metà del tempo a lavorare sulle frane del 2007 in provincia di Messina e l’altra metà sui grandi eventi. Nel 2008 l’emergenza messinese può contare anche su Gilda Miele, Fabrizia Spirito e Maria Anna Tortora. Quattro donne, 24 mila euro a testa Quest’anno i collaboratori per Messina e provincia salgono a quota sette. Cinque però hanno il compito di «far fronte ai problemi del traffico». Gli altri due possono dedicarsi agli «eccezionali eventi atmosferici» del 2007: nessuno però verifica che l’allerta meteo dell’ottobre 2009 nella stessa zona sia tradotta in uno sgombero preventivo di Giampilieri, Scaletta Zanclea e Altolia. Sei mesi dopo l’allarme mancato in Abruzzo, altri trentasei morti. E questo è nulla rispetto agli scenari custoditi negli armadi del dipartimento.

Esistono modelli in grado di stabilire il numero delle vittime di un terremoto, in base al materiale e all’anno di costruzione di case, uffici, scuole e ospedali. Se oggi si ripetesse il sisma di Avezzano del 1915, i morti e i feriti sarebbero 22.448. Gli sfollati 385.784. E i danni supererebbero i 20 miliardi. Nel caso di un terremoto e un maremoto a Messina come nel 1908, ci sarebbero 112.312 morti e feriti, 399.675 senzatetto, 25 miliardi di danni. Con onde che distruggerebbero il porto ed entrerebbero nella città per 350 metri. Sulle pagine di questi rapporti riservati, una piccola nota spiega che il danno economico è stato calcolato in base a un costo di ricostruzione di 820 euro al metro quadro. Per gli alberghi del G8 mancato alla Maddalena, gli uomini di Guido Bertolaso hanno invece autorizzato costi di costruzione di 4.345 euro al metro quadro. Ecco la differenza tra una e l’altra Protezione civile.

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SFOGLIA Il documento originale della Protezione Civile

LEGGI Allarme negato, volano le accuse di Primo Di Nicola

Il CARTEGGIO BoschiBertolaso

GUARDA Scandalo formato G8 Maddalena d’oro

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(21 dicembre 2009)

fonte:  http://espresso.repubblica.it/dettaglio/protezione-civile-super-spa/2117790&ref=hpsp

Cina, mano dura contro il dissenso: Condannato a 11 anni Liu Xiaobo

Nel 1989 l’uomo aderì al movimento democratico degli studenti di piazza Tiananmen

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E’ stato uno dei firmatari di Carta 08, documento che critica il Partito comunista

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Cina, mano dura contro il dissenso condannato a 11 anni Liu Xiaobo
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PECHINO – La Cina usa il pugno di ferro contro Liu Xiaobo. Il dissidente è stato condannato oggi a 11 anni di prigione per “istigazione a sovvertire i poteri dello Stato”. Liu, 54 anni lunedì prossimo, è un veterano del dissenso: ha cominciato la sua attività nel 1989 quando, da giovane professore di letteratura, aderì al movimento democratico degli studenti in piazza Tiananmen. L’accusa è basata su alcuni articoli pubblicati dai siti web stranieri e sul fatto che Liu è stato uno dei primi firmatari di Carta 08, un documento che critica il Partito comunista cinese e chiede l’instaurazione in Cina di un sistema democratico. Liu rischiava fino a 15 anni di reclusione.
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L’agenzia d’informazione ufficiale Nuova Cina ha diffuso solo nella sua versione in inglese un dispaccio di poche righe, nel quale si sottolinea che il processo “è stato aperto al pubblico” e che il Tribunale “ha seguito strettamente le procedure” previste dalla legge cinese. La moglie del dissidente, Liu Xia, ha potuto parlare col marito per dieci minuti dopo la sentenza e ha detto che è sua intenzione ricorrere in appello.
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Il diplomatico americano Gregory May ha letto una dichiarazione con la quale “il governo degli Stati Uniti chiede l’immediata liberazione” di Liu Xiaobo e nella quale si sottolinea come il processo sia stato “al di sotto degli standard internazionalmente riconosciuti dei diritti umani”.
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Nella giornata di ieri le autorità di Pechino si erano scagliate contro gli appelli lanciati dalle ambasciate straniere per il rilascio del dissidente, definendoli “una grossolana ingerenza negli affari interni cinesi”.
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25 dicembre 2009
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NATALE – Vietato avanzare! Ricette e consigli

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Al supermercato è facile cadere nella trappola delle offerte speciali: si risparmia qualcosa, ma il più delle volte si compra (e poi si cucina) davvero troppo, “tanto abbiamo la scorta”. Il cibo però ha un valore che va oltre quello monetario: i dati sulla fame nel mondo diffusi recentemente dalla Fao, parlano chiaro. Anche dal punto di vista ambientale il cibo ha un valore.

