Archive | gennaio 8, 2010

Vaccini e Influenze (& Soldi, tanti..) – Lettera aperta: “Caro Topo Gigio…”

https://i1.wp.com/salute.pourfemme.it/wp-galleryo/dubbi-vaccino-influenza-a/vaccino-influenza-a.jpg

Caro Topo Gigio…

Lettera aperta scritta dal dottor Eugenio Serravalle, pediatra

www.disinformazione.it

.

Caro Topo Gigio,
sei stato molto impegnato quest’anno: tra influenza stagionale ed influenza A, eri sempre sui giornali, alla radio, in televisione, a propagandare un vaccino che pochi, tra medici, soggetti a rischio, donne in gravidanza, e bambini hanno fatto. Quanto lavoro, e quale spesa per noi?

Chi ti ha incaricato di darti questo gran da fare non è soddisfatto: «Dobbiamo avere una forma mentale che ci faccia capire l’importanza di vaccinarsi per proteggerci» ha detto il ministro per la Salute Ferruccio Fazio, riaffermando l’utilità del vaccino, anche al di là dei dati ufficiali sulla pericolosità della “cosiddetta” pandemia. Il 18 dicembre l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha affermato che il picco epidemico è superato. Il numero dei decessi attribuiti al virus sono stati 10582 a livello mondiale, 1570 in Europa. In Italia i casi stimati sono stati al 27 dicembre 2009, 3.950.000 casi (a partire dal 19 ottobre quando è iniziata la sorveglianza Influnet). E’ verosimile che siano stati molti di più, perché l’influenza A ha avuto un decorso benigno, e molti casi non sono stati identificati. I casi mortali sono stati 193 (il tasso di letalità stimato dal nostro Ministero è dello 0,0048 %, contro lo 0,2 % dell’influenza stagionale). Il bilancio complessivo attuale non è quindi così drammatico come qualcuno temeva.

Soprattutto per i bambini, tra i quali l’incidenza di malattia continua ad essere elevata, ma la gravità e la letalità sono risultate minori che in altre fasce di età. Eppure le previsioni erano state molto fosche: hanno proposto di chiudere le scuole, di vietare gli abbracci durante le funzioni religiose. Nel Regno Unito hanno prospettato l’esigenza di accorciare i tempi dei funerali, di scavare fosse comuni per seppellire le vittime della pandemia. I morti avrebbero dovuti essere centinaia di migliaia, milioni. Come per l’aviaria: anche allora erano stati previsti 7 milioni di morti. Ma questi sono stati solo 262. Un altro grave errore prognostico.

Sarebbe stato meglio investire maggiori risorse (e non affidarti tutto questo lavoro) negli unici strumenti che si sono dimostrati efficaci nell’impedire la diffusione di tutti i virus respiratori: le misure igieniche che sono facilmente attuabili almeno nei paesi benestanti come il nostro, senza voler riaffermare l’utilità di un vaccino, della cui sicurezza ed efficacia nessuno ha ancora fornito le prove. Sopratutto i medici (se ne sono vaccinati meno del 15 %) non ti hanno dato ascolto, caro Topo Gigio. E non per scarsa informazione, per “una conoscenza superficiale della pandemia e degli strumenti per affrontarla”, come sostiene il presidente della Fnomceo, Amedeo Bianco. Ma per la sana applicazione di un principio di precauzione: dal momento che l’influenza è innocua, perché avrei dovuto sottopormi ad una vaccinazione di cui non si conoscono i dati di sicurezza ed efficacia ?

Sarebbe stato meglio spendere tutti quei soldi in altre iniziative, Non è stato bello sapere che gli accordi di fornitura stipulati dal Governo con la multinazionale farmaceutica Novartis sono stati avvolti nel mistero più totale. A cominciare dal costo delle 24 milioni di dosi commissionate che, secondo indiscrezioni, ammonterebbe a circa 200 milioni di euro. Neppure la Corte dei Conti, pur avendo sollevato più di qualche dubbio e riserva, è riuscita a fare luce su questo particolare contratto. La registrazione è avvenuta “al di fuori degli ordinari schemi contrattuali”, perché sono state ravvisate le stesse emergenze previste in caso di eventi calamitosi e di natura terroristica (Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3275 del 28 marzo 2003 – Disposizioni urgenti di protezione civile per fronteggiare l’emergenza derivante dall’attuale situazione internazionale). Non siamo riusciti a vedere questi motivi di “eccezionalità e di somma urgenza”.

