Archivio | gennaio 16, 2010

Haiti: «Oltre 200mila i morti». Paura di rivolte: scatta l’allarme sicurezza

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Dopo il panico e il dolore delle prime ore, nella popolazione di Haiti duramente colpita dal terremoto si sta facendo strada un sentimento di rabbia e di frustrazione per la scarsità degli aiuti stranieri. Il governo locale e le organizzazioni internazionali sono sempre più preoccupati per il possibile collasso dell’intero sistema di sicurezza del paese. Per le strade di Port-au-Prince risuona già l’eco dei primi spari e diversi testimoni riferiscono di saccheggi e razzie. In un video diffuso dalla France Presse si vede una rissa fra la popolazione all’arrivo di un elicottero che lancia a terra derrate alimentari e beni di prima necessità. «Se gli aiuti internazionali non arrivano in fretta – dice un sopravvissuto – la situazione peggiorerà rapidamente». «Abbiamo bisogno urgente di acqua e di cibo», spiega un altro haitiano di Port-au-Prince.

La terra trema ancora
Una scossa di assestamento di magnitudo 4,5 sulla scala Richter ha fatto tremare di nuovo Haiti. Lo riferisce l’istituto geologico americano.

l rimpatrio dei primi italiani Si lavora alla lista di imbarco dei primi italiani che faranno rientro da Haiti. Lo si apprende da fonti della Farnesina, secondo cui si sta dando la precedenza a feriti, donne e bambini.

Winnie, 18 mesi, viva dopo tre giorni sotto le macerie. Winnie, 18 mesi, è salva. Per miracolo, la bimba è stata estratta viva, dopo tre giorni, dalle macerie di Port-au-Prince devastata dal terremoto. È stata una troupe televisiva a tirarla fuori dai resti della sua casa crollatale addosso quando la terra ha tremato ad Haiti, martedì pomeriggio. È stata la sua voce, il suo lamento a salvarla. La gente sul posto ha attirato l’attenzione degli operatori di una tv australiana che si trovavano nei paraggi, e che si sono messi subito a scavare a mani nude tra i resti della casa. Ci sono voluti 45 minuti per raggiungere la piccola Winnie. L’hanno tirata fuori, sta bene. Ad accoglierla tra le braccia, viva, c’è uno zio, Franz. I genitori di Winnie si crede siano morti nel crollo sella stessa casa. Lo zio, raggiante e commosso, è pieno di gratitudine per coloro che hanno tratto in salvo la piccola. «È solo lei quella eroica – ha reagito Deiby Celestino, uno dei soccorritori – ha lottato per tre giorni». E un altro ancora accusa: «Sentiamo alla radio che arrivano squadre di soccorso dall’estero, ma non vediamo niente». Un uomo, visibilmente furioso, brandisce un bastone gridando: «Vogliamo più medici e meno giornalisti». La situazione della sicurezza rischia di precipitare rapidamente. E non è un caso che i militari americani inviati da Barak Obama nell’isola non dovranno soltanto occuparsi dell’assistenza umanitaria ai terremotati ma avranno anche il compito di mantenere l’ordine nel paese.

In cerca di acqua per figli «Le condizioni degli ospedali sono estremamente critiche e le persone che hanno bisogno di assistenza e cure sono stese per strada, fuori degli ospedali -racconta Annie Foster, responsabile del Team di Emergenza di Save the Children ad Haiti – stiamo fornendo medicinali e forniture ospedaliere a queste strutture e anche avviato delle ricognizioni nei campi sfollati che spontaneamente stanno nascendo nelle zone della città più colpite per valutare i bisogni sanitari più urgenti».  «In giro vediamo genitori assetati e disidradati che vagano per le strade alla ricerca di acqua per i figli – prosegue Annie Foster – tutte queste persone e bambini si stanno raccogliendo in spazi all’aperto dove stanno nascendo dei campi improvvisati. Nessuno infatti ha il coraggio di rientrare in casa, dal momento che le scosse continuano”.

A Washington c’è il timore che in un paese già poverissimo prima del disastro e ormai privo di qualsiasi struttura statale, la situazione sfugga completamente di mano e migliaia di haitiani cerchino di raggiungere gli Stati uniti su imbarcazioni di fortuna. Il tentativo di fuggire dal paese, d’altra parte, è già in atto e non riguarda solo i feriti, trasferiti all’estero per le cure più urgenti. Sono in tanti, infatti, coloro che cercano un rifugio di fortuna nella vicina Repubblica Dominicana; una fuga che potrebbe presto trasformarsi in un esodo di massa.

