Napoli, scoperto l’esercito dei falsi pazzi

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Napoli, scoperto l’esercito dei falsi pazzi

Nel mirino 400 pratiche d’invalidità

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NAPOLI (17 gennaio) – Quattrocento malati di mente nella sola zona di Chiaia. Un numero «abnorme», uno sproposito, che ha spinto la procura di Napoli a cercare di vederci chiaro e ad aprire un nuovo filone investigativo sulle pensioni di invalidità finora erogate dallo Stato.

Dopo i falsi ciechi, dunque, l’inchiesta si estende ai finti pazzi, che avrebbero intascato pensioni e indennità non dovute, grazie a certificati medici ritenuti fasulli. È il secondo atto del procedimento che all’inizio dello scorso dicembre culminò in 53 arresti di finti ciechi, quasi tutti originari della zona del Pallonetto di Santa Lucia. Associazione per delinquere, falso e truffa, le accuse contestate.

Da quel momento, l’attività d’indagine non si è fermata e ha tenuto fermi i riflettori sugli uffici chiave della Municipalità di Chiaia. Tanto, che appena qualche giorno fa sono stati i carabinieri a mettere a segno un’altra mossa. I militari hanno compiuto un nuovo sopralluogo, con tanto di acquisizione di atti. Hanno bussato alle porte degli uffici della municipalità – dove funzionari e dirigenti si sono finora distinti per la piena collaborazione con i pm – e hanno messo le mani su una mole di carta, tra fascicoli, perizie e certificati medici.

È così che al centro delle indagini finiscono le quattrocento pratiche di invalidità per malattie mentali, documenti che accompagnano le richieste di pensione per i cittadini alle prese con malattie irreversibili. Si parte dal dato numerico, che è già di per sé un elemento significativo, visto il raffronto fatto dagli inquirenti: se infatti in quartieri come Vomero o Fuorigrotta le pratiche di invalidità per malattie mentali sono appena una quarantina, qui a Chiaia il numero aumenta dieci volte tanto.

Quattrocento sedicenti malati di mente, un piccolo esercito di psicolabili che, a leggere gli atti, si aggirerebbe per le vie più esclusive della città, potendo contare su pensioni, rimborsi, vitalizi di Stato. Quanto basta a tenere aperta l’inchiesta, da parte dei militari del comando provinciale del colonnello Mario Cinque. Che dopo aver acquisito atti nelle sezioni circoscrizionali, puntano oggi a fare i dovuti riscontri. Ed è proprio dal dato incrociato che emergerebbero conferme dello strano caso dei malati di mente di Chiaia. Fatto sta che, a voler leggere le pratiche finite sul tavolo degli inquirenti, buona parte dei quattrocento malati andrebbe ricondotta proprio allo stesso territorio abitato dai finti ciechi. In troppi casi, insomma, parla l’anagrafe: stessa zona – ancora una volta l’area di Pizzofalcone, del Pallonetto di Santa Lucia – territorio evidentemente «miracoloso», a giudicare dalle immediate guarigioni successive agli arresti dello scorso dicembre.

Ma anche nel filone investigativo delle malattie mentali, il sospetto degli inquirenti punta in alto. L’ipotesi è che ci sia un’organizzazione ben rodata e attiva su più livelli. Tanto che si punta ora ad accertare l’esistenza di una regìa comune, di una sorta di «sistema» in grado di velocizzare pratiche, inventare casi di malattie e puntare agli uffici giusti, potendo contare, nella migliore delle ipotesi, su omissioni e mancanze di controlli da parte dei pubblici ufficiali. Inchiesta aperta, si attendono riscontri, anche per stabilire cosa ha spinto sull’orlo della pazzia (vera o presunta) un numero tanto alto di cittadini di Chiaia.

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=87947&sez=HOME_INITALIA

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