Archive | gennaio 2, 2010

SUI TEATRINI DI BERLUSCONI – De Magistris: un lodo per far espatriare il premier. Bondi: la sinistra si vergogni / Associazione AnnaViva: inopportuno giaccone di Berlusconi con la bandiera russa

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Ma non era la sinistra che non aveva il senso dell’umorismo?

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Caro Bondi (si fa per dire..), lungi da me l’idea di voler denigrare lei in quanto essere umano, ha tutto il mio rispetto e la mia solidarietà per il suo voler ostinatamente continuare a vivere la sua  (ammettiamolo) scialba esistenza.. Ma in quanto uomo politico, allora no, mi permetta, non posso subire passivamente le sue artefatte dichiarazioni di presunta immoralità della ‘parte avversa’ tirando in ballo (inopinatamente) anche la sinistra tout-court, che, a quanto possa risultarmi, ancora non si è pronunciata sull’argomento. Ma tant’è, è meglio prevenire che curare, lei dev’essersi detto.

Colpisce nelle sue argomentazioni l’uso frequente della parola ‘vergogna’, la qual cosa mi ha portato a riflettere. Ma non si vergogna, Lei, ex comunista (ma lo era davvero?), a frequentare i suoi di compagni di viaggio? Non si vergogna di dover ripetere costantemente, e ostinatamente, ovunque le venga concessa udienza, la solite ‘tiritere’ che le hanno fatto imparare a memoria e che ormai dovrebbero esserle venute a nausea? Non si vergogna di non essere considerato un uomo con idee proprie, ma un ‘megafono umano’ come nelle più scialbe pantomime di regime?

Caro Bondi, esiste qualcosa di peggio che un ‘umorismo politico’ alla De Magistris (che per quanto le possa sembrare ‘inelegante’ ha le sue ragioni, e che ragioni!, d’essere), esiste qualcosa di peggio, dicevo, ed è la sua inopportuna, accidentale, inutile esistenza. Lei ha bellamente abdicato al ruolo assegnatoli da Madre Natura di ‘essere pensante’, per accogliere nel suo grembo (e nelle sue tasche) più facili (e meschine) ‘gratificazioni’, ha deliberatamente scelto di chiudere occhi, orecchie e cuore (se fruga in fondo a se stesso forse un ‘pezzettino’ di tale organo dev’essere rimasto) ad ogni ragione che non sia quella dell’interesse del suo Capo supremo, e quindi (o vuole illudersi di crederlo) anche sua. Io da uomo, e fratello (ma fatico a pensarlo) posso solo dirle ciò che le direi, e che per ovvie ragioni non posso fare, in camera caritatis: SI VERGOGNI.

suo (si fa sempre per dire..) mauro

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De Magistris: un lodo per far espatriare il premier

Bondi: la sinistra si vergogni

Berlusconi visitato al San Raffaele. Il medico: «E’ in condizioni soddisfacenti»

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Video Berlusconi esce dal San Raffaele dopo la visita di controllo

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MILANO (2 gennaio) – Nel giorno in cui il premier si sottopone ad una visita di controllo al San Raffaele (giudicate soddisfacenti le sue condizioni), l’eurodeputato Idv Luigi De Magistris infiamma le polemiche proponendo un “lodo De Magistris” finalizzato a far sì che Berlusconi abbandoni l’Italia senza conseguenze. Pronta la replica sdegnata del ministro
Bondi: la sinistra dovrebbe vergognarsi, invece nessuno sdegno per le parole di De Magistris.

Visita di controllo di circa due ore per il premier Silvio Berlusconi al San Raffaele di Milano. Il suo medico di fiducia, Alberto Zangrillo, ha giudicato «soddisfacenti» le condizioni del premier che si è sottoposto, in particolare, a un controllo della frattura all’osso nasale causata dall’aggressione del 13 dicembre scorso in Piazza Duomo a Milano. Quanto al periodo di riposo consigliatogli il medico ha spiegato che il premier «lo ha rispettato al secondo». Il premier ha però «voluto portare un saluto» a don Verzè, suo amico da tempo.

De Magistris: un lodo per far andar via il premier dall’Italia. L’eurodeputato dell’Idv Luigi De Magistris lancia il “Lodo de Magistris” per il presidente del Consiglio.