Mi spiace, Topo Gigio, ma non sei stato convincente: Non è certo colpa tua: anche negli altri paesi europei che avevano fatto scorte di vaccini c’è ora il problema di come eliminare l’eccesso delle fiale che riempiono i magazzini: smaltirli, o piazzarli in qualche paese africano?

Ti affideranno anche questo incarico? Potresti allora chiedere consiglio a qualche esponente del gruppo consultivo dell’ OMS che ha il compito di elaborare le politiche globali e le strategie vaccinali, di indirizzare la ricerca, la tecnologia, lo sviluppo e la fornitura dei vaccini. I membri permanenti di questo gruppo sono 15. Non rivolgerti però a quei 7 che, si è saputo in questi giorni, sono nei libri-paga dell’industria farmaceutica. Il conflitto di interessi è diffuso in tutto il mondo.

Potresti approfittarne per chiedere il motivo per cui è stata cambiata la definizione di pandemia fra il primo ed il 9 maggio. Nella nuova definizione sono spariti i riferimenti a morbilità e mortalità elevate, presenti nella dizione precedente, e si parla solo di ‘ampia diffusione di un sottotipo di virus nuovo (che H1N1 non è, poiché gira in varie forme perlomeno dal 1918) contro il quale ci sono pochi o zero anticorpi’. Ciò rende indistinguibile una pandemia influenzale da una epidemia di influenza stagionale. In altre parole, rischieremo di essere in pandemia perenne (che pacchia per untorelli e venditori di pozioni e modelli matematici!) 1

La tua credibilità si è ridotta perché non ti hanno fatto dire che: ”I vaccini contenente l’adiuvante a base di squalene non sono sicuri.”
Le decine di milioni di dosi di vaccino con MF59 usate negli ultimi 30 anni a cui spesso si fa riferimento, riguardano la popolazione anziana.

Ma il funzionamento del sistema immunitario degli anziani non è paragonabile con quello dei bambini. Gli studi pubblicati sui vaccini contenenti MF59 nei bambini sono insufficienti, riguardano un numero limitato (solo 130 bimbi) e, testualmente affermano che “è necessario raccogliere più dati sulla reattogenicità e sicurezza dei vaccini antinfluenzali adiuvati con MF59 nei bambini” e che “occorrono ulteriori studi allargati sui vaccini antinfluenzali adiuvati con MF59 nei bambini, compresi studi sull’efficacia”. I vaccini contenenti questi adiuvanti non sono autorizzati negli USA, perché possano indurre malattie autoimmuni, secondo la Morgan Stanley Research Europe, Anche nel corso di un workshop dell’FDA e del National Institute of Health del 2008, Jesse L. Goodman Direttore del Center for Biologics Evaluation and Research dell’FDA ha denunciato “il numero molto limitato di studi con un adeguato numero di controlli, di follow-up attivi a lungo termine o nei bambini”2.

Inoltre la confezione multidose contiene Thiomersal, un sale di mercurio usato come disinfettante, che la stessa FDA nei primi anni 2000 ha chiese che venisse tolto dai vaccini a fronte della potenziale tossicità neurologica e renale.

Ti hanno fatto pubblicizzare anche la vaccinazione contro l’influenza stagionale, ma le prove della sua inefficacia sia nei bambini che negli anziani sono sempre più numerose. E’ dimostrato che nei bambini fino ai 2 anni di età è pari a quella del placebo, cioè dell’acqua fresca. Non c’è motivo per proporlo ai bambini sani. Non si conosce ancora nemmeno la reale incidenza dell’influenza (numero di casi, ricoveri e morti) nelle varie età dell’infanzia, perché pare che solo il 10% delle varie sindromi respiratorie che possono colpire un bambino durante l’inverno siano causate davvero dal virus influenzale. Eppure ti hanno fatto proporre il vaccino come unico strumento per difendere la nostra salute.

