DIRITTO ALLO STUDIO? CARTA STRACCIA – Al lavoro a 15 anni invece che in classe: passo indietro sull’obbligo scolastico

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Emendamento della maggioranza: l’apprendistato vale come un anno di scuola
E’ bufera sul governo. Il Pd: “Fanno carta straccia di tutti le scelte mondiali” 

Al lavoro a 15 anni invece che in classe: passo indietro sull’obbligo scolastico

Critiche dai sindacati: “Non è così che si aiuta l’occupazione dei giovani”

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di SALVO INTRAVAIA

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Al lavoro a 15 anni, e scoppia la polemica tra governo e opposizione. “La maggioranza fa carta straccia dell’obbligo scolastico: inaccettabili questi salti all’indietro sul tema della formazione”, dichiara l’ex ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni. Al centro della querelle un emendamento al disegno di legge sul lavoro, collegato alla Finanziaria, approvato questa mattina dalla commissione Lavoro della Camera, che prevede che l’apprendistato possa valere a tutti gli effetti come assolvimento dell’obbligo di istruzione. Se il provvedimento dovesse andare in porto, gli studenti meno volenterosi potrebbe uscire dalle aule scolastiche un anno prima dell?attuale obbligo scolastico, fissato a 16 anni.
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Ma l’Ue e tutti i più recenti studi sul capitale umano ci chiedono il contrario: aumentare la permanenza a scuola dei nostri adolescenti e ridurre la dispersione scolastica. “La maggioranza e il ministro Sacconi ? continua Fioroni ? hanno deciso di fare carta straccia dell’obbligo scolastico. E’ inaccettabile che, invece di intensificare gli sforzi per collegare la fase educativa alla formazione e mettere in grado i ragazzi italiani di poter competere ad armi pari con i loro colleghi nel resto del mondo, qui si decida di fare un salto all’indietro così macroscopico”.
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“E’ l’ultimo atto dello smantellamento di un vero obbligo scolastico”: così il segretario della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo, commenta l’emendamento. “Siamo decisamente contrari. Prevedere questo – afferma il sindacalista – significa mettere in discussione l’essenza stessa dell’obbligo scolastico che va assolto nei percorsi di istruzione e formazione, e non attraverso l’apprendistato che nella maggior parte dei casi si traduce in un lavoro vero e proprio dove di apprendimento c’è ben poco”.

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Critiche sono state espresse anche dal segretario confederale della Cisl, Giorgio Santini. “L’emendamento sull’apprendistato approvato dalla commissione Lavoro della Camera, in modo frettoloso e senza nessuna consultazione delle parti sociali, deve essere corretto prima dell’approvazione in Aula del ddl lavoro prevista per la prossima settimana”. “In particolare – aggiunge Santini – va attentamente valutato il rischio di un conflitto tra norme, stante la vigente legge 296/06 che fissa l’obbligo di istruzione a 16 anni, che porterebbe alla paralisi operativa”. La richiesta del sindacato è quella di “rilanciare l’apprendistato per aiutare concretamente l’occupazione dei giovani”, ma di farlo in collegamento con “percorsi di istruzione e formazione professionali nei quali, come previsto dalla legge, si assolva all’obbligo di istruzione”.
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20 gennaio 2010
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