Nelle riunioni con i vertici dell’Onu, Washington ha garantito alle Nazioni Unite che sarà il Palazzo di Vetro ad avere il coordinamento formale della macchina degli aiuti. Un ruolo importante per Ban Ki-moon attraverso il suo inviato ad Haiti Edmond Mulet, ma anche un modo per condividere le responsabilità degli aiuti a tutti i livelli in modo multilaterale. Entro lunedì intanto è previsto l’arrivo di 9mila-10mila soldati Usa. L’ammiraglio Mike Mullen non ha escluso che, se necessario, potranno essere inviati altri militari. Haiti non ha esercito, e le sue forze di polizia sono state praticamente annientate dal terremoto. Il mantenimento dell’ordine è quindi affidato interamente alle forze Onu, circa 7mila soldati e 2mila poliziotti, impiegati già dal 2004 nella stabilizzazione del paese.

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AIUTARE HAITI, ECCO COME
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FOTO:
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VIDEO: I CROLLI IN DIRETTA | I TESTIMONI
LE PRIME IMMAGINI | LE DEVASTAZIONI
Il mondo si mobilita: parte la macchina degli aiuti internazionali
Pedre, il giornalista dj che ha raccontato per primo l’orrore
La scheda – Il paese più povero dell’emisfero occidentale
I precedenti – 7.3 gradi, è uno dei terremoti più forti dal Novecento a oggi
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16 gennaio 2010
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TERREMOTO HAITI – BAMBINA ESTRATTA VIVA DALLE MACERIE – VIDEO SCHOK

Padova, la frode dei fallimenti pilotati: in 225 restano senza lavoro

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Padova, la frode dei fallimenti pilotati: in 225 restano senza lavoro

In 16 hanno stornato 11 milioni con vari trucchi finanziari
La Guardia di Finanza: «Un fenomeno in crescita»

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di Michela Danieli
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PADOVA (16 gennaio) – Dietro il paravento della crisi economica, la finta bancarotta per lasciare a bocca asciutta dipendenti e creditori, incassando contemporaneamente la liquidità dei beni dell’azienda venduti. È il nuovo effetto collaterale della “finanza creativa” scoperto dalla Guardia di finanza, che nella città del Santo ha segnalato alla Procura per fatti di bancarotta fraudolenta 16 persone riconducibili a 15 imprese patavine. Almeno 11 milioni di euro sono stati “stornati” nel corso di quelle che le Fiamme Gialle hanno definito “azioni delittuose volte alla dissimulazione delle disponibilità economiche e di destabilizzazione del patrimonio aziendale”.

Sono 225 i lavoratori che finora, in questo gioco delle tre carte, ci hanno rimesso il posto di lavoro, gli stipendi e i contributi. Ma «il fenomeno è in crescita» dice a chiare lettere il maggiore Antonio Manfredi del Comando provinciale di Padova.

Il metodo usato è una prassi-fotocopia. L’azienda comincia a non versare le ritenute ai dipendenti, che scopriranno solo dopo l’ammanco nei loro contributi previdenziali ai fini pensionistici. Successivamente gli imprenditori ottenevano lo stato di crisi, ma al momento della dichiarazione di fallimento, che serve per soddisfare le insolvenze verso tutti i creditori, i beni della società erano svaniti: strumentazione del valore di 800mila, un milione di euro, due auto di grossa cilindrata, decine di computer, un motorino, lo stesso materiale di produzione delle ditte e molto altro. I capitali erano infatti già stati distratti dagli imprenditori che li avevano venduti per proprio conto.

«Abbiamo quindi proceduto alle perquisizioni – continua Manfredi – rinvenendo documentazione fiscale occultata e beni preziosi anche presso le abitazioni dei protagonisti». Sequestrati, tra l’altro, conti correnti personali. I 16 protagonisti della vicenda, segnalati all’autorità giudiziaria, rischiano ora dieci anni di reclusione, mentre il filone investigativo continuerà a stare al centro dell’attenzione della Gdf per tutto il 2010. Non è affatto escluso, infatti, che il panorama economico, risollevato solo da timidi segnali di ripresa, non possa far cadere in tentazione altri imprenditori.