Non hanno ritenuto importante spendere qualche secondo dei tuoi interventi per parlare della sicurezza, delle reazioni avverse al vaccino. Non soltanto di quelle a breve termine, che sono per lo più o molto gravi (e quindi evidenti e logicamente correlabili al vaccino) o di lieve entità. Ma anche delle reazioni a medio e lungo termine, che sono più subdole, perché difficilmente vengono associate alla vaccinazione, dal momento che non esiste un sistema di farmacovigilanza efficace. Questa nuova vaccinazione poteva prevedere almeno questo: un sistema di vaccino-vigilanza attiva, per una corretta determinazione del rapporto rischio/beneficio. Sia l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) che l’Agenzia del farmaco europea (EMEA), avevano fatto presente la necessità di un’attenta sorveglianza post- marketing per rilevare le reazioni avverse e gli effetti collaterali. Ma nessun intervento straordinario di sorveglianza è stato messo in campo, per cui ancora una volta le reazione avverse emergeranno in un numero molto inferiore al reale, come accade sempre per tutte le vaccinazioni.

Insomma Topo Gigio, “ma cosa mi hai detto mai?”

.

Dott. Eugenio Serravalle, Pediatra

.

1 http://attentiallebufale.it/informazione-scientifica/speciale-bufale-pandemiche-come-difendersi/lanalisi-di-doshi-al-voltafaccia-delloms/

2 http://quaderniacpnews.blogspot.com/search/label/A%2FN1H1

..

fonte:  http://www.disinformazione.it/caro_topo_gigio.htm

https://i2.wp.com/4.bp.blogspot.com/_4OZFSj0hR3Y/SvXtPs5WqDI/AAAAAAAABMM/n2o1qJvbwOQ/s400/banner+mod+vauro+morti+lavoro+nonleggerlo.png

Annunci

Il Portogallo dice sì ai matrimoni gay: E’ il sesto Paese dell’Unione Europea

ellendegenerespeoplea00.jpg

Portia De Rossi ed Ellen DeGeneres spose

La nuova legge deve però ancora essere promulgata dal presidente della Repubblica
Non è stata invece autorizzata l’adozione da parte delle coppie omosessuali

Il Portogallo dice sì ai matrimoni gay
E’ il sesto Paese dell’Unione Europea

.

https://i2.wp.com/matrimonio.pourfemme.it/wp-galleryo/matrimonio-gay-chiesa-svedese/matrimonio.jpghttps://i1.wp.com/www.repubblica.it/esteri/2010/01/08/news/il_portogallo_dice_s_ai_matrimoni_gay_e_il_sesto_paese_dell_unione_europea-1879554/images/151450426-414a016d-ba94-48be-a5e3-bb851012ed88.jpg

.


LISBONA – Anche il Portogallo ha legalizzato le nozze tra persone dello stesso sesso. Dopo Belgio, Svezia, Norvegia, Spagna e Olanda, anche il Parlamento portoghese ha approvato un disegno di legge del governo socialista che legalizza l’unione tra omosessuali, ma ha invece respinto la proposta di permettere l’adozione tra coppie dello stesso sesso. Il provvedimento ha potuto contare sull’appoggio di tutta la sinistra.
.
Il primo ministro Jose Socrates ha commentato la decisione come “un momento storico” per il Portogallo che da anni “combatte contro la discriminazione e l’ingiustizia sociale nella società”. La legge dovrà essere ora ratificata dal presidente della Repubblica, il conservatore Anibal Cavaco Silva che dispone di un diritto di veto tuttavia superabile da un successivo voto parlamentare sul medesimo testo.
.
Il partito social-democratico
(Psd) – formazione conservatrice – aveva proposto invece la creazione di una “unione civile registrata” che desse alle coppie omosessuali gli stessi diritti degli eterosessuali sposati; l’opposizione di destra ha chiesto che la legge venga sottoposta ad un referendum.
.
In caso di ratifica presidenziale,
il primo matrimonio gay potrebbe essere celebrato ad aprile, un mese prima della visita ufficiale di Papa Benedetto XVI.
.
08 gennaio 2010
.

Monflacone (Gorizia) abolisce il “senza fissa dimora”: sui documenti ora c’è via Natale Morea

https://i2.wp.com/www.confcooperative.it/C2/C8/Notizie%20dalle%20Unioni%202006/Image%20Library/emilia%20romagna/Rimini-TuttiUguali-TuttiDiversi.JPG

Diciamo anche noi grazie al Comune di Monfalcone e tutta la sua Amministrazione per il bellissimo ‘gesto’ amministrativo, nella speranza che non resti isolato (o, peggio, venga ‘cancellato’ successivamente da altri ‘soggetti’ politici) ma aiuti il diffondersi di una cultura di VERA solidarietà nei confronti dei diversi, chiunque e ovunque essi siano, benchè sia mia opinione che i ‘diversi’ siamo noi. Tutti, nessuno escluso.

mauro

____________________________________________________________

Monfalcone (Gorizia) abolisce il “senza fissa dimora”: sui documenti ora c’è via Natale Morea

La dicitura sostituita da una via virtuale intitolata all’uomo che a Roma fu gravemente ferito per difendere due ragazze

.