«La proposta di fondo – scrive l’eurodeputato Idv ed ex magistrato – è questa: garantiamo a Berlusconi la possibilità di lasciare l’Italia senza conseguenze. Non c’è trucco e non c’è inganno: solo il bisogno di ritornare ad essere una nazione democratica e civile. Un volo di Stato con annesso Apicella e magari una graziosa signorina. Destinazione? Consigliamo le isole Cayman. E se si annoia? Qualche cavallo e stalliere di fiducia li potrebbe trovare anche lì. Carta e tv liberate potranno riprendere a fare il loro dovere: informare sui fatti. Il Parlamento tornerebbe al proprio compito perché svincolato dalla sua agenda giudiziaria che oggi detta i temi, anzi il tema alle istituzioni. La magistratura non più costretta agli assalti quotidiani potrebbe dedicarsi senza timore alla missione che le spetta e le mafie non si sentirebbero più di poter spadroneggiare indisturbate. Per le casse dello Stato il guadagno sarebbe altissimo, per non parlare di quello dell’etica pubblica. Ma, soprattutto, noi non sentiremo più quel mantra che riecheggia dai contesti internazionali alle riunioni riservate e che vuole comunisti, bandiere rosse, manette impazzite accanirsi contro un solo uomo. Finalmente in questa patria liberata non ci saranno più scudi fiscali e lodi ad personam, decreti razzisti e leggi fondamentaliste, emendamenti che ridanno alle mafie ciò che lo Stato ha tolto loro. E noi? Noi semplicemente torneremo ad essere un paese normale, degno dell’Europa e della civiltà democratica. Fantascienza? Forse. Sicuramente la stessa a cui ci ha abituati con le sue dichiarazioni e le sue azioni politiche surreali: diciamo degne di un altro pianeta, se esiste».

Bondi: a sinistra nessuno sdegno per De Magistris. «Quello che ha detto oggi De Magistris è di una gravità inaudita – commenta Sandro Bondi, ministro per i Beni culturali e coordinatore del Pdl. Mentre detto questo commento avverto immediatamente che esso è insufficiente ad esprimere il necessario sdegno verso l’esponente del partito di Di Pietro e provo anche lo sconforto di prevedere che le parole pronunciate da questo ex magistrato (che disonora la funzione prima della giustizia e ora della politica) non susciteranno la riprovazione né del suo partito né della maggior parte degli esponenti della sinistra, che pure non possono non provare imbarazzo e vergogna per un tale compagno di viaggio».

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=86224&sez=HOME_INITALIA

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Associazione AnnaViva: inopportuno giaccone di Berlusconi con la bandiera russa

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MILANO (2 gennaio) – La scelta del giaccone con le effigi della marina militare russa da parte di Silvio Berlusconi è «inopportuna». Lo scrive l’associazione AnnaViva, nata per mantenere viva la memoria della giornalista Anna Politkovskaja, dopo che il premier è ritornato sulla scena pubblica in un centro commerciale a pochi chilometri da Arcore indossando un giubbotto che recava sulla manica la bandiera russa e sul petto lo stemma della Marina militare della Federazione.

«È di ieri la notizia dell’avvenuto arresto di Ludmila Alekseeva, 82enne storica attivista dei diritti umani in Russia» continua AnnaViva. «La milicja l’ha prelevata a forza mentre partecipava alla manifestazione nonviolenta delle opposizioni per la libertà di associazione in Russia, e non l’ha ancora rilasciata». La scelta del giubbotto è definita «inopportuna a causa di quanto successo poche ore prima alla Alekseeva e ad altri dieci oppositori, arrestati perchè colpevoli di esprimere il proprio parere. Inopportuna perchè ancora oggi nelle carceri russe sono reclusi dissidenti democratici, colpevoli di opporsi al regime del duo Putin-Medvedev.

Scelta inopportuna perché sotto la stessa bandiera della Marina militare Russa il 12 agosto di dieci anni fa avvenne la strage del sottomarino nucleare Kursk K-141 Piotr Velikij su cui ancora non si è fatta (o voluta fare) chiarezza, forse per le implicazioni del regime nella morte del giovane equipaggio, colpevole di prestare servizio su un gioiello dell’esercito russo che, in avaria (forse a causa di un siluro difettoso), si è preferito non salvare per evitare l’aiuto statunitense, sacrificando così l’intero equipaggio.

Per questo AnnaViva «ritiene che un capo di governo di una democrazia occidentale non possa permettersi tali distrazioni, che dalle èlite politiche di quei paesi ancora non democratici – come la Russia appunto – sono letti come una legittimazione del proprio operato, e ricorda che l’Italia, in quanto democrazia europea, dovrebbe chiaramente fare della tutela dei diritti umani nel mondo la ragione primaria della propria politica estera».

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=25238&sez=HOME_INITALIA&npl=&desc_sez=

TENTATIVI DI GOLPE – Brunetta: «Stabilire che l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro non significa assolutamente nulla»

https://i0.wp.com/1.bp.blogspot.com/_Y3xbKzRlmjg/SrYI2zl1qAI/AAAAAAAAALM/dtGR2ESMm1U/s400/brunetta_al_lavoro.jpgIl sonno della Ragione..

