Haiti tra caos e speranze. Cento bambini sepolti a Leogane / VIDEO: Haiti, si teme la rivolta dei disperati

Secondo stime americane i morti saranno 200mila. Ue: subito 222 milioni di euro

Haiti tra caos e speranze
Cento bambini sepolti a Leogane

I sopravvissuti vivono ammassati in bidonville.
Nelle fosse comuni sotterrati 70mila cadaveri

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PORT AU PRINCE – Circa cento bambini potrebbero essere rimasti sepolti sotto le macerie della loro scuola crollata nella città haitiana di Leogane, 17 km a ovest di Port-au-Prince. Lo riferisce il sito online della Cnn. Leogane è stata distrutta dal sisma all’85%. A quasi una settimana dal terremoto che ha devastato Haiti si scoprono ancora macabri particolari. Il governo ha proclamato lo stato di emergenza fino alla fine del mese e 30 giorni di lutto, mentre sono già circa 70 mila i cadaveri cui è stata data sepoltura nelle fosse comuni. La situazione, afferma Medici senza frontiere, «non migliora, le strade sono piene di gente disperata. La mancanza di cibo e di acqua potabile causa ulteriore stress». Le equipe di Msf stanno, fra l’altro, lavorando 24 su 24 nelle sale operatorie allestite per i feriti. È «enorme» la richiesta di interventi chirurgici salva-vita. Nel suo nuovo ospedale nel distretto di Carrefour, un’equipe chirurgica ha realizzato 90 operazioni mentre un’altra ha effettuato 20 interventi chirurgici in un container. A Port-au-Prince sono arrivati oltre 100 operatori umanitari per dare supporto alle equipe che lavoravano stabilmente a Haiti già prima del terremoto. Tra loro vi sono chirurghi, anestesisti, nefrologi e psicologi.

SALVATI – Intanto la speranza di trovare ancora sopravvissuti sotto le macerie di Haiti non può essere abbandonata. Ancora sabato le squadre di soccorso hanno estratto due persone vive, di nazionalità haitiana, dalla macerie del Caribbean Market di Port-au-Prince, lo stesso dove stava lavorando l’italiano Antonio Sperduto. I due, un uomo di 30 anni ed una donna di 40, sono in buone condizioni. La loro salvezza è dovuta a una serie di circostanze e al contributo delle tecnologie. Da una parte infatti, sono stati fortunati ad avere vicino del cibo; dall’altra grazie ai cellulari sono riusciti a mandare messaggi all’esterno e così hanno fatto in modo di attivare le ricerche sotto le macerie del supermercato. L’uomo, riferisce Ivan Watson della Cnn da Port-au-Prince, ha detto che entrambi sono riusciti a sopravvivere mangiando burro di arachidi e gelatina. Al Caribbean Market sono al lavoro squadre di soccorso statunitensi e turche. Il team South Florida Urban Research and Rescue che opera sul posto e i volontari turchi del Gea erano sul punto di abbandonare le ricerche due giorni fa: gli sms dei sopravvissuti sotto le macerie hanno riavviato il lavoro di soccorso. I due non sono gli unici ad essere stati salvati. Anche un funzionario danese dell’Onu è stato estratto dalle macerie del quartier generale delle Nazioni Unite a Port-au-Prince. Nel giorno della visita del segretario generale Ban Ki-moon, l’esperto di affari civili Jen Kristensen è stato tirato fuori «praticamente senza un graffio» dalle rovine dell’edificio. «Un piccolo miracolo» lo ha definito Ban, che ha sorvolato in elicottero la devastazione del sisma. «Sono qui per dirvi che siamo con voi» ha detto Ban ai volontari impegnati nei soccorsi e a ciò che resta della missione Minustah, «non vi lasceremo soli: questo è un disastro di portata pari allo tsunami». Il capo dei soccorritori dell’unità statunitense Joe Downey, è il figlio del leggendario Ray Downey, il capo operativo dei pompieri di New York, rimasto ucciso l’11 settembre 2001 al World Trade Center.

GLI ITALIANI – Ad una settimana dal sisma sono sette gli italiani ancora da contattare, mentre per altri 3 ci sono «fondate e concrete ragioni di forte preoccupazione». È quanto riferisce la Farnesina in una nota, nella quale informa che la squadra inviata dall’Unità di crisi a supporto dell’azione dell’ambasciata d’Italia a Santo Domingo e del vice consolato onorario italiano ad Haiti sta operando per definire in maniera quanto più chiara e completa possibile il quadro dei connazionali mancanti all’appello, in collaborazione con le diverse componenti italiane nell’isola, le diverse squadre di partners europei e compatibilmente con le difficilissime condizioni locali.

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I SOCCORSI – Intanto la macchina dei soccorsi ad Haiti aumenta di potenza per tentare di rispondere alle necessità più urgenti dei sopravvissuti. Il caos, le violenze e i saccheggi generati dalla disperazione hanno indotto il governo a dichiarare lo stato d’emergenza fino alla fine del mese di gennaio e il lutto nazionale di 30 giorni con tutte le bandiere a mezz’asta sugli edifici pubblici rimasti in piedi. Nelle fosse comuni sono stati sotterrati 70mila cadaveri, ha affermato il segretario di stato all’istruzione Carol Joseph, mentre secondo una stima fornita dagli esperti americani le vittime in totale potrebbero essere 200mila. Il sisma e le numerose repliche hanno causato anche il ferimento di 250mila persone e 1,5 milioni di senzatetto. I sopravvissuti vivono ammassati in bidonville improvvisate a due passi dal palazzo nazionale, parzialmente distrutto, simbolo di un potere decapitato dalla catastrofe. La priorità è ormai quella di evitare una catastrofe sanitaria: la carenza di acqua potabile e di servizi sanitari aumenta fortemente il rischio di epidemie.

GLI AIUTI ECONOMICI – L’Unione europea ha deciso di destinare ad Haiti 122 milioni di euro (30 da parte della Commissione, 92 da parte degli stati membri) per assistenza umanitaria di emergenza e altri 100 milioni di euro (della sola commissione UE) in assistenza non umanitaria. La decisione è stata assunta dalla riunione straordinaria dei ministri dello Sviluppo. Oltre all’emergenza umanitaria e non umanitaria, ci saranno a disposizione della ricostruzione di Haiti 200 milioni di euro di fondi della sola Commissione UE, ai quali si aggiungeranno prossimamente gli altri impegni degli stati membri. Tra i maggior contributori della Ue, in testa c’è la Gran Bretagna che ha annunciato di voler triplicare gli aiuti, a 22,6 milioni di euro. La Francia ha deciso di donare 10 milioni di euro all’Onu per rispondere alla richiesta di aiuti urgenti per Haiti. La Germania si è impegnata per 7,5 milioni di euro. Domenica il ministro degli esteri Franco Frattini ha riferito che l’Italia ha già impegnato 5 milioni di euro ed ha deciso di cancellare il debito di Haiti che ammonta a 40 milioni di euro. L’appello Onu punta a raccogliere 562 milioni di dollari per Haiti. Infine si terra il prossimo 25 gennaio a Montreal, in Canada, la conferenza internazionale sulla ricostruzione di Haiti. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner, parlando alla radio France Info. «È quello che darà speranza» agli haitiani, ha affermato il capo della diplomazia di Parigi.

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Redazione online
18 gennaio 2010

fonte:  http://www.corriere.it/esteri/10_gennaio_18/haiti-sopravvissuti-caos_d079b276-0407-11df-9eeb-00144f02aabe.shtml

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