GORIZIA (8 gennaio) – Per tutelare la dignità delle persone ed evitare discriminazioni, dalle carte d’identità, dai documenti e dagli atti del Comune di Monfalcone (Gorizia) scompare la scritta “senza fissa dimora”. Sarà sostituita da una “via virtuale”, senza numeri civici, che nella realtà non esiste e che sarà attribuita a coloro che non hanno una casa stabile e vivono temporaneamente in pensioni roulotte o rifugi provvisori.

La strada sarà intitolata a Natale Morea, il senzatetto che nel 2003 a Roma difese due ragazze da un’aggressione e fu gravemente ferito. Per il suo gesto, Morea ricevette la medaglia d’oro al valore civile dall’allora Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. Nonostante Morea sia morto nel 2006 a Massafra (Taranto) non vi è stato alcun problema a intitolargli la strada nonostante la legge preveda che si possa solo dopo dieci anni dalla morte. A Monfalcone – secondo i dati dell’amministrazione comunale – sono una ventina le persone interessate al provvedimento. Non si tratta di nomadi, ma di persone che già risiedono da tempo a Monfalcone e che per svariati motivi si trovano senza un’abitazione stabile.

.

fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=86912&sez=HOME_INITALIA

Arance e Avorio, una poesia di Pina Piccolo

Ringraziamo l’amica Pina per averci segnalato  la sua toccante poesia (postandola in coda ad un articolo sui fatti di Rosarno) e che noi ripubblichiamo affinché serva per una ulteriore e profonda riflessione.

mauro

______________________________________________________________

https://i2.wp.com/www.lietocolle.info/upload/pp_arance.jpg

Arance e Avorio

Dicembre 2008

.

di Pina Piccolo

.

Ahmed Hagi/
21 anni/
della tua milza/
ne puoi fare a meno/
Lasciala pure in pasto agli sciacalli/
e ai loro “figghioli”,/
cuccioli che la sera/
danno la caccia al nero./

Saga Habib/
amico ventenne/
gambizzato,/
non ti turbare/
se sullo stesso suolo/
che ora calpesti a stento/
altri a milioni vivono sicuri/
e nelle loro tiepide case/
tornando a sera trovano/
il cibo caldo e visi amici1/
Mentre per voi solo la landa/
della fabbrica abbandonata/
tetto sfondato/
in 250 a bivaccare/
sacco a pelo/
donato da Medecins sans Frontiers/

Tricolore d’Africa/
nel profondo sud:/
il verde delle foglie/
l’arancione dei mandarini/
il nero della mano che li coglie/
Voi, grandi ombre/
che per Natale/
portate i clementini/
sulle tavole d’Europa/
sarete i nostri maestri/
Apprenderemo da voi, noi/
Italiani merda!/
(ignoriamo a nostro rischio/
i graffiti che sempre più spesso/
adornano i nostri muri medievali)/
a vivere/
ammassandoci in covi di fortuna/
il progresso amnesia/
ci ha portato e atrofia/
dei muscoli./

Non era certo quello/
Che sognavate/
aggrappati/
al tetto del Land Rover/
brulicante/
di anime speranzose/
che tagliava veloce/
il deserto/
(due non ce l’hanno fatta/
mani troppo morbide/
non reggono/
la fretta del negriero/
che sfreccia verso Tripoli)/
Non è certo quel che confidate/
ai vostri cari/
giù in Costa d’Avorio/
fieri che i loro figli/
la legge della jungla/
l’abbiano aggirata/
Si aspettano grandi cose Ahmed,/
le loro speranze grandi come case, Saga/
non puoi certo dirgli che vivi/
come gli sfollati/
del Sierra Leone/
Che la mano strozzina/
invisibile del mercato/
vi ha schiaffato/
in questa perfida/
periferia di mondo/
dove cantano fucili a canne mozze/
e si usa la dinamite/
per stanare i latitanti/
mentre a venti chilometri/
dai container del grande porto/
la droga e le armi/
partono per e arrivano da/
ogni angolo di mondo./