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=87832&sez=HOME_INITALIA

Rovigo: muore per malore in discoteca, ma la gente continua a ballare

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Rovigo: muore per malore in discoteca, ma la gente continua a ballare

La vittima è una 29enne di Lendinara. Il titolare: «Se avessi spento la musica sarebbe stato peggio»

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ROVIGO (16 gennaio) – Stava parlando con degli amici vicino al bar della discoteca di Arquà Polesine dove aveva passato la nottata. Erano le prime luci dell’alba, quando improvvisamente si è sentita male: il sorriso si è trasformato in una smorfia di dolore e la giovane, E.M., una 29enne di Lendinara (Rovigo), si è accasciata al suolo. Soccorsa, è stata fatta stendere su un divanetto in attesa dell’arrivo dell’ambulanza. Poi, è stata trasportata d’urgenza all’ospedale dove però i medici non hanno potuto che constarne la morte. La giovane soffriva di una malformazione congenita al cuore che la costringevano a continui controlli medici e cure

La musica continua. Dal momento in cui si è sentita male a quanto sono arrivati i soccorsi sono passati una trentina di minuti circa, ma nel frattempo all’interno della discoteca la musica è andata avanti perché, pare, nessuno si era accorto di nulla. Un fatto che ha suscitato forti perplessità da parte degli amici della giovane. Il titolare del locale, Gaudenzio Ferrari, si è giustificato rilevando che sarebbe stato forse più pericoloso accentrare l’attenzione di tutti i presenti su quanto stava avvenendo e che in un primo tempo pareva un semplice svenimento. «La ragazza – ha detto – sembrava svenuta e se avessi dato ordine di spegnere la musica si sarebbe creata calca attorno alla giovane e forse sarebbe stato peggio».

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=87845&sez=HOME_INITALIA#

Il caso Novartis finisce in Parlamento

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I dipietristi: l’acquisto dei vaccini è stato uno spreco a livello mondiale

Il caso Novartis finisce in Parlamento

Interrogazione del Pd: bloccare la mobilità decisa per 24 lavoratori. E l’Idv: vicenda vergognosa, troppi sprechi

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ROMA – Continua a tenere banco il caso Novartis, dopo la notizia che gran parte dei vaccini ordinati dal governo (così come dalla maggior parte degli esecutivi delle altre nazioni) sono risultati inutili e che pertanto dovranno essere rinegoziati i contratti con le aziende farmaceutiche fornitrici. Nel caso dell’Italia la Novartis, appunto. I deputati senesi del Pd Franco Ceccuzzi e Susanna Cenni hanno annunciato un’interrogazione ai ministri della Salute e delle Attività produttive sulla situazione dello stabilimento di Siena della multinazionale – che ha avviato la procedura di mobilità per 24 addetti commerciali – e sul contratto stipulato con il governo per la produzione del vaccino antipandemico. I deputati Pd chiedono al governo «chiarezza sul contratto con Novartis» e presenteranno un’interrogazione per «capire – si precisa in una nota – quali misure intenda prendere il governo per salvaguardare i posti di lavoro dell’azienda, che ha aperto una procedura di mobilità per ventiquattro lavoratori dell’area commerciale, e per fare piena luce sul contratto stipulato fra il governo e l’azienda farmaceutica svizzera sulla produzione del vaccino contro il virus H1N1».

«MOBILITA’ INACCETTABILE»«Occorre – afferma Ceccuzzi – salvaguardare i livelli occupazionali dell’azienda per evitare che eventuali responsabilità vengano scaricate sui lavoratori; sospendere immediatamente la procedura di mobilità che interessa 24 dipendenti, dal momento che risulta eticamente inaccettabile tagliare posti di lavoro in presenza di una fornitura dello Stato in cui è stato del tutto azzerato il rischio di impresa». Secondo i deputati Pd, infatti, «individuare le responsabilità ad ogni livello è essenziale per tutelare consumatori e lavoratori insieme».