Per produrlo e confezionarlo si consuma energia, si sottrae natura, si emette C02 in atmosfera. Lo spreco, quindi, è da evitare. Meglio calibrare bene gli acquisti e le dosi, e quando qualcosa rimane comunque in pentola (cosa che puntualmente succede a Natale) imparare a riutilizzarlo, ricordando che molti gustosissimi piatti della tradizione italiana sono nati proprio così. Mai provata l’acquacotta?

Ecco qualche suggerimento:

Panettone
Tagliarlo e inzupparlo nel Gran Marnier. Ricoprirlo con cioccolato fondente (fuso a bagnomaria) e servirlo come torta.

Pasta
Penne, rigatoni, fusilli: farli gratinare in forno a temperatura alta. A seconda di come è stata condita in precedenza si può arricchire con altri ingredienti. Esempio: se la pasta era con un misto di verdure, aggiungete…

Verdure
Le verdure usate come contorno si possono riutilizzare facendo una torta salata con una pasta sfoglia sottile e aggiungendo formaggio tipo fontina. Cuocere al forno.

Risotti
In un padellino antiaderente, far fondere una noce di burro, mettere il risotto e formare una specie di frittatina. Rosolare da entrambe i lati e servire croccante.

Macedonia
Preparare delle crespelle e farcirle di frutta.

Insalata condita
Sbollentare l’insalata nel brodo per alcuni minuti, aggiungendo anche due manciate di piselli surgelati e una cipolla tritata. Frullare e servire su crostoni di pane.

Minestrone
Scolare le verdure e passarle al passaverdure. Versare questa purea in una teglia a 180°nel forno, fino a quando si trasformerà in un tortino che servirà come accompagnamento ad una pietanza.

Di seguito una serie di ricette firmate da Massimo Rovagnati, chef del gruppo Ethos.

Ricetta con polenta per 3 persone
6 fette di polenta da 60 g; 6 gamberoni sgusciati; 200 g di zucchine; 2 cucchiai di olio extra vergine di oliva; 1 spicchio d’aglio; 1 cucchiaio di senape; poche gocce di salsa di soia biologica; sale Scottare in una padella antiaderente i gamberoni con un filo di olio e mezzo spicchio d’aglio in camicia. Preparare il condimento sbattendo la senape con l’olio, un pizzico di sale e la salsa di soia. Tagliare le zucchine a listarelle e spadellarle in padella antiaderente con un filo d’olio e mezzo spicchio d’aglio, salare e ultimare la cottura. Gratinare le fette di polenta in forno in una teglia con carta da forno, spennellare poi le fette con la salsa preparata, adagiarvi sopra le zucchine e poi i gamberi padellati. Servire caldo.

Frittata di pasta per 2 persone
100 gr di pasta avanzata al pomodoro o altro; 2 uova; 50 g di parmigiano; 4 cucchiai di olio extra vergine di oliva; sale; 100 g di feta greca; poco peperoncino Sbattere in una terrina le uova con il parmigiano, il sale e poco peperoncino in polvere. Mischiare la pasta con il composto di uova, aggiungere la feta tagliata a dadini e poi friggere in una padella antiaderente calda con l’olio extravergine come se fosse una frittata.

Ricetta con pollo avanzato per 1 persona
Preparare una salsa con 2 cucchiai di aceto di mele, 2 cucchiai di maionese, un cucchiaio di pasta di acciughe, pochi capperi, un cucchiaio di mostarda e uno di parmigiano. Tagliare e lavare un ceppo di lattuga e metterlo in una ciotola, aggiungere il pollo senza pelle tagliato a listarelle, la salsa preparata e dei crostini di pane avanzato tagliato a dadini e tostato in forno con un filo di olio e sale. Ecco un insalatina gustosa.