Bonaiuti: «il confronto sulle riforme è possibile»

Brunetta: «Cambiare l’art.1 della Carta»
Insorgono Pd e Idv, frenano Pdl e Lega

Di Pietro: «Dai un dito e ti fregano un braccio». No di Chiti. Calderoli: «A voler fare tutto si rischia il nulla»

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ROMA – Prove di dialogo sulle riforme. Dopo l’appello di Giorgio Napolitano nel discorso di fine anno, maggioranza e opposizione (con qualche distinguo) provano a riannodare l’esile filo del confronto politico. «Da contatti informali – confermano in una nota congiunta il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, e il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri – abbiamo tratto l’impressione che sia possibile riavviare un confronto partendo da molte proposte giacenti nella commissione Affari costituzionali del Senato e, in particolare, dalla cosiddetta bozza Violante. Anche se occorre a nostro parere ridiscutere a fondo i poteri e l’elezione del premier e diversi altri aspetti che non ci lasciano pienamente persuasi, soprattutto in riferimento alla soluzione di legge elettorale indicata». I due esponenti del Pdl concludono: «Convinti però come siamo che con le chiacchiere non si vada lontano, restiamo aperti a un confronto soltanto ed esclusivamente sui fatti, partendo anche da basi limitate, per arrivare poi con il tempo, se prevarrà la buona volontà, a risultati maggiori».

ARTICOLO 1 – «Basi limitate», sottolineano Bonaiuti e Gasparri. Forse una risposta indiretta alla proposta lanciata dal ministro Brunetta in un’intervista a Libero: secondo il ministro della Pubblica amministrazione, le riforme non dovranno riguardare solo la seconda parte della Costituzione, «ma anche la prima, a partire dall’articolo 1: stabilire che l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro non significa assolutamente nulla». Parole che provocano le immediate reazioni di Pd e Italia dei Valori. Secondo il vicepresidente del Senato, Vannino Chiti, «l’uscita del ministro Brunetta, l’ennesima da parte della maggioranza che dice cose diverse e spesso opposte, conferma la necessità di un chiarimento condiviso sugli obiettivi e le finalità che ci si propongono». «La modifica della prima parte della Costituzione – aggiunge Chiti – non è all’ordine del giorno. Non siamo disponibili. Anzi, le modifiche nella seconda parte devono essere assolutamente coerenti con i principi guida della Costituzione. Se la linea della destra è quella di Brunetta – conclude il vicepresidente del Senato – il discorso sulle riforme diventa non possibile intesa ma sicuro scontro». Insorge anche Antonio Di Pietro: «Come volevasi dimostrare: dai un dito e si fregano il braccio – dichiara il leader dell’Idv. – All’indomani dell’invito del Presidente della Repubblica a collaborare per riformare la seconda parte della Costituzione, subito la maggioranza, a cominciare dal ministro Brunetta, si affretta a chiedere di cambiare addirittura l’articolo 1 della Costituzione». «È il solito disegno di stampo piduista portato avanti dal governo Berlusconi e dalla sua maggioranza – rincara la dose l’ex pm – hanno cominciato dalla giustizia, depenalizzando ciò che prima era reato e proponendo leggi ad personam, per continuare con il lavoro, visto che non riescono a garantire quello che avevano promesso a centinaia di migliaia di lavoratori che oggi si ritrovano in uno stato di assoluta povertà». La Cgil parla invece di «demagogia reazionaria». «Brunetta – afferma Carlo Podda, Segretario Generale dell’Fp-Cgil – inaugura il 2010 con un’altra delle sue bordate eversive»

PDL E LEGA – Lo stesso Bonaiuti, in un’intervista a SkyTg24, non pare persuaso dalla proposta di Brunetta: «Io sono del parere che non bisogna mai mettere troppa carne al fuoco – dice – però tutto si può vedere». È dello stesso avviso il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli: «Io non sono un entusiasta dell’art. 1 della Costituzione, ma esso fa parte della nostra storia e penso che se si vogliono fare le riforme adesso bisogna limitarsi a cambiare la seconda parte della Costituzione». «C’è poi un rischio grave – aggiunge il coordinatore delle segreterie della Lega – ed è quello che a voler far tutto si finisce con il far nulla. Visto che sta emergendo un desiderio diffuso, che pare sincero, di cambiare le cose, io dico: limitiamoci a cambiare la seconda parte della Costituzione».

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02 gennaio 2010

fonte:  http://www.corriere.it/politica/10_gennaio_02/riforme_pdl_brunetta_pietro_costituzione_pd_idv_55317b80-f7b4-11de-8d00-00144f02aabe.shtml

Pensioni, via ai nuovi esodi / Scatta l’aumento dell’età pensionabile per le donne

Pensioni, via ai nuovi esodi

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di Sergio D’Onofrio

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Ripartono le pensioni di anzianità e di vecchiaia. Per il ritiro anticipato la prima finestra del 2010, che si è aperta ieri, sarà gettonata soprattutto dai dipendenti con 40 anni di contributi e con meno di 57 anni di età.
Ad essi si aggiungono coloro, inclusi gli autonomi, che hanno maturato il requisito entro il 30 giugno del 2009, vale a dire prima dell’entrata in funzione delle quote fissate dalla legge 247/2007 sul welfare.La prossima tornata si presenta invece di normale routine per la pensione di vecchiaia, per la quale sono previsti quattro scaglioni all’anno.