«PERDITE INGENTI PER LO STATO»Elio Lannutti, senatore dell’Italia dei valori, parla invece di perdite ingenti per l’erario e profitti vertiginosi per le case farmaceutiche e definisce quanto accaduto negli ultimi mesi «la vergognosa vicenda della falsa pandemia di influenza A». Sulla base di questa convinzione, l’Idv chiederà alla Commissione d’inchiesta sull’efficacia ed efficienza del sistema sanitario, presieduta dal senatore Ignazio Marino, di fare luce su quanto avvenuto da ottobre 2009 in avanti. «Uno spreco a livello mondiale – ha spiegato Lannutti – che non ha risparmiato l’Italia e che ho denunciato già con un’interrogazione nel novembre scorso». Il senatore chiama sul banco degli imputati anche l’Organizzazione mondiale della Sanità, colpevole a suo giudizio di aver mostrato «sensibilità agli interessi delle cause farmaceutiche che hanno lucrato da una paura mediatica oltre 22 miliardi di dollari per vaccini che non sono serviti a nulla. A livello continentale il Consiglio d’Europa ha avviato un’indagine per verificare se ci sono state pressioni delle industrie farmaceutiche sull’Oms. Anche la Corte dei Conti sta indagando sulle condizioni troppo favorevoli concesse dallo stato italiano alla casa farmaceutica Novartis nel contratto di acquisto dei vaccini, ma la sola indagine amministrativa non basta».

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Redazione online
16 gennaio 2010

fonte:  http://www.corriere.it/politica/10_gennaio_16/novartis-interrogazione-vaccini-futuro-dipendenti_1ca85f18-02ae-11df-8bfd-00144f02aabe.shtml

Aumenti ai prof di religione: È la “sorpresa” di Tremonti

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La decisione fa riavvampare la polemica sui privilegi  assegnati dallo Stato in questi ultimi anni a chi insegna il cattolicesimo

Aumenti ai prof di religione
È la “sorpresa” di Tremonti

Nella busta paga del mese di maggio troveranno circa 220 euro in più

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di SALVO INTRAVAIA

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SCATTI stipendiali per gli insegnanti, ma solo per quelli di religione. Lo ha stabilito il ministero dell’Economia lo scorso 28 dicembre. Mentre i sindacati della scuola sono alle prese con un complicato rinnovo del contratto in favore di tutti i docenti e gli Ata (amministrativi, tecnici e ausiliari) della scuola, alla chetichella quelli di religione nella busta paga del mese di maggio troveranno una gradita sorpresa: il “recupero” degli scatti (del 2,5 per cento per ogni biennio, a partire dal 2003) sulla quota di retribuzione esclusa in questi anni dal computo. Supplenti compresi.

A spiegare la portata del provvedimento, che porterà nelle tasche degli interessati un bel gruzzoletto, è lo Snadir (il sindacato nazionale autonomo degli insegnanti di religione). “Gli aumenti biennali per gli insegnanti di religione, che in precedenza venivano calcolati nella misura del 2,5 per cento del solo stipendio base, dovranno ormai ammontare al 2,5 per cento dello stipendio base comprensivo della Indennità integrativa speciale”. Una cosetta di non poco conto visto che l’Indennità integrativa speciale rappresenta circa un quarto dell’intera retribuzione dell’insegnante e che gli anni da recuperare sono tanti, quasi quattro bienni.

Quanto basta, e avanza, per riaccendere la polemica sui privilegi assegnati dallo Stato in questi ultimi anni ai docenti di religione cattolica: accesso alla cattedra su segnalazione dell’ordinario diocesano, assunzione sulla base di un successivo concorso riservato, passaggio ad altra cattedra in caso di perdita del requisito per insegnare la religione (l’attestato dell’ordinario diocesano) e scatti biennali anche per i precari). “Mentre il ministro Tremonti a dicembre ricorda alla Curia che presto saranno liquidati gli scatti biennali di anzianità al personale docente di eligione con incarico annuale o di ruolo, che non ha mai richiesto tale indennità sotto forma di assegno ad personam, permane, purtroppo, il silenzio verso tutto il restante personale precario”, dichiara Marcello Pacifico, presidente dell’Anief (l’Associazione nazionale insegnanti ed educatori in formazione).

La questione è di particolare attualità perché una sentenza della Corte di giustizia europea del 2007 ha riconosciuto, secondo il principio di non discriminazione, il diritto agli scatti di anzianità anche a favore dei precari. E da allora sono diverse le associazioni di insegnanti italiane e sindacati che hanno intrapreso la via giudiziaria per farsi riconoscere questo diritto. Ma, ancora, non si sono visti i risultati.