“Qui non sta acqua,/
qui non sta luce, understand?”/
vallo a dire a Don Nicola/
che scrolla le spalle e/
mostra i buchi tra i denti./
Rosarno, un tempo/
la chiamavano Medma/
“fiume e città al confine”/
Colonia di colonia greca/
Patria del segretario di Platone/
E prima arrivarono le luvare/
Poi toccò agli arabi portarci le rangiare:/
due tipi, uno le burtuqal, quelle dolci/
e le narang, quelle amare/
frutto preferito dagli elefanti indiani/
che qui non ci sono/
ma in compenso ora vengono/
a raccoglierle gli ivoriani le narang/
arance e avorio/
tastiera di un dissonante/
triste preludio globale./

“Maledette arance!” aveva bestemmiato/
anni fa in in una pagina famosa/
un siciliano/
piccolo e scuro come un arabo/
sul pontile di un traghetto/
porgendola disperato ad una donna/
bambina silente ed affamata.2/
E ora Arancio è un conto in banca/
E l’Orange dei telefonini/
È protetto da trademark./

“E per l’acqua come fate? “ indaga/
meravigliato il giornalista,/
“Chiediamo a italiani qui vicino./
Se vogliono dare, va bene,/
se no, lasciamo stare”/
a domanda risponde Abdullah, liberiano/
Eppure non più di cinquant’anni fa/
con le quartare tutti andavano alla fonte/
e un bicchiere d’acqua non si negava/
I giovani se ne andavano/
dove lavoro chiamava/
a diventare anche loro, come voi/
un uomo sulla terra/
cunfundutu nella sua odissea./

Oggi nelle nostre tiepide tane/
superbi e pavidi/
come sciacalli/
tra lo schiamazzo della televisione/
e le solitudini/
degli avatar/
ce ne stiamo a ordire inferni/
per gli altri/
dietro l’angolo di casa./

VERITA’ DA NON VEDERSI – Rosarno e la Rognetta degli schiavi africani in rivolta

https://i0.wp.com/213.215.155.40/media/2009/08/22883_27480_lapresse_m_1570975_medium.jpg

.

di Doriana Goracci

.

Hanno ammazzato un negro di merda, questo era il titolo che provocatoriamente dava la notizia dell’omicidio di Ibrahim M’Bodi, da 8 anni in Italia, a Biella, a firma di Marco Sansoè: “Ibrahim era nella tipica condizione di chi cerca lavoro e cambia lavori che restano precari. Da qualche mese lavorava per un artigiano edile, affittava, per vivere, uno spazio di proprietà dell’imprenditore. Uno di quei padroni che gli osservatori economici considerano la spina dorsale del nostro apparato produttivo! Quelli che assumono in nero e sempre a termine, quelli nelle cui imprese lavorano prevalentemente migranti, quelli nelle cui imprese accadono molti incidente sul lavoro, quelli che evadono sempre le tasse, uno di quelli che spesso non rispetta i patti. Uno di quelle figure economiche dell’Italia dell’oggi e del domani ha ucciso Ibrahim con nove coltellate e l’ha gettato in un fosso nelle risaie vercellesi, per nasconderlo e per dimenticarlo. L’ha ucciso perché chiedeva di essere pagato. A lavoro terminato, non lo pagava da mesi, chiedeva ciò che gli spettava. Ma il padrone è padrone e ha messo fine alle richieste insistenti del migrante senegalese. Chissà se uccidendolo gli gridava “negro di merda!”…”

Questo accadeva e accade  al Nord e al Sud. A maggio, venivano arrestati 3 imprenditori agricoli per associazione per delinquere finalizzata alla riduzione in schiavitù, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, induzione della prostituzione ed estorsione, a Rosarno: “li destinavano al lavoro di braccianti agricoli in condizioni disumane con ogni condizione climatica per nove-dieci ore di seguito al giorno senza alcun dispositivo di protezione, li percuotevano in caso di rallentamento nel ritmo di raccolta degli agrumi e li obbligavano ad accettare un salario giornaliero pari a 23,00 euro, cifra di molto inferiore rispetto alla normale retribuzione giornaliera spettante ai braccianti”.

