Archivio | dicembre 28, 2009

OPINIONI – Il partito dell’amore

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Il partito dell’amore

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di Vittorio Emiliani

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Assimilare atti differenti compiuti da due differenti persone in cura da anni per disturbi mentali col fine di costruirci sopra un’unica “teoria della violenza” prodotta dal clima politico sembra davvero un’ardua e mistificante impresa. Vi accenna lo stesso presidente del Consiglio – che compare “in voce”, ogni giorno ormai, dalla sua villa di Arcore, alla radio, alla tv, nei Tg – quando al Tg1 dell’altra sera parla di «odio che rende violente contro l’avversario politico le menti più fragili». Stringe subito l’acrobatica connessione il tg della Rai mettendo sullo stesso piano di «prodotti dell’odio politico» il lancio folle di Massimo Tartaglia contro Berlusconi e il tentativo della svizzera Susanna Maiolo di toccare Benedetto XVI. Due episodi che, semmai, dovrebbero far riflettere sulla inadeguata professionalità della sicurezza, italiana e vaticana, utilizzata in quei pericolosi bagni di folla.
È già inqualificabilmente grave – l’hanno fatto Cicchitto ed altri – dare nome e cognome ai “mandanti” di Tartaglia. Ma, andare oltre l’inqualificabile per impastare insieme i due gesti quali sintomi di uno stesso clima politico profondamente inquinato è davvero voler contribuire all’incendio permanente del confronto, dirigendo le fiamme contro i “mandanti” e dando la seguente impressione: c’è “un partito dell’amore” (senza allusioni al lettone dono di Putin) e c’è “un partito dell’odio”. Del primo fanno parte tutti coloro che amano il premier e ne condividono opinioni e progetti. Del secondo fanno parte non solo tutti coloro che detestano lui e le sue proposte politiche (comunque, chi gliel’ha messa in bocca a Di Pietro l’idiozia di Berlusconi=Diavolo?), ma anche tutti coloro che, più semplicemente, non le condividono. Dissenso, in democrazia, del tutto legittimo.

Quando Berlusconi – significativamente dopo l’Epifania, dal greco epiphàino, appaio – riapparirà, proporrà riforme vere oppure leggi su misura per lui? Nel primo caso sarebbe sbagliato non andare a vedere le carte e ragionare su di esse. Nel secondo, sarebbe sbagliato proseguire nel dialogo. Domanda: così facendo, si entrerebbe a far parte, automaticamente, delle «fabbriche di menzogne, estremismo e anche di odio» (Berlusconi al Tg1)? Non è proprio il massimo che l’altro ieri il presidente abbia dialogato “in voce” con don Pierino Gelmini della Comunità “Incontro”, rinviato a giudizio per abusi su minori. Ancor più sorprendente che abbia rivendicato il motto «noi rispettiamo l’avversario politico». Non ricorda di aver parlato delle “stronzate di Prodi”, di aver mimato la sinistra che va al governo e subito straccia il suo programma, di aver sostenuto «certo, non credevo fossero così tanti i coglioni» che votano per la sinistra, di aver proposto l’on. Schulz (Spd) «per il ruolo di un kapò», di aver definito Rosy Bindi «più bella che intelligente», ecc.? Tuttavia se il Berlusconi dell’Epifanìa, cioè della nuova “apparizione”, sarà diverso da quello e proporrà leggi condivisibili, spiazzerà per primi i suoi sostenitori, come Minzolini, i quali fanno un solo fascio di Massimo Tartaglia e di Susanna Maiolo per rappresentare il clima di odio contro il governo e il suo leader alimentato dal centrosinistra, anzi dalla sinistra. Ora e sempre “comunista”, ovviamente.

