Padova, cercasi coinquilini: «Non leghisti, litigano con i meridionali»

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PADOVA (22 gennaio) – «Si affitta a chiunque tranne che ai leghisti». Dopo meridionali e immigrati stranieri, ora anche il popolo del Carroccio si trova a fare i conti con le “discriminazioni immobiliari”. Non sono più i cartelli odiosi che venivano appesi ai balconi delle case di ringhiera a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta a Milano e a Torino. Non sono neppure le prescrizioni più o meno discriminatorie che appaiono su siti e giornali specializzati in cui si fa capire che dall’affitto sono esclusi gli immigrati. Questa volta (ironia del destino) ad essere discriminati sono proprio i simpatizzanti di Umberto Bossi.

Da qualche giorno infatti sul muro della sede del Consiglio di quartiere 1 (tra piazza Capitaniato e il volto dell’Orologio), a pochi metri dalle aule della facoltà di Lettere e filosofia, si può leggere un annuncio che recita così: “Affittasi subito stanza singola in appartamento misto vicino al centro (via Vergerio). Internet, telefono, tv, lavatrice, lavastoviglie, parchetto sotto casa, cucina abitabile, lungo balcone, 4 stanze singole, 2 bagni, posto bici. Contratto singolo per studenti, benissimo anche Erasmus. Euro 282 tutto compreso”. Firmato Chiara, Mattia, Alice, con i rispettivi numeri di cellulare a fianco. Fin qui tutto regolare, uguale a migliaia di altri “foglietti” che tappezzano un po’ tutto il centro storico. Tutto regolare se l’annuncio non si chiudesse con un perentorio “No Lega” seguito da tre punti esclamativi. Il che vuol dire: si affitta a chiunque tranne che a studenti simpattizzanti del Carroccio.

Incuriositi dall’annuncio, abbiamo chiamato uno dei numeri scritti sull’annuncio, ottenendo un appuntamento. «Ma perchè “no Lega”?» – chiediamo alla studentessa dall’altra parte dell’apparecchio. «Diciamo che è un po’ una provocazione – risponde la ragazza -, ma nel nostro appartamento abitano due ragazzi pugliesi, quindi, puoi ben capire…». Insomma, meglio mantenere un ambiente tranquillo ed evitare. La studentessa capisce però che l’argomento diventa scivoloso, quindi tenta di salvarsi in corner: «Naturalmente una convivenza è sempre possibile, noi non discriminiamo nessuno» e via dicendo, in un crescendo di distinguo che non riescono però a cancellare l’essenza dell’annuncio: che i leghisti come inquilini, lei e i suoi amici non li vogliono.

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fonte:  http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=88496&sez=ITALIA

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