Con almeno 40 anni
Chi ha fatto il pieno di contributi (40 anni) ha a disposizione quattro finestre all’anno. Per i dipendenti le uscite di gennaio e aprile si aprono se il requisito contributivo è stato raggiunto rispettivamente entro il 30 settembre e 31 dicembre. Mentre per quelle successive di luglio e ottobre viene richiesta anche un’età minima di 57 anni.
In questo modo si ritardano le uscite dei più giovani ma al tempo stesso si penalizzano coloro che raggiungono i 40 anni di contribuzione nel primo semestre dell’anno. Per costoro infatti si allungano i tempi di attesa e aumenta il numero di mesi non utilizzabili ai fini del calcolo della pensione, visto che il periodo eccedente i 40 anni non viene comunque conteggiato. Agli autonomi non è richiesto un minimo di età ma le finestre sono distanziate di tre mesi rispetto ai dipendenti. Possono mettersi in pensione dal 1° ottobre o nell’anno successivo dal 1° gennaio, dal 1°aprile, dal 1° luglio a seconda che il requisito venga maturato entro il primo, secondo, terzo o quarto trimestre dell’anno.

Con meno di 40 anni
Chi matura la pensione di anzianità con meno di 40 anni di contributi può contare solo su due uscite all’anno. I dipendenti, a seconda che i requisiti contributivi e anagrafici vengano raggiunti nel primo o secondo semestre possono lasciare il lavoro rispettivamente dal 1° gennaio o dal 1° luglio dell’anno successivo. Di conseguenza la prima finestra del 2010 si apre per coloro che entro il 30 giugno scorso hanno raggiunto 35 anni di contributi e 58 di età. A gennaio semaforo verde anche per artigiani, commercianti e coltivatori diretti che possono mettersi in pensione se entro il 31 dicembre del 2008 possono far valere 35 anni di versamenti e 59 di età. Con la finestra di gennaio via libera anche per le donne che si sono avvalse dell’opzione per il contributivo prevista dalla riforma Maroni e confermata dalla legge 247/07 sul welfare.
Le finestre sono quelle previste per i pensionamenti di anzianità maturati con meno di 40 anni di contributi. La pensione decorre quindi dal mese prossimo per le lavoratrici dipendenti che entro il 30 giugno del 2009 possono far valere 57 anni di età e 35 di contributi. Le condizioni sono meno favorevoli per le autonome alle quali si chiedono 58 anni di età e 35 di versamenti entro la fine del 2008.

Finestre per la vecchiaia
Dal 1° gennaio 2008 anche i pensionati di vecchiaia (65 anni se uomini e 60 se donne) devono fare i conti con le finestre. Per i dipendenti il primo assegno scatta dal primo mese del secondo trimestre successivo a quello in cui sono stati maturati i requisiti anagrafici e contributivi. A gennaio, quindi, possono lasciare il lavoro coloro che entro il 30 settembre scorso hanno maturato i requisiti di età e di contribuzione (almeno 20 anni nel sistema retributivo o misto). Le finestre sono più distanziate per gli autonomi, per i quali l’assegno decorre dal primo mese del terzo trimestre successivo a quello in cui hanno acquisito il diritto. La pensione decorre da gennaio se i requisiti sono stati raggiunti entro il 30 giugno 2009.

Infine, dal 1° luglio 2009 sono cambiati i requisiti per la pensione di anzianità maturata con meno di 40 anni di contributi. Fino a tutto il 2010, i dipendenti acquisiscono il diritto con quota “95” (59 anni di età e 36 di contributi o 60 di età e 35 di versamenti). Considerato che la finestra si apre dal secondo semestre successivo a quello in cui si matura il requisito, la prima uscita utile è quella del 1° luglio 2010. Agli autonomi si applica invece quota “96”. Le finestre si aprono dal terzo semestre successivo a quello in cui si maturano i requisiti. Chi li ha perfezionati tra luglio e dicembre il 2009 potrà mettersi in pensione solo dal 1° gennaio 2011.

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02 gennaio 2010

fonte:  http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2010/01/pensioni-via-nuovi-esodi.shtml?uuid=bbb45b2c-f77b-11de-9693-7eace33fa2e2&DocRulesView=Libero

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Scatta l’aumento dell’età pensionabile per le donne

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Effetto riforma sulle donne statali: 3.500 dovranno restare un anno in più al lavoro perchè sono entrate in vigore le nuove norme che portano l’età pensionabili per le dipendenti della pubblica amministrazione da 60 a 61 anni fino ad arrivare nel 2018 a 65 anni al pari degli uomini, con l’aumento di un anno ogni biennio.

La legge è stata approvata dopo che la Corte di Giustizia Europea aveva intimato all’Italia di parificare i criteri pensionistici tra uomini e donne. La stima di 3.500 donne lavoratrici che saranno bloccate al lavoro sono state aggiornate dall’Inpdap (l’istituto di previdenza dei dipendenti pubblici) in vista dell’entrata in vigore della nuova normativa.