La cronaca riporta quella calabrese, oggi, di Rosarno…io l’ho letta su Indymedia Calabria: “Centinaia di auto distrutte, cassonetti divelti e rovesciati sull’asfalto, ringhiere di abitazioni danneggiate. E’ il bilancio di un pomeriggio di guerriglia urbana a Rosarno, nella Piana di Gioia Tauro, per la protesta di alcune centinaia di extracomunitari, lavoratori dell’agricoltura, accampati in condizioni disumane in una vecchia fabbrica in disuso e in un’altra struttura abbandonata. Risale a maggio dello scorso anno l’arresto di tre imprenditori, sempre a Rosarno, per “riduzione in schiavitù” di alcuni immigrati. A dicembre del 2008, invece, un episodio simile a quello di oggi: due giovani a bordo di un’auto spararono alcuni colpi di pistola contro due ragazzi africani di ritorno dai campi. Anche in qual caso gli extracomunitari reagirono con una violenta protesta.

A fare scoppiare la rivolta è stato il ferimento con un’arma ad aria compressa, da parte di un gruppo di sconosciuti, di alcuni cittadini extracomunitari. I feriti – tra i quali c’è anche un rifugiato politico del Togo con regolare permesso di soggiorno – non destano particolari preoccupazione, ma la volontà di reagire che covava da tempo nella colonia di lavoratori ammassati nella struttura in condizioni ai limiti del sopportabile (e di altri nelle stesse condizioni a Gioia Tauro in locali dell’Ex Opera Sila) non ci ha messo molto ad esplodere.Armati di spranghe e bastoni, gli extracomunitari in larga parte provenienti dall’Africa hanno invaso la strada statale che attraversa Rosarno mettendo a ferro e fuoco alcune delle vie principali: dalle auto – in qualche caso anche con persone a bordo – alle abitazioni, ai cassonetti dell’immondizia. A nulla è valso l’intervento di polizia e carabinieri in assetto antisommossa, schierati di fronte ai più agguerriti, un centinaio di persone tenute sotto stretto controllo.  In serata sono arrivati i rinforzi e si è tentata una trattativa per far rientrare la protesta. Anche la popolazione ha reagito e, in queste ore, alcuni giovani di Rosarno, circa un centinaio, stanno seguendo l’evolversi della situazione ad alcuni metri dalle forze dell’ordine. Sul posto tutti i dirigenti dei commissariati di Pubblica sicurezza e delle compagnie di carabinieri della Piana. Tra Rosarno, l’ex fabbrica in disuso, e Gioia Tauro, sono circa 1.500 gli extracomunitari che lavorano come manodopera nell’agricoltura”.

Un commento, proveniente da Terre Libere, racconta anche questo: ”Dormono in tubi di metallo, vivono in ex fabbriche abbandonate, sono diventati l`occasione per progetti fumosi e strampalati, lavorano per pochi soldi in condizioni durissime. E soprattutto non ne possono più di sopportare la violenza gratuita di mafiosi e balordi. La polizia ha effettuato alcuni arresti. Ci sarebbero feriti italiani, oltre ai due ragazzi stranieri colpiti con fucili ad aria compressa. In contrada Spartimento, nei pressi dell`ex Opera Sila di Gioia Tauro che ospita centinaia di raccoglitori di arance, due africani sono stati feriti con un fucile ad aria compressa nel pomeriggio. Uno di loro è un rifugiato politico del Togo con regolare permesso di soggiorno. Le condizioni delle persone ferite portate nell`ospedale di Gioia Tauro non sarebbero gravi. A seguito dell`episodio alcune centinaia di africani hanno iniziato a protestare bruciando dei copertoni. Stessa reazione, appena si è diffusa la notizia dei ferimenti, c`è stata nell`ex fabbrica Rognetta di Rosarno. Più tardi, in serata, sono state danneggiate diverse auto nella cittadina della Piana. Dopo l`arrivo dei rinforzi di polizia e carabinieri, si è cercata una mediazione. La trattativa si è svolta in un clima di grande tensione. Gli abitanti di Rosarno avevano inveito contro gli immigrati mentre questi, nel loro tragitto, danneggiavano tutto ciò che incontravano sulla loro strada. Tra Rosarno e Gioia Tauro ci sono almeno 1.500 immigrati che lavorano nella raccolta delle arance. Gli africani vivono in due strutture abbandonate, la Rognetta nel centro di Rosarno e l`ex Opera Sila nei pressi Gioia Tauro. Sono l`ultimo anello di un sistema malato, segnato da sfruttamento e leggi razziste. Una filiera mafiosa che penalizza i lavoratori, un sistema di regole che impedisce loro di vivere in maniera dignitosa. Nel corso degli anni sono sempre stati vittime di atti di violenza. L`anno scorso hanno detto basta, dopo il ferimento di due di loro. Sembrava fosse chiara la determinazione della comunità africana a non accettare ulteriori atti di violenza nei loro confronti. Ed invece, è accaduto ancora una volta”.