E mentre migliaia di precari di lungo corso sono in attesa di un riconoscimento economico. Folgorato sulla via di Damasco, il ministero dell’Economia, scrive: “A seguito degli approfondimenti effettuati in merito all’oggetto, si comunica che questa Direzione ha programmato, sulla mensilità di maggio 2010, le necessarie implementazioni alle procedure per il calcolo degli aumenti biennali spettanti agli insegnanti di religione anche sulla voce IIS (Indennità integrativa speciale, ndr) a decorrere dal 1 gennaio 2003”.

Il diritto agli scatti biennali in favore degli insegnanti di religione è stabilito da una legge del 1980, che poteva anche avere un senso: siccome i docenti di religione erano precari a vita, non era prevista cioè la loro stabilizzazione, era necessario stabilire un meccanismo per aggiornare loro lo stipendio. Ma poi nel 2005 arrivò il concorso e l’immissione in ruolo. E mentre per i precari della scuola non è previsto nessun aumento di stipendio in relazione all’anzianità di servizio, quelli di religione conservano questo trattamento: incremento del 2,5 per cento ogni due anni.

Secondo alcuni calcoli effettuati dai sindacati il caveau potrebbe valere 220 euro in più in busta paga, arretrati esclusi. Niente male per quasi 12 mila insegnanti di religione a tempo determinato attualmente in forza alle scuole italiane. Per il rinnovo del contratto degli insegnanti, invece, i sindacati hanno chiesto un aumento di 200 euro mensili da erogarsi in tre anni, ma il ministro della Pubblica amministrazione è disposto a concederne appena 20. E non solo. Vorrebbe agganciare gli aumenti di stipendio dei docenti al merito.

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16 gennaio 2010
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ANCHE QUESTA E’ L’AMERICA, BABY – Ragazze nude che leggono libri ma ad alta voce, al pubblico pagante

photo by Andrew Nawrocki

Lo spettacolo-evento di giovani donne bellissime e svestite
Un fenomeno che sta dilagando in tutti gli Stati Uniti. Ed oltre 

Ragazze nude che leggono libri
ma ad alta voce, al pubblico pagante

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di Benedetta Perilli

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Luci basse e ambiente intimo. Pochi tavoli intorno al piccolo palco, una ventina di persone come pubblico e un divano sistemato al centro della scena. Lì, morbidamente, siede una ragazza dai capelli mori e lunghi. In mano ha una copia del libro “Candido o l’ottimismo di Voltaire” e per gli spettatori legge alcuni passi. Ad alta voce. Completamente nuda. Si chiama Michelle l’Amour ed è la fondatrice delle Naked Girls Reading (http://nakedgirlsreading. com), letteralmente ragazze nude che leggono. Ed effettivamente lo spettacolo evento che sta facendo parlare gli Stati Uniti, altro non è che un gruppo di ragazze nude, bellissime e spesso già note dal pubblico del burlesque, che leggono ad alta voce pagine tratte dai romanzi scelti in base al tema della serata.
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A Key West, ad esempio, in onore del suo cittadino più celebre, la bionda Tatah DuJour, ha intrattenuto il pubblico, pagante un biglietto di circa 20 $, con brani tratti dai capolavori di Ernest Hemingway. Ma ce n’è per tutti i gusti. Letterari e non. A Chicago, dove le ragazze hanno sede, si sono già esibite in serate dedicate alle festività, con la lettura del “Canto di Natale” di Charles Dickens (in quell’occasione sfoggiavano oltre alle scarpe anche un cappello da Babbo Natale); alla poesia, da Neruda a Slyvia Plath, passando per Shakespeare; ai libri proibiti, da “1984”, di George Orwell al “L’Amante di Lady Chatterly”, di D. H. Lawrence. Perché lo fanno? Inutile negare che dietro alla squadra di lettrici nude è nato un ottimo business. Da Chicago, le serate sono arrivate fino a Seattle, New York, Boston e ora la formula espatria ed è pronta a sbarcare a Toronto e San Paolo, in Brasile. Inoltre, il marchio si propone anche in franchising per nuove aperture in tutto il mondo.