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02 gennaio 2010

fonte:  http://www.unita.it/index.php?section=news&idNotizia=93248

Tumori al seno, ponte Italia-Cuba: Veronesi ‘insegna’ all’Avana

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L’importante operazione umanitaria nasce dalla prima Conferenza Mondiale “Science for Peace”

Un gruppo di oncologhi milanesi volerà a Cuba per corsi di aggiornamento ai colleghi dell’Avana

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Milano, 2 gennaio 2009 – Umberto Veronesi offre ai cubani la tecnologia per la cura del tumore al seno. Si tratta di un’importante operazione umanitaria che nasce dalla prima Conferenza Mondiale «Science for Peace», promossa dalla Fondazione Veronesi, che si è svolta presso l’Università Bocconi di Milano il 20 novembre scorso.

Questa prima attività della Fondazione, in collaborazione con l’Istituto Europeo Oncologico (Ieo) di Milano, prevede lo spostamento di una delegazione italiana a Cuba con la presenza di alcuni medici dell’istituto.
La partenza è prevista per il 10 gennaio a bordo di una aereo Boeing 767 messo a disposizione dalle linee aeree Neos. I medici italiani provvederanno ad effettuare dei corsi di formazione/aggiornamento per gli oncologi cubani ed una serie di interventi chirurgici (di tumore alla mammella) che saranno effettuati in ospedali locali e alla presenza di oncologi cubani.

Tutto questo al fine di far seguire, alla parte teorica, anche quella pratica con un preciso significato: mettere in condizioni anche la sanità dei paesi meno ricchi del nostro di operare al meglio nella cura di gravi malattie come, appunto, il tumore al seno.

In pratica avverrà un’autentica donazione scientifica che lo Ieo farà alla comunità medica cubana, la quale avrà quindi a disposizione la conoscenza dei più recenti progressi mondiali della lotta ai tumori al seno. La linea aerea Neos, oltre ad offrire il viaggio per tutta la delegazione italiana, ha allestito due aerei con il logo della Fondazione Veronesi e la dicitura «Science for Peace» che contraddistingue il messaggio che la Fondazione Veronesi sta diffondendo nel mondo. L’iniziativa sarà illustrata dallo stesso professor Veronesi giovedì 7 gennaio, alle ore 11, presso l’aeroporto della Malpensa.

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fonte:  http://ilgiorno.ilsole24ore.com/milano/salute/2010/01/02/276371-tumori_seno_ponte_italia_cuba.shtml

Afghanistan: tre giorni consecutivi di scontri a fuoco per i soldati italiani. Nessun ferito

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Nessun ferito tra i nostri militari

In corso un’operazione congiunta per il controllo di alcuni avamposti strategici nei pressi di Bala Morghab

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Soldati italiani a Herat (Epa)
Soldati italiani a Herat (Epa)

ROMA – I soldati italiani in Afghanistan sono stati impegnati in tre giorni consecutivi di scontri a fuoco. Nessuno tra i nostri militari è rimasto ferito. Lo ha reso noto il comando italiano di Herat, secondo cui «nei giorni scorsi», nel corso di un’operazione congiunta per il controllo di alcuni avamposti strategici nei pressi di Bala Morghab, nell’ovest del Paese, «militari delle forze di sicurezza afghane e di Isaf, tra i quali i soldati del contingente italiano, sono stati fatti oggetto di ripetuti attacchi con colpi d’arma da fuoco e di razzi controcarro da parte di oltre 60 insorti».

REAZIONE – «L’efficacia della reazione, frutto del coordinamento tra le forze in campo, ha consentito di rispondere al fuoco degli insorti e, grazie a mirate incursioni aeree alleate e al fuoco delle armi a tiro curvo, garantire in tempi successivi la totale libertà di movimento per le truppe e il pieno controllo dell’area», dice la nota del comando di Herat. Gli scontri, «protrattisi con brevi intervalli per più di 72 ore, si sono verificati a Bala Morghab», dove c’è la base operativa avanzata che ospita i militari italiani della Task Force North del 151° reggimento della Brigata Sassari e unità afghane e statunitensi. Nella stessa base il 29 dicembre un militare afghano ha sparato, uccidendo un soldato Usa e ferendo due italiani.

RINGRAZIAMENTI – L’intervento delle forze Nato a Bala Morghab, secondo il comando del contingente italiano, si è concluso con «la neutralizzazione della minaccia e il completo sostegno della popolazione civile». I membri del Consiglio di sicurezza della comunità afghana del distretto di Morghab «hanno assistito dal posto comando a ogni istante dell’operazione coadiuvandola molto attivamente». Gli anziani del villaggio hanno anzi manifestato il loro «pieno appoggio all’intervento militare» e hanno ringraziato i responsabili dei contingenti di Isaf impegnati «a portare sviluppo, assistenza e speranza». La situazione, dicono dal comando di Herat, «è tuttora in bilico per il perdurare di pur minime reazioni da parte degli insorti ancora presenti nell’area». Quando si sarà stabilizzata del tutto, i militari di Isaf «riprenderanno l’opera di ricostruzione e sviluppo garantendo, fra l’altro, la distribuzione di aiuti umanitari, l’assistenza medica alla popolazione e tutte quelle iniziative già intraprese, con successo, a novembre e dicembre».