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27 dicembre 2009

fonte:  http://www.unita.it/news/vittorio_emiliani/93095/il_partito_dellamore

“Quindici i morti negli scontri”: Lo ammette la tv iraniana

Continuano gli scontri in tutto il Paese. E l’emittente di Stato fornisce dati più attendibili anche se parla di “terroristi”

“Quindici i morti negli scontri”
Lo ammette la tv iraniana

Arrestato questa mattina l’esponente del dissenso Ebrahim Yazdi

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"Quindici i morti negli scontri" Lo ammette la tv iraniana
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TEHERAN – Il regime iraniano ora ammette che la repressione è stata durissima. Sono oltre 15 i morti negli scontri di ieri in Iran tra dimostranti e polizia. Lo riferisce la tv di Stato: “Oltre quindici persone sono state uccise durante i disordini” hanno raccontato gli speaker dell’emittente ufficiale citando il ministero dell’Intelligence iraniano. Tra i morti, “più di dieci appartenenti a gruppi anti-rivoluzionari” e “cinque a gruppi terroristici”.
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Gli scontri sono continuati ieri fino a tarda sera e la notte, soprattutto a Teheran, è stata tutt’altro che tranquilla. Per oggi sono annunciate altre manifestazioni. L’opposizione sembra intenzionata ad andare fino in fondo. E continuano gli arresti. Il sito web Jaras, vicino all’opposizione, fa sapere che questa mattina è stato fermato il leader dissidente Ebrahim Yazdi: “Le forze di sicurezza sono arrivate a casa sua all’alba e hanno arrestato l’attivista politico”, afferma il sito, aggiungendo che il nipote era stato fermato poche ore prima. Yazdi è dirigente del Movimento per la liberazione dell’Iran (Mli, liberale), un’organizzazione dissidente in teoria messa al bando, ma praticamente tollerata. Il dissidente, già ministro degli Esteri nel primo governo dopo la rivoluzione del 1979, ha più di 70 anni.
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28 dicembre 2009
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Croazia, ballottaggio Josipovic-Bandic: Grave sconfitta per il centrodestra

Scarsa affluenza per le presidenziali. Il candidato del centrosinistra al comando col 32,4%. Il suo avversario è un ex compagno di partito

Croazia, ballottaggio Josipovic-Bandic
Grave sconfitta per il centrodestra

La Comunità democratica del premier Kosor solo al terzo posto

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Croazia, ballottaggio Josipovic-Bandic Grave sconfitta per il centrodestraIvo Josipovic

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ZAGABRIA – Il socialdemocratico Ivo Josipovic, candidato del centro-sinistra alle elezioni presidenziali tenute ieri in Croazia, esce vincente con il 32,44 per cento dei voti al primo turno e va al ballottaggio contro il suo ex collega di partito, il sindaco di Zagabria Milan Bandic che ha ottenuto il 14,84 per cento.
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Dopo le proiezioni di ieri sera, lo confermano i dati ufficiali diffusi dalla Commissione elettorale in base a quasi tutte le sezioni elettorali scrutinate. L’affluenza è stata del 44,07 per cento.
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Josipovic rappresenta la sinistra moderata, la classe media i giovani e le zone urbane ed economicamente più sviluppate del Paese. Ha conquistato un terzo dell’elettorato grazie a un’immagine calma e pacata e alla sua dedizione alla difesa della legalità e alla lotta alla corruzione. E’ professore di diritto internazionale all’Università di Zagabria e compositore di musica classica con un diploma conseguito al conservatorio, nonchè deputato del Parito socialdemocratico (Sdp) in più legislature. I sondaggi lo danno favorito anche per il secondo turno indetto per il 10 gennaio.
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Bandic deve la sua popolarità a un’immagine di duro e deciso lavoratore per la prosperità economica della capitale, di cui è sindaco da nove anni, che ha promesso di allargare a tutto il Paese, ora che si trova alle porte della piena adesione all’Unione europea.
Grazie a una campagna populista, condotta da porta a porta, soprattutto nelle regioni più depresse è riuscito a superare le divisioni ideologiche e a prendere voti in ambedue i poli dell’elettorato. Viene considerato come il candidato alternativo del centrodestra, nonostante fino a due mesi fa sia stato uno degli esponenti più autorevoli dell’Sdp, da cui è stato espulsi per dissensi con la dirigenza del partito.

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Secondo i risultati ufficiali, la Comunità democratica croata (Hdz) della premier Jadranka Kosor è terzo posto, con il suo candidato Andrija Hebrang che ha ottenuto il 12,3 per cento.
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Il suo scarso risultato è in parte dovuto alla dispersione dei voti tra i nove candidati del centro destra e della destra e al suo profilo politico poco presidenziale.
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28 dicembre 2009
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