Nel passaggio tra la fine e l’inizio del nuovo anno, scrivevo che mi mancavano gli auguri scomodi di Tonino Bello, di come se la passano quegli africani, regolari, che sono sistemati al Ferrhotel di Bari,di certe cene in solidarietà per fargli avere acqua e luce …roba da carità cristiana…?

Rosarno passa alla cronaca per ben altro oggi e campeggia tragicamente su wikipedia  il brano di Ferdinando Nunziante introduttivo:«Dalla terrazza di Largo Bellavista, ove sorge il Monumento ai Caduti, si gode uno splendido panorama: “lo sguardo abbraccia tutta la conca circoscritta dal capo Vaticano ad Aspromonte ed al Monte Sant’Elia. Olivi, vigne, profumati aranceti verdeggiano sino alla bianca fascia della spiaggia in mezzo alla quale si scorge S. Ferdinando, lambito dal mare. E all’estremo orizzonte, magnifico sfondo al mirabile quadro, le isole Eolie raggruppate intorno a Stromboli e la Sicilia con l’Etna che non abbandona d’inverno il suo candido manto di neve. Pochi paesaggi, specialmente la sera verso il tramonto, quando il sole va a nascondersi dietro alle isole ed il cielo arrossa di bagliori di porpora e d’oro, son più belli e suggestivi! »

Rosarno dichiara 15.885 abitanti e da un rapporto di Medici Senza Frontiere “ospita più di 5000 immigrati, 23 diverse nazionalità, tra extra-comunitari e comunitari, che ne fanno la terza zona d’Italia ad alta densità di stranieri in rapporto alla popolazione residente, dopo Napoli e Foggia”. Nel 2004 il presidente della Repubblica la eleva al titolo di Città su proposta del Ministro dell’Interno: “Il suo territorio (di cui 120 ettari sono parte del Piano Regolatore predisposto dall’ASI – Area Sviluppo Industriale – per gli insediamenti industriali) è la porta di ingresso terrestre (ferroviaria ed autostradale) al porto di Gioia Tauro ed alle aree destinate agli insediamenti produttivi”.

Questa mattina un’ascoltatrice di Prima Pagina, si chiedeva se saranno loro, gli schiavi clandestini, a liberarci dalla Mafia, ‘che se volete gli date un’altra connotazione campanilistica alla parola, che non ci manca l’Offerta di ‘ndrangheta,camorra,sacra corona unita raccontata dal Cantastorie.

Talvolta gli schiavi si ribellano, l’ Apartheid come quello israeliano e il molto più noto afro americano, combina a volte anche di questi scherzi, rendendo incivile la rivolta, la città, gli abitanti.La Produzione combina anche di questi incidenti di percorso, una vera e propria Rognetta, era sugli schermi a dicembre del 2008.

Diamo da mangiare agrumi ai nostri figli, contengono tante vitamine che proteggono da certe malattie spaventose…e magari a ritmo di una tarantella che fa colore in tanto buio come La bampa di lu focu cantata da Otello Profazio, a Rosarno.

Doriana Goracci

..

«Ci furono tempi felici in cui si poteva scegliere liberamente: meglio morti che schiavi, meglio morire in piedi che vivere in ginocchio. E ci furono tempi infami in cui intellettuali rincretiniti hanno dichiarato che la vita è il sommo dei beni. Oggi sono arrivati i tempi terribili in cui ogni giorno si dimostra che la morte dà inizio al suo governo del terrore esattamente quando la vita è diventata il sommo bene; che chi preferisce vivere in ginocchio, muore in ginocchio; che nessuno può essere ucciso più facilmente di uno schiavo. Noi viventi dobbiamo imparare che non si può nemmeno vivere in ginocchio, che non si diventa immortali se si corre dietro alla vita, e che, se non si vuole più morire per nulla, si muore nonostante non si sia fatto nulla.»

Dall’antisemitismo non si è al sicuro che sulla Luna” (Hannah Arendt)

https://i2.wp.com/www.pisanialessandro.it/img/portfolio/photo/agrumi.jpg

Detenuto suicida in carcere: È il quarto dall’inizio dell’anno

https://i0.wp.com/www.garantedetenutilazio.it/opencms/export/pics/alkacon-templateone/CarcereMurate.jpg

Un uomo di 49 anni si è impiccato a Verona nel bagno della cella legando una maglietta alle sbarre della finestra

.