BALA MORGHAB – Bala Morghab si trova a 170 chilometri a nord-est di Herat, al confine con il Turkmenistan, nella provincia di Badghis (una delle quattro che compongono l’area sotto responsabilità italiana). «Il fine – spiegano al comando italiano – resta quello di garantire il controllo della valle, punto strategico di frontiera, ma soprattutto perché da qui passa una tratto della Ring Road, l’anello stradale che attraversa tutto l’Afghanistan collegando tra loro le città principali».

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02 gennaio 2010

fonte:  http://www.corriere.it/cronache/10_gennaio_02/afghanistan-italiani-scontri_bbc49774-f78c-11de-8d00-00144f02aabe.shtml

Test “fai da te” influenza A: Seconda class action del Codacons

Dopo la causa alle banche, l’associazione dei consumatori porta in tribunale
l’azienda ideatrice e distributrice del kit, venduto “in milioni di pezzi”

Test “fai da te” influenza A
Seconda class action del Codacons

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Test "fai da te" influenza A Seconda class action del Codacons
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La seconda class action indetta dal Codacons riguarda l’influenza A. Dopo la causa aperta contro le banche Unicredit e Intesa per i rincari successivi all’abolizione del minimo scoperto, l’associazione dei consumatori ha annunciato oggi la citazione in giudizio la “Voden Medical Instrument spa”, ideatrice e distributrice del test fai da te per l’influenza H1N1, davanti al tribunale di Milano.
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“Il test è un vero imbroglio”, afferma il presidente del Codacons Carlo Rienzi. Di questo strumento, chiamato ‘Ego test flu’, sarebbero stati venduti “milioni di pezzi” al costo di 14,50 euro l’uno.
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Il test prodotto dalla Voden Medical non convincerebbe neanche i tecnici del ministero della Salute, secondo l’associazione dei consumatori, a causa della scarsa sensibilità rispetto agli esami di tipo molecolare.
Se il tribunale accoglierà l’azione, secondo il Codacons decine di migliaia di acquirenti potranno ottenere la restituzione della somme pagate per il test.
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I cittadini italiani che hanno comprato il test e hanno mantenuto lo scontrino – o possono ottenere una dichiarazione in merito da parte del farmacista – hanno il diritto a “ottenere giustizia”, ha detto l’associazione dei consumatori.
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02 gennaio 2010
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TERRORISMI – I medicinali danneggiano la salute più delle mutande esplosive

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I MEDICINALI DANNEGGIANO LA SALUTE PIU’ DELLE MUTANDE ESPLOSIVE

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DI MIKE ADAMS
naturalnews.com/

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Poiché l’intero Nord America sembra ormai assillato dalla questione dei terroristi che indossano mutande esplosive, vorrei dire qualche parola su questa ultima trovata del teatrino della sicurezza che sembra aver paralizzato la nazione. Le terribili immagini della “mutanda bomba” hanno ormai fatto capolino su internet. Potete vederle, ad esempio, sul sito di ABC News
Riporto con esattezza ciò che dice il testo nella pagina (non me lo sto inventando, è tutto drammaticamente vero): (Attenzione: una parte del contenuto che segue è piuttosto esplicito, proseguite nella lettura a vostro rischio…).
“La prima foto a sinistra mostra le mutande leggermente annerite e striate, con il pacco-bomba ancora al suo posto”.

Non so come voi la pensiate, ma io credo che se si ispezionasse la biancheria dei passeggeri che prendono l’aereo in questi giorni, si scoprirebbe che almeno metà di loro indossano mutande leggermente annerite e striate e con il “pacco bomba” ancora al suo posto.
La salute gastrointestinale della popolazione è spaventosa! E se a questo si aggiungono il cibo che si trova negli aeroporti e gli snack adulterati che vengono offerti durante il volo, potremmo dire che quasi ogni passeggero dell’aereo rischia di far esplodere un piccolo “pacco-bomba” prima di scendere dall’apparecchio (perché credete che si precipitino tutti verso l’uscita con tanta fretta?).

Il cibo adulterato ci ha reso tutti terroristi!

A dire il vero, non sono certo di quale sia la minaccia più grave alla salute pubblica: la pessima sicurezza aeroportuale o gli effetti della digestione dei pasti offerti durante il viaggio. Ma le due cose hanno un elemento in comune: la biancheria intima…