Crostata di tortellini… avanzati per 4 persone
300 g di tortellini in brodo; un rotolo di pasta brisé; 80 g di parmigiano grattugiato; 60 g di fontina o provolone piccante; 50 g di prosciutto cotto a dadini. Far saltare in una padella i tortellini con poco brodo e la dadolata di prosciutto cotto. Stendere la pasta brisé alta pochi millimetri in una teglia per crostata e infornarla 10 minuti a 180°, sfornare e riempire con i tortellini mischiati con la cubettata di fontina o provolone e il parmigiano. Ricoprire con un altro foglio di brisé crudo, spennellare con dell’olio extra vergine di oliva, bucherellare e infornare per altri 15-20 minuti.

Frittelle di lenticchie per 4 persone
600 g di lenticchie avanzate; 1 acciuga; 3 uova; sale e pepe qb; 2 cucchiai di farina 00; 80 g di prosciutto crudo tagliato a cubetti e padellato con l’acciuga Frullare le lenticchie, aggiungere la dadolata di prosciutto, le uova e la farina e amalgamare bene. In un tegame scaldare dell’olio di semi e quando caldo immergere il composto a cucchiaiate friggendo da entrambi i lati. Prelevare con una schiumarola e passarle in carta assorbente e servire a piacere accompagnate da verdure di stagione alla griglia o puré di carote o di sedano rapa.

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25 dicembre 2009

fonte:  http://servizi.lifegate.it/newimpattozero/natale_ricette.asp

Maltempo, dopo la neve arriva la pioggia. Oltre 1000 sfollati in Liguria e Toscana

Paura per la piena del fiume magra, 600 persone lasciano le case
Acqua alta a Venezia con una punta massima di 145 centimetri sul medio mare

Maltempo, dopo la neve arriva la pioggia
Oltre 1000 sfollati in Liguria e Toscana

Ameglia, nello spezzino, è vittima della piena del fiume Magra, che ha esondato alle 4 del mattino
Cinquecento famiglie sgomberate a Santa Maria del Colle (Lucca). Bloccata l’autostrada Firenze-Pisa

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Maltempo, dopo la neve arriva la pioggia Oltre 1000 sfollati in Liguria e Toscana
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ROMA – Dopo il freddo la pioggia. Il maltempo continua a non dare tregua. Nelle prossime 36 ore sono previste precipitazioni a carattere piovoso e temperature in aumento. In particolare in Liguria, Toscana settentrionale, Emilia Romagna occidentale, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Gulia. Oltre 1000 sfollati tra Liguria e Toscana, a causa di piene ed esondazioni.
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Ameglia, centinaia di sfollati.
Ameglia, paese in
provincia di La Spezia, è allagata. La prevista piena del fiume Magra, oltre settanta centimetri in più rispetto alla prima esondazione di due giorni fa, c’è stata, ma le case a rischio erano già state evacuate completamente. Di conseguenza i cinquecento abitanti dei piccoli borghi di Cafaggio, Fiumaretta, Bocca di Magra, sono stati evacuati: al momento sono ospiti di parenti e amici. Solo una quindicina i cittadini che si sono trasferiti ai due centri di “ammassamento” predisposti dalla Protezione Civile. Il fiume ha esondato alle quattro di questa mattina, allagando campi e strade e i piani bassi delle abitazioni.
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Esondazioni e sfollati anche in Toscana. Le forti piogge che si sono abbattute nella notte hanno provocato piene ed esondazioni anche nelle province di Pisa, Lucca, Massa, e Prato. A Lucca, a Santa Maria al Colle, il Serchio è tracimato e 500 famiglie sono state fatte sgomberare dalle loro case e soccorse dalla Protezione civile, alcune persone sono rimaste bloccate ai primi piani e sono state trasportate al sicuro dai mezzi dei vigili del fuoco.
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Una trentina di famiglie, sempre per l’esondazione del Serchio, saranno evacuate anche a Vecchiano, in provincia di Pisa. Grave anche la situazione in Garfagnana, dove si sono verificate diverse frane, una sulla strada provinciale per Pescaglia, nel Comune di Castelnuovo, mentre un costone di roccia pericolante ha costretto la protezione civile ad evacuare 30 famiglie.
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Bloccata l’autostrada Firenze-Pisa. E’ stata chiusa in mattinata l’A11 Firenze-Pisa, all’altezza di Migliarino,al bivio con l’A12, per l’allagamento del manto stradale provocato dalle forti piogge della notte. I vigili del fuoco hanno soccorso con un elicottero, in quel tratto di strada, una decina di automobilisti che erano rimasti bloccati, oppure che avevano preferito non proseguire, viste le condizioni di non praticabilità dell’autostrada.