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Soldi a parte, Michelle l’Amour, che nel marzo dello scorso anno ha dato vita al primo evento di lettura, difende però la sua idea come forma raffinata di fusione tra cultura e natura. In compagnia della collega Franky Vivid, altra showgirl specializzata in burlesque e performance erotiche, Michelle apre il locale “L’amour Studio” e realizza qui un’idea che meditava da anni: letture collettive fatte da donne nude. Ma non semplici belle donne che non hanno problemi a togliersi i vestiti. Le ragazze di Michelle hanno qualcosa in più: amano la lettura e conoscono la letteratura, al punto da partecipare attivamente alla selezione dei libri presentati e redigere appassionate critiche online. Niente di più. “Basterebbe seguire uno dei nostri eventi  –  si specifica sul sito de L’amour –  per smettere di farsi troppe domande sul perché lo facciamo. Non c’è niente di più naturale e semplice. Eppure la gente sembra non accettarlo”.
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Ragazze nude, che leggono, o ragazze che leggono, nude. Poco importa come lo interpretiate. Per cercare di capirlo potete fare un passo in più: provarlo, proprio come incoraggiano i creatori sul sito Naked Girls Book Club (http://nakedgirlsbookclub. com), pagina dedicata alla discussione letteraria e alla proposta di titoli e autori. Incuriositi? Ecco i cinque passi da seguire: per prima cosa, sfogliate le librerie virtuali di ogni Naked Girl (Michelle adora Anais Nin, Greta Layne preferisce Haruki Murakami mentre Dominique Trixx consiglia Wiliam Faulkner) e scegliete un testo. Poi trovate una sistemazione comoda dove rilassarvi, assicuratevi quindi che le luci siano soffuse. Procedete togliendovi sensualmente gli abiti di dosso e magari lasciate solo le scarpe, meglio ancora se sono delle stiletto tacco 12. Infine leggete.
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La vittoria della formula sta tutta qui: essere fiere della propria sensualità e della propria cultura. Corpo e cervello, insomma, fusi in un unico momento di relax. Loro, le ragazze de “L’amour Studio”, lo fanno per soldi ma invitano qualsiasi donna a provarlo per semplice piacere. E se si sceglie di acquistare i libri tramite il sito ufficiale delle ragazze, i ricavati andranno in parte all’associazione americana “Rock for reading”, che promuove la costruzione di una “nazione di lettori” tramite la sensibilizzazione alla lettura attraverso canali inusuali come concerti e performance.
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15 gennaio 2010
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Giustizia, vuoti di organico in procura: magistrati pronti allo sciopero

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In due anni le scoperture degli uffici si sono quadruplicate passando da 68 a 249

Anm: “La desertificazione rende impossibile esercitare adeguatamente l’azione penale”

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ROMA – L’Associazione nazionale magistrati è pronta anche a proclamare uno sciopero per dare un forte segnale di allarme sulla grave situazione di scoperture di organico nelle procure. La “desertificazione” delle procure è “drammatica”. In due soli anni le scoperture di organico si sono quadruplicate passando da 68 a 249. Per questo i magistrati chiedono che il governo faccia cadere, almeno temporaneamente, il divieto di destinare i magistrati di prima nomina nelle procure.

Aprendo poi i lavori dell’assemblea di oggi in Cassazione, davanti a procuratori provenienti da tutta Italia, il presidente del sindacato delle toghe, Luca Palamara ha attaccato il decreto legge con il quale il governo è intervenuto sul problema delle procure: “Si tratta di un intervento incoerente, inefficace e fortemente penalizzante per i magistrati più giovani”, ha detto il leader del sindacato delle toghe, sottolineando come così non si risolverà il problema perché si darà luogo a un “perverso giro di valzer” tra magistrati che provengono da sedi giudiziarie disagiate.

Palamara non ha parlato esplicitamente di sciopero ma ha spiegato che “L’Anm non potrà assistere inerme allo svuotamento degli uffici di procura ma vuole una riforma della giustizia che assicuri un processo giusto in tempi ragionevoli e vuole uffici organizzati e funzionanti. Ecco perché – ha continuato Palamara – l’Anm è fermamente intenzionata ad adottare ogni efficace e anche estrema iniziativa di mobilitazione della magistratura associata e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla gravità della situazione attuale”.

Secondo i calcoli del Csm, che lunedì scorso ha approvato un parere fortemente critico sul dl, “in cinque anni – ha ricordato Palamara – potranno essere mobilitati ben 750 magistrati per coprire fino a 400 posti di sedi disagiate”. La ‘desertificazione’ degli uffici requirenti, secondo il sindacato delle toghe, “ha una conseguenza aberrante: la concreta e sostanziale impossibilità di esercitare adeguatamente l’azione penale”.

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16 gennaio 2010

fonte:  http://www.repubblica.it/cronaca/2010/01/16/news/giustizia-sciopero-1968605/?rss

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