Come farvi scoppiare il culo senza far del male a nessuno

Il summenzionato articolo della ABC News prosegue affermando che le mutande di questo terrorista contenevano 80 grammi di un materiale esplosivo chiamato PETN, che i test eseguiti dal governo hanno rivelato essere in grado di aprire un (piccolo) buco sulla paratia di un aereo. Una rivelazione brillante, non c’è che dire. Brillante davvero. L’idea che una mutanda esplosiva possa far saltare in aria un aereo è perfettamente logica, salvo per il piccolo particolare che ci sono di mezzo le chiappe del terrorista!
Se il pacco esplosivo fosse realmente detonato, vi dico esattamente cosa sarebbe successo: si sarebbe sentito un fragoroso botto, seguito dallo svolazzare di pezzi esplosi delle chiappe del terrorista all’interno dell’aereo.
Non sto facendo una battuta. Si tratta di una descrizione realistica del funzionamento di una bomba. Le bombe esplodono verso l’esterno, distruggendo prima di tutto ciò che si trova a loro più vicino. E questo tizio aveva la bomba infilata proprio tra le chiappe del culo. Una “bomba-strizzone”, se volete. Uno strizzone col botto.
Questa è una discussione seria. C’è stato, non molto tempo fa, il tentato omicidio di un principe del Medio Oriente. E’ stato riportato anche dalla stampa. L’assassino era riuscito in qualche modo a infilarsi l’esplosivo nell’ano – giuro che non me lo sto inventando – ed è riuscito a passare agevolmente attraverso i controlli di sicurezza. Poi si è diretto verso il suo bersaglio, ha azionato il detonatore e ha così fatto volare per tutta la stanza le proprie chiappe disintegrate… senza ferire nessun altro. Brillante, vero?
Pensateci. Nei film sulla II Guerra Mondiale non vedete sempre dei soldati valorosi che si gettano con il proprio corpo su una granata lanciata dal nemico per proteggere i propri compagni dalla deflagrazione? Questo sistema funziona davvero, perché chiunque si trovi sopra la granata assorbe l’esplosione. E’ fisica di base.
Nel caso del terrorista strizzone, costui sta seduto direttamente sopra l’esplosivo! Chi pensate che finirà per assorbire tutta la potenza dello scoppio? Sarà il tizio che ci sta seduto sopra.
Questa è pura fisica. Una piccola bomba inserita nelle mutande qualcuno, rappresenta una minaccia solo per l’idiota che ha le mutande indosso.
La prima regola del costruttore di bombe è di evitare di sedercisi sopra quando esplodono.

Siete pregati di togliervi scarpe e mutande…

Com’era prevedibile, le autorità statunitensi hanno trasformato questa faccenda in una spaventosa minaccia alla sicurezza. E prima o dopo, tutto questo ci porterà a dover subire ordinarie perquisizioni nelle mutande!
Già me lo immagino: una fila di passeggeri attende nervosamente al ponte d’imbarco, pronti a salire a bordo dell’aereo, quando all’improvviso arrivano gli uomini della TSA e chiedono a tutti di togliersi la biancheria intima per una rapida ricerca di “esplosivi”.
La cosa triste è che molti americani sono ormai così rintronati dalla propaganda sulla sicurezza che probabilmente acconsentirebbero! E allora perché non andare fino in fondo e varare nuove regole sulla sicurezza aeroportuale che chiedano ai passeggeri di imbarcarsi senza biancheria intima?
Il capitano parla al microfono e dice: “La visibilità è di 80 miglia, stiamo salendo a 29.000 piedi e ci aspettiamo una lieve brezza durante il volo…”.
Già, da adesso in poi dovremo toglierci gli slip quando saliamo su un aereo. Quando passate attraverso i controlli di sicurezza, potete mettere in un bidone le vostre bottigliette d’acqua, in un altro la biancheria e le mutandine, e il vostro rispetto per voi stessi in un altro ancora. Alla fine, se questi controlli di sicurezza diventano ancora un po’ più personali, finiranno per farci spogliare dalla testa ai piedi e per costringerci a indossare camici ospedalieri, incatenati ai sedili come detenuti in un volo di trasporto prigionieri. Una volta atterrati, potremo chiedere la restituzione della biancheria e, se tutto va bene, di una parte della nostra dignità perduta.

Il vostro reggiseno potrebbe contenere una bomba…

Non è divertente come le compagnie aeree saltino fuori con sempre nuovi oggetti che dobbiamo gettare via perché potrebbero essere una bomba? Ricordate quando potevamo tranquillamente portarci le bottiglie d’acqua sugli aeroplani? Quelli erano i bei vecchi tempi. Poi un giorno proclamarono “la vostra acqua potrebbe essere una bomba” e ora milioni di passeggeri sono costretti a tirar fuori le loro bottigliette ai controlli di sicurezza e a gettarle nel cestino.
Poi se ne uscirono con l’idea che i terroristi potevano “mescolare liquidi binari” per creare bombe liquide nella toilette dell’aereo, e così misero al bando ogni tipo di sostanza liquida. Tanti saluti al dentifricio, alla soluzione per le lenti a contatto, alle tinture alle erbe e alle bevande nutritive. Getta tutto nel bidone se vuoi salire su questo aereo, amico!
Ora ce l’hanno con la nostra biancheria. E non passerà molto tempo che saremo costretti a metterci come mamma ci ha fatto e a porgere le mutande ai funzionari dell’aeroporto per una “ispezione”… subito prima di passare attraverso l’apparecchio a raggi X che scruta ogni parte del nostro corpo e la riproduce su uno schermo come se fossimo a culo nudo.
Aspettiamo solo che una donna terrorista nasconda, un giorno o l’altro, dell’esplosivo nel reggiseno. In seguito a ciò verranno varate nuove regole di sicurezza e i reggiseni saranno proibiti su tutti i voli. Niente mutande, niente reggiseno, niente acqua… ma che cavolo sta succedendo qui? Le compagnie aeree finiranno per raparci a zero e tatuarci codici a barre sull’avambraccio, nel timore di non capire più quale persona era ammanettata al sedile numero tot?