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Le situazioni più delicate rimangono quelle di Pisa e Lucca, lungo il percorso del fiume Serchio. Operano nelle province colpite dal maltempo (Pisa, Lucca, Pistoia, Prato e Massa Carrara) sia le squadre dei pompieri che hanno lavorato durante la notte, sia le squadre del nuovo turno di oggi. Da Roma, sono state inviate due sezioni operative e da Bologna e Genova sono in appoggio due elicotteri.
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Salvata una donna in gravidanza. Una frana ha interrotto la strada che collega la Versilia e la Garfagnana. A causa di una frana che si era verificata nella notte sulla strada provinciale, all’altezza di Levigliani – nell’entroterra di Marina di Forte dei Marmi – una donna all’ottavo mese di gravidanza, che accusava dei dolori, è rimasta bloccata in auto, con il marito, mentre cercava di raggiungere dall’Alta Versilia l’ospedale a Luca di Camaiore. L’uomo ha chiamato il 118 e i soccorritori hanno trasportato a braccia la donna fino all’ambulanza superando i detriti che avevano invaso il manto stradale.
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La zona, per il momento, è isolata e si raggiunge l’Alta Versilia dal versante della Lucchesia. Altre piccole frane si sono verificate sui versanti collinari di Camaiore e Massarosa dove comunque la situazione è sotto controllo. A Viareggio il vento forte ha abbattuto un albero sul viale dei Tigli. Allerta per i livelli del lago di Massaciuccoli e dei canali da parte del Consorzio di Bonifica Versilia-Massaciuccoli.
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Danni e famiglie senza casa anche nella provincia di Prato: è esondato il torrente Calice: 15 famiglie sono state fatte sgomberare. Danni e problemi anche a Livorno.
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Acqua alta a Venezia. Venezia ha vissuto una notte di Natale di alta marea, con una punta massima di 145 centimetri sul medio mare – ottava misura di sempre – raggiunti poco prima delle ore 4. Molti i disagi soprattutto sull’isola di Burano, dove praticamente tutti i primi piani delle abitazioni sono finiti sott’acqua.
Si è trattato della terza acqua alta consecutiva sopra il metro e 30 centimetri – 144 cm mercoledì, 133 ieri e oggi 145 – un evento, hanno spiegato dal centro maree del Comune, mai verificatosi prima.
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Modena.
A causa del maltempo dei giorni scorsi è in atto una nuova piena per i fiumi modenesi. Nella mattinata sono stati chiusi, sul Secchia, ponte Alto e ponte dell’Uccellino a Modena, ponte Motta a Cavezzo; sul Panaro chiuso il navicello vecchio a Nonantola.
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Frane e strade chiuse. Il transito veicolare sul Capo Berta, tra Diano Marina e Imperia, è stato chiuso in entrambi i sensi di marcia intorno alle 18.40 a causa di una frana scesa sul versante imperiese. Sono presenti sul posto i vigili del fuoco e i volontari della Protezione Civile. Al momento l’unico modo per recarsi a Diano Marina è con l’autostrada dei Fiori.
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25 dicembre 2009
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Una donna si getta sul Papa e lo fa cadere durante la Messa di Natale

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“Nessuna conseguenza fisica, Benedetto XVI sta bene”, assicura padre Federico Lombardi, il direttore della sala stampa della Santa Sede.  E oggi darà come ogni anno la sua benedizione “urbi et orbi”. Ma sono stati attimi di paura per lui ieri notte.

La sequenza nella Basilica di San Pietro è stata rapidissima. Ma le immagini in queste ore hanno già fatto il giro del mondo, trasmesse da tv e siti. La messa, anticipata di due ore per non affaticare il pontefice, non è ancora iniziata, nella Basilica di San Pietro ci sono migliaia di fedeli, accorsi per la notte di Natale. Benedetto XVI avanza verso l’altare per dare inizio alla celebrazione solenne, quando una donna si fa largo tra la folla e gli si getta addosso facendolo cadere.