VERONA (8 gennaio) – Quarto suicidio nelle carceri italiane dall’inizio dell’anno: Giacomo Attolini, 49 anni, detenuto comune nel carcere di Verona, si è impiccato attorno alla mezzanotte utilizzando una maglietta legata alle sbarre della finestra del bagno in cella.

In otto giorni, dunque, sono già quattro i detenuti che hanno deciso di farla finita: il 2 gennaio, ad Altamura (Bari) si è ucciso Pierpaolo Ciullo, 39 anni: tre giorni dopo si è impiccato nel carcere Buoncammino di Cagliari, Celeste Frau, 62 anni; ieri sera, nel supercarcere di Sulmona è stato trovato senza vita Amato Tammaro, 28 anni, di ritorno in cella dopo un permesso premio; sempre ieri sera, infine, il suicidio a Verona di Attolini.

.

fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=86883&sez=HOME_INITALIA

https://i1.wp.com/farm3.static.flickr.com/2639/4171682881_a6cbc5ae7d_o.gif

AVELLINO – Il giudice annulla il licenziamento ma l’azienda la trasferisce in India

https://i0.wp.com/sites.etleboro.com/thumbnails/news/22851_p_20090224_191429_agie1.jpg

La vicenda è stata denunciata dalla Uilm di Avellino

L’operaia, grazie a una sentenza, ha diritto a riottenere il proprio posto di lavoro

Il giudice annulla il licenziamento
ma l’azienda la trasferisce in India

.

di Rosaria Amato

.

AVELLINO – Il giudice dichiara illegittimo il licenziamento e dispone la reingrazione nel posto di lavoro. E l’azienda esegue, ma trasferisce l’operaia in India per un anno. A denunciare la vicenda il segretario dei metalmeccanici Uil di Avellino, Gaetano Altieri. L’azienda è la Desmon di Nusco, in provincia di Avellino; produce ed esporta in tutto il mondo frigoriferi industriali. E l’operaia è Gaetanina Di Paolo, 49 anni e madre di quattro figli.
.
La Di Paolo “per poter proficuamente svolgere la prestazione inerente alle mansioni di assemblaggio frigoriferi che svolgeva all’epoca del licenziamento”, si legge nella lettera inviata dall’azienda, dal prossimo primo febbraio dovrà trasferirsi a New Delhi, dove l’azienda ha una propria sede. Presumibilmente per dodici mesi, fa sapere la Desmon che ha anche invitato l’operaia a presentarsi alla direzione aziendale, “munita di passaporto in corso di validità”.
.
“Una vergogna – denuncia Altieri – un atteggiamento discriminatorio nei confronti di un’operaia e di una madre. Gaetanina Di Paolo aveva avuto diversi contratti a termine, a un certo punto ha rivendicato l’assunzione, e l’ha ottenuta: il giudice ha riconosciuto l’esistenza di un contratto indeterminato. E l’azienda questa gente non la vuole: trasferire in India una semplice operaia non ha alcun senso dal punto di vista produttivo e organizzativo, si tratta solo di una ritorsione”.
.
La lettera della Desmon è firmata da Federica Vozzella, responsabile del gruppo industriale e vice-presidente dell’Unione industriali di Avellino. Contattata da Repubblica.it Federica Vozzella non ha voluto esprimere alcuna posizione sulla vicenda: “Non ritengo questa notizia fondata né dal punto di vista giornalistico né territoriale – ha detto – non ha alcuna valenza, non intendo rispondere ad alcuna domanda di questo tipo. Quando avrò qualcosa da comunicare ai giornali lo farò di mia iniziativa”.

.
Gaetanina Di Paolo non si è presentata ancora alla direzione aziendale e probabilmente a questo punto si aprirà un nuovo contenzioso legale: l’operaia infatti non è nelle condizioni di potersi trasferire in India, peraltro in un’altra azienda del gruppo Desmon e con gli stessi livelli retributivi maturati alla data del suo licenziamento.
.
“Le motivazioni del trasferimento – ribadisce in una nota il sindacato- sono del tutto pretestuose e intendono intralciare la reintegrazione disposta dal giudice (la dott.ssa Giuseppa D’Inverno del Tribunale di S. Angelo dei Lombardi (Avellino), ndr) piuttosto che soddisfare una urgente e improrogabile esigenza aziendale”.
.
08 gennaio 2010
.