Sicurezza assurda

Tutto questo sta arrivando oltre il limite dell’assurdo. Se un terrorista vuole impacchettare una piccola quantità di esplosivo e mettersela nei pantaloni o infilarsela nel retto o impiantarsela chirurgicamente nell’addome, non c’è nulla che possiamo fare per impedirlo, tranne costringere ogni singolo passeggero a fare lo strip-tease.
E questa non è sicurezza: è solo un umiliante stato di polizia che tratta i suoi cittadini come criminali. Se siamo costretti a volare senza mutande e senza reggiseno, allora i terroristi hanno vinto!
Oltretutto, queste ridicole misure di sicurezza non hanno lo scopo di salvare vite! Se le autorità americane volessero salvare vite, vieterebbero l’aspartame, o la chemioterapia, o arresterebbero i farabutti delle compagnie farmaceutiche che assassinano più di centomila persone all’anno… un numero enormemente più grande delle vittime degli atti di terrorismo aereo (anche includendo l’11 settembre).
Se anche non esistesse nessun controllo aeroportuale, la probabilità di restare uccisi in un atto di terrorismo aereo sarebbe una frazione di quella di morire a causa dei farmaci in ogni anno che Dio manda in terra. Allora perché le autorità americane sbavano dietro la sicurezza degli aeroporti mentre tanti americani muoiono ogni giorno a causa della tossicità dei farmaci? Dal punto di vista statistico, il numero di persone uccise da prescrizioni mediche inadeguate equivale a quelle che resterebbero uccise se un jumbo di linea cascasse dal cielo e si schiantasse al suolo ogni santo giorno!
Eppure questa minaccia per la salute resta del tutto priva di menzione. Priva di accertamenti. Priva di attenzione.
Quindi, mentre oltre 100.000 americani muoiono ogni anno per aver assunto medicinali a rischio, i media vorrebbero che noi ci concentrassimo su un paio di mutande esplosive? Ma mi prendete per il culo?
Questa faccenda è diventata un circo a tutti gli effetti. Le vere minacce alla vostra sicurezza vengono ignorate, mentre minacce microscopiche vengono ingigantite come se rappresentassero per chiunque una questione di vita o di morte.
E nonostante ciò, sorprendentemente, la maggior parte dei passeggeri delle compagnie aeree non osano fiatare!
Questo serve a dimostrare quanto sia facile controllare la popolazione attraverso la paura. Non avrei mai creduto che la foto di un paio di mutande con tracce di frenata riuscisse a spaventare cento milioni di individui adulti fino al punto di spingerli a rinunciare alle proprie libertà, eppure a quanto pare è proprio questo che è accaduto.

E se istituissimo voli a “sicurezza zero”?

Mi è venuta un’idea: le compagnie aeree dovrebbero offrire, opzionalmente, voli di linea a “sicurezza zero”. Su questi voli non ci sarebbe nessun tipo di controllo di sicurezza. Chiunque possieda un porto d’armi valido potrebbe portare a bordo ogni arma che desidera; anche il pilota e il co-pilota sarebbero armati. Si potrebbero saltare i controlli di sicurezza, senza più raggi X, senza ispezioni, senza ritardi. Ci si limiterebbe a firmare una liberatoria e si potrebbe passare direttamente dal check-in al ponte d’imbarco, senza nessuna rottura di scatole. Io sarei ben lieto di viaggiare su questi voli a sicurezza zero. Sapete perché? Perché il 99,99 % dei passeggeri di questi voli sarebbero poliziotti armati fino ai denti, ex militari armati fino ai denti, cittadini col porto d’armi armati fino ai denti. Qualsiasi terrorista abbastanza stupido da tentare un’azione su questi voli si troverebbe di fronte un esercito di passeggeri guardinghi.
I voli a sicurezza zero sarebbero gli aerei più sicuri del cielo, perché nessun terrorista, dirottatore o criminale oserebbe salire a bordo di uno di essi.
E in più, potremmo tenerci le mutande.

Versione originale:

Mike Adams
Fonte: http://www.naturalnews.com/
Link: http://www.NaturalNews.com/027825_terrorists_underwear.html
29.12.2009

Versione italiana:

Fonte: http://blogghete.blog.dada.net/
Link: http://blogghete.blog.dada.net/archivi/2009-12-31
31.12.2009

Traduzione a cura di GIANLUCA FREDA

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fonte:  http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=6628