Il papa si rialza quasi subito, aiutato dai cerimonieri. E prosegue, celebrando la Messa di Natale. Ma la folla è attraversata da qualche minuto di paura. La musica che si interrompe, le guardie svizzere che accorrono. A terra è finito anche il cardinal Roger Etchegaray, 87 anni, che si accascia sofferente. E viene trasportato subito in ospedale.

La donna viene fermata. Viene dalla svizzera, ha problemi psichici. Probabilmente è la stessa che lo scorso anno, sempre durante la Messa di Natale, cercò già di avvicinare il Pontefice. “Volevo solo abbracciarlo”, ha spiegato lei.

Attimi di tensione che si stemperano a fatica oltre il muro delle migliaia di fedeli che assistono alla messa, lasciando un velo di apprensione a pervadere l’intera funzione liturgica, comunque officiata da un Papa apparentemente non turbato dall’accaduto. Alla fine della messa, la Rai ripropone le immagini della diretta, che fanno subito il giro del mondo, e chiariscono l’accaduto: si vede il Papa unirsi alla processione dei cardinali e dei concelebranti, poi una donna vestita di rosso che salta le transenne e gli si getta addosso. Il pontefice cade a terra.

Per qualche secondo si vede solo un gran trambusto, e il card. Etchegaray che si accascia. Poco dopo, questione di pochi secondi, il Papa e’ di nuovo in piedi, la processione prosegue, raggiunge l’altare e la messa comincia. Il Papa appare appena un po’ scosso, e conduce la celebrazione senza tentennamenti. Legge sicuro il testo dell’omelia, in cui esorta ad andare incontro a Dio, rinunciare all’egoismo e alla violenza, a usare ”solo le armi della verita’ e dell’amore”. Intanto la donna viene condotta alla Gendarmeria vaticana, dove viene trattenuta in stato di fermo. Appare confusa e agitata, forse sofferente di mente, dice di aver voluto abbracciare il pontefice.

Si sospetta, appunto, possa essere la stessa che lo scorso anno tento’ un gesto analogo. Restano i molti interrogativi su cosa sarebbe successo se, al suo posto, vi fosse stato qualcuno con cattive intenzioni, anche e’ certo che non avesse addosso alcuna arma o oggetto contundente, avendo comunque dovuto passare attraverso un severo sistema di controlli all’entrata. Il card. Etchegaray e’ stato ricoverato al pronto soccorso vaticano per accertamenti, ma e’ stato trasferito in nottata al Policlinico Gemelli.

Nessuna preoccupazione invece per la salute del Papa, il quale, nonostante l’eta’, qualche disturbo alla circolazione, e la frattura al polso subita la scorsa estate in una caduta accidentale, ha lasciato tranquillamente la Basilica, appena sostenuto dai cerimonieri nello scendere le scale dell’altare, alla fine della Messa. Circondato da uno stretto cordone di sicurezza.

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25 dicembre 2009

fonte:  http://www.unita.it/index.php?section=news&idNotizia=93032

Kabul, video shock di un ostaggio Usa “Io, soldato, vi dico: è un nuovo Vietnam”

Kabul, video shock di un ostaggio Usa "Io, soldato, vi dico: è un nuovo Vietnam"
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KABUL I talebani hanno diffuso un video che mostra un soldato americano catturato sei mesi fa in Afghanistan e tenuto in ostaggio. Un video destinato a riaprire le polemiche e mettere i brividi all’opinione pubblica americana.
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Nel video il soldato, Bowe Bergdhal, 23 anni, elmetto e occhiali da sole, afferma: “Mi dispiace dirvi che questa guerra ci sta sfuggendo e che si trasformerà in un nuovo Vietnam a meno che il popolo americano non si levi contro tale assurdità”.
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Il 16 dicembre i talebani avevano preannunciato la diffusione di un nuovo video del militare americano, catturato in giugno nella provincia sud orientale di Paktika. Il soldato, Bowe Bergadhl, 23 anni, era considerato disperso dal 30 giugno scorso ed era già apparso in un video il 19 luglio nel quale sembrava in buone condizioni di salute, anche se spaventato. Il ragazzo è il primo soldato Usa catturato dai talebani dall’inizio dell’intervento americano in Afghanistan alla fine del 2001.

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IL VIDEO QUI

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25 dicembre 2009

fonte:  http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/esteri/afghanistan-22/video-soldato/video-soldato.html?rss